articoli di psicologia della Dott.ssa Manuela Leonessa

risposte dello specialista Manuela Leonessa

 349  risposte
  Vis. Profilo

Uscire con un'anoressica

Apri domanda

Buongiorno Alice, capisco il suo disagio e capisco anche il desiderio di aiutare l'amica, ma non spetta a lei. Quello dell'anoressia è un problema complesso, non se ne faccia carico. Piuttosto provi a domandarsi se quella di promuovere i suoi desideri e le sue preferenze sia una difficoltà presente solo con questa amica o in più contesti della sua vita. mi faccia sapere la risposta se lo desidera....

Sofferenza e vittimismo

Apri domanda

Buongiorno Sara, la consapevolezza che dimostra nell'analizzare questo atteggiamento verso la vita è già un buon traguardo da cui partire. Non definirei comunque il suo un atteggiamento vittimista. Il vittimista è colui che tende ad incolpare persone o circostanze esterne a sé per le proprie difficoltà. Ma al di là di queste precisazioni, sicuramente il suo comportamento ha un significato profondo. Lei stessa scrive che la sofferenza sembra fornirle uno scopo alla vita. Benissimo, ognuno di noi ha bisogno di uno scopo, e lei , a quanto pare ha trovato il suo. Si tratta di scoprire perché proprio quello della sofferenza. Probabilmente placa dei bisogni, che, una volta individuati , sarà importante soddisfare in maniera più salutare. Un caro saluto....

Estrema insoddisfazione lavorativa

Apri domanda

Buongiorno Monica, immagino lei sappia che di per sé l'ansia non sia una cosa negativa, essa deriva dal desiderare qualcosa e percepire il pericolo di non ottenerla. L'ansia, quando è appropriata preserva la vita e spinge ad agire e a ottenere risultati. L'assenza di ansia conduce all'indifferenza, ma l'ansia eccessiva può anche distruggere. Ricapitolando, l'ansia sorge di fronte a un pericolo. Lei stessa dice che di fronte a un ostacolo si scoraggia prima di averlo superato. Immagino che la vita stessa per lei, in questo momento, sia una difficoltà enorme di fronte alla quale si sente inadeguata, se davvero è così, comprendo la sua ansia. Ma l'ansia, come le dicevo, può distruggere, può boicottare le nostre azioni ( a che serve sforzarsi tanto se non si ottengono risultati?) e meno otteniamo risultati più ci sentiamo inadeguati e più ci sentiamo inadeguati più proviamo ansia e più proviamo ansia meno risultati otteniamo, e ci sentiamo inadeguati, e così via: rendo l'idea? Ma vede, non è detto che lei sia davvero così inadeguata, la percezione che ha di sé probabilmente non corrisponde a verità, Si tratta solo di individuare i motivi che la spingono a percepirsi così e correggerli. C'è un bandolo della matassa da individuare, e un buon colloquio terapeutico potrebbe aiutare. Un caro saluto...

Non riuscire a guardare i miei occhi allo specchio

Apri domanda

Gentile Sofia, “È ormai da qualche anno che ho un rifiuto crescente di guardare allo specchio i miei occhi.” Prima come stava, e cosa le ha fatto perdere questa sicurezza? E' successo qualcosa di particolare? Ci può raccontare qualcosa in più della sua vita? Un caro saluto....

Non accettazione scelte di mia madre

Apri domanda

Buongiorno Alice, mi chiedo cosa sia a farla stare così male: il “tradimento” di sua madre o il fatto che qualcuno, in qualche modo, si sta sostituendo a suo padre? Quando perdiamo una persona cara, viviamo una fase di non accettazione non ci rassegniamo alla perdita e l’unica cosa che desideriamo è il suo ritorno. Lei sa bene che suo padre non tornerà, ma il fatto che il suo letto sia occupato da un altro uomo rende questa impossibilità più reale . Conflitti come quello che sta vivendo lei dopo un lutto importante sono normali nel breve periodo, ma dopo un anno dall’evento richiedono un’analisi più attenta. Potrebbe essere utile una terapia psicologica, ma non necessariamente. Provi a vedere se esistono gruppi di auto mutuo aiuto nella zona in cui vive, consulti il suo medico di famiglia, se ha fiducia in lui. Aiutarla è possibile....

Depressione a 25 anni: cosa fare?

Apri domanda

Buongiorno Marti, 25 anni, quasi 26, sono davvero pochi per considerarsi private di un futuro. Alla sua età ha tutto il tempo che le serve per cogliere le opportunità che la vita potrà offrirle. E direi che qui sta il punto. Da come scrive sembra che la rinuncia al trasferimento in UK abbia attivato una spirale negativa in cui pensieri, umore, fisiologia e comportamento stanno innescando una nell’altra una serie di reazioni a catena che la spingono sempre più in basso. Pensieri negativi, umore depresso, comportamento passivo e ritirato creano un circolo vizioso che si autoalimenta convincendola in maniera sempre più profonda che per lei non c’è, e non ci sarà più un futuro di speranza: sua madre la manipola e lei ha accettato di rimanere in negozio rinunciando a ciò che più le sarebbe piaciuto fare, rimanere in negozio le impedisce di raggiungere un’indipendenza economica che le permetterebbe di lasciare la famiglia di origine e sottrarsi all’influenza manipolatrice di sua, permettendole di costruirsi un futuro di maggiore soddisfazione, e il cerchio si chiude come la ruota di un criceto, girando e rigirando sempre nello stesso senso. Si tratta solo di spezzarlo. L’aiuto di un professionista le permetterebbe di correggere i pensieri che le fanno vedere tutto buio e spento, imparare a gestire le emozioni negative che la bloccano in un limbo sterile e privo di prospettive, riattivare risorse e abilità che le permetterebbero di comportarsi in modo costruttivo per raggiungere obiettivi a cui è giusto che ricominci a credere. Non è un cammino semplice, ma costruire il proprio pezzo di felicità non è facile per nessuno. Difficile però non significa impossibile, solo impegnativo. Ha voglia di provarci? Dott.ssa Manuela Leonessa...

Esigenza di cambiare

Apri domanda

Buongiorno Monica, il suo bisogno di piacere è comprensibile, tutti ne hanno bisogno. A qualcuno risulta facile, a qualcun altro no. C’è poi chi è così sicuro di non avere nulla per piacere agli altri, che si relega in un angolo rinunciando persino a provarci. Fin da piccolina si è sentita rifiutata, chissà poi se era davvero così magra e bruttina o solo troppo sensibile, il problema è che lei questa presunta tara se la è portata dietro, ha formato il suo carattere e oggi di fronte a chiunque si sente in qualche modo inadeguata. Ma quanto è difficile vivere così? Costantemente preoccupata di essere giudicata negativamente dagli altri? Perché dagli altri possono arrivare per lei solo giudizi negativi, non è così? Ma il punto sta proprio qui: come fa a essere così sicura che gli altri pensino solo male di lei? Certo, il fatto di averlo pensato fin da sempre rafforza questa convinzione, e certo, i suoi compagni la deridevano da piccolina. Ma tutti? Proprio tutti? Probabilmente non era così ma lei ne è convinta. mi creda però se le dico che è solo un problema di sguardi. E’ così abituata a non piacere che si sforza di farlo anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Chissà a quanta gente è piaciuta subito semplicemente perché era lei. Il suo essere se stessa merita una chance, certo c’è un po’ di lavoro da fare. Imparare a correggere il suo modo di guardare a se stessa e agli altri, superare i blocchi che le fanno vedere tutti (o quasi) come ostili e quelli che le hanno impedito fino ad oggi di apprezzarsi così com’è , con tutto il bello che c’è in lei. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa....

Quale terapia per la mia difficoltà?

Apri domanda

Buongiorno Sara, da come scrive lei mi sembra una persona già molto motivata, concreta e centrata sull’obiettivo. E’ abituata a lavorare su se stessa, si vede, e lo fa così bene da rendersi conto che oltre ad un certo risultato, da sola, non riuscirà ad ottenere. Le serve uno sguardo nuovo, uno sguardo che l’ aiuti a guardare le difficoltà da un’angolazione diversa, quindi chiede quale potrebbe essere l’approccio migliore per il suo problema. Non credo ne esista uno solo, proverò a raccontarle di quello cognitivo comportamentale, mi dirà lei se le piace. E’ un approccio pratico che mira a risolvere le difficoltà partendo dal modo in cui ci approcciamo ad esse. Prendiamo ad esempio il fatto che di fronte agli altri non riesce a svolgere compiti da lei stessa reputati semplici, come mai? Non certo a causa della loro difficoltà che lei stessa rivela essere irrisoria. Il problema risiede altrove, nella sua paura del giudizio altrui forse, o in aspettative troppo alte che lei stessa ha delle sue prestazioni o chissà dove. L’approccio cognitivo comportamentale l’aiuterà ad individuare i pensieri alla base di queste difficoltà, schemi fissi di ragionamento e di lettura della realtà che le appartengono e che la portano a interpretare certe situazioni come minacciose. Imparerà a rivedere questi schemi, a correggerli dove necessario, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più funzionali al suo benessere. Insieme a ciò lavorerà sul suo comportamento ( non a caso si parla di approccio cognitivo comportamentale) apprenderà strategie che l’aiuteranno a modificare la relazione fra le situazioni che le creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che ha adottato fino ad oggi in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Tutto ciò dovrebbe aiutarla ad approcciarsi alle sue difficoltà in modo nuovo, ad essere più critica e consapevole dei meccanismi che attiva di fronte alle situazioni che la preoccupano a gestire e a disinnescare queste modalità ea sostituirle con altre più funzionali che l’aiuteranno a raggiungere con meno difficoltà i suoi obiettivi. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come capire chi siamo?

Apri domanda

Cara Veronica, il percorso per diventare chi si è, è complicato per tutti e la famiglia da cui si proviene in questo processo è davvero importante. La tua storia familiare direi che è stata, forse lo è ancora, alquanto articolata e sicuramente ha avuto un peso nel determinare ciò che sei, la tua confusione, la natura e la qualità delle relazioni che intrecci tuttora. Questo lo sai, non è un caso, infatti, se in questo tuo lungo sfogo ne ripercorri le tappe. Io ti consiglierei di partire da lì, dalla tua storia familiare. Sono a tua disposizione per ulteriori chiarimenti Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non ho ambizioni sul futuro

Apri domanda

Caro Samuele, è difficile diventare grandi improvvisamente, e probabilmente il tuo disagio nasce proprio da questo: per tutta la vita hai vissuto all’ombra dei tuoi e adesso ti ritrovi di fronte un futuro che riguarda solamente te. Una situazione del genere disorienterebbe chiunque, ma è giusto che sia così, è giusto che tu non faccia marcia indietro, perché è della tua vita che stiamo parlando. Certo le difficoltà sono tante, per la prima volta ti ritrovi a dover fare delle scelte da solo, manco ci credi di essere in grado di farle, nessuno ti ha mai dato la possibilità di provare a te stesso il contrario. Imparare a credere in se stessi è mica facile. Non hai ambizioni, dici, ma probabilmente questa assenza fa parte del problema: che senso ha fare delle scelte se non crediamo di essere in grado di realizzarle? Ma è’ arrivato il momento di prendere la tua vita in mano, Samuele. Hai dei genitori che ti amano al tuo fianco e tutta la vita davanti. Non c’è motivo di credere che tu non ce la possa fare, e un sostegno psicologico, almeno iniziale, potrebbe aiutarti a risolvere le difficoltà più grandi. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e ti faccio i miei migliori auguri, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mancanza di tatto del mio compagno

Apri domanda

Buongiorno Anna, ogni persona ha diritto al rispetto e comprendo il senso di umiliazione e la sofferenza che il suo compagno le impone. Tuttavia diventa difficile, dalla sua lettera così sofferta ma anche così essenziale, capire i meccanismi del vostro rapporto, i motivi che spingono il suo compagno ad umiliarla. Motivi che non servono a giustificarlo, sia chiaro, ma solo a capire su quali presupposti si basi il vostro rapporto. Il punto importante però è un altro: il rispetto è un diritto sacrosanto purtroppo non sempre garantito, a volte dobbiamo conquistarcelo. L’autostima e l’assertività sono componenti del nostro carattere che ci permettono di lottare per il rispetto nelle situazioni più difficili. Ammette di essere una persona riflessiva, allora mi dica: come sta ad autostima? Nella sua lettera lei chiede un consiglio su come proteggersi dalla mancanza di rispetto del suo ragazzo. Una domanda vorrei porgliela io: che tipo di rapporto amoroso è quello in cui il bisogno primario è quello di proteggersi dagli attacchi del compagno? Non sarebbe più giusto cominciare a chiedersi come vorrebbe essere amata, per capire se il suo compagno è in grado di darle ciò che chiede? Mi scriva ancora se lo desidera. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Ipocondria, depressione, e varie paure! Voglio davvero uscirne da tutto questo!

Apri domanda

Buongiorno Leonardo, trovo curiosa la sua lettera, e le dico perché: Si è accorto di aver già dato risposta a tutte le sue domande ? Chiede se può stare tranquillo quando ha ammesso poco prima di essere costantemente angosciato e di non riuscire a farne a meno, parla dei timori relativi alla sua salute autodefinendosi ipocondriaco, quindi è già consapevole dell’origine dei suoi mali, infine si rivolge a Psicologi on line avendo già capito che per superare le paure relative al corpo dovrà lavorare sulla psiche. Ora, se permette, le faccio una domanda io e mi risponda solo dopo averci pensato molto bene: questa sua lettera è l’ennesimo tentativo di cercare rassicurazioni ? Perché non è così che risolverà il problema: parlare continuamente delle sue paure le alimenterà anziché risolverle. Ha voglia di uscire da questa situazione, ha voglia di stare bene, non esiti a chiedere aiuto. Dalla sua lettera traspare una forte energia , la usi. La usi nella giusta direzione, ne varrà la pena. Resto a sua disposizione, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Chiedo io il periodo di pausa e lui mi lascia

Apri domanda

La fine di una relazione d'amore è sempre dolorosa, la sofferenza può essere intensa e richiedere anche molto tempo per essere attenuata. La sua storia, inoltre, durava da tempo per questo capisco la sua l’incredulità, sembra impossibile che la persona che abbiamo amato e con cui abbiamo condiviso tanti momenti e i nostri lati migliori (e peggiori) non voglia più averci con sé nella sua vita. Cara Monica ,non si rimproveri per la sua sofferenza, dimostra solo che sa amare. Non le sarà possibile eliminare il dolore per questa perdita, non così presto almeno, può però provare ad adottare alcuni accorgimenti che l’aiutino ad elaborarla e a guardare oltre. Non neghi la sua sofferenza e non si rimproveri per ciò che sta provando, l’accolga, la condivida con qualcuno, amici, parenti. La sofferenza è come una bustina di caffè liofilizzato, se la immerge nell’acqua si scioglie, se non lo fa diventa una mappazza rischiando di rimanere bloccata nella sua mente o nel suo corpo. Si prenda cura di se stessa, ama lo sport? Pratichi attività fisica all’aria aperta, in mezzo al verde, è il miglior antidepressivo e la farà sentire più bella, anche questo non guasta. Non idealizzi il suo ex, si sforzi di ricordarne anche i difetti, questo le permetterà di avere una visione più equilibrata di quella che è stata la vostra storia. E non cerchi consolazione in lui. Si dia nuovi obiettivi, la vita continua, per lei potrebbe essere arrivato il momento di dare una svolta alla sua. Non si neghi questa opportunità, anzi la colga. E stia con le persone che le vogliono bene, la vita ha ancora molte cose da darle, Monica, sia coraggiosa. La saluto con affetto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dipendenza affettiva in amicizia

Apri domanda

Buonasera Grazia, non riesco a comprendere i termini del suo problema: perché parla di dipendenza affettiva? Perché questa amicizia sarebbe per lei un problema? Parla di autoanalisi e comportamenti sbagliati, ha voglia di essere un po’ più specifica? Resto in attesa e la saluto caramente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Anaffettività o altro? Problema a mostrare affetto ai parenti

Apri domanda

Buongiorno Giada, ho letto con attenzione la sua lettera in cui emerge con chiarezza il senso di frustrazione nei confronti di una manifestazione di affetto che sente come dovere. Tendiamo ad avere un’idea preconcetta dell’amore e dei gesti necessari per esprimerlo, ma chi dice che debba essere necessariamente così? Lei non mette in discussione l’ affetto per i suoi ma si rammarica di non riuscire ad esprimerlo, che cosa intende esattamente quando parla di questa incapacità ? Ci sono molti modi per dimostrare il proprio affetto a qualcuno, è sicura di essere davvero così muta? A volte non riusciamo a comunicare perché non conosciamo l’alfabeto adatto, altre volte perché sottovalutiamo quello già in nostro possesso. Penso che l’idea di rivolgersi a uno psicologo sia buona, un percorso che l’aiuti a comprendere le emozioni che prova per i suoi genitori, che l’aiuti a risolvere i sensi di colpa per ciò che ritiene sia doveroso manifestare loro e le restituisca la libertà di esprimere ciò che di più genuino c’è in lei nei loro confronti, potrebbe restituirle la gioia e la libertà di essere vera con loro. Per quanto riguarda il percorso più adatto a lei, credo che la cosa importante sia trovare qualcuno che le ispiri fiducia. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e le auguro una buona giornata. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia per il futuro e senso di fallimento.

Apri domanda

Buongiorno Luca, direi che l’ansia sta prendendo il sopravvento. Quando sono i pensieri a dominare la nostra vita e non noi a governare loro è necessario correre ai ripari. Primo perché ciò che lei pensa non deve necessariamente diventare realtà. L'ansia di non riuscire a scrivere la tesi, per esempio, di non essere in grado di trovare un argomento o relatore: e chi le dice che sarà così?, magari dovrà chiedere a più di un professore, ma perché pensare che non riuscirà a trovarne uno disposto a seguirla? La paura di non essere preso dalle aziende per uno stage: ci ha mai provato? Magari è meno difficile di quanto lei creda. Pensa di essere inferiore ai suoi compagni, crede di essere l’unico a sentirsi così? I suoi timori non sarebbero nemmeno così strani se non fossero così invadenti, ma l’impressione che ricavo dalle sue parole è che la stiano bloccando. I sui timori, insomma, sono così forti che rischiano di ostacolarla nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Ma correre ai ripari non è impossibile. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a distinguere le paure realistiche da quelle che non lo sono, tenere sotto controllo queste ultime e rafforzarla nel problem solving per i problemi che necessitano di una soluzione. Un percorso che l’aiuti a sviluppare la fiducia e la sicurezza interiore indispensabili per trovare la sua strada e attraversarla con entusiasmo anziché con disperazione. Le faccio i miei più cari auguri e resto a disposizione per eventuali, ulteriori chiarimenti. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Senso di occlusione, depressione, problemi relazionali col nucleo familiare

Apri domanda

Buongiorno Salvatore, comprendo la sensazione di pesantezza e sofferenza che descrive con grande efficacia. Purtroppo quando si è immersi nel proprio disagio è difficile guardare al problema da altre angolazioni che magari nascondono spiragli inutilizzati. Eppure, di solito, se viene cambiato anche solo un elemento all’interno di un quadro, cambia tutta la composizione. Per questo motivo sono d’accordo con lei sull’opportunità di “approfondire tutta la questione” con un professionista. Resto pertanto a sua disposizione e se volesse contattarmi per parlare meglio a voce di tutta la situazione può trovarmi al numero 3333054288. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa....

Figlio insoddisfatto

Apri domanda

Buongiorno Salvatore Sicuramente il vostro piccolo cerca di dirvi qualcosa ed è saggio il vostro desiderio di andare più a fondo. Il suo racconto descrive alcune manifestazioni del disagio del bambino ma non è sufficiente ad individuarne le cause. Gli aspetti da considerare sono tanti e varrà la pena approfondirne ognuno. Mi permetto di sfiorarne uno in questa sede: secondo lei quanto pesa l’arrivo della sorellina nel quadro da lei descritto? L'arrivo di un fratellino o sorellina modifica le abitudini di vita di una famiglia ed è un momento di grande stress per il primogenito. Alcuni bimbi si adattano meglio al grande evento, altri no. Se vostra moglie una sera tornasse a casa con un altro uomo e vi dicesse: “Caro, questo è il mio amante e vivrà con noi. Dovete andare d’accordo e volervi bene.” Come vi sentireste? Ecco, questa è la rabbia e il senso di frustrazione che i bimbi accusano quando dopo i primi giorni, comprendono che il nuovo nato non è un ospite solo di passaggio: “Mamma, quand’è che se ne va via?” è tutto ciò che vorrebbero sapere. Dal loro punto di vista si stava benissimo prima, non c’era bisogno di un fratellino o una sorellina.. “Forse per mamma e papà io non ero abbastanza” è un altro dubbio che può cominciare a frullare nella loro testolina. Per come la vedono loro l’intruso catalizza l’attenzione di mamma, papà e di tutti gli altri. È qualcosa di davvero inaccettabile ed è necessario organizzarsi, ma come? Facendo come lui, ovvio. Pannolino, ciuccio e tutto il resto, regressione insomma. Oppure trasformandosi in un esserino imprudentie, ficcandosi continuamente nei guai o adottando comportamenti discutibili. Mamma è papà non gli staccheranno più gli occhi di dosso e l’attenzione sarà nuovamente tutta per loro. Naturalmente questa è solo una delle possibili chiave di lettura. Condivido il vostro desiderio di andare più a fondo, e sono sicura che la vostra attenzione vi permetterà di risolvere la situazione senza ulteriori complicazioni. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e vi auguro buona giornata. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento sola

Apri domanda

Cara Giulia la sua lettera è un buon inizio per iniziare a prendersi cura di sé e poter dare “corpo e anima” alle numerose possibilità che le offre la vita. Penso che per lei sia necessario iniziare un percorso psicologico che possa aiutarla a gestire tutto ciò di cui parla. Le disavventure che si sono susseguite in questo ultimo periodo, unite alla solitudine, la spingono a vedere tutto nero, ma la vita non è solo questo, mi creda. Ha bisogno di credere in se stessa, fare i conti con ciò che non le piace di lei, percepirsi più “amabile” al punto che se le sue amiche non la cercano si ritroverà in diritto di andare a cercarle lei. Merita di ritrovare la serenità , ma in questo momento di buio totale ha bisogno di qualcuno che l’aiuti ad emergere dal tunnel. Dopo diventerà tutto più semplice. Mi scriva ancora se vuole o mi telefoni, se preferisce . Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione resistente e Terapia Cognitivo Comportamentale

Apri domanda

Buongiorno Marco, non so dirle se un tipo di approccio potrebbe essere più efficace di un altro, molto credo dipenda dalle risposte individuali. Posso però spiegarle i presupposti di quello cognitivo comportamentale, deciderà lei se provare anche questa strada oppure no. La terapia cognitivo comportamentale (TCC) va a caccia dei pensieri negativi. E’ una terapia che chiede sin da subito al paziente di fare attenzione ai propri pensieri e in particolare a quelli che lo spingono a giudicare in maniera negativa, catastrofica e terribilizzante le varie occasioni di vita in cui si manifesta la sua sofferenza. E’ un lavoro di cesello che invita il paziente a guardare con la lente d’ingrandimento questi pensieri, ad analizzarli, metterli in discussione. Questa è la caratteristica della TCC: una grande finezza nel definire ed elicitare i pensieri consapevoli e coscienti che portano il paziente a valutare depressivamente e/o ansiosamente le situazioni. Sottolineo, perché lo ritengo importante, che la TCC lavora sui pensieri consapevoli e coscienti. Non tiene conto, cioè dell’inconscio. Questo però non significa che i pensieri consapevoli e coscienti siano tali da subito. Veniamo attraversati continuamente da pensieri coscienti ma velocissimi, che non consideriamo minimamente pur potendolo fare. pensieri che per questo motivo consideriamo automatici. Ne ha già sentito parlare? Nella sua lettera lei cita “ pensieri e convinzioni che mi curvano", "mi bloccano”. Ecco, la TCC si occuperà prevalentemente di questi. Pensieri e convinzioni che la “curvano e la bloccano” dei quali è già consapevole ma anche di quelli tutt’ora ancora automatici. Mi faccia sapere se lavorare in questa direzione potrebbe esserle utile. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Quale terapia per ansia generalizzata?

Apri domanda

Buongiorno Antonella, le rispondo più o meno come ho risposto ad un altro lettore: non so dirle se un tipo di approccio potrebbe essere più efficace di un altro, molto credo dipenda dalle risposte individuali. Posso però spiegarle i presupposti di quello cognitivo comportamentale, deciderà lei se provare questa strada oppure no. La terapia cognitivo comportamentale (TCC) va a caccia dei pensieri negativi. E’ una terapia che chiede sin da subito al paziente di fare attenzione ai propri pensieri e in particolare a quelli che lo spingono a giudicare in maniera negativa, catastrofica e terribilizzante le varie occasioni di vita in cui si manifesta la sua sofferenza. E’ un lavoro di cesello che invita il paziente a guardare con la lente d’ingrandimento questi pensieri, ad analizzarli, metterli in discussione. Questa è la caratteristica della TCC: una grande finezza nel definire ed elicitare i pensieri consapevoli e coscienti che portano il paziente a valutare ansiosamente le situazioni. Sottolineo, perché lo ritengo importante, che la TCC lavora sui pensieri consapevoli e coscienti. Non tiene conto, cioè dell’inconscio. Questo però non significa che i pensieri consapevoli e coscienti siano tali da subito. Veniamo attraversati continuamente da pensieri coscienti ma velocissimi, che non consideriamo minimamente pur potendolo fare; pensieri che per questo motivo consideriamo automatici. Ora, l’ansia è un’emozione necessaria, che ci avverte di un pericolo. La persona eccessivamente ansiosa, però, tende a vedere pericoli anche dove non è necessario e questo perché interpreta molte situazioni in maniera preoccupata. La TCC va a lavorare sulle modalità con cui la persona interpreta le varie situazioni, andando alla ricerca dei pensieri scorretti, insegnando a metterli in discussione e correggerli. La TCC, insomma, le permetterà di ricollocarsi nel mondo in maniera più serena perché le insegnerà ad essere più equilibrata e consapevole Mi faccia sapere se lavorare in questa direzione potrebbe esserle utile. Resto a sua disposizione e la saluto caramente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Nervosismo verso il mio ragazzo

Apri domanda

Buongiorno Rossana, capisco la sensazione di frustrazione che prova, il rimpianto per ciò che potrebbe essere e non è e il disorientamento che tutto questo le procura, ma vede, nella storia di una coppia non c'è nulla di semplice, nulla va perso e tutto si accumula. Lei parla di un momento, quello attuale, in cui il suo compagno le dimostra amore come mai prima, ma parla anche di un passato in cui avete avuto alti e bassi. Quanto dei bassi della vostra storia passata ingombra il vostro presente e in quale misura? Questa è la prima domanda che dovrebbe porsi per trovare una risposta al suo quesito. Se il suo compagno fosse disponibile, una terapia insieme potrebbe aiutarvi a trovare le risposte più facilmente e risolverle. Le faccio i miei auguri e resto a disposizione , dott.ssa Manuela Leonessa...

Voglio tornare in possesso di me

Apri domanda

Buongiorno Carolina, dalla sua lettera emerge l’immagine di una ragazza molto dotata, capace, che ha attraversato la vita con determinazione, bruciando le tappe e arrivando a risultati eccellenti in maniera rapida e quasi naturale. Una ragazza che conosce le proprie abilità e alle quali si affida con fiducia. Conscia di ciò che vale ha pretese molto alte , però l’ingranaggio si inceppa: è sufficiente un attacco d’ansia per mettere in discussione tutto di sé. La Carolina che riesce bene in ogni cosa non funziona più e la nuova non sa più a chi affidarsi. Capisco il suo disorientamento e la paura che ne consegue. Ha la sensazione di non potersi più fidare di se stessa. Ma le sensazioni non sempre corrispondono a realtà. Qui il lavoro da fare è su più fronti, rivedere le aspettative, imparare a fidarsi nuovamente della Carolina che ha successo e fare la pace con la Carolina che può sbagliare, rivedere l’attacco d’ansia per ridimensionarlo e molto altro, non per ultimo l’idea irrealistica che nessuno può avere il controllo del 300% sulla propria vita, non perlomeno, per tutta la sua durata. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Eccessiva gelosia, come gestirla?

Apri domanda

Buongiorno Rebecca, è difficile risponderle, la sua lettera stringata lascia aperti molti interrogativi: per esempio, ha avuto altre relazioni affettive in passato? Questa gelosia è legata al partner attuale o è un suo modo di rapportarsi con l’altro in generale? E ce ne sarebbero ancora. Perché vede, la gelosia ci dice qualcosa di lei, non della sua relazione nello specifico. Un percorso di conoscenza di sé, delle sue credenze, di insicurezze antiche che informano il presente l’aiuterebbero a comprendersi meglio e a impostare una modalità più funzionale di rapportarsi con le altre persone, fidanzate ed eventualmente non. Resto a disposizione e la saluto caramente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Pensieri impanicanti, sensazione di malessere legato a pensieri.

Apri domanda

Gentile Giovanni, buongiorno, lei ha descritto la sua situazione e la sua sofferenza con enorme chiarezza. Immagino quanto sia difficile, e pesante, e angosciante vivere con un fardello simile costantemente sulle spalle. La sensazione che tutto ciò prima o poi la farà impazzire pare inevitabile, ma mi creda, è solo una sensazione. Tutti coloro i quali vivono uno stato d’ansia intenso come il suo temono di impazzire. Lei però ha un vantaggio, ha capito che questo nasce dalla sua testa, dai suoi pensieri, e allora è da lì che deve partire. Un lavoro con un professionista, una sorta di “ristrutturazione cognitiva”, che corregga i pensieri sbagliati e li riporti su una via salutare è indispensabile per permetterle di tornare ad uscire e vivere con spensieratezza. Mi chiami se desidera chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento insoddisfatta

Apri domanda

Gentile Francesca, buongiorno, Capisco quanto sia pesante e triste vivere il suo stato d’ansia, la sensazione di sentirsi in difetto e inferiore a chi questo disagio non ha. Penso che per lei sarebbe importante parlare di questo disagio con un professionista, intraprendere un percorso di conoscenza e consapevolezza che le permetterebbe di comprendere le cause del suo disagio e individuarne la soluzione. Naturalmente resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

DOC sviluppato causa pandemia COVID, come uscirne?

Apri domanda

Buongiorno Daniela, complimenti per la sua lucidità. Ha descritto con grande chiarezza e consapevolezza ciò che sta vivendo e mi rendo conto di quanto questo possa limitare e condizionare negativamente la vita sua e di sua madre. Comprendo il desiderio di uscire da tale situazione e condivido il fatto che farlo da sola sarebbe alquanto difficile. Terapia cognitivo comportamentale o breve strategica si chiede: temo possa deciderlo solo lei. Io posso spiegarle come può aiutarla l’approccio cognitivo-comportamentale : le permetterà di capire cosa fa ( i suoi schemi mentali, i suoi pensieri e il suo modo di interpretare ciò che le accade intorno) per alimentare queste paure e il relativo comportamento ossessivo, le insegnerà a rivedere e correggere questi schemi, gestire i sintomi, eliminarli e , altrettanto importante, prevenire le ricadute. L’attende una scelta importante, cara Daniela, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa fare quando l'altro ci impone la propria assenza?

Apri domanda

Cara Chiara, capisco il dolore e la voglia di uscire da questa situazione che la fa stare male. Vivere un lutto (perché di lutto si tratta) è sempre doloroso ed è doveroso prendersi il tempo necessario per elaborarlo. La sua situazione però ha un elemento in più che merita attenzione “quella presa di contatto che possa darmi la possibilità di vomitargli addosso tutto il dolore e la delusione che porto addosso” . Saggiamente aggiunge che il suo obiettivo sarebbe poter fare pace con ciò che è accaduto; ma perché accada è necessario capire. Il suo desiderio di “vomitargli addosso” tutto il dolore e la delusione che si porta addosso nasce dalla sensazione che lui le abbia portato via qualcosa e forse dal sentimento di vergogna successivo per avergli permesso che ciò accadesse. E’ insomma un dolore che grida vendetta. Per lei sarebbe importante raggiungere la consapevolezza di cosa si agita nel suo animo per fare pace innanzitutto con te stessa. Solo dopo potrà decidere con la serenità necessaria se vale la pena cercare un contatto con M. oppure no. Resto a sua disposizione se desiderasse approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Rapporto difficile con mia madre

Apri domanda

Buongiorno Lucia, dalla sua lettera traspare tanta fatica e sofferenza, ma da parte di entrambe. Sicuramente soffre anche sua madre, intendiamoci ciò non giustifica il comportamento che ha con lei, ma partiamo da questo. Partiamo dal fatto che sua madre ha probabilmente delle fragilità che la portano a comportarsi così, e se lei riuscisse a trovare una chiave di lettura per comprenderla riuscirebbe a rapportarsi con lei diversamente. Cara Lucia, lei ha 30 anni, ed è giusto che si affranchi. Non è semplice, il fatto che viva sola con sua madre da quando aveva due anni ha reso il vostro legame sicuramente molto stretto, e il ricatto affettivo che le impone sottolineando come lei sia simile a suo padre, all’uomo cioè che l’ha abbandonata probabilmente alimenta anche un senso di colpa. Ha molto lavoro da fare. Può valutare una consulenza psicologica che l’aiuti a stare bene. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lasciare medicina oppure no?

Apri domanda

Buonasera Beatrice, dalla sua lettera traspare il buio tunnel nel quale sente di essere immersa. Si percepisce delusa, disorientata, e non sa quale scelta sia migliore per il suo futuro. Temo però che stia guardando il problema dal verso sbagliato, perché, vede, solo lei può sapere cosa fare della sua vita, e tutte le difficoltà che la fanno vacillare sono difficoltà da affrontare. Proverò a spiegarmi meglio: lei si è iscritta a medicina perché voleva diventare medico, siccome però il percorso non è come se lo aspettava le viene il dubbio che medicina non sia la strada giusta, ma la domanda che deve porsi è proprio questa, cos’è che voglio evitare, le difficoltà o un futuro da medico? Perché se ciò che vuole evitare sono le difficoltà allora il percorso è chiaro ; trovare un modo per affrontarle al meglio, risolvere quelle risolvibili e trovare le risorse per sopportare quelle irrisolvibili. Non sto banalizzando il problema, mi creda. Le sto solo dicendo che ciò che deve chiarire è l’obiettivo che vuole raggiungere. Una volta chiaro dovrà lavorare su come affrontare le difficoltà, perché questa è una lezione che prima o poi tutti dobbiamo imparare: le difficoltà vanno affrontate, evitarle è il modo migliore per costruirsi una vita insoddisfacente. E se le sue sono troppo grandi da affrontare da sola un percorso psicologico per valorizzare risorse e risolvere fragilità potrebbe essere un aiuto importante. Resto a sua disposizione nel caso volesse approfondire con me il discorso. Nel frattempo le faccio i miei migliori auguri, dott,ssa Manuela Leonessa...

Perché è difficile il rapporto con gli altri?

Apri domanda

Cara Carmen, hai perfettamente ragione, relazionarsi con gli altri è difficile ed è una cosa che desideriamo tutti. Tutti vogliamo essere simpatici, conquistare la risata di chi ci ascolta, essere confermati e incoraggiati nel nostro desiderio di essere accettati dagli altri come parte del gruppo. Tutto questo non è facile, anzi è logorante e impegnativo, Simpatia e capacità sociale vanno conquistate e in questo percorso di socializzazione alcune persone incontrano più difficoltà di altre, questo però non ti deve preoccupare perché c’è la soluzione. E’ necessario individuare l’errore e attenzione, non sto dicendo che sei, in qualche modo, sbagliata; tu stessa ti definisci simpatica, buona, socievole e generosa, e io ci credo. L’errore andrà individuato in un'altra direzione, nel modo in cui guardi ai tuoi limiti, per esempio. Ci sono ragazzi della tua età che socializzano con maggiore facilità, ma se per te questo è diventato un problema tanto doloroso forse un percorso psicologico che ti dia una spinta nella giusta direzione potrebbe essere una efficace soluzione. Chiamami se vuoi approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Disagio derivante da capelli

Apri domanda

Buongiorno Lucia, se il problema le procura tutto questo disagio allora non è di poco conto. L’aspetto è importante, è il nostro primo biglietto da visita: considerarsi penalizzati a causa del proprio aspetto fisico può creare, oltre alla sofferenza, difficoltà legate all’ansia, all’autostima, difficoltà di socializzazione. Vede che non è un problema di poco conto? Le è mai capitato di incontrare una persona da lei considerata davvero brutta, che appariva disinvolta e addirittura a proprio agio con se stessa? Per farla semplice e politicamente scorretta: perché certe persone brutte si piacciono e altre più carine no? Non conta l’aspetto ma come ci giudichiamo. Lei giudica il suo aspetto inaccettabile, ma sicuramente il suo giudizio non corrisponde a verità. E’ un giudizio che merita di essere corretto. Imparare a modificare i modelli di pensiero negativo che usa per giudicare se stessa le insegneranno a valorizzare ciò che di bello c’è in lei. Oggi lei nota solo i suoi capelli corti, domani potrebbe scoprire che intorno ad essi c’è una persona intera che non è niente male. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Negli ultimi mesi sto avendo delle crisi e non capisco il perché

Apri domanda

Buongiorno Vittorio, capisco quanto male possa sentirsi, il senso di vuoto che l’opprime nei momenti di maggiore sconforto e il desiderio di abbandonare tutto, di arrendersi. Capisco anche il senso di frustrazione quando, chiedendo aiuto ai suoi genitori si sente rispondere che dovrebbe “cambiare modo di pensare”. Ma vede, non hanno tutti i torti. Questo non significa –attenzione- che lei stia male perché lo vuole e nemmeno che la sua situazione sia segno di mancanza di volontà. Tutti siamo guidati da pensieri, atteggiamenti , valori che in qualche modo caratterizzano il modo in cui ci rapportiamo al mondo; sono pensieri e valutazioni automatici, arrivano velocissimi e nemmeno ce ne accorgiamo, però informano le nostre scelte e le emozioni che ne conseguono. Funzionano come lenti di occhiali che colorano la realtà alla quale ci rivolgiamo. Le lenti che lei utilizza in questo momento le procurano molta sofferenza, dar loro un’occhiata sarebbe una buona idea. Questo lavoro l’aiuterebbe a rivedere cli schemi mentali che la portano a interpretare il mondo come un luogo pericoloso, un luogo da cui proteggersi con rabbia e impulsività, al punto da farle sentire il bisogno di abbandonare tutto e rinchiudersi in camera perché quello, per lei, è il luogo più sicuro. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so quale passo fare e dove andare a vivere

Apri domanda

Buonasera Maria, concordo con la collega sulla possibilità di ricercare un aiuto online, efficace quanto quello in presenza, ma libero da radici territoriali. Vorrei però che s’interrogasse su un altro aspetto: i dubbi che ha su dove e come chiedere aiuto sono reali o modi per procrastinare se non addirittura evitare di affrontare le sue difficoltà? L’evitamento una brutta bestia, impedisce di affrontare i problemi e soprattutto di risolverli . Si ponga questa domanda, poi pronti, partenza e via! Vedrà che dopo sarà tutto più facile. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia per i cambiamenti

Apri domanda

Buonasera C. I cambiamenti sono un salto nel vuoto, più sono grandi più destano preoccupazione. Questo è del tutto normale. Quando però l’ansia è eccessiva è giusto porsi delle domande. Ha fatto bene a fermarsi e riflettere su queste sue reazione e dovrebbe approfondire ulteriormente. Ha mai provato ansie così intense prima d’ora? Se sì, in quali occasioni? Se l’ansia eccessiva fa parte del suo modo normale di affrontare la vita le sarebbe d’aiuto capire perché, anche solo per imparare a gestire le difficoltà in modo più sereno. Se invece questa grande ansia è frutto di questo particolare cambiamento dovrebbe comunque cercare di capire che cosa la genera. Provare un po’ di timore di fronte a un grosso cambiamento è normale, piangere rovinandosi un’esperienza così importante e preziosa nella sua vita, no. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono bisessuale ma i miei non lo accettano

Apri domanda

Buongiorno Lidia, essere genitori non è facile. A volte cercano il nostro bene ma lo fanno in maniera sbagliata. La dura reazione dei tuoi di fronte alle tue rivelazioni è abbastanza comune: li hai spaventati. Probabilmente sono preoccupati per il tuo futuro, pensano che la vita per te sarà più dura del previsto. Le persone che ci amano vogliono il meglio per noi, ma è difficile accettare l'idea che questo meglio sia diverso da ciò che si erano prospettati (un marito, un lavoro, dei figli, ecc.) Forse non sarà facile farglielo accettare e sicuramente ci vorrà del tempo. Un sostegno psicologico in questa fase della tua vita potrebbe essere importante per te, ti aiuterebbe a vivere serenamente questo momento complesso, a renderti più forte e consapevole di ciò che sei e che vuoi per la tua vita. Potresti provare a coinvolgere anche i tuoi in questo percorso. A volte i pregiudizi e gli stereotipi rendono spaventoso e inaccettabile ciò che spaventoso e inaccettabile non è. Chiamami se vuoi approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Difficoltà di dialogo con figlia

Apri domanda

Buongiorno Antonella Avere un figlio che volta le spalle è desolante, e difficilmente il genitore si rassegna a ciò, ma, mi creda, è un problema molto diffuso. Perché accade? I motivi possono essere diversi. A volte i genitori sono davvero meritevoli di questo trattamento, (penso ai casi di maltrattamento e abuso sui figli) altre volte non sembra esserci giustificazione alcuna, eppure cercando bene c’è. Valori non condivisi, per esempio, o rancori maturati nel corso degli anni e non risolti ( legati a problemi economici qualche volta, alla sensazione di essere stati trascurati o aver ricevuto meno rispetto ai fratelli) A volte è la relazione con il proprio partner ad allontanarli dalla famiglia. I motivi, insomma, possono essere tanti, la soluzione che mi viene in mente, però, è una sola: la comunicazione. E’ necessario dare a sua figlia la possibilità di spiegare i motivi del suo atteggiamento , questo potrebbe darle la possibilità di raggiungere un nuovo piano di condivisione, un compromesso perlomeno. Non è facile per un genitore accettare di salire sul banco degli imputati, spesso i confronti tra genitori e figli sfociano in litigi che minano la possibilità di un riavvicinamento. Sarebbe importante allora l’aiuto di un professionista che la prepari a a questi momenti così sofferti e che ( nel caso la figlia fosse disponibile) vi supportasse nel vostro percorso di riavvicinamento. Mi chiami se desidera approfondire. Un caro saluto, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Lo amo o no?

Apri domanda

Buonasera Federica Sta vivendo un momento davvero strano, ma mi chiedo se la sua sofferenza sia davvero causata dai dubbi che vive nei confronti del suo ragazzo. Il senso di soffocamento, gli attacchi di panico sono da mettere in relazione alle domande che si pone rispetto all’attuale relazione o questa è solo uno strumento che le smuove interrogativi più profondi rispetto a dov’è e dove sta andando? Sono argomenti che forse sente il bisogno di analizzare? Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia serale

Apri domanda

Buonasera Rebecca, l’ansia e l’inquietudine che vive nel momento in cui si appresta a riposare potrebbero rientrare in quei più vasti sintomi che esprimono lo sforzo di dormire. Più ci sforziamo di dormire più ci agitiamo, con la conseguenza che dormiremo sempre meno e vivremo il momento del sonno come qualcosa di penoso. Ho scritto su questo portale un articolo relativo all’insonnia. Lo legga se pensa che possa interessarla e mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ci resto troppo male per una breve frequentazione

Apri domanda

Buonasera Giovanni, l’idea di aver lasciato andare un amore che avrebbe potuto essere perfetto è dura da accettare, ma lei stesso si rende conto che sia una convinzione priva di fondamento. L’ anima gemella non esiste, semplicemente perché l’uomo possiede una capacità infinita di amare. Detto ciò, per quanto la sua lettera sia lunga diventa difficile trovare una risposta certa, le propongo però un’ipotesi: lei scrive che dopo la prima storia importante, storia che l’ha fatta soffrire tantissimo, ha imparato ad accettare con grande disinvoltura la rottura di quelle successive. In qualche modo si è temprato per non rivivere più la sofferenza inaccettabile della prima volta. Il fatto di non riuscire a rassegnarsi alla conclusione della storia attuale, peraltro mai nata, potrebbe essere l’altra faccia della stessa medaglia: lei non vuole più soffrire per amore, ma una storia finita è come un lutto. Per elaborare un lutto è necessario accettare che la persona amata non c’è più e che non ci sarà più per sempre. E’ un’ammissione che fa male ma è l’unico modo per accettare l’idea che noi continuiamo a vivere anche senza di lei. Nel suo immaginario questa sarebbe potuta essere la storia perfetta, per questo non ha il coraggio di lasciarla andare, e per questo continua a soffrirne. Nessuno vorrebbe affrontare i propri lutti, eppure questo è l’unico modo per continuare a vivere, per darci la possibilità di sperimentare mille altre splendidi occasioni. Resto a disposizione e le auguro ogni bene, dott.ssa Manuela Leonessa...

Inadeguatezza

Apri domanda

Buongiorno Alma, immagino quanto sia penoso, scoraggiante e demotivante pelei sentirsi una perdente, ma il punto sta proprio qui, Non è detto che la sua impressione corrisponda a verità ed è su questo dubbio che deve ripartire. Sentirsi una perdente non significa necessariamente esserlo. Che prove ha per sostenere il contrario: La sua età? Il mondo è pieno di persone che hanno trovato una propria posizione nel mondo ancora più tardi di lei. Ho l’impressione (e mi dica se sbaglio) che la peggiore nemica di se stessa sia proprio lei. I problemi non esistono per abbatterci ma per essere affrontati e risolti. Allora cosa potrebbe servirle per riprendere coraggio e ricominciare la corsa? Lavori su se stessa, scopra i suoi limiti e i suoi punti di forza. Come tutti anche lei ha un bagaglio di risorse che forse ha già usato ma che probabilmente ha accantonato da un po’ deve solo riscoprirle e cominciare nuovamente a utilizzarle. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto e una montagna di auguri, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento guardato con superiorità o disprezzo

Apri domanda

Buongiorno Ivano, penso che il suo sia un problema importante, e importante il passo che ha deciso di intraprendere chiedendo un consulto, però deve andare avanti, è necessario approfondire. Dunque… Lei è convinto che la gente la guardi con superiorità o disprezzo. Non è così raro, molte persone soffrono come lei di questa convinzione, Ma da cosa è supportata? Ha delle prove? Non sempre le nostre sensazioni, i nostri pensieri, le nostre convinzioni aderiscono alla realtà, spesso sono alimentate da bassa autostima, ansia sociale o chissà cos’altro. Caro Ivano, lei si considera una persona sicura di sé? Chi è che la guarda dall’alto in basso, chi è che la giudica poco degno di stima, gli altri o sé stesso? Cominci a lavorare su questo, sono convinta che dopo aver migliorato l’opinione che ha di sé stesso scoprirà che anche gli sguardi degli altri nei suoi confronti le appariranno più benevoli. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Un "difetto" fisico può essere così importante?

Apri domanda

Cara Federica Nessun problema, se ci fa soffrire così tanto, merita di essere trascurato. Se davvero la questione dell’altezza del suo compagno la fa stare così male allora vuol dire che è importante. Ovviamente, come ha intuito lei, la questione non è l’altezza in sé, ma il significato che nasconde. Non è da una lettera che riuscirà a evidenziare questi significati. E’ necessario un confronto ad hoc con un professionista. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia cronica e sensazione di non essere abbastanza

Apri domanda

Buongiorno S. Immagino l’insoddisfazione e il dolore che vive da tanto tempo, ma il tunnel dal quale non riesce ad uscire per buona parte è frutto delle sue considerazioni su sé stessa, e questa è una buona notizia, perché così come l’ha creato lo potrà dissolvere. Dovrà iniziare a riflettere sui motivi per i quali non riesce ad avere un buon rapporto con se stessa, e di conseguenza con gli altri. Difficilmente ce ne rendiamo conto ma questi fattori sono profondamente legati ai nostri valori e alle convinzioni che abbiamo sulla vita sugli altri e su di noi. Lei stessa ammette di avere un livello di autostima molto basso, livello inattaccabile ( sono tutte più belle di lei; anche se le dicono che è attraente lei non ci crede; ecc.)alimentato da giudizi rigidi e un approccio poco costruttivo per lo sviluppo di un senso del valore di sé, adeguato Certamente questa visione interna di se stessa è stata influenzata dalle esperienze del passato (il bullismo per esempio, ma non solo) rimaste aperte e mai messe in discussione. che condizionano il suo presente. Tali vissuti, quelli reali ma anche quelli immaginari, però, hanno bisogno di essere affrontati e risolti con un aiuto esterno e professionale. E’ importante che lei impari a guardarsi in maniera obiettiva e soprattutto con uno sguardo costruttivo. Un giudizio rigidamente assoluto impedisce di prendere e valorizzare il buono che sempre c'è in ognuno di noi. (L'espressione: mi faccio schifo. .. non sono abbastanza... sono l'espressione di tale rigidita'). E' importante allora, che lei soffermi a riflettere su cosa mette o non mette in campo di se che non le consente di apprezzarsi e credere in sé stessa. Cara, ha fatto bene a scrivere, a tirare fuori il suo malessere qui. Ora però non si deve fermare, Uscire da questa posizione, che la fa stare male, si può. Sta a lei il compito di lavorarci. Con determinazione e desiderio. Resto a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, dott.ssa Manuela Leonessa...

Voglio andare a vivere con la mia compagna ma...

Apri domanda

Buongiorno Daniele, prima o poi è necessario affrancarsi dai genitori, per qualcuno è facile per qualcun altro no. Affrancarsi da loro significa affrancarsi anche dalle loro opinioni, si può fare una scelta anche senza la loro approvazione, e dal momento che la scelta di acquistare casa con un mutuo riguarda solo lei e la sua compagna, in questo caso si deve. Non condividere le convinzioni dei propri genitori non significa tradirli, significa solo non condividerne le convinzioni e c’è una bella differenza. Il problema qui, non è l’acquisto della casa, ma la sua difficoltà di affrancamento che, mi dica lei se ho torto, non riguarda solo il mutuo in questione. L’ ingerenza che lei permette ai suoi genitori potrebbe, a lungo andare, creare difficoltà nella relazione con la sua compagna. Ci pensi, e valuti la possibilità di un sostegno psicologico, anche online, per aiutarla in questo delicato passaggio di emancipazione dai suoi. Mi chiami se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Bambina 12 anni che nasconde le carte e i rifiuti in stanza

Apri domanda

Buongiorno Nicolò, dalla sua lettera mi sembra di capire che più che nascondere carte e rifiuti in camera sua figlia passi molto tempo rinchiusa in quella stanza. E questo perché? Perché, a detta della sua bambina, non si sente amata. Ecco, io mi concentrerei su questo. Sulle dinamiche tra di voi che hanno portato sua figlia a questa scorrettissima conclusione. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sentirsi vecchi e senza speranze a 29 anni

Apri domanda

Buonasera Paola, lei si sente vecchia ma non lo è, e c’è una bella differenza. Sentirsi senza speranza significa aspettarsi che nella nostra vita avvengano solo eventi negativi senza poter fare nulla per modificare questo scenario. Cara Paola, si ritrova in questa descrizione ? Pensa che il suo futuro sia davvero così pessimo o pensa che sia il suo attuale modo di porsi di fronte alla realtà a farla parlare in questo modo? E’ davvero importante per lei capire la differenza. A volte siamo i peggiori nemici di noi stessi, e non lo dico per sminuire il suo vissuto attuale, mi creda. Questo suo stato d’animo se si protrae può farla vivere davvero male, sarebbe importante per lei trovare un professionista che l’aiuti a risalire la china e a farle riscoprire risorse ed entusiasmi da rivitalizzare. A volte la vita è difficile, per questo dobbiamo diventare più forti dei nostri problemi. Le faccio i miei migliori auguri e resto a disposizione se volesse approfondire. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Dolori cronici? Depressione? Eccomi!

Apri domanda

Buonasera Leonardo, effettivamente in questa lettera c’è tanto di te, la tua sofferenza emotiva, il tuo disagio, sono tipici della tua età ma forse amplificati da una grande e preziosissima sensibilità. Il tuo struggente desiderio di amare e di essere amato meritano tanta considerazione e di tutti gli strumenti necessari per essere fronteggiato. La tua analisi è lucida, per questo azzardo una domanda che ti invito a considerare seriamente: come stai ad autostima? Per quanto riguarda il dolore cronico, il fatto che non sia emerso nulla dagli esami medici è una buona notizia, non credi? A questo punto, dal momento che la tua sofferenza merita una soluzione, io ti suggerirei davvero un sostegno psicologico. Sarebbe un aiuto decisivo per il tuo disagio emotivo e c’è la seria possibilità che risolva anche per quello fisico. Che ne dici? Chiamami se vuoi. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono triste e questo mi fa litigare con mia madre

Apri domanda

Cara Beatrice , la tua sofferenza palpabile già da sola meriterebbe tutta la considerazione necessaria, ma vorrei soffermarmi in particolare su due punti del tuo scritto: dici che hai provato per tanto tempo a fare finta di niente, e com’è andata? Hai scoperto da te che evitare i disagi non li fa sparire. E’ necessario affrontarli con tutto il coraggio e l’aiuto necessari, perché ahimè, i problemi da soli non se ne vanno chiedere l’aiuto di uno psicologo ti fa provare vergogna perché temi di stare ingigantendo i tuoi problemi. E perché mai? Pensi che dagli psicologi ci vadano solo i maniaci e i folli? Dallo psicologo si va per risolvere i problemi, e chi è che non ne ha? La sofferenza, quella di tutti, non solo la tua, merita rispetto, e tutto l’aiuto necessario per essere affrontata. La tua analisi è ricca di spunti interessanti, hai tutte le carte necessarie per uscire dal buco nero in cui ti senti costipata, non esitare a chiedere aiuto, anche online se preferisci, sono sicura che ne uscirai. Resto a tua disposizione se vuoi chiarimenti e ti auguro buon cammino. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so più cosa fare e da chi andare

Apri domanda

Buongiorno Matteo, la sua lettera trasuda dolore e disperazione: nessuno, tantomeno un giovane di 24 anni, dovrebbe mai sentirsi così. C’è un passaggio nel suo resoconto che mi ha colpito in particolare e se me lo permette vorrei proporle una riflessione: lei ci racconta che a 16 anni visse un’intensa storia d’amore e che la sua fine diede inizio a una spirale negativa che permane tutt’ora. A causa della fine di questa importante esperienza lei ha sviluppato una risposta emotiva e comportamentale che in qualche modo l’ha protetta dal suo “lutto”. Ha chiuso la porta alla vita perché la vita la faceva soffrire troppo. E’ stata una forma di protezione, insomma, per quanto maladattiva, ai suoi occhi questa risposta ha avuto per lei una funzione positiva. E’ possibile, le chiedo ora, che i percorsi psicologici da lei intrapresi non abbiano portato a nessun cambiamento perché per lei cambiare, abbandonare quindi le sue posizioni (che per quanto generatrici di sofferenza sono quelle che l’hanno aiutata a sopravvivere in questi anni) le fa troppa paura? Questa è una domanda che dovrebbe porsi, magari con l’aiuto di un professionista. Un ulteriore tentativo, coraggio; c’è in gioco il suo futuro e ne vale sicuramente la pena. Le faccio i miei più sinceri auguri, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come si torna ad essere felici?

Apri domanda

Buongiorno Jessica, non riesce a capire cosa ci sia che non va ma è evidente che il suo disagio meriti una risposta. Ci confida che vorrebbe tornare ad essere felice ma tutto ciò che fa (allontanarsi da tutti, essere scontrosa ecc.) la porta esattamente al risultato contrario, al perdurare cioè della sua spirale di sofferenza. Non è così strano sa? Quando soffriamo, nel tentativo di difenderci dal malessere spesso ci comportiamo in modo da peggiorare la situazione, e questo perché la sofferenza è come un muro che ci impedisce di vedere la situazione con chiarezza e di capire cosa sia meglio per noi. Per questo motivo penso che la sua situazione richieda un lavoro attento. Chieda aiuto, anche online se preferisce, ma non lasci passare troppo tempo. Non è mai troppo presto per cominciare a stare meglio, non crede? Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Gestire il cambiamento, come si fa?

Apri domanda

Buongiorno Mario, non so se esiste una risposta sola alla sua domanda, peraltro parecchio impegnativa. Per come la vedo io l’evitamento è il peggior nemico della resilienza. L’evitamento e la mancanza di consapevolezza. Allora quale disposizione mentale adottare? Accettare di stare con la sofferenza che dall’esperienza deriva, direi. Accettare di vivere la sofferenza ci permette di conoscerla, e quindi gestirla, , stare con essa ci predispone all’adattamento che riduce in parte la sensazione dolorosa che dalla sofferenza deriva, convivere con lei ci permette di attivare le risorse necessarie per fronteggiarla e sarà da queste risorse (che mai avremmo attivato se avessimo usato le nostre energie per sfuggirle) che nasce la resilienza, la capacità cioè di ricavare una valenzaa positiva da esperienze che mai a nessuno avremmo augurato di vivere. Le faccio i miei auguri per queste feste e tutto il resto. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia e università

Apri domanda

Buongiorno Mari Diventare adulti è una bella responsabilità e il mondo non è particolarmente generoso con chi sta affrontando questa tappa oggi. Detto ciò, le difficoltà ci sono e un po’ di ansia per affrontarle non è del tutto sbagliata. Il problema sta nella sua quantità, quando l’ansia è troppa invece di aiutarci ci ostacola e ci rende ancora più difficile raggiungere gli obiettivi. Mi sembra di capire che lei sia una persona con pretese molto alte verso se stessa ( se vanno fuori corso gli altri non è un problema, se ci va lei però sì), e questo può rendere ancora più acuta la sua ansia. Le consiglio di lavorare su tre fronti: il primo riguarda le sue aspettative, sono alte, e va bene, forse però ce n’è qualcuna eccessiva? Mari, in fondo è un essere umano, fallibile qualche volta. Ciò non significa abbassare le pretese, non significa accettare la mediocrità, voglio essere molto chiara su questo, significa imparare ad amare anche la Mari più fragile, quella che ha bisogno di essere rassicurata e, qualche volta, perdonata. Il secondo fronte è quello delle risorse. Lei ha paura di non farcela, ma ha qualche prova che sostenga questo timore? Ha mai fatto un’analisi delle sue capacità? La paura va bene, di fronte a prove impegnative un po’ di ansia ci sta, ma accanto ad essa dovremmo sempre avere la consapevolezza che “ porca miseria non ci vedo più dalla fifa ma ce la posso fare!” Il terzo fronte riguarda ciò che la società le impone di fare. Certo non possiamo ritirarci in una grotta isolandoci dal mondo intero, ma dobbiamo lavorare su noi stessi per costruirci un posto nella società che ci aggrada piuttosto che rassegnarci a ciò che crediamo la società abbia preparato per noi. La vita è un percorso complesso ma può diventare straordinario. Se in questa fase il cammino le sembra pesante, si affidi a un professionista, le fornirà strumenti che la renderanno più forte. Le auguro davvero il meglio, le auguro di arrivare a 80 anni e di poter salutare il percorso fatto con un ampio sorriso. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco a provare emozioni/sentimenti per chi mi dimostra interesse e mi ama

Apri domanda

Buongiorno Silvia, accade spesso che ci si complichi la vita da soli con le proprie contraddizioni ed a volte si diventa i peggiori nemici di se stessi. quando parla di " coazione a ripetere" per cui è spinta a commettere errori già commessi prima è possibile che abbia ragione. Il problema sta nel cercare di capirne il motivo e individuare il meccanismo che lo nutre: Ha paura di amare davvero preferendo una relazione meno impegnativa ? Pensa di non essere “abbastanza” e di non meritare quindi ragazzi fantastici ma solo stronzi? Come vede le risposte possono essere molte e molto diverse tra loro, ma potrà conoscere la propria solo attraverso un percorso di conoscenza profonda di se stessa. La modalità attraverso cui intraprendere questo percorso la può scegliere solo lei. Le faccio i miei migliori auguri e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Quali strumenti per far fronte alle difficoltà?

Apri domanda

Buongiorno Claudia, nella sua lettera descrive una situazione complicata da tanti fattori, ma anche una forte voglia di rinascita. Mi piace questo! Mi piace anche quando scrive “Inoltre vorrei modificare i miei pensieri e le mie azioni nelle situazioni negative e che mi generano ansia, come queste “. Mi piace perché ha ragione, perché il nocciolo dei nostri problemi risiede spesso nei nostri pensieri, nel modo in cui interpretiamo le situazioni, nella misura in cui ci percepiamo attrezzati per affrontarle e così via. Spesso nella vita incontriamo momenti più complessi di altri, il fatto di affrontarli con una lente d’ingrandimento deformante li rende ancora più complessi. Analizzare il suo modo di percepire la realtà non renderà ciò che deve affrontare meno complesso, ma sicuramente l’aiuterà ad affrontarlo in maniera più razionale e quindi con più risorse. Phyllis Bottome, una romanziera del secolo scorso scriveva: “Ci sono due modi di affrontare le difficoltà. Modificare le difficoltà o modificare te stesso in modo da affrontarle”. Mi sembra che lei abbia le carte in regola per attrezzarsi e diventare più forte .. Visto che lo chiede le suggerisco questa lettura: Albert Ellis (2013), Che ansia!, ed. Erickson. E’ un libro di piacevole lettura che spiega i meccanismi cognitivi che alimentano l’ansia (quindi probabilmente anche la sua) e suggerisce strategie per gestirla. Coraggio! Le auguro solo cose belle, dott.ssa Manuela Leonessa...

È possibile avere paura di addormentarsi ?

Apri domanda

Buongiorno Emanuele, per rispondere con precisione alla sua domanda dovrei saperne un po’ di più. Per esempio, da quanto tempo si manifesta la sua paura di dormire? Quante volte capita, mediamente, durante la settimana? Quanto tempo dura, mediamente, questo suo rigirarsi nel letto? Per quanto possa sembrarle strano il suo potrebbe essere un caso di insonnia, e questa non sarebbe una cattiva notizia perché con una cura mirata nel giro di poco tempo potrebbe risolvere il problema. Se lo ritiene utile mi risponda. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Famiglie disfunzionali

Apri domanda

Buongiorno Valeria, dalle sue parole immagino che diventare adulta non sia stato semplice. E comprendo la sensazione di sentirsi priva di risorse sufficienti per affrontare la vita. Ma vede, lei oggi ha fatto una scelta importante, ha deciso di prendere le distanze da queste difficoltà , guardarle da un’angolazione diversa e chiedere una mano per risolverle. Non si fermi qui. Ansia persistente, pensieri invasivi, difficoltà a concentrarsi: vivere in questo modo può apparire terribile, eppure con un lavoro intenso e costante ne potrà uscire. La sua storia familiare ha sicuramente avuto un peso nello sviluppo delle difficoltà che ha descritto, ma lei ora è adulta e il suo futuro, la persona che vorrà diventare, è nelle sue mani. Chieda aiuto a un professionista, vedrà che cambiamento è in serbo per lei. Le auguro tutto il bene che c’è, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia primo giorno di lavoro

Apri domanda

Buongiorno Davide, complimenti per la sua analisi: tocca molti punti che ci permettono di comprendere la sua ansia; l’ansia di prestazione, la dislessia, la consapevolezza che non sapere nulla di questo lavoro sia normale, che nessuno si aspetta il contrario e che se non dovesse andare bene non sarebbe la fine del mondo: tutto giusto analisi corretta, anche il tentativo di confrontare le sue paure con quelle degli altri è ottimo, eppure….. Eppure lei continua a stare male. Forse la sua, seppur ottima, capacità di analisi non basta. Per risolvere questi problemi, per imparare a gestirli, capire da dove nasce l’ansia è condizione indispensabile ma non sufficiente. E’ necessario comprendere come queste condizioni iniziali interferiscano con il suo modo di analizzare e interpretare la realtà. E per fare ciò l’intervento di un professionista sarebbe un aiuto importante. Inoltre mi chiedo in quale misura la sua dislessia potrebbe ostacolare la sua prestazione lavorativa. Lei scrive “ora, logicamente, si riflette e si rifletterà in quello lavorativo. Ho paura di sbagliare per via della mia dislessia. Ho paura di non essere all’altezza vista la “complessità” del mestiere. Tutti questi pezzi, attrezzi, smonta e rimonta. Non so, non so se riuscirei a ricordami tutte le fasi, i pezzi o cose così” E’ sicuro che sia così? E fino a che punto? Si è mai informato di terapie riabilitative per il suo problema? Le insegnerebbero a gestirlo e probabilmente diminuirebbero la sua ansia in maniera importante Non è una battaglia che deve combattere da solo, si faccia aiutare, vedrà che piano piano tutto si risolverà. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fin da piccolo ho sempre trovato tutto inutile

Apri domanda

Buongiorno Alfonso La sua lettera esprime una sofferenza difficile da ignorare, ma anche una voglia immensa di uscire da questo tunnel di dolore. Lei è convinto di non avere risorse, di non essere in grado di concludere niente, lei invidia le persone normali (categoria alla quale non sente di appartenere). Tutte convinzioni che sarebbe importante smentire. Ma ha anche individuato una possibile causa di queste insane opinioni Nella sua lettera ci parla di una mamma che non ha mai creduto in lei “ mi ha sempre fatto credere (anzi ci credo ancora ora) che sono un fallito” L’idea che possiamo avere delle nostre capacità, del nostro valore come persone, si basa sull’opinione che per primi i nostri genitori hanno avuto di noi. Se la sua mamma per prima l’ha vista come un incapace, come avrebbe potuto lei, bambino, darle torto e crescere diversamente come una persona capace e in gamba? Questo non significa che lei sia un incapace davvero, ma che essendone convinto in maniera tanto profonda e viscerale si comporta come tale. E non perché lo voglia, solo perché non le sarebbe possibile fare diversamente. Però tutto questo si può interrompere. Se vuole smettere di soffrire e scoprire quanto in gamba può diventare deve cominciare a lavorare su se stesso. Non sarà un lavoro semplice e nemmeno troppo breve, ma con l’aiuto di un professionista potrà incrinare questa immagine tanto negativa di sé scoprendo tutte le qualità che possiede, a cui fino ad oggi non ha dato possibilità di esprimersi. Le auguro solo il meglio, dott.ssa Manuela Leonessa 0...

Depressione per la guerra?

Apri domanda

Buon giorno Ivana, Nella sua lunga e triste lettera si chiede se la sua condizione sia preoccupante, insieme ai suoi genitori temete una caduta nella depressione, francamente penso che poco importi trovare una categoria. Certo il suo umore è depresso, è stanca, spaventata, pervasa da pensieri negativi sul mondo su di sé e sul futuro. Tutto ciò deve fornirci non tanto indizi per una classificazione, ma una strada per trovare una via di cambiamento. I tempi che stiamo vivendo sono difficili, questo è innegabile: due anni di pandemia sfociati in una crisi bellica. E’ pesante, indubbiamente pesante, ma si può, si deve imparare a vivere serenamente anche in mezzo alla tempesta. Mahatma Gandhi diceva “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia.” Questo per dirle che le emozioni negative dipendono non dagli eventi ma dalla valutazione che degli stessi facciamo. Di fronte a un bicchiere caduto per terra possiamo pensare, “che cavolo, capitano tutte a me” oppure “meno male che in credenza ne ho un altro”. L’evento è lo stesso, ma le due reazioni diametralmente opposte. Riesco a trasmetterle ciò che voglio dire? Le i non può cambiare la realtà, ma può cambiare il suo modo di affrontarla. Un attento lavoro con un professionista per capire come affronta le situazioni e per correggere gli atteggiamenti che più la fanno soffrire, potrebbe essere il primo passo per imparare a danzare sotto la pioggia. Coraggio, la soluzione c’è. Le auguro tutto il meglio possibile, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco ad ottenere risultati

Apri domanda

Buongiorno Vi, la sua lunga lettera, scritta bene, dettagliata e ben organizzata, mi restituisce l’immagine di una persona intellettualmente capace. Questo per rassicurarla sui timori legati ad eventuali problemi di apprendimento. Oltretutto se ci fossero dubbi al proposito, il lavoro terapeutico che porta avanti da tempo li avrebbe evidenziati, non crede? Per quanto riguarda le sue difficoltà universitarie, allora, si tratta di individuare una soluzione efficace: ha mai provato a rivolgersi a un learning coach? Potrebbe aiutarla a organizzare il lavoro di tesi, individuando le aree in cui sbaglia impostazione, dandole la spinta giusta per portare a conclusione il suo lavoro. Le auguro il meglio, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come gestire la mia sofferenza interna?

Apri domanda

Buongiorno Martina, dalla sua breve lettera deduco sia una persona pratica, una che va dritta al sodo. Non ci racconta nulla di sé, non la sua età, non da quanto tempo soffre: nulla. Perciò andrò dritta al sodo pure io. Con questo tipo di sofferenza c’è una sola cosa da fare: affrontarla. Come una tigre. Entrare nella gabbia e stare con lei per conoscerla e domarla. Come soluzione, detta così, pare piuttosto sibillina, non è vero? Per questo motivo, se la sua sofferenza è grande le consiglio di chiedere aiuto a un professionista che la guidi in questo percorso di consapevolezza e gestione, e di farlo presto, perché più la tigre cresce più diventa furba e cattiva, più lungo e complicato diventa il lavoro per domarla. Le auguro tutto il meglio che c’è Dott.ssa Manuela Leonessa...

Come comportarsi dopo il rifiuto di un amico?

Apri domanda

Gentile Sabina, dalla sua lunga e bella lettera si capisce quanto dolore la storia con il suo amico le abbia procurato e quanta confusione stia ancora vivendo riguardo ai sentimenti che prova per lui: incontrarlo, e quindi vederlo, per dirgli che non vuole più vederlo. Non lo trova contraddittorio anche lei? Quello che però mi ha colpito di più è quando ha scritto : “ Se mi sento tanto fragile quando rifiutata è perché dovrei fare i conti con me stessa e la scarsa stima che ho della mia persona”. Allora mi chiedo quanto sia così importante decidere se parlare al suo amico o no, se non sia più interessante approfittare di questa crisi per lavorare su di se’, per affrontare tutte le sue insicurezze e le sue fragilità. Lavori su se stessa per diventare più forte, a quel punto non avrà bisogno del parere altrui per capire che cosa sia meglio per lei. Lei è così giovane e ha ancora tanta vita da affrontare, capitalizzi questa esperienza, ne approfitti per fare il pieno di risorse. Le auguro tutto il meglio che c’è, dott.ssa Manuela Leonessa...

Rapporto padre figlio derivante da "educazione violenta"

Apri domanda

Buongiorno, Enzo dalla sua lettera emerge un forte bisogno di amare suo padre. E’ come se si sentisse in colpa perché non riesce a farlo. Ma vede, quando esistono, i problemi relazionali, sono la conseguenza di comportamenti assunti da entrambe le parti, suo padre ha una bella responsabilità in questo vostro blocco comunicativo. Da ciò che scrive, questo blocco ha origine da un’educazione paterna basata sull’utilizzo della violenza . Lei non ne specifica l’entità, ma se tutto nasce dalla violenza è da lì che dovrà partire per riprendere le file del vostro rapporto. Per questo motivo le suggerirei un percorso terapeutico, per esplorare questo aspetto della sua vita che tanto peso deve avere avuto nel rapporto con suo padre e, presumo, nella costruzione della sua identità e nella sua vita in genere. Le auguro tutto il bene che c’è, dott.ssa Manuela Leonessa...

Parlo da solo

Apri domanda

Buongiorno Martins, dubito che lei sia matto. L’uomo, come lei ben sa, è un essere pensante e pensa in continuazione. Questo significa che parla tra sé e sé dalla mattina alla sera: il cosiddetto dialogo interiore che ci impegna costantemente. Questo per dirle che tutti parliamo con noi stessi, sempre, anche se nella maggior parte dei casi lo facciamo silenziosamente. Eppure anche i più silenziosi se devono rimproverarsi lo fanno ad alta voce: “che stupido sono stato!” Non ha mai sentito nessuno esclamare una frase simile? La maggior parte delle persone parla ad alta voce solo per rimproverarsi, il fatto che lei lo faccia, al contrario, per ragionare, provarsi, trovare soluzioni la trovo una cosa assolutamente vantaggiosa. Se lei è una persona integrata nella società e questa pratica l’aiuta, io non la considererei un problema ma una risorsa. Le faccio i miei auguri, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Provo schifo verso me stessa quando penso al mio passato

Apri domanda

Buongiorno E Ho letto la sua lettera con molta attenzione e trovo che portarsi un peso tale sulle spalle tutti i giorni sia davvero pesante. Non importa se agli occhi degli altri le sue colpe siano inesistenti, se lei sta male vale la pena capire perché. Spesso i nostri vissuti ci procurano sofferenza non tanto per i vissuti in sé ma per il significato che nascondono. Per questo sarebbe importante per lei fare chiarezza. Immagino che se qualcuno le chiedesse a bruciapelo “ che male c’è a chiacchierare con qualcuno on line?” lei per prima risponderebbe d’impulso: “nessuno” E allora probabilmente il problema non sta nelle chiacchierate ma negli impulsi, nei desideri o chissà in cos’altro. Magari qualche idea ce l’ha ma le procura tanta vergogna da non volerla considerare o magari ciò che ci sta dietro è ancora così profondo da essere completamente oscuro. Non ne ho idea, ma il consiglio che posso darle è di non trascurare il suo disagio, perché queste sensazioni difficilmente se ne vanno da sole. Allora le chiedo: perché portarsi dietro un peso così grande se con un attento lavoro terapeutico può risolverlo e vivere più leggera? Un percorso psicologico è come un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare, che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare I miei più cari auguri, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ho 23 anni e non mi riconosco

Apri domanda

Buongiorno Giuseppe, da ciò che scrive i sintomi depressivi sembrano essere presenti (non si prende più cura di sé, si sente giudicato negativamente, è vittima di paranoie, ha difficoltà a fare ciò che una volta le riusciva naturale ecc.). Dev’essere molto pesante vivere così ed è bello e sano il suo impegno per uscirne fuori. Detto ciò ci domanda se per risolvere questo stato di cose basti la sua volontà o sia necessaria una figura professionale. Il fatto è che la depressione è un disturbo che tende a riproporsi. Dopo il primo episodio è facile che se ne presenti un secondo e poi ancora. Non la voglio spaventare ma riflettere con lei sulla sua domanda:” ne posso uscire da solo?” E’ possibile, ma l’aiuto di un terapeuta sarebbe importante per conoscere a fondo le radici del suo malessere e aiutarla a prevenire eventuali ricadute. Resto a disposizione per ulteriori domande, dott.ssa Manuela Leonessa...

Relazioni Tossiche

Apri domanda

Buongiorno Daniela, c’è un indicatore molto semplice per stabilire se una persona ha bisogno di aiuto terapeutico: la sofferenza. Se la situazione crea malessere allora è il caso di intervenire e la sua lettera denuncia una sofferenza palese. Si dice timorosa nell’affrontare un percorso psicologico che si prospetterà lungo, ma la durata non può essere definita a priori, esistono anche percorsi brevi. In più è scoraggiata dalla sua precedente esperienza: un terapeuta “ che non ascoltava, non ricordava, sbagliava il mio nome, si distraeva al cellulare durante le sedute”. Su questo punto sono davvero dispiaciuta, perché lei ha ragione a sentirsi delusa; non si lavora così. Si lasci alle spalle quell’esperienza negativa e permetta a qualcuno aiutarla, la sua vita dopo sarà meno dura. Come trovare lo specialista giusto? Parlare con le persone, farsi guidare dall’istinto: temo che non esista un metodo collaudato, ma non trascuri il suo malessere. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Urgenti problemi a livello sociale a 22 anni, non riesco a prendere la mia vita in mano

Apri domanda

Buongiorno Nicole, la sua lunga e bella lettera mi ha colpito molto. Comprendo la sofferenza che la dimora da così tanto tempo e mi chiedo per quale motivo lei continui a rimandare la ripresa del suo percorso terapeutico interrotto. Non credo sia per quei periodi di benessere temporaneo di cui parla: lei stessa è consapevole che l’alternarsi dei suoi stati emotivi percorra un circolo vizioso che si protrae e si protrae senza soluzione di continuità. E allora? Ha dei dubbi sulla terapia? Ne parli col suo terapeuta. Ha dei dubbi sul terapeuta? Ne cerchi un altro. Ma non si lasci vivere così. Non credo affatto che lei non voglia guarire, credo però che non abbia ancora capito come fare. Per questo ritengo necessario che lei riprenda la terapia. Non si lasci abbattere dal dolore, lo veda piuttosto come una realtà prepotente che sta cercando di dominare la sua vita ma anche che sta cercando di dirle qualcosa. Qualcosa in lei deve cambiare. Sappia che esistono molteplici strumenti in grado di aiutarla a capire le origini della sua sofferenza e dei suoi disagi, metodi che le permetteranno di conoscere i motivi per i quali non riesce ad uscirne e finalmente tecniche che l’aiuteranno a gestire le sue difficoltà Ci creda, e mi scriva se ne vuole ancora parlare. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento sempre male

Apri domanda

Buongiorno Saana Non si scusi per la lunghezza della sua lettera, aveva tante cose da spiegare ed è bene che l’abbia fatto. Ci racconta della sua obesità grave, di una possibile ansia sociale di una depressione che forse c’è, forse arriverà. Ci racconta che da quattro anni non esce di casa, ci suggerisce che potrebbe essere causata da ansia sociale, è possibile. La sua reclusione potrebbe deprimerla spingendola a mangiare di più. Ma la relazione potrebbe avere un altro ordine: Mangia troppo, questo la porta a non accettare il suo aspetto, a nascondersi agli altri e questo la deprime sempre più, l’ordine potrebbe essere un altro ancora, ma non importa, l’ipotesi che le sto proponendo è che i tre problemi siano collegati. Ha mai pensato che la sua obesità non sia un dato di fatto ma la conseguenza di un disturbo alimentare? Disturbo alimentare che può essere causa o conseguenza della sua ansia sociale che a loro volta hanno un legame con la depressione. La sua ipotesi che i malesseri possano avere un’origine psicologica, inoltre, potrebbe essere corretta, soprattutto se si è già sottoposta a indagini mediche prive di esito. La mente è un tiranno potente, ha molti strumenti per piegarci a ciò che vuole. Penso che un lavoro su sé stessa con l’aiuto di un professionista potrebbe esserle di grande aiuto: partendo da problema che sente più pressante che sia il disturbo alimentare, l’ansia sociale o la depressione questo lavoro la aiuterebbe ad affrontare difficoltà che fino ad oggi, da sola, non è riuscita a gestire, e probabilmente le passerebbero anche i dolori. Mi scriva se vuole approfondire. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Senza figli e soffro

Apri domanda

Buonasera Martina Nella sua lettera chiede un aiuto per soffrire meno, per annientare il senso di inferiorità che la sovrasta. Di fronte a un dolore così cupo diventa difficile rispondere attraverso queste poche righe, vorrei però provare a darle un suggerimento. Accenna al fatto che pratica la meditazione, allora saprà che il dolore è dolore e non si può evitare. Lei ha subito una perdita, come può impedirsi di soffrire? Quando si evita la sofferenza, paradossalmente, la si rende più forte, diventa allora necessario imparare ad accoglierla, accettarla per quella che è. Accogliere il dolore significa darsi la possibilità di osservarlo un po’ più da vicino, conoscerne le mille sfaccettature(della quale ,peraltro, il senso di inferiorità che denuncia, probabilmente fa parte) scoprire che su qualcuna si può lavorare, e riuscire a rendere il dolore meno intenso, la sofferenza più leggera. Mi rendo conto che come indicazione sia un po’ vaga, ma se decidesse di prenderla in considerazione resto a sua disposizione per approfondire il discorso Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mangio poco e non esco più perché vivo in un posto che non sopporto

Apri domanda

Buongiorno P, lei ha espresso con molta lucidità i suoi desideri e le sue difficoltà ma ha dimostrato chiaramente di conoscere anche la soluzione: non si sente realizzato, tutt’altro, si definisce un uomo frustrato incapace di crescere. Ritiene che la vita e il contesto in cui è cresciuto abbiano ostacolato il suo percorso di emancipazione, parla anche di pregiudizi della gente tutt’ora attivi, che le fanno desiderare di andare via. Insomma, la sua situazione deve essere ben complicata! Aggiunge che probabilmente, se si trova in questa situazione, sia anche colpa sua; qui però la devo correggere: non si tratta di colpe bensì di una situazione difficile e delle risorse per affrontarla. Forse ha ragione, forse uno psicologo potrebbe aiutarla a fare chiarezza, individuare gli ostacoli che la costringono a ristagnare in una situazione che non vuole più, sviluppando le risorse per affrontarla e riuscire, finalmente a risolverla. Si dia questa possibilità. Resto a disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Rifiuto del partner

Apri domanda

Buongiorno Mauro, la situazione che lei descrive non è così strana: di fronte a un evento che ha provocato sofferenza è naturale, sano, evitare in futuro quell’esperienza. Nella maggior parte dei casi si tratta di normale buonsenso. Quando però la preoccupazione diventa tale da trasformarsi in angoscia e disagio tali da compromettere la serenità in maniera importante, allora si tratta di un problema d’ansia su cui converrebbe intervenire per imparare a gestirlo, migliorando la qualità della vita. Nel suo caso, se ho capito bene, la preoccupazione è tale da non voler nemmeno provare a verificare se l’ipotesi della correlazione da lei ipotizzata (vomito e disturbi intestinali dopo il rapporto sessuale) sia corretta. Le propongo due chiavi di lettura: o questa donna non le piace abbastanza oppure la sua ansia è tale da mettere a rischio (attraverso l’evitamento) fette importanti della sua vita. Nel primo caso, solo lei potrà farsi chiarezza, nel secondo, se desidera approfondire, resto a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come affrontare la sofferenza e l'angoscia?

Apri domanda

Buongiorno Yasmine, leggo della sua tristezza e trovo che alla sua età non sia giusto vedere il futuro così desolato. La nostra mente spesso gioca un gioco perverso spingendoci a notare solo le cose negative, invitandoci a ricercare solo gli stimoli che confermano le nostre ipotesi e impegnandoci ad agire solo per vedere realizzate le nostre previsioni più tristi. Insomma, spesso la nostra mente ci spinge ad agire per far sì che le nostre profezie più nere si avverino. Il suo passato e il suo presente complesso hanno sicuramente un peso nel suo modo di vedere la realtà così ostile, ma non deve arrendersi alla sua storia. Esiste un modo accessibile a tutti per non essere schiavi del proprio destino. Imparare a conoscere le trappole del proprio ragionamento è un ottimo modo per riuscirci. Fa bene a ipotizzare un percorso terapeutico nel suo futuro. Indipendentemente dal fatto che la sua esperienza precedente abbia dato risultati superficiali, scoprire il suo funzionamento cognitivo, i pensieri che la spingono a vedere la realtà in modo negativo, che la spingono ad agire in modo da allontanarla dai suoi obiettivi anziché raggiungerli, sarà il miglior regalo che potrà fare a se stessa e al suo futuro. Non si perda di coraggio. Resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi affettivi con mia madre e mia nonna

Apri domanda

Buongiorno Erika, la sua storia così complessa non può non avere avuto effetti sul suo approccio alla vita. Ci chiede se il suo problema deriva da sé o è causato da sua madre, e questa è una domanda più complessa. Non ci dice quanti anni ha ma immagino sia ormai adulta, quindi indipendentemente dall’origine dei suoi problemi la vita ormai è sua, e il suo problema, a questo punto, è recuperare le risorse necessarie per prendersela completamente in mano. Come? Lei ha scritto a noi e questo mi fa pensare che la risposta la sappia già. Ha avuto esperienze che non l’hanno soddisfatta ma io vedo in lei tanto lavoro da fare e tante risorse che è arrivato il momento di sfruttare. Ci racconta che è stata dallo psicologo “3 volte, la prima mi ha mandata in comunità, il secondo dopo la comunità mi ha detto che non presentavo nessun disturbo e con la terza mi era passata la voglia di dirle ogni volta come mi fossi sentita.” Quanto tempo è passato dall’ultima volta? Forse non era ancora pronta. Ma oggi, quali emozioni si agitano in lei? Ci parla di sensi di colpa, rabbia, incapacità di esprimere le proprie emozioni e chissà cos’altro, Forse oggi è disposte ad affrontarle. Forse oggi è pronta a lavorare per riprendere la sua vita in mano, per recuperare risorse che le restituiscano l’equilibrio e la serenità che merita. Si dia questa possibilità. Resto a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come superare l'ansia da prestazione?

Apri domanda

Buongiorno Mattia questa ansia di prestazione, per quanto sgradevole, è più normale di quanto lei non creda e può essere gestita. Il problema nasce quando diventando troppo intensa è lei a gestire le nostre prestazioni ( sia sessuali sia di altra natura) piuttosto che noi a direzionare lei. E allora che fare? E’ necessario capire come funziona, conoscerne il meccanismo e disinnescarlo. Si può fare. Si tratta di analizzare le sue reazioni e i suoi pensieri nel momento in cui va in ansia di fronte a una prestazione da attuare, per imparare a gestirli, e perché no? Correggerli. Nel momento in cui imparerà a gestire i pensieri catastrofici che informano i suoi fallimenti, i suoi fallimenti si ridimensioneranno, mi creda. Resto a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fine complicata di relazione

Apri domanda

Buongiorno Margherita, non si scusi per la lunga lettera, se tanto c’era da dire tanto era necessario scrivere. Noto che solo alla fine della lettera scrive che tiene tanto al suo ragazzo, per il resto è preoccupata soprattutto di ciò che può volere lui. Ruota tutto intorno a lui, al punto che … “Il vero problema è che non riesco ancora ora, dopo mesi, a capire se la sua apatia generale abbia influito sulla visione che ha di noi, in quanto vede il rapporto al momento come PESO, oppure se ci sia proprio un problema con me …” Quanto conta davvero ciò che vuole Margherita, perché a mio parere il vero problema è tutti qui. Si descrive come una persona poco autonoma, e forse piuttosto che concentrarsi su ciò che potrebbe volere il suo ragazzo è dalla sua autonomia che dovrebbe partire. Cominci a lavorare su se stessa, vedrà che il resto verrà di conseguenza. Resto a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Una vita piena di ansia

Apri domanda

Buongiorno Maria, leggo la sua lettera e comprendo quanto la sua vita possa essere faticosa e pesante. Ha ragione quando dice “ nella mia vita ho avuto molte situazioni spiacevoli soprattutto in famiglia quindi penso che questa mia paura possa esser nata da ciò.” ma più che individuare le cause è importante trovare un rimedio, non è così? E il rimedio c’è. Quello dell’ansia è uno stato di allerta che attiviamo nel cervello nel momento in cui incontriamo una situazione potenzialmente pericolosa, è uno stato necessario perché senza di esso affronteremmo situazioni pericolose con incoscienza e disarmati. Nel suo caso, però, lo stato di allerta è diventato eccessivo e anziché aiutarla ad affrontare la vita con la giusta cautela l’ha paralizzata. Ai suoi occhi troppe cose appaio pericolose, troppe cose le fanno paura (entrare in un locale, salire su un autobus, le nuove amicizie ecc. ). E’ necessario cominciare a lavorare su di sé, in questo modo ne potrà uscire. Per questo motivo le consiglio un lavoro affiancata da un professionista, insieme potrete lavorare sulle sue paure, e sulle risorse che sicuramente ha ma che deve imparare a ottimizzare. Coraggio, ha una vita intera davanti, ancora tutta da scoprire! Se lo desidera resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Confusione e dolore

Apri domanda

Buongiorno Chiara, nella sua lettera riesce a descrivere molto bene lo stato di doloroso smarrimento in cui si trova. Ma ci sono alcuni passaggi che mi hanno colpito più di altri: mi sta crollando il mondo addosso; non vedo più un futuro; non riesco a controllare questo dolore che mi sta distruggendo. Lei sta attraversando un momento molto delicato, forse le scelte che deve fare sono troppo difficili, o forse ha la sensazione di non avere abbastanza risorse per affrontarle, in ogni caso ha fatto bene a chiedere consiglio. Nessuno potrà scegliere che fare della sua vita al posto suo, ma permettere a un professionista di aiutarla a fare chiarezza e a recuperare le risorse necessarie per riprendersi la sua vita in mano le permetterebbe di superare questo momento di depressione, condizione necessaria per affrontare le scelte che il momento le pone e ricominciare a guardare al futuro con rinnovata fiducia ed ottimismo. Resto a sua disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione del genitore, come aiutarlo?

Apri domanda

Buongiorno VI, purtroppo la situazione che lei descrive non è così infrequente: è facile che una persona rifiuti un consulto psicologico e/o psichiatrico se non sente da sola l’impulso di richiederlo. Una soluzione alternativa però ci sarebbe. Se con suo padre pensate di averle provate tutte, se pensate che nemmeno il tempo riuscirà a fargli cambiare idea allora una terapia indiretta potrebbe essere una possibile soluzione. Sceglietevi un terapista che dia consulenza a lei o a sua madre, parlategli delle vostre difficoltà e della sofferenza di suo padre. Saprà consigliarvi le giuste contromisure, gli atteggiamenti più sani da adottare, e perché no, col tempo riuscirà a restituirvi un po' di serenità. Recuperare un po' di serenità nella vostra situazione non è cosa da sottovalutare, vi permetterà di vivere un po' meglio e di valutare con maggiore equilibrio i passi successivi da compiere. La saluto cordialmente e resto a disposizione se lo desidera. dott.ssa Manuela Leonessa...

Intervento di altre persone durante il percorso.

Apri domanda

Buongiorno Mauro, esistono situazioni in cui coinvolgere, nel corso del proprio rapporto terapeutico, i familiari può essere d’aiuto. E normale con i minori, per esempio, frequente nei disturbi dell’alimentazione, dove la collaborazione dei congiunti può rendere più o meno semplice il raggiungimento della situazione di benessere. Detto ciò, il rapporto con lo psicologo deve essere di assoluta fiducia. In lei è nato il dubbio che la richiesta di suo padre sia motivata dal desiderio di controllare il suo modo di fare terapia, allora le chiedo: come si sentirebbe con la sua terapeuta sapendo che il giorno prima ha avuto una seduta con suo padre? Tenga conto che c’è differenza tra il coinvolgimento dei familiari in un percorso e la condivisione dello stesso terapeuta tra due familiari. Spero di averle risposto. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione genitoriale: come posso aiutare mia mamma?

Apri domanda

Buongiorno Rossana, innanzitutto vorrei rassicurarla circa i suoi sensi di colpa, penso lei stia facendo un lavoro lodevole con sua madre, ma se di depressione davvero si tratta, per risolverla sono necessari strumenti professionali che lei non può avere. Da ciò che ci scrive sua madre ha già ipotizzato la possibilità di andare da uno psicologo e questo è già qualcosa. Se dovesse tornare sull’argomento la incoraggi a sviluppare questa idea, le chieda quali potrebbero essere i benefici che potrebbero derivare da una simile scelta. Insomma, piuttosto che darle ragione confermando magari un timore di follia, l’aiuti a evidenziare il guadagno in benessere e serenità che ne deriverebbe E se ciò non fosse possibile se pensa che nemmeno il tempo riuscirà a fare cambiare idea a sua madre allora una terapia indiretta potrebbe essere una possibile soluzione. Si scelga un terapeuta che dia consulenza a lei, gli parli delle sue difficoltà e della sofferenza di sua madre. Saprà consigliarle le giuste contromisure, gli atteggiamenti più sani da adottare, e perché no, col tempo riuscirà a restituirle un po' di serenità. E se sarà meno ansiosa lei alla fine starete meglio tutti, compresa sua madre. Resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Vivo in uno stato di completa paralisi

Apri domanda

Buongiorno Valentina, riesce, nella sua lunga lettera, a esprimere con grande intensità le difficoltà e la sofferenza che la vita le impone. Riesce però anche a far capire quanto grande sia la sua capacità di analizzarsi e questa è un’abilità importante. Mi colpisce il fatto che nella sua lunga lettera spesso compaiano espressioni come “mi sento”; “mi vedo”. Lei ha delle percezioni estremamente negative di se stessa e di come gli altri la giudicano. Fatico a credere che la situazione sia davvero così terribile, e credo che lavorando sul suo modo di percepire se stessa e la realtà che la circonda il mondo le apparirebbe meno ostile. Funziona così: se lei si percepisce incapace la sua convinzione la porterà ad essere impacciata e alla fine tale risulterà anche agli occhi degli altri. A questo punto la disapprovazione che leggerà nello sguardo degli altri la porterà a convincersi che è incapace davvero e questo la renderà ancora più impacciata ecc. ecc. E la spirale andrà avanti così ancora e ancora… Quindi per interrompere la spirale è necessario correggere lo sguardo iniziale, renderlo più razionale. Ciò non significa negare le sue difficoltà e le sue imperfezioni, e chi è che non ne ha, ma ridimensionarle per trovarne anche le soluzioni. Come dicevo, lei ha dimostrato una bella capacità di analisi, si tratta, ora, di utilizzarla nella maniera giusta. Insomma, è semplice, ma non altrettanto facile. Dovrà lavorare su se stessa, per questo le consiglio un percorso terapeutico. Un aiuto sarebbe davvero importante per permetterle di riprendersi la vita in mano, perché mi creda, tutto nella sua storia è ancora possibile, non se lo neghi, se lo merita davvero. Resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Felicemente fidanzata ma capita di pensare al mio ex

Apri domanda

Buongiorno Giulia, lei ci chiede se pensare al suo ex, volerlo incontrare, sia normale. Lei teme, immagino, che questo desiderio nasca da un’attrazione mai sopita, segno tangibile di un’infedeltà (almeno con il pensiero) nei confronti del suo ragazzo attuale. Questa potrebbe essere un’interpretazione, ma possono essercene altre. Gliene propongo una: La storia con il suo ex si è interrotta più che altro perché non disponevate degli strumenti necessari a gestire i conflitti che sono circostanze sane e vitali per una coppia. Il litigio consente infatti alla coppia di ridefinire spazi e ruoli in modo da concordare di volta in volta le rispettive posizioni. quindi se gestito efficacemente, rinforza l'alleanza della coppia. Dentro di lei potrebbe essere rimasto il rimpianto per un amore autentico che non è stata in grado di difendere. Ciò non significa necessariamente che la sua storia attuale non sia altrettanto autentica. A questa domanda può rispondere solo lei Vorrei però aggiungere una riflessione, il fatto che quell’amore, che avrebbe potuto essere, non è stato non significa necessariamente che lei ha perso l’uomo “giusto” della sua vita. Dubito che esista l’uomo giusto, esistono, piuttosto, le relazioni “giuste”; e queste si costruiscono insieme. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Posso riuscire a dormire di nuovo?

Apri domanda

Buongiorno Francesca, capita spesso di non riuscire a dormire per qualche tarlo maturato durante il giorno e che di notte non se ne vuole andare. Lei dice di non essere preoccupata, e le credo, ma ciò che la impegna durante la giornata resta presente anche di notte e il suo cervello continua a lavorare nel tentativo di risolverlo. Possiamo considerare la sua una condizione di insonnia? Non ancora: secondo il DSM-V l’insonnia è considerata tale solo se si presenta almeno tre volte la settimana e da almeno tre mesi. Il rischio che questa situazione provvisoria si cronicizzi, però, c’è, per fortuna può fare qualcosa per evitarlo. Le sembrerà strano ma ciò che le consiglio è di alzarsi dal letto e fare altro quando non riesce a dormire. Questo perché più si sforzerà di dormire meno riuscirà a prendere sonno, ma se lo sforzo di prendere sonno si trasformerà in un’abitudine il rischio di diventare un’insonne sarà reale. Sì, perché l’insonnia nasce principalmente dallo sforzo di dormire. Quando non riesce a prendere sonno si alzi, non faccia riposini pomeridiani per recuperare le ore perse, in questo modo accumulerà ore di sonno che le serviranno (magari dopo due o tre notti) per passare una notte tranquilla. Immagino che la soluzione non sia soddisfacente per lei ma le eviterà il rischio di cadere nell’insonnia. Se può esserle utile, su questo portale è presente un mio articolo sul sonno, l’insonnia e l’orologio circadiano. Per quanto riguarda i motivi che la costringono a non dormire, si tratta di imparare a dedicare ad ogni cosa il momento giusto: le attività quotidiane in giornata, e il sonno la notte. Sembrerà un’ovvietà, ma è una capacità fondamentale per evitare di passare notti a rigirarsi nel letto a cercare soluzioni che sarebbe più funzionale individuare di giorno. Una capacità che si può apprendere. Mi auguro che il suo problema si risolva da solo, se così non fosse, e lo desiderasse, resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Bugie patologiche

Apri domanda

Buongiorno Annalisa Comprendo le sue preoccupazioni e il dolore che queste comportano: vivere trascinandosi dietro questo disprezzo per se stessa è davvero pesante. Le credo quando dice di sentirsi una fallita, ma dubito che lo sia davvero. Impari a non confondere le sue convinzioni con la verità: spesso tra le due c’è una bella differenza. Penso che di fronte a questo odio verso se stessa sia davvero importante un lavoro con un professionista, un lavoro che l’aiuti a correggere la percezione che ha di se’, sì perché per considerarsi un fallimento tale qualche errore di valutazione sicuramente lo fa. Le consiglio un lavoro che le permetta di recuperare un’immagine più corretta di se stessa, un immagine che non sarà perfetta, certo (nessuno lo è), ma ricca di aspetti positivi da apprezzare e di limiti e insicurezze da perdonare. Resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

è solo ansia quella che provo?

Apri domanda

Buongiorno Martina, Comprendo i suoi dubbi e le incertezze riguardo alla profondità dei suoi sentimenti nei confronti del suo ragazzo, ma avrei in serbo una domanda per lei. Parla di ansia più totale e allora mi chiedo se questo stato di apprensione interessi solo la relazione sentimentale o pervada la sua vita intera. Insomma, lei si considera una persona ansiosa? Se sì, quanto? Nelle questioni importanti quanto interferisce la sua ansia nel fare una scelta piuttosto che l’altra? L’ansia è una presenza importante nella nostra vita, ci permette di assumere un atteggiamento prudente nelle situazioni che richiedono maggiore attenzione, ma quando diventa ingiustificata o eccessiva può rendere l’ esistenza più complicata e sgradevole, ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, renderci rinunciatari per evitare il timore di fallire. Se si riconosce come una persona dominata da un’ansia eccessiva la invito a non scoraggiarsi perché può fare moltissimo per aiutarsi a gestirla e ridurla. A quel punto i suoi problemi assumeranno una nuova dimensione anche quelli relativi al suo ragazzo. Le auguro tutto il bene che c’è e resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Masturbazione patologica bambino

Apri domanda

Buongiorno Emilia Anna, la scoperta del piacere che può derivare dal proprio corpo inizia ad età molto più precoci rispetto a quella di suo figlio, con modalità differenti a quelle adulte, certo, non finalizzate cioè alla procreazione, importanti però per la costruzione di un rapporto con se’ stessi e di un'identità sessuata. Spesso i genitori guardano a questi eventi con perplessità e preoccupazione, trovano difficile accettare l’idea che il proprio bambino stia diventando adulto. Nel suo caso, tra l’altro, stiamo parlando non di un bambino piccolo, ma di un ragazzino in età preadolescenziale, che immagino viva le sollecitazioni alle quali sono sottoposti i suoi coetanei e che sono sicuramente differenti e massicce rispetto a quanto succedeva anni fa. Nella sua lettera lascia intendere, però, il timore che la separazione con suo marito e gli anni che l’hanno preceduta abbiano in qualche modo avuto un impatto negativo su suo figlio. Le chiedo, a questo punto, se ci siano altri fattori che le fanno temere una sofferenza del ragazzo. Posso assicurarle che la curiosità verso il suo corpo e il piacere che da esso ne può derivare siano naturali, ma se ci fossero, nella vita di suo figlio, altri aspetti che la fanno temere per la sua serenità, sarebbe opportuno approfondirli. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente dott.ssa Manuela Leonessa...

32 anni e non ho mai avuto una relazione

Apri domanda

Buongiorno Lorenzo, mi rendo conto che la situazione attuale debba essere per Lei fonte di sofferenza e angoscia, anche se Le assicuro che non sia così inusuale come sembrerebbe: non sono così rari i giovani con difficoltà analoghe alle Sue. Avere una relazione affettiva e poi anche sessuale è una cosa molto naturale, ma più questa tarda ad avvenire più la persona inizia a sentirsi a disagio, diventa più inibita, meno spontanea e tutto si complica. Potrebbe esser utile comprendere le ragioni che in tutti questi anni l'hanno portata ad avere poche esperienze sentimentali. Lei parla di timidezza e introversione. E ad autostima come va? Approfondire questi aspetti iniziando un percorso di sostegno psicologico l’aiuterebbero a comprendere meglio quali sono le sue difficoltà, e, altrettanto importante, acquisire gli strumenti necessari per potersi sentire a suo agio con se stesso e con gli altri. Penso che ciò sarebbe sufficiente a renderle più facili le relazioni nel senso più ampio del termine. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente dott.ssa Manuela Leonessa...

Perchè voglio vendicarmi?

Apri domanda

Buongiorno Mirjana, il suo desiderio di vendetta non è così strano, esiste da sempre. E’ il bisogno istintivo di pareggiare i conti, un bisogno giustificato dalla convinzione che se la persona che ci ha fatto soffrire soffre a sua volta, si tornerà a una situazione di equilibrio che annullerà la nostra sofferenza. E questo sarebbe fantastico, ma il più delle volte non funziona. Il desiderio di vendetta, se ne sta accorgendo anche lei, la spinge a rimuginare, alimenta il suo malumore, la fa, insomma vivere male, e quando anche riuscisse a vendicarsi della ragazza che le ha arrecato danno, scoprirebbe molto probabilmente, che nella sua condizione di malessere è cambiato poco o nulla. Allora che fare per vivere meglio? Immagino che per lei sia fuori discussione ma la soluzione sarebbe il perdono. Però attenzione, quando parlo di perdonare non intendo giustificare o dimenticare il torto subito e non penso neppure a una reinterpretazione più benigna del fattaccio. Il perdono è un processo di rielaborazione del torto subito che le permetterà di rimediare alle emozioni più dolorose liberandola dalla rabbia, dall’ostilità e dalla tristezza. In questo percorso di rielaborazione, niente affatto semplice, un sostegno psicologico che l’ accompagni nel processo di scoperta dei suoi vissuti emotivi più profondi, della loro origine e del loro significato, potrebbe essere un valido aiuto Le auguro il meglio e resto a disposizione se lo desidera. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so più come uscirne

Apri domanda

Buongiorno Ilaria, Ho letto la sua lettera con grande attenzione, percependo in modo netto la situazione claustrofobica in cui si sente rinchiusa. Come in una gabbia. Ci sono tutta una serie di sbarre che la portano a vedere la situazione priva di una via d’uscita, provo a riassumere ciò che lei ha descritto. Lei lavora in una città, suo marito in un'altra e questo per lei è fonte d’instabilità e di fatica. Potrebbe trasferire il suo lavoro nella città di suo marito, ma perderebbe le sue poche clienti. Potrebbe usare la macchina per spostarsi più rapidamente ma ha il terrore di guidare. Potrebbe concentrare le sue clienti (che non sono molte dice lei) in uno o due giorni la settimana e nei giorni restanti lavorare per costruirsi una nuova clientela nella città che condivide con suo marito ma è una città grande che la spaventa e in cui si sente straniera. Insomma, apparentemente non c’è via d’uscita però ha ragione quando dice che questa situazione alla lunga potrebbe fare ammalare lei o stufare lui, quindi è necessario trovare una soluzione. Come ha fatto a ritrovarsi a questo punto? Ma soprattutto, che cosa le impedisce di trovare una strategia per uscirne? Ci dice che dietro c’è molto altro ancora, dunque il tutto è ancora più complesso , dico bene? Da ciò che scrive mi pare di vedere una situazione in cui lei nel tentativo di non scontentare nessuno si è costruita uno spazio di vita sempre più ristretto dal quale adesso non sa più come uscire. Le chiedo una cosa: che cosa le manca per risolvere il suo problema: Coraggio? Autostima? Determinazione? Lei oggi ha avuto il coraggio di guardare in faccia il problema, e mi creda, è già un bel passo. Quello successivo sarà di dotarsi degli strumenti necessari per attuarlo. Se pensa che sia tutto troppo difficile non si scoraggi, dubito che lei non abbia le risorse necessarie, deve solo scoprirle e renderle forti. Non escluda la possibilità di un sostegno psicologico, forse è proprio per questo che ci ha scritto. Un sostegno psicologico le permetterebbe di scoprire le risorse che ha ma che forse non conosce abbastanza, l’aiuterebbe a rinforzare la sua autostima e a credere di più in sé. Le fornirebbe gli strumenti necessari per confrontarsi in maniera assertiva con i suoi familiari, in modo cioè da tutelare i bisogni e i diritti di entrambi. Lei oggi si percepisce dentro a un labirinto dal quale è impossibile uscire, l’aiuto di uno psicologo le permetterebbe di guardare la sua storia dall’alto per scoprire che la via d’uscita c’è. Magari non è immediata, magari richiede fatica, ma c’è. Coraggio, c’è tanto lavoro da fare. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problema io o la coppia ?

Apri domanda

Buongiorno T. E’ evidente che la sua storia non stia funzionando, lei la considera addirittura il “suo peggior incubo”. Si chiede dove sia il problema domandandosi se per caso il problema non sia lei. in una storia, sia che funzioni sia che no la responsabilità è sempre di entrambi i membri, quindi interrogarsi sulle proprie responsabilità non è mai sbagliato, per questo motivo adesso vorrei parlare di lei. Ho l’impressione che questa storia la stia destabilizzando. Non potrà prendere decisioni lucide e serene se non ritrova il suo centro. Lavori su di sé, sulla sua autostima, sulla sua capacità di riconoscere le emozioni che la agitano, di gestirle, sulle sue fragilità e situazioni che la spaventano. Recuperi il centro di sé e vedrà che riuscirà a vedere con maggiore chiarezza dove si trova ora e cosa vuole nel suo futuro. Un aiuto psicologico potrebbe essere utile per iniziare la svolta. Mi chiami se pensa possa essere d’aiuto. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dubbi sulle mie reazioni

Apri domanda

Buongiorno Camilla, ci chiede se le sue reazioni siano esagerate, ma è difficile risponderle sapendo così poco della questione: le possibilità potrebbero essere molteplici. Potrebbero, per esempio, esserci dei motivi che lei non conosce a giustificare il senso di protezione del suo ragazzo verso la sorellina; potrebbe essere che in passato ci siano state, tra lei e il suo ragazzo, discussioni che giustificano la chiusura di lui sull’argomento; o ancora, che sentendosi ferita dall’atteggiamento del suo fidanzato, e pur animata dalle migliori intenzioni, lei non riesca ad affrontare l’argomento in questione in maniera adeguata. Come vede le spiegazioni per la situazione da lei raccontata possono essere diverse, varrebbe la pena analizzarle più a fondo anche per capire i motivi inconsapevoli che rendono lei così vulnerabile e ferita. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

L'incontro con l'altro è sempre un buon modo per uscire dalla spirale di bassa autostima/isolamento?

Apri domanda

Buongiorno Marta, per prima cosa vorrei condividere con lei le impressioni più immediate che mi ha suscitato la sua lettera: teme di non essere intelligente ma dalla sua lettera di intelligenza ne traspare e ne traspare quanto basta. Tra l’altro scrive molto bene, questo non c’entra niente ma spero le faccia piacere. Detto ciò, lei teme di non aver fatto molti progressi ma si guardi indietro, guardi da dove è partita e guardi dov’è adesso: è alla fine di un percorso, ha voglia di mettersi in gioco, si è data al teatro, ha ripreso l’Università; le pare poco? Forse non è abbastanza, forse c’è ancora tanto lavoro da fare, ma tanto ne è stato già fatto e merita di esserne orgogliosa. Si tratta ora di capire come procedere: fissi degli obiettivi e ne affronti uno alla volta. Le faccio un esempio: ha accennato ad un comportamento alimentare disordinato, potrebbe iniziare da lì. Lavorare su quel disordine, imparare lentamente a gestire gli impulsi alle abbuffate e perdere piano piano peso avrebbe conseguenze benevole su più fronti, su quello alimentare ovviamente, ma anche sul suo livello di autostima e sulla sua insicurezza nelle relazioni. E’ solo un’ipotesi di lavoro, ma non si dia per vinta, merita tanto quanto chiunque altro, ed è arrivato il momento di crederci. Le auguro tutto il bene che c’è e resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Difficoltà rapporto con gli uomini. Quale percorso intraprendere?

Apri domanda

Buonasera Alessandra, comprendo bene il suo dilemma: a volte conoscere le origini del proprio problema non risolve tutto, un po' come sapere chi ha rotto l’orologio non sarà sufficiente a farlo funzionare nuovamente. Un approccio che potrebbe integrare il lavoro che ha già fatto con nuovi strumenti utili a modificare i suoi comportamenti e le reazioni agli eventi critici è quello cognitivo-comportamentale. E’ un approccio orientato allo scopo, cioè alla risoluzione dei problemi psicologici concreti: la risoluzione dei sintomi depressivi o la diminuzione dell’isolamento sociale per esempio o, come nel suo caso, la promozione delle relazioni con gli altri e in particolare con gli uomini. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Adolescenza e storie d'amore

Apri domanda

Gentile Luigi, come lei stesso racconta ha avuto una storia d’amore adolescenziale vissuta in maniera blanda perché ciò che provava per la sua ragazza non era importante. Lei stesso ha quindi provato che non è l’età a influenzare l’intensità di una passione, ma ciò che si prova per l’altro. Le assicuro che esistono storie d’amore tenere e intense nate tra persone in età più che avanzata: l’età del cuore non sempre va di pari passo con quella cronologica. Ma il problema più grande, mi sembra di capire, è ciò che pensa del suo aspetto fisico. Si vede poco avvenente, qualcuno, impietosamente, glielo ha fatto anche notare. Crede così tanto di essere brutto che da brutto si comporta. Ma lo sa pure lei che il concetto di bellezza è qualcosa di molto relativo, ciò che conta è la personalità, la stima che uno ha di sé e che riesce a trasmettere agli altri. Ecco cosa le consiglio, lavori su se stesso, scopra i suoi punti di forza, impari a muoversi nel mondo con maggiore disinvoltura e vedrà che ad un certo punto anche le persone intorno a lei se ne accorgeranno. Chieda aiuto perché guidato da un professionista il percorso sarà più semplice. Le faccio i miei migliori auguri e resto a disposizione se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa mi sta succedendo?

Apri domanda

Gentile Luca, leggo della sua situazione e capisco quanto sia complessa. Riflettendo sul suo resoconto ipotizzo che la stabilità in cui viveva abbia sofferto della perdita del lavoro, crollando come un castello di carte quando ne viene sottratta una. Avrebbe potuto reagire in mille modi, ma l’ha fatto rimettendo in discussione buona parte della sua vita, entrando in crisi così come ci descrive. Si tratta di ricollocare i pezzi della sua vita in modo che stiano di nuovo insieme, ma per farlo sarebbe utile l’aiuto di una persona non coinvolta, un elemento cioè estraneo al castello di carte crollato. Un amico, per esempio, o un sostegno psicologico che le permetterebbe di indagare le aree di fragilità che le impediscono di essere del tutto lucido, di valorizzare le sue potenzialità, e quei meccanismi che la difendono dalle paure e dalle insicurezze ma che spesso remano contro il raggiungimento dei suoi obiettivi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Nipoti che dicono: "la mamma è più bella di te"

Apri domanda

Gentile Valeria Non è stupida per niente, però ha un problema con se stessa. I suoi nipotini non dicono che la mamma è bella e la zia è brutta, solo che la mamma è più bella. La mamma è sempre più bella, la zia lo è pure, ma un po' di meno. Qui, temo, l’unica a non piacersi è lei, non è così? Ha mai pensato ad un lavoro su se stessa, per rivalutarsi, per piacersi di più? La renderebbe più pronta ad accogliere le occasioni che la vita le offre ma che lei nemmeno vede convinta che non esistano neppure. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come esco dalla confort zone?

Apri domanda

Gentile Sofia La sensibilità è una ricchezza enorme che ci permette di apprezzare le cose, di viverle intensamente perché come una lente di ingrandimento ci aiuta ad apprezzarne i dettagli, i mille piccoli particolari. Se vale per le cose belle vale però pure per le brutte, per questo è importante imparare a gestirla. Ci racconta, inoltre, di essere molto ansiosa, questo è frequente nelle persone molto sensibili, ma anche ciò con un buon lavoro su se stessi si può risolvere. L’ansia è un meccanismo di difesa importante, ci permette di allertarci di fronte alle situazioni di pericolo. Se non esistesse l’ansia saremmo estinti già da un pezzo. Il suo problema, se ho ben capito è l’ansia appena uscita dalla confort zone: ciò limita enormemente il suo spazio di vita. Ma l’ansia può essere gestita, lo sa? Attraverso un lavoro su se stessi, si impara a conoscere il proprio funzionamento cognitivo, il modo in cui si reagisce agli eventi, il motivo per cui si reagisce in quel modo, si mette in discussione il proprio modo di interpretare gli eventi si analizzano le proprie paure, e si valorizzano le risorse. A quel punto sarà lei a non aver più voglia della sua confort zone, ci creda, è un progetto fattibile. Resto a disposizione se desidera approfondire il discorso e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Piango sempre, cosa fare?

Apri domanda

Buongiorno Jessica, mi rendo conto di quanto debba sentirsi depressa in questo momento. Probabilmente si percepisce in una situazione pesante e priva di uscita, e dunque piange. Ma per quanto sofferto il suo racconto non è sufficiente a darle consigli dettagliati, sarebbe necessario incontrarla, ascoltarla, valutare insieme a lei il livello della sua tristezza, individuare le sue fragilità e le sue risorse, e finalmente, definire un progetto che le permetta di recuperare se stessa e riprendersi la vita in mano. Mi contatti se lo desidera. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Situazione sociale complicata ragazzo di 18 anni

Apri domanda

Buonasera Danxyz La sua richiesta è molto lucida, conosce le origini del suo problema e le chiama per nome. Le sue difficoltà sociali per quanto dolorose sono molto comuni e intervenire per ridurle e renderle gestibili è possibile. Si tratta di lavorare su se stessi, sul proprio “funzionamento cognitivo “ per capire le origini dell’ansia sociale, conoscere i motivi che la scatenano, lavorare per recuperare risorse e acquisire nuove capacità. Un lavoro su se stessi rende la vita più facile, mi creda . Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Decisione cambio università

Apri domanda

Buongiorno Michela, non è semplice prendere una decisione simile perché le pressioni esterne sono tante, sono pressanti, e tendono a zittire la nostra voce interiore, l’unica in grado di sapere cosa sia meglio per noi. Che cosa vorrebbe davvero lei? Quali motivi la spingono a concludere infermieristica, quali, al contrario, la spingono ad abbandonarla? Cosa le fa temere di essere in ritardo, ed in ritardo per cosa? Nessuno ha il potere di dirle cosa fare perché solo lei ha la chiave per capire cosa è meglio per sé. Tuttavia se i timori di sbagliare, di non farcela, di fare la scelta sbagliata o di chissà cos’altro la costringono ad un immobilismo congelato che le impedisce di capire cosa sia meglio per sé e agire di conseguenza, un consulto psicologico potrebbe aiutarla a recuperare lucidità, serenità e sicurezza in se stessa. Resto a disposizione, anche online, e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Domande da fare o meno ad uno psicologo

Apri domanda

Buongiorno Sara, lei può chiedere alla sua terapeuta tutto ciò che desidera. Premetto che non è necessario avere una patologia specifica per soffrire. Una bassa autostima, la tendenza a rimuginare o una serie di convinzioni distorte sono sufficienti a generare una sofferenza psichica intensa e ricorrente. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

La compagna di mio padre mi ha rovinato la vita.

Apri domanda

Buongiorno Domenico, è bello che lei si domandi se per caso non sia lei a sbagliare, rivela una capacità di riflessione che le tornerà utile per uscire dal tunnel in cui si trova. Diciamo che nelle relazioni la qualità delle stesse è determinata da entrambe le parti, e dal momento che l’unica parte che abbiamo il potere di cambiare è la nostra è sulle nostre responsabilità che ci conviene lavorare. Capisce? Lei parla di una forte ansia che l’accompagna fin da quando è bambino, immagino dunque che lei percepisca tutto con grande intensità. L’ansia è importante per la nostra sopravvivenza perché ci mette in allerta di fronte al rischio di un pericolo, ma quando vediamo pericoli dappertutto diventa disfunzionale per tre motivi in particolare: primo, perché l’allerta in cui ci costringe consuma risorse che potremmo utilizzare altrove, secondo, perché ci fa soffrire e vivere male, terzo, perché il più delle volte, i tentativi di difenderci dal disagio che l’ansia di provoca ci boicottano anziché aiutarci davvero ( per farle un esempio: per evitare l’ansia che la scuola le procurava l’ha abbandonata e oggi si ritrova senza strumenti per affrancarsi da suo padre). Quindi è sull’ansia che le consiglierei di lavorare, perché gestirla e ridurla si può. Affiancato da un buon professionista lei potrebbe imparare a riconoscere le radici della sua ansia, intervenire su di esse, eliminare l’ansia dove è possibile, e gestirla negli altri casi. Avrebbe strumenti nuovi per affrontare la sua vita e costruirsi il futuro che vuole. Resto a disposizione se lo desidera, anche online, e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi piace una persona da anni ma non mi sono mai fatto avanti

Apri domanda

Buongiorno Roberto Comprendo quanto la situazione possa essere penosa per lei e quanta sofferenza le provochi, ma vede dietro a tutto questo ci sono ansie e insicurezze che lei può imparare a gestire. Non sa come comportarsi, non sa se dirglielo o meno, perché? Ha paura di un rifiuto, di essere ridicolizzato? Ha paura che l’eventuale rifiuto possa distruggerla emotivamente? Come potrà capire dietro alla sua indecisione ci sono dei timori, o dei pregiudizi o chissà cos’altro; è il “cosa c’è dietro” alle sue incertezze che deve scoprire ed è quello che deve affrontare per poterlo gestire. Parta da lì e se ritiene che l’aiuto di uno specialista possa esserle d’aiuto per lavorare meglio su di sé, resto a sua disposizione. La saluto cordialmente., dott.ssa Manuela Leonessa...

Come gestire e superare i traumi infantili?

Apri domanda

Buongiorno Giovanni, la sua storia costellata da tanti drammi non poteva in alcun modo non lasciare un’impronta nella sua vita attuale. E’ come se le esperienze passate le abbiano collocato delle lenti colorate davanti agli occhi , lenti che le fanno interpretare la realtà, in un determinato modo facendola reagire a volte in maniera appropriata e altre volte no. Il fatto che lei riesca a leggere in maniera critica le sue emozioni e la sua rabbia, mi creda, è davvero tanto, è un ottimo punto di partenza. Si tratta ora di lavorare per capire come funzionano le sue emozioni più distruttive, che cosa le scatena e come dovrebbe fare per imparare a gestirle . E’ un lavoro impegnativo quello che le propongo, un lavoro che mira a farla crescere nella consapevolezza. Solo così saprà quali tipo di lenti ha davanti agli occhi e quanto queste siano responsabili delle sue emozioni più negative , quelle che condizionano negativamente la sua vita attuale. Resto a disposizione, anche online, se lo desidera, e la saluto cordialmente. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Come togliersi dalla mente un pensiero intrusivo?

Apri domanda

Gentile Luana, sforzarsi di non pensare a qualcosa è il modo migliore per farsi tornare quella cosa in mente ancora e ancora. Esiste però il modo per lavorare sui propri pensieri, per imparare a viverli con serenità lasciando che arrivino e se ne vadano come sono arrivati, così, senza lasciare danno. Immagino che sia questo ciò che desidera, tornare a quei pensieri in maniera così serena da non viverli più come ossessivi. Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Genitori anziani e figli unici

Apri domanda

Gentile Alessandra, sicuramente anche per lei c’è una vita “là fuori” che l’aspetta. Ma come fare a coglierla di fronte alle difficoltà della vita, al dolore, alla sofferenza, alla malattia? Davvero la vita è solo tutto questo? A volte quando gli eventi avversi si accaniscono contro di noi ci viene spontaneo domandarcelo, perché le avversità richiedono energia per essere affrontate. Quando le avversità durano troppo a lungo le energie si esauriscono e noi ci ritroviamo esausti, privi di carburante per tirare avanti. Allora tutto ci sembra brutto e difficile: una vita senza prospettiva. Cara Alessandra, lei ha bisogno di prendersi un po' di tempo per sé, per ritrovare il suo centro e per cambiare prospettiva. Lei oggi vede il mondo attraverso degli occhiali scuri, e non essendo consapevole di indossarli è convinta che il mondo sia davvero tutto scuro, privo di speranza, ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a cambiare le lenti. Un sostegno psicologico in questo momento sarebbe importante, il suo umore depresso merita un intervento che l’aiuti a ritrovare equilibrio, e risorse nuove che le permettano di affrontare la vita (e tutto quanto questa le offrirà) in maniera più resiliente Resto a disposizione, anche online, se lo desidera, e la saluto cordialmente. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento cambiata e persa

Apri domanda

Gentile Dalia, nella vita di ognuno di noi ci sono momenti di svolta che possono lasciare disorientati. Si sente cambiata, tutto ciò che era e che conosceva è alle sue spalle, ciò che si trova davanti è tutto nuovo, ciò che contava prima non conta più e ciò che dovrebbe contare ora ancora non lo ha scoperto: è ovvio che si senta persa. In realtà la vecchia Dalia non è andata perduta, si tratta di riconoscerla ancora. Difficile ricostruire sulle macerie. Per lei è arrivato il momento di fare bilanci, cosa resta di bello e di buono del vecchio mondo di Dalia, cosa le serve per continuare a crescere e andare avanti. Non sta ripartendo da zero, Dalia, un percorso di chi è lei oggi e a che punto è della sua storia, sarebbe un regalo importante in questo delicato momento della sua vita. Resto a disposizione, anche online, se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dubbi su un secondo figlio

Apri domanda

Gentile Daniela La sua è una domanda difficile perché il terreno è delicato. Da quanto vedo sta affrontando questo dilemma con grande razionalità, ha già stilato una lista di pro e contro e questa è una buona cosa, si tratta ora di andare più a fondo. Il suo cuore, a quanto pare desidera un figlio, un fratellino per il bimbo che ha già, la ragione però le pone tanti dubbi. Guardi in faccia le difficoltà che le vengono in mente, ma non si fermi lì, veda se esistono anche le soluzioni. Per quanto riguarda il timore di togliere qualcosa al suo bimbo, ha ragione: gli toglierete l’esclusiva, e questo a lui probabilmente non piacerà , ma voi siete genitori attenti e saprete gestire la crisi, senza contare che gli regalerete un fratellino. Non è mica poco. E non tema di dover dividere il suo cuore tra i due: come diceva mia nonna, il cuore di una mamma non si divide. Raddoppia. Faccio a lei e a suo marito auguri di cuore per questa scelta così importante e resto a disposizione per ogni dubbio, se lo desidera, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dubbi sulla relazione e sul partner

Apri domanda

Buonasera Franco, è normale all’inizio di una storia porsi tante domande e confrontarsi con i vissuti altrui per tarare la normalità del nostro serve a poco. Lei ci scrive di essere una persona ansiosa, abituata ad analizzare le circostanze e tutti gli scenari possibili. Si descriverebbe come una persona bisognosa di certezze? Oggi ha bisogno di essere sicuro di amare la sua ragazza, ma domani? Voglio dire, domani, quando avrà la certezza di amarla davvero, analizzerà tutte le circostanze per essere certo, di volta in volta, che la storia funzioni? A volte il nostro bisogno di capire, di analizzare ogni cosa, di controllare gli eventi diventa eccessiva, il bisogno di avere sotto controllo il nostro futuro, ci rovina il presente. Mi perdoni se sono andata oltre alla domanda da lei proposta, ma leggendo la sua richiesta ho intravisto qualcosa che mi è sembrato importante condividere con lei. Se si riconosce in ciò che ho scritto e desidera approfondire resto a disposizione. Un saluto cordiale, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Diramazione di problemi

Apri domanda

Gentile Luca buonasera, come vede il suo post non è finito nel dimenticatoio, vuoi, forse, grazie alla sua piccola provocazione, vuoi grazie alla sua lucida e approfondita analisi. E’ un bel post. Esprime una capacità di analisi acuta, intelligenza e sensibilità. Lei ha tante belle carte da giocare, lo sa? Ma nonostante ciò si ritrova oggi a giocare una partita in cui parte svantaggiato. E’ davvero sicuro che la situazione sia così drammatica? Ha perso tempo d’accordo, non è questo, però, a rendere la sua situazione difficile, ma la sua immobile rassegnazione. Scrive di non avere la tenacia per mettersi in riga, convinto che nessuno risponderà al suo post, si accontenta di essersi tolto un sassolino dalla scarpa. Davvero le basta questo? Davvero si vuole arrendere? Non riesce a porsi obiettivi a lungo termine. Bene, non lo faccia. Parta da quelli a breve termine, ma parta! Si ponga un obiettivo piccolo, piccolissimo per la prossima settimana, lo raggiunga e passi a quello della settimana successiva. Non le suggerisco questo per invitarla ad accontentarsi di poco, ma perché lei ha bisogno di accumulare successi per ricostruire la sua autostima. Parta da piccoli passi per raggiungere grandi distanze, e mi scriva ancora se sentirà il bisogno di confrontarsi con qualcuno, faccio il tifo per lei. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Aprirsi ai sentimenti dopo anni e ricevere un rifiuto

Apri domanda

Gentile Carmela Dopo un’esperienza tanto dolorosa come il suo lutto, erigere muri che la difendano dalle emozioni importanti può sembrare l’unica soluzione per non soffrire più. Lei cerca di banalizzare questo nuovo sentimento che sta emergendo, non dargli importanza, ma questa è la sua difesa contro le emozioni grandi, perché le emozioni grandi fanno soffrire. Non è affatto né stupida né ridicola, sta semplicemente cercando di riaffacciarsi alla vita e sta incontrando difficoltà nel riuscirci. Ma il suo tentativo merita un successo. Dovrà imparare a non temere le gioie e con esse i dolori . E se in questo percorso sentisse il bisogno di un aiuto per elaborare ciò che del lutto non ha ancora elaborato, per capire, ricostruire, e recuperare coraggio, sarò felice di rimanere a sua disposizione anche online. Un saluto cordiale, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Come risolvere l'encompresi?

Apri domanda

Gentile Roberta buongiorno, Dalle sue poche righe non è semplice risponderle in modo esaustivo. Trattandosi di un adolescente, il sistema nervoso dovrebbe essere maturo per controllare le funzioni sfinteriche. Immagino abbiate già percorso un iter per escludere cause organiche, in caso contrario sarebbe necessario richiedere esami specifici come l'esame rettale o accertamenti di laboratorio per escludere ad esempio disfunzioni tiroidee. Il medico di base dovrebbe orientarla nello specifico: è importante escludere la parte medica. Esclusi i fattori organici sarà importante indagare quelli psicologici. Da quanto tempo permane il problema, suo figlio vive altri disagi, che spiegazione da lui al comportamento in questione? Purtroppo un consiglio generico non le sarebbe di nessun aiuto, diventa necessario approfondire. Resto a disposizione se lo desidera. Un saluto cordiale, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Come dovrei comportarmi?

Apri domanda

Buonasera Claudia Lei ha ragione, c’è modo e modo di dire le cose. Purtroppo noi possiamo gestire solo il nostro modo di comunicare, quello degli altri possiamo solo fare in modo che non ci ferisca. Ci chiede come dovrebbe comportarsi per poter continuare a giocare in tranquillità, allora io le chiedo: questa sensibilità, questa fragilità di fronte al giudizio degli altri la ferisce solo quando gioca a badminton? A volte diventa importante capire le radici delle nostre insicurezze, ci permette di affrontarle, gestirle, e in alcuni casi risolverle. Un percorso terapeutico per indagare questa fragilità e individuare risorse per ridimensionarla potrebbe aiutarla nel suo sport preferito e in tutti gli altri ambiti della sua vita. Ci pensi. Resto a disposizione se lo desidera. Un saluto cordiale, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura di essere di nuovo abbandonata

Apri domanda

Gentile Valentina buongiorno, comprendo il suo senso di angoscia e il bisogno di rassicurazione, fidarsi di una persona che ci ha tradito una volta non è facile specie se i segnali che ci manda sono troppo simili a quelli del passato. Io non posso sapere se i suoi timori siano fondati oppure no, posso solo offrirle qualche spunto di riflessione: quando siamo di fronte a un pericolo la nostra mente aguzza i sensi alla ricerca di segnali che confermino i nostri timori, questo è ciò che sta accadendo a lei: la sua attenzione si concentra sui dettagli che potrebbero segnalare una possibile infatuazione di Luca per Giulia, è altrettanto attenta però a cogliere eventuali segni di attenzione e cura che lui ha per la vostra relazione? Perché una visione obiettiva richiede una spartizione equa dell’attenzione. Un altro spunto sul quale riflettere sarebbe la qualità e quantità di fiducia che lei nutre nei confronti di Luca. E’ dura amare un ragazzo che non la merita. Ma non la merita davvero? Oppure è lei che ha bisogno di certezze che nessuno le può garantire? Sono tutte domande che dovrebbe porsi per recuperare la sua serenità. Meriterebbero tutte di essere approfondite. Mi chiami se ritiene che potrebbero aiutarla. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come dimenticare un amore totalizzante?

Apri domanda

Gentile Luca buongiorno, un amore finito è un lutto che richiede un’elaborazione. Quando questa non avviene i ricordi dell’amore finito interferiscono con il presente: con il loro carico di dolore, rabbia frustrazione e rimpianti impediscono alla vita della persona sofferente di dare una svolta. Tutto questo può protrarsi a lungo, fino a quando, cioè, la persona accetta l’idea che la storia d’amore è finita davvero lasciandosela definitivamente alle spalle. E’ un processo difficile questo, e per qualcuno lo è di più. Gentile Luca, la storia che ci racconta è complicata, dai dettagli che ha condiviso con noi emergono particolari che rendono più difficile il distacco; per fare un esempio, l’idea che la ragazza in questione non sia cattiva ma malata forse sollecita il suo senso di protezione rendendo più difficile l’affrancamento, E’ solo un’ipotesi, ma per aiutarla a elaborare questa perdita sarebbe necessario indagare più a fondo i sui vissuti e il modo in cui li affronta. Il dolore che prova è stato funzionale al suo benessere: il dolore ci intima una pausa, ci ricorda che non stiamo bene e che dobbiamo fermarci per riprendere il fiato e ritrovare il nostro centro. Forse il bisogno di scrivere questa lettera è il segnale chesia pronto a ripartire, e può darsi che abbia bisogno di un aiuto per farlo nella maniera migliore. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco a vivere ma non mi sento libera di morire

Apri domanda

Gentile Gaia buongiorno, condivido pienamente quanto detto dalla mia collega, vorrei solo aggiungere un ulteriore spunto di riflessione: lei ci confida che preferisce vivere in questa ombra oscura il resto della sua vita piuttosto che fare male a qualcuno. Pensa davvero che questa sia la soluzione? Pensa davvero che i suoi genitori e chi la ama non si accorgano di quanto lei sia infelice? Le pongo questa domanda non per caricarla di un’ulteriore responsabilità ma per invitarla a riflettere sulla soluzione che lei ha scelto per non fare soffrire chi le sta accanto e le vuole bene. Chi l’ama davvero vede quanto lei è tormentata anche se non glielo dice. Oggi lei è convinta che l’unica soluzione possibile per la sua sofferenza sia sopportarla, ma non è così. Si conceda una possibilità diversa, uno spazio tutto suo dove indagare, con l’aiuto di un terapeuta, le radici del suo dolore. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come posso aiutare la persona che amo?

Apri domanda

Buonasera Giulia, lei ci ha descritto con dettagli molto significativi il suo ragazzo la sua infanzia e le cicatrici inevitabili che si porta dietro. E’ evidente quanto sarebbe importante per lui riprendere la terapia interrotta da ragazzo ma come fare a convincerlo? Ci chiede come aiutarla ad aiutarlo. Non esiste una ricetta precotta, per aiutare una persona dobbiamo conoscerla, quindi l’unico consiglio che mi sento di darle è quello di iniziare un lavoro con un terapeuta che contempi due lavori diversi: 1) psicoeducazione che le permetta di capire il funzionamento cognitivo del suo ragazzo in modo da saperlo gestire nella maniera migliore 2) sostegno psicologico per lei perché la vostra relazione non è facile e lavorare sulle sue fragilità e insicurezze, rafforzando le risorse è qualcosa che la esorto senz’altro a fare. Lei ha l’impressione che questa storia sia troppo complicata per le sue sole forze, e ha fatto bene a chiederci consiglio. Non si fermi qui, e se pensa che possa esserle d’aiuto mi contatti, potremo capire meglio come aiutarla. Un saluto cordiale, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Stare troppo male per una breve frequentazione, orgoglio ferito?

Apri domanda

Gentile Giovanna, capisco il suo bisogno di chiarezza ed è possibile che la sua interpretazione sia corretta. E’ possibile cioè che il suo turbamento nasca dal suo orgoglio ferito, ma per quanto lunga, la sua lettera, non ci fornisce informazioni sufficienti per affermarlo con certezza. Le motivazioni potrebbero essere legate ad altri significati, per esempio gli stessi che le hanno reso difficile “sbloccarsi” sessualmente e complicato concedere le sue confidenze più importanti. Sarebbe necessario, dunque, indagare su più fronti: sui suoi valori più profondi per esempio, su quali meccanismi agiscono nell’attivare le sue difese sui suoi timori ecc. Ci scrive che è in cura da un/una terapeuta, si è già confrontata con lui/lei? Nel caso in cui invece avesse già interrotto la terapia, per avere risposte più chiare, che tra l’altro l’aiuterebbero a risolvere la sofferenza, un consulto psicologico le sarebbe d’aiuto. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Disagio o Simpatia?

Apri domanda

Buonasera Andrea, nel suo post ci spiega che tenterà di essere esaustivo pur mantenendosi sintetico, ma effettivamente ciò che ci racconta non è sufficiente a darle una risposta seria. Temo che nemmeno dilungandosi sarebbe riuscito nel suo intento perché le motivazioni dietro a questo evento dubito che siano semplici. Sono tante le domande che mi sollecita il suo post: cosa intende per “non rapporto”; per quale bisogno ha deciso di ricominciare una storia con questa persona; perché soddisfare questo bisogno è tanto importante da sopportare il disagio che la storia le fa vivere; perché tutto questo proprio ora. Queste sono alcune delle domande che necessitano di una risposta per capire su quale terreno si stia muovendo. Se non conosce il terreno non sa nemmeno quali siano le scarpe più adatte per affrontarlo, e se non ha le scarpe adatte difficilmente arriverà alla meta. Guardarsi dentro per capire le motivazioni più vere e nascoste non è facile, se in questo percorso sentisse la necessità di una guida mi chiami, l’aiuterò a guardarsi con occhi nuovi, perché un cambiamento di prospettiva è necessario per scoprire i lati che sono rimasti sempre nascosti in noi. La saluto cordialmente, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Destabilizzazione

Apri domanda

Buonasera Maurizio, di fronte a una storia come la sua , di fronte alla sua necessità di ritrovare il suo centro mi resta difficile darle indicazioni “fai da te” che le permettano di “lavorarci e uscirne”. Mi chiedo perché le sue esperienze terapeutiche l’abbiano delusa, che cosa cerca e che cosa si aspetta da una terapia. Le soluzioni fai da te servono poco nel suo caso perché come diceva Einstein “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”. Per migliorare la sua situazione lei ha bisogno di una mentalità nuova che lavori al suo fianco, meglio se professionalmente preparata. Resto a sua disposizione, anche online, se lo desidera e la saluto cordialmente, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Situazione sentimentale sotto terra

Apri domanda

Buonasera Andre, comprendo la sua sofferenza ma mi chiedo quanto il suo aspetto fisico sia responsabile del suo disagio. Si guardi intorno e osservi i ragazzi che hanno successo: sono davvero tutti belli? Ha mai notato quanto la personalità, la simpatia, la disinvoltura, la sicurezza in sé stessi pesino sul successo sociale molto più dell’aspetto fisico? Lei ha scritto a noi psicologi e non a un team di chirurgi estetici perché capisce da solo che l’origine del suo disagio non sta nel suo aspetto fisico. Migliorare nell’autostima la renderebbe più disinvolto e probabilmente le permetterebbe di approcciarsi in maniera diversa anche con le ragazze. Ci pensi, lavorare su di sé in questo senso le sarebbe di grande aiuto. Resto a disposizione, anche online, se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

La realtà dell’invecchiare e i sogni che non possono morire

Apri domanda

Buonasera Veronica , che domanda essenziale è la sua: come fare con i sogni che non vogliamo lasciare morire? E se lasciamo morire i sogni che ci resta? Vivere la propria vita è un diritto non un gesto egoistico, questo lei certamente lo sa già e in linea teorica sarebbe d’accordo. Ma come fare con i genitori che invecchiano? Lo sanno che lei sta sacrificando progetti importanti per loro? Se lo sanno, che ne pensano? Preferirebbero averla come badante o vederla felice? Ho l’impressione che i suoi sensi di colpa le rendano difficile ragionare con chiarezza. Gentile Veronica, la vita è complessa ma non dovrebbe essere terribile. A volte i nostri sensi di colpa, gli imperativi che ci siamo imposti e le insicurezze che limitano le nostre scelte rendono la nostra vista offuscata, tutto ci appare più confuso e diventa complicato ragionare con lucidità. Nessuno può dirle cosa sia giusto fare della sua vita ma un consulto psicologico potrebbe aiutarla a vedere le cose con più chiarezza, liberare la vista da imperativi, complessi, insicurezze controproducenti e permetterle di raggiungere una scelta ragionevole, priva di sensi di colpa ma anche di sacrifici non necessari. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Gelosia patologica?

Apri domanda

Buonasera Giusy, comprendo la sua sofferenza, la fine di una relazione è tale e quale a un lutto, si soffre ed è una sofferenza che non si può evitare, a meno che non si riprenda la relazione. E qui arrivo alla sua domanda: ci chiede se quest’uomo sia un geloso patologico. Le rivolto la domanda: e se non lo fosse? Se non fosse un geloso patologico sarebbe disposta a tollerare la sua gelosia? Perché a parer mio è questa la domanda che si deve porre. Non importa se la sua gelosia sia tale per una patologia, per educazione o per esperienze del passato; lui è così e lei deve capire se è disposta a vivere accanto a quest’uomo così com’è oppure no. Deve capire, inoltre, se la sua domanda nasca dal desiderio di evitare la sofferenza della rottura o da qualcos’altro. Insomma deve capire molte cose. Se in questo cammino verso la consapevolezza sentisse il bisogno di un confronto resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Suocera invadente o reazioni esagerate?

Apri domanda

Buongiorno Alessandra Capisco quanto possa essere fastidiosa l’invadenza di sua suocera nel suo quotidiano ma vede, non credo sia importante stabilire chi abbia ragione e chi torto, piuttosto capire come imparare a convivere nel modo più sereno possibile con questa invadenza, giusta o sbagliata che essa sia. Questo perché se anche sua suocera stesse esagerando non sarebbe in suo potere cambiarla. Le faccio una domanda: crede che sia possibile convivere con una suocera invadente in maniera pacifica, crede cioè che esistano persone immuni da fastidio in situazioni simili? Io credo di sì. La suocera vuole tenere il passeggino? Si accomodi; fa troppi regali alla nipotina? Non sarà né la prima né l’ultima nonna a farli ecc. Ripeto, non si tratta di decidere chi abbia ragione e chi torto, si tratta di capire quali corde questo atteggiamento tocchi in lei per farle vibrare così forte. Per questo se il fastidio diventa così importante da mettere a rischio la sua sensibilità e alla lunga il rapporto con suo marito, le suggerirei un percorso psicologico, e non perché lei sia sbagliata, ma perché tutto questo fastidio non tutela nessuno men che meno lei. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Trauma dopo rapina in casa per mamma e figlia

Apri domanda

Gentile Maria Rosaria buonasera, dubito che un’esperienza drammatica come la vostra possa non lasciare strascichi. Strascichi che si esprimono attraverso una sofferenza psichica importante. Rabbia, paura, senso di violazione, vergogna. Potremmo andare ancora avanti ma temo non sia necessario. Di fronte a una sofferenza di questo tipo la persona traumatizzata attua delle difese (di fronte alla sofferenza fisica o mentale che sia, lo facciamo sempre, è naturale). La scelta delle difese da mettere in campo però è strettamente individuale, ognuno, cioè, lo fa a modo proprio. Per fare un esempio: sua figlia potrebbe reagire nel modo da lei accennato non tanto per rimproverare lei di non averla saputa difendere ma perché è più tollerabile provare rabbia nei sui confronti che affrontare il terrore che l’aggressione le ha lasciato. E’ un’ipotesi, ovviamente da verificare. Esperienze simili richiedono tempo per essere assorbite, a volte la vittima ce la fa da sola, altre volte no. Esistono diversi approcci che aiutano a superare un trauma, la TCC (terapia cognitivo comportamentale centrata sul trauma) per esempio o l’EMDR. Che voi siate i grado di superare questo episodio da sole oppure no, un aiuto è sempre un aiuto. Vi permetterebbe di non sentivi completamente sole in questa brutta avventura e accelererebbe i tempi di guarigione. Vi auguro di stare presto bene e resto a disposizione se lo desiderate. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ghosting amicale

Apri domanda

Gentile Andromaca buonasera, lei chiede un aiuto per comprendere il comportamento della sua amica. Ma a mia volta le chiedo se una volta compreso si sentirebbe davvero meglio. E le domando anche: se riuscisse ad accettare la fine di questa amicizia senza tormentarsi nella ricerca di una spiegazione si sentirebbe meglio o peggio? Questa sua continua ricerca di risposte la porta e riporta incessantemente all’inizio della fine della storia, facendogliela rivivere e impedendone la soluzione. Dal suo racconto deduco che lei abbia una vita, degli amici (dimezzati da ciò che racconta, ma quelli rimasti definiti da lei stessa stretti) un compagno, probabilmente avrebbe anche le risorse per affrontare la delusione e il dolore di questo abbandono se non si costringesse a questo incessante rimuginio. Questa forma di pensiero ripetitivo, se ci riflette, è una causa importante di sofferenza psichica, imparare a ridurlo e gestirlo sarebbe una risorsa importante per salvaguardare il suo benessere Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non saprei da dove iniziare (solitudine, niente relazione affettiva, tempo che passa)

Apri domanda

Gentile Ignazio buonasera, la sua domanda non è affatto stupida perché dietro ai suoi problemi di approccio si nascondono difficoltà di relazione risolvibili con un buon lavoro su di sé. Le sue difficoltà di relazione, l’impressione (vera o presunta) di essere deriso e l’inevitabile disagio di stare con gli amici e di confrontarsi con le donne che da esso ne deriva, hanno un’origine che può essere indagata e corretta. Gentile Ignazio lei si lamenta del tempo che passa, non ne faccia passare ancora; i problemi, quando sono tali non si risolvono da soli. Un lavoro che le permetta di conoscere come si pone di fronte alle difficoltà, che l’aiuti a diventare consapevole di quali emozioni e reazioni disfunzionali dominano le sue scelte e che le consenta di recuperare serenità, e autoefficacia sociale, sarebbero un buon modo di affrontare il problema Resto a disposizione, anche online, se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Vorrei lasciare l'università ma ho paura

Apri domanda

Gentile Sara, buongiorno. Mi rendo conto della situazione di impasse che sta vivendo e dell’angoscia che da essa ne deriva, ma vede per cambiare la situazione deve prima capire cosa c’è da correggere nel suo modo di approcciarsi alla vita: capire le ragioni che l’hanno portata a fare certe scelte e le paure che l’hanno spinta a rinnegarne altre per esempio, rafforzare l’autostima, imparare a gestire l’ansia del tempo che passa e che la spinge a ridurre la progettualità ai minimi termini. Questi sarebbero alcuni dei punti sui quali, secondo me, si potrebbe cominciare a lavorare, ma probabilmente confrontandomi con lei ne troveremmo di ulteriori. Capisco il timore di non riuscire a trovare la propria strada, ma è solo un timore, mi creda, può fare ancora tanto per correggere il timone, chiedere aiuto è una di queste. Coraggio! Resto a disposizione, anche online, se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Crisi di 30 anni negli uomini con relazioni stabili

Apri domanda

Gentile Myriam, buongiorno. Non conosco ricerche al riguardo, mi chiedo però se la storia da lei raccontata abbia qualcosa di autobiografico, perché più che andare a cercare regole generali sarebbe utile indagare la storia nei suoi dettagli per capire le dinamiche che la sottendono e sul quale eventualmente sarebbe possibile intervenire. Resto a disposizione, anche online, se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Felicemente fidanzata ma penso ad un altro

Apri domanda

Buongiorno Giulia la questione che lei pone è un classico della vita: desiderio e fantasia spesso si mescolano. Lei è consapevole dei pro e dei contro di entrambi i ragazzi sa cosa prova per ognuno di loro, purtroppo sono sentimenti contraddittori e la mettono a disagio. Non è difficile innamorarsi delle persone che ci attraggono magneticamente , tutti i giovani prima o poi lo sperimentano, l’amore maturo al contrario sta nell’imparare a essere attratti da chi ci fa stare bene, spesso però appare meno attraente. Lei chiede un consiglio: probabilmente non riuscirà mai a provare indifferenza per il suo ex, ma potrebbe imparare a scendere a patti con essa, scegliere di stare con il suo ragazzo attuale per i motivi che ritiene più validi nonostante le farfalle nella pancia che prova per l’altro oppure scegliere le farfalle. Si dia il tempo di ascoltare se’ stessa e poi scelga la sua direzione. Se ritiene che un confronto professionale possa esserle d’aiuto in questa fase della sua vita resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Niente erezione, sono sessualmente morto.

Apri domanda

Buonasera Stefano, solo due spunti di riflessione che la sua lettera mi ha ispirato: innanzitutto le chiederei se prima di contattare una sessuologa abbia verificato l’assenza di motivi di natura fisiologica, in poche parole se ha già contattato un andrologo per accertarsi che a livello fisico non ci siano problemi. Secondo mi incuriosisce quando scrive che ha cominciato a esplorare la sua sessualità a 27 anni. E’ un po' tardi non crede? Glielo chiedo non per cavillare sull’argomento ma perché se davvero ha iniziato la sua esplorazione così tardi riflettere sui motivi per cui non ha iniziato a farlo prima potrebbe aiutarla a comprendere le difficoltà che sta incontrando ora. Le auguro di risolvere le sue difficoltà presto e bene e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dopo 9 mesi non è scattato nulla

Apri domanda

Gentilissima buongiorno, comprendo il suo dolore, il senso di vuoto e la paura di non uscirne più, la fine di una relazione è un lutto è come tale fa soffrire. Tanto. Il dolore però è una risorsa, ci impone di fermarci e di fare il punto della situazione. Viva il suo dolore, cerchi dei modi per coccolarsi, ne ha bisogno, e cominci a guardare avanti. Guardare avanti, lo ripeto, eviti cioè di pensare e ripensare a come sarebbe stato se… a quali errori ha fatto altrimenti chissà…. Non le serve a niente se non a vivere la sofferenza della sua rottura di nuovo e di nuovo ancora. Lo spaesamento nella perdita di punti di riferimento affettivi è del tutto fisiologica, comprensibile è il tumulto emotivo che questo cambiamento ha comportato, così come i dubbi che ne conseguono. Ma la possibilità di ritrovarsi non è nel confronto con il suo ex partner, quando piuttosto nella capacità di trovare un equilibrio personale che le permetta una nuova serenità anche nelle relazioni. Purtroppo per uscire da un lutto ci vuole tempo, il suo poi è reso complicato dal modo in cui il suo ex ha deciso di troncare. Il mancato confronto la spinge a cercare risposte; prova anche rabbia? Lei sta vivendo un momento molto delicato, soffre molto ed è inevitabile, ma è necessario rispettare questo dolore che le impone di fermarsi e ascoltarsi per comprendere cosa esso vuole comunicarle. E’ importante cioè che i grovigli emotivi siano dissolti, venga dato loro il giusto significato. Uno spazio protetto e accogliente dove poterli esprimere e analizzare potrebbe aiutarla a uscire da questa sofferenza prima e più consapevole di una volta. Coraggio, nella sua vita c’è ancora tanto da prendere e da dare. Resto a disposizione per ulteriori confronti e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ingrassa ma non riesce a fare una dieta

Apri domanda

Gentile Daniela buongiorno, complimenti per la descrizione esaustiva circa il problema del suo fidanzato. Appare evidente un disturbo del comportamento alimentare che non potrà essere risolto se non con un approccio adeguato al problema. E’ normale che il suo ragazzo non riesca a rispettare una dieta, chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare non è in grado di farlo. E capisco quanto il suo ragazzo possa rimanere male di fronte alle sue esortazioni a dimagrire: lei ha ragione, lui lo sa benissimo, solo che è impigliato dentro a questo disturbo che gli impedisce di recuperare un rapporto sano con il cibo. Il suo ragazzo non ha bisogno di sgridate ma di una terapia centrata sul disturbo del comportamento alimentare. Seguo, e ho seguito, pazienti con lo stesso problema, se il suo ragazzo avesse piacere, o anche solo curiosità, per un confronto sull’argomento, resto a disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco più ad essere me stessa e felice

Apri domanda

Gentile Laura buongiorno, leggo la sua lettera e percepisco tutta la sofferenza, il senso di ingiustizia e il disorientamento che la pervade. Il dettaglio finale però mi incuriosisce particolarmente: “Temo di non aver altra scelta che ricominciare un percorso psicologico. Ma non è giusto”. Che cosa non è giusto? Provo a interpretare il suo pensiero: “Se non avessi conosciuto questo ragazzo oggi non mi troverei in questa situazione e non avrei nuovamente bisogno di intraprendere una terapia.” Corretto? Forse è davvero così, ma vede Laura, ciò che ci porta a gioire o soffrire non è la vita in sé ma il modo in cui ci approcciamo ad essa. Forse questo ragazzo l’ha gettata in una sofferenza particolarmente acuta, ma lei stessa ci racconta di non avere un buon rapporto con sé stessa e con la vita in generale. Forse questa ennesima disavventura potrebbe essere l’occasione per rivedere il suo modo di approcciarsi alla vita in generale, un occasione per conoscersi meglio , rivedere il suo modo di interpretare la realtà, scoprire risorse che l’aiutino ad affrontare la vita con più leggerezza. Che ne dice? Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Tradimento: come gestirlo?

Apri domanda

Gentile A. buongiorno, è bello questo rapporto così vero che vive con sua sorella e comprendo il suo timore di ferirla, ma non ne vedo il motivo. Perché l’ evento che ci ha raccontato dovrebbe mortificarla? Sono passati anni dalla relazione di questo ragazzo con sua sorella. Non c’è stata preferenza, sono due storie diverse e il tempo trascorso lo sottolinea Se sua sorella dovesse accusare il colpo l’aiuti a ragionare in questi termini. E se proprio non ci riesce provi il tasto dell’ironia: “Il ragazzo ha scelto te prima di me: io sono la seconda scelta” : che dice, è una riflessione che potrebbe aiutare? Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sto convincendo che il mio modo di amare è sbagliato

Apri domanda

Gentile Cosimo buongiorno, si sta convincendo che il suo modo di amare sia sbagliato: è un giudizio molto severo. Ciò che racconta non è sufficiente per comprendere le dinamiche attive nella vostra relazione ma se un problema c’è probabilmente sta in esse, non il lei. Forse lei e la sua compagna volete cose diverse . La sua lettera suscita in me molte domande: quando parla di costruzione di stabilità emotiva, cosa intende? E perché la sua compagna l’accusa di morbosità? Non potrebbe trattarsi solo di un bisogno di rassicurazione? Gentile Cosimo, percepisco da questa lettera tanta confusione e insoddisfazione, cose che non determinano un modo di amare sbagliato ma solo (solo?) sofferenza. Non credo che lei abbia bisogno di essere “corretto” ma ascoltato e aiutato a fare chiarezza in sé. Se pensa che uno spazio a questo dedicato possa esserle d’aiuto resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Capire cosa si vuole

Apri domanda

Buongiorno Lidia, leggo nelle sue parole una situazione di grande difficoltà e sofferenza: è un momento difficile il suo, e quando scrive “Il discorso sarebbe molto più ampio e lungo ma non saprei neanche come spiegarlo”, in realtà ci sta spiegando moltissimo. Non sa cosa fare, l’unica certezza che ha in questo momento è che la vita così come la sta vivendo non le piace. Ma se non sa esattamente che cosa non le piace e perché si è ritrovata a questo punto della sua vita, che cosa in lei l’ha spinta a fare le scelte che l’hanno portata dov’è e a rinunciare a quelle che l’avrebbero portata altrove, se non ha un’idea di tutto ciò come potrà cambiare la sua situazione? Si prenda uno spazio tutto suo dove potersi ritrovare: uno spazio terapeutico, protetto dove poter parlare di tutto senza sentirsi giudicata. Si faccia questo regalo e vedrà che poi le cose andranno meglio. Se lo desidera resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Vado avanti per inerzia ma non vedo futuro

Apri domanda

Buongiorno Patrizio, la sua lettera disperata è difficile da leggere, la vita è stata avara con lei e tutto della sua storia ha contribuito a portarla dov’è ora. Mi piacerebbe poterle dire qualcosa che la faccia stare meglio ma l’impressione è che lei abbia già gettato la spugna: mi dica che non è vero. Lei ha un’opinione pessima di se stesso, se ha perdonato suo padre per ciò che le ha fatto (o non fatto), perché non riesce a perdonare se stesso? Lei ha un’opinione pessima di se stesso, dicevo, come può pensare di piacere agli altri? ( quando entra in un locale si sente giudicato; pensa di essere antipatico anche solo per il modo in cui si muove). Vorrebbe un amico, ma come fa a essere amichevole con gli altri se si percepisce odioso? Cos’è che la spinge a pensare al suicidio, le difficoltà materiali o ciò che prova verso se stesso? Le difficoltà materiali si affrontano, non sono piacevoli, possono essere terribili da attraversare, ma se ne può uscire, l’odio o il disprezzo verso se stessi sono bestie peggiori. Impari a perdonarsi a essere compassionevole verso sé stesso, ha avuto una vita difficile, ha bisogno di gentilezza, se la conceda. Mi scriva ancora ancora se vuole, vorrei ascoltarla. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perché non riesco a dimenticare il mio ex?

Apri domanda

Gentile Serena, tre settimane sono davvero poche per placare la sofferenza di un amore finito. Una rottura di questo tipo è un lutto che richiede tempo per essere elaborato. Non è necessario dimenticare ciò che di bello c’è stato ma lasciare al tempo la possibilità di lavorare per farle accettare che ciò che è stato non c’è più. Fa tanto male, è vero, ma il dolore ha una sua funzione, le impone di fermarsi per prendersi cura di sé. Se una sua cara amica fosse al suo posto di che cosa avrebbe bisogno secondo lei? Di essere amata, ascoltata, coccolata, no? Ebbene, allora si ami, si ascolti e si coccoli, ne ha bisogno perché sta soffrendo. Il dolore è dolore, non si può evitare ma può essere alleviato dalla compassione. E lasci che il tempo faccia il suo lavoro. Se in questo percorso verso l’elaborazione del suo lutto sentisse il bisogno di un sostegno psicologico, io sono qui, resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia universitaria per fuoricorso, blocco negli esami

Apri domanda

Gentile Eleonora, capisco il suo bisogno di una terapia e lo condivido. Per uscire da una situazione così articolata sarebbe necessario avere informazioni più dettagliate sui suoi vissuti e su come li affronta, ma vedo che l'ansia domina un po' tutti gli ambiti della sua vita, per questo mi sento di consigliarle un libro per imparare a gestirla; è un libro di lettura gradevole scritto da un "grande" che potrebbe aiutarla a riflettere sul modo in cui affronta le sue paure e su come cominciare a gestirle: Albert Ellis, che ansia. Come controllarla prima che lei controlli te. Spero davvero che la possa aiutare. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuea Leonessa...

Ansia: sto avendo delle reazioni molto strane dal mio corpo

Apri domanda

Buongiorno Giorgia, capisco quanto possa essere invalidante la sensazione di non avere più il controllo del proprio corpo, quanto possa essere imbarazzante il movimento del proprio intestino quando si è in mezzo agli altri (e se sentissero qualche rumore?) e su quanto queste preoccupazioni alimentino il problema stesso. La colite può avere origini fisiologiche ma la componente psicologica rimane comunque importante. Le chiedo innanzitutto se ha fatto accertamenti medici. La causa organica dei crampi e della colite potrebbe essere, per esempio, un’intolleranza alimentare. Per quanto riguarda la sfera psicologica il discorso si fa ampio: tentare di controllare gli spasmi non fa altro che aggravarli, questo lei lo sa già, immagino, ma non sa cosa fare per impedirselo; giusto? La sua ansia fa parte di se’ deve accoglierla. Tentare di contrastarla equivale a eliminare una parte di se’: si taglierebbe mai un braccio? Faccia la pace con la sua ansia, l’accetti. Faccia la pace con la sua colite, con i suoi brontolii. Si vergogna davanti ai suoi amici? Non deve, se la pancia brontola si spieghi: “E’ la mia colite. A voi non è mai successo? Beh, buon per voi.” Forse non era il consiglio che si aspettava, ma vede, per risolvere la sua tendenza all’ansia deve per prima cosa fare la pace con essa. Solo così potrà starle accanto per osservarla, conoscerla e imparare a gestirla. E se vuole dare un taglio decisivo a tutto questo si faccia aiutare da un professionista. Un percorso psicologico le permetterà di capire le radici della sua ansia, che cosa la scatena e perché, le strategie per ridimensionarla e gestirla.Sarà un lavoro impegnativo che però l’aiuterà, alla fine, a vivere la vita con più leggerezza. Se desiderasse un approfondimento resto a sua disposizione Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa fare con una madre depressa?

Apri domanda

Buongiorno Aurora la sua lettera esprime tutte le difficoltà e la sofferenza che sta vivendo: è difficile ignorarla; quando una persona soffre di depressione coinvolge nella sua sofferenza anche i familiari che gli vivono accanto generando incertezze, sensi di colpa, e sconforto. E’ comprensibile che i comportamenti messi in atto da sua madre possano sfinire e avvilire tanto da farle provare sentimenti di irritabilità e a volte di rifiuto verso di lei, quindi le posso dire innanzitutto di non sentirsi in colpa poiché non esistono colpevoli, se si sente troppo frustrata e impotente si faccia aiutare da un professionista ad affrontare la situazione, senza isolarsi, senza rinchiudersi ma adattandosi alle situazioni senza accantonare i propri progetti. Un aiuto a dosare il suo aiuto per non risultare né troppo materna né troppo menefreghista, per salvaguardarsi da sentimenti di colpa e inadeguatezza, comprensibili, ma assolutamente non reali e per non sentirsi sopraffatta e sola in questo compito che sfiancherebbe chiunque. Se sua madre inizia a percepirla sicura e determinata nell'intento sia di aiutarla ma anche di vivere la sua vita, piano piano troverete un equilibrio. So di non avere risposto completamente alla sua domanda, il tema è complesso, sua madre non accetta le cure e questo è un punto centrale del problema. Mi auguro però di esserle stata di aiuto anche solo per prendere coscienza del fatto che la sofferenza di sua madre è anche la sua, per questo deve imparare a prendersi cura di sé innanzitutto. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Comportamento strano dei suoceri

Apri domanda

Buongiorno Giorgia, da quanto racconta sembra che il bisogno dei suoi suoceri di “vivere” la bambina sia davvero forte. Al di là del fatto che il loro atteggiamento possa essere esagerato o meno, ciò che deve ricordarsi che la figlia è sua e del suo compagno e solo voi avete il diritto di decidere come gestirla. E’ molto importante che di fronte alle richieste dei suoceri siate uniti. Mantenetevi fermi nella vostra posizione e vedrete che piano piano troverete un equilibrio tra la vostra disponibilità e le loro richieste. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lutto e relazione

Apri domanda

Gentilissima buongiorno, ho letto la sua lettera toccante, pervasa di poesia dolente. Capisco la sua angoscia e il suo bisogno di trovare risposta, ma questa sua ricerca non l’aiuterà a stare meglio, al contrario, manterrà intatto il suo malessere. E’ un anno che lei cerca risposte, è un anno che rimuginando sulla sua storia vive e rivive la sofferenza, alimentando dolore, rabbia e chissà cos’altro. E per cosa? Glielo chiedo davvero: se mai dovesse trovare la risposta alla sua domanda, cambierebbe qualcosa? La fine di una storia d’amore è un lutto, non esiste un modo indolore a questa fine, e il lutto si deve elaborare. Ma cosa significa elaborare un lutto? Significa accettare l’idea che ciò che è stato non è più ed è quindi necessario andare avanti. Accettare questa fine nel profondo e completamente. Capisce? Il dolore è dolore e non si può evitare, ma si può provare a non renderlo eterno. Accetti questa fine, lavori su di sé per risolvere questo bisogno di risposte che non le restituiranno niente e nessuno. Riprenda la sua vita e la voglia di vivere in mano. E se in questo percorso sentisse il bisogno di un aiuto sarò a sua disposizione Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Situazione ai limiti dell'assurdo

Apri domanda

Gentile Laura buongiorno, capisco quanto la situazione sia dolorosa, ma se il suo compagno non mette in discussione né il suo vissuto individuale né quello di coppia, non sentendo quindi il bisogno di un aiuto lei cosa può fare se non cercare delle risorse per sé? Un sostegno psicologico potrebbe essere importante in questo periodo difficile, l’aiuterebbe a mantenersi più salda ed obiettiva di fronte a ciò che sta vivendo. Mantenere una lucidità che le impedisca di essere travolta dagli eventi potrebbe essere un sostegno al suo benessere comunque si evolva la sua storia sentimentale. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura di vivere

Apri domanda

Gentile L. buongiorno, grazie innanzitutto per la sua condivisione. La sua storia così complessa e carica di sofferenza merita tanta attenzione. Non è possibile che i tanti dolori patiti non abbiano lasciato conseguenze. Ci sarebbe tanto da affrontare, da elaborare, per risolvere le lacune che la sua infanzia difficile le ha lasciato. Si è mai informata sui servizi di salute mentale disponibili nella sua città? In genere esiste uno sportello psicologico gratuito accessibile ai disoccupati o comunque ha chi è in difficoltà finanziaria. Provi, perché un sostegno psicologico potrebbe aiutarla ad affrontare le difficoltà che pesano sulla sua esistenza in maniera così importante. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paranoie e senso di inferiorità

Apri domanda

Gentile Alessandra, buonasera. Le persone come lei convinte di non essere mai abbastanza non sono poche. Nonostante abbiate una vita soddisfacente vi portate dietro uno zaino di insicurezze che rende tutto pesante. Si può migliorare ma dovrà lavorare su se’ stessa per crescere in autoconsapevolezza, per individuare l’origine delle sue paure rafforzare le sue risorse, migliorare la compassione per fare la pace con i suoi limiti e le sue fragilità. E’ un lavoro affascinante che le permetterebbe di ritrovare il suo centro e riprendersi la vita in mano. Ci pensi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lasciato dalla ragazza

Apri domanda

Gentile Davide grazie per la sua condivisione. Capisco la sua sofferenza e il bisogno di trovare un senso alla sua storia, capisco il suo disorientamento e il suo bisogno di trovare una soluzione, ma vede qui l’unica cosa da fare è lasciarsi questa storia alle spalle. Una storia finita è un lutto da elaborare e l’elaborazione prevede l’accettazione che ciò che è stato non è più. Il lutto elaborato ci permette di riprendere la nostra vita accettando, ma accettando nel profondo, che dovremo farlo senza la persona persa. Il suo bisogno di pensare, di trovare una spiegazione è normale ma inseguirlo prolungherà la sua sofferenza, anche perché spesso una spiegazione non si trova. Non so da quanto tempo sia finita la sua storia e capisco la sua sofferenza. Lei in questo momento ha bisogno di tempo per elaborare e per volersi bene. Volersi bene, esatto. E se questo le appare difficile, se sente il bisogno di un sostegno psicologico per superare questo colpo, io sono qui, a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come smettere di avere relazioni disfunzionali?

Apri domanda

Gentile Michela, buongiorno La responsabilità dell’andamento di una relazione è generalmente del 50 e 50%. Non possiamo fare granché sulla responsabilità altrui ma per la nostra sì. Lei ha passato molto tempo a esaminarsi, e certamente la passata terapia l’ha aiutata molto. Ci racconta di come reagisce drasticamente alle mancanze del compagno, per esempio. Noi modelliamo le relazioni affettive sul legame di attaccamento instaurato con i nostri genitori. Lei ci parla di una relazione complicata con sua madre, nulla ci dice di quella con suo padre, ma sicuramente su questi legami dovrebbe lavorare per capire in che maniera interferiscano con la sua vita sentimentale. Può fare molto da sola, ma con l’aiuto di uno psicologo potrebbe fare di più. S’informi sui servizi di salute mentale pubblici della sua città, potrebbero essere un aiuto importante. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

E se fossi gay?

Apri domanda

Gentile Thomas, spesso tutto quello che una persona mette in atto, con le migliori intenzioni, per risolvere i problemi o, come nel suo caso, i dubbi paradossalmente li ingrandisce ancora di più, creando vere e proprie realtà artificiali alimentate da un’attenzione rivolta solo ai segnali che confermano le ipotesi che allarmano. In questo caso la sua presunta omosessualità. Non è possibile in questo spazio accertare il suo orientamento sessuale, in ogni caso dovrà scoprirlo da solo, ma per aiutarsi sarebbe utile un sostegno psicologico che le permetta di apprendere le giuste strategie per rompere quella catena fatta di domande irragionevoli-risposte ragionevoli-altre domande-altre risposte, che rischia di “soffocarla” (a tal proposito la “poca” attrazione e il calo del desiderio è un effetto non la causa dei suoi dubbi). Spero di averle dato uno spunto per uscire da questa dolorosa “impasse” e resto a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non capisco cosa non vada in me

Apri domanda

Buongiorno Veronica Da ciò che ha raccontato ,mi sembra che la storia con il suo ex sia stata interrotta più che altro perché non disponevate degli strumenti necessari a gestire i conflitti che la turbavano. Questi conflitti non hanno niente a che fare con l’affetto per lui che potrebbe essere rimasto inalterato. I bei ricordi però non devono farle dimenticare i limiti evidenti della precedente relazione portandola a rimettere in discussione le scelte fatte. La relazione con il suo e sarebbe potuta andare diversamente? Probabile, ma è andata così. Lei ha fatto degli errori? Inevitabile. Ma tutto questo fa parte della sua crescita. Guardi all'oggi e al domani, il passato è un bagaglio prezioso che la illuminerà. E se la confusione dovesse aumentare al punto da sentire il bisogno di un confronto, resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

La mia fidanzata mi ha lasciato per tornare dal suo ex, solo per sesso?

Apri domanda

Gentile Federico buongiorno Mi dispiace non saperle dare una risposta soddisfacente, non so perché la sua fidanzata l’abbia lasciata per tornare dal suo ex, dunque dovrei evitare di risponderle, tuttavia una cosa vorrei dirgliela lo stesso: una storia finita lascia sempre uno strascico di domande irrisolte, soprattutto in chi soffre di più. Capisco quanto il bisogno di cercare risposte sia forte a questo punto, ma trovarle non mitigherà la sofferenza, tuttalpiù genererà altre domande. Per lei non è ancora arrivato il momento di fare bilanci: elabori questa perdita, accetti l’idea che la ex compagna se ne è andata e che può costruire cose nuove anche senza di lei. Solo a quel punto potrà cominciare a capire cosa non è funzionato, e dove può migliorarsi. Oggi tutto ciò l’aiuterebbe solo a stare ancora più male. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Un rapporto da corto circuito

Apri domanda

Gentile Cristiana, buongiorno, la sua lettera mi incuriosisce perché lascia in sospeso qualcosa. Ci chiede di essere aiutata a capire se forse non “ha visto qualcosa”. Mi chiedo; le chiedo: perché? Cosa vuole farsene di questa eventuale, nuova, comprensione? Lei ci racconta di una situazione di sofferenza: un marito che non ama, un figlio che fa fatica a seguire perché prigioniera di una bolla temporale che l’affligge, una relazione extraconiugale devastante. Leggo questa sua richiesta come un primo passo verso un cambiamento che non sa bene che direzione prendere. Forse più che di risposte avrebbe bisogno di uno spazio tutto suo che l’aiuti a riprendersi la vita in mano. MI sbaglio? Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non mi riconosco più

Apri domanda

Gentile Sara, buongiorno, a volte le situazioni che ci lasciamo alle spalle sono migliori di quelle che dobbiamo affrontare e sembra proprio che questo sia il suo caso. Non riesce ad adattarsi a questa nuova realtà e non riesce a capire il perché. I motivi potrebbero essere più di uno: potrebbe non avere elaborato il “lutto” della perdita di ciò che aveva impedendosi di accettare ciò che la vita ha di nuovo da offrirle, oppure, nella nuova realtà, potrebbero esserci delle difficoltà oggettive che non riesce ad affrontare. Questo può scoprirlo solo lei. C’è di buono che in entrambi i casi si può fare molto per migliorare il suo vissuto. Elaborare il lutto (lo definisco tale perché per certi versi lo è) significa accettare nel profondo l’idea che ciò che è stato non è più, e da ciò trarre la forza per andare avanti verso il nuovo; affrontare le difficoltà oggettive significa individuare il problema, le risorse a disposizione per affrontarle e quelle carenti che è necessario rafforzare. Da ciò che scrive appare una ragazza reattiva e piena di risorse, provi a riflettere su ciò che le impedisce di abbracciare la nuova realtà e se non riesce da sola io resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sento che sto sbagliando tutto

Apri domanda

Gentile Veronica La sua lettera termina dolorosamente con il dubbio di essere sbagliata, di non essere cioè, per un motivo o per l’altro, capace d amare. Non ci dice molto altro di lei, l’età per esempio, se vive da sola o con i suoi, se studia o lavora. Vede Veronica, quello delle relazioni sentimentali è un tema complesso. Lei ha questo desiderio grande di un amore puro e travolgente, ma è piena di dubbi sulla sua capacità di realizzarlo. Se esistono davvero delle difficoltà sono da ricercare nella sua storia di vita, per questo ciò che racconta ci può dare la misura della sua sofferenza ma nessuno spunto per poterla risolvere. Un percorso psicologico dove potersi rivelare l’aiuterebbe a fare chiarezza sulle sue difficoltà sui motivi che la spingono a fare certe scelte e a rinunciare ad altre. Paradossalmente spesso l’ostacolo più grande alla realizzazione dei nostri desideri siamo noi stessi, ma è un ostacolo che può essere superato. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa....

Non mi rendo conto di rispondere male

Apri domanda

Buongiorno Elisa, ha mai provato a mettersi nei panni di chi l'ascolta? In questo modo riuscirebbe a rendersi conto dell'effetto che fanno le sue parole e il tono con cui le dice. Saluti cordiali, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi familiari

Apri domanda

Gentile M. buongiorno, la sua situazione è davvero pesante e capisco la sua sofferenza e frustrazione. Descrive bene il suo stato d’animo e penso che in una situazione simile sarebbe difficile per chiunque provare qualcosa di diverso. Ha ragione sua madre quando dice che suo padre sta male, a quanto pare proietta su di voi la rabbia e la frustrazione che sta vivendo. Se la responsabilità del fallimento dell’azienda è sua questa rabbia sarà davvero tanta, non crede? Detto ciò non significa che lei debba sopportare, ma non potrà pretendere che sia suo padre a cambiare. Sarebbe bello se succedesse, ma non può basare il suo benessere su questa speranza. Le hanno suggerito di andare a studiare nel parco o dai nonni: lei ritiene che non sia giusto: forse, ma sarebbe più salutare per lei? Ci sarebbe anche l’opzione delle biblioteche, passare meno tempo a casa l’aiuterebbe? Capisco che non sia la soluzione, lo capisco davvero ma c’è un'altra riflessione che le vorrei proporre, la compassione: suo padre non sta bene, è pieno di rabbia, rimorsi, senso di inutilità, forse è caduto anche in depressione. Capisco che oltre a tutto ciò sia anche estremamente sgradevole, ma le persone che stanno male normalmente lo sono. Capire fino in fondo lo stato d’animo di suo padre potrebbe aiutarla a essere meno reattiva nei suoi confronti? Essere meno reattiva verso le provocazioni di suo padre potrebbe attenuare la tensione tra voi. Mi rendo conto che non sono i consigli che si aspettava ma la realtà probabilmente è tutta qua: non abbiamo potere sul cambiamento altrui ma sul nostro sì; forse non lo troverà giusto ma potrebbe scoprire che è efficace. Spero di esserle stata d’aiuto, resto a sua disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come gestire le discussioni?

Apri domanda

Gentile V. buongiorno, dalla sua lettera emerge molto chiaramente la difficoltà che incontra nel rapportarsi con il suo ragazzo nelle discussioni. Non conosco lui ma posso ipotizzare diversi motivi che potrebbero alimentare questa difficoltà: essere particolarmente permaloso per esempio, o avere difficoltà ad ammettere i propri errori perché cresciuto in una famiglia in cui sbagliare era inammissibile. Tutto può essere, resta il fatto che nel momento in cui dovete affrontare una discussione lui si mette in modalità difensiva diventando aggressivo: ho capito bene? E’ possibile che il modo in cui lei propone il problema in qualche modo faccia sentire lui sotto accusa. Provi ad ascoltarsi mentre parla e si metta nei panni del suo ragazzo, immaginandosi come la sua comunicazione potrebbe farlo sentire. Sa cos’è l’assertività? È la capacità di comunicare rispettando sia le proprie esigenze che quelle altrui. E’ possibile che nel suo modo di comunicare le sue esigenze lei tenga conto dei suoi obiettivi trascurando in parte i bisogni del suo ragazzo (essere rassicurato, non accusato ecc.). Provi a fare attenzione a questi dettagli e poi, se ne ha voglia, mi faccia sapere. Resto a sua disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Continui litigi tra coniugi

Apri domanda

Gentile Laura buongiorno, grazie per la sua lunga lettera, generosa di dettagli e sincerità. Ci ha raccontato molte cose che però da sole non sono sufficienti a chiarire le dinamiche della vostra relazione. E’ evidente lo sforzo che sta facendo per capire dove siano le sue colpe, ma questo non sarà mai abbastanza. Come giustamente sottolinea lei le responsabilità sull’andamento di una relazione sono della coppia, non del singolo. Ma il suo compagno non ritiene necessario addossarsi questa responsabilità ne tantomeno intraprendere un percorso di coppia. C’è però qualcosa che potreste provare a fare per allentare la tensione. Ci scrive che entrambi avete perso i vostri amici, quindi, se ho capito bene la vostra vita ruota solo intorno a voi tre. Forse allora sarebbe salutare aprirvi anche ad altri. A volte basta un uscita tra amici per allentare una tensione, aprire gli orizzonti, ridimensionare una questione percepita come drammatica. Confidarsi, confrontarsi con altri che non siate sempre e solo voi due potrebbe farvi davvero molto bene, essere un buon modo per alleggerire la situazione attuale. Auguro a tutti e tre il meglio e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Consigli su come avere una relazione

Apri domanda

Buongiorno Andrea, la sua lettera per certi versi parla di sé, non è certo l’ironia a farle difetto e probabilmente nemmeno la simpatia, ma la vergogna che la spinge a non voler parlare di sé nemmeno online è sicuramente un ostacolo alla soluzione del suo problema. Non è possibile aiutarla senza conoscerla, non esistono ricette per farle avere successo con le donne, ha già seguito tutti i consigli che le hanno dato e non hanno funzionato, non le basta per convincersi che per risolvere il problema ci deve mettere la faccia? E’ piacevole (lo dice lei) è simpatico e arguto (lo dico io) ma ha delle difficoltà, non sa nemmeno quali siano e già se ne vergogna, come pensa di poterle risolvere? Ci pensi, e se decidesse per un sostegno psicologico alla sua causa resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono andato molto vicino al tradimento, il senso di colpa mi sta soffocando

Apri domanda

Buongiorno Michele, di fronte a questa vicenda le sue richieste sono molto logiche e molto sane: “voglio tornare a essere sereno, riuscire effettivamente a perdonarmi e a razionalizzare una volta per tutte, “ Di fronte alla sua colpa, effettivamente non “consumata” la sua sofferenza appare ingiustificata, laddove ingiustificata non è. Perdonare se stessi significa accettare di non essere stati perfetti. E’ molto più facile accettare, guardare con tolleranza, anche, le imperfezioni altrui che le proprie. Mi dica, è un giudice molto severo di sé stesso? Piuttosto che tormentarsi per questa “scivolata” sarebbe più utile affrontarla per capire se ha un qualche significato circa la sua relazione a distanza: la separazione dal suo ragazzo comincia a pesarle troppo? C’è qualche incrinatura che state sottovalutando? Fare questa valutazione da solo o con il suo compagno è una scelta che spetta solo a lei. Per quanto riguarda la sua incapacità a perdonarsi ragioni su quanto sono grandi le pretese che ha verso di sé. Un aiuto terapeutico per ridimensionarle sarebbe un bel modo per perdonarsi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Litigi tra marito e moglie

Apri domanda

Gentilissima F. Comprendo quanto possa essere frustrante e dolorosa la situazione, proverò, in base a quanto da lei raccontato, a darle una chiave di lettura: è possibile che suo marito sappia fornirle amore provvedendo ai suoi bisogni pratici e materiali ma molto meno alla sua dimensione affettiva. Non è raro trovare persone così, ti amano, sono attente a ciò di cui hai bisogno, ti anticipano anche in questo perché a te tengono veramente, ma la dimensione empatica, affettiva più in generale, gli fa difetto. Se la situazione è davvero questa lei può decidere se continuare a chiedere a suo marito qualcosa che lui non è in grado di fare o valorizzare ciò che già ha. Voglio essere chiara, non sto sminuendo la sua sofferenza né è mia intenzione bacchettarla perché non si accontenta di ciò che ha, la comprendo davvero. Ciò che le propongo è difficile da fare e si scontra con tanti aspetti della nostra personalità e del nostro funzionamento cognitivo, Lei si sente frustrata in un bisogno reale, un bisogno di cura che riconosce declinato in un modo diverso da quello che le fornisce suo marito. Provi a cambiare prospettiva, provi a vedere e riconoscere il modo in cui suo marito tiene a lei. Ciò non le impedirà di sentire la mancanza di ciò che lui non può darle, ma potrebbe scoprire che è comunque abbastanza. Se in questo percorso di riconoscimento, di cambiamento di punto di vista sentisse il bisogno di una guida resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come aiutare madre che non vuole aiuto?

Apri domanda

Gentile Lucia buongiorno, capisco il suo desiderio di vedere finalmente sua madre stare bene ma deve capire che per una donna che ha interiorizzato l’immagine di un essere privo di diritti cambiare il proprio ruolo diventa davvero difficile, riesco a spiegarmi? Non conosco sua madre, né i suoi vissuti, né ciò di cui potrebbe avere davvero bisogno, posso provare a darle suggerimenti molto generali: più che spronarla sarebbe importante, in prima battuta, autorizzarla ad essere esattamente com’è, validi la sua sofferenza e le sue difficoltà, solo così sua madre potrà riconoscerla come sua alleata. Non suggerisca lei ciò di cui avrebbe bisogno, per sua madre probabilmente sarebbe un obiettivo troppo distante da come si sente ora, soprattutto l’ascolti e lasci che piano piano sia lei a dirle ciò che vorrebbe. Immagino che lo stia già facendo, allora non si scoraggi, già avere la figlia al suo fianco come alleata sarà per sua madre una grande consolazione. Se in questo percorso sentisse lei il bisogno di un supporto e di una guida io resto a sua disposizione anche online. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dialoghi nella mente

Apri domanda

Buongiorno Mattia, parlare da solo o avere un dialogo interno particolarmente fervido di per se' non è un problema. Come mai la cosa la preoccupa al punto da chiedersi se è il caso di effettuare una visita specialistica?...

Cattiva performance - come uscire dai sensi di colpa?

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, come giustamente dice lei dare una prestazione mediocre non significa essere mediocre come attore, ma questo non basta a farlo uscire dal suo abisso di vergogna. Dalla sua lettera non riesco a capire se la sua difficoltà nasca dal fatto di vergognarsi di se stesso, di temere il giudizio altrui o entrambe le cose. In ogni caso sarebbe necessario indagare le origini di tanta severità verso se stesso. Mi piacerebbe chiederle se questo evento e la difficoltà di perdonarsi la performance insoddisfacente siano un caso isolato o se le pretese elevate siano un fattore che l’accompagna nella sua vita in generale. Resto a disposizione se trovasse interessante rispondere alla domanda e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

24 anni persi nel bullismo, genitori omofobi, senza amici, senza indipendenza e libertà

Apri domanda

Gentile Francesco buongiorno, percepisco tutta la sua sofferenza, la disperazione ma anche la rassegnazione. Le sue paure sono grandi e la conducono a un immobilismo che diventerà la sua peggiore condanna se non lo risolve. Penso che il modo migliore per aiutarsi sarebbe un sostegno psicologico che l’aiuti a recuperare coraggio e risorse con cui affrontare le sue difficoltà, a partire dall’ansia sociale che la costringe a vivere isolato. Parta da lì: soli non si va da nessuna parte. Cominci a scoprire che anche lei sa farsi degli amici, sarà un punto di partenza per ridimensionare la sua disperazione. Poi lavorerà anche sul resto. Resto a disposizione se desidera iniziare questa avventura e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perché la mente umana ha la tendenza al pensiero negativo?

Apri domanda

Gentile Gianluca buongiorno, Ci chiede come mai la mente umana abbia la tendenza a pensare in modo negativo come se fosse convinto che sia così per tutti, ma non lo è. Questo modo di ragionare che immagino le appartenga (al punto da credere che sia così per tutti) è scorretto e può procurare grandi disagi e sofferenze. I motivi per cui accade possono essere molti: una tendenza caratteriale le convinzioni più o meno irrazionali determinate dalla storia di vita e dall’educazione. Non si nasce così, si impara. Ma così come si è imparato si può disimparare. Può provare con frasi di positività, da ripetere durante il giorno però. Un percorso psicologico accompagnato da un professionista sarebbe tuttavia più efficace. Resto a sua disposizione in caso di interesse e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non aiuta nulla

Apri domanda

Gentile Giulia buongiorno, anche chi non ha nessun problema reale può soffrire e soffrire molto. Qualcosa non va nella sua vita, saranno le sue convinzioni, il suo modo di interpretare la realtà, paure che non riesce ad ammettere, chissà cosa, ma finché non lo capisce non potrà risolverlo. Ci provi ancora Giulia, che cosa ci perde? Al massimo non cambia nulla. Ma se cambia, cambia tutto. Io resto a sua disposizione se ci vuole provare ancora. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come capire se chiudere una relazione lunga?

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, Nella sua lettera riesce ad esprimere in modo chiaro tutta la difficoltà in cui si trova e dalla quale non riesce ad uscire. : Ci racconta che sono ormai 10 anni che ha perso lo slancio per questa relazione ma nonostante ciò non riesce a prendere una decisione. Sottolinea più volte di non essere felice ma si preoccupa soprattutto di quanto il suo compagno si meriterebbe di più. Ammette di stare nascondendosi da un finale ineluttabile, ma probabilmente non le sono chiari i mille stratagemmi che la sua mente sta attuando per farlo. La sento infelice e confusa. Non si resta insieme ad un uomo perché è il migliore del mondo, ma perché rende migliori noi. Io non so se sia giusto per lei troncare questa relazione; non posso saperlo. Posso però aiutarla a vedere più chiaro nella sua vita e ad affrontare i suoi timori qualunque essi siano. Resto dunque a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Insonnia e consigli sull'aiuto psicologico

Apri domanda

Gentile Enrico buonasera, il problema dell’insonnia richiede un approccio specifico che mira ad eliminare i fattori perpetuanti il fenomeno. L’approccio cognitivo comportamentale ha sviluppato un procedimento che, per quanto riguarda la mia esperienza, si è rivelato sempre efficace. E’ un procedimento che non si limita a indagare i pensieri e le ansie responsabili dell’insonnia ma va a correggere i comportamenti che la autoalimentano. Se fosse interessato a saperne di più mi rendo disponibile a un confronto informativo. La saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi con mia madre

Apri domanda

Gentile Martina buonasera, la relazione con la madre è sempre complessa. Un rapporto di amore e odio che si alimentano a vicenda e che il contesto influenza in maniera determinante. Non ci racconta niente di questo contesto, non ci racconta, per esempio, della presenza o meno di un marito e papà, informazione che mi permetterebbe di abbozzare un quadro più preciso della situazione. Capisco che la frase “se stai a casa mia fai come dico io” sia molto dura ma anche le chiusure definitive a volte non sono definitive per niente: sembra piuttosto che la chiusura nasca da un rapporto molto teso tra voi due : non è che alla fine vi stiate difendendo una dalle aggressioni dell’altra? Cara Martina so troppo poco di lei e del rapporto che ha attualmente con sua madre, se pensa che un confronto con uno psicologo possa aiutarla ad alleggerire la situazione attuale io resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Questa ansia mi passerà?

Apri domanda

Gentile Daniel buongiorno, congratulazioni per l’evento terribile e straordinario allo stesso tempo. Mi rendo conto di quanto spaventoso deve essere stato ciò che lei e sua moglie avete passato e la strada resta ancora tutta in salita. Immagino che per questo motivo si senta in dovere di non mollare, ma resta tutto tanto difficile e allora si domanda: passerà? Sua moglie migliorerà, il dolore e la sofferenza piano piano passeranno, ma lei ha dovuto sopportare un lungo periodo di stress che a volte lascia strascichi. Una situazione stressante è una situazione di grande difficoltà che richiede l’utilizzo di una dose eccessiva di risorse. Quando la situazione stressante dura troppo a lungo la nostra risorsa di energia si esaurisce (proprio come un serbatoio che si svuota) e noi andiamo in esaurimento. La sua incapacità di gioire, di sorridere ai suoi piccoli, potrebbe essere indicatore di un suo esaurimento, se così fosse sarebbe importante non trascurarlo. Cominci a raccontare ciò che sta vivendo al suo medico curante, potrebbe darle dei buoni consigli. Anche uno spazio terapeutico dove poter raccontare preoccupazioni e vissuti sarebbe un valido aiuto, le permetterebbe di trovare risorse e modalità per affrontare le nuove difficoltà in maniera più sana ed equilibrata. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lei mi ha tradito ma non sa che l’ho scoperto

Apri domanda

Gentile Edoardo, tutto sta nel modo in cui riuscirete a impostare la discussione: se lei farà prevalere la modalità accusatoria allora voleranno accuse (tu mi hai tradito…tu hai letto le mie mail … ecc.) se lei riuscirà a far capire alla sua compagna che in realtà vuole un confronto costruttivo per crescere insieme allora avrete un confronto costruttivo per crescere insieme. Per prima cosa, dunque, chiarisca a se’ stesso cosa sta cercando e poi agisca di conseguenza. Resto a disposizione se desiderasse approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mia figlia ha dei pensieri intrusivi su di me

Apri domanda

Gentile Clara buongiorno, mi rendo conto che la sua richiesta è di 6 giorni fa ma questo mi permette di chiederle come sta la sua bambina. Continua ad avere questi brutti pensieri su di lei? Certamente lei deve essere molto affaticata, sovrastata dalle preoccupazioni e può darsi che le fantasie di sua figlia riguardino questi aspetti che la piccola vorrebbe veder sparire. Vorrebbe veder sparire la mamma stanca, brutta, quella che sembra un vampiro, o per dirla al contrario vorrebbe vedere tornare la mamma solare quella bella che fa star bene. Se fosse così, Clara, mi domando se sarebbe più utile un sostegno psicologico alla sua bambina o a lei. Sicuramente quello che sta sopportando non è un peso leggero. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sposato... ma

Apri domanda

Gentile Gaia buongiorno, leggo la sua storia, il suo dolore e la sua rabbia, leggo di sua madre che vorrebbe consolarla ma non ci riesce perché lei vuole solo delle risposte. Cercare di capire, è normale: se avessi fatto questo o quello sarebbe andata diversamente? Ma se lui faceva questo come è possibile che non fosse amore? E così via. Però le chiedo: lei cosa vuole, risposte o tornare a stare bene? Riuscire ad avere delle risposte le restituirà benessere oppure no? In questo momento lei ci racconta di stare molto male Chiusa in una stanza al buio, senza mangiare passa le giornate a rimuginare sulla sua storia, ma è proprio questo continuo lavorio mentale che la tiene bloccata in questa fase impedendole di tornare a vivere. Si faccia forza, torni a uscire a vedere le sue amiche, con il cuore gonfio di rabbia e dolore, certo, ma può uscire lo stesso. Non le farà passare il male ma sarà il primo passo per lasciarsi questa storia alle spalle. Se in questo percorso sentisse il bisogno di un sostegno psicologico, un aiuto professionale che l’aiuti a trovare risorse e a credere nuovamente in se stessa, resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mio figlio ha una diagnosi di DOC

Apri domanda

Gentile Giovanna buongiorno, mi rendo conto di quanto la situazione possa farla sentire disorientata e capire il timore che il desiderio di aiutare possa in realtà danneggiare suo figlio. Lo psichiatra dice di lasciarlo tranquillo, che quando starà bene uscirà lui, e ha ragione, ma lodarlo e incoraggiarlo non può certo fargli male. Più che spronarlo a fare delle cose, che in effetti può mettere suo figlio in difficoltà, le consiglierei di chiedergli perché non le vuole fare. Una richiesta sincera nata dal desiderio di capire le difficoltà del ragazzo. Ciò potrebbe fornirle la possibilità di aiutarlo a distinguere i motivi validi da quelli che nascondono paure ingiustificate. Aiutarlo, mi raccomando, non costringerlo, perché per quanto lento e doloroso , il percorso di guarigione è solo di suo figlio. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Confessare o no un tradimento?

Apri domanda

Gentile Martina buongiorno, capisco il dilemma in cui si trova ma partendo dal puntualizzare che la scelta spetta solo a lei le chiedo di riflettere sul perché si pone il problema. Perché raccontare del suo tradimento all’attuale compagno se ha già deciso che la storia è conclusa? Se il motivo è dovuto unicamente ai sensi di colpa, perdoni la brutalità, ma si tenga i sensi di colpa e risparmi al suo compagno un dolore da aggiungere alla fine del rapporto. Rifletta dunque sulle motivazioni che la spingono a porsi questa domanda e se desidera un ulteriore confronto resto qui a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ho paura di essere diventato gay!

Apri domanda

Gentile Alberto buongiorno, il dubbio sul proprio orientamento sessuale non è così infrequente tra i ragazzi della sua età e spero che questa informazione basti a tranquillizzarla almeno un pochino. Vorrei però soffermarmi sulla domanda: come faccio a spegnere questi pensieri fuori controllo? Non può, o meglio, tutto ciò che fa per verificarne la veridicità (…” fruizione spasmodica di pornografia etero, lo scorrere sui profili social di uomini ritenuti attraenti per verificare se mi eccitassi o mi sentissi attratto, e similmente con profili social di ragazze che ritengo attraenti per confermare una attrazione fisica o l'eccitamento…”) serve solo ad alimentarli e a mantenerli vivi. Ci racconta che prima del pensiero ossessivo sull’omossessualità è stato vittima di altri pensieri intrusivi, questo fenomeno le è quindi familiare. E’ importante che impari a non contrastarli a lasciarli correre dandosi la possibilità di scoprire che se non da’ loro importanza, come sono arrivati, spariranno. Sarebbe importante capire anche perché arrivano, quale funzione assolvono: tutti i nostri disagi psicologici sono un tentativo, mal riuscito, di risolvere un problema. Anche i suoi pensieri intrusivi lo sono. Se desiderasse approfondire il discorso resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non sono in grado di accettare le conseguenze delle decisioni relazionali

Apri domanda

Buongiorno Luigi, ci parla di traumi passati che potrebbero aver alimentato le difficoltà che incontra nelle relazioni amorose, ma non ci spiega di che traumi si tratti. Difficile darle una risposta! Se volesse approfondire resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come chiudere una relazione tossica con un narcisista?

Apri domanda

Buongiorno Alessia, ci racconta dei suoi timori circa una possibile persecuzione da parte del suo ex, ma da quel che leggo tale persecuzione non è ancora cominciata. Forse hanno ragione i suoi amici? Le paure a volte ci sovrastano anche quando non si trasformano in realtà, e viviamo male nonostante il pericolo sia solo immaginario. E’ importante allora fare un’analisi realistica della situazione per capire quanto i timori siano o meno fondati. In situazioni di particolare fragilità emotiva un sostegno psicologico per superare il momento può rivelarsi importante. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione e malessere fisico

Apri domanda

Gentile Luca buongiorno, Capisco la sua situazione: è frustrante vedere soffrire una persona amata e non poter fare niente per alleviare il suo dolore, ma vede, anche se non è in suo potere eliminare la sofferenza di sua madre lei può fare molto per sollevarle il morale. Donarle delle attenzioni, farle delle sorprese, farla ridere e non per ultimo essere felice. Sia forte d’animo e vedrà che potere ha in mano per gratificare la vita di sua madre nonostante la sofferenza. Esistono inoltre forme di sostegno psicologico che insegnano come affrontare il dolore, accettarlo e conviverci, migliorando la qualità di vita. Chieda al medico di base, potrebbe indirizzarla, o se preferisce resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

sono gay ma penso che mi piaccia una ragazza

Apri domanda

Gentile Alessandro buongiorno, non ci dice quanti anni ha ma penso sia giovane. Avere dubbi sul proprio orientamento sessuale è destabilizzante, lo comprendo, capisco quindi la sua confusione. Ci scrive che pensa di essere innamorato di questa ragazza: sono io che le chiedo come mai. Come si sente di fronte a lei, cosa prova quando le è lontano? E ancora, come quando e perché ha scoperto di essere omosessuale? Come vede ha tutti gli strumenti per scoprire da solo cosa prova per questa ragazza, più importante sarebbe per lei risolvere la confusione circa il suo orientamento sessuale. Ci pensi, se ritiene che un sostegno psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su di sé resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ho tradito, sono una brutta persona?

Apri domanda

Gentile Ele buongiorno, le persone sbagliano, non per questo diventano brutte persone. Se fosse così non si salverebbe nessuno. Capisco quanto lei si senta brutta in questo momento e quanto senta il bisogno di essere rassicurata, ma la vergogna che prova (se di questo si tratta) può essere una sua alleata perché le emozioni negative ci parlano di ciò che in noi possiamo migliorare. Parli al suo terapeuta di questi suoi sentimenti dolorosi, vedrà che saprà aiutarla. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio compagno propone sesso con una terza donna

Apri domanda

Gentile Y buongiorno, capisco la situazione in cui si trova ma qui non si tratta di liceità o meno della pratica. Qui si tratta di come la situazione faccia sentire male e inadeguata lei. L’unico consiglio che mi sento di darle è di parlare con il suo fidanzato. Per quale motivo teme di ferirlo o insultarlo, in che modo confidargli come le sue pressioni la mettono in difficoltà dovrebbe offenderlo? Il dubbio che mi viene leggendo la sua lettera è che tutta questa storia la faccia sentire in scacco: o accetto il sesso a tre o la storia con lui finisce qui. Può una storia d’amore basata sul ricatto, essere una bella storia d’amore? Resto a disposizione se volesse approfondire il discorso e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non mi capisco più

Apri domanda

Gentile Chiara buongiorno, credo di capire il suo problema. Da un lato c’è la sofferenza per una storia d’amore che comprende finita, dall’altro il timore di essere come una bambina capricciosa che si stufa di giocattoli che poi butta via. Purtroppo molte storie d’amore finiscono, perché le viene il dubbio di essere lei quella sbagliata? Pensa di essere troppo esigente, di avere aspettative irrazionali nei confronti degli altri? Pensa di avere un atteggiamento troppo rigido nei confronti degli altri e di pretendere che facciano solo ciò che vuole lei? Insomma , il dubbio di essere una brutta persona nasce da qualche aspetto del suo carattere che vorrebbe diverso e che non riesce a gestire? Resto a disposizione se volesse approfondire l’argomento e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non ce la faccio più

Apri domanda

Gentile Felicia buongiorno, mi dispiace molto per la sua storia, capisco la sua sofferenza e vorrei fare qualcosa per alleviarla, ma purtroppo l’unica cosa che lei desidera non dipende né da lei né da me. Lei può solo decidere se continuare a vivere appesa a un desiderio che la rode e la fa soffrire o voltare pagina, decidere che si merita qualcosa di più ma altrove. Scelga la vita Felicia. Lei ha scritto una cosa molto bella: “io non sono questa”. Torni a essere la persona che stima, forse dovrà lavorare su sé stessa, rivedere certe scelte, recuperare un’ immagine positiva di sé, riparare il senso dell’autostima incrinato, ma ha tutta una vita davanti da percorrere, mille cose belle che l'aspettano. Se in questo percorso sentisse il bisogno di un sostegno psicologico, resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi ha traumatizzato e svuotato

Apri domanda

Buongiorno Cinzia, vedo quanto sta soffrendo e capisco che trovarsi sola in una città che non è la sua non l’aiuta a superare il dolore, ma vede, la rottura di una relazione è tale e quale a un lutto, e come tale deve essere elaborato. Capisco anche quanto sia difficile smettere di sperare in un suo ritorno ma ciò, se ne rende conto da sola, non fa che rendere più difficile ricominciare. Lei soffre, e il dolore richiede coccole, consolazione. Lei ha bisogno di fare cose nuove, scoprire che la vita continua, può continuare altrove. Dice che non ha voglia di fare niente, che tutto l’annoia, che la sua esistenza continua a ruotare intorno a lui, al suo ricordo, notte e giorno. E’ un momento difficile per lei, si faccia aiutare. Un sostegno psicologico potrebbe renderle più rapido il superamento di questo momento. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono depresso?

Apri domanda

Buongiorno Wolfango, non è possibile stabilire se lei sia depresso o no senza un colloquio più approfondito, ma al di là della diagnosi, vivere in questo costante stato di apatia non è sano e non deve essere neppure divertente. Questo suo rimuginìo continuo può trasformarsi in un problema e alimentare uno stato di sofferenza importante. Il rimuginìo, il pensiero ripetitivo, ha un suo perché, è un modo che la mente ha di difendersi da difficoltà che non riesce a risolvere in altro modo, ma può trasformarsi lui stesso in sofferenza, per questo è importante intervenire su di esso. Se sente che la sua testa non riesce a smettere di pensare, se tutto ciò dovesse diventare causa di disagio valuti la possibilità di chiedere aiuto. Un sostegno psicologico potrebbe risolvere sia il rimuginìo sia risalire alle cause che lo hanno generato. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Vorrei risolvere questi dubbi

Apri domanda

Gentile Stefania, buongiorno I sogni sono da interpretare, se lei ha sognato un rapporto intimo con una donna non significa che desidera ciò nella realtà. La repulsione per il mondo maschile potrebbe darle una chiave interpretativa: il mondo femminile con la sua capacità di accoglienza, con il suo modo di interpretare la realtà, con la sua sensibilità alla cura è più rassicurante, più simile a ciò che lei cerca in questo momento. Non conosco il motivo per il quale non possa parlarne alla sua terapeuta, ma è un dettaglio degno di nota. La relazione terapeutica, per essere efficace, deve essere priva di ostacoli. Se c’è qualcosa che le impedisce una relazione efficace, lo analizzi e trovi la maniera di risolverlo, sarà un buon modo per aiutarsi. Le auguro il meglio e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Si può superare la dipendenza affettiva?

Apri domanda

Gentile Filostrato, certo che l’ipotesi della dipendenza affettiva è verosimile ma ovviamente non definitiva. Per capire quale sia realmente il suo problema e come fare per risolverlo sarebbe necessario un confronto approfondito. Riguardo a una possibile soluzione, sarei ottimista: già il fatto di porsi la domanda e di aver capito che il problema è di natura cognitiva la predispone all’analisi di sé e ad un percorso di consapevolezza. E la consapevolezza è fondamentale non solo per capire le difficoltà, ma per individuare le strade che ci portano ad esse e i percorsi alternativi favorevoli al benessere. Se fosse interessato a un percorso online io sarò presente fino al 19 agosto e dopo il 5 settembre. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

L'ex che ciclicamente torna: come comportarsi?

Apri domanda

Buongiorno Andrea, capisco il suo dilemma, il timore di soffrire, ma capisco anche che lei conosce tutte le risposte. La sua ex è il suo vero amore al contrario di sua moglie che ha dei limiti. Non credo debba dirglielo io che i limiti di sua moglie li ha conosciuti vivendole accanto giorno dopo giorno, anno dopo anno. Con la sua, ex al contrario ha vissuto solo periodi di “vacanza” : nei periodi di vacanza, si sa, i limiti non si mostrano, stanno in vacanza pure loro. Questo per dirle che il paragone che fa tra le due donne è compromesso dai presupposti. Lei ha paura di stare male tutta la vita perché questa relazione non avrà mai la soluzione auspicata e perché le impedisce di vivere pienamente quella che definisce la sua vita “vera”. Ci chiede cosa fare. Si tratta di essere conseguenti alle scelte che vorrà prendere. Che vita vuole avere: La vita “vera” o quella clandestina? Le scelte impongono sacrifici, lei lo sa. In un caso o nell’altro ci sarà un costo da pagare. Lasciare la sua ex le imporrà una sofferenza acuta ma, se riuscirà a fare una scelta definitiva, temporanea. Mantenere la relazione clandestina le costerà un prezzo che conosce già. Capisco il peso immenso di questo momento, se pensa che un sostegno psicologico possa esserle d’aiuto resto a sua disposizione anche online. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dubbi su cosa fare

Apri domanda

Buongiorno Alessia, capisco che la sua preoccupazione riguardi la relazione attuale, ma la invito a guardare più lontano. Qui non si tratta di comprendere se la tranquillità salverà la vostra relazione e nemmeno se vale la pena di “sforzarsi”. Qui si tratta di capire perché lei si dimostri così oppressiva e perché si arrabbi così tanto. Probabilmente non si tratta di carattere. Lei non ci racconta i motivi delle vostre litigate, ma dietro a una reazione di rabbia c’è sempre un motivo che può essere giustificato oppure no. Se lei per prima ritiene le sue reazioni esagerate potrebbe chiedersi perché reagisce così. Un lavoro psicologico potrebbe aiutarla a comprendere le reazioni eccessive e correggerle. Questo le permetterebbe in futuro di non doversi più “sforzare” . Se desiderasse approfondire l’argomento resto a disposizione anche online. Un caro saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Si tratta di coazione a ripetere?

Apri domanda

Buongiorno Alessio, la sua reazione è comprensibile. Avrebbe desiderato un ambiente di lavoro accogliente, dove trovarsi a suo agio, ma le critiche dei suoi colleghi l’hanno ferita, quindi perché non la possano ferire mai più lei ha costruito un muro. Qual è il meccanismo che ha messo in atto? : Vorrei essere accolto - non è successo e questa cosa mi ha ferito – non voglio più essere ferito – mi chiudo per difesa – resto non accolto. La sua reazione è comprensibile, lo ripeto, ma questo meccanismo di autodifesa l’allontana dal suo obiettivo, quello di lavorare in un ambiente accogliente. Potrebbe dare una possibilità ai suoi colleghi, cambiando atteggiamento scoprire che anche loro cambieranno opinione su di lei. Provi a lavorare su questo, e se crede che un sostegno psicologico possa essere d’aiuto, resto a sua disposizione. Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Rivedere un ragazzo con cui si era in una relazione platonica?

Apri domanda

Buongiorno Camilla, nessuno su questa chat potrà dirle se fa bene a rivedere questo ragazzo oppure no, la scelta spetta solo a lei. Per capire cosa sia meglio potrebbe farsi la domanda inversa: perché sarebbe sbagliato rivederlo? Per quanto riguarda la domanda più generica: “se le persone che hanno vissuto relazioni profonde ma incompiute, possano rivedersi senza doppi fini”. Qualsiasi relazione non accade ma viene scelta. Lei può decidere la natura della relazione con questo ragazzo e proporgliela. Teme di tradire il suo fidanzato attuale? Non esistono passioni travolgenti, ma passioni da cui si accetta di venir travolti. Nella vita capita spesso di dover fare delle scelta, a volte coerenti con i nostri presupposti altre volte meno. A volte diventa difficile scegliere perché troppo confusi. Gentile Camilla se si sente in un momento di particolare fragilità, se pensa che un sostegno psicologico possa aiutarla a ritrovare il suo centro resto a sua disposizione Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Provo molta vergogna per quello che è successo

Apri domanda

Gentilissimo L. buongiorno, da quanto ci racconta lei ha lavorato molto in passato per risolvere la vergogna scaturita dal suo tradimento, non è quindi il caso che le spieghi il senso di questa emozione secondaria. Questo lavoro le ha permesso di perdonarsi l’ errore commesso in quanto essere umano e, in quanto tale, fallibile. Il fatto che tutto, o in parte, stia tornando a galla potrebbe nascere da diversi motivi; gliene propongo uno: lei si è perdonato in quanto essere fallibile ma fino a un certo unto. Nella sua scala di valori a che punto sta un uomo che tradisce il compagno che l’ama teneramente e che mai lo tradirebbe? Potrebbe considerare un uomo simile con simpatia, potrebbe considerarlo, nonostante il suo errore, un uomo degno di stima, potrebbe accettare che un uomo così corrisponda a se’ stesso senza vergognarsene? Ciò su cui la invito a riflettere, in altre parole è questo: lei ha perdonato il suo errore, ma è riuscito ad accettarsi come uomo peccatore, a guardare alla sua vulnerabilità e debolezza con compassione? Solo accettandosi con i suoi limiti e le sue debolezze, ma accettandosi veramente, supererà la vergogna. Vorrei precisare che accettare il fatto di essere debole non significa trovare una scusa per commettere lo stesso errore, ma accettare ciò che la debolezza ci ha fatto commettere una volta lavorando comunque e sempre perché non accada più. Se in questo percorso sentisse il bisogno di un sostegno resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non capisco se sono etero, bisex o se ho qualche disturbo

Apri domanda

Buongiorno Matteo, nella sua lettera mette tante, tantissime cose: la sua fisicità delicata, quasi femminile, i problemi che essa le ha procurato, la scoperta del sesso e della masturbazione che le ha procurato piacere e affetto, la risalita e l’acquisizione di un controllo migliore su di se’, fino alle domande sulla sua sessualità e al bisogno di trovare una maggiore stabilità mentale. Tante cose appunto. Una però mi sembra centrale (mi dica se può trovarsi d’accordo con me) ed è il fatto di non sentirsi abbastanza uomo. Questo senso di inferiorità la fa desistere dal proporsi al genere femminile e fantasticare nel ruolo sottomesso, addirittura infantile, con il genere maschile. Forse sarebbe opportuno partire da qui, da un lavoro per risanare la percezione che ha di se’ stesso. Una volta recuperata una sua immagine positiva avrebbe probabilmente tutti gli strumenti per decidere l’adulto che vuole diventare. Se pensa che un percorso di questo tipo possa essere interessante resto a sua disposizione per un approfondimento. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Difficoltà relazionali

Apri domanda

Buongiorno Alessandro, i problemi relazionali si risolvono, si tratta solo di capire quali effettivamente siano. Ci racconta di una sua profonda insicurezza di base e questa da sola sarebbe sufficiente a giustificare le sue difficoltà. Ci spiega anche di avere standard elevatissimi pur essendo un ragazzo nella media, quasi che i ragazzi nella media (qualunque cosa ciò voglia significare) non avessero il diritto di scegliere chi frequentare. Allora mi chiedo i suoi standard sono elevatissimi in assoluto o sono elevati per la media alla quale appartiene e quindi per ciò che ritiene dovrebbe avere il diritto di pretendere? Penso che dietro la sua insicurezza ci siano tanti aspetti da approfondire, aspetti legati alle sue paure ma anche alle sue convinzioni, ai suoi valori e alle risorse che probabilmente ha già ma non sa utilizzare. Se pensa che un percorso psicologico possa essere d’aiuto per affrontare tutto ciò resto a sua disposizione, ovviamente online. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Rimpianto o rimorso?

Apri domanda

Gentile Melania buongiorno, capisco quanto il rimpianto per questa storia interrotta possa essere grande ma l’impressione è che il suo stato d’animo così sofferente sia aggravato dalle sue delusioni precedenti. Si descrive come una ragazza sfortunata in amore, come percepisce dunque questa storia che si pente di non aver consumato: come l’ultima opportunità che la vita le offre? Pensa davvero che sia difficile conoscere qualche altro ragazzo con il quale vivere qualcosa di intenso? Mi chiedo se questo suo rimpianto, questo suo guardare indietro non sia un modo per evitare di pensare alla sua paura più importante: sarò in grado di trovare qualcun altro? Se la sua paura è questa non rimanga sola ad affrontarla, perché è una paura davvero grande. Ci si può lavorare sopra e trovare soluzioni per risolvere gli aspetti che la mantengono. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Bassa autostima o altro?

Apri domanda

Gentile Maria buongiorno, il suo amico ha ragione quando ipotizza che la bassa tolleranza alle persone e ai loro commenti potrebbe essere causata da una bassa autostima ma, aggiungo, è solo una prima ipotesi, facciamone altre. La sua storia passata, per esempio fornirebbe un'altra motivazione: le esperienze precedenti con suo padre e l’ex marito le potrebbero avere insegnato che le persone sono per lo più ottuse, infantili e pronte a ferirla. Lei non vuole più essere ferita, ovvio, quindi è attenta a cogliere negli altri segni di infantilismo e ottusità. E li trova; se li cerca li trova anche dove probabilmente sono qualcos’altro. Oltretutto è così concentrata su questi dettagli che si perde tutto il resto. Potrebbe essere una spiegazione? Se così fosse quale sarebbe la chiave per cambiare? Cambiare paradigma. Lei fino ad oggi ha utilizzato la chiave che la proteggeva dalla sofferenza, oggi scopre che questa chiave non la protegge più così tanto, o meglio, che le fa più male che bene, deve trovarne un'altra. Non è facile ma si può fare. E’ come andare in palestra, scoprire un muscolo che nemmeno si sapeva di avere e renderlo forte. In psicologia la chiamiamo “ristrutturazione cognitiva”. Se pensa che un lavoro di questo tipo possa esserle di aiuto e un sostegno psicologico necessario io sono qui, resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa....

Che tipo di terapia è più adatta per me?

Apri domanda

Gentile Rosy buongiorno, La relazione terapeutica è importante in un percorso di sostegno psicologico e dal suo racconto è chiaro che la sua sia stata insoddisfacente. Ci chiede quale approccio potrebbe essere il più adatto per affrontare il suo problema, ma non ci spiega con quale si sia rapportata lei. Indipendentemente dall’approccio seguito credo che per lei sia importante trovare un terapeuta con uno stile più congeniale al su bisogno di confronto . Se per lei non fosse un problema lavorare online resto a sua disposizione per un incontro conoscitivo. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa....

Ho da tempo dei pensieri che mi tormentano

Apri domanda

Gentile Sofia buongiorno, tutto ciò che la nostra mente produce ha un significato che deve essere individuato. La sua tendenza a "catastrofizzare sempre tutto" per esempio, può essere legato ad una percezione di inadeguatezza circa le sue capacità nell'affrontare le difficoltà. Per quanto lei sappia razionalmente che i suoi pensieri sono infondati il messaggio di pericolo arriva prima rendendo vana l'informazione razionale. Anche il timore che il suo ragazzo possa rivelarsi violento potrebbe nascondere un significato di questo tipo Le chiedo: se lei fosse sicura di avere le risorse per gestire un uomo violento non avrebbe forse accantonato da tempo i suoi timori? Forse ciò che le manca è una percezione di se' "capace". Lavorare sul pensiero catastrofico e su come questo si declina nella percezione che lei ha di se' è possibile e le restituirebbe una Sofia più consapevole e serena. Se fosse interessata ad approfondire l'argomento resto a disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione

Apri domanda

Gentile Ilenia buongiorno, scrive di non ricercare parole di conforto o consigli, mi perdonerà se le rispondo ugualmente: di fronte a tanta sofferenza mi risulta difficile restare indifferente. Lei parla di una grande sensibilità che le ha restituito tanto dolore; lo capisco, la sensibilità è come una lente d'ingrandimento rende tutto più grande. Ci parla anche di una fase priva di aspettative per il futuro come di uno stallo definitivo: tutto appare troppo faticoso, non a più voglia di lottare per nessuno. Ma per se stessa ha mai lottato? Per il suo benessere, per imparare a gestire questa sensibilità, renderla gratificante. Perché non ci prova ora? Non si aspetta nulla, e questo lo vedo, ma allora cosa ha da perdere? Al massimo resta tutto come prima. Se accetta questo confronto le risponderò con piacere. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Che disturbi può avere questo ragazzo?

Apri domanda

Buongiorno Viktor, da quanto scrive mi sembra di capire che la richiesta di una pseudo-diagnosi servirebbe a rafforzare l’urgenza di una presa in carico del ragazzo agli occhi dei suoi genitori. Purtroppo riuscire a capire di cosa soffra questo ragazzo, sulla base di uno scritto (per quanto ricco di dettagli) non è possibile. E’ però evidente che questo ragazzo soffra. Ed è altrettanto evidente che il suo funzionamento sociale sia quantomeno dubbio. Sarà in grado di farsi spazio nella società, intessere relazioni significative, trovarsi un lavoro e mantenerlo? Riuscirà mai a diventare indipendente, o al contrario, cosa farà quando i suoi genitori non ci saranno più? Ecco, forse più che con una diagnosi inviterei questi genitori a riflettere su quale potrebbe essere il futuro di questo ragazzo se non lo si aiuta ora. Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa ne pensate del mio rapporto di coppia?

Apri domanda

Gentile Francesco buongiorno, dal tenore della sua lettera mi pare di capire che lei per primo nutra perplessità sul tenore di questa relazione. Non è importante cosa pensiamo noi, anche la considerassimo la migliore delle unioni possibili le sue perplessità continuerebbero ad essere un deterrente per la sua solidità, non crede? Qui non si tratta di avere ragione o torto, una relazione funziona quando le istanze di entrambi i membri della coppia siano rispettati, istanze ragionevoli, ovvio. Allora dove sta il problema? Teme che le sue perplessità siano esagerate, teme di non riuscire a difendere le sue posizioni in maniera assertiva, teme che la sua compagna si opporrà a qualsiasi obiezione? Resto a disposizione se desiderasse approfondire l’argomento e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa....

Divergenze caratteriali e stili di vita diversi

Apri domanda

Gentile Daniela buongiorno, capisco la sua situazione, da una parte c’è il suo fidanzato che ama e con il quale si trova bene, dall’altro tutta una serie di cose che vorrebbe fare nella vita ma che nell’attuale relazione non riesce a soddisfare. Vorrebbe realizzarle entrambe ma a quanto pare non si può. Che fare dunque? Da un lato c’è tutto un discorso legato alla vostra relazione: quando scrive “ma purtroppo sembra che non riusciamo a trovare un punto di incontro” cosa significa? Che il punto d’incontro non c’è sul serio o non siete riusciti a trovarlo per difficoltà di comunicazione o attriti che si innescano quando si affronta il discorso, irrigidimenti reciproci? Dall’altro (nel caso davvero il suo ragazzo si dimostrasse irremovibile e le imponesse una scelta) si tratta di capire a quali valori dare la priorità nella sua vita. Cosa perde ( e ancor più cosa è disposta a perdere) stando con lui o cosa perde, ed è disposta a perdere inseguendo gli altri desideri rimasti insoddisfatti. Mi rendo conto non sia un discorso facile da affrontare, ma a quanto pare anche così, aspettando e sperando in qualche cambiamento si sta rendendo conto di non stare bene. Se sentisse il bisogno di un supporto per affrontare questo momento resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ti amo ma ora non posso darti di più

Apri domanda

Gentile Francesca buongiorno, non trovo alla sua domanda una risposta diversa da: “e chi lo può sapere?”. Immagino che lei stessa si renda conto quanto il futuro sia imprevedibile. Ma ciò che più conta sono le sue scelte, ciò che lei vuole per il suo futuro e quanto si senta adeguata a raggiungere i suoi obiettivi. Quando un giorno sarà anziana e sarà arrivato il momento di fare bilanci, cosa vorrà vedere nel suo passato, cosa sarà felice di aver realizzato? Per lei ora è il momento di fare delle scelte, il fatto che ci scriva su questo portale mi pone delle domande: cosa ci sta chiedendo davvero, Francesca? Mi scriva ancora, sarò felice di risponderle. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Tristezza nel giorno del compleanno

Apri domanda

Gentile Marco buongiorno, lei parla di tristezza vissuta il giorno del compleanno ma sembra che un sottile velo di malinconia l’accompagni in maniera piuttosto costante. Mi contraddica se sbaglio. Lei ha ragione quando dice che certe mancanze rimangono, sono un po’ come lenti di occhiali che ci fanno vedere la realtà di un colore piuttosto che di un altro. Se il colore delle lenti è solare tutto bene, ma se è funereo rende tutto cupo. Si tratta di cambiare lenti e per farlo è necessario innanzitutto diventare consapevoli che la realtà non è triste perché è triste davvero (non sempre perlomeno) ma per colpa delle lenti utilizzate. Farlo da soli non è impossibile ma nemmeno semplice: dovrebbe imparare a guardarsi da una prospettiva diversa da quella che ha sempre utilizzato. Un sostegno psicologico per avviare questo processo potrebbe essere d’aiuto. Se le interessasse approfondire il discorso resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Punti di vista diversi e pesantezza emotiva

Apri domanda

Gentile Rosa buongiorno, Capisco quanto la sua situazione possa apparire pesante: ogni cosa nella sua vita, in questo momento, appare più complicata del solito. La storia con il suo ragazzo sembra peggiorare tutto. Ci chiede come migliorare ma mi aiuterebbe sapere quale nome dà al problema: si tratta di mancanza di fiducia; di gelosia; di solitudine che tenta di compensare contattando spesso il suo ragazzo? Ad ogni modo, è bello questo suo bisogno di affrontare ciò che la fa soffrire, sia che si tratti di mancanza di motivazione, che di difficoltà di natura relazionale. Le consiglierei un lavoro su di sé: le permetterebbe di capire cosa c’è che in questo momento rende tutto così difficile e le restituirebbe risorse per affrontare le difficoltà. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia dettata dalla pipì

Apri domanda

Gentile Lorenzo buongiorno, la sua lettera ha sollecitato in me alcune domande che, se risolte, potrebbero aiutare a definire meglio il quadro del suo disagio che non considera invalidante ma fonte di fastidio e preoccupazione. Le chiederei infatti che tipo di preoccupazione. Legata solo alla difficoltà di reperire il bagno o di altro tipo? (identitarie, per esempio, o legata alla salute, ecc.) Glielo chiedo perché se la preoccupazione fosse grande potrebbe alimentare il bisogno. Più va in bagno più il problema resta presente nella sua mente e più ci pensa più sente il bisogno di andare in bagno. Quando la sua mente è impegnata in qualcosa di interessante si scorda del bisogno di urinare et voilà, il bisogno sparisce, capisce? Sarebbe interessante comprendere i significati inconsapevoli che questo stimolo elicita. Un percorso di consulenza psicologica potrebbe darle le risposte che cerca e gli strumenti per gestire il problema. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come uscire da un'amicizia quasi simbiotica?

Apri domanda

Gentile Rebecca buongiorno, capisco la sua situazione e quanta tristezza e solitudine essa le provochi. La grande amicizia con la coinquilina le aveva fornito una spalla in questo momento di grande difficoltà, ma la spalla sparisce e lei si ritrova a terra. Porre fine a una relazione è doloroso, e se la relazione durava da 7 anni, ancora di più. Lei ha bisogno di ricostruirsi una vita fatta di relazioni, interessi e gioia di vivere. Trovare una nuova coinquilina con la quale rinchiudersi in casa è rassicurante, lo comprendo ma non sarebbe la soluzione migliore per lei. Affronti il mondo fuori, lo faccia come una medicina e scoprirà piano piano che ha ancora tante cose da offrirle. Se in questo percorso sentisse il bisogno di un supporto psicologico io resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco a trovare la quadra della mia vita: sentimenti, lavoro, pace dei sensi

Apri domanda

Gentile N. buongiorno, capisco dalla sua lettera quanto sia difficile per lei vivere: questa continua sfida contro i suoi limiti, le sue paure i suoi timori del confronto. Meglio stufarsi di ciò che si ha di fronte (un lavoro, un’amicizia) meglio dire che non è così interessante, piuttosto che confrontarsi con quella sottile e usurate angoscia che nell’affrontarla permane. Ci chiede se c’è tanta gente così? Sì, tanta. Ciò che più desidera è un’amicizia, un lavoro gratificante, una vita soddisfacente, cose preziose. Ma le cose preziose si possono rompere e questo provocherebbe dolore. E siamo così maldestri che allora è meglio non ottenerle proprio. Insomma carissimo, per dirla in maniera brutale: per paura di soffrire si sceglie di non gioire proprio. Ha fatto bene a intraprendere un percorso psicologico, non ceda alla tentazione di mollare anch’esso; non sarà un percorso brevissimo ma le restituirà un nuovo modo di vivere. Ci creda. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

3 anni di separazione e penso ancora a lei

Apri domanda

Buongiorno Antonio, capisco la sua sofferenza, si percepisce intensamente dalle sue parole e capisco anche la sua ricerca di risposte che potrebbero dare un senso a tutto ciò. Purtroppo però le sue domande non hanno una risposta. Come può finire un sentimento? Non esiste una causa sola, e, in ogni caso, anche riuscissimo a capire perché si è esaurito quello di sua moglie, questo le permetterebbe di stare meglio? Credo di no. La fine di un amore è come un lutto, ci vuole tempo per elaborarlo ma lei sta facendo davvero tanta fatica: tre anni sono tanti . La prima analisi non ha dato esito, forse non era l’approccio giusto forse la terapia è durata troppo poco. Quanti anni ha, 50, 60? La vita le ha tolto tanto ma probabilmente ha ancora tanto da offrirle; probabilmente oggi questo le sembra impossibile, ma si lasci aiutare di nuovo, provi una nuova terapia: potrebbe convincersi che è vero. Resto a disposizione se desiderasse approfondire l’argomento e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa....

Sono fidanzata ma provo interesse verso un altro ragazzo

Apri domanda

Buongiorno Sofia, essere attratta da altri ragazzi anche all'interno di una relazione significativa in cui ci sentiamo bene col partner è del tutto normale, anche perché tale attrazione non necessariamente è amore. Le persone ci possono piacere per molti motivi, simpatia, sintonia e chissà cos’altro. Da quanto ci scrive lei non mette i in dubbio quello che prova per il suo ragazzo ma appare molto confusa, sembra che Andrea l’abbia costretta a mettere in dubbio le sue certezze. Forse nella sua relazione con Lorenzo manca qualcosa o forse qualcosa sta cambiando in lei, qualche bisogno, per esempio, o il desiderio di essere vista in modo diverso da prima. Se lo chieda, Sofia, si chieda : "cosa potrei avere da una relazione con Andrea che manca tra me e Lorenzo." Farsi le domande ed essere curiosi , anziché controllare quello che dovrebbe o non dovrebbe accadere, ci permette di capire se c’è un problema e, in quel caso, intervenire. Se ha piacere mi faccia sapere com’è andata la sua “indagine”. Resto a sua disposizione. Un caro saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono come paralizzata da questo malessere

Apri domanda

Buongiorno Simona, la sua richiesta d’aiuto appare tanto urgente quanto poco dettagliata. La bassa autostima può essere un ostacolo davvero severo al proprio benessere, e la sua disperazione mi dice che un lavoro su di sé sarebbe non solo importante ma necessario. Dice di essere senza soldi e questo è forse il motivo che le ha impedito di prendersi cura di se fino ad ora, ma cara Simona, se non si aiuta lei chi lo può fare al posto suo? Ogni città prevede dei servizi di sostegno psicologico, sportelli di aiuto, ad accesso libero. Chieda informazioni al suo medico di base, e se vuole mi scriva ancora. Io resto qui e non mi muovo. Un caro saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Fallimenti e nessuna speranza per il futuro

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, mi dispiace molto per la sua situazione che vedo pesante ma per quanto poco credibile in questo momento da parte sua, non priva di una via d’uscita. Che importa se, rispetto ai suoi coetanei è indietro sulla tabella di marcia? L’importante è che incominci a credere a se stesso e nelle sue capacità. Ritiene di non averne abbastanza? La sua lettera dice il contrario, parla di un uomo intelligente capace di ragionare e di giungere a conclusioni sensate. Ci racconta di avere iniziato una terapia e di non trovarsi bene. La buona relazione terapeutica è elemento essenziale per il processo di guarigione, se non si trova bene con il terapeuta attuale non molli la cura, piuttosto cambi terapeuta, non tutti gli approcci funzionano con tutti. Nel suo stato di prostrazione, inoltre sarebbe utile un sostegno farmacologico iniziale? Non per diventare dipendente dai farmaci ma per avere risorse sufficienti per una spinta iniziale. Ne parli con il suo medico. E non demorda, non è mai tardi per ricominciare, ci creda. Un caro saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Pensare a un ex. Fino a quanto è fisiologico?

Apri domanda

Buongiorno Sandra, sicuramente la sua psicoterapeuta la conosce abbastanza bene da fornirle questa spiegazione. Quello che mi viene da aggiungere è che è difficile dimenticare una persona che si vede tutti i giorni, non crede? Quindi dimenticarlo è da escludere. E’ possibile che della vostra relazione siano rimasti dei nodi irrisolti, delle paure scoperte, qualcosa che forse con la psicoterapia non è ancora stato affrontato, sarebbe importante individuare questi nodi per imparare a trovare un nuovo modo di conviverci. Un modo che le permetta di recuperare il controllo della situazione e quindi maggiore serenità. Per quanto riguarda la scelta dello psicoterapeuta, spetta solo a lei. Sappia che se la relazione è buona perderla sarebbe uno svantaggio. Un caro saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Pensare di pensare

Apri domanda

Buongiorno Sara, la sua lettera mi ha fatto riflettere molto, perché ciò che descrive può essere definita capacità metacognitiva, la capacità, cioè, di pensare il proprio pensare. Quando la descrive come una consapevolezza in più rispetto al mondo in parte ha ragione, non è da tutti, e quando la descrive come negativa la posso comprendere, in effetti è un’arma a doppio taglio: se gestita male o se, come appare nel suo caso, è fuori controllo, può portare al timore di impazzire. Se gestita, al contrario, diventa una competenza importante del proprio benessere. Le conoscenze sulla propria mente, sui suoi prodotti (per esempio pensieri ed emozioni) sulle sue funzioni (per esempio pensieri, attenzioni, memoria) sono la guida per l’elaborazione delle informazioni e quindi per la reazione dei propri stati interni. Insomma Sara, lei ha tra le mani una Ferrari che non sa come guidare e non sa nemmeno come rinchiudere in garage per evitare danni. Si affidi a un professionista per imparare a gestirla, potrebbe essere la soluzione al suo malessere. Resto a disposizione se desiderasse approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio ragazzo trova altre ragazze più belle di me

Apri domanda

Buongiorno Roberta, una donna non è solo l’insieme di seno, gambe e capelli, è molto di più, questo lo sa anche lei, quindi l’affermazione del suo ragazzo ha tutti i presupposti per essere sincera: i capelli sono più belli ma tu (tutta tu) mi piaci di più. La mia impressione è che l’insicurezza che lei vive per il suo aspetto è tale da spingerla a cercare rassicurazioni. Ma nel cercare queste rassicurazioni è lei stessa a creare i presupposti per le situazioni che la mettono in crisi. Per fare un esempio, non è il suo ragazzo a confrontarla con le altre, è lei a chiedergli se ci sono ragazze che trova più carine di lei. Riesco a spiegarmi? La vera crisi che lei sta vivendo non è con lui, ma con l’immagine che ha di se stessa. Questi conflitti, apparentemente scatenati dall’aspetto fisico nascondono sempre motivi più profondi che vanno indagati per recuperare un rapporto più sereno con se stessi e di conseguenza con gli altri. Valuti la possibilità di un sostegno psicologico, un percorso che l’aiuterebbe a superare questo momento che immagino difficile non solo con il suo ragazzo ma con se stessa. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa devo fare per cambiare la mia vita?

Apri domanda

Buongiorno R, capisco il suo desiderio di “felicità” ma alla sua domanda “come fare ad acchiapparla” non esiste un’unica risposta, anche perché se dovessimo chiederci cosa sia davvero la felicità come potremmo risponderci? Forse la felicità è semplicemente la libertà di perseguire i nostri obiettivi senza costrizioni mentali. Faccio un esempio per spiegarmi: uno dei suoi obiettivi è sentirsi amata dall’ uomo che ama, lei ci racconta di questo ragazzo che in questo momento la sta deludendo al punto da non sembrare l’uomo giusto per la realizzazione del suo obiettivo. In altre parole così come stanno le cose stare con questo ragazzo la allontana dal suo obiettivo piuttosto che avvicinarla. In questo contesto cosa significa essere abbastanza liberi da perseguire gli obiettivi senza costrizioni mentali? Significa affrontare il problema senza il ricatto della paura della solitudine. Spesso la paura di soffrire ci porta a compiere azioni che anziché liberarci dai problemi ce ne creano di ulteriori. Nessuno può vivere la vita al posto suo, nessuno può fare scelte che solo a lei competono. Ma un terapeuta potrebbe aiutarla a raggiungere quella libertà di pensiero necessaria a non restare invischiata in paure e insicurezze nemiche del benessere e dell’equilibrio mentale. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio ragazzo e il rapporto morboso con la sua famiglia

Apri domanda

Buongiorno Daniela, capisco quanto possa essere frustrante la situazione con il suo ragazzo e quanto questo suo modo di relazionarsi con la famiglia possa suscitare in lei dubbi e perplessità. Non è in suo potere cambiare il rapporto che esiste tra lui e la famiglia d’origine, ma è giusto fargli sapere come questo la faccia sentire. Ci scrive che spesso ha provato ad affrontare l’argomento e di come lui abbia sempre reagito male. Forse potremmo fermarci a riflettere su come propone l’argomento al suo ragazzo. Forse il disagio per la situazione la spinge ad affrontare l’argomento in maniera poco assertiva spingendo il suo ragazzo a rifiutare il confronto . Il suo disappunto è comprensibile ma forse manifestarlo non l’aiuta nel raggiungimento del suo obiettivo. Non so se posso averle dato uno spunto di riflessione, ma se pensa che approfondire l’argomento possa esserle d’aiuto resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so se lasciar andare un ragazzo per la mia famiglia

Apri domanda

Gentilissima Buongiorno, comprendo la situazione scomoda e dolorosa in cui si trova e apprezzo la sua lucidità nell’esaminare tutto il ragionamento. Condivido con lei, infatti la prima conclusione della sua lettera: la tentazione di lasciare il suo ragazzo senza dargli una spiegazione è il tentativo di proteggersi dal dolore di un eventuale rifiuto nel momento in cui lui venisse a conoscere la storia della sua famiglia. Quindi, se facciamo bene i conti: se raccontasse la verità al suo ragazzo ci sarebbe il 50%delle possibilità che lui la lasci e il 50% delle possibilità che lui continui a restare con lei, mentre se fa tutto da sola ha il 100% delle possibilità di rimanere sola. Per timore di soffrire, insomma si assicura un dolore certo, è corretto? Forse sarebbe meglio correre il rischio di un possibile rifiuto per dare al suo ragazzo la possibilità di decidere da solo, forse parlandone insieme riuscireste a trovare una soluzione, forse la storia della sua famiglia per lui non è così importante, o forse sì, forse lei ha ragione e lui non sarebbe in grado di accettare la cosa. Ma è disposta a correre li rischio? Forse lei è abbastanza forte per correre il rischio e reggere alla delusione di fronte alla chiusura di lui nei confronti della sua famiglia. Ci pensi, e se sente il bisogno di un confronto per affrontare questo momento difficile resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Consiglio episodio ragazzo di 14 anni

Apri domanda

Buongiorno Elena, Capisco la sua angoscia, l’età di suo figlio è complicata. L’adolescenza è un periodo di ribellione, inizia il processo di affrancamento che a volte si manifesta con il rifiuto di tutto ciò che i genitori propongono. Fase difficile ma necessaria per diventare adulti può essere attraversata con grande difficoltà da genitori e figli coinvolti. Lei ci chiede un consiglio, ma più che suggerirle per il caso specifico di essere più o meno severa la inviterei a guardare a una prospettiva più ampia. Riflettere sulla qualità della vostra comunicazione, perché alla fine ciò che conta è quello, il livello di dialogo tra genitori e figli. Vostro figlio vi guarda come a dei nemici o come un luogo sicuro a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà? Se il dialogo tra voi è carente o superficiale come fare per migliorarlo? Se pensa che una riflessione di questo tipo possa essere d’aiuto e volesse approfondire il discorso, resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come uscire da una relazione tossica con un ragazzo che soffre di DOC?

Apri domanda

Buongiorno Veronica, deve essere difficile lasciare una storia che avrebbe potuto essere bellissima e non lo è a causa di una patologia. Lei ci chiede se un DOC può essere così resistente e io mi domando a cosa le serve chiederselo se non a tormentarsi ancora di più. Mi pare che lei continui a rimuginare su come questa storia avrebbe potuta essere se le cose fossero andate diversamente, come per allontanarsi da un epilogo che sa essere inevitabile. E’ un meccanismo difensivo perché dire addio alla sua storia d’amore fa troppo male, ma è una difesa che non funziona perché la fa soffrire di più. Non crede anche lei? Non può sapere quale sarà il vostro futuro ma lei deve avere chiaro quale sarà il suo presente: fa bene a pensare di andare in terapia, un sostegno psicologico in questo momento di fragilità le permetterà di ritrovare il suo centro. A volte la vita ci pone di fronte a prove dolorose che affrontando in maniera disfunzionale appaiono ancora più dure. Come un masso molto pesante, se lo prendiamo dal verso giusto il peso non cambia, ma noi riusciamo a sollevarlo. Continui con coraggio il suo percorso, io resto a disposizione se lo desidera. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fame nervosa, scarso controllo e distanza dagli altri

Apri domanda

Buongiorno Dana, può succedere che dopo un periodo di dieta si perda il controllo alimentare, potremmo definirlo “l’altra faccia della medaglia”: l’importanza che da alla forma del suo corpo e al suo peso l’hanno spinta a una restrizione calorica che le ha permesso di perdere peso. Ad un certo punto però il suo corpo ha preteso il giusto nutrimento e le ha fatto perdere il controllo sul cibo. Adesso più mangia più si sente grassa, più si sente grassa più cerca di limitare il cibo, più cerca di limitare il cibo più le viene voglia di mangiare, più mangia e più si sente grassa, e così via. Questo in sintesi ciò che le sta accadendo. In realtà non è così semplice, i fattori che giocano un ruolo in questo meccanismo di alimentazione disturbata sono molteplici ma li ho semplificati per farle capire che si trova all’interno di un circolo vizioso che per essere spezzato richiede una riduzione dell’importanza che lei da alla forma del suo corpo e al suo peso. Come lei ha bene intuito un sostegno psicologico può essere determinante per uscire fuori da questo vissuto. Rifletta sul disagio temporaneo che prova nei confronti del suo terapeuta, se riuscisse a parlarne con lui potrebbe essere una grande occasione per migliorare la relazione terapeutica. Tenga conto che indipendentemente dai motivi che l’hanno spinta a iniziare un percorso terapeutico, questo comportamento alimentare disturbato fa parte del suo disagio ed è importante che l’affronti per tornare a stare meglio. Spero che quanto detto l’aiuti a uscire dalla sua impasse. Comunque vada resto a sua disposizione volesse ulteriori ragguagli sul disturbo alimentare. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Senso di colpa per non amarlo più

Apri domanda

Buongiorno Laura Comprendo bene il suo senso di colpa e la repulsione che prova nel sapere che potrebbe arrecare sofferenza a una persona cara. Ma vede non ci si può costringere ad amare qualcuno e non sarà costringendosi a restare con il suo ragazzo che eviterà di farlo soffrire. Nel corso della nostra vita succedono un sacco di cose, doniamo e prendiamo gioia, imponiamo e subiamo dolore. E questo non perché siamo buoni o cattivi. Capisco la sua confusione e penso che sarebbe importante per lei fermarsi e darsi uno spazio tutto suo in cui ritrovare il suo centro per comprendere cosa significa nel suo profondo fingere e essere onesta con se’ prima di tutto. La vita contempla il dolore e in questa storia la cosa più importante non sarà evitarlo, ma leggersi dentro senza costrizioni per scegliere in vera libertà. Resto a disposizione se sentisse il bisogno di un supporto e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lui mi dà poche certezze

Apri domanda

Gentile Camilla buongiorno, dalla sua lettera si comprende come la situazione le appaia relativamente chiara e contemporaneamente l’incapacità di essere coerente con tali conclusioni. Perdoni la crudezza dell’esposizione ma tenterò di descriverla al netto delle componenti emotive, e non perché le emozioni non siano importanti, anzi, ma solo per amore di chiarezza. Lei sta insieme ad un ragazzo che ritiene non essere più adatto alle sue esigenze, sta cominciando a provare un sentimento per un altro ragazzo che ha ciò che manca al suo ragazzo, ma non sa cosa fare. Cos’è che le impedisce di fare una scelta? Ha paura di lasciare il suo ragazzo e pentirsi; ha paura di iniziare una nuova relazione e pentirsi; non vuole far soffrire il suo ragazzo; ha paura di soffrire lei; ecc. Per affrontare il problema è necessario averlo chiaro. . Forse tra le motivazioni elencate c’è la sua forse no, forse sono un po’ tutte quante. La paura del cambiamento è normale, ma una volta che avrà chiare le idee su ciò che vuole e su quali sono gli ostacoli per ottenerlo probabilmente troverà anche il coraggio per affrontarla. Se in questo percorso ci fossero ostacoli troppo grandi e ritenesse che un sostegno psicologico possa aiutarla a superarli, resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

32 anni uomo: pochissimi amici, mai stato con una donna.

Apri domanda

Buongiorno Gianandrea, esistono numerose terapie di gruppo e sicuramente troverà quella che fa al caso suo. La forza di questo tipo di terapia sta, appunto, nel gruppo. Le persone entrano in relazione tra di loro, si confrontano e si supportano a vicenda. Viste le sue difficolta relazionali il gruppo sarebbe anche un’opportunità per conoscere persone e magari intrecciare amicizie nuove. Quindi come vede questa soluzione potrebbe rispondere a molti dei suoi bisogni. Il limite della terapia di gruppo resta però l’impossibilità di approfondire le radici personali dei problemi. Proverò a spiegarmi meglio: se in un gruppo si affronta la questione della socializzazione insieme si possono confrontare i diversi punti di vista, i diversi problemi che stanno dietro a questa difficoltà: uno non riuscirà a farsi amici perché è timido, perché è convinto di essere antipatico, un altro perché non riesce a gestire il proprio tempo, un altro ancora perché non riesce ad accettare che gli altri propongano cose diverse da quelle che proporrebbe lui, e così via. Il problema delle relazioni potrà essere condiviso tra di voi ma non potranno essere affrontati al suo interno i problemi specifici di ognuno dei membri, non in maniera approfondita come nella terapia individuale. Lei deve avere chiaro che cosa vuole cambiare nella sua vita e decidere di conseguenza. Le auguro di raggiungere ciò che vuole nella vita e resto a disposizione nel caso volesse approfondire un discorso di terapia individuale. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fatica a capire la radice del problema

Apri domanda

Buonasera Stefania, ha ragione, non è affatto semplice individuare le radici di un problema, però è possibile aggirare la questione: piuttosto che domandarsi il motivo per cui utilizza così di frequente il cellulare provi a domandarsi qual è l’obiettivo importante che l’utilizzo intenso del cellulare le impedisce di raggiungere. Cambiare prospettiva a volte ci permette di scoprire ciò che la prospettiva originale teneva celata. Per quanto riguarda le difficoltà a individuare le radici di un problema, molto aiuta la consapevolezza che si può sviluppare attraverso un lavoro metodico e costante. Per consapevolezza intendo la capacità di vivere il momento presente . E’ un’abilità che l’aiuterebbe ad accorgersi di cosa la spinge a utilizzare il cellulare ma anche a individuare le radici della sua timidezza. E’ un discorso lungo da affrontare che parte dal presupposto che ciò che viviamo, le nostre emozioni, i nostri timori, il modo in cui accettiamo di divere i disagi o la scelta di evitarli parte da ciò che ci diciamo. Messaggi che ci inviamo (il dialogo con noi stessi è costante); messaggi automatici che per lo più non ci accorgiamo nemmeno di produrre ma che ci condizionano in maniera importante. La consapevolezza ci allena ad accorgerci di questo dialogo interiore, intercettarlo e correggerlo laddove è da correggere. La consapevolezza è la base della nostro benessere interiore ed è su di essa che baso il mio lavoro. Se fosse interessata a saperne di più resto a sua disposizione. . Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa dovrei fare? Assumere qualche cosa per tranquillizzarmi?

Apri domanda

Buongiorno Ginevra, approccio farmaceutico e psicoterapia non si escludono a vicenda, anzi, in momenti di grande sofferenza l’approccio farmaceutico meno male che c’è. Le consiglio di compiere ogni passo in sintonia con il suo terapeuta, ma se ne sente il bisogno, se pensa che un farmaco in questo momento particolarmente pesante possa esserle d’aiuto, non credo che chi l’ha in cura farà obiezioni. Le faccio i miei auguri, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perchè continua a tornarmi in mente la mia ex?

Apri domanda

Buongiorno Giovanni, Non è possibile comprendere i motivi di queste sue escursioni nel passato senza saperne un po’ più di lei. Sicuramente soddisfano qualche suo bisogno attuale, ma a 5 anni di distanza diventa davvero difficile credere che sia amore. Ciò su cui mi sentirei di soffermarmi è il turbamento che questi ricordi le provocano. Perché li vive come qualcosa di preoccupante, come la fanno sentire questi pensieri? Le fanno provare sensi di colpa, la fanno vacillare nelle sue convinzioni? Più che sulle cause la inviterei a riflettere sulle loro conseguenze: perché non riesce a viverli come ricordi e basta? Se pensa che una riflessione su questi temi possa aiutarla a ritrovare serenità resto a sua disposizione. Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Dimentico tutto quello che mi dice

Apri domanda

Gentile Silvia buongiorno, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo e capisco la sua sofferenza. Purtroppo non esistono soluzioni usa e getta per situazioni così complesse e delicate. Tenderei a interpretare questa sua modalità distratta come aggressività passiva: esprime la sua disapprovazione al comportamento di suo marito non attraverso un’azione (protesta, rimprovero, litigio) ma attraverso una NON azione (la dimenticanza). Ci chiede un aiuto ma il consiglio migliore è proporle una terapia di coppia: confrontarsi con suo marito sul fatto che vi state allontanando come coniugi e valutare insieme la necessità di un aiuto terapeutico. Nel caso in cui suo marito rifiutasse un percorso di questo tipo, un sostegno individuale per se potrebbe aiutarla a sviluppare risorse per interagire con suo marito in maniera più efficace. Questo l’aiuterebbe a recuperare serenità e probabilmente a restituire serenità ai suoi familiari. Se pensa che un percorso di questo tipo possa esserle d’aiuto resto a sua disposizione online. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so se voglio fare un figlio

Apri domanda

Gentile Mona buongiorno, Il suo dubbio è legittimo, la maternità è una faccenda complicata che spesso viene trattata in modo unilaterale, descritta cioè come qualcosa di desiderabile, come un evento che scatena solo i sentimenti più belli. Tuttavia la maternità non è solo questo, è un fenomeno che scatena ambivalenza perché avere un figlio comporta uno stravolgimento della vita e del proprio essere al mondo ed è normale che si accompagni a sentimenti opposti. Comprendo quindi la sua confusione e la difficoltà ad arrivare ad una scelta che le permetta di definire ciò che sarebbe meglio per lei e per il suo compagno. Tenga conto che se fa così tanta fatica a rinunciare all’idea di un figlio è perché forse in questa eventualità qualcosa di desiderabile c’è. Allora forse non è l’idea di un bimbo che la spaventa ma tutto ciò che questo comporta. In che misura la nascita di un figlio potrebbe agire positivamente nella sua vita? E in che misura negativamente? Per quale motivo un figlio dovrebbe essere fonte di problemi, e cosa potreste fare come genitori per evitare che ciò accada? E come potreste ridurre il rischio di un bimbo non sano. Insomma non si logori pensando a tutto ciò che potrebbe andare male, o meglio, ci pensi ma si dia anche delle risposte. Se in questa analisi sentisse il bisogno di un sostegno io sono qui a sua disposizione. Un caro saluto. Dott. ssa Manuela Leonessa...

Ho avuto la certezza di essere gay ma sono stato spiazzato dall'arrivo di una nuova amica

Apri domanda

Buongiorno Lorenzo, non ci dice quanti anni ha ma immagino sia giovane. Il percorso verso la consapevolezza di genere non è sempre lineare, sono molti i ragazzi e le ragazze che sperimentano esperienze sentimentali con entrambi i generi, questo per dirle che la sua esperienza non è stata né anomala né sbagliata. Da quanto ci scrive, però, mi sembra di capire che la sua difficoltà non sia tanto quella di vivere questa sua nuova consapevolezza quanto ciò che questa ragazza e gli altri potrebbero pensare di lei, è corretto? “ho paura che sapendo del mio passato posso pensare che sia tutta una cosa finta” e “Adesso mi tormenta il fatto che ho dato un’immagine all’interno della città “. Capisco il timore che prova nei confronti della ragazza che le piace ma credo che sia infondato. Sarà come si comporterà con lei a determinare la vostra relazione, non ciò che ha fatto in passato. Quindi coraggio, sia se stesso, tenero, attento e non si preoccupi di ciò che è stato prima. Per quanto riguarda l’immagine che ha dato di sé alla città, vorrei che mi spiegasse meglio il significato di questo blocco. Come le ho detto prima non è così strano che un ragazzo, o una ragazza, cambino il loro modo di sentirsi e quindi di essere, nel corso degli anni. Non credo quindi che per lei farsi riconoscere per quello che è oggi sarebbe particolarmente difficile, ma pare che per lei sia così difficile da farla stare male, da farla sentire in stallo. Insomma, in gioco c’è il senso della sua identità. Penso che un sostegno psicologico potrebbe aiutarla a rafforzare questo senso di identità , aiutarla a capire come si sente, chi è davvero, e a sentirsi così forte da poterlo annunciare con serenità al mondo intero. Mi scriva ancora se pensa che possa esserle d’aiuto. Resto a sua disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Musica incessante in testa

Apri domanda

Buongiorno Alessio, capisco il disagio che questo fenomeno le procura. Se si è informato sull’ “Earworm” saprà che non è stato ancora studiato approfonditamente, ma che essendo assimilato ai pensieri intrusivi e alle ossessioni, come tale potrebbe essere trattato. Ci chiede se è possibile un allenamento mentale per potersene liberare; trovo difficile credere, essendone afflitto da tanto tempo, che riesca a uscirne da solo, credo sia più ragionevole affidarsi a un professionista che le proporrà degli esercizi ma sotto guida e monitoraggio. Per quanto riguarda l’approccio più indicato per il tipo di problema, il cognitivo comportamentale lavora bene sui pensieri intrusivi e le ossessioni ma anche la terapia strategica breve potrebbe fare al caso suo. Si informi su ciò che esiste nella sua città, e se può esserle utile resto a sua disposizione online . Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

È normale che il mio ragazzo provi affetto per la sua ex?

Apri domanda

Gentilissima buongiorno, è normale provare affetto per una persona che è stata importante per un periodo della nostra vita, il punto è che lei non riesce a fidarsi del suo ragazzo. Vorrebbe lasciarlo per questo? I motivi che la rendono così gelosa non sono giustificati dal comportamento di lui ma dalle insicurezze che si porta dentro lei. Un percorso di esplorazione delle proprie più profonde motivazioni può far emergere antiche insicurezze e radicate credenze negative che Lei ha sempre nutrito verso sé stessa. Se le ha sviluppate, avrà avuto i Suoi motivi e probabilmente sono anche state funzionali a suo tempo, ma oggi rischiano di rovinare il suo futuro. Valuti la possibilità di un lavoro su di sé. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come affrontare questo vuoto esistenziale?

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, se il suo modo di essere fosse normale noi probabilmente saremmo estinti da un pezzo. A parte questa riflessione che non le serve a molto dubito che lei sia nato così. Ricorda la sua infanzia, la sua prima adolescenza? Ricorda se ha avuto sogni, cose che ha provato piacere a fare, e se così è stato, ricorda quando si è interrotto tutto ciò? Sono convinta che lei non sia semplicemente così, sono convinta che un lavoro sul suo funzionamento cognitivo le permetterebbe di scoprire i pensieri che, come ha giustamente intuito, la portano a vedere le cose in questo modo, e imparare a gestirli. Lei ci ha chiesto un consiglio o uno spunto ma temo che non sarebbe sufficiente a farla uscire dallo stato che ci descrive perché si ritroverebbe a pensare sempre alle stesse cose senza risultati. Come diceva Einstein "Non è possibile risolvere un problema con lo stesso livello di pensiero che sta creando il problema. Lei ha bisogno di un punto di vista diverso che l’aiuti a capire perché vede la vita così e a correggere i pensieri dannosi. Ci pensi, io resto a sua disposizione online. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Psicoterapia e porto d’armi

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, la psicologa non deve rendere noto a nessuno del suo consenso informato, lei peraltro ha il diritto di opporsi alla trasmissione dei suoi dati al Sistema tessera sanitaria. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento sporca

Apri domanda

Gentile Linda buonasera, provo a riassumere la sua richiesta: lei ha un fidanzato che frequenta a livello amicale altre donne, lei ha un compagno di università con il quale ha avuto dei trascorsi oramai del tutto esauriti, lui però a questa fine non si è rassegnato e una volta vi siete baciati. Ora lei teme che questo ragazzo possa far conoscere questo evento al suo fidanzato rovinando la vostra storia che per il resto non ha problemi. E’ corretto? Questo bacio per lei non ha avuto nessuna importanza ma la preoccupa comunque il fatto che il suo ragazzo lo venga a sapere? Come mai? Cos’è che la fa sentire in colpa, il bacio o il tradimento? Ma se la storia con il suo ragazzo è così bella, perché teme di raccontargli di quel bacio se il silenzio la fa sentire così sporca? A volte per capire le radici di un problema è necessario scavare in fondo, andando oltre la storia che ci raccontiamo e raccontiamo agli altri. Per questo motivo penso che per capire le radici della sua sofferenza sarebbe necessario andare oltre al racconto, per quanto lungo e dettagliato, che ci ha inviato in questo post. La invito a contattarmi ancora per approfondire la sua storia e uscire da questa angoscia che le toglie serenità. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mia madre è incinta e non lo accetto

Apri domanda

Gentilissima buonasera, diventa difficile darle una risposta senza sapere se questa sua difficoltà di accettare le novità o gli eventi fuori dal suo controllo si estende ad altri avvenimenti occorsi nella sua vita; senza sapere se si considera una persona tollerante o se si lascia trasportare dalla rabbia più volte di quante non vorrebbe. Non esiste una ricetta per accettare i fratelli indesiderati, così come non basta un’ etichetta (borderline) per conoscere una persona e ciò che prova nel proprio animo. Mi piacerebbe aiutarla , mi contatti se lo desidera, potremo capire meglio come affrontare la cosa. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ansia e Pensieri intrusivi seri

Apri domanda

Buongiorno Francesca, ci chiede una spiegazione su questi pensieri intrusivi che mimano la sua serenità ma gli eventi recenti da lei vissuti potrebbero, come lei ipotizza, essere una buona spiegazione al fenomeno. Potrebbero, preciso, perché lei solo questi ci ha raccontato. La morte improvvisa della nonna l’ha messa di fronte all’imprevedibilità degli eventi luttuosi, il cambiamento di vita l’ha sottratta alle radici che fino ad oggi dava per scontate e le davano sicurezza. Potrebbe ripeto. Sta di fatto che la sua reazione a questi eventi è del tutto personale e per trovare una spiegazione ad essa sarebbe necessario conoscerla meglio. Una conoscenza migliore della sua persona, del suo funzionamento cognitivo, delle sue risorse e delle sue vulnerabilità renderebbe possibile anche impostare un lavoro per uscire da questa situazione e prevenirne le ricadute. E’ possibile che con il passare del tempo lei ritrovi un equilibrio autonomamente, se ciò le risultasse difficile resto a sua disposizione per impostare un lavoro insieme. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Tono dell'umore basso da un anno.

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, comprendo la sua situazione ma darle una risposta non è semplice. Lei stesso ci scrive che la soluzione sarebbe trovarsi nuovi amici ma che “a 40 anni con i ritmi familiari etc non è assolutamente facile anzi direi che la mia esperienza attuale mostra che è quasi impossibile instaurare nuovi rapporti amichevoli con naturalezza”. Ecco uno dei punti sta proprio qui: tra ciò che per lei è importante e il lavoro necessario per ottenerlo ci sono difficoltà percepite come insormontabili. Parte di queste difficoltà sono sicuramente di natura logistica ma altre no (timore del fallimento, senso di inutilità e di fatica, disagio nell’affrontare la mancanza di naturalezza da lei citata ecc.) Per evitare di affrontare queste difficoltà che non è detto siano davvero insormontabili (perché solo lei dovrebbe non riuscire a farsi degli amici?) si condanna a questa vita priva di relazioni. Non sempre la percezione che abbiamo della realtà è vera, ma è reale nelle sue conseguenze. Un lavoro su di se, sulle sue percezioni, sulle fragilità e sulle risorse potrebbe aiutarla ad affrontare il problema da una prospettiva diversa. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono fidanzata ma ho perso la testa per un altro

Apri domanda

Buongiorno Giada, se l’origine del problema è la suocera e la conseguente mancanza di solidarietà del suo compagno allora forse sarebbe il caso affrontare il problema insieme. Una terapia di coppia permetterebbe a lei di capire i motivi che spingono il suo compagno a tutelare la madre e a lui come la fa sentire sola il non essere compresa. Se il suo obiettivo è recuperare il rapporto con il suo compagno penso che l’aiuto di un consulente di coppia sia il consiglio migliore che le possa dare. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Che problema ha chi si comporta così in amore?

Apri domanda

Buongiorno Alfredo, mi perdoni se non rispondo alla sua domanda, ma un elenco di caratteristiche, pur dettagliato quanto il suo, non è sufficiente a comprendere il funzionamento di una persona. Ma la sua lettera ha sollecitato in me delle domande. Lei ha lasciato questa donna che, da quel che si evince, l’ha usurata nel corpo e nello spirito, eppure oggi ancora non riesce a lasciarla andare. Capisco il suo bisogno di comprendere le ragioni dei comportamenti da lei elencati, mi chiedo però se cercare risposte alle sue domande l’aiuterà davvero. Lei cosa cerca, e ha idea di cosa le serva per raggiungere il suo obiettivo? Se pensa che rispondere a queste domande sia utile per ritrovare il suo benessere, e ritiene che l’ aiuto di un terapeuta in questa fase sia importante, mi contatti . Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Segnali di rapporto morboso con il cibo

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, Quello che lei descrive con tanta precisione è un sintomo di disordine alimentare: l’eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso che svilisce tutte le altre qualità da lei possedute : (quando aveva il ventre piatto si sentiva felice, adesso con 3, 4 kg in più si sente brutta, orrenda e vale pochissimo); le abbuffate la fanno sentire in colpa e questo stato di desolazione la spinge a ricercare nuova consolazione a preparare quindi le condizioni per la successiva abbuffata. Lei si colpevolizza perché pensa che basterebbe la buona volontà per risolvere la situazione ma non è così. Le radici del disturbo alimentare sono profonde ed è possibile che fossero latenti già nel periodo in cui andava in palestra quotidianamente sottoponendosi a diete rigide, concepite autonomamente. Si faccia aiutare e scoprirà strumenti per gestire il problema efficacemente. Se lo desidera resto a sua disposizione online. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Traumi infantili, amorosi, momenti di down preoccupanti

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, lei ci descrive una situazione di malessere profonda che meriterebbe un approfondimento. Da quanto ci scrive mi pare di capire che tutto ciò è stato causato dalla fine della sua relazione. E’ come se lei vivesse ancorata nel passato e non riuscisse a venirne fuori. I motivi di questo blocco sarebbero però da indagare; lei accenna a traumi infantili che sarebbero, però, da approfondire. Se questi momenti di down la preoccupano, se non riesce a liberarsi da questo passato guardando avanti, se vive male e vorrebbe stare meglio, allora forse è arrivato il momento di fermarsi e prendersi uno spazio per sé. Mi contatti se pensa di prendere seriamente il mio consiglio, valuteremo insieme come fare per farla stare meglio. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Scelta scuola superiore figlia

Apri domanda

Gentile Marco buongiorno, comprendo il momento di forti dubbi che state affrontando, ma il rischio che si corre in questi momenti è quello di affrontarlo con la paura che una scelta sia per sempre. E’ importante assecondare le scelte di sua figlia ma non perché diversamente non la perdonerebbe mai, piuttosto perché quelle sono le scelte di sua figlia. Pensa sia più giusto assecondare le indicazioni della scuola che, a quanto pare, dei desideri di sua figlia sa ben poco? Sua figlia non è mai stata brillante a scuola, va bene, forse non le sono mai interessate le materie che ha incontrato. Forse le materie di un istituto che lei ha scelto incontreranno di più il suo interesse; sicuramente questo non accadrà in un istituto professionale. E se si sbagliasse? Come le dicevo prima questa scelta non è necessariamente per sempre, e un errore, come in questo caso la scelta della scuola sbagliata, può diventare una tragedia oppure una opportunità per crescere, dipende da come lo si affronta. Se Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fingere oppure esplodere?

Apri domanda

Gentile Immacolata buongiorno, la sua lettera fa ben comprendere lo stato di malessere che la pervade, mi dispiace leggere di tanta sofferenza. Dice di essere in cura presso una ASL ma di non trarne giovamento, riesce anche a capire perché? Di cosa avrebbe bisogno che la terapia psicologica attuale non riesce a darle? Ci racconta anche che con la diagnosi di bipolarismo è iniziato il suo calvario: com’era la sua vita prima della diagnosi? Gentilissima, vorrei aiutarla ma avrei anche altre domande da porle per poterlo fare, mi scriva se lo desidera, sarò felice di risponderle. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Relazioni a distanza e obiettivi reciproci

Apri domanda

Gentile Luana buonasera, nella sua lettera lei analizza la situazione con grande lucidità: il suo desiderio di dividere la vita con il suo ragazzo è tale da rendere il timore di non riuscire a realizzarlo, insopportabile. Come giustamente sottolinea, nessuno potrà mai garantirle che l’amore durerà tutta la vita ma questa incertezza l’avvelena al punto da impedirle di godere del presente. L’incertezza del futuro è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti tutti quanti, certo sarebbe bello avere garanzie per il futuro ma non essendo possibile diventa importante imparare a godersi il presente. Imparare a dare priorità al presente è possibile migliorare la propria capacità di tollerare l’incertezza pure. Se fosse interessata ad approfondire l’argomento resto a sua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Tormento da scelte sbagliate

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, comprendo il suo rimpianto e trovo che il suo desiderio di accantonarlo per trovare un po' di serenità sia molto sano. A volte la nostra mente, nel tentativo di trovare benessere intraprende percorsi che portano esattamente al risultato contrario. Da quanto ci scrive questo è ciò che sta succedendo a lei. Il suo desiderio di entrare nell’arma era ciò che avrebbe reso la sua vita piena e realizzata, ora che questo obiettivo non si è concretizzato la sua mente continua a cercarlo come unica possibilità per essere felice e questo continuo evocarlo anziché renderla felice la tormenta. Lo vede il circolo vizioso? Non è semplice uscire da questo loop. Riconoscere il circolo vizioso e comprendere quanto la faccia soffrire è il primo passo e lei l’ha fatto. Uscire dal loop per contemplare nuove opportunità di vita e abbracciarle sarà quello successivo. Se in questo percorso di rinascita sentisse il bisogno di un sostegno professionale resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Madre immatura, esiste una soluzione per farla crescere?

Apri domanda

Gentile Ilenia buongiorno, descrive molto bene il disagio che prova nel rapporto con sua madre ma purtroppo non esistono tecniche per modificare una persona a distanza. Quello che può fare è cambiare se stessa o meglio trovare nuovi modi per affrontare sua madre. Ci scrive che ultimamente quando prova a confrontarsi con lei sua madre nega, accusa o si chiude nel silenzio. E’ possibile che durante questi confronti sua madre si senta accusata? Sarebbe normale allora interpretare le sue risposte come difensive. Forse sarebbe sufficiente capire se nel suo approccio sarebbe utile modificare qualcosa. O forse non cambierebbe niente, allora sarebbe importante lavorare su di sé per rafforzare un processo di affrancamento che le permetterebbe di conservare un rapporto con sua madre ma su un piano più adulto. Ci pensi e se sentisse il bisogno di approfondire il discorso resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Traumi post rottura

Apri domanda

Buongiorno Giulia, da quanto ci racconta pare che il dolore per la perdita del suo ragazzo due anni fa sia stato tale che la sua mente oggi tenta di difenderla da dolori simili. Quindi dal momento che i dolori più grandi arrivano quando perdiamo le cose importanti e per lei la cosa più importante (o almeno una delle più importanti) sarebbe ritrovare l’amore, la sua mente la protegge impedendole che ciò accada, cioè impedendole di creare il legame che in un secondo momento potrebbe rompersi. E lo fa sviluppando in lei il timore di impegnarsi. Comprende l’algoritmo che la sua mente ha impostato? Certo che è efficace: nessuna gioia= nessun dolore, ma è disposta a pagare questo prezzo? Questa decisione è solo sua. La paura di rischiare può essere difficile da superare, sarà lei a dover capire se ce la fa da sola oppure no. Un sostegno psicologico sarebbe un buon modo per aiutarla a superare il blocco. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sfiducia totale

Apri domanda

Buongiorno Manuela, Se lei sta male un periodo di sostegno psicologico può essere sempre un valido aiuto. La sua situazione non è facile, non lo sarebbe per nessuno e da come la descrive, neppure la sua relazione sentimentale le è stata d’aiuto. Sostiene, inoltre, di sentirsi sempre inadeguata. Direi che ci sono molti punti dai quali partire per cominciare un lavoro terapeutico. Quanto tempo è stata in cura; quando e perché ha interrotto? Si faccia aiutare, vedrà che la vita, dopo, sarà più leggera. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mai avuto una relazione, nè occasionale, nè seria

Apri domanda

Gentilissimo buonasera, la sua accurata lettera si conclude con una serie di ipotesi tutte, a mio parere, valide. Quale sia la più corretta per lei, capirà bene, non posso saperlo. Quello che più conta non sono però le difficoltà che lei ha incontrato fino ad ora nella relazione con le donne, ma la sua determinazione a risolvere le sue difficoltà. Le chiedo della determinazione perché nella sua lettera non mancano accenni a sottovalutare il problema (le piace stare da solo, non è alla ricerca matta e disperata, non sa nemmeno attaccare bottone quindi evita i social.) A volte può succedere che un problema, per motivi diversi, sia troppo doloroso da affrontare, ci si difende allora minimizzandolo. Ci diciamo allora che non sia granché come problema, ma soffriamo lo stesso. Lei non disprezza la solitudine, ha hobby solitari, ma quanto le pesa non avere mai avuto una ragazza? Forse la prima cosa da fare sarebbe dare la giusta dimensione a questo bisogno, capire se per risolverlo sarebbe disposto ad affrontare le sue paure, le sue insicurezze e i suoi limiti e se ce ne fosse bisogno chiedere un sostegno psicologico che la aiuti a gestire le parti più fragili di sé. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non capisco quando sbaglio ne perchè ferisco mia moglie

Apri domanda

Gentile Luca buonasera, da quanto racconta nella sua lettera si comprende come la sua storia familiare possa avere influito in maniera importante sulle sue difficoltà attuali; una famiglia dove i problemi venivano nascosti, mai affrontati perché, probabilmente “se non se ne parla vuol dire che non esiste”. Una famiglia, dunque, dove poco si comunicava e dove, di conseguenza, poco ha imparato a comunicare. La buona notizia è che imparare a comunicare meglio è possibile. Empatia, assertività, comunicazione efficace possono essere ostacolate da meccanismi di difesa, risposte automatiche apprese dallo stile familiare originale, interpretazioni errate del contesto. Lavorando su tutto ciò che ruota intorno a ciò che accade durante la comunicazione e alle sue aspettative si può fare tanto per migliorare la sua situazione. Se desiderasse approfondire l’argomento resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Desiderio sessuale non controllato

Apri domanda

Gentile Marco buongiorno, Nella sua lettera non ci dice quanti anni abbia, ma ho il dubbio che il suo desiderio sessuale sia assolutamente sano. Perché volerlo reprimere? Forse è la sua vita che organizzata com’è attualmente, che le rende impossibile delle relazioni affettive a lungo termine, le crea il disagio maggiore. Il mio dubbio è che nel tentativo di rimuovere la fonte dei suoi problemi, stia guardando nella direzione sbagliata. Che ne pensa? Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Bloccata nel passato

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, La sua lettera sottende molte questioni: il presente può ferire, il passato non più, il presente, e soprattutto il futuro possono far paura, il passato no, il presente, e soprattutto il futuro, possono richiedere impegno, possono farci sentire inadeguati, possono far emergere le nostre carenze, insoddisfazioni, inadeguatezze, il passato no. Più che domandarsi perché non riesce a staccarsi dal passato sarebbe importante domandarsi che cosa le manca per affrontare con serenità il presente e il futuro. Resto a sua disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Autosabotaggio e costanti pensieri catastrofici

Apri domanda

Gentile Anna buongiorno, il suo percorso psicoterapico le ha permesso di arrivare ad analizzarsi in modo profondo, nella sua lettera, infatti, emergono molti aspetti in relazione con il suo malessere. La sua malattia cronica probabilmente ha un grande peso ma c’è molto altro. I pensieri intrusivi hanno sempre una funzione, faccio un’ipotesi, e ripeto, è solo un’ipotesi. Dalle sue parole sembra di capire che i pensieri intrusivi le impediscano di essere serena e positiva verso la vita, ma potrebbe essere il contrario: essendo catastrofica e negativa verso la vita i pensieri intrusivi le offrono un motivo per non agire, per non mettere in discussione queste idee così sabotanti. Il suo stato d’animo ha messo radici e tiene in scacco la sua vita, lei cerca di controllarlo. E’ come se fosse l’autista di un autobus con un passeggero particolarmente disturbante. Per tenerlo sotto controllo ed evitare che faccia guai ha smesso di guidare, ma così non va bene perché il suo autobus adesso è fermo. Da quanto ho capito vive male da anni, a parte la parentesi psicoterapica ha provato soluzioni autonome per uscire da questo stato. Immagino abbia provato di tutto: com’è andata? Forse è arrivato nuovamente il bisogno di chiedere aiuto. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dormo troppo

Apri domanda

Gentile Simo buongiorno, non è semplice determinare la causa di un sintomo quando si conosce, appunto, solo il sintomo. Ci sarebbero tante domande da porle, per esempio, quando finalmente si alza com’è il resto della sua giornata, qual è lo stato d’animo con il quale l’ affronta e così via. Lei parla di volontà ma non è sempre così, i motivi potrebbero spaziare dalla motivazione a cause di origine più fisiologica (e non necessariamente patologica, la rassicuro). Resto a sua disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come uscire da questo inferno?

Apri domanda

Gentile Roberta buongiorno, vedo la profonda sofferenza nella quale si ritrova costretta da un po' di tempo, accolgo il suo desiderio di tornare a vivere senza questa paura e leggo dei suoi tentativi per risolvere la situazione. Ma è stato tutto vano, il suo modo di affrontare i problemi non ha avuto successo. Per ottenere un cambiamento nel suo approccio alla vita, per imparare a gestire o convivere serenamente con i pensieri disfunzionali che denuncia, però, un consiglio scritto su una lettera non può essere sufficiente, è richiesto un lavoro impegnativo da parte sua e del terapeuta che la seguirà. Ci scrive di non avere le forze per andare, chiedere, tornare, prenotare ecc ma ci spiega anche che ciò è dovuto alla convinzione che questi sforzi sarebbero inutili ( Percepisco come se ormai sia costretta a sballottolarmi da un medico all'altro senza mai un vero e concreto aiuto -soprattutto psicologico-). Non lo creda, non so quanto dovrà cercare ma il suo problema, attraverso un buon lavoro cognitivo può essere risolto, ci creda. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura di fallire o semplice svogliatezza?

Apri domanda

Gentile Mary buongiorno, scegliere la propria strada non è facile e avere dubbi è normale. Non è obbligatorio avere delle passioni, è molto bello ma può anche non succedere. Questo per normalizzare la tua situazione. Detto ciò entro nel merito di quanto hai scritto: le spiegazioni che ti dai per giustificare le difficoltà nel trovare la tua strada (forse manco di amore e rispetto per me, forse non riesco a concedermi di sbagliare, forse non credo abbastanza in me stessa...) sono tutte valide ma da che cosa dipendano resta difficile da stabilire così su due piedi. Se questa incertezza verso te stessa e la tua vita ti creano tanto disagio, se senti di non poter bastare a te stessa per costruire il tuo futuro, allora forse un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarti a scoprire chi sei, cosa vuoi e le immense risorse che hai. Resto a tua disposizione e ti saluto caramente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Forte depressione

Apri domanda

Gentile Filippo buongiorno, vedo quanto il suo stato di sofferenza sia intenso e apprezzo lo sforzo da lei fatto nel descrivere in maniera così circostanziata la sua situazione. Nella sua vita non vede più un futuro e si vergogna di ciò che è diventato. Forse se ne rende conto, forse no, ma questa sua lunga lettera dimostra che non è del tutto rassegnato, che il desiderio di avere una vera vita non è del tutto annientato. Si lasci aiutare, dalla depressione si può uscire. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Doc Omosex?

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, mi rendo conto di quanto questo problema la ossessioni, ma mi chiedo se la diagnosi da DOC sia effettiva o autosomministrata. Essere ossessionati da una paura non significa necessariamente essere affetti da DOC, questo particolare sarebbe da indagare. Disturbo ossessivo compulsivo a parte sarebbe importante affrontare il tema di cosa e chi vuole essere nella vita. Capire quali pressioni, interne ed esterne ostacolano questo percorso e lavorarci per renderla finalmente una persona libera di scegliere. Per questo motivo anche se lo psicologo da cui sta andando non ha esperienza di DOC non è detto che non sia in grado di aiutarla, gli conceda il privilegio del dubbio e si lasci condurre per 5 o 6 sedute. Valuterà dopo se la sta aiutando davvero. Le faccio i miei auguri e resto a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perché mollo sempre un percorso psicologico?

Apri domanda

Buongiorno Mery È strana la sua domanda , perché l’unica in grado di dare una risposta precisa sarebbe proprio lei. Perché molla? Forse il lavoro che le propone il terapeuta non è quello che si aspettava? Forse sperava in risultati più rapidi e non vede nessuna differenza? Io lavoro spesso con pazienti affetti da disturbi alimentari, alcuni seguono le indicazioni e nel giro di 4 sedute cominciano a vedere i risultati, questo alimenta la loro motivazione e progressivamente (non velocemente ma progressivamente) passano dall’obesità, al sovrappeso ecc. altri si aspettano gli stessi cambiamenti senza un’aderenza soddisfacente alle indicazioni, ovviamente i risultati sono scoraggianti e dopo qualche mese abbandonano la terapia. Vorrei provare a rispondere alla sua domanda ma mi vengono in mente solo queste due ipotesi: l’approccio non è quello che si aspettava, i risultati sono deludenti e questo le fa perdere motivazione. Ci pensi, e provi a darsi una motivazione da sola: perché molla? Se ha voglia mi piacerebbe sentire la sua risposta; mi scriva. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Terapia farmacologica a distanza?

Apri domanda

Buongiorno Adelina Per quanto riguarda la terapia farmacologica non sono in grado di risponderle, salvo il fatto che per risolvere il suo problema accanto a un intervento farmacologico sarebbe opportuno un percorso psicologico. Per quanto riguarda quest’ultimo una relazione in presenza è sempre preferibile, ma nel caso ci fossero difficoltà in tal senso soluzioni online sono ormai adottate da un buon numero di professionisti. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

La psicoterapia può aiutare chiunque?

Apri domanda

Buonasera Ale, la tua domanda è molto precisa e il motivo per cui la formuli, drammatico. Praticamente ci stai chiedendo se per qualcuno non ci sia soluzione alla sofferenza e se tu non sia uno di questi, sbaglio? Non credo che qualcuno sia condannato alla sofferenza senza possibilità di appello ma nonostante ciò non tutti riescono a trovare sollievo dalla psicoterapia. Il motivo? approccio, terapeuta, momento sbagliati; le cause possono essere diverse, il punto però non è questo. Il punto è: come vorresti che fosse la tua vita? Vorresti sentirti più forte, meno in balia dei giudizi altrui? Meno fragile, più sereno? Allora non arrenderti. Solo se continui a cercare avrai la possibilità di trovare l’approccio o il terapeuta giusti per te. Guarda all’obiettivo e non mollare, coraggio! Se hai bisogno resto a tua disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problema di amicizie

Apri domanda

Cara Ila, mi dispiace tanto leggere di questa sua difficoltà e posso capire quanta solitudine e tristezza da essa ne derivi. Perché non riesce a fare amicizie? Così su due piedi non è possibile risponderle e tantomeno darle dei suggerimenti. Non è mai stata una bambina prima, e una ragazza poi, particolarmente socievole, è possibile che nelle percezioni che ha di sé e del mondo nei suoi timori, incertezze, nelle definizioni che da a se stessa ci sia la chiave di queste difficoltà. Che cosa pensa di sé e degli altri, che cosa fa per difendersi dai timori rispetto alle relazioni, cosa fa e cosa evita per proteggersi dalle delusioni? Sarebbe opportuno un percorso di ricerca perché alla fine la chiave del suo problema e della sua risoluzione è proprio lei. Mi dispiace non poterle rispondere, ma un percorso di conoscenza, un sostegno psicologico sarebbe utile per affrontare la questione. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come comportarsi se…

Apri domanda

Buongiorno R. Capisco quanto sia difficile per lei questo momento e immagino in lei ruotino sentimenti contrastanti. Dice di essere stufa e incazzata, ma con chi: con se stessa, con i datori di lavoro che con la confermano mai, con il suo ragazzo, un po’con tutti? Aprirsi a nuove possibilità non è mai facile, spesso si mettono di traverso ostacoli che ci rendono difficile raggiungere il nostro obiettivo. Troppe volte però di fronte a essi reagiamo in maniera controproducente. Timori, sentimenti di rivalsa, rabbia, scoraggiamento ci suggeriscono azioni che invece di avvicinarci ad esso ce lo rendono ancora più lontano, ci dicono di arrenderci, che non ne vale la pena, che in fondo non ci interessa così tanto davvero, che non ce la faremo mai, che adesso gliela faccio vedere io. Ognuno ha il proprio modo di reagire. Se lei dovesse analizzare il suo comportamento di fronte alle difficoltà pensa di riconoscersi in questi meccanismi, assolutamente naturali ma controproducenti? La realtà è spesso difficile, insensibile, ingrata, spesso non abbiamo il potere di controllarla, ma possiamo controllare il modo in cui reagiamo ad essa. Un lavoro su se stessa, sui suoi modi di affrontare le difficoltà, di attivare meccanismi di difesa di produrre pensieri autosabotanti potrebbe essere un valido aiuto per aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi in una realtà che sembra non volerle dare nessun aiuto in tal senso. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura di ciò che è stato e di ciò che sarà

Apri domanda

Buongiorno Ivan, la sua lunga lettera mi racconta di un ragazzo profondo, che si pone tante domande e che ha bisogno di tante risposte per controllare i timori che il futuro gli pone, Ci scrive che non sa bene quale sia il giusto stato emotivo nei confronti dell'incertezza per il futuro. Ma il futuro è futuro per definizione, pensa che sia possibile prevederne l’andamento? Mi sembra di vedere in lei un grande bisogno di controllare eventi ed emozioni. Sicuramente è un bisogno assolve a una funzione che potrebbe essere quella di evitare sofferenze, delusioni o fatiche inutili; ma è sicuro che soddisfi il suo compito? Non è piuttosto il bisogno di controllo a procurarle i disagi maggiori? Si guardi indietro e provi a comprendere se il tentativo di controllo le è stato più d’aiuto che d’intralcio nella sua ricerca della serenità. Se nota che questo suo bisogno è stato più controproducente che altro allora provi a rapportarsi ad esso in maniera diversa. Non potrà eliminarlo, non potrà imparare a tenere sotto controllo il bisogno di controllo ( suona pure strano, non è vero?) ma potrà imparare ad ascoltarlo senza assecondarlo .Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dopo 10 anni dalla rottura, penso e sogno la mia ex

Apri domanda

Gentile WY buongiorno, la sua lettera propone molti spunti di riflessione: l’insoddisfazione per la sua vita attuale; il pensiero rivolto alla sua ex e a un passato che confrontato con il presente appare preferibile e nel quale si rifugia con rimpianto; la confusione che vive nei confronti di ciò che prova per la sua fidanzata attuale; le incertezze per il futuro. Penso che capire il senso di questa rivalutazione del passato sarebbe importante per lei: sicuramente ha un significato e assolve a una funzione. Come dice lei potrebbe essere il tentativo di risolvere il trauma della separazione, ma potrebbe essere anche un modo per proteggersi da un futuro che le appare incerto e carico di interrogativi a cui fatica dare una risposta. Un percorso di sostegno psicologico l’aiuterà senz’altro a fare chiarezza fornendole strumenti per superare questo blocco doloroso. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non ho mai nulla da dire al mio ragazzo

Apri domanda

Buonasera Arianna, trovo interessante come nella sua lettera si definisca più volte una persona noiosa e poco interessante. E’ possibile che il problema nasca da lì. Non dal fatto che sia noiosa, intendiamoci ma che sia convinta di esserlo e non volerlo fare scoprire agli altri. Essere noioso non impedisce a chi lo è di parlare ed annoiare chi gli sta vicino: essere noioso non impedisce di parlare, non è così? Lei invece ha così paura di dimostrarsi tale da scartare qualsiasi argomento di conversazione possa venirle in mente. Forse un lavoro su di sé per aumentare la sua autostima e conoscere le risorse a sua disposizione potrebbe risolvere questo blocco che ha verso se stessa e gli altri. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

25 anni, mai avuto una relazione

Apri domanda

Buonasera Alessia, perché teme di rimanere immobile? Se un giorno si svegliasse sentendo di non esserlo più cosa farebbe di diverso rispetto ad oggi? E oggi cosa fa (o non fa) per impedirsi di essere “mobile”. Queste sono alcune delle domande che potrebbe porsi per capire da dove nascono le sue difficoltà. Spesso abbiamo timori che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi. Spesso le domande ci fanno ancora più paura delle risposte così non ce le poniamo neppure. Se la sua vita sta andando in una direzione che non le piace un percorso psicologico potrebbe aiutarla a correggere la rotta. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Amicizia con le ragazze.

Apri domanda

Buongiorno Luca, resta difficile rispondere alla sua richiesta, perché un metodo sicuro per restare in contatto con le ragazze non c’è, o almeno non in questo sito. Ciò che qui possiamo aiutarla a capire è se c’è qualcosa nel suo vissuto, nei suoi pensieri, nelle sue emozioni che in qualche modo condiziona il suo comportamento allontanandola dal suo obiettivo di relazionarsi con le ragazze. Se pensa che un lavoro su di sé in questo senso possa aiutarla ad affrontare il problema mi metto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Situazione con i miei genitori

Apri domanda

Buongiorno Daniela, comportarsi da ingrati non rende felice nessuno né chi subisce l’ingratitudine né chi la mette in atto. Questo per dirle che se lei si comporta da ingrata ( e non sapendo niente di lei non posso dirle quanto sia davvero così) un motivo c’è. Un motivo che potrebbe essere anche poco giustificato ma per lei sicuramente valido. Capire le sue ragioni e i vissuti che l’hanno portata a percepire la sua famiglia in questo modo potrebbe aiutarla a ridefinire i suoi rapporti con loro migliorando la qualità di vita di tutti lei compresa. Un percorso psicologico sarebbe utile in questo senso. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Profonda vergogna e ossessione di un anno della mia adolescenza

Apri domanda

Buongiorno Lorenzo, comprendo dalla sua lettera quanto pesi il ricordo di quella fase della sua vita. Fuggire, cambiare numero di telefono, sparire, le servirebbe a poco, e penso che lei ne sia consapevole, perché il nucleo della sua sofferenza e nella forza della sua identità. Ha vissuto una fase del suo sviluppo del quale non va fiero, e allora? Alzi la mano chi non ne ha mai avuto uno. Possiamo crescere e migliorarci solo se sappiamo perdonarci laddove è necessari perdonare. Vedo la sua confusione e la sua sofferenza e penso che un lavoro su se stesso per comprendere le origini di queste difficoltà e sviluppare risorse per affrontarle potrebbe esserle d’aiuto. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come viene diagnosticato un disturbo della personalità?

Apri domanda

Gentile L. buongiorno, no, una singola frase detta su un podcast non può definire una persona né tantomeno restituirle una diagnosi Le dirò di più, nemmeno un test psicologico, da solo, è sufficiente a capire le origini delle difficoltà dello stesso, il colloquio approfondito è l’unico strumento in grado di restituirci un’immagine soddisfacente della complessità, della ricchezza, delle innumerevoli sfumature e delle ragioni della sofferenza di colui che stiamo ascoltando. Per quanto riguarda la sua età, contrariamente a quanto credono in molti lo sviluppo di una persona non si ferma con l’adolescenza ma dura tutta la vita: lei (anche se forse non si sente tale) è giovanissima e ha ottime probabilità di risolvere molte difficoltà. Per quanto riguarda l’approccio della psicoterapeuta alla quale intende rivolgersi, quello sistemico-relazionale è un approccio molto bello, ma ciò che più conta nella relazione d’aiuto è, appunto, la relazione. Se con questa professionista si troverà bene allora sarà la professionista giusta per lei. Le auguro tutto il bene che c’è e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Mi sento bloccata

Apri domanda

Buongiorno Sara, ho letto la sua lettera più di una volta colpita dal profondo malessere che la pervade. Sarebbe semplice dirle che la strada per trovare se stessi è spesso complicata e disagevole, ma dal suo scritto emerge qualcosa di più. Una tendenza ad autosabotarsi, direi, a volere a tutti i costi mettersi i bastoni tra le ruote per rendere tutto ancora più confuso. Non sono in grado di dirle come mai, ma sarebbe un grande aiuto per lei un percorso di sostegno psicologico che l’aiuti a capire i suoi obiettivi e liberare la sua mente da tutte le strategie che mette in atto per impedire di raggiungerli. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura di non essere abbastanza nonostante tutto

Apri domanda

Buongiorno Manuela, non esistono ricette veloci per migliorare l’autostima, esistono però motivi profondi che tendono ad alimentarla. Ci scrive che la radice della sua scarsa autostima sia la sua sessualità tardiva, poi però aggiunge di percepirsi come una persona poco interessante. E’ possibile che oltre alle sue esperienze sessuali ci sia altro, magari più profondo, ad incidere su questa bassa opinione che ha di se stessa? E’ possibile, cioè, che le sue esperienze sessuali tardive si siano innestate su una personalità già insicura? Glielo chiedo perché individuare le vere e più profonde origini del suo disagio le renderebbero più semplice il lavoro su se stessa, comprendere da dove nascono le sue insicurezze le permetterebbe di guardare alle sue difficoltà da una prospettiva diversa: “Penso di valere poco, ma probabilmente non è vero; lo penso soltanto”. Prendere le distanze dai pensieri autosabotanti, rendersi conto che sono solo pensieri ai quali non deve necessariamente credere sarebbe un buon lavoro preparatorio in attesa della terapia. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come superare un tradimento?

Apri domanda

Buongiorno Marco, come sta? Glielo chiedo perché da quanto scritto nel suo post l’evento che l’ha turbato era successo da poco. In questi giorni è riuscito a recuperare un po' di equilibrio con la sua compagna? Capisco quanto la scoperta possa averla destabilizzata ma sembra chiara anche la sua volontà che tutto torni come prima. Questo non sarà possibile. Si tratta di capire quanto sia importante per lei la vostra relazione, quanto il desiderio di preservarla sia forte da superare questo evento e accettare la consapevolezza che la vostra storia possa essere bella anche se imperfetta. Non è una scelta facile, si tratta di superare il senso di umiliazione, il tradimento della fiducia e chissà cos’altro. Rifletta su cosa sia importante per lei e se il dolore fosse troppo da gestire autonomamente chieda aiuto. Io resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Ex e scenate di gelosia

Apri domanda

Buongiorno Emi, dal suo racconto mi sembra di capire che in lei ci sia il timore che il suo ragazzo le stia proponendo un immagine di sé scorretta (innamorato vs non innamorato) da quanto dice, però, anche lei sta cercando di proporre a lui un immagine incompleta di sè (gelosa vs non gelosa). Cercare di non ascoltare dei timori che girano nella sua testa non potrà che crearle difficoltà, e a sue spese questo lo sta già sperimentando. Sarebbe più utile ascoltare queste voci che le propongono timori e dubbi, capire se meritano credito e, in caso contrario, agire diversamente. Al posto suo, inoltre, mi chiederei perché ha voluto proporre al suo fidanzato un’ immagine di sé così aperta da non corrispondere al vero. Non ci sarebbe nulla di male dal chiedere al suo lui di essere più concentrato sul presente che sul passato. Quali timori nasconde questa piccola deviazione dalla realtà? Spero di averle proposto due spunti di riflessione utili. In caso lo desiderasse resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Rapporti tra ex

Apri domanda

Buongiorno Nicola, i vostri figli potrebbero maturare aspettative di ricongiungimento per molto meno. Credo che questo non dipenda da ciò che possiate fare o non fare quanto dalla chiarezza e dall’autenticità del dialogo che c’è e continuerà ad esserci tra di voi. Una separazione matura e portata avanti con armonia come la vostra non può che aiutare i vostri figli, siate chiari e onesti con loro e loro lo saranno con voi anche nei momenti di maggiore confusione. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paura dell'amnesia?

Apri domanda

Buongiorno Luca, lei ha ragione, esiste una relazione accertata tra ansia e amnesia. L’ansia produce cortisolo un ormone che interferisce con lo sviluppo delle cellule dell’area cerebrale responsabile dell’apprendimento e della memoria. Lei è giovane, quindi non stiamo parlando di un danno permanente, ma se la sua ansia è tale allora diventa necessario un lavoro per imparare a relazionarsi con essa in maniera costruttiva. A parte i problemi di memoria credo che vivere con quest’ansia costante non sia facile, perché non ha mai chiesto aiuto? Lo faccia, vedrà che la vita può essere vissuta diversamente. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perché ho questo comportamento "tossico"?

Apri domanda

Buongiorno Lorenzo, ci chiede il perché di questo suo comportamento. Le nostre azioni sono sempre orientate a un obiettivo. Il suo, mi sembra di capire, sia quello di trovare un compagno col quale costruire qualcosa di bello, magari l’amore. Perché farlo così? Perché provarci con persone con le quali non ha funzionato la prima volta? Conosco poco i dettagli, non so per esempio se oltre che ripescare da esperienze passate lei ha la possibilità di conoscere persone nuove. Se così fosse ci sarebbe da chiedersi perché preferire il vecchio al nuovo. Le nostre scelte, anche se orientate ad un chiaro obiettivo, sono spesso intralciate da timori, pregiudizi, false credenze, valori spesso travisati ma mai messi in discussione e chissà cos’altro. Per trovare una risposta alla sua domanda sarebbe necessario interrogarsi su questi ostacoli. Se ritenesse utile un aiuto professionale per fare chiarezza resto a sua disposizione Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione, attacchi di panico e problemi d'amore: come superarli e vivere meglio?

Apri domanda

Buongiorno Luana, mi chiami, io ci sono. Dott.ssa Manuela Leonessa...

Senso di colpa dopo la morte del cane

Apri domanda

Buonasera Ilaria, perdere qualcuno che ci è stato caro fa male e questa sofferenza può assumere tante forme nel manifestarsi. Il senso di colpa è uno di questi . Lei ripensa alle volte in cui avrebbe potuto essere più paziente, più gentile e ci chiede come rendere meno dolorosi questi momenti. Accetti la sua umanità e sia più caritatevole con sé stessa. Siamo esseri umani e dunque fragili. Forse ha ragione, forse in alcune occasioni avrebbe potuto comportarsi diversamente: avrebbe potuto ma non c’è riuscita e dovrebbe perdonarsi per questo. Il suo rammarico è la misura dell’amore che ha avuto per la sua cagnolina e di questo amore la bestiola ha goduto fino all’ultimo. Adesso è il momento di prendersi cura di sé. Con gentilezza. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente dott.ssa Manuela Leonessa...

Non ho rapporti sessuali da 5 anni

Apri domanda

Gentilissimo buonasera, avere 30 anni ed essere in questa situazione di impasse deve essere doloroso e preoccupante. La sua analisi dettagliata però è ricca di informazioni. La mancanza di relazioni sessuali non è il problema ma il sintomo di una situazione più complessa a cui è necessario porre rimedio per risolvere il blocco nel quale si trova attualmente la sua vita. Per quanto riguarda il timore di rapporti sessuali dolorosi; ne ha mai parlato con il suo andrologo? Per quanto riguarda invece il lavoro, qual è il problema, da dove nascono le difficoltà nella ricerca di un lavoro più stabil?. La vita non è facile, per voi giovani ancora meno, per risolvere le difficoltà avete bisogno di tanta determinazione e se non la trovate bisogna capire il perché. Lei sogna una vita con una compagna, un buon lavoro, una casa e tante altre cose, immagino. Ma per realizzare questi sogni deve affrontare molte difficoltà. Nel leggere la sua lettera ho forse intravisto rassegnazione? Se è così quella è la sua peggiore nemica e bisogna capire perché sta li e non se ne vuole andare. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente dott.ssa Manuela Leonessa...

Vomito autoindotto in momenti stressanti

Apri domanda

Gentile Asia buonasera, il vomito autoindotto è il chiaro sintomo di un disagio psicologico che non trova soddisfazione in altro modo. Quali che siano i motivi di stress trovare un modo diverso per rapportarsi con loro l’aiuterebbe sicuramente a sentirsi meglio. Mi piacerebbe chiederle a cosa sia dovuta la sua curiosità; in altre parole, quando ci scrive “ vorrei avere chiarezza su una questione che mi riguarda da alcuni mesi.” mi domando se la sua sia una curiosità puramente intellettuale o se effettivamente sente di non stare bene e vorrebbe e vorrebbe stare meglio utilizzando strategie diverse dal vomito. Mi scriva se vuole approfondire l’argomento, òle risponderò volentieri. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi di attenzione e comprendonio

Apri domanda

Buongiorno Nadia, comprendo la sua preoccupazione, per questo motivo sarebbe necessario un consulto neurologico per affrontare al meglio la situazione. Capisco che di fronte a questa prospettiva pensare all’ipotesi peggiore sia immediato, ma vede i motivi per spiegare i suoi sintomi potrebbero essere molto più numerosi di quanto non immagini e non tutti disastrosi. Quindi faccia le cose con ordine, si accerti che non ci sia nulla di organico e poi potremo pensare ad altre spiegazioni. Mi tenga informata se lo desidera. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il gattino è morto: devo dirlo ai miei bambini?

Apri domanda

Buongiorno Valentina, la perdita del gattino sarà sicuramente un grande dolore per i suoi bambini, ma le rivolgo io una domanda: pensa che per i suoi bambini sia più utile una bugia (che tra l’altro non restituirà loro il gattino e non li consolerà più di tanto del fatto che non lo rivedranno più) o aiutarli ad affrontare il dolore facendo scoprire loro che sono abbastanza forti da sopportarlo e spiegando che è giusto soffrire per chi abbiamo amato e che non c’è più? Li aiuti a ritualizzare la perdita, organizzate una cerimonia per il gattino, scoprirà che i bambini hanno mille risorse per affrontare questo lutto. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Attacchi d'ansia?

Apri domanda

Buongiorno Maria, è difficile stabilire il significato di questi sintomi senza un’indagine ulteriore, ma trovo interessante il fatto che per trovare una spiegazione lei si sia rivolta a un gruppo di psicologi. Ha fatto la stessa domanda ai medici o lei per prima sente in qualche modo che l’origine del problema sia di natura psicologica? Vorrei aiutarla, ma dovrà dirmi qualcosa di più. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ho paura di rivedere il mio primo amore

Apri domanda

Buongiorno Tiziana, sarebbe triste se incontrando il suo ex lei non provasse niente. Le persone che sono state importanti per noi ci lasciano sempre dentro qualcosa, se così non fosse quello passato con loro sarebbe stato tempo perso, non trova? Se lei sente di essere felice con il suo ragazzo tutto ciò che proverà rivedendo il suo ex non cambierà questo dato. Provi a essere più fiduciosa verso sé stessa e verso ciò che sente, impari ad ascoltarsi e vedrà che tutto le apparirà più chiaro. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Amo da morire il mio fidanzato, ma sono attratta da un altro.

Apri domanda

Buongiorno Sara, anche quando tutto ciò che abbiamo appare perfetto, non è detto che ci manchi qualcosa, e se non siamo consapevoli di ciò il rischio è che questo qualcosa andiamo a cercarlo altrove. Sarebbe importante capire cosa manca alla sua vita per decidere nella maniera più consapevole come ottenerla. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono intrappolata in una relazione tossica e non riesco ad uscirne

Apri domanda

Buongiorno Livia, capisco la situazione, vedo quanto sia complicata e quanto la faccio soffrire. Sarebbe facile dirle di usare il buonsenso e di pensare alla sua salute ma temo che l’aiuterebbe ben poco. Ci scrive di non essere nemmeno in grado di capire se il suo sia amore, voglia di salvare il ragazzo o che cosa; se incontrasse qualcun altro sarebbe più facile lasciarlo? Prima di lui ha avuto altre storie importanti? Piuttosto che capire che tipo sia lui sarebbe importante capire chi è lei. Storie che invischiano in questo modo possono lasciarci deboli e feriti. Si lasci aiutare, un percorso che l’aiuti a centrarsi su se stessa le restituirebbe l’equilibrio per capire cosa vuole davvero per se e per la sua vita. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Fine di una frequentazione causa ex storico

Apri domanda

Buongiorno Sara, lei descrive molto bene la sua situazione quando dichiara di essere bloccata nella sua incapacità di lasciare andare il passato per potersi proiettare in un futuro. Ci chiede cosa potrebbe fare per sbloccarsi ma risulta difficile darle un consiglio sulla base di così poche informazioni. Quando una situazione ci ha fatto soffrire tendiamo ad adottare comportamenti che ci proteggano da nuove sofferenze. Il suo blocco probabilmente ha questo significato. Almeno in parte. Dico almeno in parte perché l’essere ancorata in un passato del quale non accetta l’epilogo avrà sicuramente un significato ulteriore nella sua storia ma non ha senso proporle delle ipotesi conoscendo così poco di lei. L’aiuto più significativo che mi sento di proporle è un percorso di sostegno psicologico che l’aiuti a comprendere il senso dei comportamenti da lei adottati fino ad oggiper sostituirli con altri di più coerenti con il suo desiderio di maggiore leggerezza e, perché no?, prospettive più dinamiche per il futuro. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Scelte lavorative sbagliate

Apri domanda

Buongiorno Salvo, nel suo racconto ci parla di un lavoro che lo appagava e lo rendeva felice e di un concorso pubblico. Ci racconta che le valutazioni fatte per convincersi a partire tenevano conto dell’opportunità ma non della sua felicità (questa opportunità non si presenterà più). Verrebbe quindi da pensare che la sua valutazione abbia tenuto poco conto di ciò che potrebbe farla stare bene davvero. Allora le chiedo: perché ha voluto tentare il concorso? Che cosa nel lavoro precedente l’ha spinta a cercare altrove? Capisco il rimpianto per le cose belle perdute, ma la sua valutazione deve essere obiettiva altrimenti rischia di aggiungere errore su errore. Adesso sta male e non riesce ad accettare la nuova realtà, che cosa la rende così inaccettabile? Ha paura di muoversi e di sbagliare di nuovo. E’ come su un campo minato; qualsiasi movimento potrebbe essere quello sbagliato. Ha bisogno di fermarsi e riflettere sulle sue perdite e sui guadagni, su ciò che vuole davvero nella vita e di come muoversi per raggiungerlo, anche se il percorso dovesse essere difficile e costare sacrificio. Se sente il bisogno di qualcuno che l’aiuti in questa importante riflessione resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come posso aiutare i miei genitori?

Apri domanda

Gentilissimo buongiorno, facendo da cuscinetto lei ha ottenuto due risultati: ha permesso ai suoi genitori di ignorare i loro problemi e ha logorato se stesso. Sta constatando da anni che i suoi interventi, dettati dall’amore che prova per i suoi, non hanno sortito nessun effetto positivo. Non servono, dovrà provare a fare qualcos’altro. E l’unica cosa che può fare è interrompere il suo ruolo di cuscinetto. Non sappiamo se funzionerà, sappiamo però con certezza verificata che il suo sacrificio serva ancor meno. Per quanto riguarda l’esaurimento di sua madre vale la stessa cosa: se non decide di aiutarsi da sola cercando un sostegno professionale come pensa di poterla aiutare lei? Si prenda cura di sé, se i sensi di colpa non la lasciano tranquillo, chieda un aiuto per imparare a vedere la situazione da una prospettiva più equilibrata di quella che fino ad oggi hacontemplato solo abnegazione e sacrificio. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Senso di colpa e risentimento nei confronti dei miei genitori

Apri domanda

Buongiorno Aurora, i sensi d colpa servono a tenerci in gabbia, lei lo sta sperimentando: silenzio i sensi di colpa costringendomi a stare in un posto che mi rende infelice o soddisfo i miei bisogni, scelgo la vita e la gioia permettendo agli stessi di divorarmi? In un caso o nell’altro vincerebbero loro, togliendole serenità .E allora parliamo di questi sensi di colpa, della loro funzione e cerchiamo di capire che cosa li alimenta, che cosa li mantiene, e in che modo condizionano il suo comportamento. Perché alla fine, guardando le cose da un punto di vista diverso, liberato dai sensi di colpa, tutto le apparirebbe più semplice e chiaro. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Personalità narcisistica, come lo affronto?

Apri domanda

Buongiorno Tatiana, ci chiede come sia opportuno procedere. Se nella maniera più totale avesse perso interesse per questo ragazzo la domanda non si porrebbe neppure, è corretto? Allora forse sarebbe necessario interrogarsi su quali sentimenti prova attualmente per lui, perché senza un’idea chiara al proposito come può capire in quale direzione procedere? Se sentisse il bisogno di un consulto psicologico per aiutarsi a fare chiarezza resto a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Matrimonio in discussione

Apri domanda

Buongiorno Francesca, dietro al su racconto così essenziale credo si nasconda un vissuto sofferto e conflittuale. Ci sono bisogni che pretendono una risposta e l'infatuazione per quel ragazzo ha tutta l'aria di essere l'espediente che la sua testa e il suo cuore hanno trovato nel tentativo di trovare sollievo. Credo che per lei sia importante fermarsi per ritrovare il suo centro. Guardare ai suoi bisogni, alle sue perdite, a ciò che vorrebbe e a ciò che ha . Capisco la sua confusione per questo un aiuto professionale potrebbe aiutarla a ritrovare chiarezza. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio ragazzo e la sua famiglia e i rapporti con l'ex

Apri domanda

Buongiorno Elisabetta, leggo nelle sue parole il senso di frustrazione che questa vicenda le impone. La presenza di Martina nella vita del suo fidanzato e famiglia è come se togliesse a lei il ruolo e il posto che oramai di diritto dovrebbero essere suoi. Per vederla da una prospettiva diversa è come se lei faticasse a trovare, nella famiglia del suo ragazzo, il posto che desiderebbe avere, e pensa che ciò le sia impossibile perché quel posto continua ad essere occupato da Martina. Mi chiedo però se davvero sia così, se, per esempio, scomparendo Martina dal vostro orizzonte, le cose per lei cambierebbero improvvisamente. Spesso ci sentiamo insicuri nel nostro ruolo per motivi legati a dubbi riguardo a noi stessi che niente hanno a che fare con le altre persone. Le faccio una domanda: da 1 a 10 quanto centra Martina con le sue incertezze e quanto invece delle stesse sono responsabili paure sue che con la ex del suo ragazzo hanno poco a che fare? Sarei felice di una sua risposta e resto disponibile. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono invidiosa della mia amica.

Apri domanda

Buongiorno Daniela, certo che si può essere invidiosi dei propri amici, si può essere invidiosi di chiunque, specie quando ciò che desidereremmo altri riescono a raggiungerlo e noi no. Il vero problema però non è ciò che prova per la sua amica ma il motivo per cui per lei sia così difficile affrontare la vita. Perché la sua strada ad un certo punto si è interrotta, quali difficoltà le hanno impedito di raggiungere i suoi obiettivi, insomma cos’è che la blocca, cos’è così forte da soffocare la sua motivazione a lavorare duro per realizzare le sue aspirazioni? Questo è il lavoro che dovrebbe fare; non trovare un modo per non sentire l’invidia ma capire gli ostacoli che le impediscono di realizzarsi e superarli. L’invidia allora sparirà da sé. Se fosse interessata a un lavoro di questo tipo mi contatti, io resto a sua disposizione Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Angoscia nella mia vita

Apri domanda

Buonasera Giorgio, si capisce dal suo post il desiderio di avere una vita soddisfacente, dove il valore dell’amicizia e la realizzazione professionale occupano un posto importante. E poi ci sono le difficoltà, il non riuscire a trovare gli amici giusti, la facoltà giusta e via dicendo. Trovare i motivi che le impediscono di realizzare i suoi desideri sarebbe l’obiettivo di un lavoro su di sé. Cosa fa di sbagliato, o, forse ancora più vero, cosa evita di fare per paura, timore di non riuscire, convinto che sia inutile o altro? Generalmente le nostre difficoltà sono originate da comportamenti informati da paure, senso di inadeguatezza o altre convinzioni alimentate da pensieri rigidi e distorti. Un lavoro su di se le permetterebbe di fare luce sulle sue difficoltà e di correggere ciò che fa (o che non fa) allontanandola dalla vita piena e significativa che desidera. Resto a disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lei in crisi del suo matrimanoio, come relazionarsi se si prova una forte connessione?

Apri domanda

Buongiorno F. Capisco quanto la sua situazione non sia facile da sopportare, non c’è certezza circa il suo epilogo, l’attesa e l’incertezza probabilmente la stanno massacrando. Cosa sarebbe meglio fare, mantenere un rispettoso silenzio in attesa che qualcosa evolva o passare all’azione, qualunque ma comunque azione? Solo lei, conoscendo sia la signora che la situazione, può valutare l’appropriatezza della scelta, valuti solo i motivi del comportamento che vorrà adottare: agire potrebbe avere l’unico scopo di scaricare l’ansia, l’esasperazione pesante dell’attesa. Valuti le sue scelte con lucidità orientato all’obiettivo che vuole raggiungere piuttosto che al superamento immediato della pesantezza che la situazione attualmente richiede. Un caro saluto, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Perchè ho addosso sempre sta paura delle password?

Apri domanda

Buongiorno Alessio, vedo in questa elevata preoccupazione per la sua sicurezza informatica un tratto di ansia importante. L’ansia è necessaria per tutelare la nostra incolumità in tutti i campi della nostra esistenza (se non ci fosse l’ansia agiremmo da incoscienti anche dove sarebbero necessarie attenzione e prudenza), ma da quanto racconta lei la sua perdura oltre il necessario. Secondo lei questo stato d’allerta è confinato all’ambiente informatico o caratterizza un po’ tutta la sua esistenza? Penso sarebbe importante un lavoro su di sé per scoprire le radici della sua ansia e imparare a gestirla. Resto a disposizione e la saluto cordialmente Dott.ssa Manuela Leonessa...

Non so come aiutare il mio ragazzo depresso

Apri domanda

Buongiorno Stefania, non è facile stare accanto a una persona depressa e come giustamente dice lei c’è ben poco da fare per aiutarla. Le persone depresse si sentono immeritevoli d’amore, quindi riuscire a dimostrarglielo nonostante la loro resistenza è già moltissimo mi creda. Ci dice che il suo ragazzo è in cura già da un anno, l’unica cosa pratica che mi sento di consigliarle è di aiutarlo a iniziare la terapia il prima possibile: il tempismo nella depressione è importante. Come le dicevo stare accanto a una persona depressa non è facile, se sentisse il bisogno di uno spazio anche per sé non lo escluda, potrebbe esserle d’aiuto davvero. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente Dott.ssa Manuela Leonessa...

Madre depressa

Apri domanda

Buongiorno Cinzia, purtroppo la scarsa fiducia in un futuro migliore e, di conseguenza, il mancato interesse per le cure sono parte della depressione, ma il fatto che sua madre riconosca di avere un problema è già qualcosa. Potrebbe provare a venirle incontro: se sua madre non ha voglia di uscire di casa le proponga di fare venire il terapeuta da lei. Potrebbe essere un inizio. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come comportarsi con persone giudicanti?

Apri domanda

Buongiorno Martina, Capisco quanto disagio possa provare a sentirsi costantemente in un a condizione giudicabile, ma il punto è proprio questo: la sua vulnerabilità ai loro giudizi. La domanda allora è: perché si sente così vulnerabile? La condizione sua e dei suoi genitori, per esempio, potrebbe essere fonte d’orgoglio: i suoi per quanto di bassa istruzione, conoscono il valore della cultura al punto da sostenerla negli studi. Cosa vale di più l’umanità di una persona o il suo denaro? Lei stessa valuta negativamente i genitori del suo fidanzato al punto da pensare di lasciarlo per causa loro, allora perché continua a sentirsi in soggezione? Rifletta su ciò a cui vuole dare importanza e lo difenda anche di fronte a loro. Se non riuscisse a farlo da sola e sentisse il bisogno di un confronto per dare più forza ai suoi valori resto a disposizione. La saluto cordialmente, Dott.ssa Manuela Leonessa...

Traumi e abusi possono influire nella gravidanza?

Apri domanda

Gentilissima buongiorno, per rispondere alla sua domanda, non esiste una correlazione accertata, ma gli studi suggeriscono la presenza di una associazione esistente tra abusi e forme diverse di sofferenza come la depressione, l’autolesionismo e gli aborti spontanei. Lavorare sul trauma sarebbe dunque importante per imparare a gestire la sofferenza nata dall’abuso e rimediare alle conseguenze più dolorose e pesanti. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

La mia vita è in pezzi

Apri domanda

Buongiorno Pierluigi, immagino che la sua lettera sia una richiesta di aiuto, allora le chiedo: lei vuole essere aiutato? Perché non esistono carrucole che possano tirarla su dal suo pozzo di disperazione. Un sostegno psicologico potrebbe aiutarla tanto a capire le radici del suo male e risolverle. Per quanto si senta solo nel suo pozzo, mi creda, tanti altri ci sono caduti e con tanto lavoro e tanta comprensione ne sono usciti. Probabilmente immagina questo impossibile, ma mi creda se le dico che questo è solo un pensiero, un sintomo della sua sofferenza, non gli dia credito e si regali la possibilità di essere aiutato. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perchè non so accogliere le dimostrazioni d’affetto?

Apri domanda

Buongiorno Sara, è difficile rispondere alla sua domanda per un paio di motivi: il primo è che non mi è chiaro se sei si stia semplicemente domandando perché sia così o se le dispiace al punto da desiderare di essere più affettuosa e capire come riuscirci. Il secondo è che dietro a questa sua difficoltà c’è la sua storia, tutta una vita che ha contribuito a renderla così com’è nel bello e nel meno bello. Legami di attaccamento, fragilità, pensieri irrazionali e chissà cos’altro. Una risposta che possa davvero rispecchiare la realtà e aiutare a capire non è possibile senza un attento lavoro di indagine. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come aggiusto la mia Vita?

Apri domanda

Buongiorno Luana, lei conosce la sua sofferenza ma sa anche ciò di cui ha bisogno. Lavorare su se stessa con l’aiuto di uno psicologo le permetterà di scoprire come la sua mente lavora per mantenerla in uno stato di sofferenza. Nella sua vita lei ha conosciuto il dolore e la sua mente nel tentare di preservarla da nuove sofferenze (perché la nostra mente fa questo, cerca di proteggerci) la mantiene in uno stato di allerta costante che, probabilmente ha funzionato all’inizio, ma alla lunga la sta danneggiando. Questo probabilmente è ciò che, descritto in maniera molto generica le sta accadendo: ci si ritrova? Per quanto dolorosa sia la sua situazione un modo per analizzarsi e trovare nuove soluzioni di approccio alla vita c’è. Lei sa già di cosa ha bisogno, si faccia coraggio, creda in se stessa e agisca. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

I film horror possono causare ptsd?

Apri domanda

Buongiorno Antonio, mi sembra di capire che la passione per i film horror in qualche modo sia ostacolata da questo periodo di particolare fragilità; fragilità che si esprime attraverso depressione e attacchi di panico. Forse allora sarebbe utile curare la depressione e gli attacchi di panico. Non crede che potrebbe essere la soluzione? Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Perché non riesco a dare fiducia?

Apri domanda

Buongiorno Beatrice, i nostri comportamenti hanno sempre un perché, non nasciamo superficiali, sospettosi o chissà cos’altro, lo diventiamo in seguito a esperienze dove essere stati superficiali, sospettosi o chissà cos’altro, si è rivelato il modo migliore per non soffrire. Capita però che una volta risolta l’esperienza che ha innescato quei comportamenti, continuiamo a mantenerli anche quando non servono più: una specie di “pilota automatico”, insomma. Si tratta di riconoscerlo e disinnescarlo. Provi a lavorare su se stessa per riconoscere quando attiva i comportamenti dei quali parla anche quando non sarebbero necessari, e se pensa che un aiuto esterno potrebbe aiutarla nel cambiamento che desidera, io sono qui. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Ossessione per l'ex, social network, amore odio.

Apri domanda

Buonasera Giuliano, lei chiede un consiglio per chiudere definitivamente questa dolorosa situazione, ma per farlo dovrebbe capire cos’è che la alimenta, e per riuscirci dovrebbe imparare a guardare in profondità dentro di sé. Non è semplice, e non è con una risposta su questo forum che riusciremo a fare chiarezza. I nostri comportamenti, sono dettati solo in parte da scelte consapevoli, spesso il motore che ci spinge ad agire è alimentato da pensieri e sensazioni inconsapevoli. Non sto parlando di inconscio ma di pensieri e sensazioni automatici, che arrivano veloci, dei quali non ci rendiamo conto ma a cui obbediamo in maniera acritica. La sua ossessione probabilmente è alimentata da un meccanismo di questo tipo. Provi ad ascoltarsi, quali sensazioni sgradevoli alimentano la sua incapacità a mollare questa storia? C’è un desiderio di rivalsa? La volontà ostinata che siccome non riesce a dimenticare la ragazza nemmeno la ragazza dovrebbe riuscire a dimenticare lei? La paura di un futuro solitario? Tiro ad indovinare perché non ho elementi per darle una chiave di lettura, ma prima riuscirà a fare chiarezza nei suoi pensieri e sentimenti prima avrà gli elementi necessari per liberarsi da questa storia, Se sentisse il bisogno di un aiuto professionale con cui iniziare questo percorso sono a sua disposizione. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Consulenza per DCA

Apri domanda

Buongiorno Barbara, comprendo i vostri dubbi e le vostre preoccupazioni. Provo a rispondere spiegando come, più o meno, funzionano i centri specializzati in disturbi alimentari, e se ciò non fosse sufficiente mi rendo disponibile per una consulenza online. Di norma una ragazza viene seguita da uno psicoterapeuta, un nutrizionista e un dietista, figura medica che controlla peso, parametri vitali e prescrive esami medici e integratori qualora necessario. Normalmente una volta al mese i genitori sono seguiti da uno psicologo in contatto con le figure che seguono la figlia, per un discorso di collaborazione tra tutte le figure di accudimento della ragazza. Le visite con lo psicoterapeuta sono le uniche cadenzate settimanalmente. Non so cosa generi i dubbi che lei propone, sappia che molto fa la relazione che sua figlia instaurerà con il/ la psicoterapeuta che la segue. Ad ogni modo sarà un percorso lungo con progressi e ricadute. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio ragazzo non ha chiuso completamente con il suo passato?

Apri domanda

Gentile Giulia, la rottura di una relazione d’amore è come un lutto. Di fronte alla morte di una persona cara le reazioni possono essere diverse: c’è chi chiude con il passato e non ne parla più e chi dopo 20 anni continua a rimuginarci sopra ( e se gli avessero diagnosticato il male prima, e se non fosse uscito di casa così di corsa, e se….) Non è così? Il punto non è se per il suo ragazzo sia normale non aver chiuso con il passato, piuttosto quanto sarà importante ciò che riuscirete a costruire insieme. Conta solo questo. La domanda importante allora diventa: questi miei dubbi e pensieri rischiano di condizionare il mio amore e il mio investimento in questa storia? Perché se la risposta a questa domanda è affermativa allora sì che i pensieri del suo ragazzo sono un problema, ma non nel senso che intendeva lei. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Paure e forte ansia

Apri domanda

Gentile Beatrice, comprendo la sua ansia, al suo posto in molti vivrebbero le sue stesse emozioni. Di fronte a situazioni di minaccia è normale pensare al peggio, ma è anche corretto? Potrebbe succedere tutto ciò che la sua fantasia le propone, potrebbe succedere una via di mezzo, potrebbe succedere esattamente il contrario. E allora a cosa le servono il suo pessimismo e i suoi sensi di colpa? Lei mi dirà che non può fare diversamente, e io le credo. Non è in nostro potere controllare i pensieri, però possiamo riconoscerli come pensieri e non viverli come verità ineluttabili. Capisce la differenza? Sono certa che il suo terapeuta riuscirà a restituirle un po' di serenità, nel frattempo spero che la riflessione che le proponga possa aiutarla almeno un po’. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Relazione sentimentale senza sesso

Apri domanda

Gentile Federica buongiorno, nella sua lettera scrive che lei e il suo ragazzo non fate sesso ma vi scambiate baci e carezze. Anche questo è sesso. Ora la sua è una domanda importante alla quale sarebbe incauto dare una risposta senza un approfondimento ulteriore delle dinamiche che vi coinvolgono, ma capire cosa sia sesso e cosa no penso sia già un dettaglio sul quale riflettere. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Richiesta di aiuto? Non ho più speranze

Apri domanda

Gentilissima buongiorno, a 28 anni non ci si dovrebbe sentire come lei, come se la vita non avesse più nulla da offrirci. Comprendo il suo stato di esaurimento e non credo che le mie parole riusciranno a smuovere qualcosa, perché lei avrebbe bisogno di molto più che una lettera su una chat. E’ evidente che la sua vita non le piaccia, e non tanto la situazione economica, quella si potrebbe risolvere cercando nuove opportunità professionali. Mi pare che in qualche modo lei si senta ingabbiata nell’azienda di famiglia, non ci sono possibilità di scegliere altro anche se quello che ha non le basta più. Ha mai provato a guardare fuori dall’azienda come potrebbe essere la vita? Ha esaurito la voglia di vivere, ma mi chiedo se cambiando vita la voglia tornerebbe. Mi scriva ancora se vuole. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Vale la pena sopportare tutta questa sofferenza?

Apri domanda

Gentile Maria Cristina buongiorno, nella sua lettera ci scrive del grande dolore che sta vivendo per la perdita della sua terapeuta e ci chiede come fare a uscire da questo vortice di sofferenza acuta , non ci dice, però a quando risale la sua perdita. Soffrire per la perdita di una persona importante è normale e dubito che se esistesse un farmaco per farla smettere di soffrire lei lo accetterebbe, perché in qualche modo questo dolore è la misura della sua gratitudine verso la sua terapeuta. Mi sbaglio? Il punto però è che in qualche modo lei ha la sensazione di non riuscire a farcela senza il sostegno terapeutico della sua dottoressa e avere cercato una sostituta sembra non funzionare. Forse non è la persona giusta, o forse ci vuole tempo per costruire con questa nuova dottoressa la relazione terapeutica che aveva con l’altra. Relazione che in ogni caso non potrà mai essere la stessa. Il dolore è dolore, e fa male, tanto; ma cercare di evitarlo non fa che peggiorare le cose. Provi ad accoglierlo e vedrà che piano piano verrà sostituito dalla dolcezza del ricordo. Fa bene a cercare un nuovo aiuto, ma provi a capire se la sua difficoltà a trovarlo nasca dal tentativo di creare qualcosa di uguale a ciò che ha perso. Mi scriva ancora se vuole. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non sapere esattamente come ci si sente

Apri domanda

Gentile Enrico buongiorno, comprendo la sua situazione: come se un camion l’avesse travolta lasciandolo agonizzante per la strada. Il malessere è grande e il desiderio di stare meglio, urgente. Ma è come un lutto, richiede tempo per essere elaborato. Cerchi di valorizzare gli aspetti positivi della sua vita: quando stiamo male spesso ci dimentichiamo di considerare che non tutto ciò che ci circonda è pessimo. Se il malessere interferisce con il suo quotidiano rendendolo troppo pesante chieda aiuto. Ci sarebbero molti aspetti da considerare per aiutarla nella sua sofferenza, a partire dal suo bisogno di giustizia inascoltato, legittimo ma così grande da impedirle di vivere con serenità. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente dott.ssa Manuela Leonessa...

Figlio gay che non dice di esserlo

Apri domanda

Gentile Francesco buongiorno, per rispondere alla sua domanda: a 14 anni tutto è possibile. Quello di suo figlio potrebbe essere un orientamento definitivo come pure no. Riguardo al suo dubbio se essere permissivo o meno avrei bisogno di un chiarimento per risponderle: pensa che il suo atteggiamento rispetto alla frequentazione di suo figlio possa influenzare il suo orientamento sessuale ? Niente di ciò che lei farà potrà avere questa influenza perché tale orientamento non è una scelta. Capisco il suo atteggiamento ma lo avverte anche suo figlio e forse è questo che compromette la confidenza con voi. La sua preoccupazione rispetto alla vita degli omosessuali è comprensibile ma il modo migliore per aiutare vostro figlio sarà quello di rafforzare la sua identità qualunque essa sia. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

storia da DOC (e forse altro)

Apri domanda

Buongiorno Fabio, difficile restare indifferenti a tanto dolore. Colpisce il contrasto tra un’infanzia percepita come idilliaca e il resto della sua vita: una perdita dell’Eden. Ci chiede un’opinione sulla possibilità di una nuova terapia EMDR o TMS. Sono trattamenti che possono essere efficaci oppure no, come per ogni trattamento la risposta è sempre individuale. Il punto però è come mai questi ricordi risultino per lei tanto condizionanti. Perché cercare di farli sparire è il modo migliore per tenerseli appiccicati in testa. Può apparire controintuitivo ma accettarli sarebbe il modo migliore per vederli sparire, e un lavoro in questo senso sarebbe possibile. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Non riesco ad andare avanti e a smettere di pensarci

Apri domanda

Gentile C. buongiorno, è importante che lei abbia scritto perché per quanto questi pensieri intrusivi non siano un progetto che intende realizzare sono tali da condizionare negativamente la sua esistenza. Per farla semplice funziona così: più cercherà di mandarli via più questi le resteranno appiccicati in testa. Un po' come le punture di zanzara: più le gratta più prudono; se resiste alla tentazione di grattarsi dopo un po' non danno più fastidio. Quindi il segreto sta nell’accettarli. Mi rendo conto che non sarà facile, per questo motivo sarebbe importante per lei un lavoro su di sé. Ciò l’aiuterebbe a capire perché questi pensieri siano diventati così importanti restituendole le risorse e la serenità necessari ad affrontare la vita senza più paura. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Come sciogliere un nodo e capire una sensazione

Apri domanda

Gentile Mariella buongiorno, capisco il suo dilemma: la pressione sociale, il suo senso d’identità, i suoi stessi valori le rendono difficile scegliere con libertà ciò che sente di essere e ciò che desidera diventare. Non è semplice, e ha ragione un percorso per indagare dentro sé stessa e fare ordine tra ciò che desidera e ciò che si sente in obbligo di fare, per capire quali sono le forze che la tengono legata a ciò che ha oggi e imparare a gestirle per renderla capace di scegliere in libertà, sarebbe importante. Se lo faccia questo regalo. Se il primo percorso ha fallito in questo obiettivo si dia una nuova possibilità. Chiarisca al terapeuta ciò di cui ha bisogno per decidere insieme il da farsi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Il mio psicoterapeuta si è ammalato

Apri domanda

Buonasera, perdere il proprio psicoterapeuta può essere destabilizzante, e doloroso. Un punto di riferimento importante viene a mancare, la capisco. Insieme alla vicenda umana di una persona per lei importante c’è la paura per il proprio futuro: come farò? Ma lei si sente abbandonata, ancora una volta, tutti l’abbandonano. L’abbandono presuppone un giudizionegativo nei confronti dell’abbandonato. Si abbandona chi è immeritevole di cura, di amore. Ma il suo terapeuta non l’ha abbandonata per questo motivo, non è così? Capisco anche che sia stanca, molto stanca e capisco la sensazione di non riuscire a ricominciare una nuova terapia, ma è solo una sensazione. Può farcela. Sarà faticoso, ne avrebbe fatto volentieri a meno ma non è impossibile. Se per lei è faticoso fidarsi di qualcuno nuovo, chieda al suo terapeuta dei nominativi di fiducia, magari così sarà più facile, Coraggio! Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi fantasie sessuali femdom e cuckold

Apri domanda

Buongiorno Marco, una preferenza sessuale di per sé non è mai patologica almeno fino a quando non arreca danno a se stesso o agli altri. Ad una prima analisi di quanto da lei scritto mi soffermerei su due aspetti: il primo l’angoscia che lei prova nel guardare a queste sue preferenze, angoscia che potrebbe ridimensionare accettandole lei per primo, il secondo è che le stesse tendono a prevaricare qualsiasi altra forma di sessualità più convenzionale. Per essere più chiari, non c’è niente di male nel provare attrazione per i piedi e per gli orgasmi altrui, ma ha ragione quando si chiede quanto peso in tutto questo abbiano la sua storia personale e le sue insicurezze. Ogni scelta, anche quella sessuale è tale solo se è libera. Lavorare sulle sue insicurezze le permetterebbe di capire quanto le sue preferenze siano reali o meno. Recuperando sicurezza in sé probabilmente non modificherà i suoi gusti sessuali ma potrebbe scoprire di volere e riuscire a integrarli con comportamenti più convenzionali. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Depressione? O è normale stare così?

Apri domanda

Gentile Sara buongiorno, Una persona che ha subito tre violenze sessuali, manipolazione (fisica e psicologica) in quasi tutte le relazioni che ha avuto, ha sofferto per diversi lutti, si è vista costretta ad abortire con il padre del bambino che la chiamava “assassina”, è stata bullizzata e tutto il resto che ci ha raccontato, sarebbe strano se non si fosse stufata della situazione. La sua insofferenza è segno di salute, non di malattia. Ci scrive che non ha mai ricevuto giovamento dalle terapie, e non sono in grado di dirle il perché. Forse non erano gli approcci giusti, o magari è migliorata ma non quanto si aspettasse, o ancora non era il momento giusto; qualunque sia stato il motivo , però, non si arrenda. E’ possibile che ci stia scrivendo proprio per questo? Forse lei per prima non vorrebbe arrendersi ma non sa da che parte andare: non crede più nelle terapie ma vorrebbe che qualcuno le desse ancora una speranza. Continui a cercare, forse non starà mai bene come sogna che si possa stare ma abbastanza da godere ancora di cose belle nella vita. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Difficoltà nel gestire un rapporto

Apri domanda

Buongiorno Fabio, la sua lettera sollecita interrogativi che le propongo come spunti di riflessione. a) Per quale motivo non vuole credere alle motivazioni della ragazza? Le vostre chiamate sono lunghe e intense, forse per questo la ragazza le preferisce ai messaggi che offrono meno possibilità al confronto e alla profondità della relazione. La sua difficoltà a fidarsi delle persone è dedicata solo alla ragazza in questione o è più generale? b) Ha 31 anni e per questo motivo non vuole perdere tempo impegnandosi in una relazione dove non si capiscono molte cose. Ma per instaurare una relazione profonda il tempo è necessario e nessuno potrà mai garantirle una relazione sicura a priori perché le variabili sono innumerevoli e non dipendono né solo da noi né solo dall’altro. Se cerca questa garanzia in partenza avrà sempre difficoltà, non crede? c) Parla di una relazione dove non si capiscono molte cose: forse wathsapp è l’ultimo dei problemi, forse ci sono altre cose che non le tornano? Spero che questi spunti possano tornarle utili. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

La mia testa mi sta facendo impazzire

Apri domanda

Buongiorno Andrea, se questo ricordo è tornato, ed è tornato in maniera così invadente, un significato c’è e la sua mente sta cercando di dirle qualcosa. Quale sia il significato di tutto ciò non è possibile da definire senza ulteriori dettagli ma l’insistenza dei ricordi le sta dicendo che probabilmente è importante. Sta vivendo delle difficoltà? La sua vita potrebbe andare meglio di come va? Si fermi a riflettere, si ascolti, quali emozioni le evoca questo ricordo? Rimpianto, vergogna, cosa? Che significato può avere tutto ciò oggi nella sua vita´? Se pensa che possa esserle utile chieda aiuto. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Crisi personale e di coppia: non so come ritrovare equilibrio

Apri domanda

Buongiorno Marta, Capisco quanto sia dolorosa la sua situazione e capisco anche il suo bisogno urgente di salvare la sua relazione, ma non credo sia possibile se prima non salva se stessa. Mi ha colpito in modo particolare quando ha scritto “non ho alcuna idea né interesse e questo al livello intimo mi fa sentire non abbastanza” . E se fosse il contrario? Se cioè non è la mancanza di interessi a farla sentire non abbastanza ma il percepirsi non abbastanza la causa della sua mancanza di interessi e aggiungerei della sua negatività e dei suoi problemi in generale? Sono sicura che lei abbia già provato di tutto per salvare la sua relazione, forse è arrivato il momento di fermarsi e cominciare a salvare se stessa. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Estate e fisico

Apri domanda

Buongiorno Lilo, avere un brutto rapporto con il proprio fisico non significa necessariamente avere un fisico brutto. Far valutare le gambe da un angiologo per verificare se il problema è da considerare tale oppure no forse sarebbe necessario, ciò non toglie che per accettare se stessi sia necessario essere privi di imperfezioni. Farsi schifo è davvero doloroso e comprendo il suo pianto ma avere scritto su questa piattaforma mi fa credere che lei sappia quanto il suo problema sia di natura psicologica e non fisica. Faccia il passo successivo allora, chieda un sostegno psicologico. Ciò le permetterà di capire la natura del rifiuto che ha per se stessa e risolverlo. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Lasciarsi per bugie e droga

Apri domanda

Buongiorno Giovanna, comprendo il suo stato d’animo, ma lei è stata coraggiosa. Ha avuto il coraggio di troncare una situazione dannosa per sé stessa nonostante la sofferenza che le avrebbe provocato. Capisco i suoi sensi di colpa, ci insegnano fin da bambini quanto abbandonare le persone bisognose sia una brutta cosa, ma bisogna tener sempre conto del contesto: il suo ex deve trovare in sé la forza per uscire dalla dipendenza. E’ vero che il modo in cui ha scoperto le bugie non è stato propriamente elegante, e per questo dovrà essere capace di perdonarsi, ma in tutto il resto non c’è nulla di sbagliato, mi creda. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Dubbio sulla sessualità del partner

Apri domanda

Buongiorno Elena, capisco quanto complessa sia la sua situazione: un rapporto nel quale sia ormai crollata ogni forma di stima e di fiducia nel compagno, e l’impossibilità di sciogliere il legame per il timore di conseguenze drammatiche. Eppure nessuno dovrebbe essere costretto a stare in una situazione di malessere, Per questo suggerirei a lei e a suo marito una terapia di coppia. La terapia di coppia non è solo finalizzata a un recupero dell’armonia nella relazione, può essere di aiuto in tutte le fasi del percorso di una coppia anche quello della separazione. Pensateci e, se ne ha voglia, mi faccia sapere. Un saluto cordiale, dott.sas Manuela Leonessa...

Dipendenza affettiva

Apri domanda

Buongiorno Valeria, comprendo la sua sofferenza e la rassegnazione per un dolore che sembra non avere mai fine ma vede, ogni sintomo ha una sua funzione che è necessario capire per poter essere gestito al meglio. Leggendo la sua lunga lettera ho provato a capire la funzione della sua dipendenza affettiva e mi sono chiesta se alla base più che una nostalgia per la persona perduta ci sia un timore per un futuro solitario. In altre parole il suo timore di lasciare andare il passato nasce dalla convinzione che il futuro sarà peggiore. Potrebbe essere così? Come dicevo comprendo la sua rassegnazione ma non lasci che prenda il sopravvento sulla sua vita. Nella sua lettera ha accennato ad un problema di bassa autostima: il timore di valere così poco potrebbe essere l’origine delle sue paure per il futuro, non lo crede possibile? Ma l’autostima può migliorare. Non smetta di lottare, chieda aiuto e continui a lavorare su se stessa, coraggio! Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Problemi nella relazione

Apri domanda

Buongiorno Laura, capisco quanto questa situazione possa averla messa in crisi. A quanto pare la sua storia è nata già tra mille difficoltà e ancora oggi si ritrova a dover accettare situazioni dentro le quali non vorrebbe stare. Non si tratta di decidere chi ha ragione e chi ha torto, ma capire quale sarebbe la scelta migliore per lei e portarla avanti. Mi incuriosisce la conclusione della sua lettera dove accenna alla violenza domestica di suo padre: perché paragona la relazione dei suoi genitori alla sua? Non ha mai descritto suo marito come un violento: lo è? Forse si aspetta che lo diventi prima o poi? La sua storia familiare infantile avrà avuto certamente un peso nella sua vita di relazione, si tratta di capire in quale modo e quale sia la strada giusta per liberarsene e raggiungere una libertà di scelta veramente tale. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Disturbo ossessivo per una coppia famosa

Apri domanda

Buongiorno S. ci chiede se la situazione che sta vivendo sia normale o meno; difficile risponderle. Vedo però che interferisce con la sua vita, le crea malumore, per esempio, e disturba il suo sonno. E questo è sufficiente per domandarsi il perché di questo interesse così invadente. Da quanto tempo va avanti questo fenomeno? In quale momento della sua vita ha cominciato a manifestarsi? Che cosa le rende questa coppia così attraente? Sono tutte domande che dovrebbe porsi per capire che significato hanno questi signori nella sua vita e trovare un modo per gestirlo diversamente. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Situazione cronica

Apri domanda

Buongiorno Laura, mi dispiace molto per il dolore che traspare dalla sua lettera. Non so cosa sia andato storto nella sua terapia e mi incuriosisce quando scrive che si è fidata delle opinioni professionali della sua psicologa. Noi non dovremmo dare opinioni ma aiutare il paziente a trovare le proprie risposte. Lei parla di questo grande dolore. Per quanto sgradevole sia il dolore è una voce che dovremmo imparare ad ascoltare perché ci sta dicendo che qualcosa nella nostra vita non funziona. Imparare ad ascoltare il dolore non è semplice, al contrario quello che normalmente facciamo è cercare di evitarlo, ma così facendo riduciamo sempre di più i nostri spazi di vita peggiorando così la qualità della stessa. Ci scrive che ha provato a tirarsi su in tanti modi, cosa fa esattamente, e di quali triggers parla? Analizzare i tentativi che ha fatto per stare meglio e capire se sono davvero soluzioni e non piuttosto evitamenti sarebbe il primo passo per cominciare ad aiutarsi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

DOC o no?

Apri domanda

Buongiorno Sara, grazie per la sua lunga e particolareggiata lettera che mi permette di capire come questa condizione ossessivo/ansiosa non sia la prima nella sua vita, quanto piuttosto una sua modalità di affrontare le questioni importanti. Deve essere molto difficile affrontare tutto così, non trova? Tendenzialmente affrontare le questioni in questa modalità profondamente ansiogena le ingigantisce piuttosto che ridimensionarle. Il suo interrogarsi sul proprio orientamento sessuale è certamente importante e merita una risposta, ma forse alla base sarebbe utile capire perché vive tutto con tanta intensità e trovare un modo per affrontare le questioni importanti con più serenità e leggerezza. Resto disponibile se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Possibilità di relazione o illusione emotiva?

Apri domanda

Buongiorno Alessio, dubito che qualcuno sia in grado di darle un parere critico e oggettivo, il punto sta in ciò che vive lei. E’ stato molto chiaro e analitico ha elencato i punti a favore e quelli a sfavore della situazione, per quanto riguarda l’analisi credo che abbia fatto tutto ciò che era possibile fare, ma a quanto pare non basta. Si tratta di capire cosa desidera per la sua vita, cosa è davvero importante per farla stare bene e muoversi in quella direzione. Si tratta allora di stare con ciò che si agita ne suo intimo: i dubbi, le fragilità, le paure, per imparare a gestirle ed evitare che agiscano al posto suo in modo da poter fare una scelta davvero benevola per lei nel lungo periodo. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Sono davvero importante per lui o sono solo una copertura?

Apri domanda

Buongiorno Giada, ciò che più mi colpisce della sua lettera è il finale: Anche se sto bene da sola, ogni volta che lui torna cedo, e poi sto male.… e trovare un modo per proteggermi, perché questa situazione mi sta consumando. Il focus è dunque tutto su di lui, su ciò che prova lui. Poco importa se il suo modo di fare la fa stare male, la consuma. Eppure nessuno dovrebbe essere obbligato a stare in una situazione dolorosa. Forse per lei sarebbe importante fermarsi e ascoltarsi. Ascoltarsi davvero. Perché si costringe a stare in questa storia? Chiede un modo per proteggere se stessa ma sembra che stia delegando a lui il suo benessere: se scoprisse che lui tiene davvero a lei ma non sa farlo diversamente da come ha fatto finora le cose andrebbero bene davvero? Sono domande difficili, lo capisco, ma confrontarsi con esse sarebbe il primo passo per proteggersi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, d.ssa Manuela Leonessa...

Come superare un tradimento della moglie

Apri domanda

Buongiorno Alex, il tradimento è sicuramente un’esperienza pesante da superare, spesso lo è per entrambi i coniugi ma è anche la spia di un malessere nella relazione e può diventare un’opportunità di guarigione. Perché ciò avvenga è necessario affrontare la questione e sua moglie sembra che non voglia o non possa farlo. E’ possibile che questa difficoltà nasca dal desiderio di sua moglie di proteggerla da ulteriore dolore Affrontare la questione in un’ottica di crescita significa cercare di capire che cosa nella vostra relazione sia mancato e forse per farlo nel modo migliore l’aiuto di un terapeuta di coppia potrebbe essere la soluzione migliore per voi. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, d.ssa Manuela Leonessa...

Persone che superano i confini

Apri domanda

Buongiorno Laura, ognuno di noi ha bisogno di definire i propri confini e sentirsi autorizzato a difenderli. Non c’è nessuna colpa in lei; ha tutti i diritti di preferire un tipo di approccio piuttosto che un altro. Trovo però interessante le sue reazioni ai comportamenti invadenti degli altri: paura ed evitamento. E’ come se non si sentisse autorizzata a difendere questi confini, come se non sapesse se sono giusti, o addirittura si sentisse in colpa perché li ritiene eccessivi. Questo per dirle che il suo problema non è l’entità dei suoi confini ma il suo non permettersi di essere così com’è. Lei va bene così, ma il fatto di non esserne convinta non le permette di viversi serenamente, di difendere con tranquillità i suoi spazi e forse anche molto altro. Il timore di avere qualcosa di sbagliato può diventare un fardello molto pesante da portare, confrontarsi con qualcuno sul tema potrebbe essere un valido aiuto per lei. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, d.ssa Manuela Leonessa...

Insoddisfazione relazione

Apri domanda

Buongiorno Andrea, quello che dice è davvero interessante e la sua capacità di ascoltare le reazioni del corpo è importante, ed è altrettanto importante che lei si autorizzi ad essere esattamente così com’è. Lei prova una sensazione di disagio; la sua mente le dice che no, non dovrebbe provarla perché la sua ragazza è una  persona speciale, buona, gentile di supporto nei momenti difficili ecc. Insomma la sua mente le dice che ad essere sbagliate sono queste sensazioni, praticamente lo sbagliato è lei. Ma non è così, il corpo non sbaglia mai, la sua insoddisfazione è reale per il semplice fatto di provarla, il quasi senso di disagio merita di essere ascoltato perché le sta dicendo qualcosa. Autorizzare il suo corpo a esprimere ciò che vuole dirle è l’unico modo per capire da dove arriva questo malessere. Chiedere il sostegno di un professionista potrebbe aiutarla in questo compito non sempre semplice. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, d.ssa Manuela Leonessa...

Relazioni e depressione

Apri domanda

Buongiorno Camilla, mi dispiace molto di tutto questo suo dolore, e soprattutto mi dispiace per il giudizio severo che da di se stessa. Perché si considera sbagliata? Perché ritiene di stare sbagliando tutto? Sta cercando di vivere, di recuperare se stessa, forse non ci sta riuscendo ma ci sta mettendo tutta se stessa. Insisto molto su questo punto perché è importante: i giudizi negativi che ci infliggiamo sono uno dei peggiori ostacoli tra noi e il raggiungimento del nostro equilibrio. Lei sta soffrendo ed è confusa, prima che del suo ex direi che non si fidi di se stessa. Pensa che sia sbagliato lasciare un uomo solo perché lui la amava tanto, ma probabilmente era lei a non amarlo abbastanza e il suo gesto è stato coerente con il suo sentire; cosa c’è di sbagliato in questo? Forse ciò che le serve è qualcuno che l’aiuti a riconnettersi con il suo sentire, che l’aiuti ad ascoltare il suo dolore. Sì perché per quanto faccia male il dolore cerca sempre di dirci qualcosa per questo più che subirlo è importante saperlo ascoltare. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, d.ssa Manuela Leonessa...

Come superare il senso di non essere la prima scelta nella relazione?

Apri domanda

Buongiorno Alessio, è molto interessante quanto scrive: pur comprendendo come gli atteggiamenti della sua compagna possano essere frutto di fragilità, insicurezza o dinamiche emotive complesse, non riesce a evitare di viverle come un'umiliazione personale e come una prova che, in passato, non è stato scelto. La sua parte razionale si da giustificazioni razionali ma non serve a molto, la sua parte più viscerale continua a soffrire ed è questa che ha il predominio sul tono della sua esistenza. Questo suo timore di essere un ripiego probabilmente ha radici più profonde, nasce prima della relazione con la sua compagna. Capita spesso a ognuno di noi che il modo di reagire a una situazione non abbia niente a che fare con la situazione in questione bensì radici più lontane, radici generate dalla nostra storia, le nostre esperienze, traumi, valori, insegnamenti. Un lavoro terapeutico che vada a intercettare le sue radici per comprendere il modo in cui si pone di fronte al suo presente sarebbe sicuramente importante per lei. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa...

Cosa fare?

Apri domanda

Buongiorno Henry, cosa farebbe se un suo piccolo allievo, terrorizzato da una prova, venisse da lei per chiederle supporto? Lei in questo momento è chiamato a interagire con il suo bimbo interiore, spaventato e stremato che desidera solo riposo. Temo però che un congedo, una volta concluso, non la troverebbe più forte. Quando ci troviamo sopraffatti dalle prove che la vita ci pone davanti, c’è sempre un motivo, non è perché siamo stanchi deboli o impreparati, ma probabilmente perché non crediamo abbastanza in noi stessi e nelle nostre risorse. La soluzione allora non sta nel rimandare il problema ma chiedere un aiuto per comprendere le radici di questa fragilità e affrontarla. Come sarebbe la sua vita se un giorno si scoprisse liberato dalle sue paure? Chieda aiuto perché imparare a credere in se stessi si può. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...

Relazione stabile ma pensieri frequenti sull’ex

Apri domanda

Buongiorno Emma, è possibile che stia attribuendo a questi pensieri sull’ex più significato di quanto non ne abbiano? Ci racconta che lui l’ha lasciata dicendo che doveva trasferirsi ma dopo poco si è messo insieme ad un altra ragazza e lei si è sentita rifiutata, probabilmente anche presa un po' in giro. Non sarebbe strano se dentro di lei fosse maturato un senso di rivalsa, un desiderio di prendersi qualche soddisfazione ( lui ci vuole riprovare con me e io dopo averci un po’ parlato e scherzato lo rifiuto ). E’ un desiderio molto forte, forte quanto l’amore per il suo attuale fidanzato, forse è per questo che li confonde , ma mi creda, non sta tradendo nessuno, il suo bisogno è di tutt’altra natura. Siamo esseri fragili, è facile sentirci feriti. Il problema nasce dal fatto che non riesce a lasciarsi il passato alle spalle. Forse è questa la domanda che dovrebbe porsi. Il passato è passato, perché è così difficile lasciarlo andare? Su quali sue fragilità sta facendo presa? Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa...