Alessandra  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Viterbo

Paranoie e senso di inferiorità

Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni, sto con il mio ragazzo da 9, mi ama molto e mi fa sempre sentire apprezzata, ma questo non basta per placare la mia mente. Ultimamente soprattutto sono in un periodo molto sensibile, molto fragile. Sono molto autocritica, lo sono sempre stata, ma nell'ultimo periodo la cosa è peggiorata, nonostante mi impegni sempre per fare tutto al meglio, studiare al meglio, allenarmi al meglio, curarmi al meglio, essere una buona amica, una buona fidanzata, una buona figlia e nipote, c'è sempre una parte di me che dice "No, non lo sei", e quindi mi porta ad avere una sorta di competizione (che non si ripercuote esteriormente sugli altri) con altre ragazze perché penso che siano migliori di me, più belle, più intelligenti, più interessanti, più simpatiche e che magari il mio ragazzo si possa "accorgere" di ciò e mi possa "abbandonare", nonostante lui mi dia sempre rassicurazioni dicendomi che sono perfetta, che è fortunato... ma questi pensieri mi rovinano le giornate, non riesco più a godermi nulla, sono sempre triste, giù di morale, nervosa.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 03/05/2023 - 20:24

Torino
|

Gentile Alessandra, buonasera.
Le persone come lei convinte di non essere mai abbastanza non sono poche.
Nonostante abbiate una vita soddisfacente vi portate dietro uno zaino di insicurezze che rende tutto pesante. Si può migliorare ma dovrà lavorare su se’ stessa per crescere in autoconsapevolezza, per individuare l’origine delle sue paure rafforzare le sue risorse, migliorare la compassione per fare la pace con i suoi limiti e le sue fragilità. E’ un lavoro affascinante che le permetterebbe di ritrovare il suo centro e riprendersi la vita in mano. Ci pensi.
Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente,
dott.ssa Manuela Leonessa

Dott. Mario D'andreta Inserita il 05/05/2023 - 12:17

Buongiorno Alessandra,
della sua lettera mi hanno colpito alcune parole, che credo possa essere utile mettere a fuoco per provare a capirci qualcosa in più della situazione di difficoltà che sta attraversando. Queste parole sono:
- Autocritica
- Fare tutto al meglio
- No, non lo sei
- Competizione
- Migliori
- Più
- Abbandonare
- Perfetta
- Non riesco più a godermi nulla
Sembra che dai significati emergenti dai collegamenti tra queste parole si possa giungere a capire meglio quale sia il problema e come affrontarlo e superarlo.
Sembra che lei sia immersa in un vissuto emotivo di obbligo di tipo competitivo, entro il quale dover gareggiare continuamente con gli altri per prevalere su di loro: essere la migliore; essere perfetta. E questo, che naturalmente non può che eliminare il piacere (il riuscire a godersi qualcosa) dalla sua vita, sembra collegato ad una paura di essere “abbandonata”; come se competere con gli altri per essere perfetta sia l’unico modo che ha mantenere in vita i suoi rapporti, le sue relazioni interpersonali e non perderle, essere abbandonata. E allora sembra che, per fortuna, quella vocina, quella parte di sé le dica “No, non lo sei”; come a ricordarle di essere umana, cosi come gli altri, con i propri limiti ed i propri difetti, che spesso sono elementi centrali delle parti più preziose di noi stessi. Forse, cercare di ritrovare una dimensione di sé meno perfetta, ma più coerente con i suoi bisogni profondi, cercando di capire come costruire e mantenere in vita e sviluppare le sue relazioni interpersonali in una maniera condivisa, a metà e metà con l’altro/a, forse potrebbe costituire un primo passo verso il recupero di una maggiore serenità e libertà di essere sé stessa e cercare di esprimere – nell’incontro con gli altri – il proprio potenziale personale.