Domande su Ansia e depressione Domande e Risposte su ansia e depressione
Mangiarsi continuamente le pellicine dalle labbra
Salve! Ho un problema con le labbra: mi tolgo continuamente le pellicine dalle labbra fino a sanguinare. Passo buona parte della giornata con le mani sulla bocca, spesso neanche me ne accorgo, è diventato automatico. Quando tolgo le pellicine lo faccio quasi con "cattiveria" non sono delicata a farlo, arrivo fino a sanguinare e a provare dolore tant'è che a volte non riesco a muovere le labbra per sorridere o per parlare che mi si spaccano e sanguinano ancora. Quando arrivo a sanguinare, non mi fermo se c'è a cora la pellicina la devo strappare sangue o non sangue. Quando però arrivo al dolore, si mi fa male, ma un è male direi quasi piacevole ormai. Se provo a non farlo o mi mangio le unghie o dirigono i denti.
Ho questo problema da un po' di anni ormai; per un certo periodo se c'era un capello in mezzo al viso o in giro da solo lo strappavo quasi sempre, ora mi capita meno spesso. Fino ad un paio di anni fa se avevo crosticine o brufoletti in viso li grattavo via mente ora lo faccio con quelli sulla schiena.
Per un periodo di quasi tre mesi, circa cinque anni fa sono caduta nell'autolesionismo fino ad arrivare a preparare un suicidio che però, fortunatamente non sono mai riuscita a fare, anche se allora volevo.
Adesso ne sono uscita da sola, nessuno sa nulla.
Ad oggi mi capita di avere alcuni momenti in cui sono stesa sul divano a fare nulla o a scuola o comunque in situazioni "normali" e avere attacchi d'ansia suppongo siano, mi batte forte il cuore e respiro un po' corto
Spesso mi capita di pensare ancora al suicidio, a come sarebbe se fossi morta o come starebbero meglio gli altri; in stazione a volte quando sta per arrivare il treno lo fisso e mi avvicino alla linea gialla anche superandola senza però mai buttarmi.
Ho scoperto di avere una amica che è caduta in una lieve depressione e questo mi blocca ancora di più nel parlarne con qualcuno.
Essendo sia alle elementari che alle medie e a volte anche alle superiori, stata presa in giro per diversi motivi, sono molto chiusa ci vuole molto tempo prima che qualcuno riesca ad avere la mia fiducia, e per questo in tutta la vita non ho mai avuto una migliore amica, o un fidanzato o comunque qualcuno che restasse nella mia vita. Tutto ciò mi porta a sentirmi molto spesso sola e non cercata, come non amata e praticamente inutile.
Tra l'altro ho anche un rapporto molto difficile con i miei genitori, diciamo che se dovessi dire che gli voglio bene, non sarebbe un bene da figlio, ma un bene da conoscenti diciamo; non li sento molto genitori, non sono mai stato molto presenti nella mia vita e nonostante mi abbiano dato tutto non mi hanno mai dato l'amore di cui necessitavo.
Con loro non voglio tassativamente parlargiene.
La mia domanda è: la cosa a cui sto pensando è fare diverse vistie quando mi trasferisco tra un po' di mesi, ma fino ad allora come dovrei comportarmi? Cosa devo fare? Cosa mi consiglia? Grazie mille per la vostra risposta
Onicofagia e altri "vizi" (mordicchiare vestiti) in bambino di 9 anni
Gent.mi Dottori, sono la mamma di un bambino di quasi nove anni che, all’età di 3, in concomitanza con la nascita del fratellino, ha iniziato a mangiarsi le unghie. Ha continuato a mangiarsele per tutti questi anni, da parte nostra abbiamo cercato di essere comprensivi al massimo, cercando di limitare i rimproveri e semmai di distrarlo (io stessa sono una ex mangiatrice di unghie e so quanto questo impulso sia irresistibile!). Tuttavia, da un anno a questa parte, il bambino ha iniziato anche a mordicchiare praticamente qualsiasi cosa, vestiti in primis (bordi delle magliette, cordini di felpe e tute ecc.). Lo fa soprattutto quando si annoia o è in tensione per qualcosa (una partita in tv) ma anche quando si rilassa. Da anni sono inoltre presenti, alternativamente, dei blandi tic di tipo semplice (quello di questo periodo è: spalancare la bocca per poi richiuderla, ma non lo fa continuamente, direi più o meno 10 volte al giorno). Per il resto, il bambino non desta particolari preoccupazioni: è ben inserito nel gruppo classe, ha altri amichetti che frequenta anche fuori dalla scuola, pratica con gioia gli sport che lui stesso ha scelto (sci e calcio) e a scuola non ha nessun problema (ma senza essere il primo della classe!). Caratterialmente è piuttosto tranquillo, mai aggressivo né con noi né con i suoi compagni, ma sa comunque far valere la sua opinione! La situazione in casa è serena, di certo io e mio marito non siamo campioni di calma ma facciamo del nostro meglio per assicurare ai nostri bambini una genitorialità calda e attenta. Il bambino più piccolo, che sta per compiere 6 anni, per contro è un peperino, gelosissimo nei confronti del fratello maggiore, sul quale cerca di imporsi e al quale rompe ahimè costantemente le scatole. Non si è mai mangiato le unghie né ha altri vizi o tic.
Da qui la mia domanda: è necessario aiutare il nostro primogenito e, se sì, come procedere? Oppure è meglio lasciar perdere contando su una regressione spontanea durante la crescita? Nel ringraziarvi infinitamente invio i migliori saluti,
Rita
Perchè vivere?
La domanda di questi giorni è : Perché Vivere?
Non riesco a trovare qualcosa per la quale valga la pena vivere, l’unica cosa che mi tiene qui sono i miei genitori e mia sorella, loro non meritano un dolore così grande, non meritano di perdere una persona alla quale vogliono tanto bene. Tutti gli altri se ne farebbero una ragione, starebbero male un pochino, ma poi passerebbe tutto. Io perché devo continuare a “vivere” una vita che non mi porta da nessuna parte ? Perché devo vivere? Non vedo un futuro, non mi piace studiare, non mi fiderò mai di nessun ragazzo. So per cosa devo vivere ma non so per cosa VOGLIO vivere.
Tutto ciò che faccio lo faccio per impiegare il tempo, è solo un palliativo, nell’attesa che il giorno finisca. Il problema è che quando un giorno finisce, ne inizia un altro e tutto si ripete come il giorno prima.
Non ho la forza di andare avanti, non ho la forza per fare niente, non ho la forza di studiare, di leggere, di amare la vita. Amare la vita…ma poi perché? È qualcosa che ho voluto io?
No, io non volevo nascere.
Se non fossi nata adesso non avrei nessun problema, se non fossi nata, nessuno piangerebbe per la mia morte.
E invece devo stare qua, costretta, per far giocare qualcuno che si annoiava e ha deciso di creare il mondo. Sempre se questo qualcuno esiste. Se non esistesse sarebbe ancora peggio. Sarei qui per pura casualità.
Il mondo è cattivo, le persone sono cattive, è tutto pieno di sofferenza, soffriamo tutti e non abbiamo il coraggio di porre fine a tutto ciò. Vorrei che il mondo finisse e si portasse via tutti i dolori e la cattiveria dell’umanità. Sarebbe meglio per me, per tutte le persone che vivono adesso e che vivranno in futuro. Smettiamola di fare figli, smettiamola di mettere al mondo persone che soffriranno, spezziamo questo cerchio, finiamola di essere stupidi ed egoisti. Noi soffriamo e cerchiamo di stare meglio giocando con la vita degli altri. Dovrebbe essere illegale favoreggiare il proseguimento della vita sulla terra.
Qual è il senso di tutto ciò?
Tutto ciò che facciamo è un modo per impiegare del tempo dato che abbiamo avuto la sfortuna di nascere.
Mi sento vuota, mi sento senza uno scopo, mi sento triste, depressa. Prima non ero così, prima apprezzavo qualsiasi cosa…che stupida! Adesso ho aperto gli occhi, ho capito che razza di fregatura è la vita.
Che cattiveria immensa.
Paura di viaggiare in auto se guidano gli altri
buongiorno,
molti di voi rideranno della mia paura..
Soffro di attacchi di panico in auto ma non se guido io, solo se guidano gli altri. Non trovo aiuto da nessuna parte, diciamo che chi ne soffre appunto è perchè guida direttamente e non perchè è in auto con altri.
Questa paura deriva dal fatto che da ragazzo circa 15 anni fa, andando con i miei amici in auto loro andavano forte ed il avevo paura. Il problema è che adesso andando con chiunque anche a 50 allora ho paura.(ripeto se guido io posso andare anche veloce non ho nessuna paura)
Come posso risolvere questo trauma?
grazie della risposta.
saluti
Voglio morire e porre fine alla mia sofferenza
Sono una ragazza di 19 anni. Ho il desiderio di morire per porre fine alla mia sofferenza. Mi vergogno a dirlo, perchè non ho particolari problemi, c'è gente che sta mille volte peggio di me. Tuttavia sono estreamamente infelice, inappagata e frustata perchè nella mia vita faccio tutto solo perchè devo e non perche mi piace. Non mi piace l'università che frequento, non mi piace il mio ragazzo, non mi piace la mia famiglia, non ho amici, sono sola. Non ho il coraggio di lasciarlo, anzi ci ho provato, sono stata male e sono ritornata con lui, non ho il coraggio di cambiare uni in quanto ho studiato tutta l'estate per entrare e ho fatto e sto continuando a fare enormi sacrifici. Ogni sera, ogni giorno quando sono da sola un momento mi metto a piangere. Sono giunta alla conclusione che sarò per sempre infelice, tuttavia non riesco più ad andare avanti. Non ho nessuno con cui parlare, tutti pensano che io sia felice, nemmeno mia madre si accorge di come io stia. Vi chiedo aiuto, cosa devo fare?
3 risposte - LeggiFaccio bene a lasciare l'università?
Salve,
Sono le 5:00 di notte ed io non riesco a dormire ! Il pensiero che mi affligge è: devo lasciare o no l'università ?
Ho 23 anni e brevemente cerco di raccontarti la mia storia ! Ho frequentato il liceo classico senza troppi problemi,studiare mi piaceva , andavo bene , i prof mi adoravano,non era pesante passare ore ed ore sui libri e riuscivo anche fare altre attività come ad esempio frequentare una scuola di danza classica ( per ben 13 anni,ho iniziato all'età di 6 anni). Poi,verso il quarto anno di liceo ho iniziato a pensare a cosa poter fare all'università e mi sono convinta giorno dopo giorno di voler diventare un medico così dopo il liceo ho provato il test d'ingresso a medicina con esito negativo. Ho provato altri test lo stesso anno con esito positivo ed ho così deciso di iscrivermi a farmacia perché a livello di esami era la facoltà più affine alle materie del test d'ingresso e quindi dando gli esami di farmacia avrei potuto prepararmi meglio per il test visto che uscendo da un liceo classico la mia preparazione nelle materie scientifiche era molto scarsa. Però forte della convinzione di voler fare il medico,mentre frequentavo il primo anni di università alla Sapienza di Roma,mi sono iscritta anche ad un corso privato di preparazione al test di medicina della durata di un anno intero che ho frequentato con piacere e successo ( in chimica ero la prima della classe). Il primo anno a farmacia é andato bene,ho dato 7 esami e mi piaceva quello che studiavo però ero sempre più convinta di voler fare medicina così l'anno dopo ho riprovato il test con esito ancora negativo ed ho continuato a fare farmacia dando altri 5 esami. Al terzo tentativo finalmente sono riuscita a superare il test di medicina e così ho lasciato farmacia ma non ne ero del tutto convinta perché in quei due anni mi ero appassionata molto ad una nuova materia cioè la chimica che fino ad allora non avevo mai avuto modo di studiare bene,però pensando al futuro e al lavoro che sarei andata a fare mi sono trasferita a medicina ( cambiando anche città ,perché il test è Nazionale e sono finita in Molise,quindi ho dovuto lasciare Roma che adoravo. ) Il primo anno a medicina è stato traumatico,non sono riuscita a fare nemmeno un esame. Ero molto scoraggiata,depressa,triste e demotivata ma grazie ai miei genitori ho deciso di darmi un altra possibilità iniziando il secondo anno a medicina ma come ripetente perché non avendo dato neanche un esame ho dovuto rifare il primo anno. Prima di iniziare di nuovo il primo anno avevo la possibilità di fare esami sia a settembre che a dicembre ma ho saltato entrambee le sessioni così ora sono arrivata alla sessione di febbraio ma non è cambiato nulla. Emotivamente mi sento uno schifo,mi sento una fallita perché ho ripetuto il primo anno,una perdente inconcludente,inoltre non mi piace la città in cui mi sono dovuta trasferire per studiate medicina,qui non ho amici mentre a Roma avevo delle amiche fantastiche e anche una vite sociale al di fuori dell'università,andare a lezione mi pesa sempre di più , i professori non mi piacciono ( mentre alla Sapienza li adoravo e li ascoltavo estasiata) mettermi sui libri è diventato un trauma, passo le giornate con il libro davanti ma senza studiare nemmeno una pagina , mi sento molto male se penso a tutti i sacrifici che i miei genitori hanno fatto per farmi studiare,a tutti i soldi investiti e a tutta la fiducia che mi hanno dato quindi sono molto depressa anche fisicamente non mi riconosco più ( ho messo su qualche chilo perché per l università sono sempre nervosa e a volte mi sfogo sul il cibo ). Ogni giorno mi alzo con il terrore di affrontare un altro giorno deludente e vado a dormire sempre insoddisfatta perchè non studio niente e dispiaciuta e con un enorme senso di colpa perché sto ingannando i miei. Mi sento tremendamente stupida e incapace perché tra 3 giorno ho l'esame e non ho studiato niente ancora una volta dopo aver fatto così per un intero anno. Così penso che lasciare tutto questo sia la cosa migliore così potrei anche aiutare i miei nell'azienda di famiglia e fare o la commessa nel negozio di mio padre o la cameriera all'agriturismo dei miei. Però ho paura che lasciando l università commetterò l'errore più grande di tutta la mia vita e che un giorno me ne pentiró. Le ragioni che mi hanno spinto a fare medicina sono : aiutare il prossimo a guarire dalla sofferenza o a sentire meno dolore , lavorare in ospedale( che é un ambiente che adoro ) , capire come funziona il corpo umano nei minimi dettagli,prendermi cura degli altri. Ho sempre avuto questo sogno bellissimo da realizzare ,su questo non ho mai avuto dubbi e sono stata sempre convinta e determinata ma ora non è più così e sono sempre più disperata. E non so cosa fare....i miei sarebbero contenti di qualsiasi decisione io prenderó ma la paura di deluderli e deludermi ancora una volta è tanta...
Tu cosa ne pensi ?
Grazie infinite se mi risponderai
Stanchezza mentale
Salve, mi chiamo Riccardo e scrivo in quanto è un periodo che sento parecchia stanchezza mentale. In particolare ho cambiato attività a lavoro ma non riesco ad adattarmi completamente a tale nuova attività in quanto non riesco a cambiare il mio modo di pensare, inoltre non mi sto comportando bene nei confronti di persone che per me ci sono sempre state; infine sento proprio che non riesco a trovare motivazione per affrontare le giornate con ottimismo e voglia di fare. C'è un qualche percorso anche di gruppo che potrebbe aiutarmi a stare meglio? Con quale approccio posso provare ad uscire da tale situazione?
Grazie
Mi giudico
Ho 32 anni e credo che non stia passando bene la mia vita. Spesso mi giudico e sotto sotto penso che io non sia abbastanza, che non riesca a fare qualcosa... Vorrei svagarmi un po' per non pensare al resto perciò ho fatto una prova con una lezione di danza ma appunto non avendolo mai fatto non sono capace quindi immancabilmente mi giudico e anzi provo invidia (che mi fa stare male ancora di più) per chi anche se non è al top riesce a divertirsi e ad avere un sorriso in faccia.
È un esempio ma purtroppo succede anche in altre situazioni dove mi devo mettere alla prova. Vorrei essere più come gli altri, che almeno all'apparenza non hanno un qualcosa dentro che gli dice che non sono in grado di fare qualcosa, che è inutile provare. Altri che comunque provano a fare cose e magari si divertono pure e se sbagliano chissene, ci si riprova. So che non posso sapere il passato di altra gente e che quindi se riescono o non riescono a fare qualcosa magari c'è un motivo ma quello che mi spiazza è l'atteggiamento con il quale affrontano situazioni che non è affatto come il mio.
Smarrimento e frustrazione
Buongiorno,
sono una donna di 40 anni, sposata e purtroppo senza figli. In questo periodo mi sento smarrita, delusa e frustrata. Sono una insegnante, ho studiato molto e investito molto ma purtroppo, fatta eccezione per qualche breve esperienza, non riesco ad inserirmi nel mondo della scuola. Ho cercato anche altri lavori andando in contro a diverse delusioni. Vivo in un paese che offre veramente poco. Non ho amici e pochi parenti. Mi sento frustrata e smarrita. L’unica cosa che faccio, oltre ad occuparmi della casa, è andare in palestra. Ho la passione per la scrittura, ho anche pubblicato un libro in passato ma adesso mi sento demotivata e mi manca l’entusiasmo. Sto sempre a rimuginare sui miei problemi. Mi sento affaticata e avrei bisogno di leggerezza. Sono per natura una persona socievole ma non ho occasioni di conoscere altre persone. Ricordo con piacere i tempi dell’università. Sono in attesa di un cambiamento che fa fatica ad arrivare. Da dove posso cominciare?
Non trovo via d'uscita
Salve, scrivo per letterale disperazione. Ho 23 anni ed una storia psichiatrica complicata e travagliata dai 14/15 anni fino ad oggi. In sintesi ho cominciato a mostrare segni di sofferenza psicologica già da allora (ansia/tratti depressivi) che a metà del secondo anno di liceo mi hanno portato al ritiro scolastico, fino al rinchiudermi nella mia stanza a letto per anni. Il malessere mi ha portato ad autolesionismo, pensieri di morte e suicidari che infine hanno portato a due ricoveri psichiatrici in meno di un anno quando avevo 16/17 anni. Già dall'esordio dei sintomi avevo cominciato a fare psicoterapia e mi era stata prescritta una terapia farmacologica. Da allora fino a circa un anno fa ho preso psicofarmaci, principalmente stabilizzatori dell'umore ma anche ansiolitici, antipsicotici e antidepressivi (quasi 20 molecole diverse) dai quali non ho mai trovato effettivo giovamento. Le tematiche che più mi affliggevano, e quelle che si sono aggiunte fino ad oggi, hanno a che fare con la mia identità mai effettivente riconosciuta dai miei familiari, il sentirmi incompreso e diverso , il sentirmi come un peso per le persone che mi amano, il sentirmi sempre screditato e svalutato nelle mie opinioni e sensazioni anche dopo anni di consapevolezza acquisita e tentativi di riparare i rapporti con i miei familiari. Fatico a sentire riconosciuti i miei bisogni e da tre anni a questa parte sono insorti dei sintomi fisici particolarmente pesanti che prima non avevo mai avuto, sto facendo visite su visite ma nella maggioranza dei casi mi sento screditato dai medici che mi visitano che in genere tendono a bollarmi come paziente psichiatrico e raramente vedono oltre quello. Non riesco ad essere funzionale abbastanza per un percorso lavorativo, quindi anche la paura di non riuscire a rendemi indipendente e di perdere le persone che amo a causa di quanto sto male, si aggiungono al carico. I sintomi a questo punto sono diventati invalidanti al punto che ogni sera mi ritrovo a piangere dallo sfinimento o ad autolesionarmi per la frustrazione e rabbia che non hanno dove andare pur provando a gestire il tutto e a farmi aiutare. La cura di me è diventata ormai un compito pesantissimo da molto tempo e non mi sento affatto funzionale come persona. Ho una diagnosi ufficiale dello spettro autistico (percorso fatto all'ICI) ma nessuno specialista la prende mai in considerazione. Sono assolutamente sfinito, mi sento solo a lottare e ho di nuovo pensieri di morte ai quali non voglio assolutamente dare spazio ma a volte non riesco a trovare un'altra strada. Detto ciò, sto facendo visite, faccio psicoterapia ancora oggi (anche con diversi specialisti ormai da anni), sono stato seguito da psichiatri per anni ed anche chiedendo non mi hanno mai dato una risposta a quale potrebbe essere il mio problema, ma io senza una parvenza di nome non so che cosa sto combattendo da quasi dieci anni e mi sembra che i miei colpi cadano a vuoto. In questi casi come si dovrebbe muovere la persona interessata? Quando tutti, professionisti e non, dicono di non sapere come aiutarti ma tu ti senti morire, cosa dovresti fare? Mi scuso per il paragrafo molto lungo, e spero che chi legga abbia una buona giornata.
2 risposte - LeggiMi sento scoraggiata dopo l'inizio dell'università
Buona sera.
La scorsa settimana ho iniziato l'università (facoltà di lettere moderne) e mi sento molto scoraggiata e demotivata.
Mi ero iscritta a luglio al semestre filtro di medicina, e poi cambiando idea ho fatto la rinuncia agli studi per immatricolarmi a lettere.
Ho paura di aver fatto la scelta sbagliata. Vorrei tornare indietro nel tempo per avere più tempo per scegliere.
Il fatto è che non so se me ne penta per la facoltà in sè (mi piace l'aspetto pratico rispetto a lettere) o per il fatto che frequento molte persone che studiano medicina o infermieristica, visto che faccio volontariato in un'associazione di primo soccorso.
Sapere che lettere non mi porterà a una carriera rispettata e sicura come quella del medico mi fa sentire inferiore.
Poi ci penso bene e mi dico, è meglio avere più tempo libero e seguire le tue passioni che fare medicina, e per un po' di tempo mi rassereno. Ma la prospettiva per il futuro mi scoraggia ancora poco dopo. È un ciclo continuo e mi stanca.
Vorrei solamente avere le idee chiare per una scelta importante come l'università, ma non so che fare.
Stanca di tutto, di tutti e di me
Buonasera sono una ragazza di 34 anni ormai e da un po di tempo la mia vita non mi soddisfa per niente , da 11 anni ho dovuto fare un cambiamento nella mia vita dopo che il mio ex dopo 3 anni mi ha mollata e da quel giorno ho preso in mano la mia vita e ho iniziato a fare qualcosa per me stessa trovare un lavoro cosa per me molto difficile avendo un carattere molto chiuso andare a prendere la patente che l ho presa ma non guidavo perché ne avevo paura avevo degli amici quindi non ero rimasta sola. Dopo questa fase ho lavorato sempre nel mondo della ristorazione cosa che per me è stato molto difficile avendo un carattere chiuso e poco comunicativo e infatti lavorando in quel settore ogni volta puntualmente i titolari mi mandavano via perché mi vedevano chiusa che non ero mai sorridente con i clienti non ero comunicativa e io ci stavo malissimo perché volevo avere un lavoro essere indipendente e invece mi ritrovavo sempre punto e a capo, al che dopo che per l ennesima volta il titolare di uno dei tanti bar che ho lavorato mi ha mandato via ( andando via in lacrime tra l altro ) ho deciso di cambiare settore e di buttarmi nel mondo delle fabbriche e da 8 anni lavoro in una fabbrica di divani, ma io da un paio di anni ormai odio lavorare lì dentro non mi piace è un posto tossico dove ci sono tante diseguaglianze gente che viene premiata non facendo nulla e chi come me si fa il mazzo e non c’è nessun riconoscimento, e oltre a questo il rapporto con i colleghi non è sincero tutti si sparlano da dietro troppa gente cattiva che giudica troppo la vita degli altri non mi piace l ambiente perché mi sarebbe piaciuto trovare qualcuno con cui creare anche un amicizia e invece non è così ho avuto anche un esperienza con una collega per sei anni che non riuscivo mai ad affrontare poiché tante cose di lei mi provocano tanta rabbia e quindi le tenevo dentro e tante altre cose che non vanno bene nell azienda . Non me ne vado perché non so dove andare né cosa fare della mia vita ho un blocco ho paura di non trovare niente di rimanere senza soldi e rivivere i periodi bui del passato quando non lavoravo ho provato a cercare altro ma non pagano bene. Oltre a questo ho sempre avuto un problema dentro di me che non sono mai riuscita a superare ovvero l ansia sociale ho sempre avuto vergogna e ho ancora anche di respirare è un emozione che odio provare e quindi ho sempre cercato di evitarla. Allora cosa ho fatto siccome tutti mi dicevano tu devi crescere soprattutto la mia famiglia ho decido di intraprendere un percorso psicologico durato un anno e mezzo ma è stato un altro fallimento perché la psicologa è sparita rimandava spesso gli appuntamenti e poi ogni volta lei me ne dava uno nuovo e ci incontravamo l ultima volta a marzo ha rimandato nuovamente l appuntamento e mi disse ti aggiorno io ma da quel giorno è sparita completamente e io ci sono rimasta troppo male ho perso la fiducia in lei e non ho avuto nemmeno voglia di contattarla perché per me quel comportamento vale molto più delle parole. Ho capito come lei che soffro di ansia sociale mi sono buttata in situazioni che mi facevano paura con molta ansia come la palestra perché avevo deciso di migliorarmi fisicamente perché mi vedevo troppo magra e quindi da novembre scorso ho iniziato dieta e palestra entrando nella palestra con molta ansia soprattutto quando dovevo iscrivermi ho rimuginato tanto prima di farlo ma poi l ho fatto, ero sottopeso e adesso non lo sono più ho preso 8 kg ma a me non basta nel senso che adesso mi vedo gonfia non mi vedo come vorrei vedermi non mi vedo tonica non vedo la definizione e questo mi fa stare molto male perché mi sto stancando perché non ottengo i risultati che voglio perde mi ammazzo di palestra. 3 volte a settimana sempre facendomi seguire da una personal sto spendendo un sacco di soldi tra cibo palestra e mi dico chissà se tutto questo mi porterà a ottenere i risultati che spero perché già così mi sento sfiduciata quando guardo il mio corpo allo specchio. In più mi sento molto sola non ho amici ho il mio ragazzo ma non mi basta avevo degli amici un tempo ma un po per colpa mia della mia ansia un po’ per loro ci siamo allontanati e ieri ci siamo rivisti a un matrimonio ed ero molto a disagio non sapevo come comportarmi ci siamo salutati ma niente di che e infatti stanotte mi sono svegliata e stavo sempre a pensarci e stavo male ho pianto tutto il giorno. Mi sento molto nostalgica da mesi ormai del mio passato eppure in quel perisodo comunque non ero felice però adesso mi manca mi mancano alcuni amici mi rendo conto che infondo forse ero felice ma non lo sapevo , vorrei tanto avere delle amicizie delle persone che mi considerino davvero , persone che vogliono veramente stare con me che mi ritengano una persona speciale ma non accade mai, io lo so che anche la mia ansia mi fa isolare ma io non ci riesco quando mi trovo in alcune situazioni io devo trovare la via di fuga e sono davvero stanca, stanca di vivere una vita vuota senza ottenere mai una soddisfazione da questa cazzo di vita e nonostante io mi sia impegnata perché non ho aspettato che le cose accadessero per grazia divina , però noto che tutto quello che voglio raggiungere non mi arriva ogni cosa che faccio si rivela un fallimento io non ce la faccio più. A volte si ha bisogno anche di un aiuto ma non arriva mai non arriva mai niente! Sono stanca troppo e mi sono anche dilungata però volevo spiegare bene la situazione spero mi rispondiate grazie?
1 risposte - LeggiStanchezza mentale
Salve, mi chiamo Riccardo e scrivo in quanto è un periodo che sento parecchia stanchezza mentale. In particolare ho cambiato attività a lavoro ma non riesco ad adattarmi completamente a tale nuova attività in quanto non riesco a cambiare il mio modo di pensare, inoltre non mi sto comportando bene nei confronti di persone che per me ci sono sempre state; infine sento proprio che non riesco a trovare motivazione per affrontare le giornate con ottimismo e voglia di fare. C'è un qualche percorso anche di gruppo che potrebbe aiutarmi a stare meglio? Con quale approccio posso provare ad uscire da tale situazione?
Grazie
Smarrimento e frustrazione
Buongiorno,
sono una donna di 40 anni, sposata e purtroppo senza figli. In questo periodo mi sento smarrita, delusa e frustrata. Sono una insegnante, ho studiato molto e investito molto ma purtroppo, fatta eccezione per qualche breve esperienza, non riesco ad inserirmi nel mondo della scuola. Ho cercato anche altri lavori andando in contro a diverse delusioni. Vivo in un paese che offre veramente poco. Non ho amici e pochi parenti. Mi sento frustrata e smarrita. L’unica cosa che faccio, oltre ad occuparmi della casa, è andare in palestra. Ho la passione per la scrittura, ho anche pubblicato un libro in passato ma adesso mi sento demotivata e mi manca l’entusiasmo. Sto sempre a rimuginare sui miei problemi. Mi sento affaticata e avrei bisogno di leggerezza. Sono per natura una persona socievole ma non ho occasioni di conoscere altre persone. Ricordo con piacere i tempi dell’università. Sono in attesa di un cambiamento che fa fatica ad arrivare. Da dove posso cominciare?
Mi giudico
Ho 32 anni e credo che non stia passando bene la mia vita. Spesso mi giudico e sotto sotto penso che io non sia abbastanza, che non riesca a fare qualcosa... Vorrei svagarmi un po' per non pensare al resto perciò ho fatto una prova con una lezione di danza ma appunto non avendolo mai fatto non sono capace quindi immancabilmente mi giudico e anzi provo invidia (che mi fa stare male ancora di più) per chi anche se non è al top riesce a divertirsi e ad avere un sorriso in faccia.
È un esempio ma purtroppo succede anche in altre situazioni dove mi devo mettere alla prova. Vorrei essere più come gli altri, che almeno all'apparenza non hanno un qualcosa dentro che gli dice che non sono in grado di fare qualcosa, che è inutile provare. Altri che comunque provano a fare cose e magari si divertono pure e se sbagliano chissene, ci si riprova. So che non posso sapere il passato di altra gente e che quindi se riescono o non riescono a fare qualcosa magari c'è un motivo ma quello che mi spiazza è l'atteggiamento con il quale affrontano situazioni che non è affatto come il mio.
Stanca di tutto, di tutti e di me
Buonasera sono una ragazza di 34 anni ormai e da un po di tempo la mia vita non mi soddisfa per niente , da 11 anni ho dovuto fare un cambiamento nella mia vita dopo che il mio ex dopo 3 anni mi ha mollata e da quel giorno ho preso in mano la mia vita e ho iniziato a fare qualcosa per me stessa trovare un lavoro cosa per me molto difficile avendo un carattere molto chiuso andare a prendere la patente che l ho presa ma non guidavo perché ne avevo paura avevo degli amici quindi non ero rimasta sola. Dopo questa fase ho lavorato sempre nel mondo della ristorazione cosa che per me è stato molto difficile avendo un carattere chiuso e poco comunicativo e infatti lavorando in quel settore ogni volta puntualmente i titolari mi mandavano via perché mi vedevano chiusa che non ero mai sorridente con i clienti non ero comunicativa e io ci stavo malissimo perché volevo avere un lavoro essere indipendente e invece mi ritrovavo sempre punto e a capo, al che dopo che per l ennesima volta il titolare di uno dei tanti bar che ho lavorato mi ha mandato via ( andando via in lacrime tra l altro ) ho deciso di cambiare settore e di buttarmi nel mondo delle fabbriche e da 8 anni lavoro in una fabbrica di divani, ma io da un paio di anni ormai odio lavorare lì dentro non mi piace è un posto tossico dove ci sono tante diseguaglianze gente che viene premiata non facendo nulla e chi come me si fa il mazzo e non c’è nessun riconoscimento, e oltre a questo il rapporto con i colleghi non è sincero tutti si sparlano da dietro troppa gente cattiva che giudica troppo la vita degli altri non mi piace l ambiente perché mi sarebbe piaciuto trovare qualcuno con cui creare anche un amicizia e invece non è così ho avuto anche un esperienza con una collega per sei anni che non riuscivo mai ad affrontare poiché tante cose di lei mi provocano tanta rabbia e quindi le tenevo dentro e tante altre cose che non vanno bene nell azienda . Non me ne vado perché non so dove andare né cosa fare della mia vita ho un blocco ho paura di non trovare niente di rimanere senza soldi e rivivere i periodi bui del passato quando non lavoravo ho provato a cercare altro ma non pagano bene. Oltre a questo ho sempre avuto un problema dentro di me che non sono mai riuscita a superare ovvero l ansia sociale ho sempre avuto vergogna e ho ancora anche di respirare è un emozione che odio provare e quindi ho sempre cercato di evitarla. Allora cosa ho fatto siccome tutti mi dicevano tu devi crescere soprattutto la mia famiglia ho decido di intraprendere un percorso psicologico durato un anno e mezzo ma è stato un altro fallimento perché la psicologa è sparita rimandava spesso gli appuntamenti e poi ogni volta lei me ne dava uno nuovo e ci incontravamo l ultima volta a marzo ha rimandato nuovamente l appuntamento e mi disse ti aggiorno io ma da quel giorno è sparita completamente e io ci sono rimasta troppo male ho perso la fiducia in lei e non ho avuto nemmeno voglia di contattarla perché per me quel comportamento vale molto più delle parole. Ho capito come lei che soffro di ansia sociale mi sono buttata in situazioni che mi facevano paura con molta ansia come la palestra perché avevo deciso di migliorarmi fisicamente perché mi vedevo troppo magra e quindi da novembre scorso ho iniziato dieta e palestra entrando nella palestra con molta ansia soprattutto quando dovevo iscrivermi ho rimuginato tanto prima di farlo ma poi l ho fatto, ero sottopeso e adesso non lo sono più ho preso 8 kg ma a me non basta nel senso che adesso mi vedo gonfia non mi vedo come vorrei vedermi non mi vedo tonica non vedo la definizione e questo mi fa stare molto male perché mi sto stancando perché non ottengo i risultati che voglio perde mi ammazzo di palestra. 3 volte a settimana sempre facendomi seguire da una personal sto spendendo un sacco di soldi tra cibo palestra e mi dico chissà se tutto questo mi porterà a ottenere i risultati che spero perché già così mi sento sfiduciata quando guardo il mio corpo allo specchio. In più mi sento molto sola non ho amici ho il mio ragazzo ma non mi basta avevo degli amici un tempo ma un po per colpa mia della mia ansia un po’ per loro ci siamo allontanati e ieri ci siamo rivisti a un matrimonio ed ero molto a disagio non sapevo come comportarmi ci siamo salutati ma niente di che e infatti stanotte mi sono svegliata e stavo sempre a pensarci e stavo male ho pianto tutto il giorno. Mi sento molto nostalgica da mesi ormai del mio passato eppure in quel perisodo comunque non ero felice però adesso mi manca mi mancano alcuni amici mi rendo conto che infondo forse ero felice ma non lo sapevo , vorrei tanto avere delle amicizie delle persone che mi considerino davvero , persone che vogliono veramente stare con me che mi ritengano una persona speciale ma non accade mai, io lo so che anche la mia ansia mi fa isolare ma io non ci riesco quando mi trovo in alcune situazioni io devo trovare la via di fuga e sono davvero stanca, stanca di vivere una vita vuota senza ottenere mai una soddisfazione da questa cazzo di vita e nonostante io mi sia impegnata perché non ho aspettato che le cose accadessero per grazia divina , però noto che tutto quello che voglio raggiungere non mi arriva ogni cosa che faccio si rivela un fallimento io non ce la faccio più. A volte si ha bisogno anche di un aiuto ma non arriva mai non arriva mai niente! Sono stanca troppo e mi sono anche dilungata però volevo spiegare bene la situazione spero mi rispondiate grazie?
1 risposte - LeggiNon trovo via d'uscita
Salve, scrivo per letterale disperazione. Ho 23 anni ed una storia psichiatrica complicata e travagliata dai 14/15 anni fino ad oggi. In sintesi ho cominciato a mostrare segni di sofferenza psicologica già da allora (ansia/tratti depressivi) che a metà del secondo anno di liceo mi hanno portato al ritiro scolastico, fino al rinchiudermi nella mia stanza a letto per anni. Il malessere mi ha portato ad autolesionismo, pensieri di morte e suicidari che infine hanno portato a due ricoveri psichiatrici in meno di un anno quando avevo 16/17 anni. Già dall'esordio dei sintomi avevo cominciato a fare psicoterapia e mi era stata prescritta una terapia farmacologica. Da allora fino a circa un anno fa ho preso psicofarmaci, principalmente stabilizzatori dell'umore ma anche ansiolitici, antipsicotici e antidepressivi (quasi 20 molecole diverse) dai quali non ho mai trovato effettivo giovamento. Le tematiche che più mi affliggevano, e quelle che si sono aggiunte fino ad oggi, hanno a che fare con la mia identità mai effettivente riconosciuta dai miei familiari, il sentirmi incompreso e diverso , il sentirmi come un peso per le persone che mi amano, il sentirmi sempre screditato e svalutato nelle mie opinioni e sensazioni anche dopo anni di consapevolezza acquisita e tentativi di riparare i rapporti con i miei familiari. Fatico a sentire riconosciuti i miei bisogni e da tre anni a questa parte sono insorti dei sintomi fisici particolarmente pesanti che prima non avevo mai avuto, sto facendo visite su visite ma nella maggioranza dei casi mi sento screditato dai medici che mi visitano che in genere tendono a bollarmi come paziente psichiatrico e raramente vedono oltre quello. Non riesco ad essere funzionale abbastanza per un percorso lavorativo, quindi anche la paura di non riuscire a rendemi indipendente e di perdere le persone che amo a causa di quanto sto male, si aggiungono al carico. I sintomi a questo punto sono diventati invalidanti al punto che ogni sera mi ritrovo a piangere dallo sfinimento o ad autolesionarmi per la frustrazione e rabbia che non hanno dove andare pur provando a gestire il tutto e a farmi aiutare. La cura di me è diventata ormai un compito pesantissimo da molto tempo e non mi sento affatto funzionale come persona. Ho una diagnosi ufficiale dello spettro autistico (percorso fatto all'ICI) ma nessuno specialista la prende mai in considerazione. Sono assolutamente sfinito, mi sento solo a lottare e ho di nuovo pensieri di morte ai quali non voglio assolutamente dare spazio ma a volte non riesco a trovare un'altra strada. Detto ciò, sto facendo visite, faccio psicoterapia ancora oggi (anche con diversi specialisti ormai da anni), sono stato seguito da psichiatri per anni ed anche chiedendo non mi hanno mai dato una risposta a quale potrebbe essere il mio problema, ma io senza una parvenza di nome non so che cosa sto combattendo da quasi dieci anni e mi sembra che i miei colpi cadano a vuoto. In questi casi come si dovrebbe muovere la persona interessata? Quando tutti, professionisti e non, dicono di non sapere come aiutarti ma tu ti senti morire, cosa dovresti fare? Mi scuso per il paragrafo molto lungo, e spero che chi legga abbia una buona giornata.
2 risposte - LeggiMi sento scoraggiata dopo l'inizio dell'università
Buona sera.
La scorsa settimana ho iniziato l'università (facoltà di lettere moderne) e mi sento molto scoraggiata e demotivata.
Mi ero iscritta a luglio al semestre filtro di medicina, e poi cambiando idea ho fatto la rinuncia agli studi per immatricolarmi a lettere.
Ho paura di aver fatto la scelta sbagliata. Vorrei tornare indietro nel tempo per avere più tempo per scegliere.
Il fatto è che non so se me ne penta per la facoltà in sè (mi piace l'aspetto pratico rispetto a lettere) o per il fatto che frequento molte persone che studiano medicina o infermieristica, visto che faccio volontariato in un'associazione di primo soccorso.
Sapere che lettere non mi porterà a una carriera rispettata e sicura come quella del medico mi fa sentire inferiore.
Poi ci penso bene e mi dico, è meglio avere più tempo libero e seguire le tue passioni che fare medicina, e per un po' di tempo mi rassereno. Ma la prospettiva per il futuro mi scoraggia ancora poco dopo. È un ciclo continuo e mi stanca.
Vorrei solamente avere le idee chiare per una scelta importante come l'università, ma non so che fare.