Rita domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 17/07/2016

Bergamo

Onicofagia e altri "vizi" (mordicchiare vestiti) in bambino di 9 anni

Gent.mi Dottori, sono la mamma di un bambino di quasi nove anni che, all’età di 3, in concomitanza con la nascita del fratellino, ha iniziato a mangiarsi le unghie. Ha continuato a mangiarsele per tutti questi anni, da parte nostra abbiamo cercato di essere comprensivi al massimo, cercando di limitare i rimproveri e semmai di distrarlo (io stessa sono una ex mangiatrice di unghie e so quanto questo impulso sia irresistibile!). Tuttavia, da un anno a questa parte, il bambino ha iniziato anche a mordicchiare praticamente qualsiasi cosa, vestiti in primis (bordi delle magliette, cordini di felpe e tute ecc.). Lo fa soprattutto quando si annoia o è in tensione per qualcosa (una partita in tv) ma anche quando si rilassa. Da anni sono inoltre presenti, alternativamente, dei blandi tic di tipo semplice (quello di questo periodo è: spalancare la bocca per poi richiuderla, ma non lo fa continuamente, direi più o meno 10 volte al giorno). Per il resto, il bambino non desta particolari preoccupazioni: è ben inserito nel gruppo classe, ha altri amichetti che frequenta anche fuori dalla scuola, pratica con gioia gli sport che lui stesso ha scelto (sci e calcio) e a scuola non ha nessun problema (ma senza essere il primo della classe!). Caratterialmente è piuttosto tranquillo, mai aggressivo né con noi né con i suoi compagni, ma sa comunque far valere la sua opinione! La situazione in casa è serena, di certo io e mio marito non siamo campioni di calma ma facciamo del nostro meglio per assicurare ai nostri bambini una genitorialità calda e attenta. Il bambino più piccolo, che sta per compiere 6 anni, per contro è un peperino, gelosissimo nei confronti del fratello maggiore, sul quale cerca di imporsi e al quale rompe ahimè costantemente le scatole. Non si è mai mangiato le unghie né ha altri vizi o tic.
Da qui la mia domanda: è necessario aiutare il nostro primogenito e, se sì, come procedere? Oppure è meglio lasciar perdere contando su una regressione spontanea durante la crescita? Nel ringraziarvi infinitamente invio i migliori saluti,
Rita

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Bottai Inserita il 18/07/2016 - 12:49

Firenze
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Cara Rita,
da quanto scrive sembra che si delinei un comportamento irrefrenabile di tipo compulsivo. Le compulsioni non sono necessariamente indice di particolari problemi sottostanti o di una atmosfera negativa in casa. Si intuisce che siete stati genitori molto attenti. Spesso le compulsioni nascono come tentativi di controllare o sedare un disagio, anche piccolo, oppure per procurarsi un piacere, e funzionano così bene da essere ripetute fino a diventare irrinunciabili. Possono esservi poi vantaggi secondari nel mantenerle, come richiamare attenzione o giustificazione. Per la loro apparente "utilità" purtroppo le modalità compulsive progrediscono e si fanno più invasive nella vita di una persona. Personalmente non esiterei a contattare un professionista. Ho paura che né i rimproveri né la comprensione o la distrazione possano modificare il disturbo una volta che si è strutturato ma che sia necessario un intervento ad hoc. Finché si è così piccoli per fortuna i disturbi psicologici sono ben trattabili con una collaborazione attiva della famiglia nelle azioni terapeutiche. Rimango a disposizione.
Dott. Andrea Bottai - Firenze

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 18/07/2016 - 12:43

Gent.le Sig. ra Rita,

Le consiglio un colloquio con un/a psic9ogo/a per inquadrare meglio il caso.
Per poter rispondere si deve fare un quadro del suo neurosviluppo per rispondere al meglio alla dua domanda e rispondere al problema che mistra suo figlio.
Mi chiedo la stessa azione del mordere nasce come tale o inizia con il "ciucciare" o succhiare gli estremi delle robe per poi arrivare a morderle.
Sicuramente è un sintomo di stress e di ansia ma per definire meglio l'origine si vede inquadrare bene la situazione.

Cordialmente
Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO

Dott.ssa Chiara Comi Inserita il 18/07/2016 - 12:37

Cara Rita,
la ringrazio per la spiegazione dettagliata della vostra situazione.
I comportamenti di suo figlio non mi sembrano gravi, sopratutto perchè non compromettono sfere importanti della sua vita (es: scuola, amicizie...). In ogni casi sarebbe utile approfondire il significato di questi suoi "sintomi" in modo tale che non evolvano in qualcosa di più invalidante. Quando si tratta di bambini è difficile valutare una prognosi certa: potrebbe sistemarsi o aggravarsi. Il consiglio che le posso dare è di rivolgersi ad uno psicologo che propone colloquio familiare. In questo modo il bambino si sentirà meno patologizzato possibile.

Resto a sua disposizione
Chiara Comi