M.  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Roma

Problemi familiari

Gentilissimi dottori sono una ragazza di 23 anni, scrivo qui per avere un piccolo consulto in anonimo per avere un punto di vista differente e inquadrare meglio la mia situazione.
Attualmente sto completando la triennale e mi trovo bloccata nello studio a causa di un ambiente familiare che non mi sta facendo vivere bene.
Fino a 4 anni fa mio padre aveva un’ azienda che gestiva da 30 anni e causa di alcuni errori commessi nel corso del tempo, ha dovuto chiudere l’azienda.
Attualmente mio padre si trova a casa senza lavoro da quasi 4 anni e nonostante le evidenti difficolta’ economiche, lui si ostina a non cercare lavoro.
Attualmente lavora solo mia mamma che per fortuna ha ricevuto un contratto a tempo indeterminato per fare assistenza telefonica di alcuni servizi… campiamo con 1000 euro al mese e questo e’ frustrante per tutta la famiglia in quanto eravamo abituati ad un tenore di vita di alto livello.
Mio padre spesso mente sul fatto che invia curriculum e che non lo chiamano, ma in realtà e’ lui stesso che rifiuta i lavori che gli vengono proposti e sembra prendere sul personale il fatto che all’inizio gli darebbero poco come stipendio.
In tutto cio’ mi ritrovo spesso a casa a studiare, a cucinare il pranzo per tutti e sbrigare piccole faccende domestiche per aiutare mia madre mentre e’ a lavoro… con mio padre in giro per casa che esprime come un senso di fastidio nei miei confronti.
Spesso ricevo insulti, critiche pesanti o critiche su alcuni miei modi di fare, che non credo diano fastidio a nessuno dato che sto sempre seduta a studiare. Ho anche ricevuto delle spinte e degli strattoni da parte sua.
Non mi dice mai buongiorno la mattina e nemmeno buonanotte la sera.
Non mi chiede come sto.
Non mi scrive messaggi su whatsapp.
Spesso mi critica anche sul fatto che sono lenta a dare gli esami e che in casa io sono solo una persona che da fastidio e che non gli permetto di stare negli ambienti dove vuole lui, in parole povere vuole stare da solo. Ma io che posso fare?
In tutto cio’ avendo incassato parecchio questi suoi atteggiamenti che trovo scorretti nei miei confronti, siamo passati ad insultarci a vicenda.
Non riesco a starmi piu’ zitta perciò sono arrivata a rispondere e dire cose che in realtà non amo dire ma che per sopravvivenza mi tocca farlo.
Come figlia mi sento umiliata, arrabbiata e delusa ma nessuno sembra riuscire a capire e continuano a farmi stare male psicologicamente.
Mia madre spesso mi da alcune direttive su come evitare certe situazioni con mio padre e lo giustifica dicendo che sta passando un momento difficile, e che qualche volta dovrei andare a studiare al parco o dai nonni ma io questo non lo trovo giusto…. purtroppo sento che non posso fare nulla per migliorare le cose e sto facendo difficolta’ a concentrarmi sul mio futuro perché ho la testa piena.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 30/05/2023 - 08:18

Torino
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Gentile M. buongiorno,
la sua situazione è davvero pesante e capisco la sua sofferenza e frustrazione. Descrive bene il suo stato d’animo e penso che in una situazione simile sarebbe difficile per chiunque provare qualcosa di diverso. Ha ragione sua madre quando dice che suo padre sta male, a quanto pare proietta su di voi la rabbia e la frustrazione che sta vivendo. Se la responsabilità del fallimento dell’azienda è sua questa rabbia sarà davvero tanta, non crede? Detto ciò non significa che lei debba sopportare, ma non potrà pretendere che sia suo padre a cambiare. Sarebbe bello se succedesse, ma non può basare il suo benessere su questa speranza. Le hanno suggerito di andare a studiare nel parco o dai nonni: lei ritiene che non sia giusto: forse, ma sarebbe più salutare per lei? Ci sarebbe anche l’opzione delle biblioteche, passare meno tempo a casa l’aiuterebbe? Capisco che non sia la soluzione, lo capisco davvero ma c’è un'altra riflessione che le vorrei proporre, la compassione: suo padre non sta bene, è pieno di rabbia, rimorsi, senso di inutilità, forse è caduto anche in depressione. Capisco che oltre a tutto ciò sia anche estremamente sgradevole, ma le persone che stanno male normalmente lo sono. Capire fino in fondo lo stato d’animo di suo padre potrebbe aiutarla a essere meno reattiva nei suoi confronti? Essere meno reattiva verso le provocazioni di suo padre potrebbe attenuare la tensione tra voi. Mi rendo conto che non sono i consigli che si aspettava ma la realtà probabilmente è tutta qua: non abbiamo potere sul cambiamento altrui ma sul nostro sì; forse non lo troverà giusto ma potrebbe scoprire che è efficace. Spero di esserle stata d’aiuto, resto a sua disposizione e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Serena Sgrosso Inserita il 03/06/2023 - 10:42

Gentile utente, sta vivendo una situazione difficile a casa, nella vita ci identifichiamo anche con un’”identità lavorativa” che suo padre ha perso e fatica a “vedersi sotto altri occhi” e forse anche per paura di un rifiuto non “cerca il lavoro”. Questo suo malessere lo trasmette a lei e in famiglia aumentando ancora di più la frustrazione e la rabbia in realtà perché si entra in un circolo vizioso dove anche la sua rabbia lo fa ancora di più entrare in un vortice da cui diventa difficile uscirne. Deve provare a parlarne con lui, cambiando atteggiamento e non rispondendo alle provocazioni e provando a ritagliare degli spazi “riservati” a lei e ai suoi studi…Prima si laurea e prima riuscirà anche ad uscire da questa situazione diventando autonoma. Deve far forza su questa cosa con suo padre e sul bene che sicuramente le vuole per aiutarla nel suo obiettivo futuro. Buona fortuna.