Domande su Genitori e Figli Domande e Risposte su genitorialità e rapporto con i figli
Situazione complicata con mio figlio
Buongiorno, ho 45 anni e un figlio di 23 appena laureato e prosegue ancora con la magistrale. Appena maggiorenne se no anche poco prima gli ho detto che per le relazioni sessuali deve usare i preservativi, che deve stare attento alla compagnia perché ci sono tante malattie trasmissibili sessualmente, avere una ragazza stabile. Ho scoperto tre mesi fa che mio figlio aveva contattato online delle donne di facili costumi dicendo a loro che è timido e non ha esperienze, ieri ho scoperto ancora, cercando nel suo cellulare e risalendo al mese di giugno che ha fatto sesso con una donna matura (credo la mia età dopo il viso) che ha pure un bambino piccolo, anche sesso orale e a tre se ho capito bene anche con il compagno di lei. Mio figlio aveva rifiutato la proposta di penetrare anche lui. Quando si danno appuntamento viene suo marito, compagno che è e lo prende dal parcheggio. Lei fa sesso anche con altri ragazzi di età tra 21-25 anni. La situazione mi pare pericolosa perché mio figlio è studente, non lavora, non ha soldi, non viene con soldi estranei o altre cose comprate a casa per pensare che sia pagato, nei messaggi parlano anche di video mentre fanno sesso e io penso che questi qua lo fanno sentirsi bene per qualche mese per poi ricattarlo o obbligarlo a fare altre cose per loro. Ho paura di trovarlo morto sulla strada perché mi pare un circolo vizioso non solo una curiosità di momento. Lei lo incita con foto e messaggi e gli da appuntamento nella sua zona. Mio figlio non è mai stato una persona aperta anche se io sono stata sempre mamma amica e abbiamo fatto tutto per lui (io sono al secondo matrimonio, figlio è mio, ma mio marito l'ha sempre trattato e curato come fosse suo). Ultimamente e con mia sorpresa mi ha accusato che io l'ho obbligato a studiare che lui non vuole fare niente, secondo me starebbe tutto il giorno nel letto su questi gruppi di sesso, visto che va all'università e non fa nient'altro, fine settimana esce con gli amici, tutti maschi, ma a questo punto credo che va anche da quella li, anche in settimana quando mi dice che va a fare un giro con un amico. Non so come procedere, adesso e in vacanza, lontano da quella li, vorrei parlare con lui in modo chiaro e senza velli e appena gli prendo il cellulare contattare anche quella li e bloccarla. Ho paura che non cercherà mai una ragazza normale e non uscirà mai da questa situazione che pare gli piace abbastanza. La scorsa settimana si piangeva che ha un'afta enorme in bocca, che pensa lui sia per qualcosa che ha mangiato, ma lui non ha mai avuto le afte. Ho trovato preservativi nella sua camera, ma con sesso orale a lei non credo che può usarli. Cosa mi consiglia? Come abbordare questo problema? Vorrei farli fare tutti gli esami per le malattie sessualmente trasmissibili, gli metterò la localizzazione del cellulare e al massimo non avrà acceso alla macchina, non so cosa fare!
2 risposte - LeggiLa fidanzata di mio figlio
Buona sera, mio figlio 25 anni, piuttosto timido nel confrontarsi con il mondo ma comunque ha fatto il suo percorso di studio universitario e si è laureato, ora lavora ed è soddisfatto della sua posizione, fin qui nulla da dire, sono circa quattro anni che frequenta una ragazza della sua stessa età, ci è stata presentata, ed abbiamo aperto le porte di casa nostra pensando di portre dentro una figlia, abbiamo conosciuto la famiglia allargata di lei e quindi tutto bene, quando sono stati fatti gli inviti per un caffè da parte nostra ai genitori di lei tutto bene sino al giorno dell'invito che è stato declinato con un whatsapp, in seguito abbiamo avuto un lutto, la mamma della ragazza mi ha telefonato facendomi le condoglianze, lei si è offesa perchè dovevamo passare a prenderla mentre facevamo il tragitto da MILANO A VERCELLI con la salma per portarla alla cerimonia, cosa che non abbiamo fatto perchè impossibile far deviare un corteo funebre, li si è offesa e non si è più fatta vedere, continuando ad uscire con mio figlio, sino a quando dovevano partire le vacanze, ed io ho chiesto a mio figlio se era possibile salutarla prima che partissero, si è presentata come nulla fosse ed io non ho accennato nulla lasciando stare il passato, poi nulla sino a Natale, quando avevamo dei parenti che ci tenevano a conoscerla, la ragazza era al telefono con mio figlio e questa parente chiede di parlare con la ragazza, per invitarla a cena, lei in modo maleducato butta giù la comunicazione, arrabiandosi molto e rimanendo una settimana senza chiamare mio figlio, lui innamorto perso l'ha perdonta, io non so darmi spiegazioni su dei comportamenti così infantili, ho solo paura che un giorno anche mio figlio con una compagna così tagli i ponti con la famiglia, lui evita i discorsi su di lei, però vedo che soffre e non sfoga nulla come devo fare per non perderlo e forse fargli capire che pure sia una brava ragazza non sia la persona giusta per lui. La ringrazio anticipatamente.Saluti
2 risposte - LeggiGiochi di sessualità per bambini e tra bimbi: cosa fare?
Salve, mia figlia (5) è stata coinvolta per due volte dal cuginetto di 6 anni in giochi "sessuali", lei racconta che lui le ha chiesto di togliere il costume e di fare l'amore, quindi le dava dei baci in bocca e anche quando lei non voleva più lui insisteva di dargliene ancora e le diceva che doveva amarlo per forza, poi mi dice che si sono annusati le parti intime. La prima volta che me lo ha raccontato mi sembrava imbarazzata ma non sono riuscita a capire se lei era d'accordo che tutto ciò accadesse oppure no. Mi dice che non voleva fare quel gioco ma che si è presa coraggio e l'ha fatto (testuali parole) la seconda volta che è accaduto mentre lo raccontava mi sembrava più tranquilla ma ripeteva che lei non avrebbe voluto, non so però se lo diceva come per tranquillizzarmi o perché davvero si è sentita obbligata... in ogni caso come devo comportarmi? Premetto che (anche se con fatica ) ho sempre cercato di tenere un atteggiamento tranquillo e distaccato quando le chiedevo a cosa stavano giocando sotto le coperte... mio marito dice che dovrei evitare che restino da soli, come posso gestire la situazione ed evitare che avvengano questi giochi sessuali tra bambini? Grazie per la vostra risposta
2 risposte - LeggiQuando il rapporto con la suocera altera il tuo equilibrio.....
Salve,
Ho 28 anni e ho un bambino di quasi un anno. Prima della nascita di mio figlio tutto era perfetto, mi sentivo felice e serena psicologicamente, stavo per realizzare il sogno di creare una mia famiglia e mai avrei immaginato di trovarmi nell'ansia che mi accompagna da un anno a questa parte. Il mio problema, ahimé, sono i miei suoceri, che ovviamente stanno minando anche il rapporto con il mio compagno. Dopo la nascita del mio bimbo ho cominciato a notare atteggiamenti strani e eccessivi soprattutto di mia suocera, la quale ha cominciato da subito ad atteggiarsi da seconda mamma: in più di qualche occasione ha detto a me e a terze persone che il bambino non era mio ma suo, quando piangeva correva lei a prenderlo su per consolarlo, me lo prendeva dalle braccia in ogni occasione e quando siamo da loro non fanno altro che passarselo dalle braccia senza considerarmi, mettendomi a disagio; se devo allattarlo fanno finta di non sentire per non darmelo e, per giustificare il tutto, lei continua a dire che questo è l'unico modo di godersi il nipote. Adesso che ha cominciato a mangiare, vogliono fargli assaggiare qualsiasi cosa di mano loro, nonostante io abbia detto di essere contraria (ci avevano già provato ancora quando era piccolino).
E tralasciando il fatto che inizialmente passavano il tempo a paragonare il nipote al papà e alla loro famiglia in tutto e per tutto! Ogni cosa faceva, anche il modo di sbadigliare, assomigliava al papà o a qualche loro parente. (Parlo di una famiglia che voleva un nipote maschio per portare avanti la razza...parole loro)
La mia impressione è che mia suocera continui a voler sottolineare le origini paterne del nipote e il suo ruolo in questo ( continua a rivolgersi al bimbo fin da quando era piccolo fantasticando sul fatto che lui una volta cresciuto andasse a dormire da lei o che andasse a trovarli senza genitori).
Io, vedendo l'atteggiamento e essendo già prevenuta di mio sulla categoria "suocere", ho cominciato subito a mettere paletti, a dire quello che non mi andava e a pretendere di andare a trovarli solo con il mio compagno una volta a settimana. Ero e sono fermamente convinta che se non avessi messo questi paletti, mi troverei in una situazione ancora peggiore di possessività.
Qui però entra in gioco il mio compagno, che si è rivelato essere un gran mammone! Non solo ha sempre giustificato la mamma quando ho espresso il mio disagio, ma anzi pretendeva che la coinvolgessi nella mia vita e nell'accudimento di mio figlio vedendola più volte a settimana. Quando gli ho spiegato che non me la sentivo, sono passata per cattiva e ingrata.
In più, se c'è da fare qualcosa, qualche weekend fuori porta o altro, vuole sempre coinvolgere i genitori e passare tempo con loro per fargli godere il nipote.
A tutt'oggi questo è motivo di discussione tra noi, a tal punto che i miei sentimenti per lui sono cambiati, perché non mi sento considerata e rispettata. Questa situazione mi sta portando al limite, mi sveglio la notte e non riesco più a dormire; quando andiamo a trovarli sono sempre tesa e agitata e ogni piccola cosa mi fa scattare. Avrei bisogno forse di trovare un lavoro o qualcosa che mi impegni, ma so già che sarei obbligata a lasciare mio figlio ai suoceri, senza poter scegliere i miei genitori o il nido, e non voglio nel modo più assoluto, anche perchè non mi fido di loro, hanno un modo di vedere le cose completamente diverso dal mio e più volte a casa loro ho assistito a litigate brutte, alle quali non voglio dover far assistere il mio bimbo. Tutto questo sta rovinando la nostra vita di coppia oltre al futuro del mio bambino, al quale non voglio negare dei genitori uniti. Mi sono fatta mille domande, se sono sbagliata io, o se magari vedo la cosa in modo esagerato. Inutile dire che a volte riescono a farmi sentire in colpa. Sono sempre stata una persona buona, paziente e rispettosa. E adesso non mi riconosco in come questa situazione mi sta trasformando. A volte mi sento cattiva e mi spaventa dirlo, ma non posso negarlo, credo di provare una sorta di odio nei loro confronti, sentimento mai provato prima.
Io da quando è nato mio figlio non riesco più a sopportare e a far prendere decisioni agli altri per me. E questo il mio compagno l'ha notato, dicendomi che sono cambiata e diventata scontrosa, lontana dalla persona di cui si era innamorato. Vorrei solo ritrovare la serenità e l'equilibrio con lui, ma a volte ho l'impressione che l'unico modo sarebbe accontentarlo e cedere.
Piccolo dettaglio forse irrilevante per voi, ma che per me ha inciso in parte, le frasi di mia suocera sul fatto che il nipote fosse suo e il suo comportamento di possessività non sono mai riuscita a sopportarlo anche perchè un anno e mezzo prima avevo perso un bimbo al nono mese di gravidanza....non pretendo che capisse le mie paure iniziali con la nascita del secondo bimbo, ma un minimo di sensibilità e rispetto credo dovesse averla.
Non riesco a dimostrare affetto
ciao a tutti, mi chiamo alessandra e sono nuova del sito. mi scuso da subito per il messaggio lunghissimo ma mi sono decisa solo adesso a rivolgermi ad uno psicologo. metto questa domanda sotto la sezione "genitori e figli" perchè credo sia il problema principale, ma come vedrete poi non è l'unico. spero davvero che accoglierete questa mia domanda e risolverete il mio problema. non so se sia un problema adolescenziale (ho 20 anni) o solo psicologico ma sono in questa condizione da molti anni... più o meno da quando ero alle medie. vivo con un costante senso di pressione e pretendo moltissimo da me stessa (all'università ho una media del 30). in genere sto bene, anche se sono sempre abbastanza sulle mie e sulla difensiva, non solo nei confronti degli estranei ma anche nei confronti di amici, parenti, genitori e anche del mio ragazzo, con cui sto da 4 anni. gli unici momenti in cui non mi sento sotto pressione sono quando faccio equitazione, per il resto sono sempre sotto pressione... non perchè gli altri mi ci mettano, mi metto da sola sotto pressione, quasi involontariamente... mi sento come se stessi sbagliando tutto, come se non facessi mai abbastanza, arrivando anche ad avere momenti di crisi dove inizio a piangere e non smetto prima di 30/45 minuti.
ci sono veramente tante cose da dire e probabilmente avrei bisogno di una vera seduta psicologica...
vivo con un costante peso su di me, per vari motivi:
1- non riesco a dimostrare affetto nei confronti dei miei genitori. con altre persone non ho questo problema, solo con loro. questo da sempre... mai un "ti voglio bene", se non quando mi forzavo a farlo, mai un abbraccio, eppure ho questo desiderio immenso di farlo, di essergli più vicina ci sono tantissime occasioni in cui avrei voluto ballare il valzer con mio padre, ad esempio, ma per qualche motivo ho sempre evitato, vergogna o altro. ho paura di questa cosa... i miei genitori hanno 60 anni e non avrò più molto tempo con loro... fra una decina d'anni sarò già via di casa e sento che sta passando tutto davvero troppo in fretta, come se non avessi mai vissuto il classico rapporto "genitori e figli", come se non fossi mai stata davvero con loro... eppure non mancano momenti in cui stiamo tutti insieme, e il problema non credo sia l'infanzia perchè ho avuto un'infanzia bellissima.... non sono neanche loro il problema, perchè sono molto calorosi e sempre presenti se ho bisogno... sono dei genitori fantastici... a tutto questo, al fatto che non mi sembra di aver passato vero tempo con loro, ho dato la colpa al fatto che a partire dalle superiori ogni weekend ero fuori di casa e non sono mai stata davvero con loro... son una persona estremamente indipendente e non ho mai avuto problemi ad andare in giro ecc... ultimamente, l'unico momento dove credo di aver rimediato un po' a questo problema è stato qualche settimana fa: mio zio è morto e io sono stata l'ultima persona a vederlo...appena prima di andar via ho superato il mio blocco e gli ho stretto la mano (quando ero piccola, mi ero sempre rifiutata di farmi toccare da lui e dagli altri parenti). è morto dopo poche ore... li ho sentito di aver rimediato parzialmente e ne sono stata felice... perchè ce l'ho fatta ad esprimere un gesto di affetto prima che fosse troppo tardi.
2- sento che la mia vita mi sta scivolando tra le mani, e io sono bloccata con lo studio, con l'obiettivo di fare carriera, ma sento di stare perdendo tutto il resto (rapporto con i miei genitori compreso)
3- il tema sesso e tutto quello che vi è collegato per me è taboo... non so perchè, non so se è normale... questo mi succede però, anche li, solo in famiglia... con amici o con il mio ragazzo non ci sono problemi, anche se credo di non riuscire ad avere un vero rapporto sessuale con lui, per questo motivo...
come vedete sono piena di problemi... sinceramente credo che ce ne siano altri, nascosti sotto la superficie, però non so cosa farci... nel tempo li ho sempre sminuiti, dando importanza ad altre, oppure ho sempre cercato di risolvermeli da soli... ma ultimamente ho un peso sul cuore che non so proprio come togliere.
spero mi aiuterete...
grazie in anticipo,
ale
Mi odio, cosa posso fare?
Gentili dottori,
Sono Claudio, ho 23 anni e ho già fatto psicoterapia per un periodo di 10 mesi, da Marzo a Dicembre 2017.
Scrivo di una situazione per me tanto confusa quanto recente. Il mio problema è che dentro di me c'è una voce che quando non viene soffocata mi ricorda che mi odio, me lo urla. Disprezzo me stesso per la mia debolezza, per la mia lunaticità, per non riuscire a essere autentico con le persone a cui tengo. Non mi piaccio fisicamente ed è per me un'ossessione, ma prima di iniziare a fare palestra per irrobustirmi ho cominciato a sospettare che il mio problema sia ben diverso da una semplice dismorfofobia: sospetto che quanto mi sta accadendo da un po di anni sia il risultato di un'infanzia in cui sono arrivato a idealizzare i miei genitori per non provare ira e frustrazione per la loro educazione repressiva (e a tratti violenta). In sintesi, sospetto che dentro di me ci sia una rabbia che non trova espressione, derivante da una "pedagogia nera" e che mi porta al giorno d'oggi a odiarmi, mi trovo infatti ridicolo e gradualmente sto perdendo le speranze di amarmi. Ho l'abitudine da 5 anni di tenere un diario, nel quale non scrivo sistematicamente quanto accaduto ogni giorno: preferisco invece usarlo come valvola di sfogo, senza appuntamento, quando mi va lascio che i miei pensieri si imprimano senza filtri sulla carta. Per carattere sono introspettivo e cerco di ascoltarmi, qualunque emozione io stia provando. Ma fare lo psicologo di me stesso non è semplice, soprattutto perché non ho una sincera autostima e mi giudico a ogni piè sospinto. La consapevolezza del mio odio è arrivata dalle pagine del mio diario datate 6 mesi fa. Nel mio ultimo percorso di psicanalisi ho compreso infatti che ho soffocato per tutti gli anni del liceo questo odio verso me stesso creandomi un'immagine ideale di me stesso, quasi un "supereroe": sono stato figlio modello, studente modello, amico modello, ragazzo pacato e sempre incline all'ascolto. Insieme al mio dottore abbiamo superato questa visione, ma da quel momento mi sono sentito "nudo". Ho provato a ricostruire un'autostima (questa volta autentica) ma non ci sono mai riuscito, in questo quadro ho avuto anche la mia prima delusione amorosa e sono stato lasciato all'improvviso dal ragazzo che amavo. Mio padre non ha accettato completamente la mia sessualità e con lui il rapporto è molto complicato: da un po' di tempo non gli voglio più bene, ma non me ne vergogno, avrà le sue responsabilità senz'altro. I miei genitori si sono separati quando avevo 8 anni, da lì mio padre è passato da essere il mio dio a una persona che a tratti odiavo, perché non viveva più con me e anzi, dopo poco tempo ha conosciuto la sua attuale moglie. A livello razionale non mi sento geloso, ma chissà cosa bolle in pentola da anni. Il risultato è che adesso lui vorrebbe vedermi in modo più leggero, per venirmi incontro e aiutarmi a sentirmi di nuovo legato a lui, se non come un padre almeno come un amico. Ma non ne ho voglia, e se a volte mi sento in colpa più sovente mi sento saldo nella mia decisione. In conclusione, anche questo "voltafaccia" con mio padre mi sta facendo pensare di covare una rabbia inespressa, motivo della mia autostima bassa, o forse del tutto assente. Voglio cambiare la mia vita e amarmi, non ha senso la vita senza l'amore per se stessi: non sarei capace di amare nessun altro, perlomeno non in modo sano. E a 23 anni sento di consumare nell'odio quelli che potrebbero essere i miei anni migliori. Voglio far rivivere quel bambino che a un certo punto è diventato adulto di colpo. Vorrei sapere se un percorso psicologico nel mio caso può essere d'aiuto e se secondo voi, per quanto potete leggere, io abbia fatto centro e in qualche modo abbia capito da dove deriva la mia frustrazione. Grazie in anticipo per il cortese interesse, cordiali saluti.
Il rapporto con mio padre mi sta rovinando
Salve gentili dottori,
Sono un ragazzo di 25 anni bisex, con una non bella situazione in famiglia, da troppi anni ormai, ma in questo messaggio voglio concentrarmi sul rapporto con mio padre, poiché sento che mi mette in difficolta ad andare avanti. La cosa peggiore, credo che il rapporto ormai stia influenzando il mio problema riguardante la dipendenza da pornografia e masturbazione, Il sesso e la sessualità. Di fatti sono dipendente da foto, video, fantasie con uomini che potrebbero avere l’età di mio padre… con cui mi immagino fare sesso, sia hard che romantico, anche i miei incontri spesso sono con uomini più grandi di me. Facendo sesso con loro è come se ricevessi affetto, protezione… Facendo tutto quello che mi dicono, dicendomi che sono bravo, è come se ricevessi approvazione, attenzione. Mi sento che sono scelto…
Mio padre, lo posso descrivere come una persona molto disinteressata alla mia vita (il contrario di mia madre che è estremamente invasiva). Anche affettivamente è stato sempre molto carente, da lui i complimenti arrivano soltanto se faccio di estremamente grande, oppure se faccio qualcosa che lui avrebbe voluto che facessi. Vi riporto qualche esempio:
Ho un diploma da tecnico informatico (lui era contentissimo), quando all’università seppe la mia decisione di fare Fisica e non ingegneria informatica, usci di casa sbattendo la porta, non mi parlò per due settimane.
L’anno scorso feci il concorso per entrare in aeronautica come maresciallo, passai la prima e seconda fase (lui si congratulò e mi abbraccio addirittura), l’ultima fase (il tirocinio) la completai ma comunque risultai non idoneo alla fine, ritornai a casa ma ero completamente soddisfatto di quello che avevo fatto (davvero tanto impegno e sforzo ci misi), tornai con l’intenzione di riprovare l’anno dopo, lui mi rispose imbronciato che ”Se dovevo farmi ancora eliminare era meglio che non ci provavo”
Oppure due anni fa, un mese dopo aver avuto (come un coglione) un rapporto sessuale non protetto e stavo male (simil influenza), pensavo di aver preso l’hiv, ed ero completamente terrorizzato all’idea; lui si incazzò e andò via sbattendo la porta, anche se poi l’esame risultò negativo, non mi ha mai chiesto come stessi e non mi parlo per più di 1 mese.
Non riesco ad avere nemmeno una buona considerazione di lui, lo trovo spesso debole caratterialmente, senza coraggio, uno che scappa e cerca di evitare i problemi. Altra cosa che mi da letteralmente fastidio è che da troppa importanza al rapporto con la sua di madre... nel senso che da più importanza a lei che a mia madre o a me/mia sorella. Quest’ultima cosa per me è inaccettabile. Cosa mi sta insegnando? Come non dovrò essere un padre/marito nel futuro.
Ma io non riesco ad andare avanti, come ad esempio a liberarmi dalla mia dipendenza pornografica..
Lasciare per qualche settimana una bambina di tre anni senza la mamma
Salve, per motivi di lavoro devo viaggiare in altra regione, saranno circa due settimane al mese, e dovrò lasciare mia figlia che ha tre anni a casa con il papà. Senza mezzi termini dico che lei è più legata a me, non che non voglia bene al papà, ma in questi tre anni è stata più con me perché non lavorando avevo più tempo da dedicarle mentre mio marito capitava spesso che mancasse anche tutta la giornata. Lei fa tutto con me, io la porto all' asilo la mattina, la vado a riprendere, le faccio fare il riposino pomeridiano, gioco, le faccio il bagno, la notte dormiamo vicine e lei vuole abbracciarmi. Pensare di doverla lasciare anche se solo per due settimane mi piange il cuore ma non ho scelta. A settembre sono dovuta mancare due giorni e lei ha risposto bene al cambiamento, le ho spiegato che mamma sarebbe tornata presto, che dopo due nanne sarei tornata e lei è stata tranquilla con il papà, adesso però se le dico che mamma deve mancare per un po' per lavoro Lei non vuole, si lamenta, dice che vuole stare con la mamma e qualche giorno fa quando sono mancata da casa per un' oretta per una visita medica lei è scoppiata a piangere, il papà non riusciva a calmarla, chiamava me, così ora non so proprio come comportarmi per farle pesare il meno possibile quando non ci sarò
3 risposte - LeggiGravidanza e rapporto con i genitori
Buonasera,
scrivo per avere un confronto su una situazione che sto vivendo negli ultimi mesi.
A giugno ho scoperto di aspettare il secondo figlio, il primo ha 3 anni e mezzo.
Secondo figlio tanto desiderato da mio marito e anche da me.
Quando abbiamo comunicato la notizia ai nonni, i miei genitori (nonni materni) hanno reagito male: non si aspettavano questa seconda gravidanza nè la condividono come scelta visto che io sono figlia unica.
La reazione più negativa è stata quella di mio papà che tutt'oggi non accetta la cosa, non ne parla mai e anzi ha provato anche a dirmi come mai non avessi abortito oltre a "battute" infelici sulla situazione quando lo racconta ad amici o parenti.
Mia mamma si interessa di più, mi chiede delle visite e altro ma mi ha anche detto che si sarebbe aspettata ne avessi prima parlato con loro e avessi in qualche modo "chiesto" la loro approvazione prima di farlo.
È doveroso dire che mio marito, mio figlio ed io viviamo con i miei genitori da dopo il matrimonio in una casa molto grande e loro ci aiutano molto nella gestione del primo bimbo che adorano immensamente.
Tale scelta è stata da loro caldeggiata sin da subito proprio per una migliore gestione familiare (non per una questione di necessità da parte nostra).
I miei genitori, nonostante il clima di convivenza sia pacifico e tranquillo, so non apprezzano molto mio marito: gli rimproverano di non parlare e di non sentirsi parte della famiglia.
Mio marito è abbastanza taciturno e riservato, o meglio è una di quelle persone che parla se serve.
Nella coppia non abbiamo problemi di dialogo.
Ora francamente sto vivendo molto male questa situazione: mi sento quasi in colpa per questa seconda gravidanza e, in qualche modo, per averli delusi.
Io che sono sempre stata la figlia perfetta che non ha mai dato problemi anche a costo di rinunce di vario genere per soddisfare sempre le aspettative dei miei genitori e le loro richieste.
Capisco che l'arrivo di un secondo bimbo sarà un nuovo sconvolgimento dell'ambiente familiare e che i miei genitori potrebbero non avere più così tanta voglia di occuparsi di un nuovo nipote (cosa peraltro che non ho mai richiesto) ma la reazione mi sembra un pochino esagerata e non mi sta dando la giusta serenità per affrontare questa cosa.
Vi chiedo un sincero confronto e un consiglio su come poter gestire questo cambiamento (e i miei sensi di colpa).
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
Curiosità
Buonasera,vorrei porre un quesito. Riguarda mia madre, abbiamo sempre avuto un rapporto disfunzionale e difficoltoso.Dopo 3 anni in cui entrambe abbiamo con successo stabilito una connessione e un rapporto normale, che si è interrotto quasi 1 anno fà per via di 2 litigate,la cui colpa è stata imputata a me. Ora lei ultimamente a seguito di diverse discussioni e cambiamenti, piano piano,nonostante dica il contrario, è diventata molto indifferente e insofferente nei miei confronti,quando fino a poco tempo fà era possessiva ed invadente comunque. La cosa mi turba certo, è stato l'unico genitore "presente" è normale,ma per il resto sono in realtà contenta, visti i suoi comportamenti a mio parere falsi,bugiardi e manipolatori, infatti ho cercato per anni di tagliare i ponti, perchè sapevo che mai avrei ricevuto amore. Insomma mi sono tolta un peso! Arrivo al punto, quello che mi domando è come mai, lei tenda comunque a mostrarmi la sua insofferenza, a nascondersi o sottolineare quando parla con l'altro figlio, o non accettare le mie risposte fredde o a farmi i dispetti alle volte (cose di poco conto) e a usarmi magari per andare in vacanza, se nella vita di tutti i giorni fà cosi, ad esempio quando ero in dormiveglia una volta, la becco a farmi il verso. Ma se uno è indifferente,non dovrebbe essere esente da tutto ciò? Che fare per farla smettere? Mi scuso per il messaggio lungo
1 risposte - LeggiConfusione e ansia…
Buongiorno, premetto che é la prima volta che scrivo in questo forum.
Mi chiamo Giada, ho 24 anni e convivo da 2 anni lontana da casa con il mio attuale ragazzo. Nel modo più sintetico possibile voglio solo chiedere un consiglio basato su questa situazione:
Nella città dove convivo non mi trovo bene, non ho amicizie, l’ambiente di lavoro é tossico e la relazione non sta andando molto bene.
Avrei intenzione di mollare tutto e tornare nella mia città, certo potrei farlo, non ho paura di questo…
La mia confusione si fa presente nel momento in cui, avendo genitori separati (mio padre sta con una donna da un paio d’anni, ed é l’unico che ha saputo darmi amore e continua ad essere molto presente) mia mamma invece, fredda, mai un abbraccio, mai una carezza, mai un consiglio. Le ho fatto da mamma da che ne ho memoria, lei vive sola, ma ha sempre avuto (dopo mio padre) relazioni disfunzionali.
Sono tornata a casa per le ferie, dopo 5 mesi che non ci vedevamo, lei é scappata da un uomo conosciuto online dopo una settimana.
Io domani ritorno nella città dove vivo attualmente. Ci siamo viste solo due volte in 1 mese, lei, continua imperterrita ad essere indifferente nei miei confronti e stare nottate al telefono con questo nuovo “uomo” anziché spendere il tempo che mi é rimasto qui ,insieme.
Tralasciando dettagli, io non so cosa fare, mi sento persa, senza una casa, senza un obiettivo. Avevo tanta voglia di tornare vicina alla mia famiglia e ricominciare da capo. Questa situazione peró mi frena.
Spero di essere stata chiara nella mia richiesta perché ho scritto tutto di getto… Ringrazio anticipatamente chi riuscirà a darmi un piccolo consiglio.
Figlio gay che non dice di esserlo
Salve, mio figlio, 14 anni, senza essere spinto da noi genitori (aveva visto un ragazzo il cui genere era difficilmente intuibile), un giorno ci ha detto che non sa se sia omossessuale o etero, non sente uno stimolo da un lato o dall'altro. Lo abbiamo confortato, dicendogli che qualunque sia il suo orientamento, per noi non sarebbe cambiato nulla, eccetto il fatto (gli ho fatto notare) che avrei preferito fosse etero non per me, ma perché per un omosessuale la vita può essere più difficile (sono certo che lo sia) ma che in ogni caso lo avremo aiutato. Però, recentemente, ho scoperto controllando il suo PC che ha una relazione a distanza con un ragazzo di un altra nazione e suo coetaneo, con cui scambia fotografie (volto e petto nudo) e parole d'amore e qualche battute sessuale. Non ci ha detto nulla, e non so come intervenire e se devo farlo. Mi sento in colpa per aver invaso la sua intimità, ma preferirei non scambiasse foto online (questo cerco di ripeterglielo a più riprese, di stare attento quando naviga in rete) e non vorrei forzarlo a fare coming out, vorrei lasciargli il suo tempo. Io è sua madre cerchiamo di essere aperti, fin da piccolo, quando nei cartoni o film vedevamo con lui scene di scambio di affetto fra omosessuali, gli abbiamo spiegato che alcune persone sono cosi e vanno rispettate e per loro quella è la normalità, l'amore può andare al di là del rapporto uomo/donna, mi rendo conto però che, credo causa il nostro venire dagli anni 80, più volte abbiamo fatto qualche battuta (noi o nostri amici o familiari) a sfondo omofobo, più forte di noi. Non vorrei quindi averlo confuso in qualche modo o avergli fatto venire meno la fiducia nei nostri confronti. Inoltre, mi chiedo se il suo orientamento sia già consolidato o sia ancora in una fase di sperimentazione malgrado il suo rapporto a distanza e quanto dovrei essere permissivo in questo ambito. Come dovrei comportarmi? Grazie
4 risposte - LeggiIl rapporto con mio padre mi sta rovinando
Salve gentili dottori,
Sono un ragazzo di 25 anni bisex, con una non bella situazione in famiglia, da troppi anni ormai, ma in questo messaggio voglio concentrarmi sul rapporto con mio padre, poiché sento che mi mette in difficolta ad andare avanti. La cosa peggiore, credo che il rapporto ormai stia influenzando il mio problema riguardante la dipendenza da pornografia e masturbazione, Il sesso e la sessualità. Di fatti sono dipendente da foto, video, fantasie con uomini che potrebbero avere l’età di mio padre… con cui mi immagino fare sesso, sia hard che romantico, anche i miei incontri spesso sono con uomini più grandi di me. Facendo sesso con loro è come se ricevessi affetto, protezione… Facendo tutto quello che mi dicono, dicendomi che sono bravo, è come se ricevessi approvazione, attenzione. Mi sento che sono scelto…
Mio padre, lo posso descrivere come una persona molto disinteressata alla mia vita (il contrario di mia madre che è estremamente invasiva). Anche affettivamente è stato sempre molto carente, da lui i complimenti arrivano soltanto se faccio di estremamente grande, oppure se faccio qualcosa che lui avrebbe voluto che facessi. Vi riporto qualche esempio:
Ho un diploma da tecnico informatico (lui era contentissimo), quando all’università seppe la mia decisione di fare Fisica e non ingegneria informatica, usci di casa sbattendo la porta, non mi parlò per due settimane.
L’anno scorso feci il concorso per entrare in aeronautica come maresciallo, passai la prima e seconda fase (lui si congratulò e mi abbraccio addirittura), l’ultima fase (il tirocinio) la completai ma comunque risultai non idoneo alla fine, ritornai a casa ma ero completamente soddisfatto di quello che avevo fatto (davvero tanto impegno e sforzo ci misi), tornai con l’intenzione di riprovare l’anno dopo, lui mi rispose imbronciato che ”Se dovevo farmi ancora eliminare era meglio che non ci provavo”
Oppure due anni fa, un mese dopo aver avuto (come un coglione) un rapporto sessuale non protetto e stavo male (simil influenza), pensavo di aver preso l’hiv, ed ero completamente terrorizzato all’idea; lui si incazzò e andò via sbattendo la porta, anche se poi l’esame risultò negativo, non mi ha mai chiesto come stessi e non mi parlo per più di 1 mese.
Non riesco ad avere nemmeno una buona considerazione di lui, lo trovo spesso debole caratterialmente, senza coraggio, uno che scappa e cerca di evitare i problemi. Altra cosa che mi da letteralmente fastidio è che da troppa importanza al rapporto con la sua di madre... nel senso che da più importanza a lei che a mia madre o a me/mia sorella. Quest’ultima cosa per me è inaccettabile. Cosa mi sta insegnando? Come non dovrò essere un padre/marito nel futuro.
Ma io non riesco ad andare avanti, come ad esempio a liberarmi dalla mia dipendenza pornografica..
Lasciare per qualche settimana una bambina di tre anni senza la mamma
Salve, per motivi di lavoro devo viaggiare in altra regione, saranno circa due settimane al mese, e dovrò lasciare mia figlia che ha tre anni a casa con il papà. Senza mezzi termini dico che lei è più legata a me, non che non voglia bene al papà, ma in questi tre anni è stata più con me perché non lavorando avevo più tempo da dedicarle mentre mio marito capitava spesso che mancasse anche tutta la giornata. Lei fa tutto con me, io la porto all' asilo la mattina, la vado a riprendere, le faccio fare il riposino pomeridiano, gioco, le faccio il bagno, la notte dormiamo vicine e lei vuole abbracciarmi. Pensare di doverla lasciare anche se solo per due settimane mi piange il cuore ma non ho scelta. A settembre sono dovuta mancare due giorni e lei ha risposto bene al cambiamento, le ho spiegato che mamma sarebbe tornata presto, che dopo due nanne sarei tornata e lei è stata tranquilla con il papà, adesso però se le dico che mamma deve mancare per un po' per lavoro Lei non vuole, si lamenta, dice che vuole stare con la mamma e qualche giorno fa quando sono mancata da casa per un' oretta per una visita medica lei è scoppiata a piangere, il papà non riusciva a calmarla, chiamava me, così ora non so proprio come comportarmi per farle pesare il meno possibile quando non ci sarò
3 risposte - LeggiGravidanza e rapporto con i genitori
Buonasera,
scrivo per avere un confronto su una situazione che sto vivendo negli ultimi mesi.
A giugno ho scoperto di aspettare il secondo figlio, il primo ha 3 anni e mezzo.
Secondo figlio tanto desiderato da mio marito e anche da me.
Quando abbiamo comunicato la notizia ai nonni, i miei genitori (nonni materni) hanno reagito male: non si aspettavano questa seconda gravidanza nè la condividono come scelta visto che io sono figlia unica.
La reazione più negativa è stata quella di mio papà che tutt'oggi non accetta la cosa, non ne parla mai e anzi ha provato anche a dirmi come mai non avessi abortito oltre a "battute" infelici sulla situazione quando lo racconta ad amici o parenti.
Mia mamma si interessa di più, mi chiede delle visite e altro ma mi ha anche detto che si sarebbe aspettata ne avessi prima parlato con loro e avessi in qualche modo "chiesto" la loro approvazione prima di farlo.
È doveroso dire che mio marito, mio figlio ed io viviamo con i miei genitori da dopo il matrimonio in una casa molto grande e loro ci aiutano molto nella gestione del primo bimbo che adorano immensamente.
Tale scelta è stata da loro caldeggiata sin da subito proprio per una migliore gestione familiare (non per una questione di necessità da parte nostra).
I miei genitori, nonostante il clima di convivenza sia pacifico e tranquillo, so non apprezzano molto mio marito: gli rimproverano di non parlare e di non sentirsi parte della famiglia.
Mio marito è abbastanza taciturno e riservato, o meglio è una di quelle persone che parla se serve.
Nella coppia non abbiamo problemi di dialogo.
Ora francamente sto vivendo molto male questa situazione: mi sento quasi in colpa per questa seconda gravidanza e, in qualche modo, per averli delusi.
Io che sono sempre stata la figlia perfetta che non ha mai dato problemi anche a costo di rinunce di vario genere per soddisfare sempre le aspettative dei miei genitori e le loro richieste.
Capisco che l'arrivo di un secondo bimbo sarà un nuovo sconvolgimento dell'ambiente familiare e che i miei genitori potrebbero non avere più così tanta voglia di occuparsi di un nuovo nipote (cosa peraltro che non ho mai richiesto) ma la reazione mi sembra un pochino esagerata e non mi sta dando la giusta serenità per affrontare questa cosa.
Vi chiedo un sincero confronto e un consiglio su come poter gestire questo cambiamento (e i miei sensi di colpa).
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
Curiosità
Buonasera,vorrei porre un quesito. Riguarda mia madre, abbiamo sempre avuto un rapporto disfunzionale e difficoltoso.Dopo 3 anni in cui entrambe abbiamo con successo stabilito una connessione e un rapporto normale, che si è interrotto quasi 1 anno fà per via di 2 litigate,la cui colpa è stata imputata a me. Ora lei ultimamente a seguito di diverse discussioni e cambiamenti, piano piano,nonostante dica il contrario, è diventata molto indifferente e insofferente nei miei confronti,quando fino a poco tempo fà era possessiva ed invadente comunque. La cosa mi turba certo, è stato l'unico genitore "presente" è normale,ma per il resto sono in realtà contenta, visti i suoi comportamenti a mio parere falsi,bugiardi e manipolatori, infatti ho cercato per anni di tagliare i ponti, perchè sapevo che mai avrei ricevuto amore. Insomma mi sono tolta un peso! Arrivo al punto, quello che mi domando è come mai, lei tenda comunque a mostrarmi la sua insofferenza, a nascondersi o sottolineare quando parla con l'altro figlio, o non accettare le mie risposte fredde o a farmi i dispetti alle volte (cose di poco conto) e a usarmi magari per andare in vacanza, se nella vita di tutti i giorni fà cosi, ad esempio quando ero in dormiveglia una volta, la becco a farmi il verso. Ma se uno è indifferente,non dovrebbe essere esente da tutto ciò? Che fare per farla smettere? Mi scuso per il messaggio lungo
1 risposte - LeggiConfusione e ansia…
Buongiorno, premetto che é la prima volta che scrivo in questo forum.
Mi chiamo Giada, ho 24 anni e convivo da 2 anni lontana da casa con il mio attuale ragazzo. Nel modo più sintetico possibile voglio solo chiedere un consiglio basato su questa situazione:
Nella città dove convivo non mi trovo bene, non ho amicizie, l’ambiente di lavoro é tossico e la relazione non sta andando molto bene.
Avrei intenzione di mollare tutto e tornare nella mia città, certo potrei farlo, non ho paura di questo…
La mia confusione si fa presente nel momento in cui, avendo genitori separati (mio padre sta con una donna da un paio d’anni, ed é l’unico che ha saputo darmi amore e continua ad essere molto presente) mia mamma invece, fredda, mai un abbraccio, mai una carezza, mai un consiglio. Le ho fatto da mamma da che ne ho memoria, lei vive sola, ma ha sempre avuto (dopo mio padre) relazioni disfunzionali.
Sono tornata a casa per le ferie, dopo 5 mesi che non ci vedevamo, lei é scappata da un uomo conosciuto online dopo una settimana.
Io domani ritorno nella città dove vivo attualmente. Ci siamo viste solo due volte in 1 mese, lei, continua imperterrita ad essere indifferente nei miei confronti e stare nottate al telefono con questo nuovo “uomo” anziché spendere il tempo che mi é rimasto qui ,insieme.
Tralasciando dettagli, io non so cosa fare, mi sento persa, senza una casa, senza un obiettivo. Avevo tanta voglia di tornare vicina alla mia famiglia e ricominciare da capo. Questa situazione peró mi frena.
Spero di essere stata chiara nella mia richiesta perché ho scritto tutto di getto… Ringrazio anticipatamente chi riuscirà a darmi un piccolo consiglio.
Figlio gay che non dice di esserlo
Salve, mio figlio, 14 anni, senza essere spinto da noi genitori (aveva visto un ragazzo il cui genere era difficilmente intuibile), un giorno ci ha detto che non sa se sia omossessuale o etero, non sente uno stimolo da un lato o dall'altro. Lo abbiamo confortato, dicendogli che qualunque sia il suo orientamento, per noi non sarebbe cambiato nulla, eccetto il fatto (gli ho fatto notare) che avrei preferito fosse etero non per me, ma perché per un omosessuale la vita può essere più difficile (sono certo che lo sia) ma che in ogni caso lo avremo aiutato. Però, recentemente, ho scoperto controllando il suo PC che ha una relazione a distanza con un ragazzo di un altra nazione e suo coetaneo, con cui scambia fotografie (volto e petto nudo) e parole d'amore e qualche battute sessuale. Non ci ha detto nulla, e non so come intervenire e se devo farlo. Mi sento in colpa per aver invaso la sua intimità, ma preferirei non scambiasse foto online (questo cerco di ripeterglielo a più riprese, di stare attento quando naviga in rete) e non vorrei forzarlo a fare coming out, vorrei lasciargli il suo tempo. Io è sua madre cerchiamo di essere aperti, fin da piccolo, quando nei cartoni o film vedevamo con lui scene di scambio di affetto fra omosessuali, gli abbiamo spiegato che alcune persone sono cosi e vanno rispettate e per loro quella è la normalità, l'amore può andare al di là del rapporto uomo/donna, mi rendo conto però che, credo causa il nostro venire dagli anni 80, più volte abbiamo fatto qualche battuta (noi o nostri amici o familiari) a sfondo omofobo, più forte di noi. Non vorrei quindi averlo confuso in qualche modo o avergli fatto venire meno la fiducia nei nostri confronti. Inoltre, mi chiedo se il suo orientamento sia già consolidato o sia ancora in una fase di sperimentazione malgrado il suo rapporto a distanza e quanto dovrei essere permissivo in questo ambito. Come dovrei comportarmi? Grazie
4 risposte - Leggi