Trauma dopo rapina in casa per mamma e figlia
E' passato circa un mese dopo la rapina subita in casa da me e mia figlia e ancora non mi riprendo.
Sono vedova, benestante, vivo con mia figlia 28 enne in un villino unifamiliare in un piccolo centro della provincia di Avellino.
Di notte rapinatori armati hanno forzato una porta finestra, disattivato l'antifurto e ci hanno sorprese nel sonno.
Mia figlia è stata subito sopraffatta, legata e imbavagliata.
Io, sotto minaccia delle armi, non ho potuto reagire e ho dovuto rivelare combinazioni e quant'altro e lasciare che mi rapinassero.
Poi hanno legato e imbavagliato anche me.
Mia figlia ed io siamo state portate in stanze diverse affinché non potessimo liberarci a vicenda.
Per fortuna non abbiamo subito altre violenze.
Solo al mattino presto siamo state trovate ancora immobilizzate dalla donna delle pulizie che è entrata con la sua chiave.
Poi è seguita la trafila degli interrogatori.
E, peggio ancora, quella dei pettegolezzi di paese e delle curiosità (sono una persona piuttosto nota nel mio paese).
Ora vivo una triplice ferita: rabbia e umiliazione per la rapina subita, angoscia e paura notturna, mentre mia figlia sta ancora peggio di me e quasi mi rimprovera di non averla difesa.
So che il suo è un atteggiamento irrazionale, ma per lei sono stata sempre la sua guida forte e autorevole.
Mio marito è morto quando la ragazza era ancora una bambina e io l'ho viziata in ogni modo e sollevandola da ogni pensiero.
Ora la realtà ha fatto brutalmente il suo ingresso nel vissuto della mia bambina.
E io chiedo: che fare?
Grazie per l'ascolto.