Ila  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Firenze

Problema di amicizie

Buonasera Dottori, approfitto della vostra disponibilità per ricevere punti di vista sulla mia situazione.
Sono una ragazza di 20 anni e sono sempre stata sfortunata in ambito di amicizie: non ho conservato purtroppo gli amici di scuola e non ho altri gruppi a cui fare riferimento. Ho solo due amiche conosciute facendo volontariato, che però sono più grandi di me e si sono trasferite in città diverse, quindi possiamo sentirci solo online, sporadicamente.
Dunque, sono sempre stata molto sola durante l’adolescenza: mi è pesato in certe situazioni (per esempio, quando il sabato tutti uscivano ed io stavo in lacrime sotto le coperte), ma per il resto ci ho fatto l’abitudine, e mi piace tuttora avere i miei spazi e la mia libertà.
Quest’anno, essendosi presentata l’opportunità, ho deciso di andare a studiare fuori, lontano da casa e dall’ambiente solito, pensando che magari mi avrebbe aiutata dal punto di vista relazionale. Invece niente, per ora le mie aspettative sono deluse anche qui: ho due coinquiline, con cui purtroppo non mi trovo bene e non ho confidenza, e all’università ho giusto due amiche vere, ed altri che credo siano più di convenienza che sinceri. Non ho nessuno su cui contare, a parte la mia famiglia, nessuno a cui raccontare quello che penso o quello che mi succede durante il giorno, nessuno a cui chiedere consigli sulla mia cotta: per questa cosa, negli anni, sono ricorsa ai ragazzi, che però giustamente si aspettavano altro da me, quindi non è una buona idea continuare.
Io ci provo a cambiare, ad essere più aperta e alla mano, ma sembro sempre non essere gradita. Eppure nessuno mi dice mai cos’ho che non va, che dà fastidio. Sono un po’ eremita per carattere, tendo ad isolarmi, sicuramente anche a causa delle esperienze pregresse, non sono il tipo che va a chiedere: “che si fa?” “Posso unirmi?” ecc, perché mi sento invadente, ma forse è qui che sbaglio. Conosco coinquilini che hanno rapporti fantastici, come fratelli, mentre io con le mie nemmeno ci parlo, non mi considerano: non mi rendono partecipe di quello che fanno (cene, merende a casa ecc), non mi invitano quando escono, non mi rendono i soldi quando compro qualcosa, mentre tra sé lo fanno. E ovviamente, se vado in cucina e trovo le tazze sporche di cioccolata calda oppure una torta appena sfornata, ci resto male, perché anche a me avrebbe fatto piacere. Ho anche fatto loro dei regalini di Natale, per provare ad essere cortese, ma non è cambiato niente (e loro a me non hanno regalato nulla). Tra poco sarà il mio compleanno, e non ho idea di come trascorrerlo visto che sarò lontana da casa, ma sicuramente preferirei evitare di passarlo chiusa nel buco della mia camera (che è quello che faccio quando non vado a lezione). Spero di cambiare casa presto, ma intanto devo andare avanti così e non ne ho più le forze.
In conclusione, spero di essermi spiegata bene, di aver evidenziato la mia problematica, cioè il non riuscire a legare con i miei coetanei e soprattutto non capire cos’ho che non va, per potermi migliorare. Accetto super volentieri i vostri punti di vista.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 07/03/2024 - 15:40

Torino
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Cara Ila,
mi dispiace tanto leggere di questa sua difficoltà e posso capire quanta solitudine e tristezza da essa ne derivi. Perché non riesce a fare amicizie? Così su due piedi non è possibile risponderle e tantomeno darle dei suggerimenti. Non è mai stata una bambina prima, e una ragazza poi, particolarmente socievole, è possibile che nelle percezioni che ha di sé e del mondo nei suoi timori, incertezze, nelle definizioni che da a se stessa ci sia la chiave di queste difficoltà. Che cosa pensa di sé e degli altri, che cosa fa per difendersi dai timori rispetto alle relazioni, cosa fa e cosa evita per proteggersi dalle delusioni? Sarebbe opportuno un percorso di ricerca perché alla fine la chiave del suo problema e della sua risoluzione è proprio lei. Mi dispiace non poterle rispondere, ma un percorso di conoscenza, un sostegno psicologico sarebbe utile per affrontare la questione. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Giulia Aiello Inserita il 07/03/2024 - 17:35

Buongiorno,

si percepisce molto dal suo racconto la sofferenza e l'inadeguatezza che prova verso le relazioni amicali e l'assenza di esse. Sembra fare principalmente riferimento alle relazioni tra pari, in quanto, amicizie più grandi tramite il volontariato e relazioni familiari sembrano esserci. Potrebbe avere un senso per lei riuscire ad avere relazioni con persone più grandi e avere più difficoltà con persone più vicine alla sua età?
A cosa si riferisce quando dice "a causa di esperienze pregresse"? Potrebbe essere utile indagare fin dall'inizio come mai alcune relazioni sono andate in un determinato modo.

Ha mai sentito parlare della profezia che si autoavvera? è un meccanismo psicologico che incide significativamente sulla visione che le persone hanno di loro stesse e del loro modo di apparire agli altri, creando così, inconsapevolmente, degli schemi rigidi che confermano la nostra "profezia".
Quindi potrebbe essere che una persona è così convinta di non risultare piacevole agli altri che si mostrerà, inconsapevolmente, non piacevole agli altri, creando una ciclicità.

La mia risposta è solo una ipotesi e uno spunto di riflessione che deriva dal racconto che ha portato, spero di essere stata chiara nell'esprimermi e di esserle stata un po' di aiuto.
Se sentisse la necessità di provare ad indagare meglio queste difficoltà, può pensare di iniziare un percorso di supporto psicologico in modo da avere maggior consapevolezza e provare a comprendere un po' queste dinamiche dolorose che si porta dietro da tanti anni.

Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda!

Gentilmente,
Dott.ssa Aiello Giulia