Domande su Sesso, Coppia, Amore e Relazioni Domande e Risposte su sessualità, amore, coppia e relazioni
Perché mia moglie ha bisogno di questa fantasia?
Buongiorno
Mia moglie ed io siamo sposati da 21 anni.
Io no ho 47 e lei 42, abbiamo due figli.
La nostra vita matrimoniale è tutt'ora serena, solo qualche litigio qua e là, i figli crescono e noi stiamo bene insieme.
Sul fronte del sesso ho un dubbio.
Qualche mese fa ho scoperto sul suo cellulare un'applicazione, un po' nascosta, che so essere usata per chattare, la cui presenza mi è parsa strana.
Voglio chiarire che non si è trattato di un controllo motivato da dubbi, mi ha chiesto di tentare di sistemare il suo cellulare in quanto crashava in continuazione.
Senza voler approfondire la questione informatica vi dirò che ho aperto questa app.
Ebbene ho contato una decina di contatti, tutti uomini intorno i 45 anni circa, con i quali scambia frasi molto spinte, erotiche ma anche estremamente "porno".
Dopo la prima gelata di sangue ho cercato di ragionare e pormi domande.
1) Se nascondesse una tresca non sarebbe così ingenua da darmi il suo cellulare rischiando di essere scoperta.
2) Se invece lo avesse fatto apposta per mettermi sotto il naso le mie corna non sapendo in quale altro modo fare?
3) Perché a questi uomini non menziona nessun problema di coppia col quale giustificare il suo comportamento? Perché nelle sue frasi parla solo di sesso spinto fine a sé stesso?
..... è così via.
Non riuscendo a trovare un senso logico apparente in nessuna ipotesi, in quanto non stiamo attraversando nessuna crisi matrimoniale, ho deciso di guardarla negli occhi e chiederle spiegazioni..... tra un misto di sgomento, rabbia e terrore di averla persa senza essermene neppure accorto.
Attimo di sguardi.... poi la spiegazione mi ha lasciato di stucco.
"Non ti sto tradendo... è una mia fantasia, solo una fantasia.... che non avevo il coraggio di dirti".
Una fantasia inconfessabile.
Ovvero si eccita a chattare con perfetti sconosciuti recitando la parte della moglie fedifraga.
Devo dire che, tornando indietro con la memoria, non ha mai cambiato abitudini, non si cura più di prima, non si chiude in bagno per chattare.... non fa tutte quelle cose tipiche dei traditori, tranne usare parecchio il cell.
Ha voluto dimostrarmi che non mi tradisce davvero.
Ha voluto che leggessi integralmente tutte le chat,
ho letto cose molto spinte, cose che facciamo io e lei, non sono un puritano bacchettone.
Ma leggere certe cose rivolte ad altri uomini mi ha turbato molto.
Però devo ammettere che in mezzo a tutte quelle frasi non ho letto nulla che indicasse un suo scontento nei miei confronti, anzi, mi ha più volte descritto come passionale, ma che nonostante questo lei aveva bisogno di tradirmi comunque per dare sfogo alla “moglie troia” che è in lei ( parole scritte da lei).
Ma alle insistenze di questi uomini per incontrarla, lei rispondeva sempre con frasi indefinite che lasciavano in sospeso il discorso, senza dire di no e senza dire di si.
Ad un paio di questi, i più insistenti, mesi fa ha scritto che io l'avevo sorpresa e quindi doveva troncare.
È così è stato, vedendo la cronologia ho potuto constatare che con questi due non ha più scritto in effetti.
Insomma, tutto lascia intendere che non mi stia mentendo quando mi dice che è solo un gioco virtuale.
Ovvero che trovi eccitante recitare la parte della fedifraga ma senza esserlo davvero.
Ma adesso mi ritrovo in una condizione stranissima:
Mia moglie vorrebbe il mio benestare per continuare a chattare recitando un ruolo che la eccita e alimenta le sue fantasie virtuali, sostiene inoltre che tale pratica la “accende” e proprio per questo a letto è molto calda con me.
Io mi ritrovo a 47 anni a dover fare i conti con dubbi sulla sua onestà, anche se sembrerebbe tutto vero, ma la gelosia è irrazionale.
Insomma... ho diversi elementi per crederle ma mi sento agitato, come posso non temere che prima o poi tutte queste chat le facciano fare la sciocchezza?
Temo che impedirglielo faccia solo danno.
Grazie mille
Lui ha tratti narcisistici, esiste un alternativa alla parola fine?
buongiorno,
ho una relazione con un uomo che presenta alcuni tratti narcisistici della personalità.
Non credo rientri in un totale disturbo di personalità, in quanto presenta sensi di colpa, empatia e attenzione vera nei confronti delle persone con cui si relaziona e nei miei confronti. Ma non riesce a costruirsi una relazione umana che sia vera e stabile, soprattutto non permette più di tanto che gli si avvicini. O meglio, ha amicizie durature e di lunga data, ma solo se l'altro è disposto a darsi da fare pur di tenerla in piedi, cercandolo, standogli vicino. Lui non fa assolutamente nulla parte sua perché il rapporto stia in piedi. Con me alterna momenti di presenza totale, vicinanza, e manifestazione di amore ed affetto, a fughe repentine, senza apparente ragione se non appena mi avvicino troppo, e lunghi ed infiniti silenzi. In seguito ai quali, una volta riallacciato il contatto è come se nulla mai fosse accaduto. Alcuni tratti del narcisista mi pare li possieda appieno, il bisogno di essere sempre al centro, di essere lodato ed ammirato, la consapevolezza che questo malsano gioco di allontanamento e vicinanza mi leghino sempre più a lui. Prova stima nel riconoscere che con lui la vita è una roulette russa. Si vola e ci si schianta. Va molto fiero di questo suo aspetto caratteriale. Solo i coraggiosi ed i temerari osano... a suo dire... Si riconosce come un premio, un trofeo che raggiungo se mi do da fare, se mi impegno. Sarò ricompensata... questo è il suo modo di vedere se stesso. Io e tutte le persone che con lui si relazionano siamo considerate valide e di valore solo e se disposte a farsi in quattro per lui. Al contrario suo, che nulla fa pur di tenere vicino a sé chiunque. Sola eccezione la madre. Si giustifica dicendo di non avere bisogno di manifestare il suo affetto, tanto coloro che lo amano lo sanno, ma allo stesso tempo si aspetta e pretende che chi lo ama faccia di tutto pur di stargli vicino. Si aspetta il massimo dando il minimo se non il nulla. Ora, sono combattuta tra il gettare la spugna e abbandonare la nave, ma la consapevolezza che non sia del tutto così, mi spinge a convincermi che non sia del tutto irrecuperabile. E' una persona molto sensibile, soffre lui stesso del suo modo di essere, ed in fondo è consapevole di quanto sia lui stesso la causa per cui tutti finiscano inevitabilmente per allontanarsi. Questo fa si che si crei un effetto a catena, gli altri vanno via e lui fa sempre meno per trattenerli. Io so che è una persona buona, distante molto, rispetto ad alcuni aspetti che descrivono il narcisista patologico come un individuo senza speranza dal quale scappare a gambe levate. La verità è che gli voglio molto bene, ma ne voglio anche a me stessa. Ora, sono arrivata a soffrire sempre meno le sue assenze e le sue sparizioni, ma non vorrei abbandonarlo. E' palese che soffra quando qualcuno a cui tiene prende le distanze, e lo manifesta, nei gesti, nelle parole, negli stati d'animo. Eppure finisce per convincersi che la solitudine per lui sia la miglior soluzione, almeno questo è quello che si dice, quello che sente, io sono certa, è l'esatto opposto. Avrei piacere di avere un consiglio se possibile. grazie Chiara
Felicemente fidanzata ma pensare all'ex
Sono una ragazza di 22 anni e da quasi 7 mesi sono fidanzata con un ragazzo stupendo. Con lui c'è molta complicità mentale, è bello intelligente e non litighiamo praticamente mai. Tuttavia sempre più frequentemente mi ritrovo a pensare al mio ex, a sognarlo e a addirittura sperare di incrociarlo. Con il mio ex siamo stati insieme 2 anni, una relazione super intensa ma piena di alti e bassi ed è finita perchè in un periodo litigavamo troppo (non perchè non c'erano i sentimenti). Ci siamo lasciati un anno fa, ho passato i primi mesi con la rabbia dentro ma ora che mi è passata sono curiosa a voler capire come è diventato ora e come staremmo insieme, anche se ho paura di rovinare tutto.Le poche volte che l'ho sentito (perchè anche a lui manco e a volte mi cercava) avrei voluto raccontargli un sacco di cose, ma so che ora sono fidanzata e non è il caso.
Fino a che punto è normale pensare ad un ex? è normale essere felicemente fidanzata e a modo mio amare la persona con cui sto ora ma pensare all'ex che si aveva amato con tutta se stessa? Cosa faccio?
Mia moglie si masturba, come affrontare la cosa?
Buongiorno è da circa 6 mesi che mi sono accorto che mia moglie si masturba regolarmente tutti i giorni anche durante le prime ore del mattino mentre io sto dormendo. So che masturbarsi è normale ma a sentirla sto male e mi crea ansia. Ho cercato di parlare di questo argomento dicendo che una mattina l'ho sentita ma ha negato spudoratamente e mi ha detto che lei certe cose non le fa, inoltre gli ho fatto presente che ultimamente abbiamo meno relazioni rispetto a un anno fa ma lei innervosita ha risposto che è un pretesto per farle capire che sono alla ricerca di una relazione extra. Mi ha più volte detto che mi ama ma non so come affrontare la questione. Devo digli apertamente quello che sento e come mi sento? Non voglio rovinare il nostro bellissimo rapporto ma io non dormo sereno e rilassato.
2 risposte - LeggiQuando la moglie "lesbica" vuole una donna
Buongiorno
mi chiamo Alessandro, ho 45 anni, mia moglie 37, una figlia di 4. Sposati da due anni dopo una convivenza di dieci anni. Nessun problema particolare se non che quest'estate mia moglie mi confessa che a lei piacciono “anche” le donne. La notizia non mi sorprende più di tanto: un sospetto l'ho sempre nutrito ma sentirlo dire in piena sincerità mi ha lasciato spiazzato. Da quel momento, un otto volante di emozioni: paura (mi lascerà per una donna?), insicurezza (sono io il problema?), incoraggiamento (almeno non è un altro uomo), eccitazione (ci scappa un'avventura a tre). Poi la razionalità: fattene una ragione, mi dico, lei è così, tu non ci puoi fare nulla se non accettarla per quello che è. E così ho fatto: ho accettato la cosa, ho cercato di renderla condivisa, giocando con lei sull'ambiguità, quasi incoraggiandola a "togliersi la voglia" perchè, è controproducente tenere repressa la propria natura. Mia moglie mi ha sempre assicurato che il mio ruolo di marito e amante non è in discussione, che è soddisfatta di me, come compagno di vita e sotto le lenzuola. Un giorno mi parla di una ragazza (che entrambi conosciamo ed è una lesbica dichiarata con relazione "ufficiale") con la quale "qualcosa" è accaduto. Ne parliamo, si frequentano, e continua a rassicurarmi sul fatto che il nostro rapporto non è in discussione. In effetti, tutto sembra filare liscio, pure a letto, dove evidentemente le mie fantasie giovano al nostro rapporto e mia moglie non si tira indietro. Ma continuo a chiedermi se il mio atteggiamento sia corretto, se, per il timore di perderla, sto spingendo troppo mia moglie nel letto di una donna. Atteggiamento che non sarebbe reciproco. Insomma i dubbi sono tanti. le domande pure. che fare?
Ragazzo che si masturba su altre
Salve, sto da ormai più di due anni con questo ragazzo. Ho scoperto che si masturba sulle foto di altre ragazze di instagram. Sia conoscenti, sia amiche, sia fidanzate di amici. Non ne vuole parlare e per me non è facile accettare tutto ciò, anche se non lo do a vedere. Sono una persona molto insicura e questo mi fa sentire peggio. Abbiamo un ottima chimica sessuale e spesso cerco di inviargli qualche foto intima per sollecitarlo ma non penso che abbiano lo stesso effetto. Non so con chi parlarne perché mi vergogno molto. Ovviamente il problema in se non è la masturbazione o il fatto che abbia pensieri erotici al di fuori di me. Visto che comunque spesso mi fa battute su altre ragazze o mie amiche. Solo che l’usare foto di persone che conosco personalmente mi fa star male. Proprio perché sono persone vicine a noi e che lui conosce mi fa strano. Se fossero state modelle/attrici o quant’altro non mi tangerebbe minimamente come cosa. Solo che a quanto pare su di loro non lo fa. Sicuramente ricorre anche all’uso di video porno perché di questo ne abbiamo parlato spesso e anche con più tranquillità. Non capisco perciò la necessità di tutto ciò, soprattutto visto che ha anche delle foto mie. Non so da quando ha iniziato questa pratica se da quando stiamo insieme o da molto prima. Vorrei sapere come poter affrontare e accettare tutto ciò senza starci così male. Grazie mille in anticipo.
3 risposte - LeggiAiutatemi a capire che tipo di problema c'è dietro questo comportamento
Mi ha lasciato dalla sera alla mattina, travolta dal ritorno di pensieri legati al suo ex.
Ci siamo conosciuti quest’estate e tra noi è scattata subito una forte chimica. Lei era in crisi in una relazione di cinque anni e, nonostante io inizialmente cercassi di tenere le distanze per lucidità e difesa, ha insistito: ha lasciato l’ex e per un mese mi ha corteggiato con determinazione. Alla fine ho ceduto, perché mi piaceva molto.
La relazione è partita in modo intensissimo: coinvolgimento totale, grande felicità, condivisione continua. In pochi mesi abbiamo bruciato le tappe: amici, viaggi, vita quotidiana insieme. Mi presentava come l’uomo della sua vita, diceva di amarmi e di non essere mai stata così felice. Mi ha proposto di provare a convivere e abbiamo iniziato, con l’idea che fosse qualcosa di reversibile.
È durata una settimana.
Fino al giorno prima era tutto normale: progetti, serate con amici, intimità. Poi una mattina si è svegliata molto turbata da un sogno in cui i parenti del suo ex la prendevano a sassate. Da lì mi ha detto di sentirsi a disagio per la convivenza. Io ho proposto di fare un passo indietro, tornare ognuno a casa propria. Ha accettato, dicendo che non c’erano dubbi sul rapporto. Il giorno dopo, però, mi ha detto che se non vedeva un futuro con me allora non ero la persona giusta. Due giorni prima mi diceva “ti amo”.
Nel confronto successivo ha ammesso di essere tornata a pensare all’ex, anche a causa delle pressioni familiari, soprattutto della sorella, che le aveva detto che aveva corso troppo, che non si era presa tempo dopo la rottura e che stava vivendo una vita “da sposata” troppo presto.
Non c’erano stati segnali prima. Io avevo abbassato le difese perché la sentivo sincera e felice. Alla fine ha minimizzato tutto, parlando di leggerezza, immaturità, di una “bella parentesi” da conservare, mentre io riconosco il valore raro di ciò che si era creato.
È stato come accelerare fino a 150 km/h e poi tirare il freno a mano all’improvviso.
Io sono rimasto lì, con i pezzi ancora sparsi.
Non so che fare
Io non lo so se i miei sogni potranno mai realizzarsi.
Tempo fa una persona mi ha detto che i miei sogni mi verranno soffocati, io non gli ho risposto, non so se avrà torto o ragione. Però io mi sto impegnando, perché io mi impegno sempre quando ad una cosa ci tengo per davvero.
Mia madre mi dice che ho un'infinita pazienza. Perché? Molto semplice, perché sto con quello che è il mio ragazzo e dovrebbe diventare il mio futuro marito. Uso il condizionale perché mica è tanto sicuro che ci sposeremo.
Ho passato 4 anni da incubo in cui io lo rincorrevo e assecondavo tutti i capricci: oggi non voglio uscire, stasera c'è la partita, oggi mi devo vedere con i bro, stasera andiamo al porto a bere, tu non me la dai mai- che poi, quanto è brutto pretendere da una persona di voler avere un rapporto sessuale?- stasera voglio andare lì, no questo non mi piace e non si fa, no tranquilla che il lavoro lo trovo a settembre, la tesi devo solo inviarla al relatore... Tutte cazzate che sono rimbombate nella mia testa per anni.
Ad un certo mi sono detta: adesso basta. Ho trovato, quasi per caso, un ragazzo dolce che, per la prima volta nella mia vita, mi ha ascoltata. Non me ne fregava niente del suo aspetto estetico, era la sua dolcezza quello che mi attraeva. E mentre il mio fidanzato si destreggiava tra un Campari e un Negroni, io mi sfogavo con l'altro.
Alla fine avevo trovato il coraggio di lasciare il mio fidanzato. Lasciarlo non mi ha dato una particolare soddisfazione, quella è arrivata dopo quando l'ho visto soffrire. Per la prima volta ho visto lui versare lacrime per me. Non mi sono sentita cattiva, lui per me se lo meritava. Se l'era cercata decisamente.
Tuttavia con l'altro il rapporto non era particolarmente idilliaco: era praticamente assente e avevamo un modo di vivere la vita diverso. Molto spesso con lui mi annoiavo, mi mancava fare le cose che facevo prima.
Ero ossessionata dall'idea che il mio ex fidanzato mi avrebbe dimenticata. Così, dopo 4 mesi, siamo ritornati insieme. All'inizio eravamo felici. Non mancavano i momenti di rabbia in cui lui mi rinfacciava quei dannati 4 mesi in cui ci siamo lasciati, però tutto sommato eravamo felici. Ho fatto davvero di tutto per cercare di far andare bene le cose.
Un giorno incontriamo l'altro ragazzo, la reazione del mio ragazzo è stata violenta, voleva picchiarlo, ma io l'ho fermato. Una volta tornata a casa, ho mandato un messaggio all'altro chiedendogli di non denunciarlo. Lui non l'ha fatto. Io in quei giorni non sapevo cosa fare: rimanere con il mio ragazzo che non riusciva a superare tutto o rimanere da sola? Avevo inizialmente deciso di rimanere da sola, l'altro voleva incontrarmi a tutti i costi, ma io non volevo, ho evitato. Qualche giorno dopo, il mio ragazzo si è presentato fuori dalla mia palestra, l'altro ha cercato di avvisarmi forse per proteggermi, ma il mio ragazzo voleva solamente scusarsi. Io l'ho perdonato e siamo ritornati insieme. Da quel momento in poi ho chiuso definitivamente ogni rapporto con l'altro. A novembre io e il mio ragazzo ci siamo detti: "Ma perché non ci sposiamo?" e siamo subito andati a prenotare in chiesa, sala ricevimenti, abbiamo preso casa insieme.
Poi ecco, il 2026. Lui perde il lavoro (un lavoro che aveva trovato quando ci eravamo lasciati), cade nello sconforto più totale. Io, per tirarlo su di morale, cerco di stargli vicino spronandolo, ma lui mi allontana, preferisce rimanere a casa a giocare alla Switch piuttosto che stare con me. Giorno dopo giorno, mi sembra che tutto sia tornato come 2 anni prima: il suo disinteresse, la sua mancanza di affetto, la sua pigrizia, la sua mancanza di prospettive per il futuro. E a me questo fa paura, mi fa stare male. Oggi mi sono chiesta: ma vale davvero la pena sacrificare tutta la mia vita per una persona così?
Io non mi sento completamente felice, non mi sento completamente amata. Avrebbe dovuto riempirmi di attenzioni, di regali. Anche questa fase di preparazione al matrimonio non è come mi aspettavo. Io non sono molto felice. Vedo altre coppie che si amano davvero, ragazze che sfoggiano anelli con diamanti e vanno a Parigi. Io non ho mai avuto tutto questo. Ho paura anche di pretenderlo perché altrimenti lui mi rinfaccerebbe il fatto che io sia stata con un'altra persona per 4 mesi. Tuttavia mi rendo conto che non è vita questa. Io non so davvero cosa fare, so solo che non mi merito tutto questo. Cerco in un modo o nell'altro di distrarmi con lo studio e con il lavoro, però poi quando ci sono quei momenti in cui guardo la mia vita dall'esterno, come quando si guarda alla finestra, io mi rendo conto che non è questo il futuro che avrei voluto per me.
Non so che fare.
Crisi relazione
Buongiorno, sono una donna di 34 anni che vive da 16 anni una relazione con l’unico fidanzato della vita. Dal 2021 stiamo cercando casa per andare a convivere (nel frattempo entrambi viviamo ancora con le rispettive famiglie) ma senza aver concluso niente, giustificato dal fatto che io ho un lavoro precario e lui, nonostante il contratto a tempo indeterminato, ha il timore di perdere il lavoro. Inoltre, lui ha più volte sollevato il dubbio che io possa andarmene appena iniziata la convivenza e il timore di spendere i soldi, con il rischio di rimanere senza. A ciò ho sempre proposto come soluzione l’affitto, che però è stata bocciata per via della scarsa disponibilità di immobili, spazi ridotti rispetto alla casa dei genitori e la difficoltà di adattamento ad un contesto più caotico. Io mi ritrovo quindi a voler andare via di casa, immaginandomi di volerlo fare insieme, e lui che a parole mi dice di voler iniziare la convivenza, ma con i fatti mi dimostra il contrario. Il tutto condito da anni di trattamenti ambigui da parte sua, come la totale assenza di interesse per il mio lavoro, giudizi sul mio modo di vestire e comportarmi e mesi di litigate dovute proprio a questo mio desiderio di indipendenza e autonomia. Ad aprile 2025 mi era stato proposto da sua madre di andare a convivere nell’appartamento al piano terreno della loro villetta bifamiliare, cosa che avevo accettato con gioia, salvo poi rimangiarsi tutto a settembre, facendomi piombare nella delusione e nello sconforto. In questo momento sono quindi in profonda crisi, sentendomi estremamente delusa e sola in questa relazione che sembra non portare da nessuna parte, ma anche spaventata dall’idea di interrompere la relazione. Mi sembra di navigare da sola su una barchetta piccola a cui ogni tanto lui si attacca con una corda legata ad un salvagente per farsi trascinare. Ho più volte detto che sono disposta ad andare via da sola di casa e continuare la relazione così com’è adesso, cioè vedersi nel weekend. Ma in realtà mi rendo conto che non è come vorrei vivere la relazione. Vorrei chiedere quindi un aiuto a capire cosa suggerisce il suo atteggiamento e se quella che stiamo vivendo sia o no una relazione sana.
Ringrazio in anticipo per l’aiuto ricevuto.
Non mi sento scelta
Buongiorno, mi è bastata una frase del mio ragazzo, con il quale sto passando un periodo di crisi e valutazione della relazione, a buttarmi nello sconforto.
Ieri parlando di preghiere con lui, mi ha detto che ogni sera prega anche per me. Mi ha detto che prega per la salute di sua madre, di suo padre, dei suoi nipoti e per me. Insomma io sono l'ultima della lista. Questo mi ha fatto così male. Non mi sono sentita al primo posto per lui, e provo tanta rabbia per la sua famiglia e per lui che mi fa sentire così. Premesso che sono 8 anni che stiamo insieme e non ha intenzione di sposarsi. Il matrimonio non è mai stato un mio obiettivo nella vita, ma mi farebbe sentire scelta, considerata. Sento la sua famiglia ingombrante e sempre nella sua vita. Sento di venire dopo di loro, e di conseguenza non mi sento davvero scelta da lui. Non vedo dimostrazioni.
Non riesco a capire se quello che mi ha detto in merito alla preghiera sia una cosa importante da valutare o se invece ha colpito una mia fragilità, un mio disagio personale.
Come posso riuscire a vedere le cose in modo più obiettivo e più lucido?
Grazie.
Non amo più la mia compagna. Innamorato di un'altra
Gentili dottori,
scrivo perché mi sento dilaniato.
Sento che voglio molto bene alla mia compagna, con la quale sono cresciuto. Lei ha qualche anno più di me ed è sempre stata un riferimento importante (anche se a volte mi sono sentito schiacciato). Al di là delle nostre dinamiche di coppia, su cui a volte so che è possibile lavorare, il problema principale è che non mi sento più attratto né sento più un sentimento di amore, ma solo di affetto. È come se fossimo dei buoni coinquilini legati dal grande amore che ci lega a nostro figlio di 8 anni. Io non sento più trasporto né fisico né mentale. Poca felicità, poca gioia, poco trasporto, poca voglia di fare le cose insieme. Questo oramai da tempo...
E adesso vengo a un altro punto: ciò che mi ha dato conferma di tutto ciò è l'essermi innamorato di un'altra donna. I problemi che ho elencato c'erano già da prima ma quando ho iniziato a provare questo forte sentimento per un'altra donna ho visto la realtà finalmente per quella che è. Io sono sicuro che non potrebbe riaccendersi nulla con la mia compagna, con o senza la presenza di un'altra donna.
Tra l'altro, con questa donna, stupenda sotto ogni punto di vista, non c'è stato nulla. Non ho tradito la mia compagna né ho intenzione di farlo. Vorrei chiudere la storia e prendermi quella felicità che per tanto tempo mi è mancata. La donna che vorrei accanto ricambia i miei sentimenti. Il problema è che mi sento paralizzato perché ho paura di fare un salto nel buio. La mia compagna alla fine mi dà tranquillità e stabilità, e soprattutto temo per mio figlio. Temo che possa risentire della separazione. Dall'altra parte però devo dire che è da anni che mi sento spento, vuoto, senza alcun trasporto verso di lei, solo la tranquillità di avere una persona di supporto accanto, sulla quale posso certamente contare e con cui condividere l'educazione di nostro figlio. Mi chiedo però se per mio figlio questo sia un esempio di amore vero. Non è peggio restare insieme solo per abitudine e affetto? Forse se avessimo 70 anni, ma siamo ancora giovani in fondo... Io ho 44 anni. Non mi sento così vecchio da scegliere l'infelicità eterna. Solo che mi sento incapace di decidere. So che in questa indecisione potrei perdere la donna che vorrei accanto e questa cosa mi terrorizza..Quanta pazienza potrà ancora avere? Come detto, ricambia i miei sentimenti, ma è come se l'avessi messa in attesa e sento che se continuo così lei se ne andrà.
E io non voglio questo. Non riesco a immaginare di non avere un futuro con lei. Anche lei aveva già un'altra storia ma ha deciso di interromperla perché si è resa conto di non amare più il suo compagno. Ci siamo innamorati e vorremmo stare insieme. Sappiamo entrambi che saremmo finalmente felici. Cosa fare? Io in questa farsa non riesco più a vivere.
Sono dilaniato.
Tradimento
Buongiorno,
Da circa 2 mesi ho scoperto un tradimento da parte di mio marito.
Avevo dubbi che mi hanno portato a guardare un po oltre la fiducia ed eccomi arrivata alla cruda verita.
Ha ammesso lo sbaglio, ma ha pure ammesso che non mi ama piu e vuole capire se il non andare via da me è dettato dalla paura di lasciare i bambini e non sapere come fare a gestire le cose o semplicemente un momentaneo periodo di crisi.
Dobbiamo iniziare la terapia di coppia, ma in tutto cio non so spiegarmi perche lui non riesca a mettere momentaneamente in parte la terza persona.
Continua a mentirmi, dicendomi che non si sentono piu e poi io scopro che si sentono nuovamente.
Non so piu cosa fare.
La parte razionale di me crede che siamo ormai giunti alla fine della nostra storia.
La parte di me ancora innamorata non vuole arrendersi alla speranza che ci sia ancora qualcosa fra noi.
Ma non posso piu vivere cosi in ansia.
Sto male davvero e vedere che lui non si preoccupa di tutto il mio malessere mi fa morire ancora di piu.
Non so piu come comportarmi per poter stare almeno in pace con me stessa.
Crisi relazione
Buongiorno, sono una donna di 34 anni che vive da 16 anni una relazione con l’unico fidanzato della vita. Dal 2021 stiamo cercando casa per andare a convivere (nel frattempo entrambi viviamo ancora con le rispettive famiglie) ma senza aver concluso niente, giustificato dal fatto che io ho un lavoro precario e lui, nonostante il contratto a tempo indeterminato, ha il timore di perdere il lavoro. Inoltre, lui ha più volte sollevato il dubbio che io possa andarmene appena iniziata la convivenza e il timore di spendere i soldi, con il rischio di rimanere senza. A ciò ho sempre proposto come soluzione l’affitto, che però è stata bocciata per via della scarsa disponibilità di immobili, spazi ridotti rispetto alla casa dei genitori e la difficoltà di adattamento ad un contesto più caotico. Io mi ritrovo quindi a voler andare via di casa, immaginandomi di volerlo fare insieme, e lui che a parole mi dice di voler iniziare la convivenza, ma con i fatti mi dimostra il contrario. Il tutto condito da anni di trattamenti ambigui da parte sua, come la totale assenza di interesse per il mio lavoro, giudizi sul mio modo di vestire e comportarmi e mesi di litigate dovute proprio a questo mio desiderio di indipendenza e autonomia. Ad aprile 2025 mi era stato proposto da sua madre di andare a convivere nell’appartamento al piano terreno della loro villetta bifamiliare, cosa che avevo accettato con gioia, salvo poi rimangiarsi tutto a settembre, facendomi piombare nella delusione e nello sconforto. In questo momento sono quindi in profonda crisi, sentendomi estremamente delusa e sola in questa relazione che sembra non portare da nessuna parte, ma anche spaventata dall’idea di interrompere la relazione. Mi sembra di navigare da sola su una barchetta piccola a cui ogni tanto lui si attacca con una corda legata ad un salvagente per farsi trascinare. Ho più volte detto che sono disposta ad andare via da sola di casa e continuare la relazione così com’è adesso, cioè vedersi nel weekend. Ma in realtà mi rendo conto che non è come vorrei vivere la relazione. Vorrei chiedere quindi un aiuto a capire cosa suggerisce il suo atteggiamento e se quella che stiamo vivendo sia o no una relazione sana.
Ringrazio in anticipo per l’aiuto ricevuto.
Non mi sento scelta
Buongiorno, mi è bastata una frase del mio ragazzo, con il quale sto passando un periodo di crisi e valutazione della relazione, a buttarmi nello sconforto.
Ieri parlando di preghiere con lui, mi ha detto che ogni sera prega anche per me. Mi ha detto che prega per la salute di sua madre, di suo padre, dei suoi nipoti e per me. Insomma io sono l'ultima della lista. Questo mi ha fatto così male. Non mi sono sentita al primo posto per lui, e provo tanta rabbia per la sua famiglia e per lui che mi fa sentire così. Premesso che sono 8 anni che stiamo insieme e non ha intenzione di sposarsi. Il matrimonio non è mai stato un mio obiettivo nella vita, ma mi farebbe sentire scelta, considerata. Sento la sua famiglia ingombrante e sempre nella sua vita. Sento di venire dopo di loro, e di conseguenza non mi sento davvero scelta da lui. Non vedo dimostrazioni.
Non riesco a capire se quello che mi ha detto in merito alla preghiera sia una cosa importante da valutare o se invece ha colpito una mia fragilità, un mio disagio personale.
Come posso riuscire a vedere le cose in modo più obiettivo e più lucido?
Grazie.
Non amo più la mia compagna. Innamorato di un'altra
Gentili dottori,
scrivo perché mi sento dilaniato.
Sento che voglio molto bene alla mia compagna, con la quale sono cresciuto. Lei ha qualche anno più di me ed è sempre stata un riferimento importante (anche se a volte mi sono sentito schiacciato). Al di là delle nostre dinamiche di coppia, su cui a volte so che è possibile lavorare, il problema principale è che non mi sento più attratto né sento più un sentimento di amore, ma solo di affetto. È come se fossimo dei buoni coinquilini legati dal grande amore che ci lega a nostro figlio di 8 anni. Io non sento più trasporto né fisico né mentale. Poca felicità, poca gioia, poco trasporto, poca voglia di fare le cose insieme. Questo oramai da tempo...
E adesso vengo a un altro punto: ciò che mi ha dato conferma di tutto ciò è l'essermi innamorato di un'altra donna. I problemi che ho elencato c'erano già da prima ma quando ho iniziato a provare questo forte sentimento per un'altra donna ho visto la realtà finalmente per quella che è. Io sono sicuro che non potrebbe riaccendersi nulla con la mia compagna, con o senza la presenza di un'altra donna.
Tra l'altro, con questa donna, stupenda sotto ogni punto di vista, non c'è stato nulla. Non ho tradito la mia compagna né ho intenzione di farlo. Vorrei chiudere la storia e prendermi quella felicità che per tanto tempo mi è mancata. La donna che vorrei accanto ricambia i miei sentimenti. Il problema è che mi sento paralizzato perché ho paura di fare un salto nel buio. La mia compagna alla fine mi dà tranquillità e stabilità, e soprattutto temo per mio figlio. Temo che possa risentire della separazione. Dall'altra parte però devo dire che è da anni che mi sento spento, vuoto, senza alcun trasporto verso di lei, solo la tranquillità di avere una persona di supporto accanto, sulla quale posso certamente contare e con cui condividere l'educazione di nostro figlio. Mi chiedo però se per mio figlio questo sia un esempio di amore vero. Non è peggio restare insieme solo per abitudine e affetto? Forse se avessimo 70 anni, ma siamo ancora giovani in fondo... Io ho 44 anni. Non mi sento così vecchio da scegliere l'infelicità eterna. Solo che mi sento incapace di decidere. So che in questa indecisione potrei perdere la donna che vorrei accanto e questa cosa mi terrorizza..Quanta pazienza potrà ancora avere? Come detto, ricambia i miei sentimenti, ma è come se l'avessi messa in attesa e sento che se continuo così lei se ne andrà.
E io non voglio questo. Non riesco a immaginare di non avere un futuro con lei. Anche lei aveva già un'altra storia ma ha deciso di interromperla perché si è resa conto di non amare più il suo compagno. Ci siamo innamorati e vorremmo stare insieme. Sappiamo entrambi che saremmo finalmente felici. Cosa fare? Io in questa farsa non riesco più a vivere.
Sono dilaniato.
Tradimento
Buongiorno,
Da circa 2 mesi ho scoperto un tradimento da parte di mio marito.
Avevo dubbi che mi hanno portato a guardare un po oltre la fiducia ed eccomi arrivata alla cruda verita.
Ha ammesso lo sbaglio, ma ha pure ammesso che non mi ama piu e vuole capire se il non andare via da me è dettato dalla paura di lasciare i bambini e non sapere come fare a gestire le cose o semplicemente un momentaneo periodo di crisi.
Dobbiamo iniziare la terapia di coppia, ma in tutto cio non so spiegarmi perche lui non riesca a mettere momentaneamente in parte la terza persona.
Continua a mentirmi, dicendomi che non si sentono piu e poi io scopro che si sentono nuovamente.
Non so piu cosa fare.
La parte razionale di me crede che siamo ormai giunti alla fine della nostra storia.
La parte di me ancora innamorata non vuole arrendersi alla speranza che ci sia ancora qualcosa fra noi.
Ma non posso piu vivere cosi in ansia.
Sto male davvero e vedere che lui non si preoccupa di tutto il mio malessere mi fa morire ancora di piu.
Non so piu come comportarmi per poter stare almeno in pace con me stessa.
Situazione famigliare
Salve, mi chiamo Riccardo e scrivo in quanto a causa delle mie azioni non ho più rapporti coi miei cugini sia materni che paterni, e questo un pò mi fa soffrire. Credo che questo sia dovuto al fatto che sono una persona manipolabile e mi sono lasciato condizionare dai cattivi rapporti di mio padre con loro per allontanarmi a mia volta. In generale sono una persona che ha paura a mantenere le proprie convinzioni e punti fermi cambiando il mio modo di fare, credo che questo sia legato alla pausa di restare solo andando avanti con le mie convinzioni.
Volevo chiedere se ci sono domande per capire come mantenere tali convinzioni e quali sono le attività che posso seguire per risolvere questo mio modo di fare
Grazie
Genitori non accettano differenza di età
i genitori della mia ragazza non accettano la nostra relazione e lei ci sta male. Abbiamo io 40 e lei 24 anni ed e per questa differenza di età che non accettano la cosa. Ci frequentiamo da 3 mesi e loro non mi hanno mai conosciuto, ma le hanno detto a più riprese che questa cosa li delude e non la accetteranno mai. Lei ci soffre molto perché per lei è importantissimo il giudizio dei suoi genitori. Quindi siamo in difficoltà e non sappiamo cosa fare
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