Domande su Sesso, Coppia, Amore e Relazioni Domande e Risposte su sessualità, amore, coppia e relazioni
Perché mia moglie ha bisogno di questa fantasia?
Buongiorno
Mia moglie ed io siamo sposati da 21 anni.
Io no ho 47 e lei 42, abbiamo due figli.
La nostra vita matrimoniale è tutt'ora serena, solo qualche litigio qua e là, i figli crescono e noi stiamo bene insieme.
Sul fronte del sesso ho un dubbio.
Qualche mese fa ho scoperto sul suo cellulare un'applicazione, un po' nascosta, che so essere usata per chattare, la cui presenza mi è parsa strana.
Voglio chiarire che non si è trattato di un controllo motivato da dubbi, mi ha chiesto di tentare di sistemare il suo cellulare in quanto crashava in continuazione.
Senza voler approfondire la questione informatica vi dirò che ho aperto questa app.
Ebbene ho contato una decina di contatti, tutti uomini intorno i 45 anni circa, con i quali scambia frasi molto spinte, erotiche ma anche estremamente "porno".
Dopo la prima gelata di sangue ho cercato di ragionare e pormi domande.
1) Se nascondesse una tresca non sarebbe così ingenua da darmi il suo cellulare rischiando di essere scoperta.
2) Se invece lo avesse fatto apposta per mettermi sotto il naso le mie corna non sapendo in quale altro modo fare?
3) Perché a questi uomini non menziona nessun problema di coppia col quale giustificare il suo comportamento? Perché nelle sue frasi parla solo di sesso spinto fine a sé stesso?
..... è così via.
Non riuscendo a trovare un senso logico apparente in nessuna ipotesi, in quanto non stiamo attraversando nessuna crisi matrimoniale, ho deciso di guardarla negli occhi e chiederle spiegazioni..... tra un misto di sgomento, rabbia e terrore di averla persa senza essermene neppure accorto.
Attimo di sguardi.... poi la spiegazione mi ha lasciato di stucco.
"Non ti sto tradendo... è una mia fantasia, solo una fantasia.... che non avevo il coraggio di dirti".
Una fantasia inconfessabile.
Ovvero si eccita a chattare con perfetti sconosciuti recitando la parte della moglie fedifraga.
Devo dire che, tornando indietro con la memoria, non ha mai cambiato abitudini, non si cura più di prima, non si chiude in bagno per chattare.... non fa tutte quelle cose tipiche dei traditori, tranne usare parecchio il cell.
Ha voluto dimostrarmi che non mi tradisce davvero.
Ha voluto che leggessi integralmente tutte le chat,
ho letto cose molto spinte, cose che facciamo io e lei, non sono un puritano bacchettone.
Ma leggere certe cose rivolte ad altri uomini mi ha turbato molto.
Però devo ammettere che in mezzo a tutte quelle frasi non ho letto nulla che indicasse un suo scontento nei miei confronti, anzi, mi ha più volte descritto come passionale, ma che nonostante questo lei aveva bisogno di tradirmi comunque per dare sfogo alla “moglie troia” che è in lei ( parole scritte da lei).
Ma alle insistenze di questi uomini per incontrarla, lei rispondeva sempre con frasi indefinite che lasciavano in sospeso il discorso, senza dire di no e senza dire di si.
Ad un paio di questi, i più insistenti, mesi fa ha scritto che io l'avevo sorpresa e quindi doveva troncare.
È così è stato, vedendo la cronologia ho potuto constatare che con questi due non ha più scritto in effetti.
Insomma, tutto lascia intendere che non mi stia mentendo quando mi dice che è solo un gioco virtuale.
Ovvero che trovi eccitante recitare la parte della fedifraga ma senza esserlo davvero.
Ma adesso mi ritrovo in una condizione stranissima:
Mia moglie vorrebbe il mio benestare per continuare a chattare recitando un ruolo che la eccita e alimenta le sue fantasie virtuali, sostiene inoltre che tale pratica la “accende” e proprio per questo a letto è molto calda con me.
Io mi ritrovo a 47 anni a dover fare i conti con dubbi sulla sua onestà, anche se sembrerebbe tutto vero, ma la gelosia è irrazionale.
Insomma... ho diversi elementi per crederle ma mi sento agitato, come posso non temere che prima o poi tutte queste chat le facciano fare la sciocchezza?
Temo che impedirglielo faccia solo danno.
Grazie mille
Lui ha tratti narcisistici, esiste un alternativa alla parola fine?
buongiorno,
ho una relazione con un uomo che presenta alcuni tratti narcisistici della personalità.
Non credo rientri in un totale disturbo di personalità, in quanto presenta sensi di colpa, empatia e attenzione vera nei confronti delle persone con cui si relaziona e nei miei confronti. Ma non riesce a costruirsi una relazione umana che sia vera e stabile, soprattutto non permette più di tanto che gli si avvicini. O meglio, ha amicizie durature e di lunga data, ma solo se l'altro è disposto a darsi da fare pur di tenerla in piedi, cercandolo, standogli vicino. Lui non fa assolutamente nulla parte sua perché il rapporto stia in piedi. Con me alterna momenti di presenza totale, vicinanza, e manifestazione di amore ed affetto, a fughe repentine, senza apparente ragione se non appena mi avvicino troppo, e lunghi ed infiniti silenzi. In seguito ai quali, una volta riallacciato il contatto è come se nulla mai fosse accaduto. Alcuni tratti del narcisista mi pare li possieda appieno, il bisogno di essere sempre al centro, di essere lodato ed ammirato, la consapevolezza che questo malsano gioco di allontanamento e vicinanza mi leghino sempre più a lui. Prova stima nel riconoscere che con lui la vita è una roulette russa. Si vola e ci si schianta. Va molto fiero di questo suo aspetto caratteriale. Solo i coraggiosi ed i temerari osano... a suo dire... Si riconosce come un premio, un trofeo che raggiungo se mi do da fare, se mi impegno. Sarò ricompensata... questo è il suo modo di vedere se stesso. Io e tutte le persone che con lui si relazionano siamo considerate valide e di valore solo e se disposte a farsi in quattro per lui. Al contrario suo, che nulla fa pur di tenere vicino a sé chiunque. Sola eccezione la madre. Si giustifica dicendo di non avere bisogno di manifestare il suo affetto, tanto coloro che lo amano lo sanno, ma allo stesso tempo si aspetta e pretende che chi lo ama faccia di tutto pur di stargli vicino. Si aspetta il massimo dando il minimo se non il nulla. Ora, sono combattuta tra il gettare la spugna e abbandonare la nave, ma la consapevolezza che non sia del tutto così, mi spinge a convincermi che non sia del tutto irrecuperabile. E' una persona molto sensibile, soffre lui stesso del suo modo di essere, ed in fondo è consapevole di quanto sia lui stesso la causa per cui tutti finiscano inevitabilmente per allontanarsi. Questo fa si che si crei un effetto a catena, gli altri vanno via e lui fa sempre meno per trattenerli. Io so che è una persona buona, distante molto, rispetto ad alcuni aspetti che descrivono il narcisista patologico come un individuo senza speranza dal quale scappare a gambe levate. La verità è che gli voglio molto bene, ma ne voglio anche a me stessa. Ora, sono arrivata a soffrire sempre meno le sue assenze e le sue sparizioni, ma non vorrei abbandonarlo. E' palese che soffra quando qualcuno a cui tiene prende le distanze, e lo manifesta, nei gesti, nelle parole, negli stati d'animo. Eppure finisce per convincersi che la solitudine per lui sia la miglior soluzione, almeno questo è quello che si dice, quello che sente, io sono certa, è l'esatto opposto. Avrei piacere di avere un consiglio se possibile. grazie Chiara
Felicemente fidanzata ma pensare all'ex
Sono una ragazza di 22 anni e da quasi 7 mesi sono fidanzata con un ragazzo stupendo. Con lui c'è molta complicità mentale, è bello intelligente e non litighiamo praticamente mai. Tuttavia sempre più frequentemente mi ritrovo a pensare al mio ex, a sognarlo e a addirittura sperare di incrociarlo. Con il mio ex siamo stati insieme 2 anni, una relazione super intensa ma piena di alti e bassi ed è finita perchè in un periodo litigavamo troppo (non perchè non c'erano i sentimenti). Ci siamo lasciati un anno fa, ho passato i primi mesi con la rabbia dentro ma ora che mi è passata sono curiosa a voler capire come è diventato ora e come staremmo insieme, anche se ho paura di rovinare tutto.Le poche volte che l'ho sentito (perchè anche a lui manco e a volte mi cercava) avrei voluto raccontargli un sacco di cose, ma so che ora sono fidanzata e non è il caso.
Fino a che punto è normale pensare ad un ex? è normale essere felicemente fidanzata e a modo mio amare la persona con cui sto ora ma pensare all'ex che si aveva amato con tutta se stessa? Cosa faccio?
Mia moglie si masturba, come affrontare la cosa?
Buongiorno è da circa 6 mesi che mi sono accorto che mia moglie si masturba regolarmente tutti i giorni anche durante le prime ore del mattino mentre io sto dormendo. So che masturbarsi è normale ma a sentirla sto male e mi crea ansia. Ho cercato di parlare di questo argomento dicendo che una mattina l'ho sentita ma ha negato spudoratamente e mi ha detto che lei certe cose non le fa, inoltre gli ho fatto presente che ultimamente abbiamo meno relazioni rispetto a un anno fa ma lei innervosita ha risposto che è un pretesto per farle capire che sono alla ricerca di una relazione extra. Mi ha più volte detto che mi ama ma non so come affrontare la questione. Devo digli apertamente quello che sento e come mi sento? Non voglio rovinare il nostro bellissimo rapporto ma io non dormo sereno e rilassato.
2 risposte - LeggiRagazzo che si masturba su altre
Salve, sto da ormai più di due anni con questo ragazzo. Ho scoperto che si masturba sulle foto di altre ragazze di instagram. Sia conoscenti, sia amiche, sia fidanzate di amici. Non ne vuole parlare e per me non è facile accettare tutto ciò, anche se non lo do a vedere. Sono una persona molto insicura e questo mi fa sentire peggio. Abbiamo un ottima chimica sessuale e spesso cerco di inviargli qualche foto intima per sollecitarlo ma non penso che abbiano lo stesso effetto. Non so con chi parlarne perché mi vergogno molto. Ovviamente il problema in se non è la masturbazione o il fatto che abbia pensieri erotici al di fuori di me. Visto che comunque spesso mi fa battute su altre ragazze o mie amiche. Solo che l’usare foto di persone che conosco personalmente mi fa star male. Proprio perché sono persone vicine a noi e che lui conosce mi fa strano. Se fossero state modelle/attrici o quant’altro non mi tangerebbe minimamente come cosa. Solo che a quanto pare su di loro non lo fa. Sicuramente ricorre anche all’uso di video porno perché di questo ne abbiamo parlato spesso e anche con più tranquillità. Non capisco perciò la necessità di tutto ciò, soprattutto visto che ha anche delle foto mie. Non so da quando ha iniziato questa pratica se da quando stiamo insieme o da molto prima. Vorrei sapere come poter affrontare e accettare tutto ciò senza starci così male. Grazie mille in anticipo.
3 risposte - LeggiQuando la moglie "lesbica" vuole una donna
Buongiorno
mi chiamo Alessandro, ho 45 anni, mia moglie 37, una figlia di 4. Sposati da due anni dopo una convivenza di dieci anni. Nessun problema particolare se non che quest'estate mia moglie mi confessa che a lei piacciono “anche” le donne. La notizia non mi sorprende più di tanto: un sospetto l'ho sempre nutrito ma sentirlo dire in piena sincerità mi ha lasciato spiazzato. Da quel momento, un otto volante di emozioni: paura (mi lascerà per una donna?), insicurezza (sono io il problema?), incoraggiamento (almeno non è un altro uomo), eccitazione (ci scappa un'avventura a tre). Poi la razionalità: fattene una ragione, mi dico, lei è così, tu non ci puoi fare nulla se non accettarla per quello che è. E così ho fatto: ho accettato la cosa, ho cercato di renderla condivisa, giocando con lei sull'ambiguità, quasi incoraggiandola a "togliersi la voglia" perchè, è controproducente tenere repressa la propria natura. Mia moglie mi ha sempre assicurato che il mio ruolo di marito e amante non è in discussione, che è soddisfatta di me, come compagno di vita e sotto le lenzuola. Un giorno mi parla di una ragazza (che entrambi conosciamo ed è una lesbica dichiarata con relazione "ufficiale") con la quale "qualcosa" è accaduto. Ne parliamo, si frequentano, e continua a rassicurarmi sul fatto che il nostro rapporto non è in discussione. In effetti, tutto sembra filare liscio, pure a letto, dove evidentemente le mie fantasie giovano al nostro rapporto e mia moglie non si tira indietro. Ma continuo a chiedermi se il mio atteggiamento sia corretto, se, per il timore di perderla, sto spingendo troppo mia moglie nel letto di una donna. Atteggiamento che non sarebbe reciproco. Insomma i dubbi sono tanti. le domande pure. che fare?
Relazione con un uomo sposato
Buongiorno,
da Dicembre 2025 ho una relazione con un uomo, mio collega, più grande di 13 anni, sposato.
E' iniziato tutto scrivendoci, scambiandoci emozioni ed opinioni, fino a che a Dicembre ci siamo baciati e da lì è iniziata la Ns relazione.
Inizialmente è stato tutto molto intenso, ci siamo innamorati l'uno dell'altra.
Lui, da mesi, è uscito di casa, trovandosi casa in affitto e sta' parallelamente intraprendendo una terapia di coppia con la moglie (dice per far si che si stanchi e per separarsi consensualmente) e vendendo la casa coniugale (così dice).
Io nel frattempo ho deciso anch'io di separarmi, (ho un bambino piccolo) da qualche settimana il padre ha deciso di uscire di casa.
Cerco quando non ho il bambino di dedicare il mio tempo a lui, abbiamo anche dormito insieme, ma ho notato un progressivo allontanamento, si riempie di impegni e mi dedica piccoli spazi, dice che vuole vedermi, ma è sempre impegnato. Addirittura aveva tolto la fede, da Domenica l'ha rimessa.
Lui ribadisce che ci stiamo conoscendo, che dobbiamo ancora nasconderci, che siamo amanti in questo tempo, di goderci il momento senza pensare al passato o al futuro.
Cosa che invece qualche mese fa non diceva.
Sinceramente non capisco che cosa sia successo.
Due destini
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 32 anni, sto per completare un lungo percorso di formazione medica con il conseguimento di una specializzazione clinica, vita molto intensa, talvolta faticosa ma attraversata con entusiasmo.
Ho svolto un percorso con una psicologa che conosce benissimo la mia famiglia e me, le nostre vicissitudini e l’ambiente relazionale perché seguii mio fratello da bambino. Ormai le sono così “affezionata” che mi rendo conto sia il momento di sentire delle second opinion.
Scrivo perché non riesco a venire a capo del garbuglio amoroso che mi accompagna negli ultimi 2 anni, tutto è iniziato nell’immediato post-covid.
Sono sempre stata un’introversa e oggi mi conosco e mi accetto, ma nel 2021 ero una ragazza più timida, mi sentivo duramente arrabbiata e frustata per le ripetute delusioni d’amore, per le mancate relazioni, non avevo nemmeno qualche blanda frequentazione e più ci pensavo, più non capivo cosa sbagliassi per essere così evitata.
Proseguendo con le mie attività di lavoro e volontariato incontro due rispettivi ragazzi. Due persone che hanno in comune una perfetta integrità, riservo loro grande stima, rispetto, affetto, negli anni il dialogo è stato sempre molto aperto e profondo, la condivisione è stata pienamente emotiva. Del resto, quando li ho incontrati ero così arrabbiata disillusa che non avevo nulla da perdere, sono stata me stessa senza maschere.
A metà 2021 incontro A., inizialmente mio referente per un’attività di volontariato che tuttora proseguo. La conoscenza ha un lunghissimo periodo di incubazione: anni. Inizio a sbloccarmi prima di tutto in un nuovo gruppo di persone, a gestire meglio le interazioni sociali e di collaborazione, poi nel 2022 (a caso) gli scrivo e usciamo insieme per delle camminate. All’epoca non avevo alcuna aspettativa, non mi ero posta né domande né obiettivi, eravamo solo 2 anonimi timidi impacciati che avevano iniziato a fare amicizia, ci stavamo un po’ annusando. Sebbene non nutrissi una spiccata attrazione fisica e forse inizialmente, nemmeno lui, il dialogo, i cammini e le occasioni si sono susseguiti. Con A. ho sperimentato una cosa sorprendente e del tutto inattesa: sincronismo di sentire, di opinioni, di eventi e di esperienze educative, nei cambiamenti che attraversiamo, nella liberazione dai retaggi educativi molto rigidi.
Ad oggi con A. di fatto ho una relazione viscerale: il nostro è diventato uno scambio intellettuale ed emotivo così intenso che ci scriviamo tutti i giorni, cose serie, riflessioni ma anche, (bene vengano!) le nostre cavolate, i nostri “inside jokes”. Stiamo vicini anche siamo lontani. Io con A. non ho nemmeno bisogno di parlare, ha già capito, fiuta subito come sto e c’azzecca.
Va detto che A. e io non abbiamo mai avuto una completa fisicità. Lui è ormai innamorato cotto, la desidera con tutto sé stesso ma io dapprima facevo più fatica a sentirmi attratta da lui, poi ho intrapreso un’altra relazione e mi sto impegnando fermamente a non tradire, benché il mio desiderio sessuale nei suoi confronti sia sbocciato… così in ritardo ma potente. Abbiamo avuto dei brutti momenti quando ho detto ad A. che ho una relazione ma ogni volta che ci allontaniamo poi ritorniamo a noi più vicini e infiammabili di prima, a tal punto che ho paura di non riuscire a controllarmi più.
Nel 2022 conosco il collega E., come mi vede decide che gli piaccio, gli interesso, si propone in modo molto insistente: io rimango per mesi piuttosto respingente, poi mi convinco ad uscire con lui per cercare di smollarmi dalla mia rigidità rabbiosa e frustrata, inizialmente non attratta nemmeno da lui. Una cosa tira l’altra ed ecco che lui e io stiamo insieme più o meno dal 2023/2024 ad oggi. Abbiamo cose in comune ma anche caratteristiche e approcci totalmente opposti. Anche con lui il dialogo è profondo ma a volte nonostante il mio verbalizzare il più possibile per farmi capire, mi risponde in modo definitivo, non accoglie le sfumature. Abbiamo la ns sessualità e non abbiamo paura di dirci cosa sentiamo, cosa ci piace, di scherzare, di proseguire con intensi pillow-talk e di dormire poi abbracciati scaldandoci di coccoline.
Sono molto preoccupata e spaventata perché non capisco più niente, chi amo di più? Ho in mano il destino di due persone alle quali voglio un grandissimo bene, al netto di tutto. Sto bene con entrambe! Mi sento lacerata interiore. Se uno dei due scegliesse un’altra ragazza io saprei di continuare la relazione serenamente con l’altro, invece continuo in questo limbo.
Grazie a chi vorrà rispondermi!
Sto bene con la mia ragazza ma non riesco ad innamorarmi.
Buongiorno. Spero di trovare una risposta a questa domanda che mi sta distruggendo ormai da troppo tempo.
Qualche anno fa sono uscito da una relazione molto lunga. Dopo circa un anno ho iniziato a frequentare una ragazza.
Eravamo simili in tutto, avevamo gli stessi interessi e la stessa visione della vita. Con lei stavo veramente tanto bene, e l'intesa sessuale era ottima.
Però dopo mesi di frequentazione mi sono reso conto che non riuscivo ad innamorarmi. Le volevo davvero tanto bene ma non riuscivo a sentire nulla di più.
Le uniche cose che sentivo chiaramente erano un senso di ansia e la tristezza perenne.
Decisi di lasciarla, perché il malessere che provavo era molto più forte delle belle sensazioni che questa persona mi stava dando.
Dopo così tanto tempo da quando la storia è finita continuo a chiedermi perché non sono riuscito ad innamorarmi di una persona così tanto simile a me e con cui stavo davvero bene. Il senso di colpa per averla fatta soffrire continua a perseguitarmi tuttora. È una persona splendida e non si meritava il male che le ho fatto.
Ora mi ritrovo solo. Non sento il desiderio di frequentare nessuno. Il mio interesse verso le altre donne è pari a zero. È come se il mio cervello mi stesse dicendo "Se non sei riuscito ad amare lei, allora non riuscirai ad amare nessun'altra." La sto idealizzando? Forse.
Però lo penso sul serio.
Non ho mai provato una connessione mentale così forte come quella che avevo con lei, e il fatto che nonostante questo non sia riuscito a fare il passo successivo mi provoca un forte senso di fallimento.
Non voglio consigli su come sbloccarmi e uscire con altre ragazze. Non mi interessa. Voglio solo capire cos'è successo e perché mi sento così sbagliato.
Autosabotaggio o istinto di conservazione?
Salve,
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.
Travestirsi da donna
buongiorno, sono un uomo di 66 anni sposato felicemente e sono sempre stato etero, premetto che essendo libero professionista ho un piccolo studio dove lavoro da solo. Da qualche tempo, precisamente una decina di anni fa, ho scoperto il piacere che provo quando mi travesto da donna. Tutto cominciò ad un carnevale quando una coppia di amici propose una festa tra amici in cui coppia vestiva i panni dell'altro. Quella sera indossando abiti femminili, scoprii che mi sentivo bene e a mio agio, una sensazione piacevolissima. Per riprovare quelle sensazioni ho iniziato ad acquistare qualche capo che indossavo in ufficio. Sono arrivato ad avere tanti vestiti, scarpe ed accessori da riempire due valige grandi. Ho letto in rete una quantità di articoli sul crossdressing e quindi mi è chiaro che in ognuno di noi maschi c'è una componente femminile, ma può crescere ed essere predominante? Dico questo perchè ci sono un paio di cose che ho notato e che mi hanno sconvolto: 1) quando arrivo in ufficio è diventato impellente dovermi travestire e lavorare enfemme ed ho notato che i miei movimenti, il modo di camminare sui tacchi, il modo di chinarsi o di sedersi e unire le ginocchia mi sembrano molto femminili e sono sicuramente spontanei 2) non ho mai e dico mai pensato o immaginato un rapporto omossessuale, eppure quando sono in abiti femminili con lingerie, calze tacchi trucco etc etc motlo spesso mi assale la voglia di trovarsi coinvolta (uso il femminile) in una relazione con un uomo e questo mi sconvolge e spaventa. Ho letto che travestirsi può portare una forma di eccitazione ed ho sempre pensato che si riferisse all'erezione maschile, e non è il mio caso perchè il mio pene è come se si rimpicciolisse (come quando fa molto freddo) la mia è solo "eccitazione" (si può chiamare così?) mentale e questo mi spaventa. Grazie
2 risposte - LeggiAmico che forse si innamora
Ho quasi 49 anni, e da meno di un mese il mio compagno da 27 anni è andato via di casa (io non lo amavo più da tanti anni e finalmente lui è riuscito ad andarsene). Dal 2023, causa cambio luogo di lavoro ho cominciato a frequentare nuovi colleghi, tra cui uno che già conoscevo, ma con cui l'amicizia è diventata davvero forte. Io con lui mi sento bene, a mio agio, accolta, compresa, capita, e ho sempre sentito il mio affetto ricambiato. Anche se ogni tanto lui mi ha fatto dei complimenti che sembravano andare oltre l'amicizia e mi ha anche esplicitamente chiesto di andare a letto con lui, ma gli ho sempre risposto di no. Finito li. Nessun cambiamento tra noi. Da quando il mio ex ha lasciato casa, essendo il mio amico in malattia per lavoro e non vedendoci tutti i giorni, abbiamo cominciato a messaggiarci tutti i giorni e ci siamo anche visti fuori qualche volta. Qualche settimana fa lui mi ha dato un bacio a stampo sulle labbra, per ben due giorni consecutivi, ma io gli ho detto che non doveva succedere questa cosa. Abbiamo continuato normalmente a sentirci e ci siamo visti altre due volte. Lui aveva cominciato ad aumentare i suoi comlimenti nei miei confronti e a dirmi spesso che gli piaceva troppo passare il suo tempo con me. A proposito, lui è sposato, ma a suo dire resta con la moglie solo per la figlia, tra di loro non esiste rapporto. Cmq l'altra sera tramite messaggio, ai suoi ennesimi complimenti, ho deciso di mettere un freno, perchè avevo paura che le cose stessero degenerando. E io oltre ad un'amicizia fortissima e di cui non posso fare a meno, non provo altro, pur essendo lui attraente e facendomi sentire davvero bene. Ma è anche sposato e non ha intenzione di lasciare la moglie. Per cui gli ho detto che stava esagerando con i complimenti e doveva smettere, soprattutto perchè ad un tratto mi ha scritto: "prima avevamo un rapporto diverso, provi per me quello che provavi tempo fa?" Io ho avuto paura, e gli ho scritto che, come ben sapeva, stavo bene prima con lui e allo stesso modo ci sto bene anche adesso. Da quel giorno, a parte una colazione il giorno dopo programmata prima di questa discussione, non l'ho più sentito. Gli ho scritto una volta, ma è stato molto freddo. Io ho bisogno di lui, ho anche bisogno di chiarire bene le cose, di dirgli quanto lui è importante per me come amico e che non voglio perderlo. Ho paura che ci siamo fraintesi, anche perchè essendo lui sposato non credo potesse nascere chissà cosa, e io non rovino la nostra amicizia per qualche giornata di sesso o chissà che. Anche perchè sono in un momento di fragilità con l'uscita del mio ex da casa, che nonostante desiderassi mi ha fatto sentire sola, e forse anche da qui il mio attaccamento a lui. e rischio di farmi male. Vorrei che queste cose lui le sapesse. Faccio bene a scrivergli che ho bisogno di parlare con lui di queste cose? Per messaggio gli avevo proposto di parlarne da vicino, ma lui mi aveva scritto che non ce n'era bisogno...
1 risposte - LeggiRelazione con un uomo sposato
Buongiorno,
da Dicembre 2025 ho una relazione con un uomo, mio collega, più grande di 13 anni, sposato.
E' iniziato tutto scrivendoci, scambiandoci emozioni ed opinioni, fino a che a Dicembre ci siamo baciati e da lì è iniziata la Ns relazione.
Inizialmente è stato tutto molto intenso, ci siamo innamorati l'uno dell'altra.
Lui, da mesi, è uscito di casa, trovandosi casa in affitto e sta' parallelamente intraprendendo una terapia di coppia con la moglie (dice per far si che si stanchi e per separarsi consensualmente) e vendendo la casa coniugale (così dice).
Io nel frattempo ho deciso anch'io di separarmi, (ho un bambino piccolo) da qualche settimana il padre ha deciso di uscire di casa.
Cerco quando non ho il bambino di dedicare il mio tempo a lui, abbiamo anche dormito insieme, ma ho notato un progressivo allontanamento, si riempie di impegni e mi dedica piccoli spazi, dice che vuole vedermi, ma è sempre impegnato. Addirittura aveva tolto la fede, da Domenica l'ha rimessa.
Lui ribadisce che ci stiamo conoscendo, che dobbiamo ancora nasconderci, che siamo amanti in questo tempo, di goderci il momento senza pensare al passato o al futuro.
Cosa che invece qualche mese fa non diceva.
Sinceramente non capisco che cosa sia successo.
Perchè non mi viene voglia di farlo?
Salve. Vorrei parlare di un "problema" che riguarda la mia relazione. Sto con il mio ragazzo da 5 anni e prima di lui ho avuto un'intimità solo con un altro ragazzo con cui sono stata per qualche mese. (non so se dirvi questo posso servirvi in qualche modo). Ho scoperto però "l'intimità" con me stessa a circa 16 anni, quando ho iniziato a conoscere il mio corpo e ho capito come raggiungere il piacere. Quindi prima ancora che avessi il mio primo rapporto sessuale, avevo già scoperto il piacere da sola. il mio ragazzo viviamo una relazione a distanza in cui passiamo settimane senza vederci e poi anche 10-15 giorni insieme. Durante i giorni in cui non ci vediamo mi capita di praticare autoerotismo e ci sono periodi in cui questo succede più frequentemente, altri meno. Con il mio ragazzo c'è stata molta passione all'inizio della conoscenza e nel giro di qualche mese ci siamo sentiti liberi di "raccontarci" dal punto di vista sessuale ed eliminare i tabù che potevano esserci. Inizialmente la voglia era davvero tanta e soprattutto c'era tanta passione ma anche tanto romanticismo. Credo che sia normale all'inizio di una conoscenza avere tanta voglia "fisica" di quella persona. Negli anni è stato sempre lui a prendere iniziativa, anche se i primi tempi la cosa era dettata più da una mia timidezza. Era come se una volta che si iniziava mi passava la timidezza e mi scioglievo, ma l'atto di iniziare mi faceva sentire a disagio (anche se magari la voglia c'era). Col tempo però a questo imbarazzo si è aggiunta anche una mancanza di voglia da parte mia, che ovviamente ha iniziato a dispiacere il mio ragazzo che non si sente desiderato. ll punto è che quando siamo distanti sento di avere voglia di stare con lui fisicamente ma quando ci vediamo, dopo il desiderio e la voglia della prima sera, è come se la voglia si spegnesse. Sembra come se riuscissi a stare giorni e giorni insieme a lui senza avere rapporti, come se mi bastessero solo abbracci e coccole. A volte mi sono "sforzata" di iniziare solo per fare contento lui e dimostrargli che prendo iniziativa. Detto così può sembrare brutto, ma intendo dire che ovviamente a volte vorrei farlo sentire desiderato anche io e quindi, anche se in modo non del tutto spontaneo, cerco di iniziare il rapporto. Io non so proprio quale sia il motivo, non so spiegarmelo neanche io. Non mi ritengo una persona "spenta" da questo punto di vista eppure a vedere i fatti sembrerebbe di sì. Mi sono fatta diversi pensieri col tempo. Ho pensato che forse sia normale che dopo tempo la voglia si affievolisce (ma anche qui non so darmi una risposta certa, perchè è la prima relazione duratura che vivo), ma alla fine abbiamo solo 27 anni quindi penso che questo non dovrebbe accadere. Poi ho dato la colpa alle situazioni che abbiamo vissuto, situazioni parecchio pesanti in cui ci siamo ritrovati a vivere, una stile di vita che mi ha fatto arrivare a provare noia anche a stare con lui per via di situazioni familiari e relazionali che ci ritroviamo a vivere da anni in loop (non posso raccontare tutto dettagliatamente altrimenti mi dilungherei troppo). Poi ho anche pensato che forse è dovuto anche al fatto che il modo di fare l'amore si è trasformato, prima era molto più romantico e passionale, ora è diventato, non dico meccanico, ma quasi (lui evita baci ed effusioni iniziali che invece sono una parte fondamentale per me e di questa cosa ne abbiamo anche parlato ma alla fine finiamo per farlo sempre allo stesso modo). Ho visto poi un video di uno psicologo, qualche giorno fa, che in qualche modo è stato illuminante, in cui diceva che col passare del tempo la voglia diminuisce per la rabbia accumulata (magari incosciamente) nei confronti dell'altra persona. Tante piccole cose non risolte, discussioni in cui ci siamo arrabbiati non risolte, che ci portano ad essere inconsciamente arrabbiati con l'altra persona e che non ci fa venire di conseguenza voglia di farci l'amore. E forse questo è il pensiero a cui mi sono avvicinata di più. Il problema è che oltre all'evidente disagio che causo a lui perchè è legittimo farsi domande quando non ci si sente desiderati, mi faccio tante domande su me stessa e del perchè ho questa mancanza. La maggior parte delle volte se lui inizia è come se poi si accendesse la voglia anche a me, ma solo sotto sollecitazione altrimenti la voglia non mi viene, mentre ci sono volte in cui non ho voglia anche se è lui ad iniziare (quando sono stanca o semplicemente non mi va). Ma non riesco a capire perchè mi sento così con lui se poi quando sono da sola mi piace dedicare del tempo al mio piacere o sento un bisogno fisico di fare l'amore. So che le risposte potrebbero essere tutte quelle che io ho elencato o magari altre. Non chiedo di darmi una risposta certa o di poter risolvere il mio problema solo da queste righe, ma vi chiedo: quali potrebbero essere le motivazioni? potrebbe essere una cosa risolvibile? potrebbe essere il mio modo di essere che alla fine è davvero così o è dettato della persona con cui sto?
1 risposte - LeggiDopo un anno di frequentazione decide di chiudere
Dopo un anno di frequentazione decide di chiudere. Io e lui ci conoscevamo già da anni, poi abbiamo deciso di frequentarci, fin dall’inizio non abbiamo mai sentito quelle farfalle nello stomaco. Avevamo una bella connessione, stessi valori,ci sentivamo ogni giorno senza smettere di parlare, comunicazione, se qualcosa non ci andava bene ne parlavamo venendoci incontro, abbiamo condiviso tanti momenti belli insieme e credo che insieme noi siamo cresciuti in tante cose e siamo maturati molto. Io all’inizio ero più fredda ma poi con il tempo mi sono lasciata andare. Più volte pensavamo di chiudere ma non riuscivamo mai perché ci mancavamo. Lui era infastidito/geloso se qualcuno mi scriveva o se mi frequentavo con altri ragazzi e per questo abbiamo deciso di rendere la frequentazione selettiva senza conoscere altre persone.Ma poi giorni fa abbiamo deciso di chiudere la frequentazione e io ho sentito una forte mancanza e l’ho cercato, avevo capito in quei pochi giorni che provavo qualcosa di forte. Ci siamo rivisti e il modo in cui mi guardava, il modo in cui mi baciava, abbracciava, l’intimità, il suo prendersi cura di me, non faceva intuire che lui non provasse nulla. Dice che è confuso, che non sa cosa fare, se non sente nulla ma solo affetto, che in quei giorni in cui siamo stati senza sentirci (dopo un anno che ci sentivamo ogni giorno) non ha sentito quella mancanza che si aspettava. Dice che vuole stare solo, che sentendoci e vedendoci non riesce ad avere la sua routine e a concertarsi su di lui e si è scusato per tutto. Io gli ho detto che in una relazione ci si viene incontro , che se ha bisogno dei suoi spazi ha tutto il diritto. Ma ha deciso di chiudere perché è confuso e non vuole farmi stare male. Gli ho detto che nessuna persona è perfetta (dato che mi aveva descritto alcune cose che non piacevano di me)Sono così confusa e mi sento un vuoto assurdo, mi sento persa, voglio stare con lui, la sua presenza contava molto per me. Mi chiedo, se nemmeno i suoi comportamenti pieni di amore, mi stava sempre accanto, tutta quella intesa che vedevo o il modo in cui mi guardava, se nemmeno tutto questo fosse amore, allora cosa lo è? Com’è possibile che questi comportamenti fossero dati da una persona che non provava nulla? Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me? Cado sempre in frequentazioni confuse, uomini a cui non piaccio abbastanza. Per la prima volta in una frequentazione ero me stessa (forse fin troppo), non ho mai avuto quella paura di non piacergli abbastanza perché me lo faceva capire con la sua presenza ed è questo che è stato distruggente
1 risposte - LeggiDue destini
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 32 anni, sto per completare un lungo percorso di formazione medica con il conseguimento di una specializzazione clinica, vita molto intensa, talvolta faticosa ma attraversata con entusiasmo.
Ho svolto un percorso con una psicologa che conosce benissimo la mia famiglia e me, le nostre vicissitudini e l’ambiente relazionale perché seguii mio fratello da bambino. Ormai le sono così “affezionata” che mi rendo conto sia il momento di sentire delle second opinion.
Scrivo perché non riesco a venire a capo del garbuglio amoroso che mi accompagna negli ultimi 2 anni, tutto è iniziato nell’immediato post-covid.
Sono sempre stata un’introversa e oggi mi conosco e mi accetto, ma nel 2021 ero una ragazza più timida, mi sentivo duramente arrabbiata e frustata per le ripetute delusioni d’amore, per le mancate relazioni, non avevo nemmeno qualche blanda frequentazione e più ci pensavo, più non capivo cosa sbagliassi per essere così evitata.
Proseguendo con le mie attività di lavoro e volontariato incontro due rispettivi ragazzi. Due persone che hanno in comune una perfetta integrità, riservo loro grande stima, rispetto, affetto, negli anni il dialogo è stato sempre molto aperto e profondo, la condivisione è stata pienamente emotiva. Del resto, quando li ho incontrati ero così arrabbiata disillusa che non avevo nulla da perdere, sono stata me stessa senza maschere.
A metà 2021 incontro A., inizialmente mio referente per un’attività di volontariato che tuttora proseguo. La conoscenza ha un lunghissimo periodo di incubazione: anni. Inizio a sbloccarmi prima di tutto in un nuovo gruppo di persone, a gestire meglio le interazioni sociali e di collaborazione, poi nel 2022 (a caso) gli scrivo e usciamo insieme per delle camminate. All’epoca non avevo alcuna aspettativa, non mi ero posta né domande né obiettivi, eravamo solo 2 anonimi timidi impacciati che avevano iniziato a fare amicizia, ci stavamo un po’ annusando. Sebbene non nutrissi una spiccata attrazione fisica e forse inizialmente, nemmeno lui, il dialogo, i cammini e le occasioni si sono susseguiti. Con A. ho sperimentato una cosa sorprendente e del tutto inattesa: sincronismo di sentire, di opinioni, di eventi e di esperienze educative, nei cambiamenti che attraversiamo, nella liberazione dai retaggi educativi molto rigidi.
Ad oggi con A. di fatto ho una relazione viscerale: il nostro è diventato uno scambio intellettuale ed emotivo così intenso che ci scriviamo tutti i giorni, cose serie, riflessioni ma anche, (bene vengano!) le nostre cavolate, i nostri “inside jokes”. Stiamo vicini anche siamo lontani. Io con A. non ho nemmeno bisogno di parlare, ha già capito, fiuta subito come sto e c’azzecca.
Va detto che A. e io non abbiamo mai avuto una completa fisicità. Lui è ormai innamorato cotto, la desidera con tutto sé stesso ma io dapprima facevo più fatica a sentirmi attratta da lui, poi ho intrapreso un’altra relazione e mi sto impegnando fermamente a non tradire, benché il mio desiderio sessuale nei suoi confronti sia sbocciato… così in ritardo ma potente. Abbiamo avuto dei brutti momenti quando ho detto ad A. che ho una relazione ma ogni volta che ci allontaniamo poi ritorniamo a noi più vicini e infiammabili di prima, a tal punto che ho paura di non riuscire a controllarmi più.
Nel 2022 conosco il collega E., come mi vede decide che gli piaccio, gli interesso, si propone in modo molto insistente: io rimango per mesi piuttosto respingente, poi mi convinco ad uscire con lui per cercare di smollarmi dalla mia rigidità rabbiosa e frustrata, inizialmente non attratta nemmeno da lui. Una cosa tira l’altra ed ecco che lui e io stiamo insieme più o meno dal 2023/2024 ad oggi. Abbiamo cose in comune ma anche caratteristiche e approcci totalmente opposti. Anche con lui il dialogo è profondo ma a volte nonostante il mio verbalizzare il più possibile per farmi capire, mi risponde in modo definitivo, non accoglie le sfumature. Abbiamo la ns sessualità e non abbiamo paura di dirci cosa sentiamo, cosa ci piace, di scherzare, di proseguire con intensi pillow-talk e di dormire poi abbracciati scaldandoci di coccoline.
Sono molto preoccupata e spaventata perché non capisco più niente, chi amo di più? Ho in mano il destino di due persone alle quali voglio un grandissimo bene, al netto di tutto. Sto bene con entrambe! Mi sento lacerata interiore. Se uno dei due scegliesse un’altra ragazza io saprei di continuare la relazione serenamente con l’altro, invece continuo in questo limbo.
Grazie a chi vorrà rispondermi!
Come faccio a togliere ex ossessiva?
Salve, scrivo per chiedere un parere professionale su una situazione che mi sta preoccupando sia dal punto di vista psicologico che della sicurezza personale.
Riporto in modo cronologico i comportamenti della mia ex ragazza dopo la fine della relazione,
Giorno della rottura:
- Quando ho comunicato la mia decisione di chiudere la relazione, non ha accettato il rifiuto, Si è chiusa a chiave in una stanza con me, mettendosi davanti alla porta e impedendomi di uscire, dicendo che non mi avrebbe fatto andare via finché non avessimo fatto un confronto.
- Durante quel momento ha avuto frasi molto alterate, tra cui “picchiami, picchiami, tanto è quello che vuoi fare alle persone”, senza che ci fosse alcuna aggressività da parte mia che infatti le ho detto che l’unica agitata era lei. Ed in più ha minacciato di prendere 10 pillole circa di aripiprazolo (il farmaco che prende) ma io gli ho buttato le pillole per terra.
- Quando sono riuscito ad andarmene, ha continuato a fissare me ed il mio amico dal balcone e successivamente è scesa per inseguirmi per strada venendo fino alla fermata del bus.
- Durante la giornata ha continuato a chiamarmi in modo insistente ed io non ho risposto.
- La situazione è durata ore: si è ripresentata anche la sera sotto casa mia (intorno alle 23:30), e solo dopo molto tempo siamo riusciti a riaccompagnarla a casa.
Detto questo ci eravamo parlati e sembrava finita in modo tranquillo.
Giorni successivi:
- Ha iniziato a contattare insistentemente me e altre persone (coinquilini e amici) chiedendo un “ultimo confronto” perché secondo lei non le avevo fornito sufficienti spiegazioni della mia decisione e dicendo che si voleva uccidere ed ha anche smesso di mangiare per giorni.
-si è organizza per cercare di venire al paese dove mi trovavo in quella settimana ma alla fine non ha fatto niente.
-Ha speso i 200€ che aveva giocandoseli d’azzardo e comprando un fottio di erba.
- Si è anche aperta un profilo social dove si filma mentre piange e sostanzialmente dice che sono responsabile del suo stare male (spoiler è lei responsabile delle sue azioni da fuori di testa).
Sotto pressione anche di altre persone, ho accettato un ultimo incontro per spiegare le mie ragioni.
Doveva durare 10 minuti ma è durato un ora (e si è pure offesa perché me ne sono andato via che secondo lei era una mancanza di rispetto e non l’avevo salutata abbastanza). All’inizio la continuava a raccontare come se io avessi perso la sua fiducia e me la dovessi riguadagnare ma le ho ribadito più volte che da lei non voglio niente e deve farsi curare, sembrava aver capito, ma subito dopo ha riferito ai suoi coinquilini che io le avrei dato “un mese di tempo per cambiare” e che saremmo tornati insieme, cosa che non è mai stata detta.
In un episodio le avevo detto che non sarei andato con lei in palestra e si è presentata sotto casa mia per darmi delle cose che però le avevo detto di tenersi ed ha suonato il citofono in modo compulsivo.
Ho successivamente contattato il padre e bloccato ogni canale. Quella sera i suoi coinquilini hanno dovuto chiamare il centro antiveleni e farla portare in ospedale per un’overdose (aripiprazolo) anche se alla fine non ha avuto niente e l’hanno dimessa dopo qualche ora.
Episodio recente grave:
- Ci siamo incontrati in palestra. Mi ha chiesto di tornare a parlare normalmente; al mio rifiuto ha reagito in modo molto intenso, insistendo e dicendo che dovevo dirle che la odiavo e non l’avevo mai amata.intanto stavo continuando ad allenarmi, quando ho deciso di andarmene, mi ha seguito, mi ha bloccato sulle scale, mi ha spinto e colpito con un pugno allo stomaco, al mio “sei matta” ha risposto che anche le mie parole facevano male come il suo pugno. Sono riuscito ad allontanarmi, ma lei mi ha inseguito correndo fino a casa. Si è fermata sotto il mio portone per circa 30 minuti, citofonando. Ho chiamato le forze dell’ordine; si è allontanata prima del loro arrivo.
Una cosa che ho notato è che non capisce niente, quando le parli sembra aver capito ma poi fa di nuovo la stessa cosa e questo l’ho notato io quando abbiamo rotto, ma anche il padre stesso mi ha detto che ha avuto questa sensazione perché le aveva detto di lasciarmi stare e sembrava aver capito, anche due miei amici le hanno fatto lunghi discorsi e sono arrivati alla stessa conclusione.
E come se avesse una relatà distorta tutta sua dove le cose hanno una narrativa diversa. E prende ogni rifiuto come una mancanza di rispetto.
Adesso si sta creando una narrativa dove lei è la vittima troppo empatica ed io lo stronzo ma sincero non mi importa.
Al di là di denuncie o altro, questa non rispetta i limiti c’è tu gli dici no e questa viene sotto casa, che devo fa? L’ho bloccata dappertutto però non posso evitare di andare in palestra o aver paura ad andare in giro perché se la becco e si fa del male dopo l’incontro magari mi dà la colpa e nemmeno ho sbatti di una che continua a dire che si vuole uccidere, come la gestisco e ma faccio staccare?
Pensavo di chiedere a qualche mia amica se finge di essere la mia ragazza, ci sta?
Ci tengo a specificare che siamo stati insieme solo 2 mesi e mezzo e ci conosciamo da 4 mi sembra eccessivo tutto questo.
Sto bene con la mia ragazza ma non riesco ad innamorarmi.
Buongiorno. Spero di trovare una risposta a questa domanda che mi sta distruggendo ormai da troppo tempo.
Qualche anno fa sono uscito da una relazione molto lunga. Dopo circa un anno ho iniziato a frequentare una ragazza.
Eravamo simili in tutto, avevamo gli stessi interessi e la stessa visione della vita. Con lei stavo veramente tanto bene, e l'intesa sessuale era ottima.
Però dopo mesi di frequentazione mi sono reso conto che non riuscivo ad innamorarmi. Le volevo davvero tanto bene ma non riuscivo a sentire nulla di più.
Le uniche cose che sentivo chiaramente erano un senso di ansia e la tristezza perenne.
Decisi di lasciarla, perché il malessere che provavo era molto più forte delle belle sensazioni che questa persona mi stava dando.
Dopo così tanto tempo da quando la storia è finita continuo a chiedermi perché non sono riuscito ad innamorarmi di una persona così tanto simile a me e con cui stavo davvero bene. Il senso di colpa per averla fatta soffrire continua a perseguitarmi tuttora. È una persona splendida e non si meritava il male che le ho fatto.
Ora mi ritrovo solo. Non sento il desiderio di frequentare nessuno. Il mio interesse verso le altre donne è pari a zero. È come se il mio cervello mi stesse dicendo "Se non sei riuscito ad amare lei, allora non riuscirai ad amare nessun'altra." La sto idealizzando? Forse.
Però lo penso sul serio.
Non ho mai provato una connessione mentale così forte come quella che avevo con lei, e il fatto che nonostante questo non sia riuscito a fare il passo successivo mi provoca un forte senso di fallimento.
Non voglio consigli su come sbloccarmi e uscire con altre ragazze. Non mi interessa. Voglio solo capire cos'è successo e perché mi sento così sbagliato.