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Stefania  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Brescia

Fatica a capire la radice del problema

Buongiorno, è da quasi un anno che faccio consulenze con la mia psicologa.
All'inizio il problema che ho voluto affrontare era la mia timidezza, poi dopo mesi ho deciso di sospendere questo argomento e di spostare il focus su un altro che al momento mi sembrava più urgente, ovvevo il mio rapporto con il cellulare, ci sono momenti in cui sto ore e ore attaccata allo schermo, soprattutto nel momento dei pasti.
Lei mi ha domandato cosa sento quando voglio prendere il cellulare in mano, io le ho risposto "curiosità, bisogno di visualizzare le notifiche all'istante, noia".
Poi lei mi chiede se ci fosse altro, perché le sembra di girare sempre intorno al problema ma di non trovare il nocciolo, la radice. È come se ci fosse qualcosa di più profondo che io so, ma che allo stesso tempo non so (secondo lei).
Ma io non riesco a capire quale sia questo nocciolo e non capisco neanche se ci sia davvero o meno.
Poi si è anche scusata in caso fosse stata lei a non essere stata in grado di comprendermi.
Quindi abbiamo deciso di non fissare il prossimo appuntamento, mi ha detto di prendermi tutto il tempo necessario per pensarci e una volta trovata una risposta avremmo fissato l'appuntamento.
È normale fare fatica a capire le radici dei propri problemi?
C'è qualche modo/scorciatoia per capirle?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 27/10/2023 - 20:21

Torino
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Buonasera Stefania,
ha ragione, non è affatto semplice individuare le radici di un problema, però è possibile aggirare la questione: piuttosto che domandarsi il motivo per cui utilizza così di frequente il cellulare provi a domandarsi qual è l’obiettivo importante che l’utilizzo intenso del cellulare le impedisce di raggiungere. Cambiare prospettiva a volte ci permette di scoprire ciò che la prospettiva originale teneva celata.
Per quanto riguarda le difficoltà a individuare le radici di un problema, molto aiuta la consapevolezza che si può sviluppare attraverso un lavoro metodico e costante. Per consapevolezza intendo la capacità di vivere il momento presente . E’ un’abilità che l’aiuterebbe ad accorgersi di cosa la spinge a utilizzare il cellulare ma anche a individuare le radici della sua timidezza. E’ un discorso lungo da affrontare che parte dal presupposto che ciò che viviamo, le nostre emozioni, i nostri timori, il modo in cui accettiamo di divere i disagi o la scelta di evitarli parte da ciò che ci diciamo. Messaggi che ci inviamo (il dialogo con noi stessi è costante); messaggi automatici che per lo più non ci accorgiamo nemmeno di produrre ma che ci condizionano in maniera importante. La consapevolezza ci allena ad accorgerci di questo dialogo interiore, intercettarlo e correggerlo laddove è da correggere. La consapevolezza è la base della nostro benessere interiore ed è su di essa che baso il mio lavoro. Se fosse interessata a saperne di più resto a sua disposizione.
. Un saluto cordiale, dott.ssa Manuela Leonessa