Domande su Psicologia e dintorni Domande e Risposte di consulenza psicologica in generale
freno inibitorio: cosa significa?
Salve buonasera volevo sapere cosa significa non avere freni inibitori
3 risposte - LeggiPaura dei botti e dei palloncini
Ho un problema che porto con me da sempre: la paura dei botti/rumori forti.
Ho paura dei palloncini, dello spumante che viene stappato ma la mia fobia più grande sono i botti, i fuochi d'artificio, i botti che sparano prima dei fuochi e i botti di capodanno. Da piccola venivo derisa per questa mia fobia e tutt'ora chi ricorda il mio passato, durante le feste di paese, continua a prendermi in giro. Negli anni ho imparato a nascondere questa paura, evitando con qualunque scusa di andare alle feste di paese o mettendo del cotone nelle orecchie(anche se serve a poco),adesso che sono fidanzata e lui sa di questa fobia, cerca di starmi accanto, ma a lui piacciono le feste di paese e vorrebbe andarci sempre, io non lo posso obbligare a stare a casa, quindi lui quando iniziano i fuochi d'artificio mi abbraccia perché altro non può fare, senza parlare che i suoi parenti hanno "scoperto" di questa fobia e li vedo ridere sotto i baffi. Non so cosa fare, so che non passerà mai. Va meglio rispetto a quando ero bambina perché ho cercato di reagire ma in realtà ho ancora questa fobia.
Rapporto ambiguo tra madre e figlio
Salve, ho 21 anni e da circa tre anni vivo a casa del mio fidanzato di 25 anni che vive con sua madre (60 anni). Sua madre è un tipo molto strano, una donna eccentrica e piuttosto ignorante ma non mi dilungo sui dettagli della persona, il rapporto con il figlio l'ho sempre trovato molto ambiguo, quasi come se non fosse un rapporto madre-figlio ma piuttosto un rapporto tra coinquilini o amici, ognuno mangia per conto suo, ognuno si fa la spesa per conto suo e in generale, non c'è nessun senso familiare ma ciò che trovo ancora più strano è il fatto che sua madre, porti il suo compagno quasi quotidianamente in casa e anche nel pieno pomeriggio, con noi nella stanza adiacente, va in camera da letto, con la porta semichiusa, lasciando uno spiraglio aperto che lascia intravedere tutto e inizi accese attività sessuali, con gemiti forti, rumori, urla ed esclamazioni esagerate urlando nei dettagli tutto quello che fa e intende fare, consapevolissima che il figlio senta ogni cosa. Nonostante, lui gli abbia detto che non gli piace sentire tali cose la risposta della madre è stata che non gli importa. La cosa continua quasi quotidianamente e si è arrivato al punto che i vicini hanno chiamato la polizia per i rumori forti. Sono preoccupata, il mio fidanzato ne è quasi indifferente e la cosa mi disturba ancora maggiormente. Sua madre ha sempre avuto un approccio piuttosto inquietante verso di lui, con carezze sulle gambe, complimenti sull'estetica e cose del genere. Trovo questa situazione assurda e ribadisco che lui è una persona molto insicura e ho sempre avuto il timore che soffra di disturbi ossessivi compulsivi e penso che sia soprattutto a causa della madre, di questo rapporto ambiguo. Inizio a preoccuparmi sempre maggiormente e a chiedermi perché sua madre vuole così insistentemente far sentire al figlio (e a me) tutta la sua vita sessuale, sono disgustata e inquietata e spesso penso di andare via per via di questa situazione. Cosa fare?
1 risposte - LeggiAttaccamento morboso alle cose
Buongiorno mi chiamo Rosa e ho 35 anni , sono una moglie e mamma felice di un bimbo di 4 anni. Nella vita faccio la segretaria presso uno studio notarile, questo lavoro non mi gratifica moltissimo, soprattutto economicamente ma anche perché avrei voluto esercitare la professione per la quale ho studiato,ovvero l'assistente sociale . Sono nata e cresciuta in una famiglia di sani principi, sono la media di tre figli,i miei genitori mi dicono sempre che da piccola ero gelosissima dei mieo giocattoli e che sono stata la più complicata da crescere, i miei fratelli erano studiosissimi ed oggi sono 2 medici e nonostante anche io mi fossi laureata in tempo e con il massimo dei voti, loro erano pur sempre due medici ed ogni consiglio passava prima da loro.Tutto sommato mi sento fortunata e soddisfatta della mia vita, ma purtroppo la cosa che non mi rende pienamente felice e serena è il fatto di essere attaccata in modo morboso alle mie cose, questa condizione mi fa stare male perché devo avere il pieno controllo della casa , dei mobili, della mia auto e quando qualcosa mi scappa fuori dal controllo sto malissimo.Pensare di invitare qualcuno mi crea ansia per la paura che non abbiamo la stessa cura che ho io delle mie cose.La stessa cosa vale per la mia auto ( errore averla comprata nuova di concessionaria) ogni graffio è un dolore e capisco che non è normale essere attaccata così ad un pezzo di lamiera e starci pure male .Farei di tutto per modificare questa parte del mio carattere ma mi rendo conto che è più forte di me e per questo chiedo un vostro consulto.Grazie anticipatamente, per la vostra attenzione.
3 risposte - LeggiInformazioni su Test Minnesota Online
Buonasera, vorrei sapere se è possibile fare effettuare il test minnesota online con uno psicologo per poi avere il risultato (premetto, prossima ad arruolarmi e vorrei sapere in anticipo se sono idonea o in caso contrario dove poter migliorarmi) Ringrazio.
1 risposte - LeggiToccarsi tra fratelli
Il mio ragazzo ha 32 anni, il fratello ne ha 34 ed entrambi, a modo loro per scherzare,toccano il seno e le parti intime della sorella che ne ha 20 e Lei,in risposta fa lo stesso e non fa alcuna piega quando loro lo fanno, anzi, tira su la maglia e si mostra senza reggiseno. È normale questo atteggiamento? Che problemi Hanno? Io ho un fratello ma mai abbiamo fatto cose simili, anzi, nemmeno ci si spoglia nudi uno davanti all' altro.
2 risposte - LeggiInsoddisfazione a livello sociale
Innanzitutto vi chiedo umilmente scusa per la scelta di utilizzare anonimo come nome. È che essendoci la remota possibilità che qualcuno mi riconosca in questa situazione ho preferito evitare di espormi. Spero sappiate comprendermi. Vi scrivo per avere dei vostri pareri riguardo la mia situazione sociale, se avete passato delle situazioni simili o se avete qualche idea o suggerimento per cercare di alleviare il mio malessere. Vi avverto che sarà un papirone, ma ho bisogno di scriverlo per levarmi un peso dallo stomaco, pure se non riceverò risposte sarò sollevato di averlo fatto. Parto da questo presupposto, non mi reputo un ragazzo triste allo stato attuale, sono stato triste in passato, ma è un aggettivo che non mi si addice allo stato attuale, quello che più calzerebbe è frustrato e insoddisfatto. La mia vita la reputo un miscuglio di fallimenti, di occasioni perse o che mi si sono state tolte:
1)Ho avuto un migliore amico per 8 anni, la nostra amicizia ormai si è conclusa 9 anni fa per decisione sua, non abbiamo litigato, semplicemente per farla breve ha iniziato a mentirmi, a cercare in tutti i modi di evitarmi, che sia per un'uscita serale o a casa( ci fu un periodo in cui veniva a casa perlomeno 1 volta a settimana, il sabato, che nostalgia), a ghostarmi, ci siamo persi di contatto. Ho scoperto che poi è iniziato a diventare una brutta persona che iniziò a frequentare brutti giri che coinvolgevano lo spaccio, ma non mi voglio dilungare. La considero tuttora la mia amicizia preferita di sempre e la persona con cui io abbia mai avuto più legami e sintonia, difficilmente ripetbile. Menomale che contemporaneamente quasi per caso iniziai a frequentare due amici, li chiameremo A e G. Con A sono stato amico dal 2017 al 2022. Devo dire che in realtà non avevamo molti interessi in comune, ma ci trovavamo lo stesso in qualche modo, uscivamo quasi tutte le sere, erano serate chill nel bar del paesino o paninoteche nei dintorni. Coincide con uno dei periodi più felici della mia vita: il terzo anno e il quarto anno del liceo. Non che siano esenti da cose brutte ma le cose belle sovrastavano di molto quelle brutte, ecco. Con A purtroppo i rapporti sono scomparsi all'improvviso, semplicemente mi ha iniziato a ghostare alle chiamate. E non mi ha più contattato. Così come io non ho avuto il coraggio di ricontattarlo. Ho paura del rifiuto, l'ho sempre avuta. Se lo ricontattassi e non risponderebbe non saprei come comportarmi perchè se ne andrebbe qualcuno con cui ho la speranza di poter riallacciare in futuro. Con G iniziai la mia amicizia nel 2017 e continua tuttora, parliamo spesso e usciamo spesso anche se non come prima. E qui quasi inizia il punto focale della questione: G non mi capisce come mi capiva A e come mi capiva il mio ex migliore amico: essi avevano capito che sono un tipo a cui non piace particolarmente la baldoria, la vita frenetica, le serate molto lontane da casa. Con G ai tempi del liceo uscivamo nella zona, anche letteralmente a pochi chilometri da casa mia, ma da quando si è preso la patente nel 2019 che ha iniziato a non uscire più per il mio paesino ma a spostarsi pure in località distanti un'ora da qui, detto proprio sinceramente: non fa per me. Non fanno per me le feste di compleanno, i capodanni, i carnevali, i picnic di pasquetta. Mi recano noia. Ho provato ad andarci a queste ricorrenze ma la stragrande maggioranza delle volte provavo disagio, noia e fastidio e non vedevo l'ora di tornare a casa. Una serata al bar tranquilla con gli amici o in un locale tranquillo? Mi vanno benissimo, sto nel mio. E io più volte gliel'ho ripetuto ma sembra non capirmi. Mi invita a giornate in spiaggia, escursioni a Napoli( distante molto da dove sto io), fiere, non mi interessano. Ed è capitato che se la prendesse per alcuni miei rifiuti. Ma non capisco il perchè. Credo che pensi che io nasconda di non volere stare con lui ma non è così, ho un concetto diverso di divertimento dal suo. E mi da particolarmente fastidio quando continua a chiedere motivazioni sul perchè non esco una sera, mi diverto a casa, sono un grande appassionato di film e di musica, mi diletto con quelli, che male c'è? Ultima rassegna dei miei fallimenti: una fidanzata, l'università e la patente.
2)Per quanto riguarda la fidanzata ho avuto due occasioni in passato ma ho perso due treni, una semplicemente ci provavo ma ha continuato a vedermi come un amico ed era una relazione a distanza che sicuramente non aiutava. E l'altra semplicemente ho capito anni dopo che ci poteva essere qualcosa tra noi due ma io non ho colto i segnali. Colpa mia. Sono ancora vergine. Mi crea disagio e non l'ho detto a nessuno dei miei amici. 3)Università? Avrei voluto laurearmi in lingue, mi mancavano pochissimi esami, ero al terzo anno, boom chiude l'università che viene assorbita da una telematica. Provo con la telematica ma questi quiz a crocetta non fanno proprio per me, soprattutto con le materie che non riguardano lingue, la maggior parte son stato bocciato, costretto a rinunciare alla laurea ad un passo. Ma tra i miei fallimenti è quello che reputo il meno grave, perchè sono riuscito a trovare lavoro come receptionist in un hotel qualche settimana fa e mi ha svoltato la vita, l'ambiente di lavoro è accogliente, è un lavoro che sto imparando velocemente ad averne dimestichezza ed è ben retribuito. È qualcosa che mi ha recato un po' di pace con la mente
Ultimo? La patente. Sono un grande ignorante in campo di macchine e qualsiasi cosa riguardante le strade, feci delle simulazioni di quiz, qualcuno l'ho passato ma la maggior parte venivo bocciato. Mi mancavano alcuni giorni all'esame dei quiz, abbandonai in preda alla paura di essere bocciato visto quanto ero impreparato. L'assenza di una patente mi ha creato molti disagi per ovvi motivi. Attendo un vostro parere e se avete qualche consiglio su come affrontare queste situazioni. Mi dovete perdonare se il post è lungo ma non avrei saputo scrivere di meno
Desiderio sessuale,ansia da prestazione o autosabotaggio?
premetto che sono un paziente con Doc. (mutabon, gabapentin, carbonlitium)
di 46 anni... la terapia negli anni ha dato ottimi risultati... recentemente dopo una lunga malattia di mesi è morto mio padre... ora mi devo adattare alla nuova realtà... sto frequentando una donna44, divorziata, con figli e sempre impegnata al lavoro... il tempo a disposizione è poco... e fare l'amore è un pò problematico... in più mi sta salendo un ansia da prestazione... lo psichiatra mi ha detto ce il cialis sarebbe un buon aiuto... io nel frattempo nonostante mi trovi bene con LEI mi chiedo se ho un vero desiderio sessuale per lei... (diciamo fisicamente nn ha il fisico d una 20enne, gravidanza è un pò sovrappeso etc... ) è un DUBBIo... ho tanta voglia di vederla, ho voglia di abbracci e di carezze è un periodo pesante a volte penso di essere innamorato come non lo ero da anni...
cosa devo fare?
SEMPLICEMENTE vivere... ?
P.s. è ansia da prestazione o una autosabotaggio del DISTURBO OSSESSIVO?
grazie
Cosa devo fare?
Buongiorno,
sono una ragazza di 22 anni e avrei bisogno di un consiglio per capire come comportarmi in una situazione delicata con il mio ragazzo.
Ci conosciamo da 5 anni. Siamo stati insieme 2 anni, poi ci siamo lasciati; dopo alcuni mesi siamo tornati insieme e adesso da circa un anno stavamo riprovando. Quest’estate abbiamo avuto una rottura di qualche mese, durante la quale lui ha conosciuto e frequentato un’altra ragazza, con cui ha chiuso subito in quanto si è reso conto di non avermi ancora dimenticata. Mi ha parlato di questo, dal momento che gli ha causato molto dolore, e abbiamo deciso di vederci nuovamente.
Sebbene inizialmente non ne avesse fatto parola con me, da allora lui vive un fortissimo senso di colpa: dice di sentirsi un “mostro”, pensa di aver preso in giro lei (perché mentre ci usciva pensava a me), crede di aver “tradito” me anche se non stavamo insieme, prova vergogna e rifiuta completamente la reazione emotiva molto forte che ha avuto in quel periodo, dicendo che non è stata normale.
A causa di ciò, con in aggiunta insoddisfazione personale e lavorativa, da qualche tempo è entrato in una fase di forte malessere psicologico: si sente confuso, fragile, sotto pressione, dice che il sentimento per me c’è ma sente un peso enorme, non sta bene e non vuole illudermi. Dice di provare nausea, e malessere anche fisico.
Non vuole parlare con uno specialista e, per questo, sta cercando di allontanarmi per “proteggermi”, dicendo di voler stare da solo. Abbiamo quindi deciso di separarci, almeno per ora, per sua scelta.
Io lo rispetto e non voglio invadere il suo spazio, ma allo stesso tempo sono preoccupata, sto male all’idea di non sentirlo e non sapere come sta, proprio mentre sta soffrendo così tanto. Vorrei capire come posso comportarmi in modo sano e utile per entrambi, come rispettare il suo bisogno di distanza senza abbandonarlo completamente, come offrirgli supporto senza aumentare il suo senso di colpa.
Mi piacerebbe avere un aiuto per comprendere questa dinamica, capire come gestire la comunicazione, i limiti e la mia presenza nella sua vita in questo momento.
Vi ringrazio
ADHD: potrei averlo?
Salve. Domanda veloce. Mi sono stati diagnosticati diversi disturbi (BPD, depressione maggiore, DOC, dismorfofobia) + so di avere altri disturbi non diagnosticati (in particolare fobia sociale e dca). In un quadro del genere sarebbe possibile soffrire anche di ADHD? Presento praticamente tutti i sintomi, ma alcuni possono essere associati ai miei disturbi diagnosticati. Prima di chiedere di fare i test (so che si tratta di una cosa lunga) volevo solo sapere se la cosa avrebbe senso. Grazie
2 risposte - LeggiGelosia tra nonne
Buonasera, ho una nipotina di due anni e mezzo che amo più di mia figlia. All'inizio il rapporto con mia nipote era bellissimo, ma da nove mesi a questa parte, la bambina ha occhi solo per l'altra nonna. Sembrano due innamorate, per lei l'altra nonna è come una seconda (se non prima) mamma. Io non esisto più, addirittura la bambina non mi guarda neanche in faccia e a volte addirittura mi ha sputato addosso e si mette a piangere quando mi vede. Premetto che con i bambini io ci so fare, ma soprattutto con mia nipote mi invento dei giochi, cantiamo, balliamo, dipingiamo e addirittura prepariamo anche insieme qualcosa da mangiare e lei si diverte moltissimo. Ma quando siamo insieme all'altra nonna io scompaio, come se non esistessi, mi guarda ma non mi vede, fissa il vuoto e a volte ha le pupille dilatate e nonostante io sia davanti a lei, lei è come se vedesse un muro e se tento di parlare e giocare si mette a piangere, di conseguenza la lascio stare, non mi posso mettere a fare la gara. Però questa situazione che si protrae da quasi un anno ora mi sta distruggendo e mi sento veramente depressa. Mi sento molto gelosa, come se un mio fidanzato mi tradisse davanti ai miei occhi, come se il mio fidanzato si bacia con un'altra davanti a me. Nella mia vita sono sempre stata messa da parte, a partire dai miei genitori, dalle mie amiche, dal mio ex marito, ora dalla mia nipotina e questa volta non ce la faccio a superarlo. Ho paura di cadere in una forte depressione e non uscirne più. Ciliegina sulla torta l'altra nonna ci gode moltissimo di questa situazione, perchè lei mi ha detto che non è abituata a ad arrivare seconda, che è la preferita di tutti i bambini, figuriamoci con sua nipote.
0 risposte - LeggiMia nipote non mi sopporta
Buonasera,
mia nipote ha 2 anni e non riesco a instaurare un "rapporto" con lei.
Premetto: sono una persona introversa, non particolarmente abituata a esternare l'affetto, inoltre non sono un'amante dei bambini in generale e non ci so proprio fare, per dirla breve. Ho tre fratelli, di cui solo uno con figli (appunto mia nipote di 2 anni), non ho altri parenti stretti con figli e anche tra le amiche, ne ho poche con figli. Quindi in generale non mi sento "spigliata" nel prendermi cura di un bambino, non mi viene spontaneo.
Detto ciò, però, mi piacerebbe comunque costruire un rapporto affettuoso con mia nipote. Tuttavia vedo che lei mi "rifiuta": fino a un po' di tempo fa non era così, non ero mai stata la sua "preferita" ma comunque veniva anche da me in braccio, mi prendeva la mano, ecc. Adesso vedo che non ha piacere invece a stare con me, se siamo a un evento di famiglia dove ci sono anche i miei fratelli/cognate ecc. va da tutti tranne che da me. Se i genitori o i nonni provano a lasciarmela per un pochino, subito lei scappa a cercarli.
Non l'ho sgridata né mai fatto niente di strano; so che è ancora piccola per parlare di "rapporto" con lei ma mi piacerebbe capire come posso interagirci e avvicinarmi alla luce di quello che vi ho detto.
Ho un'altra nipote (la figlia di mia cognata) e non si comporta così con me, tantomeno la figlia della mia migliore amica che invece mi adora.
Non capisco quindi quale sia il problema con lei.
Cosa posso fare io? Devo "preoccuparmi" per questo suo comportamento o potrà cambiare in futuro?
Insoddisfazione a livello sociale
Innanzitutto vi chiedo umilmente scusa per la scelta di utilizzare anonimo come nome. È che essendoci la remota possibilità che qualcuno mi riconosca in questa situazione ho preferito evitare di espormi. Spero sappiate comprendermi. Vi scrivo per avere dei vostri pareri riguardo la mia situazione sociale, se avete passato delle situazioni simili o se avete qualche idea o suggerimento per cercare di alleviare il mio malessere. Vi avverto che sarà un papirone, ma ho bisogno di scriverlo per levarmi un peso dallo stomaco, pure se non riceverò risposte sarò sollevato di averlo fatto. Parto da questo presupposto, non mi reputo un ragazzo triste allo stato attuale, sono stato triste in passato, ma è un aggettivo che non mi si addice allo stato attuale, quello che più calzerebbe è frustrato e insoddisfatto. La mia vita la reputo un miscuglio di fallimenti, di occasioni perse o che mi si sono state tolte:
1)Ho avuto un migliore amico per 8 anni, la nostra amicizia ormai si è conclusa 9 anni fa per decisione sua, non abbiamo litigato, semplicemente per farla breve ha iniziato a mentirmi, a cercare in tutti i modi di evitarmi, che sia per un'uscita serale o a casa( ci fu un periodo in cui veniva a casa perlomeno 1 volta a settimana, il sabato, che nostalgia), a ghostarmi, ci siamo persi di contatto. Ho scoperto che poi è iniziato a diventare una brutta persona che iniziò a frequentare brutti giri che coinvolgevano lo spaccio, ma non mi voglio dilungare. La considero tuttora la mia amicizia preferita di sempre e la persona con cui io abbia mai avuto più legami e sintonia, difficilmente ripetbile. Menomale che contemporaneamente quasi per caso iniziai a frequentare due amici, li chiameremo A e G. Con A sono stato amico dal 2017 al 2022. Devo dire che in realtà non avevamo molti interessi in comune, ma ci trovavamo lo stesso in qualche modo, uscivamo quasi tutte le sere, erano serate chill nel bar del paesino o paninoteche nei dintorni. Coincide con uno dei periodi più felici della mia vita: il terzo anno e il quarto anno del liceo. Non che siano esenti da cose brutte ma le cose belle sovrastavano di molto quelle brutte, ecco. Con A purtroppo i rapporti sono scomparsi all'improvviso, semplicemente mi ha iniziato a ghostare alle chiamate. E non mi ha più contattato. Così come io non ho avuto il coraggio di ricontattarlo. Ho paura del rifiuto, l'ho sempre avuta. Se lo ricontattassi e non risponderebbe non saprei come comportarmi perchè se ne andrebbe qualcuno con cui ho la speranza di poter riallacciare in futuro. Con G iniziai la mia amicizia nel 2017 e continua tuttora, parliamo spesso e usciamo spesso anche se non come prima. E qui quasi inizia il punto focale della questione: G non mi capisce come mi capiva A e come mi capiva il mio ex migliore amico: essi avevano capito che sono un tipo a cui non piace particolarmente la baldoria, la vita frenetica, le serate molto lontane da casa. Con G ai tempi del liceo uscivamo nella zona, anche letteralmente a pochi chilometri da casa mia, ma da quando si è preso la patente nel 2019 che ha iniziato a non uscire più per il mio paesino ma a spostarsi pure in località distanti un'ora da qui, detto proprio sinceramente: non fa per me. Non fanno per me le feste di compleanno, i capodanni, i carnevali, i picnic di pasquetta. Mi recano noia. Ho provato ad andarci a queste ricorrenze ma la stragrande maggioranza delle volte provavo disagio, noia e fastidio e non vedevo l'ora di tornare a casa. Una serata al bar tranquilla con gli amici o in un locale tranquillo? Mi vanno benissimo, sto nel mio. E io più volte gliel'ho ripetuto ma sembra non capirmi. Mi invita a giornate in spiaggia, escursioni a Napoli( distante molto da dove sto io), fiere, non mi interessano. Ed è capitato che se la prendesse per alcuni miei rifiuti. Ma non capisco il perchè. Credo che pensi che io nasconda di non volere stare con lui ma non è così, ho un concetto diverso di divertimento dal suo. E mi da particolarmente fastidio quando continua a chiedere motivazioni sul perchè non esco una sera, mi diverto a casa, sono un grande appassionato di film e di musica, mi diletto con quelli, che male c'è? Ultima rassegna dei miei fallimenti: una fidanzata, l'università e la patente.
2)Per quanto riguarda la fidanzata ho avuto due occasioni in passato ma ho perso due treni, una semplicemente ci provavo ma ha continuato a vedermi come un amico ed era una relazione a distanza che sicuramente non aiutava. E l'altra semplicemente ho capito anni dopo che ci poteva essere qualcosa tra noi due ma io non ho colto i segnali. Colpa mia. Sono ancora vergine. Mi crea disagio e non l'ho detto a nessuno dei miei amici. 3)Università? Avrei voluto laurearmi in lingue, mi mancavano pochissimi esami, ero al terzo anno, boom chiude l'università che viene assorbita da una telematica. Provo con la telematica ma questi quiz a crocetta non fanno proprio per me, soprattutto con le materie che non riguardano lingue, la maggior parte son stato bocciato, costretto a rinunciare alla laurea ad un passo. Ma tra i miei fallimenti è quello che reputo il meno grave, perchè sono riuscito a trovare lavoro come receptionist in un hotel qualche settimana fa e mi ha svoltato la vita, l'ambiente di lavoro è accogliente, è un lavoro che sto imparando velocemente ad averne dimestichezza ed è ben retribuito. È qualcosa che mi ha recato un po' di pace con la mente
Ultimo? La patente. Sono un grande ignorante in campo di macchine e qualsiasi cosa riguardante le strade, feci delle simulazioni di quiz, qualcuno l'ho passato ma la maggior parte venivo bocciato. Mi mancavano alcuni giorni all'esame dei quiz, abbandonai in preda alla paura di essere bocciato visto quanto ero impreparato. L'assenza di una patente mi ha creato molti disagi per ovvi motivi. Attendo un vostro parere e se avete qualche consiglio su come affrontare queste situazioni. Mi dovete perdonare se il post è lungo ma non avrei saputo scrivere di meno
Desiderio sessuale,ansia da prestazione o autosabotaggio?
premetto che sono un paziente con Doc. (mutabon, gabapentin, carbonlitium)
di 46 anni... la terapia negli anni ha dato ottimi risultati... recentemente dopo una lunga malattia di mesi è morto mio padre... ora mi devo adattare alla nuova realtà... sto frequentando una donna44, divorziata, con figli e sempre impegnata al lavoro... il tempo a disposizione è poco... e fare l'amore è un pò problematico... in più mi sta salendo un ansia da prestazione... lo psichiatra mi ha detto ce il cialis sarebbe un buon aiuto... io nel frattempo nonostante mi trovi bene con LEI mi chiedo se ho un vero desiderio sessuale per lei... (diciamo fisicamente nn ha il fisico d una 20enne, gravidanza è un pò sovrappeso etc... ) è un DUBBIo... ho tanta voglia di vederla, ho voglia di abbracci e di carezze è un periodo pesante a volte penso di essere innamorato come non lo ero da anni...
cosa devo fare?
SEMPLICEMENTE vivere... ?
P.s. è ansia da prestazione o una autosabotaggio del DISTURBO OSSESSIVO?
grazie
Cosa devo fare?
Buongiorno,
sono una ragazza di 22 anni e avrei bisogno di un consiglio per capire come comportarmi in una situazione delicata con il mio ragazzo.
Ci conosciamo da 5 anni. Siamo stati insieme 2 anni, poi ci siamo lasciati; dopo alcuni mesi siamo tornati insieme e adesso da circa un anno stavamo riprovando. Quest’estate abbiamo avuto una rottura di qualche mese, durante la quale lui ha conosciuto e frequentato un’altra ragazza, con cui ha chiuso subito in quanto si è reso conto di non avermi ancora dimenticata. Mi ha parlato di questo, dal momento che gli ha causato molto dolore, e abbiamo deciso di vederci nuovamente.
Sebbene inizialmente non ne avesse fatto parola con me, da allora lui vive un fortissimo senso di colpa: dice di sentirsi un “mostro”, pensa di aver preso in giro lei (perché mentre ci usciva pensava a me), crede di aver “tradito” me anche se non stavamo insieme, prova vergogna e rifiuta completamente la reazione emotiva molto forte che ha avuto in quel periodo, dicendo che non è stata normale.
A causa di ciò, con in aggiunta insoddisfazione personale e lavorativa, da qualche tempo è entrato in una fase di forte malessere psicologico: si sente confuso, fragile, sotto pressione, dice che il sentimento per me c’è ma sente un peso enorme, non sta bene e non vuole illudermi. Dice di provare nausea, e malessere anche fisico.
Non vuole parlare con uno specialista e, per questo, sta cercando di allontanarmi per “proteggermi”, dicendo di voler stare da solo. Abbiamo quindi deciso di separarci, almeno per ora, per sua scelta.
Io lo rispetto e non voglio invadere il suo spazio, ma allo stesso tempo sono preoccupata, sto male all’idea di non sentirlo e non sapere come sta, proprio mentre sta soffrendo così tanto. Vorrei capire come posso comportarmi in modo sano e utile per entrambi, come rispettare il suo bisogno di distanza senza abbandonarlo completamente, come offrirgli supporto senza aumentare il suo senso di colpa.
Mi piacerebbe avere un aiuto per comprendere questa dinamica, capire come gestire la comunicazione, i limiti e la mia presenza nella sua vita in questo momento.
Vi ringrazio
ADHD: potrei averlo?
Salve. Domanda veloce. Mi sono stati diagnosticati diversi disturbi (BPD, depressione maggiore, DOC, dismorfofobia) + so di avere altri disturbi non diagnosticati (in particolare fobia sociale e dca). In un quadro del genere sarebbe possibile soffrire anche di ADHD? Presento praticamente tutti i sintomi, ma alcuni possono essere associati ai miei disturbi diagnosticati. Prima di chiedere di fare i test (so che si tratta di una cosa lunga) volevo solo sapere se la cosa avrebbe senso. Grazie
2 risposte - LeggiGelosia tra nonne
Buonasera, ho una nipotina di due anni e mezzo che amo più di mia figlia. All'inizio il rapporto con mia nipote era bellissimo, ma da nove mesi a questa parte, la bambina ha occhi solo per l'altra nonna. Sembrano due innamorate, per lei l'altra nonna è come una seconda (se non prima) mamma. Io non esisto più, addirittura la bambina non mi guarda neanche in faccia e a volte addirittura mi ha sputato addosso e si mette a piangere quando mi vede. Premetto che con i bambini io ci so fare, ma soprattutto con mia nipote mi invento dei giochi, cantiamo, balliamo, dipingiamo e addirittura prepariamo anche insieme qualcosa da mangiare e lei si diverte moltissimo. Ma quando siamo insieme all'altra nonna io scompaio, come se non esistessi, mi guarda ma non mi vede, fissa il vuoto e a volte ha le pupille dilatate e nonostante io sia davanti a lei, lei è come se vedesse un muro e se tento di parlare e giocare si mette a piangere, di conseguenza la lascio stare, non mi posso mettere a fare la gara. Però questa situazione che si protrae da quasi un anno ora mi sta distruggendo e mi sento veramente depressa. Mi sento molto gelosa, come se un mio fidanzato mi tradisse davanti ai miei occhi, come se il mio fidanzato si bacia con un'altra davanti a me. Nella mia vita sono sempre stata messa da parte, a partire dai miei genitori, dalle mie amiche, dal mio ex marito, ora dalla mia nipotina e questa volta non ce la faccio a superarlo. Ho paura di cadere in una forte depressione e non uscirne più. Ciliegina sulla torta l'altra nonna ci gode moltissimo di questa situazione, perchè lei mi ha detto che non è abituata a ad arrivare seconda, che è la preferita di tutti i bambini, figuriamoci con sua nipote.
0 risposte - LeggiMia nipote non mi sopporta
Buonasera,
mia nipote ha 2 anni e non riesco a instaurare un "rapporto" con lei.
Premetto: sono una persona introversa, non particolarmente abituata a esternare l'affetto, inoltre non sono un'amante dei bambini in generale e non ci so proprio fare, per dirla breve. Ho tre fratelli, di cui solo uno con figli (appunto mia nipote di 2 anni), non ho altri parenti stretti con figli e anche tra le amiche, ne ho poche con figli. Quindi in generale non mi sento "spigliata" nel prendermi cura di un bambino, non mi viene spontaneo.
Detto ciò, però, mi piacerebbe comunque costruire un rapporto affettuoso con mia nipote. Tuttavia vedo che lei mi "rifiuta": fino a un po' di tempo fa non era così, non ero mai stata la sua "preferita" ma comunque veniva anche da me in braccio, mi prendeva la mano, ecc. Adesso vedo che non ha piacere invece a stare con me, se siamo a un evento di famiglia dove ci sono anche i miei fratelli/cognate ecc. va da tutti tranne che da me. Se i genitori o i nonni provano a lasciarmela per un pochino, subito lei scappa a cercarli.
Non l'ho sgridata né mai fatto niente di strano; so che è ancora piccola per parlare di "rapporto" con lei ma mi piacerebbe capire come posso interagirci e avvicinarmi alla luce di quello che vi ho detto.
Ho un'altra nipote (la figlia di mia cognata) e non si comporta così con me, tantomeno la figlia della mia migliore amica che invece mi adora.
Non capisco quindi quale sia il problema con lei.
Cosa posso fare io? Devo "preoccuparmi" per questo suo comportamento o potrà cambiare in futuro?