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Alessio  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Prato

Si tratta di coazione a ripetere?

Buongiorno a tutti,
scrivo questo post per avere un giudizio da parte dei dottori che vorranno rispondere.
Un anno fa, la mia vita è stata stravolta, per non dire distrutta. La mia ex compagna ha chiuso la storia, distrutto tutto, mi ha cacciato di casa e mi ha fatto cacciare dal reparto dove lavoravamo insieme.
Posto che le questioni personali non dovrebbero influenzare l'azienda, sono state indette, assieme a me, diverse riunioni dove i responsabili mi hanno detto cose anche non vere per giustificare il mio allontanamento.
Cose che riguardano opinioni anche dei miei colleghi diretti che, secondo quanto riportato, non vedevano l'ora me ne andassi.
Ora, io non ho mai approfondito, perché di quelle persone non mi interessa.
Ero già stato allontanato con la scusa che "gli altri non si trovano bene con te", e poi riammesso con tanto di scuse da parte dell'azienda.
Sia la prima volta che adesso sto reagendo in modo drastico. Faccio muro su tutto, è come se avessi cancellato queste persone.
Anche se provano a collaborare, per lavoro.
So bene che questo è un atteggiamento tossico. Sono il primo che se ne dispiace.
Ma non riesco a tollerare o a far buon viso con persone che mi hanno parlato alle spalle per mesi, che hanno dato opinioni non richieste sulla mia vita personale, che hanno parlato male di me alla direzione.
Sto tanto male ad agire così, ma è il solo modo che conosco e che mi viene naturale.
Non riesco a "perdonare" certi comportamenti. Ma so bene che ci sto male solo io.
Grazie a chi vorrà rispondermi.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 18/08/2023 - 11:04

Torino
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Buongiorno Alessio,
la sua reazione è comprensibile. Avrebbe desiderato un ambiente di lavoro accogliente, dove trovarsi a suo agio, ma le critiche dei suoi colleghi l’hanno ferita, quindi perché non la possano ferire mai più lei ha costruito un muro. Qual è il meccanismo che ha messo in atto? :
Vorrei essere accolto - non è successo e questa cosa mi ha ferito – non voglio più essere ferito – mi chiudo per difesa – resto non accolto.
La sua reazione è comprensibile, lo ripeto, ma questo meccanismo di autodifesa l’allontana dal suo obiettivo, quello di lavorare in un ambiente accogliente. Potrebbe dare una possibilità ai suoi colleghi, cambiando atteggiamento scoprire che anche loro cambieranno opinione su di lei. Provi a lavorare su questo, e se crede che un sostegno psicologico possa essere d’aiuto, resto a sua disposizione.
Un cordiale saluto dott.ssa Manuela Leonessa