Marco  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Monza e Brianza

Depressione resistente e Terapia Cognitivo Comportamentale

Gentili dottori,
Sono Marco, 40 anni e ho tutto quello che mi serve per poter essere un compagno, un padre, un amico e un professionista sereno.
Purtroppo non riesco ad esserlo e combatto da anni con una depressione trattata con diverse psicoterapie (6 anni analitica/EMDR + 1 anno strategica) e dall’equipe delle depressioni farmaco-resistenti perchè tutte le combinazioni di farmaci assunte negli ultimi 2 anni non hanno avuto effetti.
Ho anche iniziato un trattamento di agopuntura.
Insomma le sto provando tutte e anche il mio profilo genetico non sembra aiutarmi.
La mia condizione deriva dalla situazione traumatica vissuta quotidianamente nella mia infanzia.
Un padre alcolizzato e severo e una madre inevitabilmente depressa e arrabbiata.... ma questo l'abbiamo già sviscerato a lungo...
Dopo alcuni episodi gravi avuti dopo la nascita di mio figlio (2 anni fa), ora posso dire che sto meglio. Ma non sto bene.
Non posso e non voglio accettare che il risultato del mio lunghissimo e faticosissimo percorso di analisi e cura sia quello di arrendermi alla mia condizione e resistere.
Dentro di me sento di avere le potenzialità per essere una persona solida, aperta e più positiva ma i pensieri e le convinzioni "mi curvano", "mi bloccano" e torno ad avere a che fare con quella specie di "sordina" che appiattisce e rende difficile ogni giorno.
Non ho mai affrontato un percorso di terapia cognitiva comportamentale, mi chiedo se possa essere una nuova (e speriamo definitiva) soluzione oppure, visti tutti i precedenti, un ennesimo tentativo che non mi smuoverà dal mio "modo di essere".
E' possibile che una specifica terapia riesca dove un insieme di altre non hanno portato grandi risultati?
Grazie per le vostre risposte

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 24/08/2021 - 15:51

Torino
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Buongiorno Marco, non so dirle se un tipo di approccio potrebbe essere più efficace di un altro, molto credo dipenda dalle risposte individuali. Posso però spiegarle i presupposti di quello cognitivo comportamentale, deciderà lei se provare anche questa strada oppure no.
La terapia cognitivo comportamentale (TCC) va a caccia dei pensieri negativi. E’ una terapia che chiede sin da subito al paziente di fare attenzione ai propri pensieri e in particolare a quelli che lo spingono a giudicare in maniera negativa, catastrofica e terribilizzante le varie occasioni di vita in cui si manifesta la sua sofferenza. E’ un lavoro di cesello che invita il paziente a guardare con la lente d’ingrandimento questi pensieri, ad analizzarli, metterli in discussione. Questa è la caratteristica della TCC: una grande finezza nel definire ed elicitare i pensieri consapevoli e coscienti che portano il paziente a valutare depressivamente e/o ansiosamente le situazioni. Sottolineo, perché lo ritengo importante, che la TCC lavora sui pensieri consapevoli e coscienti. Non tiene conto, cioè dell’inconscio. Questo però non significa che i pensieri consapevoli e coscienti siano tali da subito. Veniamo attraversati continuamente da pensieri coscienti ma velocissimi, che non consideriamo minimamente pur potendolo fare. pensieri che per questo motivo consideriamo automatici. Ne ha già sentito parlare? Nella sua lettera lei cita “ pensieri e convinzioni che mi curvano", "mi bloccano”. Ecco, la TCC si occuperà prevalentemente di questi. Pensieri e convinzioni che la “curvano e la bloccano” dei quali è già consapevole ma anche di quelli tutt’ora ancora automatici.
Mi faccia sapere se lavorare in questa direzione potrebbe esserle utile. Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 27/08/2021 - 23:50

Caro Marco,
quando sembra che niente funzioni, o non abbastanza, tentare qualcosa di diverso può portare al risultato diverso. I diversi approcci terapeutici sono come le strade diverse che portano allo stesso obiettivo che è il benessere della persona, si lavora per alleviare la sua sofferenza. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) si basa su numerose ricerche che confermano la sua efficacia. Questo non vuol dire che gli altri approcci non siano validi, anzi. Per la depressione moderata-grave si è visto che la terapia farmacologica assieme alla psicoterapia funzionano meglio che ciascuna di queste due terapie da sola. Personalmente ho visto, non molto tempo fa, una persona con la depressione che non riscontrava più beneficio dalla terapia farmacologica, migliorare molto con la TCC con risultati duraturi. Questo per dirLe che è possibile stare meglio, anche se purtroppo nessuno può garantirLe che troverà la soluzione definitiva. In ogni caso glielo auguro di cuore.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dott.ssa Maria Enrica Parolini Inserita il 24/08/2021 - 14:13

Buongiorno credo che la terapia più efficace nella sua situazione sia farmacologica e una psicoterapia psicoanalitica. Può decidere di trovare un altro terapeuta ma la strada credo sia questa. Evidentemente ci sono questioni che per vari motivi non sono stati affrontati ed elaborati in maniera sufficiente.
Resto a disposizione Saluti
Dr.ssa Parolini