Lutto e relazione
Forse non basterebbe un libro per raccontare ciò che è successo. Cerco di riassumere più che posso. Una favola che distava 600 km. Inizio a lavorare fuori Milano. A Roma. Mi ero appena lasciata alle spalle una relazione faticosa che mi aveva costretta a ricostruirmi. Mi sentivo fortissima e decisa ed ecco che arriva lui. Il collega timido e sempre sorridente. Non è stato un colpi di fulmine. Il lavoro ci ha tenuti vicinissimi per 3 settimane. Sempre assieme. Giorno e sera. Dalla scrivania ai ristoranti. È iniziato tutto con molta leggerezza. Cavolo 600 km son tanti e le mie ferite ancora di più per investire. Tutto fantastico. Lui perfetto. L uomo dei miei sogni. Ha tutto al posto giusto. Sembrava un miracolo. La mia rivincita. La prova che spesso ci fermiamo perdendo la consapevolezza che fuori invece c'è il paradiso. Lui molto coinvolto. Gesti giganti. Mi presenta da subito ai suoi amici più intimi. Mi riserva attenzioni incredibili. Parole infinite seguite da gesti da pelle d oca. Era un sogno. E mi son innamorata. Nel modo più semplice che conosco (ho 35 anni). Si stava innamorando anche lui. Almeno così disse. Dopo 1 mese emmezzo da favola succede la tragedia. Al suo papà vengono diagnosticati non ricordo nemmeno quanti tumori. 14. 16 forse. In tutto il corpo. Ammetto che i miei 35 anni son andati nel cesso in un secondo. Mi son sentita, rispetto a lui, FORTUNATA. E mi son fidata delle sue parole e dei suoi gesti. Ero pronta a tutto. Non avevo paura di niente. Di raccoglierlo. Di vederlo soffrire. Di vederlo perso. Io ci sarei stata. A discapito di me della mia vita. Lui piangeva con me. E io, di rimando piangevo con mia madre in piena notte. Brutto da dire ma spesso lei mi diceva "stai male come se il papà che sta morendo fosse il tuo". Era vero! Non so cosa mi è preso. Sapevo che potevo reggere tutto. Sarei stata disposta a vedere ogni singola maceria di lui e di quella famiglia frantumata.
3 settimane. E suo papà si è spento. Come un fiammifero. 5 giorni prima della sua morte lui ha voluto farmelo conoscere. Son stata a cena da loro. Con delle birre senza zuccheri. E quest uomo grigio seduto a capotavola. Ricordo che quella sera ho bevuto meno di tante altre volte ma mi son ubriacata con niente. Lui mi era entrato talmente in profondità che avrei fatto qualsiasi cosa per prendermi anche solo una briciola di quel dolore e alleggerire il suo cuore. Ma non è andata così. Lui non ha voluto dividere proprio nulla con me di quel male. Dopo la morte di suo papà è cambiato totalmente in poche ore. Aveva la testa completamente impallata. Ha iniziato a mettere in discussione ciò che sentiva e ciò che voleva. Gli ho chiesto di non buttarmi via. Gliel ho chiesto sicuramente nel modo e nel tempo peggiore. Ma mai avrei voluto essere messa in discussione io. Ero ovunque mi voleva. A Roma. A Milano per me era importante solo che lui non mi buttasse via.
Da qui si è scatenata la guerra. E tutto si è distrutto. Io ho iniziato a provare tanta rabbia. Verso di lui. Verso i suoi sentimenti. Verso di me che mi son innamorata come una bambina.
E non c'è stato verso di recuperare niente.
Oggi è passato un anno da tutto questo. Io ho cambiato lavoro perché non ho retto. È vero. Son stata un invertebrata. Ho preferito abbandonare la nave perché la sua indifferenza mi ammazzava lentamente.
Ora passo da momenti di rabbia a momenti di tristezza. Spesso mi chiedo se davvero ci teneva a me. Mi domando perché mi ha allontanata? Aveva detto che ero l unica che gli stava dando tante emozioni. Nessuno lo ha mai visto con una ragazza. A noi 2 insieme ci han visto tutti. E lui sembrava così fiero. Ora son nulla e non solo. Ho provato a distanza di mesi a riavvicinarmi ma oggi sono "quella che lui collega alla morte di suo padre" pertanto non vuole saperne di me. Nemmeno un caffè.
E io soffro perché mica gliel ho ammazzato io eppure pago lo scotto.
Vorrei dirgli quanto ho dentro. Vorrei spiegargli quanto ha fatto male la sua scelta. Ma ha ragione. Io non so cosa significa perdere il papà. Probabilmente io non ero una sua priorità e dopo una tragedia son diventata trasparente.
Lui vive. Per carità. Vacanze serate amici. Penso non sia nemmeno da solo sinceramente. A volte mi chiedo se la morte di suo papà sia stato il suo alibi. Per uscirne "pulito". Ma poi mi fermo e penso che lui non è quel tipo di persona. Forse.
La domanda è: "è tanto sbagliato credere che se davvero ero importante per lui, mi avrebbe usata, triturata, amata ma non mi avrebbe mai buttata via." ?
Avrei voluto essere una donna diversa. Son stata capace solo di arrabbiarmi tantissimo. Con lui con me. Ho urlato. Ho pianto. Ho cercato di arginare quel vuoto in ogni modo. Son scappata. Ho inseguito. Son sparita. Ho bloccato. Ho sbloccato. Ho cercato attenzioni da lui. Conferme da tutti. Risposte anche negli sconosciuti.
Nulla. Il niente più totale. Cancellata con un colpo di spugna.