MARTINA  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Lodi

Senza figli e soffro

Buongiorno
ho 45 anni, non ho avuto figli, ci abbiamo provato (quasi) in ogni modo, ma non ci siamo riusciti. Dopo 5 fecondazioni assistite terminate dopo un aborto, dopo aver tentato il percorso adottivo abbandonato perche non ci sentiamo adatti...ho affrontato prima, durante e dopo diversi percorsi di psicoterapia che mi hanno aiutata molto, abbiamo proseguito la nostra vita, ricalcolato il nostro percorso, fatto e realizzato nuovi progetti... Rimane sempre e comunque quel dolore sordo e profondo, che accetto ma che ogni tanto combatto, e che faccio fatica a lasciare andare... Da quando è nata la nostra nipotina (siamo zii), l'affetto per la nipotina, l'esigenza che ho di vederla e di accudirla (con estrema discrezione e senza invadenza nella sua famiglia) va però a cozzare con il rinnovare il mio senso di inferiorità, di "diversità", di inadeguatezza... perchè io non sono riuscita a dare vita a nessuno...
Non riesco a legare con mia cognata, la mamma della bambina, che conosco da poco tempo perchè è rimasta incinta subito all'inizio della relazione con mio cognato, perchè la invidio... non accetto le parole della sua famiglia che mi dicono "ah ma lei la bambina l'ha desiderata molto...", come se bastasse il desiderio per far accadere i miracoli... non riesco ad accettare che tutto quello che posso fare per questa bambina è essere zia e poi dovermi fare da parte... Mi sento inferiore, mi sento "meno" di mia cognata, mi sento frustrata e vittima di un'ingiustizia... e continuo a perpetuare domande senza risposte, nonostante la meditazione... e cedere alla rabbia o alla tristezza o alla frustrazione in momenti "topici" (riunioni familiari, cerimonie...) perchè io non ho potuto avere figli... Cerco solo un consiglio, un aiuto, un "in questo modi si può soffrire meno", "se fai così puoi non sentirti più inferiore...".
Grazie, vi auguro una buona giornata

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/05/2022 - 15:39

Roma - Tiburtina
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Buonasera Martina,
Innanzitutto mi sento di esprimere il mio dispiacere per quanto ha narrato, per l'impossibilità di realizzare il suo sogno di diventare madre.
E mi sembra che questa ferita, nonostante i percorsi terapeutici già svolti, bruci ancora molto dentro di lei, deturpando anche l'immagine di Martina ("mi sento inferiore").
Pertanto, dal mio punto di vista di donna e psicoterapeuta, le consiglio di occuparsi di Martina in modo da aiutarla ad accettarsi anche se non è madre, con l'aiuto del suo marito/compagno. Alleanza quest'ultima, fondamentale in questi casi, e che dalle righe qui riportate, non sono riuscita a cogliere.
Mi sembra infatti, che Martina ora sia sola con il suo sogno infranto e questa condizione acuisce, di sicuro, la comprensibile sensazione di frustrazione che accompagna chiunque tenti di diventare genitore senza riuscirvi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 18/05/2022 - 18:45

Torino
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Buonasera Martina
Nella sua lettera chiede un aiuto per soffrire meno, per annientare il senso di inferiorità che la sovrasta. Di fronte a un dolore così cupo diventa difficile rispondere attraverso queste poche righe, vorrei però provare a darle un suggerimento.
Accenna al fatto che pratica la meditazione, allora saprà che il dolore è dolore e non si può evitare. Lei ha subito una perdita, come può impedirsi di soffrire?
Quando si evita la sofferenza, paradossalmente, la si rende più forte, diventa allora necessario imparare ad accoglierla, accettarla per quella che è. Accogliere il dolore significa darsi la possibilità di osservarlo un po’ più da vicino, conoscerne le mille sfaccettature(della quale ,peraltro, il senso di inferiorità che denuncia, probabilmente fa parte) scoprire che su qualcuna si può lavorare, e riuscire a rendere il dolore meno intenso, la sofferenza più leggera.
Mi rendo conto che come indicazione sia un po’ vaga, ma se decidesse di prenderla in considerazione resto a sua disposizione per approfondire il discorso
Un caro saluto, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 19/05/2022 - 16:16

Salve Martina io la invito a prendersi un suo spazio, ritornando in terapia oppure iniziando una nuova. Affrontare il lutto delle perdite avute, perché non è solo quel lutto fisico ma anche quello delle prospettive future.
Solo così potrà relazionarsi e svolgere con piacere il ruolo di zia.
Resto a disposizione
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra