Giuseppe  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Ho 23 anni e non mi riconosco

Salve a tutti, ho 23 anni e sono all’incirca 2 mesi che noto in me dei cambiamenti comportamentali inspiegabili.
Sono sempre stato un ragazzo solare, estroverso, perennemente positivo, amavo il divertimento, leggero, altruista, ironico e scherzoso, forte, senza tante paure, realista, con grande capacità di trovare il lato positivo nelle cose, e sono sempre stato tanto sensibile ed empatico. Ho avuto sempre grande riscontro in ambito relazionale, sia in amicizia che in amore. Ho un gruppo di 15 amici con cui sono cresciuto e con cui ho passato (e continuo a passare) tanto tempo e ho costruito nel tempo tante altre amicizie e piacevoli conoscenze. Ho avuto tante relazioni amorose, e tra queste 2 importanti di 2 anni circa ciascuna.
Non ho mai avuto problemi in famiglia, mia madre mi ha sempre dato tanto amore, non mi ha mai fatto mancare nulla, mi ha sempre spronata e supportata e allo stesso tempo mi ha dato molta severità e regole da rispettare (tipo orario di rientro che non sempre rispettavo, ma nulla di grave) e solite raccomandazioni da mamma che molto spesso mi infastidivano perché reputavo inutili e scontate. Molte volte mi sono sentito a disagio con amici o con ragazze perché mia madre si preoccupava troppo e mi impediva di fare determinate cose che a volte facevo lo stesso.
Mio padre, vecchio stampo, lavora h24, chiuso mentalmente e molte volte ci siamo sanamente scontrati, ma anche lui non mi ha mai fatto mancare nulla e a modo suo (molto raramente e a piccolissime dosi) mi ha mostrato il suo affetto. A differenza di mia madre è sempre stato molto esterno alle mie cose.
Dopo il liceo ho iniziato l’università, studio economia e sono al primo anno fuoricorso. L’ho vissuta sempre bene, non mi sono mai impegnato più di tanto e me la sono goduta a volte irresponsabilmente, insomma ero rimasto il ragazzo del liceo. Molto spesso se qualcuno dei miei coinquilini o amici non mi spronava a fare qualcosa di utile io non la facevo e rimandavo. Sono sempre stato un po' pigro e tendente a procrastinare. I miei anche qui non mi hanno mai fatto mancare nulla e non mi hanno mai fatto sentire pressioni nonostante studiassi poco dicevo che ce l’avrei fatta.
Non ho mai avuto dipendenze oltre alle sigarette, da quando andavo al liceo però qualche serata dove abbiamo esagerato con l’alcool o con la marijuana c’è stata. Nell’ultimo anno all’università c’è stato un leggero incremento della frequenza con cui assumevo alcool o marijuana ma nulla di eccessivo o preoccupante da determinarlo come dipendenza, sempre in compagnia e potevo tranquillamente farne a meno, anche se i problemi di cui sto per parlarvi sembrano intensificarsi quando ne faccio uso.
Ed ecco che Negli ultimi 2/3 mesi ho avuto tante difficoltà, le caratteristiche del ragazzo di cui ho parlato prima si sono totalmente ribaltate.
Ho cominciato ad essere spesso triste, irritabile, suscettibile, stanco anche senza aver fatto granché, demotivato, forse depresso, ho vuoti di memoria e ho perso la voglia di prendermi cura di me (sono sempre stato super attento a look e outfit). Ho perso autostima, non mi sento più bello e forte quanto prima. Mi rendo conto che trasmetto negatività anche alle persone che mi circondano perché mi si vede proprio chiaramente che sto molto giù. In quanto grande sensibile, sono sempre stato un grande pensatore e in quest’ultimo periodo sento che la mia mente sta bruciando perché continua a pensare senza freni, soprattutto a cose brutte. Sono diventato negativo, pessimista, vedo il marcio in tutto, mi sento sempre sotto accusa, mi sento giudicato, mi vengono paranoie che non riesco a smontare, sono diventato molto più permaloso e ciò mi ha portato ad avere comportamenti sbagliati con i miei amici e conoscenti perché pensavo ce l’avessero con me oppure che si prendessero gioco di me, provocandomi così ancora maggiore infelicità. Non riesco più a capire il tono delle persone, se sono ironiche, se sono serie, se stanno scherzando o se mi prendono in giro e per questo motivo sto sempre sull’attenti cercando di ascoltare e capire ciò che dicono, magari anche facendo domande, insomma non sto mai rilassato e sereno.
Ho perso la voglia verso TUTTO, dall’uscire con gli amici, al conoscere una ragazza, allo studiare, al fare attività sportiva, a fare qualsiasi cosa; o meglio, vorrei e mi piacerebbe tantissimo tornare a fare tutto questo ma ogni volta che ci provo alla minima parola fuori posto o sguardo di qualcuno comincio a farmi assalire dai pensieri “si vede che sto male e sono depresso?”, “non voglio farmi vedere così giù”, e mi rovino le serate e le rovino anche agli altri perché poi non riesco più a dire una parola e interagire con gli altri, mi chiudo e non mi riprendo fin quando non torno a casa che sembra essere diventato l’unico posto in cui sto bene.
Qualche spiegazione a tutto questo malessere me la sono data, come ad esempio l’essere rimasto relativamente indietro con l’università (3 esami) che mi ha portato a sentirmi inferiore, insoddisfatto, non all’altezza. Per ora con qualche difficoltà mi sto focalizzando solo su questo in quanto è la priorità come scelta di vita, ma vorrei sapere se per superare ed affrontare il periodo non basti la mia forza di volontà ma sia necessario una figura professionale.
Grazie mille per l’attenzione.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 24/04/2022 - 17:09

Torino
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Buongiorno Giuseppe,
da ciò che scrive i sintomi depressivi sembrano essere presenti (non si prende più cura di sé, si sente giudicato negativamente, è vittima di paranoie, ha difficoltà a fare ciò che una volta le riusciva naturale ecc.).
Dev’essere molto pesante vivere così ed è bello e sano il suo impegno per uscirne fuori.
Detto ciò ci domanda se per risolvere questo stato di cose basti la sua volontà o sia necessaria una figura professionale.
Il fatto è che la depressione è un disturbo che tende a riproporsi. Dopo il primo episodio è facile che se ne presenti un secondo e poi ancora.
Non la voglio spaventare ma riflettere con lei sulla sua domanda:” ne posso uscire da solo?”
E’ possibile, ma l’aiuto di un terapeuta sarebbe importante per conoscere a fondo le radici del suo malessere e aiutarla a prevenire eventuali ricadute.
Resto a disposizione per ulteriori domande,
dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 26/04/2022 - 15:53

Roma
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Salve Giuseppe, da ciò che scrive, sembra che, da due mesi a questa parte, nulla è più come prima. Nella prima parte della sua mail, lei descrive un ragazzo normale, cresciuto in una famiglia normale. Piccole incomprensioni in famiglia, un padre un po' assente, vecchio stampo, ma che comunque fa sentire il suo affetto, anche se a piccole dosi. Poi succede qualcosa. Qualcosa che le fa vedere il mondo con occhi diversi. Consideri che l' uso prolungato della marijuana può slatentizzare alcune emozioni e pensieri e rendere la persona ipersensibile alle parole, alle situazioni. Che cosa è successo? Come si vede, come percepisce se stesso in relazione al mondo oggi? Non più come prima. Credo che un percorso di psicoterapia possa aiutarla a cercare una via e a ricostruire se stesso in modo nuovo. Saluti.

Dott.ssa Stefania Iade Trucchi Inserita il 24/08/2022 - 22:52

Buonasera Giuseppe ,
ho letto piu’ volte la sua lettera e la cosa che piu’ mi ha fatto riflettere e’ la spensieratezza della sua vita fino al primo/ secondo anno di Universita’ e poi il peggioramento fino allo stato depressivo degli ultimi tempi. Credo che l’ uso di alcol e Marjuana siano stati e siano funzionali a compensare questo profondo malessere e a farla sentire sempre al massimo. Forse e’ anche dura per lei l’ avvicinarsi di un nuovo corso di vita e abbandonare ricordi e abitudini belle dell’adolescenza con conseguente dolore per esperienze che hanno lasciato un segno indelebile e che sa non torneranno.Forse ha vissuto sentendosi sempre “al top” e gli errori inevitabili che puo’ aver fatto come essere umano non e’ riuscito ad accettarli ( penso ai 3 esami ad es)
Le consiglio di iniziare una psicoterapia non solo per curare questo periodo di depressione , ma anche per aiutarla a recuperare dentro di lei la motivazione a costruire una vita che sia pure in modo diverso, potra’ essere lo stesso gratificante e stimolante.
Per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi
Dottssa Stefania Iade Trucchi