Rapporto padre figlio derivante da "educazione violenta"
Ciao,
sono Enzo, ho 23 anni e sono uno studente universitario. Vado dritto al dunque. Mio padre ha quasi usato sempre la violenza(a fin di bene sicuramente) per trattare e gestire qualsiasi problema a livello educativo, da una nota a scuola ed un atteggiamento improprio che assumevo in casa e fuori. Questo negli anni mi ha portato a chiudermi passivamente ed a essere scontroso in modo passivo aggressivo dall'età di 17 anni fino ad ora . Seppur i rapporti in superficie rimangono apparentemente non conflittuali attualmente, percepisco un fortissimo blocco che mi impedisce di esprimermi in modo cristallino senza provare un fortissimo senso d inadeguatezza e imbarazzo.
Esempio: se a tavola rimaniamo soli, o non si parla proprio oppure lui esce argomenti di rito tipo università o altro che sono molto forzati in quel contesto e io rispondo in modo ugualmente formale,come se fossimo sconosciuti, durante il discorso il solo pensiero di aprirmi come faccio con mia madre mi crea un senso di ansia mista ad angoscia che mi pare inspiegabile.
Lui ci prova anche a venirmi incontro perché sicuramente intuisce una mia chiusura ma non me ne parla e io non sono assolutamente pronto ad un confronto perché ho veramente un fortissimo blocco da questo punto di vista. Non so come superare questa cosa perché probabilmente questo ci porterà a diventare progressivamente degli sconosciuti e io non voglio perché sento che ci soffre per questo ed io pure certi giorni.
A volte ho desiderio che torni più tardi da lavoro perché la sua presenza mi è scomoda anche se non vorrei che fosse così.
Vorrei capire se è l'educazione violenta che può avermi condotto in questa situazione o sono solo io che sono incapace e lecco di qualche qualità emotiva. Grazie