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Giovanna  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Novara

Mio figlio ha una diagnosi di DOC

Buongiorno, Vi scrivo perché a giugno mio figlio, che aveva smesso di mangiare con appetito, messo alle strette da me, perché volevo sapere cosa avesse, mi ha confidato di avere dei pensieri intrusivi “ricorrenti” che riguardavano l’essere omosessuale. Io l’ho portato dalla psichiatra di fiducia, perché mi ha detto che la situazione si trascinava da marzo ed era molto invalidante, che gli ha dato ansiolitici e antidepressivi e comincerà una terapia comportamentale a settembre.
A parte che io non ho ben capito se l’origine di tale disturbo è nato da problemi di relazione con l’altro sesso o se è omosessuale, il mio problema “ attuale” è non capire bene come comportarmi con lui. Mi verrebbe da “ spronarlo” ad uscire, ma la psichiatra dice di lasciarlo tranquillo, che quando sta bene uscirà lui. In effetti sta dando esami all’ università e ha organizzato 2 brevi viaggi con gli amici. Però ieri ad esempio che veniva l’amministratore per un problema di casa, lui voleva uscire proprio in quel momento, come per “evitare” di vedere questi 2 estranei, che però si sono fermati 10 minuti. Io gli ho detto di fermarsi, perché la casa è anche sua e ha 21 anni, ma non so mai se in questo momento vada bene “caricarlo” di queste piccole incombenze, oppure sia meglio lasciarlo tranquillo. Premetto che è abbastanza tempo che abbiamo notato che ha problemi di socializzazione in generale, e che generalmente tende a procrastinare nelle questioni della vita quotidiana. La frase tipo è:” Dopo lo faccio”. Io e suo padre lo incoraggiamo, e lo lodiamo se aiuta o fa cose, ma visto che è un giovane adulto, io personalmente mi trovo un po’ spiazzata ultimamente.
Grazie della risposta e cordiali saluti.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 07/07/2023 - 09:36

Torino
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Gentile Giovanna buongiorno,
mi rendo conto di quanto la situazione possa farla sentire disorientata e capire il timore che il desiderio di aiutare possa in realtà danneggiare suo figlio. Lo psichiatra dice di lasciarlo tranquillo, che quando starà bene uscirà lui, e ha ragione, ma lodarlo e incoraggiarlo non può certo fargli male. Più che spronarlo a fare delle cose, che in effetti può mettere suo figlio in difficoltà, le consiglierei di chiedergli perché non le vuole fare. Una richiesta sincera nata dal desiderio di capire le difficoltà del ragazzo. Ciò potrebbe fornirle la possibilità di aiutarlo a distinguere i motivi validi da quelli che nascondono paure ingiustificate. Aiutarlo, mi raccomando, non costringerlo, perché per quanto lento e doloroso , il percorso di guarigione è solo di suo figlio. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente. Dott.ssa Manuela Leonessa