Mio figlio ha una diagnosi di DOC
Buongiorno, Vi scrivo perché a giugno mio figlio, che aveva smesso di mangiare con appetito, messo alle strette da me, perché volevo sapere cosa avesse, mi ha confidato di avere dei pensieri intrusivi “ricorrenti” che riguardavano l’essere omosessuale. Io l’ho portato dalla psichiatra di fiducia, perché mi ha detto che la situazione si trascinava da marzo ed era molto invalidante, che gli ha dato ansiolitici e antidepressivi e comincerà una terapia comportamentale a settembre.
A parte che io non ho ben capito se l’origine di tale disturbo è nato da problemi di relazione con l’altro sesso o se è omosessuale, il mio problema “ attuale” è non capire bene come comportarmi con lui. Mi verrebbe da “ spronarlo” ad uscire, ma la psichiatra dice di lasciarlo tranquillo, che quando sta bene uscirà lui. In effetti sta dando esami all’ università e ha organizzato 2 brevi viaggi con gli amici. Però ieri ad esempio che veniva l’amministratore per un problema di casa, lui voleva uscire proprio in quel momento, come per “evitare” di vedere questi 2 estranei, che però si sono fermati 10 minuti. Io gli ho detto di fermarsi, perché la casa è anche sua e ha 21 anni, ma non so mai se in questo momento vada bene “caricarlo” di queste piccole incombenze, oppure sia meglio lasciarlo tranquillo. Premetto che è abbastanza tempo che abbiamo notato che ha problemi di socializzazione in generale, e che generalmente tende a procrastinare nelle questioni della vita quotidiana. La frase tipo è:” Dopo lo faccio”. Io e suo padre lo incoraggiamo, e lo lodiamo se aiuta o fa cose, ma visto che è un giovane adulto, io personalmente mi trovo un po’ spiazzata ultimamente.
Grazie della risposta e cordiali saluti.