Sono invidiosa della mia amica.
Si può essere invidiose delle amiche? Ho quasi 27 anni. Durante l'adolescenza ero una ragazza in gamba, brava a scuola, di quelle considerate tra le migliori, mi sentivo in grado di fare quasi tutto. Avevo molta fiducia in me e nelle mie capacità. Tanto che mi sono diplomata, ho lavorato per un anno per mettere soldi da parte per potermi trasferire e studiare da fuori sede, che era uno dei miei desideri. Tra difficoltà inizio questo percorso che si rivela più difficile del previsto ma continuo entusiasta sino ad arrivare al periodo del covid in cui le difficoltà mi piombano addosso e inizia un periodo di buio che ancora non è finito. Fatto sta che mi ritrovo a quest'età a non aver ancora terminato la triennale, a non avere un lavoro stabile (faccio lavoretti saltuari per poter avere qualcosa a livello economico ma ovviamente sono molto limitata) e a non avere neppure la patente per mancanza di coraggio. Il confronto con la mia migliore amica è un disastro. Lei sembra non aver sbagliato niente da quando è finita la scuola, sembrava già avere le idee perfettamente chiare. Finita la scuola si iscrive ad una laurea quinquennale che finisce perfettamente in corso, fa un corso di specializzazione finita questa e inizia a lavorare come maestra, seppur con supplenze annuali al momento. Prende la patente 3 anni fa (anche lei come me aveva paura di questo passo ma nonostante ciò si iscrive e ce la fa). In tutto ciò sembra avere una vita piena, tanto da non avere quasi tempo di vederci perché mi dice sempre che tra lavoro e altro ha poco tempo libero mentre io mi sento quasi come una scema che ha sempre tempo a disposizione, tanto da vergognarmi di questo e inventare impegni per non far apparire la mia vita così noiosa. Quando poi ci vediamo dopo mesi lei mi racconta di tutti i suoi successi, della vacanza prenotata, della macchina che ha intenzione di acquistare e quando arriva la domanda "e tu che mi racconti?", io mi sento stupida al riguardo perché la mia vita è ferma da quasi 4 anni e non ho molto da raccontare. Lei spesso mi dice "ma che hai combinato con l'università? Non hai finito ancora?" "Ma quando te la prendi la patente?", e anche in questi momenti io mi vergogno come una ladra. So che non ci si dovrebbe paragonare ad altri ma è inevitabile farlo quando siete partite dallo stesso punto ma, mentre io sono rimasta al punto di partenza, la mia amica sembra aver seguito un percorso lineare come se avesse già le idee chiare in tutto. A volte la prendo come modello di "ispirazione", cerco di pensare a lei quando penso di dover dare una scossa alla mia vita, ma quando mi racconta del suo ennesimo successo, della sua crociera prenotata o altro, io mi sento a disagio e provo invidia per lei. Forse non si dovrebbe provare invidia nei confronti delle amiche ma a volte vorrei poter tornare indietro nel tempo e seguire il suo stesso percorso. Io che mi sentivo forte perché lei ammirava il fatto che io mi fossi trasferita in un'altra città, ora mi sento stupida perché invece quello per me è stato solo un piccolo capitolo che, confronto a tutto quello che ha fatto lei, non ha più tanto valore se oltre ciò non ho concluso altro. Mi chiedo come faccia lei a fare sempre la scelta "giusta", a non toppare mai, a non avere mai un insuccesso. Sono arrivata al punto di preferire non vederla o sentirla per un po' per evitare questa continua "umiliazione" e frustrazione nel sapere tutto quello che fa lei. Quasi mi infastidiscono i traguardi che lei raggiunge perché mi fanno sentire addosso il peso dei miei fallimenti. Può sembrare strano voler bene ad una persona e invidiarla ma quando si è bloccati, in un periodo buio, i successi degli altri sono solo motivo di ulteriore sconforto.