R.  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Barletta-Andria-Trani

Cosa devo fare per cambiare la mia vita?

Salve, scrivo per chiedere un consiglio perché credo di avere un problema.
Sono una ragazza di 29 anni, vivo una vita normale: ho la mia famiglia, il mio lavoro (che amo), il mio ragazzo, agli occhi di tutti potrei sembrare felice, ma io non sento di esserlo.
La felicità è un modo di essere, certo, ma io ho raramente accarezzato un'idea della felicità, non l'ho mai fatta mia completamente, neanche per un breve periodo. La verità è che mi sento sola, perché mi sono sempre occupata da sola di me stessa. I miei genitori non mi hanno mai seguita, raramente ho ricevuto un abbraccio o una lode per un qualsiasi risultato raggiunto. Hanno sempre volto le loro attenzioni a mia sorella perché io ero la brava bambina, quella che non sbaglia, quella altruista e a volte anche ingenua. A volte vedo negli occhi di mia madre un senso di disgusto quando mi guarda. Forse non sono la figlia che avrebbe voluto, perché non sono una ragazza che si vanta, non sono una ragazza che pensa ai beni materiali. Per lei io posso avere di meglio nella vita. Il punto è che il suo "meglio" lo associo ad una profonda superficialità.
Il mio lavoro, che io adoro, sta diventando veramente stressante. Sono una vittima del precariato e sto vivendo una profonda ingiustizia: ho avuto un compito più grande rispetto alle mie reali capacità fisiche: non riesco a gestire il mio lavoro, mi adopero per adottare tutte le strategie possibili per risolverlo, ma sento di essere in un vicolo cieco. Ho rivelato tutte le mie perplessità al mio capo, ma si è mostrato irremovibile sulla sua decisione.
E adesso arrivo al tasto più dolente: il mio ragazzo. E' un mio coetaneo, stiamo insieme da due anni e mezzo e non so se lo amo. Il problema è che non lo stimo, non vedo un futuro con lui. Lui è inoccupato, fatica a laurearsi, non pone impegno in nulla. Il suo passatempo preferito è stare al computer a giocare. Ho cercato di spronarlo, di aiutarlo nella sua carriera universitaria, nella ricerca di un lavoro, lui mi ha fatto tante promesse "Quando troverò un lavoro ci sposeremo, andremo a vivere insieme" ma io ho la netta impressione che lui si stia solo "accomodando" su di me perché crede che io in un futuro remoto possa mantenerlo. A me non sta bene tutto questo. Ho cercato di lasciarlo, ma non ho il coraggio. Ho paura di rimanere sola. Ho poche amiche sulle quali non ho voglia di fare affidamento. Perché non ho voglia? Perché le vedo superficiali, mi farebbero stare peggio.
Adesso mi chiedo una cosa: perché nonostante io cerchi di "acchiappare" la felicità non ci riesco mai? Cosa devo fare per cambiare la mia vita?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 12/10/2023 - 18:54

Torino
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Buongiorno R,
capisco il suo desiderio di “felicità” ma alla sua domanda “come fare ad acchiapparla” non esiste un’unica risposta, anche perché se dovessimo chiederci cosa sia davvero la felicità come potremmo risponderci? Forse la felicità è semplicemente la libertà di perseguire i nostri obiettivi senza costrizioni mentali. Faccio un esempio per spiegarmi: uno dei suoi obiettivi è sentirsi amata dall’ uomo che ama, lei ci racconta di questo ragazzo che in questo momento la sta deludendo al punto da non sembrare l’uomo giusto per la realizzazione del suo obiettivo. In altre parole così come stanno le cose stare con questo ragazzo la allontana dal suo obiettivo piuttosto che avvicinarla. In questo contesto cosa significa essere abbastanza liberi da perseguire gli obiettivi senza costrizioni mentali? Significa affrontare il problema senza il ricatto della paura della solitudine. Spesso la paura di soffrire ci porta a compiere azioni che anziché liberarci dai problemi ce ne creano di ulteriori. Nessuno può vivere la vita al posto suo, nessuno può fare scelte che solo a lei competono. Ma un terapeuta potrebbe aiutarla a raggiungere quella libertà di pensiero necessaria a non restare invischiata in paure e insicurezze nemiche del benessere e dell’equilibrio mentale. Resto a disposizione se desidera approfondire e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott. Giuseppe Saracino Inserita il 12/10/2023 - 18:49

Buongiorno R., grazie per la condivisione.
Una risposta per iscritto non sarà esaustiva, ma potrà aiutarla a capire meglio cosa sta vivendo.
Dal modo in cui descrive, qui in questo momento, ciò che sta vivendo, i suoi rapporti interpersonali e il suo lavoro, mi sembra che prefiguri la realtà che vive come altamente dolorosa e, invece, quello a cui ambisce come estremamente desiderabile.
Forse questa divisione così netta tra ciò che "ha" e ciò che "non ha", in termini di "bianco o nero" non la aiuta molto, in questo momento, ad affrontare le questioni che vive in questa fase di vita (la soglia dei 30 anni) nei rapporti che vive e nei progetti che desidererebbe fare.
E' possibile che abbia delle buone ragioni che l'hanno portata a vivere le cose in questa maniera, cose che probabilmente ha vissuto profondamente e intimamente, o che sente che l'abbiano segnata.
Penso che, se vorrà, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla ad approfondire questi aspetti e a capire cose in più rispetto a ciò che sta vivendo in questo momento per progettare il suo futuro.
Augurandole il meglio e rimanendo a disposizione, le invio un caro saluto.
dott. Giuseppe Saracino
3206436211