Pensare a un ex. Fino a quanto è fisiologico?
Salve a tutti
Sono Sandra, e ho 33 anni.
Scrivo qui per capire se qualche professionista può aiutarmi seriamente a superare un malessere che mi attanaglia e in che modo; vorrei capire se devo continuare a seguire un percorso di psicoterapia e se continuare con l'attuale psicoterapeuta o cambiare.
La premessa è che ho seguito un percorso per due anni e questo percorso mi è stato molto utile. Da sempre ho sofferto di ansia, dacché ne ho ricordo, ma questa ansia ha preso molto piede da quando il mio ex fidanzato mi ha lasciato. Ormai sono passati 5 anni e nonostante io abbia una relazione stabile e l'ansia sia diminuita parecchio continuo a soffrirne. Mi spiego meglio.
I primi tempi sono stati tremendi, attacchi di panico, pensieri ossessivi, ansia alle stelle, rimurginzaione, sensazione di impazzire.
Con il tempo e soprattutto grazie alla psicoterapia (tramite la quale ho conosciuto la meditazione e ho riscoperto uno stile di vita regolare composto da dieta e sport) gli attacchi sono diminuiti quasi fino a scomparire, e la mia vita è molto migliorata.
Per cui io riconosco gli effetti benefici della psicoterapia e ne sono tendenzialmente soddisfatta.
A oggi lavoro, ho una vita piena, ho una bellissima famiglia e tanti amici. Non sono una persona sola. Ho un compagno presente, e se penso di perderlo sto malissimo. Qual è allora il punto?
Penso spesso alla mia storia precedente. Ma per il mio punto di vista , troppo spesso. A volte mi capita di sognare il mio ex. E spesso (troppo spesso) mi capita di pensarlo. Premetto però che per vicissitudini varie(amicizie e luoghi) lo vedo quasi tutti i giorni. Tra me e il mio ex ( a parte i primi tempi) non ci sono assolutamente contatti se non un saluto civile. Io sono stata lasciata da lui e dopo qualche tempo non ci siamo mai più sentiti. Sono stata molto male, malissimo anzi(credo che non avendo subito forti traumi emotivi nella vita sia stato uno dei dolori più grandi che io abbia provato).
Quando lo penso mi rendo conto che siano pensieri che io definirei involontari, per esempio qualcosa che mi ricorda lui oppure una situazione e soprattutto non sono pensieri positivi. In verità non penso mai "oddio mi manca,come vorrei averlo con me, come vorrei raccontargli la mia vita" Piuttosto penso "come stavo male con lui, quanto male mi ha fatto, quanto era diverso da me".
Ora io mi chiedo, perché mi torna in mente? Perché continuo a pensarlo? La sensazione non è positiva, tutt'altro, lo trovo un pensiero fastidioso, se lo sogno mi sveglio disturbata e in linea di massima mi sento in colpa nei confronti del mio attuale compagno.
Mi sento innamorata nella mia attuale relazione, un amore diverso, più cosciente, più maturo, sto bene con lui e non mi manca niente.
Mi chiedo allora come si fa a dimenticare una persona? E quando si può dire di averla dimenticata? Quando si può dire di non provare più niente per questa persona? Se si smette di pensarla? È un motivo per continuare la psicoterapia? O per cambiare terapista? La mia psicologa sostiene che io non ne sia ancora innamorata ma sostanzialmente io sia spaventata da tutto il male che mi ha fatto e che viva con la paura di volerlo ancora.
Aiutatemi, non ci capisco più niente e non vivo bene. Tutto sommato non credo sia normale la situazione.