Domande da fare o meno ad uno psicologo
Buongiorno, è da due anni che vado da una psicologa e sicuramente mi sento più forte emotivamente, più volitiva. Il rapporto con lei è meraviglioso e credo anche molto onesto ma i momenti di buio tornano sempre. Ogni tanto gliel'ho detto che mi pare di rientrare sempre all'interno degli stessi meccanismi e che proprio non riesco ad uscirne e quindi mi abbatto, magari mi arrabbio... che già è un atteggiamento più attivo rispetto al cadere nella tristezza. Io le dico le mie paure e lei trova sempre un piccolo modo per stimolarmi ad affrontare il giorno seguente. Ma sono passati due anni e a questo punto non capisco cos'ho. Al prossimo appuntamento, che sarà fra una decina di giorni, vorrei chiederle di farmi una vera e propria valutazione sanitaria, esattamente come quando si va dal medico, per farmi spiegare qual è la diagnosi, se ci sono dei disturbi riconosciuti scientificamente... se mi può proprio spiegare, ripeto scientificamente, cosa accade in me, il meccanismo che si crea e il mio modo quindi di reagire(come per dire che il mio atteggiamento è tipizzato e quindi riconosciuto dunque curabile). Credo che se sapessi di avere una patologia, penserei che allora può esistere una cura. Perdonatemi, probabilmente è sciocco, non so neppure se mi sono spiegata. Io credo che sia utile dire al paziente gli atteggiamenti che riconducono... che ne so, alla depressione, a un atteggiamento ossessivo compulsivo... e che queste cose si curano lavorando in un certo modo, facendo leva su dei rinforzi specifici. Mi piacerebbe essere cosciente di ciò che stiamo facendo se no rimane in me l'impressione di starmi solo raccontando. Lei è davvero una persona molto umana, gentile, riesce sempre in qualche modo a scuotermi, a farmi sorridere... a rinforzarmi un po', Ma io ho bisogno di capire cos'ho. Spero che molti di voi possano rispondere perché vorrei davvero un parere da voi professionisti sul fare o meno questa domanda alla mia psicologa. Non so se è fuori luogo, se può sembrare offensivo riguardo il suo approccio terapeutico (psicanalisi lacaniana in formazione) , se poi in effetti è una cosa che è il caso di chiedere O meglio, se da parte dello psicologo è il caso di dire.
Spero possiate darmi il vostro parere, non voglio metterla in difficoltà.
Grazie del tempo dedicato.