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Lorenzo  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Livorno

Profonda vergogna e ossessione di un anno della mia adolescenza

Buonasera,
Sono un ragazzo di 23 anni e ultimamente sto affrontanto un periodo di ossessione e incapacità a non pensare alle conseguenze di un particolare anno della mia vita. Sono sempre stato un ragazzo “problematico”: molto esuberante, sempre alla ricerca del centro dell’attenzione altrui, molto ansioso e con la spiccata tendenza ad ingigantire situazioni preoccupandosi per giorni di fatti irrilevanti. Inoltre sono molto insicuro con il sesso opposto e per questa paura non ho mai avuto rapporti sessuali o relazioni finite bene. Nonostante ciò ho sempre cercato di ignorare queste consapevolezze, continuando la mia vita laureandomi in informatica e riuscendo quindi a trovare un buon lavoro. Ora vado al punto: durante il quinto anno di liceo (4 anni fa) conobbi dei compagni di classe un po’ particolari, i classici figli di “malavitosi”, rispettati all’interno della scuola, e a causa della mia insicurezza e fragilità mi integrai a loro diventandoci abbastanza amico (andai addirittura a dormire a casa di uno di questi), ma cambiai drasticamente: iniziai a parlare e vestire in maniera molto tamarra (riascoltando vecchi messaggi vocali non sembro neanche io a parlare), avere un anteggiamento spocchioso e “mafiosetto”, ma senza mai litigare o farmi volere male sa qualcuno, forse perché sapevano tutti che era tutta una montatura. Diventai insomma l’opposto di come sono ora. Tutto questo comportamenti durò da inizio 2019 fino al lockdown, in cui cambiai nuovamente diventando la persona che sono oggi, ovvero una persona molto timida e taciturna, che esce poco, incapace di conoscere nuove persone, ma anche colta ed educata con gli altri. Dal 2021 in poi smisi di andare in discoteca, in generale mi feci vedere poco in giro. Recentemente un mio amico fece una battuta su quel periodo da mafiosetto che passai, mandando una mio messaggio vocale sul gruppo di amici, e tutti risero ed erano increduili nel ricordare cos’ero diventato. Da quel giorno sono entrato in un tunnel, ho l’ossessione che la gente mi vede ancora come “finto mafiosetto” e mi prenda in giro per questo, anziché vedermi come la persona che sono attualmente. Sto maturando di giorno in giorno l’idea di scappare, eliminare numero di telefono e social e sparire del tutto…

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 10/04/2024 - 10:07

Torino
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Buongiorno Lorenzo,
comprendo dalla sua lettera quanto pesi il ricordo di quella fase della sua vita. Fuggire, cambiare numero di telefono, sparire, le servirebbe a poco, e penso che lei ne sia consapevole, perché il nucleo della sua sofferenza e nella forza della sua identità. Ha vissuto una fase del suo sviluppo del quale non va fiero, e allora? Alzi la mano chi non ne ha mai avuto uno. Possiamo crescere e migliorarci solo se sappiamo perdonarci laddove è necessari perdonare. Vedo la sua confusione e la sua sofferenza e penso che un lavoro su se stesso per comprendere le origini di queste difficoltà e sviluppare risorse per affrontarle potrebbe esserle d’aiuto. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Mara Iannone Inserita il 10/04/2024 - 11:59

Ciao, Lorenzo,
percepisco il disagio della sua situazione e l'ansia che le genera, leggendo il suo racconto. La ricerca della propria identità è un percorso, fatto anche di scelte, difficoltoso e tortuoso, quasi mai lineare; si procede per tentativi ed errori, come nel suo caso. Eppure lei sorvola sull'esser riuscito a distaccarsi da ciò che sentiva come estraneo e non le apparteneva, il che rappresenta un punto di forza. Dalla mia posso dirle che anziché evitare tali situazioni, fuggendo in un certo qual modo, potrebbe pensare di elaborarle e cercare delle diverse modalità di gestione; un percorso psicologico orientato in tal senso potrebbe esserle utile.
Un saluto, Dott.ssa Mara Iannone