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Laura  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Monza e Brianza

Non riesco più ad essere me stessa e felice

Buongiorno,
Scrivo nonostante la mia reticenza. Premetto che da adolescente e durante l'università ho fatto terapia per ansia. Pur non avendo trattato in terapia ho sempre avuto problemi con l'accettazione del mio corpo,sempre troppo rotondina e vedevo/vedo in me solo difetti. Ho avuto anche problemi di fiducia negli altri e sono stata adottata a 3 mesi da una splendida famiglia.
Provo a raccontare in breve il mio problema.
Il mio malessere inizia 8 mesi fa quando in vacanza ho conosciuto un ragazzo più piccolo di me di circa 10 anni (e pugliese,io sono lombarda quindi distanti)che mi ha corteggiata in maniera molto dolce e delicata. Lavorava dove io alloggiavo e i colleghi prima di partire mi avevano chiesto di non prenderlo in giro perché a me teneva davvero molto, è stato anche uno dei pochi a piangere più volte per me.
Da lì abbiamo iniziato un rapporto telefonico,a settembre sono scesa una settimana nel villaggio dove lavorava (io che non ho mai speso soldi per nessuno perche sono un po' tirchia), da sola solo per stare con lui. Dopo quella settimana qualcosa era cambiato. Lui era sotto stress e non ha più voluto fare videochiamate e telefonate, solo messaggi. Cosa che continua tuttora.
Sono stati mesi di parole bellissime,ma anche di momenti difficilissimi. È riuscito a farmi sentire benissimo,ma anche a buttarmi giù come mai nessuno. Ci siamo visti a dicembre (sono scesa io), a gennaio (gli ho regalato i biglietti del treno), a marzo (sono scesa io). Quando siamo insieme è tutto bello,ma appena ci allontaniamo lui cambia. Da metà gennaio ha iniziato ad allontanarsi,ma continuando a cambiare il suo atteggiamento con me. Insulti e poi scuse. Scenate di gelosia e poi mi diceva di non essere geloso. "Amore mio" e poi "non so cosa voglio adesso". Un continuo. Con la capacità di mandare due messaggi opposti in due minuti. Io ho iniziato a chiudermi e allontanarmi da tutti. Io che sono una persona solare e espansiva vivo la mia vita tra lavoro,palestra e casa. Nient'altro. È riuscito a farmi sentire uno schifo dicendomi che io compro le persone con i soldi,che ho sempre deciso tutto io (quando invece per assecondarlo mi sono sempre annullata), mi sento una pazza,una malata e soprattutto dipendente da questa persona che continua a dirmi di tenere a me e volermi bene. Due settimane fa ha rotto il telefono,non sta lavorando e non ha soldi..quindi dopo 8 mesi a sentirci tutti i giorni sono 15 giorni che non so nulla di lui. Salvo aver parlato ieri con un suo amico che mi ha confermato del telefono rotto e dell'impossibilità di contattarlo se non tramite il fratello. Io che sono un'ansiosa di natura vivo questa situazione in maniera distruttiva. Piango e non ho voglia di nulla. Se non avessi il lavoro avrei annullato la mia vita. Non sono più io e non riesco a vivere questo distacco forzato come un'opportunità, ma come l'ennesima cattiveria nei miei confronti. Pensando però di essere io quella sbagliata che merita di star male. Non mi è mai successa una cosa del genere. Temo di non aver altra scelta che ricominciare un percorso psicologico. Ma non è giusto. Cosa mi consigliate di fare? Sono davvero stanca e devastata. Grazie mille!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 11/04/2023 - 09:59

Torino
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Gentile Laura buongiorno,
leggo la sua lettera e percepisco tutta la sofferenza, il senso di ingiustizia e il disorientamento che la pervade. Il dettaglio finale però mi incuriosisce particolarmente: “Temo di non aver altra scelta che ricominciare un percorso psicologico. Ma non è giusto”.
Che cosa non è giusto?
Provo a interpretare il suo pensiero: “Se non avessi conosciuto questo ragazzo oggi non mi troverei in questa situazione e non avrei nuovamente bisogno di intraprendere una terapia.”
Corretto?
Forse è davvero così, ma vede Laura, ciò che ci porta a gioire o soffrire non è la vita in sé ma il modo in cui ci approcciamo ad essa. Forse questo ragazzo l’ha gettata in una sofferenza particolarmente acuta, ma lei stessa ci racconta di non avere un buon rapporto con sé stessa e con la vita in generale.
Forse questa ennesima disavventura potrebbe essere l’occasione per rivedere il suo modo di approcciarsi alla vita in generale, un occasione per conoscersi meglio , rivedere il suo modo di interpretare la realtà, scoprire risorse che l’aiutino ad affrontare la vita con più leggerezza. Che ne dice? Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente,
dott.ssa Manuela Leonessa