Senso di occlusione, depressione, problemi relazionali col nucleo familiare
Salve sono Salvatore, ho 25 anni e mi sono avvicinato per la prima volta all'idea di iniziare un percorso con uno psicologo. Mi sono imbattuto su questo sito e quindi vorrei esporre il mio problema, con la speranza di ricevere delle risposte e iniziare poi un percorso vero e proprio. Il mio non è un problema recente, in realtà i problemi con i miei genitori ormai vanno avanti più o meno da una decina di anni. Sono problemi riguardanti principalmente il cattivo rapporto, la mancanza di un dialogo, l'ormai cattiva opinione e pensiero che ho su di loro dopo anni e anni in cui ho cercato una soluzione, delle risposte, di arrivare ad un punto di incontro nonostante le nostre diversità caratteriali ma sopratutto culturali. Ultimamente vuoi che sia un po' la crescita, vuoi un po' il desiderio sempre più forte di indipendenza, la situazione è degenerata e ormai vivo in una condizione pessima. Mi sento prigioniero di un mondo che non mi appartiene, come se fossi intrappolato in una casa, in un nucleo che ormai non accetto più, ma che per motivi economici non posso permettermi di abbandonare. Sono al 5 anno della facoltà di medicina e chirurgia, mi mancano altri pochi passi per realizzare un obbiettivo, mi sento dire continuamente anche da altri familiari "dai resisti ancora un po'", ma sono arrivato alla fine. Ho perso quasi completamente la voglia di fare, di stare insieme ad amici, di studiare, cosa che invece prima mi aiutava a distrarmi da tutto il resto, passo le giornate su un letto aspettando che tutto questo un giorno passi, rendendomi conto allo stesso tempo che più sto cosi più la situazione rimarrà sempre la stessa. Non mi prolungo più di tanto sui vari esempi, storie e opinioni che ho sui miei genitori anche perché non so nemmeno io veramente da dove iniziare, so solo che prima degli ultimi mesi mi bastava uscire dalle mura di casa per stare bene, non ho avuto mai problemi con amici o parenti, anzi. Sono arrivato a volte anche a scappare di casa, stare fuori per settimane, rifugiarmi a casa di amici. Ultimamente però la situazione sta degenerando, non faccio altro che pensare a loro in modo negativo, a tutto quello che mi tengo dentro, come una bomba che volesse esplodere solo che è inutile perché già più volte non si è arrivati a nulla, anzi si è solo peggiorata la situazione. Questo porta stress, ansia, depressione, aggressività e isolamento anche nei confronti degli altri e della mia ragazza, e la cosa più brutta è che me ne rendo conto, so che sto peggiorando ma non riesco ad arrivare ad una soluzione definitiva. Mi sono bastati 5 giorni di vacanza per riprendermi, sono tornato e dopo 3 giorni sono punto e accapo, proprio come se il mio corpo si rifiutasse di vivere in questa casa, nella mia abitazione, con la mia famiglia. In attesa di una risposta e con la speranza di approfondire tutta la questione
Cordiali saluti