Gaia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Cosenza

Non riesco a vivere ma non mi sento libera di morire

Penso di scrivere per cercare un po’ di conforto , per poter parlare con qualcuno che non posso far soffrire, che non posso deludere. Ho la consapevolezza di non stare bene da un tempo che non so quantificare perché non so quando è cambiato tutto. Ma cercare aiuto non è facile per chi i problemi ha sempre cercato di risolverli da sola e forse io un aiuto neanche lo accetterei, perché ho paura di far vedere a chi mi vuole bene cosa ho dentro. Come faccio a dire a miei genitori che non sono felice? Come faccio a dire loro che vorrei tanto essere libera di morire? Come faccio a dirglielo guardandoli in faccia? Conosco troppo bene il volto della sofferenza e gli occhi della delusione per concedermi una tale debolezza, per metterli davanti a tutto ciò da cui ho sempre provato a proteggerli. Ho paura di non riuscire più a provare nulla di positivo e quella paura di trasforma spesso in consapevolezza; il vuoto che sento da quando non provo più gioia, stupore, meraviglia, felicità e speranza è logorante, ma cerco di agire ogni giorno affinché nessuna delle persone che mi sta accanto provi mai una cosa simile. Ho sempre pensato che avrei dato la vita per le persone che amo, ma non sapevo che tenermi in vita per loro sarebbe stato estremamente più difficile. All’inizio i miei pensieri sulla morte mi davano i brividi, prima di addormentarmi speravo di non riaprire più gli occhi; ora so che non posso sparire così, che la morte sarebbe una scelta tanto egoista, che nessuno merita di soffrire così per colpa mia, che preferisco vivere il resto della mia vita in questa scura ombra piuttosto che fare male a qualcuno. Di solito a 21 anni si hanno altri desideri: la laurea, il ragazzo perfetto, il divertimento; il mio sogno sarebbe che tutti si dimenticassero per sempre di me. Vorrei poterli vedere un’ultima volta felici in un momento di spensieratezza e poi potrei andare via per sempre da questo mondo, in punta di piedi, senza fare male a nessuno. Cosa posso fare?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 02/03/2023 - 15:57

Roma - Tiburtina
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Buonasera Gaia,
Io credo che potrebbe esserle utile sospendere, almeno temporaneamente, il pensiero che lei possa far "soffrire" i suoi cari.
Mi spiego meglio: se lei desiderasse comprendere i motivi che hanno generato la "scura ombra" in cui si trova ora, potrebbe anche trovare il modo di uscirne, con il supporto di un terapeuta.
Lo stesso terapeuta potrebbe aiutarla a comunicare nel modo migliore come si sente ai suoi.
Quindi, a questo punto il quesito da porsi è: posso chiedere aiuto per risolvere la mia situazione e uscire dalla "scura ombra"?
Cosa accade nella sua "scura ombra"?
Una consulenza psicologica individuale, anche on line, può aiutarla a stare meglio "senza fare male a nessuno"!
Le auguro il meglio
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 02/03/2023 - 10:37

Gentile Gaia buongiorno,
condivido pienamente quanto detto dalla mia collega, vorrei solo aggiungere un ulteriore spunto di riflessione: lei ci confida che preferisce vivere in questa ombra oscura il resto della sua vita piuttosto che fare male a qualcuno. Pensa davvero che questa sia la soluzione? Pensa davvero che i suoi genitori e chi la ama non si accorgano di quanto lei sia infelice? Le pongo questa domanda non per caricarla di un’ulteriore responsabilità ma per invitarla a riflettere sulla soluzione che lei ha scelto per non fare soffrire chi le sta accanto e le vuole bene. Chi l’ama davvero vede quanto lei è tormentata anche se non glielo dice. Oggi lei è convinta che l’unica soluzione possibile per la sua sofferenza sia sopportarla, ma non è così. Si conceda una possibilità diversa, uno spazio tutto suo dove indagare, con l’aiuto di un terapeuta, le radici del suo dolore. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente,
dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 01/03/2023 - 13:55

Buon pomeriggio Gaia,

Hai condiviso tante cose e ti ringrazio perché non è mai facile, soprattutto quando non si è abituati a farlo.

Non mi dilungo in tante parole, non voglio coprire le tue che parlano di un disagio per te molto pesante.

Nelle tue parole torna costante l'attenzione all'altro.
Per vivere e per morire ognuno di noi ha bisogno di occupare il proprio spazio.
Chiedi cosa fare, credo sia il momento che tu te lo prenda quello spazio, uno spazio in cui ci sia solo tu, i tuoi dolori, i tuoi pensieri, i tuoi bisogni.
In uno spazio tuo puoi elaborare come gestire questo limbo che hai condiviso.

Lo spazio terapeutico è sicuramente una valida possibilità per cominciare ad accoglierti ed essere accolta da un professionista al quale non devi nulla.

Resto a disposizione Gaia.

Un caro saluto,

Dott.ssa Linda Bori