Non riesco a vivere ma non mi sento libera di morire
Penso di scrivere per cercare un po’ di conforto , per poter parlare con qualcuno che non posso far soffrire, che non posso deludere. Ho la consapevolezza di non stare bene da un tempo che non so quantificare perché non so quando è cambiato tutto. Ma cercare aiuto non è facile per chi i problemi ha sempre cercato di risolverli da sola e forse io un aiuto neanche lo accetterei, perché ho paura di far vedere a chi mi vuole bene cosa ho dentro. Come faccio a dire a miei genitori che non sono felice? Come faccio a dire loro che vorrei tanto essere libera di morire? Come faccio a dirglielo guardandoli in faccia? Conosco troppo bene il volto della sofferenza e gli occhi della delusione per concedermi una tale debolezza, per metterli davanti a tutto ciò da cui ho sempre provato a proteggerli. Ho paura di non riuscire più a provare nulla di positivo e quella paura di trasforma spesso in consapevolezza; il vuoto che sento da quando non provo più gioia, stupore, meraviglia, felicità e speranza è logorante, ma cerco di agire ogni giorno affinché nessuna delle persone che mi sta accanto provi mai una cosa simile. Ho sempre pensato che avrei dato la vita per le persone che amo, ma non sapevo che tenermi in vita per loro sarebbe stato estremamente più difficile. All’inizio i miei pensieri sulla morte mi davano i brividi, prima di addormentarmi speravo di non riaprire più gli occhi; ora so che non posso sparire così, che la morte sarebbe una scelta tanto egoista, che nessuno merita di soffrire così per colpa mia, che preferisco vivere il resto della mia vita in questa scura ombra piuttosto che fare male a qualcuno. Di solito a 21 anni si hanno altri desideri: la laurea, il ragazzo perfetto, il divertimento; il mio sogno sarebbe che tutti si dimenticassero per sempre di me. Vorrei poterli vedere un’ultima volta felici in un momento di spensieratezza e poi potrei andare via per sempre da questo mondo, in punta di piedi, senza fare male a nessuno. Cosa posso fare?