Depressione del genitore, come aiutarlo?
Buonasera,
vi scrivo per esporre il mio problema:mio padre,da 4 anni a questa parte(2018),soffre di depressione maggiore.Prima di quell'anno,quando ero nel pieno dell'adolescenza,mio padre,oggi quasi 60enne,che svolgeva la professione di docente,sembrava un uomo felice,assai attento all'aspetto del corpo,costantemente alla ricerca di nuove attività da intraprendere.Dal 2017 mio padre ha cominciato a svolgere delle attività scientifiche di un certo livello(convegni,ecc.) in tutta Italia..fu molto coinvolto da questi suoi progetti,tanto da non dormire la notte per dedicarsi al perfezionamento della sua attività...un giorno dell'estate 2018,mentre eravamo nel ristorante dell'albergo al mare,il piatto tarda ad arrivare e mio padre,in preda alla fame, va in crisi totale..non ricordo precisamente cosa successe;all' apparenza mio padre non piangeva o urlava,ecco,ma dovemmo repentinamente fare le valigie e tornare a casa.Da quel giorno in poi,il padre scherzoso e gioviale che finora avevo conosciuto smise di esistere.Scoprimmo che mio padre aveva fatto assunzione di farmaci antidepressivi da circa un mese(per quale precisa ragione è ancora un mistero),e che la ragione di questo malessere fosse il suo timore di avere un tumore e delle ricerche pseudoscientifiche,secondo il suo racconto;furono consultati da allora alcuni psichiatri e una psicologa,la quale,in sole due sedute,perché mio padre si rifiutò poi di continuare la psicoterapia,lo diagnosticò,in maniera informale,con disturbo di personalità borderline;nell'ottobre dello stesso anno mio padre assunse una dose di Xan. eccessiva tanto da portarlo a non reggersi in piedi e a non controllare la sua minzione;dall' ottobre 2018 al settembre 2021 papà ha continuato ad essere depresso,rifiutando assai spesso di partecipare agli eventi sociali,non andando a scuola,vivendo una vita assolutamente sedentaria tranne i momenti in cui doveva accompagnarmi a scuola e piccoli incontri con i fratelli,oltre ai 14 giorni di vacanze estive a luglio.Da settembre dell'anno scorso,mio padre ha cominciato,circa una volta a settimana,ad avere lunghe crisi di pianto,a dichiarare i suoi istinti suicidi(lo fece solo all'inizio della sua malattia,"vorrei puntarmi una pistola alla testa",disse) e a rendere la vita domestica assai complicata,perché ogni parola mia e di mia madre critica nei suoi confronti può causare una crisi..mio padre ha avviato un processo di pensionamento,dato il rischio di licenziamento dovuto alle sue reiterate e continue assenze scolastiche, in anticipo dall'anno scorso,che lo ha portato al traguardo della pensione circa un mese fa.Ora piange perché si sente inutile,dice che mia madre non lo ama più,che guadagnerà troppo poco,dice che i suoi istinti suicidi sono troppo forti ma che non lo farà per non farmi soffrire.Abbiamo cercato di cambiare psichiatra,ma mio padre rifiuta costantemente di recarsi da un nuovo psichiatra,ma anche dal dottore che lo cura, perché dice che i suoi problemi sono esclusivamente relazionali,che sono dovuti al suo sentirsi "grasso"(la sua sedentarietà l'ha portato a ingrassare)e che "non è un pazzo"..si rifiuta di andare da uno psicologo,perché gli psicologi sono "strizzacervelli",si rifiuta di andare a correre così da perdere peso..la sua situazione è addirittura peggiorata rispetto al passato,ma sembra impossibile trascinarlo fuori..come fare?