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Yasmin  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Milano

Come affrontare la sofferenza e l'angoscia?

buongiorno. Sono una ragazza di 22 anni e non so da dove iniziare per raccontare della mia sofferenza che è molto radicata. Ho subito numerosi traumi da piccola, morte del padre da neonata, madre molto severa, distacco culturale/religioso essendo di origini tunisine... e tutto ciò è sfociato in un disturbo ossessivo complusivo ossia la tricotillomania. Attualmente, da due anni, è sotto controllo anche se a volte ricado nel vizio.
Non mi lamento della mia vita attuale ma spesso, in particolare durante i fine settimana e durante le vacanze mi sento estremamente male, sola, senza nessuno. Non so come affrontare tutto questo malessere, e quando arriva inizio a pensare alle cose negative capitate e quanto mi senta sola.
Ho molti amici, sono sempre stata molto socievole, simpatica ma alla fine torno a stare così.
Non ho nemmeno un ragazzo in quanto sono musulmana e ciò implica che dovrei stare con uno della mia religione..ma ovviamente sono molto limitata e mi dispiace anche non aver avuto esperienze da quel punto di vista (non voglio nemmeno ribellarmi ma vorrei vivere tanto una relazione giusta).
Il mio umore è molto alterno e un momento sono molto felice e grata ma nell'altro cado nel loop della disperazione e pianti continui fino a voler dormire per non star male. Spesso inoltre penso che se mio padre fosse ancora vivo mi avrebbe dato tutto l'affetto che mi manca.. è un pensiero fisso che mi viene quando va tutto male in famiglia.
Mi scuso per il messaggio lungo e aspetto con ansia una risposta per come superare questa tristezza cronica che mi ha sempre accompagnato per tutta la vita.
Ah volevo aggiungere che ho intrapreso un percorso psicologico molto leggero in passato che mi ha aiutato in maniera relativamente superficiale, e vorrei intraprenderne un altro ma attualmente non ho le risorse economiche per farlo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 07/06/2022 - 16:53

Torino
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Buongiorno Yasmine,
leggo della sua tristezza e trovo che alla sua età non sia giusto vedere il futuro così desolato. La nostra mente spesso gioca un gioco perverso spingendoci a notare solo le cose negative, invitandoci a ricercare solo gli stimoli che confermano le nostre ipotesi e impegnandoci ad agire solo per vedere realizzate le nostre previsioni più tristi. Insomma, spesso la nostra mente ci spinge ad agire per far sì che le nostre profezie più nere si avverino. Il suo passato e il suo presente complesso hanno sicuramente un peso nel suo modo di vedere la realtà così ostile, ma non deve arrendersi alla sua storia. Esiste un modo accessibile a tutti per non essere schiavi del proprio destino. Imparare a conoscere le trappole del proprio ragionamento è un ottimo modo per riuscirci. Fa bene a ipotizzare un percorso terapeutico nel suo futuro. Indipendentemente dal fatto che la sua esperienza precedente abbia dato risultati superficiali, scoprire il suo funzionamento cognitivo, i pensieri che la spingono a vedere la realtà in modo negativo, che la spingono ad agire in modo da allontanarla dai suoi obiettivi anziché raggiungerli, sarà il miglior regalo che potrà fare a se stessa e al suo futuro. Non si perda di coraggio.
Resto a sua disposizione. Un caro saluto,
dott.ssa Manuela Leonessa