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Parma

Come viene diagnosticato un disturbo della personalità?

Buonasera dottori,
sono una donna di 34 anni che non è mai riuscita ad avere alcun tipo di relazione (sessuale/affettiva) con un uomo e che ha, in generale, difficoltà ad instaurare rapporti di amicizia con le persone.
Per farla breve, ho una scarsa autostima: per quello che riesco a ricordare, è dall'età di 13-14 anni che ho iniziato ad avere pensieri svalutanti, del tipo "non sono una persona che meriti di essere amata, perché non ho niente da offrire agli altri", ad affogare nel senso di vergona, a sentirmi "diversa" (inferiore, difettosa) dagli altri e a non volere che gli altri lo vedessero. Da questo credo nascesse il senso di vergona, dal dovermi nascondere allo sguardo delle persone perché indegna.
Anche il mio corpo non mi è mai piaciuto, da adolescente non volevo nemmeno farmi toccare, né mi lasciavo fotografare.
Manco di senso di autoefficacia, per esempio ho paura di guidare su strade che non conosco, non ho mai preso un treno da sola, mai salita su un aereo, per paura di non essere in grado...per paura di non sapermela cavare in posti che non conosco, non viaggio, situazioni che richiedono una performance da parte mia (colloqui di lavoro, esami ecc...) mi terrorizzano e rendo meno di quanto potrei fare se fossi calma, mi ritrovo a chiedere aiuto anche per cose di poco conto non avendo una buona capacità di problem solving.
La situazione peggiore è quella in cui devo rapportarmi con un uomo che mostri interesse nei miei confronti, mi viene un'ansia uguale a quella che si prova di fronte all'oggetto di una fobia specifica, al punto che ho sempre rifiutato quei rari appuntamenti che mi sono stati chiesti. Mi rendevo conto se ferivo il ragazzo in questione rifiutandolo, ma l'ansia, la paura, è sempre stata più forte di tutto.
Le persone vedono la mia insicurezza e la mia ansia, mi descrivono come "chiusa"; ex-amiche mi hanno definita strana, pur non spiegando mai cosa intendessero nello specifico.
L’altro giorno, su un noto social network, seguivo la diretta di uno psicoterapeuta che la sera si dedica a rispondere alle domande degli utenti in materia di psicologia. Il dottore ha detto una frase che mi ha fatto soffrire, ovvero che chi non ha mai amato è un narcisista. Per provocazione, pensando alla mia vita, ho commentato dicendo che io non mi ero mai innamorata ma non mi riconoscevo affatto nel disturbo narcisistico di personalità. La risposta è stata un ribadire che, se non ci si è mai innamorati, è perché si percepisce l’altro come oggetto e non come soggetto/individuo, e la frase che avevo scritto era tipica di un narcisista.
Ora…io fin dall’adolescenza ho sempre temuto di poter avere un disturbo della personalità, pur non sapendo quale, ma davvero di tutti i disturbi e delle problematiche possibili non mi sarei mai rivista in quello narcisistico, posso rivedermi nel covert per quanto riguarda le cose che ho scritto nella prima metà della lettera, ma non ho sentimenti di superiorità né di invidia, odio o risentimento verso gli altri, né passo le giornate a cercare di far sentirli sentire inadeguati. Ma si può fare una “diagnosi” sulla base di una singola frase detta da un paziente? Mi chiedo, se avessi iniziato un percorso con quel terapista, mi avrebbe etichettata a priori e impostato tutta la terapia sulla convinzione che io fossi una narcisista? E qualunque altra cosa avessi detto sarebbe stata vista come una bugia raccontata prima a me stessa e poi a lui? Ho veramente paura di essere così e non esserne nemmeno consapevole…ho paura perché ho sempre associato la personalità narcisistica a una persona malevola, pericolosa per gli altri, potenzialmente violenta e io non voglio essere questo.
Come si fa la diagnosi di un disturbo di personalità? La psicoterapeuta che volevo contattare per iniziare un percorso è specializzata in sistemico-relazionale, ma vi chiedo se nel mio caso debba rivolgermi ad uno specialista/indirizzo di psicoterapia in particolare.
Sono onesta, alla mia età non credo più di poter cambiare, anche se in fondo lo vorrei, vorrei essere tutt’altra persona. Però ho bisogno di una diagnosi, ho bisogno di sapere cosa non va.
Ultima cosa, se vi state chiedendo perché abbia aspettato tanto per chiedere aiuto è perché, come ho scritto all’inizio, ero schiacciata completamente dalla vergogna, non potevo parlare…quando poi sono diventata adulta e la vergogna si è attenuata, semplicemente mi sono resa conto di quanto fossero elevati i costi di una psicoterapia rispetto allo stipendio medio di un impiegato, così ho avuto bisogno di altro tempo ancora per riuscire a trovare un lavoro, mantenerlo e risparmiare.
Grazie per il vostro tempo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 10/04/2024 - 10:20

Torino
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Gentile L. buongiorno,
no, una singola frase detta su un podcast non può definire una persona né tantomeno restituirle una diagnosi Le dirò di più, nemmeno un test psicologico, da solo, è sufficiente a capire le origini delle difficoltà dello stesso, il colloquio approfondito è l’unico strumento in grado di restituirci un’immagine soddisfacente della complessità, della ricchezza, delle innumerevoli sfumature e delle ragioni della sofferenza di colui che stiamo ascoltando. Per quanto riguarda la sua età, contrariamente a quanto credono in molti lo sviluppo di una persona non si ferma con l’adolescenza ma dura tutta la vita: lei (anche se forse non si sente tale) è giovanissima e ha ottime probabilità di risolvere molte difficoltà. Per quanto riguarda l’approccio della psicoterapeuta alla quale intende rivolgersi, quello sistemico-relazionale è un approccio molto bello, ma ciò che più conta nella relazione d’aiuto è, appunto, la relazione. Se con questa professionista si troverà bene allora sarà la professionista giusta per lei. Le auguro tutto il bene che c’è e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa