Marti  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/07/2021

Varese

25 anni e depressione profonda

Buonasera, mi ritrovo a scrivere quella che più che una domanda suona come un'ammissione a me stessa di una situazione che purtroppo si protrae da anni. Ho 25 anni, quasi 26, e ormai da tempo sento di non avere scopi nella vita, di non avere costruito nulla e di non valere nulla. Dopo il classico, ho deciso di iscrivermi all' università e ho conseguito una triennale in lingue; dopo sono partita per la Nuova Zelanda, dove ho vissuto per sette messi. Ho sempre voluto viaggiare e pensavo che questa opportunità mi avrebbe fatto trovare quella felicità che sento di non aver mai provato. Fin da piccola sono sempre stata sola, non ricordo di avere mai avuto amici stretti; quelle poche amicizie che ho avuto nel corso della scuola si sono dissolte praticamente finiti gli studi e ormai mi ritrovo a parlare di tanto in tanto con una mia compagna di università. Non ho vissuto la spensieratezza dell'adolescenza, non ho grandi ricordi da condividere, ero sempre in casa e sola. in università la situazione non è cambiata e ora mi ritrovo a soffrire senza poter sfogarmi con nessuno. Dall'altro lato c'è l mia famiglia; i miei genitori, separati da qualche hanno, non hanno mai avuto una relazione felice: ricordo francamente più momenti di lite che di gioia e tutt'ora, dal momento che continuano a lavorare a stretto contatto, la situazione non cambia. Ho sempre sentito di essere un plus rispetto a quella che è sempre stata la priorità in famiglia, ovvero il negozio che gestisce mia mamma. Finita l'università avrei dovuto fare il modo di cominciare ad affacciarmi al mondo del lavoro nell'ambito che mi piacerebbe, ma dal momento che dovevo partire sono rimasta in negozio. La stessa cosa è successa al mio ritorno: mia mamma, che sa farmi sentire in colpa per ogni secondo che passo sotto il suo tetto, mi ha praticamente convinta a rimanere a lavorare in negozio. Causa covid sono passati due anni e io mi ritrovo con nulla in mano. Ho fatto quello che era comodo agli altri e ho rinunciato a trasferirmi in UK quando ne avrei avuto l'opportunità. Tutta questa situazione è peggiorata dal fatto che vivo ancora in casa e quello che mi viene pagato per il mio lavoro in negozio è abbastanza poco e soprattutto non regolare. Mi sento come se per tutto questo tempo avessi rinunciato alla mia vita e che tramite il lavoro mia madre mi tenga al guinzaglio; tempo fa ha ammesso di avermi spinta a restare pensando che così sarei andata avanti con l'attività di famiglia, cosa che o non ho mai voluto. Mi sento manipolata e allo stesso in colpa visto che non riesco a trovare un'alternativa che mi permetti di rendermi indipendente. A peggiorare il mio stato d'animo è il fatto che mio fratello, di sette anni più piccolo, ha probabilmente trovato un buon lavoro ben retribuito e con grandi possibilità per il futuro (si è appena diplomato pasticcere). Pur essendo contenta per lui, questa è l'ennesima conferma che io sono una nullità e una gran delusione per i miei genitori. Non sono serviti a niente gli anni di studio e io, che di solito ero quello brava , mi rivelo essere la fallita. Mi faccio schifo a questo punto e ho crisi di pianto che soffoco perchè non voglio gli altri mi sentano. La mia famiglia, infatti, vede questi comportamenti come una debolezza più che come dolore, specialmente mio fratello che, essendo sempre stato in competizione, ora non fa che guardarmi di traverso. Aggiungo che mia mamma per spronarmi non fa che dirmi di "tirare fuori gli attributi", cosa che conferma la loro opinione su di me. Sono a un punto in cui penso che se scomparissi sarebbe un bene per tutti. Sento di non avere più diritto di sognare un futuro migliore perchè ho buttato via gli anni in cui avrei potuto realizzarlo e ormai è troppo tardi. Sto sempre peggio e temo di poter fare scelte sbagliate perchè ormai il mio stato d'animo mi impedisce di vivere serenamente e di pensare in modo propositivo. Volevo solo un po' di felicità, realizzarmi, costruire la mia vita come fanno tutti, e invece sono qua, bloccata in questo limbo di ansia e frustrazione, e guardo le giornate andare via senza muovermi e senza che nulla nella mia vita si muova. Mi scuso preventivamente per questo sfogo, ma questa piattaforma sembra essere l'unico spazio in cui riversare tutto ciò che ho dentro. Grazie per chi avrà la voglia di leggere e magari dirmi la sua opinione.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 15/07/2021 - 12:10

Milano
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Buongiorno Marti,
numerose variabili possono rendere la nostra vita difficile e quello che può sembrare semplice per molte persone risulta a noi estremamente complicato. Spesso accade perché ci si abitua ad utilizzare gli "occhiali" di qualcun altro e proprio quest'ultimo ci chiederà di farcela in una lingua che non è la nostra.
Abbiamo tutti una storia da condividere anche se non sappiamo da dove iniziare e abbiamo tutti delle risorse anche se spesso sembrano invisibili.
Questo suo "sfogo" su questa piattaforma potrebbe essere l'inizio per trovare uno "spazio" nuovo, in cui portare Marti e conoscerla meglio.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 13/07/2021 - 13:51

Torino
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Buongiorno Marti,
25 anni, quasi 26, sono davvero pochi per considerarsi private di un futuro.
Alla sua età ha tutto il tempo che le serve per cogliere le opportunità che la vita potrà offrirle. E direi che qui sta il punto.
Da come scrive sembra che la rinuncia al trasferimento in UK abbia attivato una spirale negativa in cui pensieri, umore, fisiologia e comportamento stanno innescando una nell’altra una serie di reazioni a catena che la spingono sempre più in basso. Pensieri negativi, umore depresso, comportamento passivo e ritirato creano un circolo vizioso che si autoalimenta convincendola in maniera sempre più profonda che per lei non c’è, e non ci sarà più un futuro di speranza: sua madre la manipola e lei ha accettato di rimanere in negozio rinunciando a ciò che più le sarebbe piaciuto fare, rimanere in negozio le impedisce di raggiungere un’indipendenza economica che le permetterebbe di lasciare la famiglia di origine e sottrarsi all’influenza manipolatrice di sua, permettendole di costruirsi un futuro di maggiore soddisfazione, e il cerchio si chiude come la ruota di un criceto, girando e rigirando sempre nello stesso senso. Si tratta solo di spezzarlo. L’aiuto di un professionista le permetterebbe di correggere i pensieri che le fanno vedere tutto buio e spento, imparare a gestire le emozioni negative che la bloccano in un limbo sterile e privo di prospettive, riattivare risorse e abilità che le permetterebbero di comportarsi in modo costruttivo per raggiungere obiettivi a cui è giusto che ricominci a credere. Non è un cammino semplice, ma costruire il proprio pezzo di felicità non è facile per nessuno. Difficile però non significa impossibile, solo impegnativo. Ha voglia di provarci?

Dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Laura Lo Brutto Inserita il 13/07/2021 - 12:17

Buongiorno Marti, da quello che scrivi é chiara la tua sofferenza legata ad una fase di blocco che non ti permette di vivere a pieno i tuoi desideri che appaiono anche adesso molto chiari. Penso che potrebbe essere buono uno spazio per te in cui poter uscire fuori queste preoccupazioni e dargli un significato; così da trovare i modi per poter sfruttare a pieno le tue risorse, attraversando e superando questa fase di impasse. I tuoi desideri ci sono ancora, basta trovare il modo per farli riemergere dalle tue preoccupazioni.
Un caro saluto
Dr.ssa Laura Lo Brutto