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Luca  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Napoli

Cosa mi sta succedendo?

Aiutatemi per favore.
Fidanzato da 11 con una donna fanstica di 26.
Sono completamente entrato in un vortice, non so più cosa fare.
Vivo perennemente con l’ansia, che si trasforma nelle maggior parte in crisi di pianto.
Tutto è successo una sera qualunque, metà ottobre, quando tornavo da una serata passata con la mia fidanzata, avevamo discusso, come capita a tutte le coppie.
Torno a casaUn pensiero all’improvviso così violento che mi ha fatto piangere e chiedermi sono davvero innamorato di lei?
perché sento queste cose se per me è lei è eccezionale?
E sempre la stata la donna che volevo, non ho mai avuto nessun dubbio.
Mai un motivo per dubitare nel nostro amore.
Siamo cresciuti nel sacrificio del nostro amore, promettendoci grandi obiettivi e soddisfazioni.
Pensavamo ad una convivenza, ad una casa alla famiglia.
L’idea di tornare dal lavoro e trovarla casa mi rendeva felice.
Il giorno DOPO glie ne ho parlato con le lacrime a gli occhi ricordo ancora quelle parole sono confuso su di noi, non sento niente per te, non vedo un futuro con te gli hanno spezzato il cuore.
È così che la mia vita è cambiata all’improvviso in un giorno qualunque entrando in un vortice di ansia, di notti infinite, sforzi di vomito, senza mangiare piangendo e chiedendomi come è possibile?
Perché?
ad oggi siamo ancora insieme, cercando di capire cosa sia successo.
E quei sintomi sono diventati meno pesanti ma cmq presenti.
È come se avessi preso un ossessione, se cerco di pensarla, mi sforzo e a volte dimentico quello che ci unisce, come se ci fosse una lastra tra noi, devo cercare di ricordare i bei momenti passati insieme o addirittura vedere una sua foto.
C’è da dire che Fine settembre perdo il lavoro, un lavoro che mi permetteva di riuscire a gestire tante cose.
Tra cui il nostro rapporto, non c’era un weekend in cui non stavamo insieme.
Insomma il lavoro che mi faceva stare bene, nonostante l’impegno e le responsabilità.
Ero felice.
Nonostante avevo perso quel lavoro ne avevo già trovato un altro, ma proprio non mi andava, avevo paura di non poter fare le cose che facevo prima, rinunciando a quella stabilità, alla fine non lo accettato, perché ero nelle peggior condizioni.
In tutto questo C’era e c’è, La mia famiglia, mio padre malato oncologico, mia madre casalinga, mio fratello con il quale non ci sono mai andato d’accordo Mi sono sempre sacrificato, per loro cercando di aiutarli, sostenendoli.
Perché sono cresciuto vedendoli sacrificarsi ogni giorno per noi.
Ho cercato di gestire alcune situazioni, facendo discussioni ogni santo giorno, perché le paure di ritornare in quei momenti bui era tanta, non volevo che commettessero errori.
Non ho mai pensato del tutto a me stesso.
Rinunciando alla mia felicità, rimandando tutti quei sogni, l’unico sogno che avevo crearmi una famiglia con lei adesso ormai le camomille non bastano più.
Non c’è la faccio più così non dormo piu, non vivo piu

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Maria Gambardella Inserita il 04/01/2023 - 03:12

Tradate
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Buongiorno Luca,
condivido in toto tutto quello che dice la mia collega. Non credo di tratti solo di un problema che si possa confinare alla sua relazione sentimentale, c'è qualcos'altro che bisogna indagare ed elaborare, bisogna che lei si fidi di qualcuno che si prenda in carico di lei, che la possa seguire, che la possa prendere per mano, non credo un amico ma uno psicologo che la possa aiutare in un percorso complesso ed importante in modo da dare luce al buio dove lei è finito e che la inquieta così tanto, come lei ha descritto molto bene, non solo sentimentalmente. La sua la vedo come una crisi esistenziale globale, ma pur sempre una crisi di crescita! Quindi che potrebbe essere positiva.
Aiutatemi per favore! Sì io da quello che mi ha detto penso di essere in grado di poterla aiutare. Vada se lo desidera a guardare nel mio sito per rendersi conto un pò di come lavoro. Io sono disponibile anche per un intervento online sia via WhatsApp videochiamata o Skype o via telefonica qualora lei desiderasse avere una esperienza curativa da uno psicologo uomo. A volte intraprendere un percorso online è meno impegnativo dal punto di vista emotivo perché c'è il distacco da parte del video, e cioè non bisogna sostenere lo sguardo diretto dello psicologo e a volte così ci si può mettere più a proprio agio. Io lavoro molto online con ottimi risultati. Se vuole mi contatti che vediamo se posso esserle utile. La saluto anch'io cordialmente e resto a sua disposizione. Dottor Andrea Maria Gambardella.

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 29/12/2022 - 08:46

Torino
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Gentile Luca,
leggo della sua situazione e capisco quanto sia complessa. Riflettendo sul suo resoconto ipotizzo che la stabilità in cui viveva abbia sofferto della perdita del lavoro, crollando come un castello di carte quando ne viene sottratta una.
Avrebbe potuto reagire in mille modi, ma l’ha fatto rimettendo in discussione buona parte della sua vita, entrando in crisi così come ci descrive. Si tratta di ricollocare i pezzi della sua vita in modo che stiano di nuovo insieme, ma per farlo sarebbe utile l’aiuto di una persona non coinvolta, un elemento cioè estraneo al castello di carte crollato. Un amico, per esempio, o un sostegno psicologico che le permetterebbe di indagare le aree di fragilità che le impediscono di essere del tutto lucido, di valorizzare le sue potenzialità, e quei meccanismi che la difendono dalle paure e dalle insicurezze ma che spesso remano contro il raggiungimento dei suoi obiettivi.
Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa