Mona  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Salerno

Non so se voglio fare un figlio

Salve,
vi pongo questa domanda dopo vari mesi in cuis to cercando di prendere una decisione, ma non ho mai una risposta certa.
Ho 36 anni e sono sposata da 2 anni, mio marito ha un lavoro stabile ed invece sto aspettando di capire se possono rinnovarmi il contratto. Avevo deciso di avere un figlio, ma poi con il problema contratto abbiamo messo in pausa. Io sto gia prendendo acido folico da circa sei mesi, per prepararmi alla gravidanza e mio marito vorrebbe un figlio, ma dice che sarebbe felice anche se io non volessi. Io non sono sicura, ho paura dei cambiamenti nella nostra vita e non so se riuscirei a cambiare i miei ritmi dopo tanti anni di coppia. Quando vedo i bimbi per strada o persone incinte penso che carino o che bella pancia, ma poi il resto mi terrorizza. Ho anche paura della possibilita' di avere un bambino con malattie gravi e che io non sarei in grado di aiutare. Insomma non so che fare, spesso penso che sport mi piacerebbe facesse o che non potri dargli, quindi fantastico ma poi mi vengono un sacco di paure. Quindi non so se voglio fare un figlio perche' voglio o perche' gli altri lo fanno e sembrano felici, e non so se non voglio farlo perche mi spaventano le storie di gente infelice o stressata con i figli o perche mi sento che io non sarei brava. Grazie mille per il vostro tempo

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 01/11/2023 - 17:30

Torino
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Gentile Mona buongiorno,
Il suo dubbio è legittimo, la maternità è una faccenda complicata che spesso viene trattata in modo unilaterale, descritta cioè come qualcosa di desiderabile, come un evento che scatena solo i sentimenti più belli. Tuttavia la maternità non è solo questo, è un fenomeno che scatena ambivalenza perché avere un figlio comporta uno stravolgimento della vita e del proprio essere al mondo ed è normale che si accompagni a sentimenti opposti. Comprendo quindi la sua confusione e la difficoltà ad arrivare ad una scelta che le permetta di definire ciò che sarebbe meglio per lei e per il suo compagno. Tenga conto che se fa così tanta fatica a rinunciare all’idea di un figlio è perché forse in questa eventualità qualcosa di desiderabile c’è. Allora forse non è l’idea di un bimbo che la spaventa ma tutto ciò che questo comporta. In che misura la nascita di un figlio potrebbe agire positivamente nella sua vita? E in che misura negativamente? Per quale motivo un figlio dovrebbe essere fonte di problemi, e cosa potreste fare come genitori per evitare che ciò accada? E come potreste ridurre il rischio di un bimbo non sano. Insomma non si logori pensando a tutto ciò che potrebbe andare male, o meglio, ci pensi ma si dia anche delle risposte. Se in questa analisi sentisse il bisogno di un sostegno io sono qui a sua disposizione.
Un caro saluto.
Dott. ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Flavia Massaro Inserita il 17/11/2023 - 15:49

Cara Mona,

a quanto risposto dalla mia Collega aggiungo che l'esperienza della maternità è profondamente influenzata dal rapporto con la propria madre e dalla propria esperienza di figlia, che rimane "scritta" profondamente nell'inconscio e riemerge quando si progetta o si intraprende una gravidanza.
Se l'esperienza "da figlia" non è stata del tutto serena è possibile rivivere in prima persona i pensieri e le paure della propria madre per come si sono percepiti da bambine.
Se, per esempio, una bambina si sente un peso e vede sempre la madre stanca e stressata crescerà con la convinzione che i figli siano un peso, che rovinino la vita, che costringano a rinunce non ripagate dall'essere genitore.

Rifletta su quale è stata la sua percezione da figlia di cosa sia la maternità, tenendo presente che in parte gli eventi si sono svolti in un'epoca che non consente di avere ricordi diretti (0-2 anni), ma nella quale l'esperienza del bambino gli lascia profondi segni dal punto di vista emotivo. Questi segni dentro di lei possono essere recuperati e spiegati alla luce dei racconti che può raccogliere da altri, da sua madre in primis: come ha vissuto la gravidanza? Stava bene? Dopo il parto come si sentiva? Stanca? Inadeguata? Depressa? E così via.
Queste sono domande importanti da porre a sua madre o a suo padre, o a chi altri fosse presente all'epoca e ancora in vita, così come è importante porre attenzione ai fatti che accadevano normalmente e al clima presente in casa negli anni successivi.
Può iniziare da sola questo approfondimento, ma le suggerisco di farsi aiutare da uno psicologo a condurlo in maniera efficace e risolutiva, per giungere alle risposte che cerca sui suoi desideri per il futuro.

Un caro saluto,
d.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano