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michela  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Agrigento

Come smettere di avere relazioni disfunzionali?

Salve, vi scrivo perché anche se vorrei tanto iniziare una terapia, non ho la disponibilità economica in questo momento. Ci sono già stata in terapia e devo dire che per molti aspetti mi ha aiutata, ma per altri no… Arriviamo al dunque. Sono una ragazza di 20 anni, ho avuto un passato un po’ “tragico” per via del pessimo rapporto con mia madre, molto severa per certi aspetti, super critica soprattutto, i suoi momenti si alternavano fra gioia e per lo più malumori con brutte parole e schiaffi, essendo sensibile ho sofferto molto, mi sono ripresa dopo la terapia e affrontando il rapporto con lei in maniera diversa. Ma le cicatrici rimangono e segnano. Penso che la maggior parte dei miei problemi che oggi riscontro nelle relazioni siano anche o soprattutto dovuti a questi traumi. Lei mi faceva sentire come se non fossi mai abbastanza anche se davo il massimo, per una minima sciocchezze si arrabbiava con modi bruschi per poi continuare con il silenzio punitivo e dovevo supplicarla per fare pace, ma mi faceva sentire così in colpa come se avessi fatto chissà che cosa, come se fossero danni quasi irreparabili. Inizialmente cercavo il suo perdono sempre, poi crescendo è iniziata la lotta a chi vinceva di più, sfogavo la rabbia che avevo accumulato per lei, su di lei. Poi dopo la terapia ho capito che non aveva senso fare così, era un autoflagellazione e ho applicato l’indifferenza, o almeno ci provo. Ma beh, il problema non è questo… Dicevo, sono una ragazza di 20 anni, mi curo molto e le mie amiche compresa me non si spiegano come sia possibile che le mie “relazioni” finiscano tutte in tragedia o male. Ho frequentato varie persone, ma mai fidanzata, perché non arrivo mai a quel punto, finisce sempre molto prima. Ciò mi porta a pensare che non sia degna d’amore o non sappia amare. Quando frequento un ragazzo non si vuole mai realmente impegnare con me, man mano si scocciano di vedermi, hanno troppi impegni, e non sono nemmeno la tipa che li tartassa, anzi spesso mi tengo dentro le cose finché non mi scoccio e li lascio o mi faccio lasciare. Ho mantenuto la mia verginità fino ai 19, aspettando quello giusto, ma quando mi sono arresa, ho conosciuto un ragazzo, il solito belloccio pieno di femmine che lavora nelle discoteche, ho scelto di perderla con lui, sapendo che era quello che ormai cercavo, perché non credevo più nelle relazioni (dopo averne avuta poco prima, il mio primo fidanzamento durato una settimana… con uno che non ho mai più visto dopo che mi ha chiesto di fidanzarci perché troppo impegnato), fatto sta, paradosso, intanto la frequentazione con il dongiovanni è stata la più duratura, 6 mesi, ma senza mai fidanzarci perché sapevo non fosse affidabile, anche se cercava di manipolarmi dicendo che lo fosse etc, ma non sono una tipa ingenua e quindi non gli ho mai creduto, infatti quando volevo di più da lui e volevo farglielo capire… lui mi è saltato addosso sempre e solo per quello anche se diceva di volermi realmente (con chiamate nel cuore della notte, uscite a cena, momenti di up e down continui). Anche se in fondo secondo me un minimo ci teneva, il suo stile di vita non gli permetteva di volere una cosa seria, è pieno di ragazze e sa di essere voluto. Li poi, dopo quella sera in cui mi ero illusa volesse parlare di “noi” ci ho chiuso a malincuore perché un po’ ci avevo in un possibile rapporto. Dopo poco ho conosciuto un altro, mi sembrava più serio e con lui non volevo un rapporto solo di sesso, inizialmente tutto bene, fantastica intesa, risate etc però poi inizia a inventarsi scuse sul non volermi vedere, sull’essere sempre impegnato a lavoro, il che io capivo però fino a un certo punto, perché per uscire con me era stanco ma per andare a ballare e fare serata no, inizialmente ero a casa ad aspettare mi chiedesse di uscire, ho pure cercato io di farlo 3 volte ma lui ha detto che era stanco, poi mi sono scocciata e ho iniziato a vederlo in maniera negativa, ecco questo accade sempre, sono tutte così, inizialmente tutto bene, poi mi danno delle mancanze, 1,2,3 volte, accetto, magari glielo dico, loro dicono qualche scusa, poi non cambia nulla però, finché non ne posso più, e li lascio, sarà che sono troppo pretenziosa? O applico l’autosabotaggio? Non riesco a capire se sono io o loro, sarà possibile che veramente sono sempre loro il problema? Io odio essere presa in giro, quando sento che lo fanno scatta in me qualcosa che inizia a vederli come un nemico, ma io non riesco a continuare a frequentare una persona quando vedo queste piccole cose che dimostrano che non è realmente interessata a me, preferisco chiudere che essere presa per scema, svaluto la comunicazione perché so che non serve, ogni volta che dico loro un mio disagio, si apparano con delle scuse e non migliorano, quindi procedo subito con il “no, non fa per me” appena sento che non mi trattano come vorrei essere trattata, appena sento mancanze cambio atteggiamento ed entro sulla difensiva, anche se a loro non lo do a vedere, sono sbagliata io? sono sbagliati loro? Veramente quasi quasi la “relazione” più lunga che ho avuto è stata con il dongiovanni pieno di femmine, il che adesso, essendo sola mi porta a volerlo di nuovo anche se so che non fa per me perché non è una persona seria, ma è quello che intanto mi ha dato di più di tutti, forse non accetto il voler stare da sola, spesso poi mi do le colpe e dico “Magari erano solo paranoie tue, in realtà era bravo” però poi penso ai fatti e dico “Non era così una bella persona” poi di nuovo “Però sembrava che ci tenesse a volte, forse cambierà per te” poi di nuovo “No meriti di meglio” poi “Forse ho giudicato troppo in fretta” è come se avessi due personalità: 1 bisognosa d’amore, affetto, attenzioni, che li chiamerebbe di nuovo solo per provare un’emozione, che ha paura di esagerare ed essere pesante, più emotiva. 2 L’altra invece che vuole essere sola, indipendente e che vuole solo ciò che merita senza perdite di tempo, che appena vede una, due, tre mancanze di rispetto chiude i ponti tanto qualcosa di meglio l’aspetterà, che non si fa andare bene dei compromessi che le vanno stretti, più pragmatica. Beh, vado da una parte all’altra in continuazione e ciò mi manda in confusione più totale. Poi non sia mai sento che la colpa è mia, li entro in para, il senso di colpa, di non essere stata abbastanza mi soprassale, però alla fine giungo alla conclusione che è sempre colpa loro, quindi sono confusa, se è davvero così o no. Aggiungendo anche che soffro di disturbo ossessivo compulsivo e quindi nei momenti di stress, appena qualcosa nelle relazioni non va, si creano scenari in mente nella mia testa e idee che devo risolvere subito attraverso le mie credenze mentali, che so che sono assurde ma in quei momenti non riesco a non farli e mi attanagliano. Aggiungo che ho una vita sociale attiva, quando posso esco anche se il weekend spesso lo passo a casa perché le mie amiche lo passano con i fidanzati e le altre abitano a distanza, essendo a casa il disturbo aumenta perché non penso a niente se non queste piccole ossessioni, poi mi deprimo e passo le giornate a letto. Vi prego aiutatemi, come mi devo comportare? Quale parte di me devo seguire e ascoltare? Il problema in queste relazioni sono io, forse troppo cinica? O sono loro, che me li scelgo apposta così? E infine come fare per superare il Doc?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 09/05/2023 - 14:59

Torino
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Gentile Michela, buongiorno
La responsabilità dell’andamento di una relazione è generalmente del 50 e 50%. Non possiamo fare granché sulla responsabilità altrui ma per la nostra sì. Lei ha passato molto tempo a esaminarsi, e certamente la passata terapia l’ha aiutata molto. Ci racconta di come reagisce drasticamente alle mancanze del compagno, per esempio. Noi modelliamo le relazioni affettive sul legame di attaccamento instaurato con i nostri genitori. Lei ci parla di una relazione complicata con sua madre, nulla ci dice di quella con suo padre, ma sicuramente su questi legami dovrebbe lavorare per capire in che maniera interferiscano con la sua vita sentimentale. Può fare molto da sola, ma con l’aiuto di uno psicologo potrebbe fare di più. S’informi sui servizi di salute mentale pubblici della sua città, potrebbero essere un aiuto importante.
Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente,
dott.ssa Manuela Leonessa