Mario  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Genova

Gestire il cambiamento, come si fa?

Se intervengono profondi e traumatici mutamenti nella vita (malattie,lutti,perdita o cambiamenti di lavoro) quale disposizione mentale può davvero contribuire a sviluppare o aumentare la cosiddetta 'resilienza',quella che permette di vedere in ogni cambiamento ,anche il più estremo,una opportunità e non un problema?
Vi ringrazio.Saluti.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 29/12/2021 - 12:42

Torino
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Buongiorno Mario,
non so se esiste una risposta sola alla sua domanda, peraltro parecchio impegnativa.
Per come la vedo io l’evitamento è il peggior nemico della resilienza. L’evitamento e la mancanza di consapevolezza.
Allora quale disposizione mentale adottare?
Accettare di stare con la sofferenza che dall’esperienza deriva, direi.
Accettare di vivere la sofferenza ci permette di conoscerla, e quindi gestirla, , stare con essa ci predispone all’adattamento che riduce in parte la sensazione dolorosa che dalla sofferenza deriva, convivere con lei ci permette di attivare le risorse necessarie per fronteggiarla e sarà da queste risorse (che mai avremmo attivato se avessimo usato le nostre energie per sfuggirle) che nasce la resilienza, la capacità cioè di ricavare una valenzaa positiva da esperienze che mai a nessuno avremmo augurato di vivere.
Le faccio i miei auguri per queste feste e tutto il resto. Dott.ssa Manuela Leonessa

Dott. Francesco Rizzo Inserita il 29/12/2021 - 19:33

Genova
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Quello che chiede o pone come possibilità di trasformazione degli eventi difficili o drammatici che si possono sempre verificare nella vita, necessitano di un periodo di elaborazione…attraverso anche la sofferenza comporta.

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 29/12/2021 - 16:12

Salve Mario, bisogna dare del "tempo" per riadattarsi ai cambiamenti delle fasi del ciclo vitale. Inoltre la resilienza è data dalle proprie caratteristiche e dalla personalità che si accosta al "cambiamento". Magari ci fosse una strada univoca. Le dico solo che i cambiamenti possono essere rischi o opportunità, sta a noi vedere una delle due cose e se l'occhio è abituato a vedere una strada avrà difficoltà a vedere un'altra, se nessuno ha fatto vedere che c'è altro.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra