Non riesco ad ottenere risultati
Salve, sono una ragazza di 26 anni.
Soffro di problemi psicologici da circa 15 anni, che hanno avuto esordio con un disturbo alimentare che poi si è trasformato in un invasivo abuso di sostanze. Dai 16 ai 22 anni ho seguito anche terapia farmacologica, abbandonata poi su suggerimento degli specialisti di proseguire solo con la psicoterapia. Dopo il diploma, ottenuto combattendo contro la mia situazione di sofferenza psicologica, ho avuto un arresto dovuto alla necessità di cure: dopo la scuola sono andata in una clinica di riabilitazione del disturbo alimentare, per poi cadere pesantemente, una volta uscita, in un pesante abuso di sostanze (particolar modo cocaina). Mi recai perciò in comunità e dedicai ulteriore tempo alla riabilitazione. In questi anni di riabilitazione provai a riconnettere i legami con la mia famiglia, prima riconquistando la fiducia, lavorando qualche tempo presso l'azienda di famiglia e successivamente decidendo con il loro aiuto di riprendere la mia formazione frequentando l'università, trasferendomi in un' altra città e provando a riformulare costruttivamente i miei obiettivi di vita.
Questa scelta mi ha resa nuovamente in qualche modo partecipe del mio futuro, e sono quasi arrivata anche questa volta alla fine di un percorso nonostante ricadute sia con le sostanze sia con crisi dell'umore e di depressione (fra cui episodi di autolesionismo e pensieri suicidari, più presenti in adolescenza, in età adulta condensati in episodi molto più rari e apparentemente più istintivi che premeditati), sia crisi riguardanti i rapporti interpersonali. Dunque, nonostante tutti questi ostacoli e mantenendo degli incontri psicoterapeutici, sto imparando sia a controllare la mia autodistruttività, sia ad allontanarmi del tutto da comportamenti dannosi quali l' uso di sostanze ( che si ripresenta ancora ma in forma sempre più ridotta e la mia consapevolezza nel danno che mi può causare mi terrorizza e mi spinge a un controllo quasi paranoico).
Attualmente mi manca un esame e la tesi e questo per ora si sta dimostrando un ostacolo più grande del previsto: ho cominciato mesi fa a riflettere sull'argomento, e ad oggi ancora niente di concreto. Mi sono messa in contatto in anticipo col relatore. Ho cercato con tutta me stessa di combattere contro inerzia e depressione per ricercare, recarmi in biblioteca, comprendere al meglio come redigere un buon lavoro.
Nonostante questo è evidente una difficoltà inaspettata nel circoscrivere un argomento e un indice congruo, e i termini entro quale finire il lavori sono sempre più incombenti. Il relatore sembra infastidito: non riesco a trovare nessi.
Ogni settimana, da qualche tempo,vado a ricevimento per proporgli un indice che a suo dire sembra sempre più confuso. Oggi mi ha detto che il mio indice era frutto di argomenti scelti a caso solo allo scopo di dimostrargli che avevo letto qualcosa qua e là, e ai miei tentativi di cercare riferimenti per capire dove mi sto perdendo mi ha intimato: "non mi faccia perdere tempo". Mi sono sentita profondamente disadattata: la cosa non mi avrebbe nemmeno disturbata se avessi effettivamente speso poco tempo e attenzione al progetto, diventa per me incomprensibile questa mia incapacità dal momento che passo i giorni sui libri tentando di delineare qualcosa, a tempo perso evidentemente.
Dopo la sua squalifica mi sono subito rimessa alla ricerca, cercando di far fronte al mio profondo sconforto , ma ormai, nonostante i miei buoni propositi e le azioni pratiche ne ne conseguono, sembra un circolo vizioso destinato a non risolversi e non sarei sorpresa di ricevere settimana prossima un ulteriore rifiuto. La scena si ripete sempre uguale.
Ormai non si tratta più di settimane ma di mesi di tentativi a vuoto. Riesco a comprendere anche il disappunto del docente, e sono sicura che non sia lui il problema, tuttavia mi vergogno profondamente dell'impressione data.
Devo dire che negli anche negli ultimi esami dati ho notato alcune similitudini: nonostante molto tempo speso a studiare i risultati non sono stati quelli che volevo ma ho sperimentato una grande confusione nell'assimilare concetti e poi rimetterli in ordine, ma ho preferito non darci molto peso, non autocommiserarmi e proseguire col lavoro restante cercando di migliorare.
Non è un problema di aver scelto l'ambito sbagliato; in estate avevo contattato un altro relatore e mi aveva evidenziato la stessa confusione. Inoltre non potrei aver scelto un corso di studio più affine ai miei interessi.
Mi sento incapace. Mi sento come a 14 anni quando una professoressa, vedendo che non riuscivo ad assimilare dei concetti, fece una premonizione raggelante: sei una drogata (anche se allora nemmeno avevo mai provato droghe ne alcool) cosa che trovó fondamento negli eventi successivi della mia vita, come una conferma di saper essere solo una buona a nulla.
Mi sento povera interiormente, inetta.
Mi sto chiudendo sempre più in me, in casa: evito i rapporti e il divertimento per paura della droga e per paura di sottrarre tempo allo studio, ma analogamente i soli sforzi a rimanere sobria e ad impegnarmi attivamente giorno per giorno non mi stanno portando i risultati sperati. Divento intollerante anche di fronte ai tentativi del mio ragazzo di rassicurarmi. Mi dà fastidio. Alterno momenti di convivialità occasionale con gli amici a momenti di rigetto nei loro confronti, nei quali li evito o li scaccio malamente, talvolta in modo violento e incontrollato.
Ricordo che già sto prendendo la triennale in ritardo rispetto ai coetanei, avendo cominciato dopo, e avrei anche in programma di iscrivermi a una magistrale , ma rischio di non fare in tempo a laurearmi e di non raggiungere il punteggio necessario richiesto all'ingresso della magistrale se non trovo immediatamente una soluzione.
Mi vergogno profondamente, mi sento incapace, inadatta.
Sto cercando dopo ogni voto mediocre e ogni rifiuto del relatore di non abbattermi e non gettarmi in uno stato di sonno/depressione o ricaduta in brutte abitudini, provo a rialzarmi, reagire, essere propositiva ma ho come l'impressione che manchi un tassello fondamentale. Come ho detto sto già frequentando delle sedute di psicoterapia ma vorrei sentire più pareri su questo blocco, anche solo per sapere cosa fare domani: continuare su questa strada, anche se apparentemente sembrava un piano fatto bene, non sta funzionando. Cosa potrei aggiungere o modificare nel mio comportamento? Oppure: possono i miei problemi, essendosi trascinati per anni, aver causato delle lacune ormai cristallizzate tali da rendermi difficile un normale apprendimento? Quest'ipotesi mi sembra esagerata, tuttavia non nego a volte di pensare che in me ci sia qualcosa che non funziona da sempre e che mi impedisce di condurre un esistenza "normale".