Madre immatura, esiste una soluzione per farla crescere?
Salve, sono una ragazza di 25 anni che piano piano scavando dentro di me e a seguito di episodi spiacevoli vorrebbe capire cosa sta succedendo nella propria famiglia. Spiego in breve la situazione cercando di riassumere quanto più possibile: la mia famiglia esternamente potrebbe sembrare quella ideale, ma internamente ha molte falle di cui io e mio fratello stiamo iniziando a prendere coscienza. Tra i due genitori mia madre è sempre stata quella più severa e rigida, ma nel corso della nostra crescita ha sempre alternato momenti di approvazione e manifestazione di affetto quando io e mio fratello facevamo qualcosa che poteva rientrare nei suoi piani (ad esempio scegliere un determinato indirizzo scolastico o interrompere una relazione da lei non approvata), a momenti di totale esplosione di rabbia (con lanci di oggetti, urla, insulti e conseguente silenzio e immobilità per i giorni o le settimane successive, intesa come "non aiuto se entrambi ne avessimo avuto bisogno oppure ad esempio non cucinare o fare una lavatrice per noi", nel periodo successivo al litigio) quando si trova in conflitto con noi (negli ultimi anni sempre più frequente, probabilmente poichè siamo più grandi). Mio padre è una figura presente e sempre disponibile, che cerca di soddisfare qualsiasi bisogno o desiderio di tutti e tre per mantenere la "pace in famiglia", ma con un carattere molto debole che purtroppo non riesce mai a far emergere e che si adatta sempre a quello che viene deciso da mia madre; questa disponibilità però non gli viene riconosciuta da mia madre che, nei momenti di rabbia, riesce a metterlo in cattiva luce, chiedendogli sempre di più e addirittura accusandolo di manipolare noi figli in quanto anche lui è d'accordo con noi che la situazione è diventata abbastanza insostenibile. Provando ad instaurare un confronto e un dialogo con lei, mi ritrovo sempre a non ricevere risposte oppure a sentire delle risposte che mi accusano di aver fatto questo o quell'altro e che negano categoricamente che lei abbia potuto sbagliare nell'aver pensato qualcosa o essersi comportata in quel determinato modo. Mi chiedo se potrebbe esserci una soluzione a questa incresciosa situazione, perchè mi rendo conto che a lungo andare potrebbe diventare deleteria (in seguito a forti litigate dovute alla sua imposizione di far finire la mia relazione ho iniziato a soffrire di attacchi di pianto e ansia che periodicamente si ripresentano in misura maggiore quando succedono eventi di questo tipo) e vorrei evitare che ciò accadesse pure con mio fratello qualche anno più piccolo di me. Vi ringrazio.