Come posso aiutare la persona che amo?
Salve,
Da quasi dieci anni ho una relazione con un ragazzo, ci amiamo moltissimo, stiamo per sposarci, purtroppo però nonostante l'amore e la felicità di questo avvenimento, il mio ragazzo (al quale mi riferiró con G.) continua a soffrire ed ad avere dei problemi psicologici che si porta avanti da tutta la vita. G. Ha avuto un'infanzia terribile, viveva da solo con una madre tossicodipendente e schizofrenica, nonostante gli assistenti sociali siano stati al corrente più volte delle sue condizioni( visto che sua madre è stata spesso ricoverata per tso e non solo) nessuno si è preso cura di lui o lo ha aiutato, fatta eccezione per lo zio saltuariamente e nelle sue limitate possibilità. Nonostante questo G. agli occhi di tutti è impeccabile e conduce una vita tranquilla all apparenza. Solo chi lo conosce molto bene come me sa che dietro la maschera che mostra è tutt'altro che a posto. Negli anni mi sono resa conto che soffre di disturbi ossessivi compulsivi (omosex per la precisione) e anche di personalità borderline anche se ovviamente non sono una psicologa e questo va preso con le pinze . La nostra relazione come vi ho spiegato va a gonfie vele, ci amiamo veramente tanto, conviviamo, facciamo tutto quello che fanno le altre coppie, se non fosse per dei "Black out" (passatemi il termine) che saltuariamente si presentano specialmente quando ha ansie o paure di cose importanti, dove lui mi insulta sul mio aspetto e non solo, per stupidaggini su cui si è fissato quel giorno,deliri di gelosia, per una frase che ha detto un nostro amico giorni prima o anni prima robe simili. ha anche una incredibile rabbia repressa e ultimamente per scusarsi di uno dei suoi ultimi Black out si è anche auto inferto delle piccole ferite sul braccio. Lui sa di avere dei problemi, mi parla spesso di depressione di voler cambiare le nostre vite ma le soluzioni che ipotizza a tratti sono poco realizzabili, è come se perdesse il contatto con la realtà. Appena raggiunta l'adolescenza G. Ha frequentato uno psicologo per 7 anni anche se mi ha raccontato che in realtà non gli ha mai parlato della sua paura di essere omosessuale, o comunque dei dubbi che poteva avere sul suo orientamento. A un certo punto questa terapia si è interrotta ma non mi ha mai raccontato bene perché è dubito il motivo sia stato l esito positivo della cura. piano piano da quando lo conosco ho imparato a comunicare con lui e a cercare di aiutarlo per le mie limitatissima possibilità, non mi sento assolutamente in grado di poterlo aiutare da sola, vorrei tanto che lui ricominciasse a prendersi cura di sé stesso e ricominciare una terapia, ho provato a dirglielo (forse anche nel modo sbagliato) ma finora si è rifiutato categoricamente. Avete per caso dei consigli su come convincerlo? Quale sarebbe il tipo di psicologo più adatto per lui? Stiamo per mettere su famiglia e sono molto preoccupata per lui, mi sento impotente e avvilita da questa situazione