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sara  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Bologna

Mi sento bloccata

buon giorno scrivo perché mi sento bloccata da tanto tempo.
i pensieri ricorsivi che ho hanno a che fare con il mio percorso accademico. quando finii il liceo mi iscrissi subito all'università la stessa di mia madre, anche se siamo molto diverse anche come interessi, sento che la sua grane passione la stessa di mio padre mi abbia influenzato molto. al tempo non sapevo cosa mi piaceva fare e così durante gli anni continuavo ad avere crisi dicendo non mi interessava per poi convincermi che in fondo era bello, coi miei che mi dicevano masi dai che è presto finita, per poi dire nuovamente voglio cambiare o iniziare a lavorare. nonostante tutto la finii perché comunque le mie problematicità erano più dal punto di vista mio e non dell'impegno o i voti.
finita la triennale decisi di lavorare. per un po' ma ancora molto confusa. infatti durante la tesi un po' mi ero appassionata e un po' invece continuavo ad essere molto critica. staccai la spina per due anni e siccome sentivo ancora questa porta aperta nella mia testa decisi di reinscrivermi. ora sono di nuovo all'università ma mai convita mai del tutto impegnata. sempre a chiedermi forse dovrei lasciarla non mi piace alcuni giorni è proprio faticoso farla e altri mi vengono delle crisi perché in mezzo a ciò ho comunque anche nostalgia, non mi interessa la carriera in questo campo lo farei solo per piacere di finire questo percorso e approfondire un interesse con cui però non voglio lavorare, e infine anche il fattore della dipendenza economica dai miei lo sento come un peso.
inoltre in questo periodo essendo in un posto nuovo sento anche la fatica dell'inserirmi e trovare anche ambienti che mi piacciano e mi trovo incastrata in cicli di vita che non mi corrispondono e infine mi sembra di sprecare energia vita tempo...
per questo motivo e anche il senso di obbligo con cui mi forzo a fare le cose raramente per piacere sono poi diventata il mio peggior incubo una repressa. e questo si sta riflettendo anche sulle mie amicizie verso le quali spesso provo gelosia e invidia. odio molto credo. e non riesco nemmeno ad amare. mi sento in un buco profondo ma la cosa che mi paralizza è che nemmeno voglio uscire, mi dà piacere. e infatti ancora non mi decido nonostante tutto a lasciare ciò perché sento come questa cosa profonda di voler finire ma mi chiedo chi mi abbia imposto ciò se sono solo io o invece magari è come una sorta di convinzione che mi sono messa influenzata dai miei e mia nonna e chi so chi altro.
sta di fatto che mi sento anche molto finta. perchè nonostante all'apparenza sia felice poi con le mie compagne di corso mi sembra di vedere proprio solo malessere intorno a me come se tutte in realtà fossimo bloccate qui e nessuna vorrebbe fare ciò, ma siamo troppo schiave per fare altro...
non so vedo tutto nero, per poi quando vedo le mie due care amiche che vivono distanti da me e con cui io idealizzo una vita tutti i giorni, mi vengono le crisi perchè mi riportano o sento ce mi riporto ad un grado di sincerità in cui mi chiedo ma perchè faccio questo.
solo che poi se poi penso a che altro vorrei fare mi incastro nelle idee di come sarebbe cool essere così o cosà e nulla sento come se stessi vivendo una seconda adolescenza il che è molto frustrante.
che cosa fare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 11/04/2024 - 16:18

Torino
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Buongiorno Sara,
ho letto la sua lettera più di una volta colpita dal profondo malessere che la pervade. Sarebbe semplice dirle che la strada per trovare se stessi è spesso complicata e disagevole, ma dal suo scritto emerge qualcosa di più. Una tendenza ad autosabotarsi, direi, a volere a tutti i costi mettersi i bastoni tra le ruote per rendere tutto ancora più confuso. Non sono in grado di dirle come mai, ma sarebbe un grande aiuto per lei un percorso di sostegno psicologico che l’aiuti a capire i suoi obiettivi e liberare la sua mente da tutte le strategie che mette in atto per impedire di raggiungerli. Resto a sua disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa