Senso di colpa e risentimento nei confronti dei miei genitori
Buongiorno a tutti,
sono una studentessa fuori sede. Ho 22 anni, lo scorso aprile mi sono laureata in lingue e a settembre inizierò la magistrale. Vengo da un piccolo paesino molto turistico e i miei genitori sono i proprietari di un bar che fortunatamente va molto bene. Purtroppo però non è tutto oro ciò che luccica. Subito poco dopo la laurea sono rimasta a M. ma ho sviluppato sempre di più un senso di colpa nei confronti dei miei genitori e di mia sorella di 20 anni con il quale non riuscivo a dormire se ero da sola (con il mio ragazzo dormivo tranquillamente). Questo senso di colpa era dovuto al fatto che io non li stessi aiutando al bar e stessi vivendo con i soldi duramente guadagnati da loro. Tornare a casa però per me è veramente deleterio: non mi ritrovo con la mentalità del paesino in cui mi sento rinchiusa, i miei genitori e mia sorella poi sono perennemente stressati e nervosi e quando sono giù finiamo sempre per litigare e urlarci cose brutte gli uni con gli altri. Poco fa sono tornata a casa per una settimana ed è stato infatti un disastro. Da quando ho conosciuto il mio ragazzo che è siciliano, ho deciso di scendere per tutto agosto con lui, argomento molto sofferto dai miei che mi accusano di non aiutarli, di non voler fare il sacrificio solo per un mese (ho sempre lavorato d’estate e d’inverno fino a che non mi sono trasferita), di essere “profondamente egoista” (per citare mio padre) perché me ne vado d’estate quando loro hanno più bisogno. Io mi sono sentita tremendamente in colpa ma so che voglio e devo fare la mia vita, sto lavorando per costruirmi un futuro (grazie ai loro sacrifici che rispetto e di cui ne sono grata). Dopo quest’ultima settimana a casa però, i sensi di colpa si sono trasformati in risentimento nei loro confronti e mi tormento con domande che non avranno mai risposta. Perché devo sacrificare l’unico mese libero che ho per stare in un posto che odio con persone perennemente negative? Perché non posso godermi l’estate come fanno i miei coetanei?
Inoltre vedere quanto il mio ragazzo e la sua famiglia siano uniti (persone stupende, positive, che mi fanno sentire parte della loro famiglia e mi trattano come fossi la loro figlia), mi fa soffrire ancora di più perché penso che anche io vorrei avere una famiglia come la loro e invece non ce l’ho.
Sento il bisogno di parlarne con una figura professionale e spero di trovarla. Grazie mille a chiunque si sia preso del tempo per leggere la mia storia.