Cinzia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Torino

Madre depressa

Buongiorno, sono una ragazza di 35 anni che ha vissuto fino a 12 anni fa con i genitori i quali non sono mai andati d'accordo per motivi caratteriali, incomprensioni, ignoranza e altri mille motivi che hanno reso la mia permanenza con loro un vero inferno visto che non sono mai mancati episodi di violenza fisica (non su di me) e discussioni continue. Fortunatamente la quasi totale assenza giornaliera di mio padre a casa faceva si che questi episodi fossero limitati solo ad alcuni momenti della giornata. Mia madre è sempre stata casalinga e nonostante si sia occupata di me e mio fratello in modo quasi ossessivo, non posso definirla una madre modello. Ogni giorno, quasi in loop, ha sempre avuto il vizio di ripetere quanti difetti avessero tutti quelli che la circondavano come se tutto il mondo fosse sbagliato ed in cima alla lista nera c'è sempre stato lui, il grande assente, mio padre. Lo definisco così perché lui, per quanto mi riguarda, non ha mai coperto la figura genitoriale che possedeva. Lui portava i soldi a casa (quelli per sopravvivere) e nella sua percezione della realtà era più che sufficiente. Nonostante non navigassimo nell'oro non mi è mai mancato nulla, mi sono laureata e nei limiti che ben conoscevo ho fatto quel che volevo fare. Sono passati tanti anni e fortunatamente le mie scelte, la mia vita, quello che mi sono a fatica costruita è una bella vita. Ho una bella famiglia, una bimba piccola e un compagno straordinario.
Da un anno a questa parte mia madre è caduta in depressione e da quasi 4 mesi non esce più di casa. Lei, che aveva quasi un ossessione per le pulizie, non pulisce più non si lava, passa le giornate a guardare la TV. In questi mesi ha avuto anche qualche episodio di alcolismo, subito interrotto. Dopo diversi accessi al pronto soccorso è stata al csm dove le avevano prescritto una terapia che però non ha mai preso in considerazione. Da allora ci siamo rivolti a una specialista privata che ha prescritto un'altra terapia che ha seguito per un po' di tempo ma che adesso sta un po' abbandonando. La specialista nei referti consiglia sempre una visita ai 40 GG ma non siamo più riusciti a portarla. Ci siamo recati noi e le abbiamo fatto avere un colloquio telefonico ma dubito sia stato sufficiente. Nel frattempo, dopo un episodio di alcolismo, ho chiamato il pronto soccorso che ha nuovamente consigliato una visita al csm locale. Questa visita è tra qualche giorno, la porterò io ma ho già il sentore che lei non verrà. Sono molto in ansia per questa vicenda, non vedo luce, non vedo via d'uscita da questa situazione. Lei si scusa ma non ha intenzione di cambiare, di provarci. Con mio padre continuano i litigi e lui ignorantemente continua a non capire il problema. Mio fratello affronta tutto con superficialità. Non so veramente cosa fare, non abito nemmeno vicino quindi non posso essere presente nel quotidiano e anche le volte in cui vado a trovarla vengo congedata in meno di 20 minuti. La domanda è cosa potrei fare?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 17/09/2024 - 07:21

Torino
|

Buongiorno Cinzia, purtroppo la scarsa fiducia in un futuro migliore e, di conseguenza, il mancato interesse per le cure sono parte della depressione, ma il fatto che sua madre riconosca di avere un problema è già qualcosa. Potrebbe provare a venirle incontro: se sua madre non ha voglia di uscire di casa le proponga di fare venire il terapeuta da lei. Potrebbe essere un inizio. Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Giulia Aiello Inserita il 16/09/2024 - 18:51

Buonasera Cinzia,
dal suo racconto emerge molto la fatica che sta affrontando in questo periodo e anche la difficoltà nella gestione della situazione, sia da un punto di vista più concreto, sia da un punto di vista emotivo e relazionale.
Sembrerebbe essere un po' l'unica a prendersi carico della situazione fino in fondo, comprendendone la complessità e l'urgenza e questo potrebbe portarla a sentire un carico maggiore di responsabilità.
Purtroppo, la depressione è una condizione molto delicata, che richiede tanta pazienza, nonostante si sia consapevoli della necessità di intervenire. Viene a mancare proprio la motivazione, anche solo nel prendersi cura di sè stessi fisicamente, come lei stessa ha riportato, e arrivare a chiedere un aiuto professionale può essere molto difficile.
In questi casi, oltre a soffrire la persona in questione, anche le persone accanto che se ne prendono cura possono provare molte sensazioni negative, di frustrazione, di impotenza, rabbia, sconforto.. potrebbe esserle molto utile prendersi uno spazio tutto suo dove poter prendersi cura di questi aspetti e magari trovare delle strategie per poterle stare vicino nel modo più funzionale possibile.

La specialista alla quale vi siete rivolti si occupava esclusivamente della terapia farmacologica? Avete provato ad affiancare un psicoterapeuta che la seguisse settimanalmente in un percorso di supporto psicologico?
Solitamente serve un percorso parallelo oltre ai farmaci e, in caso, potrebbe essere utile anche una terapia familiare, con i membri che se la sentono di parteciparvi.

Resto a disposizione per qualsiasi cosa!
Un caro saluto
Dott.ssa Giulia Aiello