Psicologi Online

Elena  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Torino

Consiglio episodio ragazzo di 14 anni

Buongiorno,
Mio figlio di 14 anni, prima superiore, dopo un litigio avvenuto ieri dove gli è stato tolto del tempo sui dispositivi e un altro litigio avvenuto ieri sera, questa mattina si è rifiutato di andare a scuola, nonostante gli innumerevoli richiami e nonostante avesse una verifica.
Ci ha scritto la professoressa segnalandoci la cosa.
Subito abbiamo pensato che una cosa così grave non andasse giustificata (è capitato anche qualche volta alle medie), poi ho provato a parlargli spiegandogli che è una cosa grave, che non si può non andare a scuola o al lavoro perchè si litiga, che bisogna prendersi le proprie responsabilità.
Dopodichè ho pensato anche di dirgli che avrei voluto una sua opinione in merito, che volevo che leggesse la risposta che avrei dato alla professoressa, ovvero che eravamo a conoscenza del tutto, che avevamo dei problemi nel rapporto con lui in questo momento, ma che oggi si era rifiutato di andare a scuola. Eravamo consapevoli della gravità della questione e avremmo sperato che non ricapitasse più.
Gli ho detto che se avesse garantito che se non fosse più successo, per questa volta avremmo potuto trovare una soluzione alternativa. Lui ha detto che non sarebbe più capitato, che lo garantiva, ma io sinceramente ci credo poco e non ha un atteggiamento per nulla di una persona pentita.
Chiedo un consiglio,
Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 15/10/2023 - 12:09

Torino
|

Buongiorno Elena,
Capisco la sua angoscia, l’età di suo figlio è complicata. L’adolescenza è un periodo di ribellione, inizia il processo di affrancamento che a volte si manifesta con il rifiuto di tutto ciò che i genitori propongono. Fase difficile ma necessaria per diventare adulti può essere attraversata con grande difficoltà da genitori e figli coinvolti. Lei ci chiede un consiglio, ma più che suggerirle per il caso specifico di essere più o meno severa la inviterei a guardare a una prospettiva più ampia. Riflettere sulla qualità della vostra comunicazione, perché alla fine ciò che conta è quello, il livello di dialogo tra genitori e figli. Vostro figlio vi guarda come a dei nemici o come un luogo sicuro a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà? Se il dialogo tra voi è carente o superficiale come fare per migliorarlo? Se pensa che una riflessione di questo tipo possa essere d’aiuto e volesse approfondire il discorso, resto a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Manuela Leonessa