Maria  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Catanzaro

Una vita piena di ansia

Salve, penso di avere un problema da molto tempo e non so come affrontarlo. Premetto che nella mia vita ho avuto molte situazioni spiacevoli soprattutto in famiglia quindi da ignorante penso che questa mia paura possa esser nata da ciò. Sono una ragazza di 21 anni. Sono sempre stata asociale, a scuola venivo bullizzata e a casa era anche peggio, avevo dei litigi molto accesi con mia madre e a volte si arrivava anche alle mani. Sto sempre a casa, non ho nessuna amicizia perché si sono rivelate false le poche che avevo e quindi ho preferito non averne, l'unica persona che ho al mio fianco al momento è il mio ragazzo ma abitiamo in due regioni diverse. Detto questo ora arrivo al sodo.. Ogni volta che entro in un locale, in un supermercato o da qualsiasi altra parte inizio a tremare, sudo e a volte sento che potrei anche svenire, questo però accade solo se sono da sola. Ricordo di una volta in cui a mia nonna serviva del pane e mi mandò a comprarlo, nonostante sapevo che sarei stata male ci sono andata comunque perché mi dispiaceva dirle di no. Appena entrata nel piccolo negozio sentivo già le gambe tremare, sudavo e sentivo che se avessi aperto bocca avrei anche balbettato. Sentivo un forte calore in tutto il corpo e pulsazioni forti alla testa, mi sentivo quasi come se stessi per svenire. Ricordo forse di questa esperienza più che altre perché questa è stata la più forte, mi sono sentita veramente male e non vedevo l'ora di uscire da quel negozio e tornare a casa. Ora dovrei lavorare ma per andarci dovrei prendere l'autobus e a me questa cosa mi fa venire l'ansia, c'è una cosa, mia madre non mi faceva mai uscire, non potevo neanche aprire le finestre che subito me le chiudeva, quindi non ho avuto neanche la possibilità di farmi delle amicizie, di conoscere persone, di fare esperienze. Dato che non esco mai ho paura di perdermi, di prendere la fermata sbagliata, di creare problemi. Vorrei poterne parlare con la mia famiglia ma mi riderebbero in faccia e mi prenderebbero in giro come sempre. Ora si lamentano che sto sempre chiusa in casa e che non ho amicizie, nonostante sono stati proprio loro a segregarmi. A quanto pare qui l'unica a preoccuparmi di me stessa sono sempre io.. vorrei aggiungere che dai 12 anni fino all'età dei 18 ho sofferto di autolesionismo.. è un dettaglio in più. Grazie e buona giornata.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 30/06/2022 - 11:18

Torino
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Buongiorno Maria,
leggo la sua lettera e comprendo quanto la sua vita possa essere faticosa e pesante.
Ha ragione quando dice “ nella mia vita ho avuto molte situazioni spiacevoli soprattutto in famiglia quindi penso che questa mia paura possa esser nata da ciò.” ma più che individuare le cause è importante trovare un rimedio, non è così?
E il rimedio c’è.
Quello dell’ansia è uno stato di allerta che attiviamo nel cervello nel momento in cui incontriamo una situazione potenzialmente pericolosa, è uno stato necessario perché senza di esso affronteremmo situazioni pericolose con incoscienza e disarmati. Nel suo caso, però, lo stato di allerta è diventato eccessivo e anziché aiutarla ad affrontare la vita con la giusta cautela l’ha paralizzata. Ai suoi occhi troppe cose appaio pericolose, troppe cose le fanno paura (entrare in un locale, salire su un autobus, le nuove amicizie ecc. ).
E’ necessario cominciare a lavorare su di sé, in questo modo ne potrà uscire. Per questo motivo le consiglio un lavoro affiancata da un professionista, insieme potrete lavorare sulle sue paure, e sulle risorse che sicuramente ha ma che deve imparare a ottimizzare. Coraggio, ha una vita intera davanti, ancora tutta da scoprire!
Se lo desidera resto a sua disposizione.
Un caro saluto,
dott.ssa Manuela Leonessa

Dott.ssa Roberta Dalla Vecchia Inserita il 05/07/2022 - 19:26

Buona sera Maria, ho letto la sua lettera, è vero, ha avuto esperienze negative e dolorose. Alle volte i genitori assumono dei comportamenti iperprotettivi nei confronti dei propri figli, ma così facendo i figli non riescono ad essere autonomi e a fare esperienze anche commettendo degli sbagli. Il messaggio che i suoi inconsapevolmente le hanno trasmesso è che il mondo esterno è pericoloso, è per questo che lei sta provando ansia e le sensazioni fisiche che ha descritto sono delle sensazioni legate appunto a quest'emozione. Per lei capisco non sia facile uscire. Provi magari iniziando ad affrontare le situazioni che le sono più semplici per poi passare a quelle più impegnative. Magari in questo modo può sperimentare che lei è una persona capace e che sì, il mondo può anche essere pericoloso, ma anche no e comunque lo sa affrontare. Da come scrive il riuscire a trovare un lavoro sarebbe importante, forse questo può darle la forza per provare ad uscire un po' di più. Provi a vedere se vicino a lei c'è qualche collega che può aiutarla a compiere questi passi. Altra cosa, il fatto che lei abbia sofferto per diversi anni di autolesionismo ed ora invece no, dimostra che lei ha molte frecce al suo arco. Le faccio i migliori auguri e non dimentichi che il primo passo lei lo ha già fatto scrivendo questa lettera.