Come superare il senso di non essere la prima scelta nella relazione?
Ho 40 anni e sto vivendo una forte sofferenza emotiva legata alla mia relazione attuale con una persona con cui avevo già avuto una relazione circa 13 anni fa.
La nostra prima relazione è terminata perché lei ha scelto di lasciarmi, percependo che io non fossi abbastanza presente.
La separazione per me è stata molto dolorosa.
Negli anni successivi entrambi abbiamo avuto altre relazioni.
La difficoltà nasce dal significato che attribuisco a una relazione successiva durata circa sei anni con una persona impegnata.
Vivo questa storia come una ferita legata al mio valore, alla fiducia e al sentirmi scelto.
La mia percezione è che, dopo aver perso la nostra relazione, lei abbia investito anni in una persona che non la valorizzava, mentre io, che ero stato importante nella sua vita, non ho ricevuto la possibilità di un confronto o di un ritorno.
Questo mi genera la sensazione di essere stato una seconda scelta o un "ripiego", cioè una persona verso cui è tornata dopo che un'altra possibilità è fallita.
Lei sostiene invece di avermi sempre pensato, di aver avuto paura di tornare da me per il senso di colpa e per il timore di essere rifiutata.
Dice di riconoscere gli errori fatti, di vergognarsi di alcune scelte e di essere una persona diversa oggi.
L'episodio che ha maggiormente compromesso la mia fiducia riguarda una frase che l'altra persona avrebbe pronunciato dopo un rapporto sessuale: avrebbe detto che voleva raccontarmi quanto accaduto, sapendo che io ero stato il suo compagno.
Ciò che mi ha ferito maggiormente è il fatto che lei non abbia preso posizione in quel momento.
Per me questo rappresenta una mancanza di rispetto verso la nostra storia.
Inoltre, quando successivamente ho affrontato l'argomento, inizialmente non ha ammesso l'episodio e lo ha riconosciuto solo dopo mie insistenze.
Lei sostiene di averlo nascosto per non farmi soffrire, mentre io l'ho vissuto come una nuova rottura della fiducia e come il dubbio che possano esserci altre cose non dette.
Mi confronto continuamente con ciò che lei ha fatto per quella persona e con ciò che fa oggi per me.
Ho la sensazione di dover dimostrare molto per sentirmi scelto, mentre in passato un'altra persona avrebbe ottenuto molto con poco sforzo.
Nella relazione attuale lei è presente, cerca vicinanza e condivisione, ma quando si affrontano argomenti dolorosi o legati al passato tende a chiudersi o a rispondere in modo breve.
Ho difficoltà a capire come distinguere la persona che ho davanti oggi dalla persona che ha fatto quelle scelte in passato.
Una parte di me riesce a comprendere che quelle decisioni possano essere nate da fragilità, insicurezza o dinamiche emotive complesse.
Un'altra parte continua a viverle come un'umiliazione personale e come una prova che, in passato, non sono stato scelto.
Avrei bisogno di aiuto per capire come lavorare su di me per superare questa cosa.