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Ginevra  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Cosa dovrei fare? Assumere qualche cosa per tranquillizzarmi?

Buonasera ho una domanda di carattere psicologico/psichiatrico.
Sono un soggetto che soffre da diversi anni di attacchi di panico o comunque ansia generalizzata. Durante la mia vita, a seconda di periodi più o meno stressanti, ho attraversato diverse fasi ansiose più o meno intense, ma comunque sono sempre riuscito a uscire da quei periodi senza nessun tipo di aiuto medico.
Da poco però mi si è ripresentato un periodo di fortissima ansia che culmina spesso con attacchi di panico: il tutto è iniziato con preoccupazione nei confronti della morte, che si è trasformato in un’ossessione nei confronti del senso della vita, che poi si è trasformato nella paura di impazzire.
Durante gli ultimi episodi di panico pensieri intrusivi catastrofici hanno pervaso la mia mente perciò ho voluto chiedere aiuto a dei professionisti. Da circa una settimana ho iniziato psicoterapia ma essendo ancora alle prime sedute non abbiamo ancora affrontato bene l’argomento e metodi per risolvere.
L’ultima settimana sono anche stata costretta a casa con il covid e sensazione di derealizzazione/depersonalizzazione e paura di impazzire sono diventati ancora più acuti.
Sono sintomi che ho sempre riportato in ogni mio periodo di forte ansia e che sono sempre passati da soli, ma adesso che sono fortissimi ho paura che non passeranno mai, che starò così per sempre.
La mia domanda è: è giusto continuare esclusivamente con una psicoterapia o data la gravità del momento è anche bene un consulto psichiatrico e l’assunzione di farmaci che possano tranquillizzarmi?
Io sono fiducioso della psicoterapia e so che richiede del tempo ma in quei momenti avrei bisogno di qualcosa che mi calmi all’istante, avete consigli?
Quando mi assalgono quei pensieri non riesco proprio a tranquillizzarmi

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Manuela Leonessa Inserita il 30/10/2023 - 15:41

Torino
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Buongiorno Ginevra,
approccio farmaceutico e psicoterapia non si escludono a vicenda, anzi, in momenti di grande sofferenza l’approccio farmaceutico meno male che c’è. Le consiglio di compiere ogni passo in sintonia con il suo terapeuta, ma se ne sente il bisogno, se pensa che un farmaco in questo momento particolarmente pesante possa esserle d’aiuto, non credo che chi l’ha in cura farà obiezioni.
Le faccio i miei auguri, dott.ssa Manuela Leonessa