articoli di psicologia della Dott.ssa Laura De Martino

risposte dello specialista Laura De Martino

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Paura di morire

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Cara Manuela, a volte l'unico modo per esternare le nostre preoccupazioni è di attribuirle al corpo, a qualcosa di oggettivo, "reale". Ciò può essere dovuto agli insegnamenti vissuti in famiglia o in generale alla nostra epoca in cui si presta poca attenzione agli stati d'animo e si tende, piuttosto, a ridicolizzare le angosce ed in generale la sfera emotiva. Si prenda cura di sè e si metta alla ricerca, magari con l'ausilio di un terapeuta, di ciò che la paura di un arresto cardiaco può significare per lei tenendo conto del momento attuale e della sua storia di vita. Le auguro un buon lavoro, saluti, Dr.ssa Laura De Martino/Napoli...

Amore o no?

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Cara Holly, sento forte la sua rabbia e la delusione, la fine di un amore inevitabilmente porta con sè questi sentimenti insieme a tanto dolore. Nessuno, tranne lui, può sapere effettivamente le ragioni che lo hanno condotto a tele decisione e mi domando a questo punto che importanza ha?perchè ossessionarsi cercando delle risposte che riguardano lui? Tra i tanti sentimenti immagino ora ci sia anche tanta paura, quella paura che si prova quando accade qualcosa di imprevisto e da qui il bisogno di spiegazioni che ci possano rassicurare che quanto di brutto è accaduto non succederà più e che non sia colpa nostra. Sposti l'attenzione da lui a se stessa, si chieda cosa questa storia ha significato per lei, cosa sente di potersi prendere di buono e cerchi di capire cosa può fare ora per sè, per riprendere quelle sfere della sua vita come gli amici che sente siano compromesse. Un saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta relazionale/Napoli...

Ansia e Tristezza

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Cara Giulia, purtroppo non c'è nessuna regola per cui possiamo dirle quali sono le cause di questi tuoi stati d'animo, ognuno di noi è un universo meraviglioso ed unico. Per cui le consiglio di chiedere uno spazio per sè, magari ad uno psicologo della sua zona, privato o dell'asl, per darsi il tempo di immergersi nella sua storia, capire da dove nasce la sua mancanza di fiducia negli altri ed in se stessa per poi capire come può modificare tutto ciò e guardare alla sua vita con più leggerezza e gioia. Un saluto,...

Ansia cerco psicologa nella mia zona

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Cara Simona, il lavoro che ha scelto di fare su di sè è davvero molto importante e lo psicologo è solo una parte, uno strumento. Sarete in due a procedere , quindi se è vero che la scelta dello psicologo è fondamentale, non va neanche eccessivamente sopravvalutata. Scelga secondo i criteri che la fanno stare più serena (in base al consiglio di altri, raccogliendo informazioni, per sensazione ecc) non ha importanza, purchè senta di aver fatto lei quella scelta. Niente, inoltre, è definitivo, se non si sentirà capita, non le sembrerà utile quel momento ne potrà sempre parlare con lui o decidere di cambiare. Andare da uno psicologo significa affrontare una situazione nuova ed anche questa volta rischia di farsi dominare dall'ansia. Perchè non iniziare con il darsi la possibilità di fare qualcosa di diverso? ed affrontare una situazione nuova con maggiore leggerezza? In bocca al lupo! Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta relazionale/ Napoli...

Senso di colpa verso mio padre

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Cara CristalJoi, le emozioni che proviamo in famiglia spesso sono collegate al ruolo che svolgiamo o che crediamo di dover svolgere in particolare per soddisfare le aspettative degli altri. Nel suo caso mi sembra combattuta tra il ruolo di figlia e di compagnia per suo padre andando così ad occupare un vuoto che si è creato accanto a lui. Si chieda qual è quello che per natura le spetta maggiormente. Qual'è il suo ruolo, il suo posto? Quando si sta nel proprio ruolo , ci si può dispiacere ma niente di più perchè si sa che "non spetta a me". Inoltre, ciascuna persona è responsabile della propria vita e qualsiasi situazione è una scelta e se questo non sempre sembra vero (perchè a volte ci possono essere delle circostanze di vita su cui non si può intervenire) una scelta è sempre il modo in cui si decide di reagire a quella situazione. Nel caso di suo padre se lui sente la solitudine è una responsabilità sua, da adulto, rispondervi attivandosi nei modi che gli sono più congeniali. Allora lei che ruolo vuole avere?vuole fare la figlia o compagnia (compagna) d suo padre? Un saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli...

Perdita di sé

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Cara Silvia, difficile darle una ricetta. Da quello che scrive è chiaro che ha vissuto un'esperienza dolorosa su cui forse ha bisogno di ritornare per elaborarla al meglio, ma c'è anche da dire che difficilmente la nostra personalità dipende da singola esperienza. Le consiglio di darsi uno spazio, magari chiedendo ad uno specialista della sua zona per ritrovare se stessa e riuscire ad esprimersi al meglio. Cordiali saluti, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta relazionale Napoli...

Allontanamento dalla famiglia e attacchi di panico

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Cara Jasmine, secondo alcuni il termine "panico" viene dal dio "Pan" che amava fare degli scherzi e si nascondeva dietro le porte per far spaventare chi passava. Proprio come questa dispettosa divinità, il panico spesso sopraggiunge quando stiamo "entrando in una nuova stanza" ovvero quando stiamo vivendo una situazione di passaggio, un cambiamento, proprio come sta accadendo a lei. Questo sgradito ospite l'avvisa di doversi fermare e dare ascolto ai suoi bisogni, alle sue fragilità, magari quelle che cerca di nascondere. E allora di certo nessuno può dirle quale scelta sia giusta, ma credo che infondo lei già conosca i suoi bisogni. E' consapevole, come dice, di star chiedendo a se stessa qualcosa che è più grande di lei. E allora si ascolti, chieda aiuto e magari parli dei suoi stati d'animo con i suoi genitori e se vuole con uno psicologo che possa sostenerla in questa fase. Più sarà sorda ai suoi bisogni più il panico urlerà per farsi ascolta. Cordiali saluti, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Bisogno di parlare? (il punto di domanda è ironico)

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Cara Jennifer, a volte vorremo davvero che ci fosse qualcuno a prendersi cura di noi o addirittura a salvarci. Non esiste nessuno, tuttavia, che può farlo se prima non lo facciamo noi stessi. Dalle sue parole mi sembra che da molto tempo ha smesso di ascoltarsi e di volersi bene, occupandosi più degli altri e lasciando che le cose andassero da sole. Il rischio in questi casi è di perdere di vista se stessi, i propri bisogni, i desideri e di rispettarsi poco. Le suggerisco di rivolgersi ad un collega della sua zona o se preferisce all'asl per poter iniziare nuovamente a dare spazio a se e, perchè no, ritrovare il suo bel sorriso. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli, tel.3280273833...

Ho bisogno di aiuto

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Cara Rachele, non c'è una risposta immediata che possa risolvere il suo malessere, occorre mettersi in ricerca del suo significato ed è per questo che le suggerisco di rivolgersi ad un collega della sua zona. Questo non per la gravità del problema ma per poter capire il senso che ha per lei. Per quanto le possa sembrare spaventoso quello che le sta accadendo, nessun sintomo arriva per nuocere ma sempre come spia di qualcosa che da qualche parte non va, è pertanto utile perchè ci chiede, a volte in modo pressante, di prenderci cura di noi stessi, di fermarci un attimo. Spesso più non gli diamo ascolto, nel tentativo di mantenere la nostra vita così come è, più essi si fanno sentire forti. Forse è venuto per lei il momento per fare un viaggio dentro di sé e magari, chissà, scoprire che non solo è la ragazza allegra e sorridente ma è anche altro a cui non ha prestato attenzione. Diciamo...il momento per diventare più completa! Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicoterapeuta Relazionale Napoli- 3280273833...

Dieta

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Cara Pina, intorno all'alimentazione, e di conseguenza al peso, ruotano tanti fattori alcuni biologici, ereditari, molti altri psicologici. Sembrerà banale ma per raggiungere qualsiasi obiettivo occorre agganciarci al desiderio, senza non si va da nessuna parte. Molti dicono che per fare una dieta e portarla a termine occorra forza di volontà, ma non è così, o almeno lo è in parte. La forza di volontà è utile per decidere, ma è un concetto molto astratto che rischia di perdere la sfida contro le mille cose che ci piacciono non appena ce le troviamo davanti. Possiamo, piuttosto, rinunciare a qualcosa che ci piace sole in virtù di qualcosa che ci piace di più. E allora chiediti se desideri davvero dimagrire e perché. Come saresti magra? Prova ad immaginare! come cambierebbe la tua vita? e se questa fantasia ti piace, allora coltivala ed è a lei che devi fare appello quando devi decidere se mangiare o meno. Perché è questo che deve diventare: una tua libera scelta! Inoltre, prova a capire come usi il cibo?Per rabbia? per noia? per consolazione? Ben poco della quantità di cibo che ingoiamo ci serve realmente per saziarci, la maggior parte ha un valore strumentale, ci serve cioè per altri motivi e forse capirli, se necessario con l'aiuto di uno psicologo, potrebbe esserti utile. Un caro saluto, Dott.ssa Laura De Martino Psicoterapeuta Relazionale Napoli - tel 328 0273833...

Sono veramente stanca, io e mio marito urliamo e basta

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Salve Antonella, credo che una terapia di coppia sia la strada più utile nel vostro caso, ma vorrei fare una precisazione su cosa vuol dire fare un percorso del genere. Per terapia di coppia si intende una situazione in cui chi va in terapia è la relazione, di coppia appunto. Questo può sembrare una cosa estremamente banale, tuttavia è il presupposto per la riuscita e l'utilità di un simile approccio. Spesso, al contrario, accade che ciascun partner crede di sottoporre l'altro al parere di un esperto per aver man forte in quello che da sempre sostiene o per essere aiutato a cambiare e in alcuni casi "salvare" l'altro. Il risultato è che il coniuge si sente sotto accusa e decide di non tornare più in terapia, tornando, in tal modo, punto e a capo. Quando in terapia invece va la relazione ci si mette entrambi in discussione, cercando insieme le ragioni del disagio e della crisi del rapporto in cui le responsabilità sono Sempre di entrambi. Sottolineo il "sempre" perchè questo è vero anche nei casi in cui sembrerebbe oggettivo e palese che l'altro si stia comportando in modo scorretto. Bene, anche in quei casi c'è una co-responsabilità, se non altro per aver scelto quel tipo di partner e per scegliere di restare insieme. A volte i motivi affondando le radici in antichi bisogni spesso collegati all'infanzia o comunque alla vita di una persona e vanno pertanto conosciuti e compresi. Solo con un lavoro del genere sarà possibile capire come contribuisce anche lei alla gestione e al mantenimento del conflitto e quali sono le risorse per disinnescarlo. Qualora suo marito non volesse proprio sentirne più parlare di terapia anche se su questi presupposti, allora credo che potrebbe ad ogni modo essere utile a lei uno spazio in cui riflettere su se stessa e sul suo sentire e stare in questa relazione. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicoterapeuta relazionale Napoli...

Paura della morte

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Cara Maria Rosaria, capisco che il confronto con la morte sia inevitabilmente qualcosa che turba, che ci costringe a fare i conti con la nostra "umanità" e finitezza. Moriamo perché siamo vivi e questo è un paradosso dolorosissimo che spesso siamo abituati a risolvere negando la morte, comportandoci come se lei non esistesse, vivendo, così, con angoscia le situazioni che la ricordano. Le restituisco un insegnamento di un mio maestro che ha sempre sostenuto che la morte non va negata, ma interrogata. Come sarebbe la nostra vita se mettessimo la morte al nostro fianco, se la tenessimo presente? Sono sicura che la nostra vita avrebbe un valore ed un sapore ancora più intenso e forte. E allora, ben venga questo faticoso confronto con la morte se può esserle d'aiuto per vivere e per farlo ancora meglio! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta...

Ferie distrutte

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Salve Alex, purtroppo non esiste un modo rapido se non cure palliative con tranquillanti. Le suggerisco ad ogni modo di prendersi cura di sé in modo più approfondito senza il bisogno che siano i sintomi a doverglielo richiedere con urgenza, questo sarà sicuramente il primo passo per sottrarre loro potere. Una psicoterapia individuale potrà essere utile. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta...

Ansia e apatia

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Cara Hyuna , effettivamente occorrerebbe capire cos'altro è successo nella sua vita, a cosa può collegare questo suo modo di sentirsi. Da quello che scrive mi sembra che se ne siano andati i colori dalla sua vita, ma quale interruttore ha fatto succedere questo? Capirlo può esserle utile per ritrovarli. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Fuori dal mondo

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Cara Lexie, quello che dici mi fa pensare ad una confusione tra le proprie risorse e le proprie zavorre. Alcuni aspetti che ti descrivono potrebbero essere dei doni molto preziosi ed il problema sembrerebbe piuttosto quello di apprezzarli e di individuare le persone giuste con cui condividerli; altri come i troppi pensieri e l'indifferenza hanno più il sapore di modi attraverso cui cerchi di difenderti e che forse ti appesantiscono privandoti dell'energia che è fondamentale alla tua età. Credo anche io che un consulto psicologico possa esserti utile per trovare la leggerezza nella profondità ed imparare a valorizzarti. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta - Napoli...

Superare una storia finita

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Cara Angela, quando una storia finisce, sia stata facile o difficile, è sempre un piccolo lutto da elaborare. Ci sono tanti perché, ci si chiede cosa si poteva fare di più o di diverso, si ha paura e si diffida da altre possibili situazioni. Ogni relazione e anche la sua fine insegna qualcosa di noi stessi e stare dietro a questo processo richiede energie. Ma quanto è grande il contenitore chiamato Angela? scusa la domanda che sembra senz'altro bizzarra, ma voglio intendere che forse hai la possibilità di viverti questo dolore pur non identificandoti totalmente con esso, considerandolo un "cassettino", una parte di te ma non tutta te stessa. "Angela" è sicuramente anche altro oltre il dolore per questo amore, ci saranno, dei sogni, delle aspirazioni, dei desideri oltre al dolore. Puoi stare contemporaneamente in entrambi? Se così non fosse sono convinta che anche questo potrebbe dirla lunga su come vivi le separazioni e quindi le storie sentimentali ed esserti d'aiuto. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Non voglio più vivere

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Cara Splitmind, alla sua domanda "non so come uscirne" non posso che rispondere che può imparare a prendersi cura di sé e forse questa separazione dal suo fidanzato può darle la spinta per fermarsi e riavvolgere il nastro. Un percorso psicoterapeutico, unito eventualmente ad una cura farmacologica, potrà sicuramente esserle d'aiuto per rileggere ed elaborare quanto fin'ora accaduto nella sua vita, ma soprattutto per interrompere una storia fatta di dolori che rischia di ripetersi. Solo fermandosi e con l'aiuto di uno specialista della sua zona potrà diventare regista, autore e protagonista della sua vita!Coraggio! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Napoli...

Periodo di separazione, comportamento bambini

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Caro Francesco, una separazione è sicuramente un momento critico nella vita di una famiglia, "critico" nel senso di cambiamento. Indica, infatti, la rottura di un equilibrio precedente (anche se fatto di conflitti e liti familiari è in ogni caso un equilibrio) e la necessità di doverne riorganizzare uno nuovo, cosa che implica dover elaborare emozioni positive e negative, paure, fantasie e ristabilire i rapporti in modo nuovo. Come molti altri eventi, tutto ciò mette alla prova grandi e piccini ma di certo non è impossibile. I bambini, come spesso accade, diventano un po' la cartina di tornasole del clima familiare, nel senso che colgono i dolori e le tensioni, anche se non espresse verbalmente dagli adulti, e se ne fanno carico, esprimendole, come possono, con un disagio ad esempio. Suo figlio in questo momento sta esprimendo probabilmente un disagio che è di tutta la famiglia e che magari, per sensibilità riesce a cogliere ,ma non ha gli strumenti ancora per decodificarlo. Un modo per aiutarlo potrebbe essere prima di tutto di essere voi adulti a prendervi cura del vostro dolore. Lei tra l'altro scrive che questa separazione è stata un fulmine a ciel sereno, quindi immagino quanto poco "sereno" sia lei in questo momento. Se noi adulti siamo tranquilli in una situazione e ci occupiamo delle nostre emozioni, passiamo questa tranquillità anche ai nostri figli (e le ripeto, è qualcosa che va oltre ciò che si dice verbalmente). Sono convinta che se lei si prendesse cura dei suo dolore e del suo "nervoso" anche suo figlio starebbe meglio, se non altro perchè avrebbe la possibilità di creare con lui e con l'altro uno spazio in cui si possa parlare della separazione e di tutte le emozioni ad essa connesse. Qualora ne sentisse il bisogno anche un breve percorso di terapia familiare potrebbe essere utile a " separarsi bene" e a trovare così insieme un nuovo equilibrio. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli...

Timidezza estrema

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Cara Angela, hai esposto il tuo disagio, ma hai anche bloccato ogni possibilità vera di aiuto. Come evidentemente hai intuito può esserti utile parlare con i tuoi cari e rivolgerti ad uno specialista della tua zona. Se non puoi permetterti di chiedere aiuto nel privato e non vuoi farlo chiedendo ai tuoi genitori, ricorda che esiste anche la possibilità di farlo nel pubblico rivolgendoti all'asl di zona. Prendere consapevolezza del proprio malessere è importante, ma perché poi non concederti la possibilità di prenderti davvero cura di te stessa? Sembra che hai già deciso di sabotare ogni possibilità reale di aiuto e cambiamento. Pensaci. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Napoli...

Come posso fare?

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Cara Alexia, il passato che ci portiamo dietro influenza le nostre scelte, è lì che risiedono i copioni familiari che poi riproduciamo nel nostro presente, ma di certo non è il destino. Immagino che per lei potersi fidare sia qualcosa di difficile. La sua storia familiare le ha insegnato chissà quante cose tra cui che i rapporti possono finire, che ci si può far male. Per poter vivere serenamente in una relazione di coppia occorre fidarsi, ma non dell'altro, quanto di se stessi e della possibilità di superare e tollerare anche un'eventuale delusione. Ci sarà sicuramente il dolore ma anche la consapevolezza di non esserne distrutti. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Ho ansia di non volere più la mia ragazza

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Salve Mariano, le relazioni di coppia attraversano un percorso fatto di fasi fisiologiche e spesso evolutive. Dopo un periodo di innamoramento caratterizzato dalla voglia di stare solo con quella persona, dal bisogno di allontanare tutti gli altri e dalla tendenza a vederne solo i pregi, subentra una fase di amore più maturo, in cui si ha maggiormente la possibilità di vedere l'altro per quello che è, anche quindi con i suoi difetti, e nascono in questo modo i primi conflitti, o ancora si ha bisogno di dare spazio anche ad altri ambiti della propria vita ecc. In ogni caso è questo un momento a volte faticoso di riorganizzazione del rapporto così come era stato impostato fino a quel momento. Questo spesso viene vissuto come un calo del desiderio e letto come l'inizio della fine di un rapporto in una società come la nostra che ci insegna che dobbiamo vivere al massimo e provare sempre emozioni "a palla". Ovviamente può anche non essere questo il vostro caso ed effettivamente scoprirai di non voler più continuare con la tua ragazza, ma perchè viverla con tanta ansia?Puoi darti il tempo di fermarti, di sentire cosa sta succedendo ed esplorare? Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale...

Non riesco a risollevarmi

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Cara Annalisa, quello che mi colpisce dalla tua lettera è la descrizione di ruoli rigidi che hai dato a te e al tuo ragazzo. Tu sei quella che "pensa a se stessa", lui quello che "ti appoggiava sempre" ma le situazioni della vita spesso e per fortuna ci chiedono di rivestirne sempre di nuovi e a noi sta il compito di essere flessibili e di non lasciarci spaventare dalle nuove "NOI" che incontriamo. Ora che lui non riesce più a svolgere il suo ruolo e a rialzarti è un occasione per sperimentarti tu in modo diverso....A volte chiediamo agli altri di farci da "salvatori", aiutanti, medici, genitori caricandoli di compiti che non possono assumere, cosa che alla fine ci delude. Come può Annalisa essere quella che si rialza da sola? A chi puoi chiedere aiuto oltre al tuo fidanzato? E' questo forse il momento per scoprire nuove risorse dentro e fuori di te, Forse puoi prendere in considerazione anche la possibilità di un percorso psicologico personale nel privato o nel pubblico per essere aiutata a superare questo momento. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale...

Aiuto

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Cara Sabri, nel corso della crescita può capitare di vivere dei momenti di disagio che a volte sono specificamente collegati ad eventi e situazioni vissuti che in qualche modo ci procurano dolore anche se non ne siamo immediatamente consapevoli. Altre volte tali momenti sono connessi a compiti evolutivi che la fase della vita che stiamo attraversando ci chiede di affrontare (ad esempio concludere un ciclo scolastico, fare delle scelte per il nostro futuro, accettare di star diventando grandi e altro ancora). E' importante che tu ti possa concedere uno spazio per fermarti e dare un senso a quanto stai provando e purtroppo questo sul web è troppo limitato per consentirti di approfondire. Parlane con i tuoi genitori e prendi in considerazione la possibilità di rivolgerti ad uno psicoterapeuta della tua zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

bambina isolata

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Salve Cristina, nella mia esperienza lavorativa entro sempre più spesso in contatto con ragazzini e famiglie che vivono situazioni simili che spesso assumono le forme di vero e proprio bullismo molto frequente nella fascia preadolescenziale e quindi in quella di sua figlia. Nel caso delle ragazzine è più velato e indiretto, in quanto raramente si arriva a scontri diretti (come nel caso dei maschi), si esprime, infatti, spesso attraverso il pettegolezzo o l'esclusione. In ogni caso è motivo di forte disagio per i ragazzini in quanto la sfera relazionale è una parte importante della loro vita. Nel suo caso occorrerebbe approfondire alcuni aspetti. Mi chiedo, infatti, come stia sua figlia in altri contesti in quanto quello scolastico è solo uno dei possibili universi relazionali da cui può attingere.Fa, ad esempio sport, ha delle amiche estive, frequenta associazioni o luoghi di ritrovo? Sarebbe infatti interessante capire come si relaziona in tali circostanze e soprattutto darle la possibilità di esperienze sociali maggiormente gratificanti. In tal caso potrebbe sicuramente attingere da tali esperienze strumenti e competenze da portare con sè nel mondo scolastico o comunque imparare a relativizzare l'esperienza in questo contesto. Resta però importante che anche a scuola si possa sentire a suo agio per consentirle di frequentarla con piacere e per evitare il rischio di ricadute sul rendimento. Non capisco, pertanto, cosa intende dicendo che per le maestre è tutto ok. Ciò che mi sembra abbia la precedenza è il vissuto della ragazza e chiedere alle insegnanti un'alleanza per facilitare la costruzione di un gruppo sereno. Spero di esserle stata di esserle stata d'aiuto, saluti Dr.ssa Laura De Martino Psicolgo, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Ansia depressione oppure ho una vera malattia

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Cara Marcella, da quanto scrivi capisco che il tuo corpo è diventato protagonista della tua vita, sono tanti i pensieri, le azioni, le emozioni che gli rivolgi e mi chiedo a cosa tu stia invece sottraendo attenzioni. A volte, infatti, si finisce con il concentrarsi su qualcosa proprio per non occuparsi di qualcos'altro che, per quanto ti sembrerà strano, spaventa ancora di più. Ecco che forse le paure per il tuo stato di salute stanno al posto di qualche altra paura che senti ancor più fuori dal tuo controllo. Questi ovviamente sono solo dei possibili spunti di riflessione, ma credo che sia importante che tu ti conceda uno spazio di psicoterapia per "prenderti cura" di te effettivamente, nel tuo insieme. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napoli...

Mi sento oppressa

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Cara Alessia, spesso tra genitori e figli si crea distanza che a volte può essere fisiologica per accompagnare una fase di svincolo e di ricerca dell'indipendenza, altre volte crea rigidità e sofferenze davvero enormi. Ci vuole un continuo lavoro, fatto sostanzialmente di dialogo in cui sia però possibile portare davvero se stessi, ovvero parlare di sè di come ci si sente, cosa si prova e dove l'obiettivo è conoscersi reciprocamente piuttosto che averla vinta sugli altri. A volte i genitori fanno fatica ad adeguarsi alla crescita dei propri figli e finiscono con l'utilizzare gli stessi schemi di comportamento di quando erano piccoli proprio come dici tu. Anche loro hanno delle difficoltà ed anche loro devono di volta in volta imparare ad essere genitori di un bambino piccolo, di un adolescente, di un giovane adulto e di un adulto e anche per loro può essere una novità disarmante. Insomma siete una "squadra" ed insieme dovete trovare il modo per cooperare il più possibile l'uno alla crescita dell'altro. Se incontri particolari difficoltà puoi chiedere ad un terapeuta familiare di aiutarti accogliendovi tutti in uno spazio appunto di "famiglia" per sostenervi in questo processo. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Credo di essere depresso

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Caro Michele, mi colpisce il modo in cui affronti le questioni sentimentali, sembra che per te la cosa più importante sia metterti al pari dei tuoi amici e stare al passo. Insomma sembra che hai più voglia di fidanzarti punto, che di stare con una specifica persona perché questa ti ha colpito in modo particolare. Voler essere al pari con gli altri è frequente alla tua età per sentirsi bene, ma è importante che impari ad ascoltare i tuoi di tempi e a non lasciare che siano gli altri ad imporre i loro. Ogni persona ha il suo personale percorso, c'è chi va più veloce in alcune cose chi in altre e paragonarsi agli altri non serve a nulla se non a buttarsi giù con il morale. Lasciare che accada questo tra l'altro non ripaga in campo amoroso dove è molto importante l'energia positiva che si trasmette. E allora impara ad aspettare, le cose arrivano quando tu sarai davvero pronto. Buon divertimento! Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Paura di amare

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Salve Giulia, costituire una coppia solleva inevitabilmente aspettative, bisogni e paure legati alle relazioni significative che abbiamo avuto, ovvero a storie passate, ma soprattutto al rapporto con i nostri genitori e alla relazione tra essi (in quanto è la coppia che nel bene e nel male ci ha fatto da modello) o con altre figure di riferimento della nostre vita. Questo significa che ciò che proviamo e ci accade con la persona che "scegliamo" nel presente ha, inevitabilmente, a che fare con l'universo di emozioni vissute nel nostro passato ed è lì che occorre guardare per "sbloccare" eventuali difficoltà attuali. Le suggerisco, pertanto, di darsi l'occasione di un percorso psicoterapeutico che le consenta di capire da dove nasce questa sua difficoltà. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Difficoltà chiusura percorso psicoterapia

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Cara Serena, sento forte la sua paura della dipendenza, la paura di non poter più far a meno di un rapporto, ma mi colpisce anche che più volte ha ripetuto che in questo momento delicato sente ancora il bisogno di uno spazio per lei. Come sono connesse le due cose? E soprattutto quanto quello che lei sta sperimentando in seduta riguarda quanto sta accedendo a sua madre? A volte la paura di perdere una persona ci spinge a reagire affermando la nostra indipendenza perchè temiamo di non farcela poi senza di lei....Credo che sia molto importante che lei Giulia possa portare ancora tutto ciò alla sua terapeuta, in quanto il modo in cui sta vivendo questo legame parla del suo modo di stare in relazione con le persone anche fuori dallo studio e delle paure e delle angosce che tali relazioni le sollecitano. Sono convinta che sarà uno spunto ottimo per approfondire ulteriormente la conoscenza di sè nella sua psicoterapia. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Mi sento sola

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Cara Refka, da così pochi elementi non so dirle se è depressa, ma sicuramente sta vivendo un periodo di sofferenza e dolore. Oggi c'è la tendenza a patologizzare simili momenti dandogli subito l'etichetta di "depressione", a volte lo sono davvero, il più delle volte no ed in questi casi un simile atteggiamento rischia solo di spaventare o di far sentire "malati" . La vita è come un elettrocardiogramma, ci sono momenti di picchi e momenti di bassi proprio perchè siamo, appunto, vivi. Questo vuol dire provare delle emozioni e non lasciarsi spaventare quando sopraggiungono quelle negative come la rabbia o la tristezza. Non occorre spaventarsi, appunto, ma accoglierle e dare loro un senso per poterle usare al massimo. Se proviamo tali emozioni è perché qualcosa ci ferisce, qualcosa non ci piace e dunque sono un valido strumento da cui partire per poter cambiare alcune cose, migliorare la propria vita. Le consiglio, pertanto, di richiedere uno spazio di psicoterapia in cui poter guardare affondo dentro queste emozioni, ascoltarle per poter cambiare nella direzione che maggiormente desidera. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Smembrare un gruppo di persone?

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Salve Marco, la letteratura sull'argomento è molto vasta, sono stati studiati a fondo i gruppi di lavoro per poi interessarsi a gruppi più allargati come la società e soprattutto ci si è soffermati sul gruppo primario che è la famiglia. Non mi voglio addentrare in spiegazioni teoriche e passare in rassegna tutte queste teorie o i vari schematismi che ne sono derivati. Vorrei più che altro passarle due aspetti che sono molto semplici e che da soli però possono spiegare dinamiche molto complesse. Il primo riguarda il fatto che in qualche modo ciascuno di noi "si porta la propria famiglia dietro". Con questo voglio dirle che proprio perchè la famiglia è il primo gruppo di cui facciamo esperienza, esso offre una sorta in imprinting e ciò vuol dire che il nostro modo di stare negli altri gruppi dipende largamente da ciò che abbiamo vissuto e viviamo in famiglia. E' lì che apprendiamo le "regole" dello stare in gruppo e i ruoli e le funzioni che abbiamo assunto li rigiochiamo anche fuori in altri contesti gruppali. Ovviamente la cosa non è così cristallizzata, c'è sempre possibilità di correzioni reciproche ma questo implica un lavoro su di sé che non tutti fanno, in genere si vive con il pilota automatico e nell'inconsapevolezza. Il secondo aspetto riguarda la fatica di avere rapporti a due. Quando parliamo con una persona spesso parliamo di altri, se siamo arrabbiati o dispiaciuti di qualcosa con questa spesso lo diciamo ad altri ma, soprattutto, nei nostri rapporti sempre più difficilmente parliamo di noi, dei nostri stati d'animo, del nostro modo di essere, pensare e vivere la vita. Questo, ovviamente e comprensibilmente, perchè farlo è davvero difficile, così parliamo dei fatti, parliamo di cose, di altro. Basti pensare a quanto forse è stato difficile anche per lei poter scriverci di ciò che prova ed ha preferito parlare tanto in generale... Succede così che ci si nasconde, dietro persone, fatti, teorie, appunto, e la conseguenza è la costruzione di rapporti non autentici, soggetti al tempo, all'intromissione di persone, rapporti che esistono se si fanno delle cose insieme, se si appartiene allo stesso gruppo, ma che, in caso contrario, proprio come sottolineava lei, svaniscono. Ecco, Marco, altro non so dirle, o meglio, altro non credo sia utile sapere. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Incapacità di relazione

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Caro Luca, non mi è chiaro da quanto tempo ha chiuso la storia precedente, ad ogni modo se nota un cambiamento a seguito di quest'esperienza, immagino che c'è qualcosa di non realmente concluso, di non elaborato. Separarsi non è mai facile, è un processo che continua anche quando di fatto la storia è finita, proprio perché il nostro mondo emotivo "gira" più lentamente rispetto agli eventi, che spesso, al contrario, sono troppo veloci. Quando scrive "come se fossi sfiduciato dall'inizio" mi fa pensare che c'è qualcosa che ha lasciato in quella storia. Forse è il caso di ritornarci seppure solo mentalmente ed emotivamente per poter capirne meglio le responsabilità, individuare cosa sente di aver preso e cosa invece vuole lasciar andare, non vuole prendere per non appesantirsi. Solo così potrà chiuderla definitivamente evitando che continui a condizionare il suo modo di guardare al suo futuro relazionale. Cari saluti Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Mi dite cos'ho che non và?

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Cara Marialuisa, diventare consapevoli di avere un problema è sicuramente un primo importante passo, il secondo è quello di chiedere aiuto e anche questo lei oggi lo ha fatto. Tuttavia non credo che questo possa essere il luogo in cui ricevere tale aiuto in modo esaustivo. Le suggerisco, piuttosto, di prendere in considerazione l'idea di effettuare un percorso di psicoterapia. Se non può permettersi al momento di rivolgersi ad uno studio privato può indirizzare la sua richiesta all'Asl di riferimento. E' quello il contesto in cui potrà ricevere un ascolto attento e prendersi lo spazio per approfondire quali vissuti della sua vita hanno influenzato il suo rapporto con il cibo e con gli uomini e soprattutto per trovare le risorse e le possibilità di cambiamento per vivere appieno. Le faccio i miei più cari auguri di buon percorso Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Ritrovare me stessa... ne ho bisogno

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Cara M. il lavoro più duro è accettare ciò che è stato, ciò che non può più essere cambiato, potersi dire "è andata così". E' però altrettanto duro, ma fondamentale potersi prendere la responsabilità di ciò che ancora può essere cambiato e fatto...della propria vita. "Da quel giorno la parte migliore di me è andata persa" come può essere accaduto? Perchè ha scelto di farla andare via? e come può fare per farla tornare? questa è una sua responsabilità, è quello che può ancora essere cambiato! decidere di prendersi quella parte significa forse decidere di riprendersi papà vivo. Piuttosto che restare ancorata a quel singolo momento, quello della sua morte, può scegliere di restare legata alla vita di papà? e raccogliere così tutta l'eredità (i valori, gli atteggiamenti, le emozioni) che le ha regalato crescendola? Questi sono ovviamente solo degli spunti di riflessione e di lavoro. A volte elaborare un dolore come la perdita di un genitore può richiedere tempo...tempo per entrare in contatto con la rabbia, il dolore, la paura e tutte le emozioni che possono collegarsi ad un simile evento, è per questo che se ci si sente in difficoltà può essere utile chiedere un sostegno psicologico per poter attraversare tali emozioni ed elaborare. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Napoli...

Sono sempre arrabbiata con mio marito

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Cara Barbara, mi colpisce, ma non mi sorprende, che dopo averci raccontato brevemente la situazione lei stessa, ha, in qualche modo individuato una possibile motivazione alla sua condizione. Da quanto dice sembra che ha puntato tutto su suo marito, sulla relazione con lui, ha fatto delle scelte basando tutto su di lui e mi chiedo se non si aspetta forse un "risarcimento" . La sua felicità sembra dipendere esclusivamente da questa relazione ed in questo modo la carica di un perso inevitabilmente eccessivo. L'aspettativa che debba trovare soddisfazione e felicità solo dal rapporto con suo marito è destinata ad impattare contro la delusione, da qui la rabbia ed il risentimento. Mi chiedo e le chiedo come può spostare il centro da suo marito a lei? Capisco che le condizioni geografiche costituiscono un limite ed una difficoltà, ma c'è un modo creativo che le consenta di trovare una sua soddisfazione ed una felicità da condividere con suo marito, piuttosto che farla derivare da lui? Sembrerà uno scherzo ma credo che l'unico esercizio che può fare è quella di spostare il centro su di lei e di praticare la creatività, quella che sola può superare anche gli impedimenti pratici. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Sono confusa

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Cara Lara, l'inizio di una storia d'amore e la condizione di innamoramento che si vive è un momento di grande esaltazione, ci si sente forti, imbattibili, di non essere mai stati capiti come ora e la bellissima sensazione di essere speciali l'uno per l'altro. In questo modo viene naturale fantasticare ed immaginarsi un futuro insieme e anche se, come spesso succede questa fase idilliaca cede il passo ad una di maggiore disillusione, non è detto che non si riesca con gioia a realizzare quanto auspicato. Mi incuriosisce, tuttavia, che tu ponga questa domanda ed ho la sensazione che ci sia un pensiero o una paura a motivare questa richiesta che tu non hai esplicitato e che forse tu stessa non hai ancora messo a fuoco . Che ne pensi?Quale potrebbe essere? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

È bisessuale?

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Salve Grand Rome, immagino il dolore e il senso di impotenza che probabilmente sta provando nel sentire un dolore e non poterlo esprimere. Leggendo la sua domanda mi veniva in mente una parola "autenticità". Forse perché sento che per lei è davvero difficile esserlo anche con le persone a lei più care come la sua migliore amica e con questa situazione tanto dolorosa e particolare forse ne paga il prezzo. Se è vero questo è tuttavia vero anche che proprio da questa esperienza può forse trarre la spinta ad esserlo in futuro, a venire più fuori consentendo alle persone che le sono vicine di conoscere i suoi sentimenti e di rispettarli. Quello che le sto prospettando è un lavoro molto complesso che passa per l'accettazione di sé e dell'assunzione di un rischio sempre connesso al farsi vedere ed è per questo che forse potrebbe esserle d'aiuto un percorso psicoterapeutico. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Come farlo dimagrire?

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Cara Annalisa, mi colpisce quanta importanza stia dando alla questione del sovrappeso e mi chiedo se intorno a questo tema non si stia giocando qualcos'altro tanto da renderla una questione vitale. Cosa significa per lei "riuscire a farlo dimagrire"? A volte combattiamo con gli altri delle battaglie che in realtà riguardano noi stessi e questo giustifica l'accanimento che ci mettiamo. Credo che possa essere utile per voi un percorso di consulenza di coppia per capire appunto come la questione del sovrappeso si inserisca nel vostro rapporto e lo condizioni, ma soprattutto come possa essere usata per la crescita individuale e relazionale. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

È sbagliato sentirsi superiori agli altri?

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Cara Alessandra, leggendo la sua lettera pensavo a quanto il senso di superiorità possa essere collegato alla diffidenza nei confronti degli altri e di conseguenza a quanto questo faccia sentire la sensazione di essere soli . Ed infatti leggendola mi arrivava una sensazione di solitudine e di paura per le cose che si troverà ad affrontare. Ma mi chiedevo è poi davvero sola? Per quanto possano essere lontani i suoi genitori sono convinta che un legame non si spezza con la distanza e che si possano trovare creativamente delle possibilità per mantenere la vicinanza emotiva e farsi sostenere nei momenti di difficoltà. L'idea di un padre così eccellente nella capacità di ascolto forse farà si che tutti gli altri sembrino incapaci al suo cospetto ma questo le impedisce di prendere, seppur minime cose, dagli altri. La invito a riflettere se è proprio vero che dagli altri non si può prendere niente o se forse il suo atteggiamento diffidente e la convinzione che nessuno la possa capirla bene come papà non influenzano i suoi rapporti e quindi anche la possibilità delle persone con cui si relaziona di accoglierla, di capirla, di darle qualcosa. Come pensa, infatti, si possano sentire le persone dinanzi ad una persona che è convinta che nessuno la capirà?forse la percepiscono distante, inavvicinabile, forse si possono sentire giudicati... Un caro saluto, dr.ssa Laura De Martino Psicologa,Psicoterapeuta Relazionale Npoli...

Paura di non piacere alle ragazze

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Salve Luca, quanto potere sta dando a questi ragazzi delle superiori? Ha mai sentito parlare delle profezie che si auto-avverano? Sembra, infatti, che quando siamo convinti di qualcosa "Tanto non piaccio a nessuna ragazza" facciamo si che questa idee influenzi il nostro comportamento, il nostro atteggiamento verso noi stessi e gli altri ed è proprio così facendo che finiamo con il far realizzare quello che più temevamo e che non avremmo mai voluto che accadesse, nel suo caso: non piacere. E' infatti sotto gli occhi di tutti, sia nella vita di tutti i giorni che nel mondo dello spettacolo, che uomini oggettivamente non bellissimi hanno successo. Quello che pensiamo di noi, il nostro atteggiamento verso noi stessi influenza le opinioni degli altri molto più del nostro aspetto reale. Da quello che scrive mi sembra che sta dando veramente troppa importanza agli altri. La questione non è perchè gli altri mi insultano e non mi trattano bene (dietro un pc è facile sfogare la propria aggressività che magari nasce ed è legata completamente ad altre situazioni), ma quanto lei si tratta bene. E credo che dando più importanza agli altri non lo fa sicuramente. E' lei che deve imparare a piacersi, a valorizzare i suoi aspetti e vedrà che quando lei sarà convinto di poter piacere, piacerà! Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-relazionale Napoli...

Problemi con il mio ragazzo

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Cara Annalisa, ha descritto i motivi per cui vuole lasciare il suo compagno ma non quelli che la trattengono. Cosa le impedisce di separarsi?quale idea, paura, sentimento?Cosa la lega ancora al suo compagno? Paradossalmente la scelta di una separazione dipende più da ciò che unisce che da ciò che separa... Ci rifletta... Un Caro saluto Dr.ssa Laura De MArtino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Cosa dovrei fare?

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Cara Milena, sembra che questo sia un periodo di cambiamenti non semplici per lei, ma anche per il ragazzino che avrà lasciato casa, scuola, amici e per suo marito per il quale, immagino, non deve essere semplice riuscire a gestire queste tensioni che lo coinvolgono da più parti. Un periodo di rottura di equilibri precedenti anche, visto che lei e suo marito fino a poco tempo fa avevate il vostro spazio di coppia e poi avete dovuto accogliere un terzo. Proprio per queste caratteristiche è un periodo che necessita di una riorganizzazione e di nuove regole e nuove modalità relazionali. Da quello che scrive sento una poca complicità con suo marito per quanto riguarda la nuova gestione della vostra famiglia, ma credo anche che questo sia qualcosa a cui si debba arrivare. La strada non può che essere quella di chiedere aiuto a suo marito, di dirgli come si sente senza muovere accuse e di pensare che in qualche modo dovete funzionare come una "squadra" in cui ciascuno può fare il suo contributo. In questi casi anche un breve percorso di coppia può aiutare nel sostenere una nuova riorganizzazione della coppia che possa realmente includere anche un terzo senza per questo dover essere penalizzata. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Può avermi mentito sul fatto di frequentare un'altra per paura?

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Cara Sara, purtroppo non è facile capire i reali sentimenti e intenzioni di una persona, si finisce con il fare mera "dietrologia" per poi probabilmente essere fuori strada. Nulla può essere realmente utile come il chiedere all'altro una maggiore chiarezza e, almeno da quello che scrivi, lui non sembra esserlo stato. Cosa vuol dire "mi sto vedendo con un'altra ed era giusto per vederci"? A volta mi sembra che per paura di essere "appiccicose" e nel tentativo di essere "orgogliose" ci facciamo trattare proprio male, accettando la qualunque che ci viene detta. Credo che occorre chiedere definizione, chiarezza alle persone ed è anche in questo modo che è possibile "pesarle" e capire se ne vale la pena. Che ne pensa? Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Sognare persona morta ed essere consapevole

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Cara Elisabetta, sembra che i sogni ci consentano di mantenere vivo il legame con i cari che abbiamo perso, ma hanno, in generale, anche la funzione di permetterci di elaborare i nostri vissuti. Forse, questa esperienza di malattia della nonna e poi la sua scomparsa, lei ancora non l'ha pienamente "digerita", metabolizzata. Le consiglio di ritornare a quel vissuto, alle sue emozioni, a come si è sentita, a cosa ha fatto e a cosa avrebbe voluto fare, a ciò che ha compreso o non compreso o accettato. Quando avrà fatto "pace" con questo doloroso evento, forse non avrà più bisogno di sognarlo. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Si è chiuso in casa e evita di vedere il mondo

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Caro Marco, purtroppo non è con una mail che può risolvere i problemi al suo amico, come, infatti, sicuramente immagina occorre che lui intraprenda un percorso psicoterapeutico che lo coinvolga attivamente , è solo così che potrà esternare le sue emozioni, mettere mano alla sua storia passata, scoprire le risorse e le potenzialità che forse in questo momento non si riconosce per progettare e affrontare il suo futuro. Qualora si rifiutasse potrebbe consigliare alla famiglia di intraprendere tutti insieme (il suo amico compreso) una terapia famigliare in quanto in qualche modo egli esprime una difficoltà che riguarda anche la sua famiglia e questa potrebbe essere coinvolta in un cambiamento che consenta anche a lui di superare le sue difficoltà. Ad ogni modo, Marco, attraverso la sua lettera ho sentito la sensazione di impotenza e forse anche di rabbia che credo lei possa provare. Come le sarà capitato anche a lavoro, spesso vorremmo che le persone a cui vogliamo bene o di cui vediamo le potenzialità facciano qualcosa, riprendano in mano la propria vita, ma non sempre questo accade e sarebbe un rischio pensare di sostituirsi attivandosi a loro posto. Occorre piuttosto lavorare sui propri stati d'animo, frustrazione, rabbia, impotenza e, per quanto difficile, accettare, a volte, di dover lasciare andare al proprio destino... Un caro saluto, Dr,ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Non capisco più nulla

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Caro Dreaman, la chiusura di una storia d'amore porta con sè inevitabilmente tanto dolore, è un lutto che necessita di tempo per poter esser elaborato ed è sicuramente difficile per chi, come scrive, aveva puntato tutta la propria soddisfazione e realizzazione sulla persona amata. Con lei in questo caso va via anche il senso del proprio valore, la fiducia in una propria realizzazione e il senso della propria vita. Credo di capire come si sente, ma credo anche che proprio per questo, se saprà utilizzare questa esperienza, per quanto dolorosa, potrà essere un momento di svolta importante nella propria vita. L'intensità del dolore che ora sta provando è la misura del fatto che è davvero rischioso ed insano basare la propria felicità su un'altra persona. Le si da un potere eccessivo, quasi di vita o di morte su di noi. Ci si mette in una situazione di dipendenza mortifera di cui inevitabilmente qualunque rapporto non può sopportare il peso. Di conseguenza si rischia di spingere, contro la propria volontà, quella storia d'amore verso la sua chiusura pagandone poi un prezzo molto alto in termini di sofferenza come le sta accedendo in questo momento. La persona che deve stare al nostro fianco deve poter "condividere" la nostra vita, non può "essere la nostra vita"! E' un peso troppo grande che difficilmente una persona potrebbe sopportare. E allora che questo dolore sia per lei da spinta per riprendere in mano la propria vita in tutti i campi e non solo in quello d'amore, quello verrà di conseguenza. Si ricordi che molti uomini di successo hanno vissuto momenti in cui si sentivano falliti ed il lor merito è stato quello di trasformare questa sensazione in una spinta! Anche quando sembra che non ci sia niente da fare, c'è sempre qualcosa da fare, occorre solo riprendersi il potere che ha attribuito agli altri (in particolare alla sua fidanzata) per centrarlo su di sé. E vedrà che tutto comincerà a muoversi come lei desidera. Sono inoltre convinta che il supporto di uno psicoterapeuta in questa fase le possa essere molto utile. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Apatia

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Caro/a An, ad una domanda tanto telegrafica, non posso che rispondere che l'unica strada contro l'apatia sia entrare in contatto con i propri desideri e guardare verso quelli. Lei conosce i suoi? quelli autentici? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta Sistemico-relazionale Napoli...

Problemi con mia madre e mio fratello

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Cara Rachele, sta vivendo una fase della vita molto delicata che è quella di prepararsi a separarsi dalla sua famiglia completando il suo processo di crescita e diventando a tutti gli effetti "adulta". Questo comporta un lavoro delicato volto a rivedere e tentare di risolvere antichi conflitti per poter in tal modo andare via "senza sbattere le porte" ma potendo riconoscersi appartante alla sua famiglia e grata per i doni ricevuti. Di per sè questo passaggio come dicevo è molto delicato e in alcuni casi può essere davvero molto utile avere uno spazio in cui poter attraversare le emozioni ad esso connesse e risolvere vecchie questioni. Se, infatti, è molto difficile cambiare i propri familiari e sicuramente nessuno può avere la pretesa di farlo, è possibile, tuttavia, imparare a reagire in modo diverso, a trovare, cioè il modo per stare meno male per i loro comportamenti. Le consiglio pertanto di contattare uno psicoterapeuta della sua zona per poter essere aiutata in tal senso. Un caro saluto dr.ssa Laura De Martino Psicologa Clinica e Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Problemi psicologici

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Salve Ivan, aumentare la consapevolezza di sé, della propria storia, delle emozioni provate può sicuramente aiutare a capire come vivere il proprio presente e come scegliere il proprio futuro. Consente di vivere in modo meno "automatico" e liberarsi da ciò che può essere causa di dolore o comunque malessere. Un caro saluto dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta Relazionale...

La mia relazione scricchiola

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Cara Sava, a volte si ripetono schemi di comportamento che a lungo andare possono far male non solo alle persone accanto ma soprattutto a se stessi. Come e perchè sono stati acquisiti non è sempre accessibile alla nostra coscienza ma capirlo può fare la differenza per aumentare la consapevolezza di sè, per agire non come se ci fosse un programma precostituito che è sempre lo stesso, ma in virtù di scelte più consapevoli. Credo che un percorso psicoterapeutico anche breve può esserle molto utile in questo senso, pertanto, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta Relazionale...

Coppia

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Cara Mery, detta così mi viene da chiederle semplicemente di fermarsi a riflettere su come vive il conflitto e la rabbia e cosa questi due elementi significano per lei e per la sua storia. A volte abbiamo difficoltà a stare nella rabbia, a contenerla e a canalizzarla in modi costruttivo. Così come spesso accade che percepiamo il conflitto come qualcosa che può solo distruggere . In questo modo non ci concediamo di usare rabbia e conflitto in modo utile per promuovere cambiamenti, per consentire all'altro di conoscerci meglio, per far rispettare i nostri bisogni. Che ne pensa? Un caro saluto Dr.ssa Lura De Martino Psicologa clinica, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Disturbo ossessivo compulsivo: come comportarmi?

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Caro Daniele, la strada è quella che già ha intrapreso ovvero di una terapia farmacologica questa però non può essere l'unica strategia, ma è utile che sia associata ad una psicoterapia. Solo così potrà infatti capire e risolvere le sue ossessioni. Le suggerisco, pertanto di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli...

Come sopravvivere dopo aver chiuso un rapporto logorante?

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Cara Sara, come spesso ripeto l'unico modo per separarsi è capire cosa tiene uniti e nel suo caso, in base a quanto scrive, questo è quanto mai vero. A volte rispondiamo a questa domanda con la parola Amore, ma in realtà questo non è sufficiente perchè non è un caso che si ama proprio una determinata persona. Cosa la spinge ad amare una persona che le procura dolore?Spesso ci troviamo a vivere delle storie che seppure ci fanno male ci consentono di rivivere e risperimentare vecchi conflitti, dolori che ci hanno riguardato in un altro luogo, in un altro tempo, con altre persone per provare a sistemare tali questioni o a correggerle, a cambiarle. Ecco così che ci intestardiamo ad amare una persona, ripetendo la stessa situazione tante e tante volte. Ci troviamo ad ingaggiare una vera e propria lotta per cambiare quella persona, per cambiare il finale, per cambiare l'immagine che di conseguenza abbiamo di noi stessi. Tuttavia, la persona del presente spesso centra ben poco, tutto ciò ha piuttosto a che fare, come dicevo, con altre persone magari più significative della nostra vita. Le suggerisco allora di fermarsi e di pensare quale battaglia sta ripetendo? Cosa c'è dietro a questa storia? Le potrebbe essere utile anche un breve percorso psicoterapeutico per essere aiutata in un simile lavoro di ricerca. Credo che farlo le può essere molto utile in quanto il rischio è che cambiando partner la situazione si possa ugualmente ripetere e nuovamente si troverà nella situazione di dover dare senza ricevere, essere sospesa ad un filo e vivere il dolore dell'incertezza e dei continui abbandoni. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Papa peroccupato

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Salve Alfonso, mi sembra di capire che lei collega il cambiamento di umore alla conoscenza di questa ragazza, ma non mi è chiaro in che modo questa ragazza potrebbe aver inciso, è stata una delusione d'amore? Anche suo figlio collega il suo malessere a questa conoscenza?In che modo?Siete proprio sicuri che dipenda da questa conoscenza o non sia un modo per trovare un colpevole esterno? Come genitori credo che l'unica cosa che potete fare sia ascoltarlo, sostenerlo in questo momento e non dargli fretta di decidere cosa fare. Un rallentamento all'università può essere senz'altro recuperato con il tempo. Potrebbe, inoltre, essergli d'aiuto parlare con qualcuno e rivolgersi dunque ad uno psicoterapeuta anche per un breve periodo per ritrovare le proprie motivazioni all'università, mettere a fuoco un progetto alternativo e superare un momento difficile, A voi genitori il difficile compito di contenere, senza spaventarvi, la preoccupazione per un figlio lontano. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta, Napoli...

Separazione

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Cara Mery, purtroppo andare via di casa non vuol dire automaticamente separarsi emotivamente dalla propria famiglia di origine. Accade così che questa incida sulla coppia e la metta in crisi soprattutto nei momenti più delicati della vita come il momento della nascita di un figlio. Dicono che ci sono tre nemici di una coppia e la famiglia di origine è una di questi. Quando si costituisce una nuova famiglia occorrerebbe essere leali a lei, considerare la propria coppia sovrana, ma quando non si è portato felicemente a termine il processo di separazione dalla famiglia di origine ciò non accade, e si "tradisce" dando la priorità ancora alla famiglia di origine. Tuttavia, la nascita di un figlio come altri momenti è una fase molto delicata e non è detto che le cose accadano sempre in modo lineare e spontaneo, a volte si fa fatica, si commettono degli errori perchè si hanno delle difficoltà magari del passato che si ripercuotono nel presente e forse l'altro della coppia in qualche modo, seppure involontariamente, non ha aiutato...In questi casi può essere utile darsi del tempo, mettersi in una posizione di ascolto sincero dell'altro anche delle sue difficoltà ed un percorso di psicoterapia di coppia potrebbe essere un occasione per la coppia di essere aiutati a superare un momento critico. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta, Napoli...

I miei genitori

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Cara Sara, cosa dovrebbe fare? credo che l'unica cosa che può fare è restare centrata su di sé piuttosto che occuparsi della relazione tra i suoi genitori e delle questioni economiche. Come scrive, lei è la più grande, ma questo non vuol dire che debba essere lei a risolvere questa situazione, devono piuttosto potersene occupare i suoi genitori, come possono fare ovviamente, in base alle loro risorse e al meglio che riescono. Restare centrata su di sé significa ricordarsi di avere 18 anni, di essere figlia e di non essere onnipotente, non può, infatti, sostituirsi ai suoi genitori, né tanto meno pensare che ci potrebbe essere qualcosa che lei saprebbe fare meglio. Significa, infine, assumersi le proprie responsabilità di ragazza di 18 anni di cui non ci dice nulla...studia? lavora? qualsiasi sia il suo impegno è importante che lei si concentri su quello e che lo faccia al meglio. Sono sicura che di questo ne avvantaggerà non solo lei ma anche in qualche modo i suoi genitori. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Bassa autostima e non solo

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Cara Chiara, purtroppo devo segnalarti che questo portale è solo per maggiorenni. TI invito a parlarne con i tuoi genitori e a chiedere loro un aiuto, magari individuando uno psicologo della tua zona con cui poter parlare ed essere sostenuta nell'elaborare quanto ti è successo e soprattutto per fare in modo che ciò non condizioni più la tua vita presente e futura. Un caro abbraccio Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, PSicoterapeuta Napoli...

Tutto cio che faccio mi sembra sbagliato, vivo di sensi di colpa

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Cara Marta, leggendo la sua lettera ho pensato "deve essere proprio arrabbiata!" e mi sono sorpresa di questo mio pensiero perchè le sue parole non hanno mai menzionato questo vissuto, eppure in qualche modo me lo ha comunicato ...ho come l'impressione che c'è la rabbia e la difficoltà a dirselo, piuttosto protegge gli altri pur di non fare i conti con la sua rabbia. La invito a darsi la possibilità di fermarsi, magari attraverso un percorso psicoterapeutico, per affrontare il bagaglio di emozioni che si porta dietro dalla sua storia familiare. Solo conoscendolo potrà, infatti, rispettare e dare valore a ciò che prova lei ed interrompere la tendenza a non farlo, perchè, vede Marta, il rischio altrimenti è il ripetersi di situazioni in cui lei accetta di essere vittima degli altri. Il dare più valore a loro e poco a sè, il provare senso di colpa al minimo tentativo di farsi rispettare sono tutti elementi che la portano a giocare ancora una volta il ruolo di vittima, a subire ancora più o meno indirettamente le violenze e le prepotenze degli altri. Si conceda di lasciare tutto questo nel suo passato.... Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napoli...

Paura delle relazioni

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Cara Anna, si cresce con delle idee su di sé e spesso con l'obbligo di dover rispondere alle aspettative che gli altri, generalmente i nostri genitori, hanno su di noi. Questo può rappresentare una maglia molto fitta che blocca, non permettendoci di esprimere a pieno e liberamente noi stessi per paura di deludere, di tradire o di ferire. E' molto importante poter vedere di cosa è fatta questa maglia per potersene poi liberare. Le consiglio, pertanto, un percorso psicoterapeutico con un collega della sua zona proprio per poter fare questo e riuscire finalmente a godersi la vita, proprio come vuole lei! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napol...

Schiava dell'ansia e dell'apatia

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Cara Clara, la sua lettera mi ha fatto pensare alla corsa, alla fatica e alla competizione. Ho provato una sensazione di affanno, forse la stessa che prova lei? Ha nominato solo molto velocemente la parola "sogni", quali sono i suoi? Mi sembra, da quello che scrive, che sta molto in una dimensione del "dovere" e cognitiva, ma non crede di star tralasciando quella dei desideri e delle emozioni? Quanto spazio da a questi aspetti nella sua vita? Cosa le piace fare e quanto tempo gli dedica? Ogni impegno ed anche quello dello studio ha bisogno di energia, lei da dove la prende?come si ricarica? Forse questa battuta d'arresto che ha vissuto, può indicarle proprio la necessità di recuperare questi aspetti per poter fare il salto finale ma soprattutto per non vivere una vita affannosa e sterile. E allora la invito a cogliere questa opportunità, quella di ritrovare il suo "cuore", la parte passionale di lei, l'unica che potrà darle il combustibile necessario per andare avanti! Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napoli...

Situazioni sfavorevoli

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Salve Pietro, mi colpisce quanto scrive "il mio problema è che mi metto sempre in situazioni disperate" e che nota una costante nei suoi rapporti di coppia. Credo che questa sia un'importante consapevolezza e che potrà esserle utile chiedersene il motivo. Le cose non capitano mai per caso e non è a caso che si individuano le persone con cui ingaggiare una relazione sentimentale, nè tanto meno la decisione di restare al loro fianco. Spesso si tratta di vere e proprie "scelte" anche se inconsapevoli e automatiche, dettate da bisogni profondi. Mi sembra molto importante capire quali possano essere i suoi. Solo così, potrà interrompere questa che dal suo racconto sembra essere una vera e propria catena e scegliere un rapporto in cui poter star veramente bene. A tale riguardo un percorso psicoterapeutico è un'importante occasione per ampliare la conoscenza di sé e la propria possibilità di scelta. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napoli...

Adolescenza: giusto omologarsi?

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Cara Elena, sua figlia sta entrando in una fase della vita ricca di turbolenze emotive: il suo corpo presto cambierà e sarà diverso da quello da bambina, avrà nuove sensazioni, nuove abilità cognitive e probabilmente si troverà a vivere emozioni spesso contrastanti. L'adolescenza non è un periodo facile, si sente di perdere quelli che sono stati i punti di riferimento fino a quel momento e le certezze su di sè. E' proprio per questo che il gruppo degli amici riveste un ruolo fondamentale. Esso consente al ragazzo di non sentirsi solo, di capire che ciò che succede a lei o lui accade anche ad altri, di sperimentare le nuove abilità, di sentire che non si perdono solo delle cose ma si conquistano anche delle altre (come ad esempio piccoli spazi di autonomia), si dice agli amici quello che si sente di non poter dire a casa. Il gruppo è importantissimo dunque e l'omologazione non solo fa sentire parte del gruppo, ma allo stesso tempo crea un "tutto uguale" che in un mare di cose che cambiano rassicura. Se l'adolescenza è un periodo di turbamento per i ragazzi lo è ugualmente (se non anche di più) per i genitori! A voi il compito di trovare nuove distanze rispetto ai vostri figli non più bambini, o meglio a voi il difficile compito di adattarvi alla richiesta di diverse distanze dei vostri figli. Eh si perchè loro a volte si sentono grandi e vogliono fare da soli chiedendo distanza, altre volte si sentono bambini e chiedono vicinanza in un movimento continuo. Dunque a lei, cara Elena il compito di non rinunciare ad indicare la via e a trasmettere il valore della diversità e del gusto personale ma allo stesso tempo di consentire a sua figlia di sperimentare anche quelli che sono i suoi bisogni di omologazione. Se saprà proporre questi valori a sua figlia, sono sicura che lei ne farà buon uso non appena si sentirà pronta a lasciar andare un pò il gruppo, non appena si sentirà più sicura di sè e della donna che sta diventando. E lei Elena, è pronta a fare un passo indietro? Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Problemi con se stessi

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Caro Claudio, credo che lei ha già individuato la strada, o meglio quello su cui può lavorare ovvero il conflitto con suo padre ed le sue relazioni extrafamiliari. Questi sono temi molto importanti per la sua età che è proprio il momento della vita in cui occorre mettere mano alle più o meno complesse relazioni familiari per potersi svincolare, ovvero per poter costruire la propria vita di adulto autonomo. E' un processo duro ed è comprensibile provare emozioni intense e negative. Quello che vive è probabilmente legato proprio a questa fase in cui si trova, ma rispondere con chiusura e ripiegandosi su di sé rischia di non essere una modalità funzionale. Sono sicura che chiedere aiuto ad un professionista della sua zona per un percorso psicoterapeutico può consentirle di trovare delle strategie più evolutive ed utili. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Dormire con un cuscino

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Cara Martina, in psicologia, per sfortuna o per fortuna, non esistono una serie di segni ed il significato ad essi correlato uguale per tutti. Esistono solo le persone, dei mondi infiniti e tutti unici, misteriosi e affascinanti, da conoscere. Conoscere credo sia proprio quello che può fare lei, dandosi il tempo, incuriosendosi e interessandosi all'altro, magari aprendo delle finestre di racconto di sé reciproco, creando intimità, quella vera. Ma questo richiede non solo un pò di tempo ma anche una certa dose di rischio. Lei Martina, sente di poterlo correre? Dalla sua richiesta percepisco paura, paura di ciò che non conosce, di fidarsi e forse di ferirsi? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napo...

Ansia e test hiv

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Caro Marco, a volte abbiamo proprio bisogno di una paura ben precisa e netta. Come bisogno, mi chiederà? Per quanto possa sembrarle strano, tali paure, che in alcuni casi prendono la forma di vere e proprie ossessioni, ci servono per agganciare ed esprimere un'angoscia, un malessere diffuso e ancora senza nome ben più profondo. Questo, infatti, proprio perchè non ha un nome, o perché è percepito come qualcosa che può davvero distruggerci, non deve essere contattato. Ecco, allora, che a lui "preferiamo" un'altra angoscia, magari circoscritta come nel suo caso. Il mio invito è allora a capire quale malessere o paura nasconde questa dell'hiv ed occuparsi di quella. L'aiuto di uno psicoterapeuta della sua zona le potrà sicuamente servire. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta - Napoli...

incompresa persino da me stessa.

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Cara Alice, dallo psicologo va chi ne sente il bisogno, lei può ascoltare il suo di bisogno senza aspettarsi che lo debba fare necessariamente anche lui? Può chiedere uno spazio solo ed esclusivamente per lei? Sembra faccia fatica a dar valore al suo sentire, alle sue idee e al suo bisogno...Anche se vuole portare delle tematiche inerenti la coppia ciò non vuol dire che non ne potrà beneficiare anche se a chiedere aiuto sia solo lei senza che ciò significhi un'ammissione di colpe o responsabilità esclusive. Si prenda il potere, può far molto anche da sola! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale - Napoli...

Ragazza senza sentimenti cerca consiglio sincero

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Cara anonima, forse mi sbaglierò ma qualcosa dalla tua lettera mi fa sentire che in qualche modo tu sei anche affezionata a questo "personaggio", a quest'immagine di te che ti sei costruita...Sicuramente ti sarà servita ma finchè ne resti anche un pò innamorata sarà difficile abbandonarla! Credo che tu stia iniziando a vedere alcune cose di te molto importanti, quale la dipendenza, il poco valore che dai a te stessa ma occorre anche che tu capisca da dove tutto ciò nasce. Quali esperienze, esempi, modelli ricevuti in famiglia ad esempio ti hanno portato ad approcciarti in questo modo alla relazione di coppia? quali sono le paure che ti porti dietro e i bisogni che cerchi di soddisfare? Vorrei inoltre invitarti a tener conto che lo psicologo non necessariamente deve essere uno specialista privato, esistono le asl a cui ci si può rivolgere ed in ogni caso anche rispetto alla questione del pagamento chiediti se questa non può essere una resistenza perchè, come spesso accade, sei anche molto legata a questa immagine di te che dici di voler cambiare. Questo è comprensibile, il cambiamento per quanto a volte sentito come necessario, può anche far paura e spesso siamo oggetto di diverse forze contrastanti come la voglia di cambiare e la difficoltà ad immaginarsi diversi, però è importante anche che tu te lo possa riconoscere e capire, allora, che forse ti nascondi dietro a delle scuse pur di non iniziare effettivamente un percorso di cambiamento. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa-Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Paura di perdere gli affetti

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Cara Alessia, a volte abbiamo paura che le cose dolorose del passato si possano ripetere, in qualche modo ci sentiamo colpevoli o meritevoli del male che abbiamo ricevuto, non riusciamo ad accettare che le cose siano andate in un determinato modo e anche se con sentimenti negativi, come la rabbia ad esempio, continuiamo a restare agganciati a quel passato. Così accade che ce lo portiamo dietro e finisce che proprio questa nostra aspettativa che si possa ripetere, che ancora una volta possiamo essere ferite da chi amiamo, ci porta ad assumere comportamenti tali da creare effettivamente le condizioni affinchè ciò accada, In termini tecnici questa si chiama "profezia che si autoavvera" e la cosa paradossale è che siamo proprio noi che con il nostro comportamento contribuiamo a far realizzare ciò che più temiamo. La tua paura di essere abbandonata, ad esempio, ti porta ad essere prevenuta probabilmente, a donarti poco, a non dire alle persone quanto ci sei rimasta male del loro comportamento (perchè tanto già te lo aspettavi), a non cercarli tu ipotizzando che si siano semplicemente distratti o che comunque ti vogliano bene. E allora cosa fare? Sicuramente è importante che tu ti dia la possibilità di elaborare quanto è accaduto nel tuo passato, prenderti l'occasione per liberarti da questo passato e vivere il tuo futuro senza pensare che questo debba necessariamente essere una riedizione del passato e poi....si, è vero, a volte le persone ci ferisco e questa è una possibilità che va messa in conto con la tranquillità che per quanto possiamo stare male di certo non ci possono distruggere. Non puoi dare tutto questo potere alle persone!starai male ma non è detto che questo ti distruggerà! E' questa la vera svolta, non avere fiducia nelle persone, nessuno può assicurarti che non ti farà mai soffrire (a volte succede anche inconsapevolmente) ma devi poter avere fiducia nella tua possibilità di reggere quel dolore. Farà male, lo vivrai ma se la tua vita sarà piena, se sarai con te stessa, non ti distruggerà mai! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Non ho più autostima

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Caro Mario, nel leggere la sua lettera mi risuonava in mente una domanda "come mai tutto questo potere agli altri?" Gli altri hanno il potere di farla sentire bene con i complimenti, gli altri hanno allo stesso modo il potere di spingerla in "discesa" con delle critiche. "Come mai dipende tanto dai giudizi degli altri?". Inoltre la invito a riflettere sul perchè per lei è tanto importante avere un bell'aspetto, che cosa significa per lei questo. Sono sicura che se cercherà nella sua storia scoprirà come mai è diventato tanto importante tutto ciò. Rispondere a queste domande e mettersi alla ricerca è inevitabilmente l'unica strada per potersi poi liberarsi dalla preoccupazione di non essere mai abbastanza carino. Se vorrà un percorso psicologico con un terapeuta della sua zona potrà aiutarla in questo senso. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Tanta ansia durante i pasti

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Cara Veronica, da alcune parole che ha usato intuisco che ha letto qualcosa sull'ansia e su come eliminarla. Mi rendo conto che in rete si trova tanto. Questo indica che è molto motivata a superare questa difficoltà e che la vuole conoscere e va molto bene. Tuttavia, non credo che sarà su internet che riuscirà a farlo. L'ansia non va superata, ma va attraversa e conosciuta. L'ansia le parla di lei e chissà forse di qualcosa che non riesce a "mandar giu'"? la consideri come una domanda su ciò che non le piace, non le va bene, la fa soffrire e però non riesce a dirlo e probabilmente a dirselo. Sicuramente non è un caso che le viene a tavola...cosa succede in quella circostanza? con chi si trova? quali emozioni?Desideri, paure? Insomma la consideri una porta per entrare maggiormente in contatto con se stessa. L'ansia, per quanto spiacevole nel suo modo di presentarsi, non viene mai per danneggiare, ma sempre per dare l'occasione di prestare attenzione a qualcosa (un'emozione, una parte di sè, un bisogno ecc.) che è stato tralasciato. In questo credo che potrebbe esserle utile un breve percorso psicoterapeutico. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta -Napoli...

Sono infelice

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Cara Alessia, il fatto che lei abbia individuato cosa la rende infelice è già un ottimo passo. In questi tempi di crisi sembra che non si possa proprio dire di essere scontenti di un lavoro, per il semplice fatto di averne uno, ma questo rischia di spingerci ad accontentarci o a tirare avanti anche se a fatica. Credo, piuttosto, che ciascuno abbia il diritto di realizzarsi ed il lavoro oggi è una parte importante di questo processo. Occorre sicuramente guardare la realtà dei fatti ed in effetti spesso un lavoro è strumentale, in quanto non possiamo rinunciare al guadagno che ci consente di avere e quindi non possiamo lasciarlo. Ciò non ci impedisce, tuttavia, di chiudere gli occhi e provare a contattare i nostri desideri ed aspirazioni, capire cosa ci farebbe sentire realizzati e muoverci in quella direzione con tutte le nostre forze e, perchè no se necessario, mantenere inizialmente il lavoro "strumentale" fino a che non possiamo lasciarlo per dedicarci a quello che ci piace. Quindi Alessia, l'importante è poter avere un obiettivo e non rinunciare mai alla sua realizzazione! Un grande in bocca al lupo! Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta- Napoli...

Non riesco a dimenticarlo

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Cara Damaris, le questioni di sentimentali sono davvero complicate!fatte di inseguimenti, fughe, ritorni ecc. ma sono anche ricchissime di emozioni che vanno vissute a pieni polmoni! Da quello che racconti sembra di capire che di fatto non si puo' parlare di amicizia tra di voi, perchè prima da parte sua e poi da parte tua, sono entrati in gioco altri sentimenti. Sembra anche che fingere che si tratti di amicizia ti faccia soffrire e che stai prendendo in considerazione l'idea di allontanarlo. Quindi mi chiedo se di amicizia infondo non si tratta, se ad ogni caso stai pensando di allontanarlo, cosa ti frena dal potergli parlare sinceramente e capire insieme che ruolo hai tu per lui e lui per te? Ovviamente questo significa mettere in conto la possibilità di non ottenere una risposta che faccia piacere, ma hai comunque come alternativa l'idea di allontanarlo perché soffri e sei consapevole che si tratterebbe di portare avanti un'amicizia che amicizia non è! Definirsi, parlare di sé e dare un nome ad un rapporto a volte porta a chiuderlo, ma mantenendolo cosa si porterebbe avanti? puoi correre il rischio di un rifiuto pur di avere chiarezza? Riflettici. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Come aiutarlo?

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Salve Chiara, sicuramente ci sono luoghi dove suo fratello possa ricevere aiuto, ma affinché questo possa succedere deve poter chiedere aiuto . In questi casi può rivolgersi a psichiatri privati o al servizio di igiene mentale dell'Asl del territorio, lì oltre a effettuare un percorso psichiatrico e psicoterapeutico viene proposto, se è il caso, l'inserimento in centri diurni semi-residenziali o spesso attività svolte da cooperative convenzionate. Si tratta di contesti in cui si possono fare attività laboratoriali e/o lavorative assistite. Ovviamente occorre prima di tutto che venga fatta una diagnosi o che comunque si capisca la natura delle difficoltà di suo fratello. La questione è dunque solo questa: suo fratello che ne penserebbe? E' consapevole di aver bisogno di auto?Ne potete parlare? Qualora non fosse d'accordo potreste almeno inizialmente rivolgervi ad uno psicoterapeuta familiare presso cui andare tutti insieme e capire cosa ciascuno può fare per stare meglio insieme. Ad ogni modo cara Chiara, credo che prima di tutto, anche lei debba poter chiedere aiuto, in particolare a sua madre e al suo compagno che lei descrive come suo padre, raccontare loro la sofferenza che ha vissuto e vive e farsi aiutare a trovare delle soluzioni. Sento, infatti, dalla sua lettera che rischia di farsi carico esclusivo di questa situazione e della preoccupazione per il piccolino. Si ricordi che in questa famiglia esistono due genitori ed è a loro che lei deve poter chiedere di intervenire. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Come aiutarli?

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Cara Alice, credo che l'unico modo possa essere quello di avvisarli del pericolo che stanno correndo e di mostrare attraverso il proprio comportamento che si può scegliere diversamente, si può dire no. Altro non si può fare. Immagino che questo significhi provare una sensazione di impotenza e di frustrazione ma ciascuno è responsabile unicamente della propria vita. Il senso di colpa ha a che vedere con l'illusione di essere "onnipotenti" e di poter salvare qualcuno che non vuole farsi salvare. In questo caso oltre a quanto detto non potete far altro, se non accettare e vivervi la vostra inevitabile impotenza. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta - Napoli...

Come rimediare e stare bene?

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Cara Maria Cristina, che dire!ci sono uomini che non vogliono perdere nulla e così non scelgono mai, fanno cose da adulti come mettere al mondo figli quando poi adulti non lo sono ancora diventati. Essere adulti significa prendersi le proprie responsabilità prima di tutto. Responsabilità nell'etimologia del termine significa "rispondere di" ed infatti quando parliamo di responsabilità intendiamo la capacità di rispondere delle conseguenze di ciò che si fa. Quando ci troviamo davanti a persone che non riescono a fare questo occorre fare uno sforzo e non lasciarsi trascinare nella loro confusione, restare svegli piuttosto che farsi incantare da promesse non seguite da comportamenti. Immagino la fatica ed il dolore che prova in questo momenti e sebbene ciò non turba la gioia di una gravidanza, credo che anche lei stia pagando l'aver riposto tanta fiducia in una persona che ha dimostrato di non meritarla. Le auguro di restare vigile e di non lasciarsi incantare ancora dal fascino delle sirene e di chiedere alle persone che dicono di volerle bene di trattarla anche bene. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Napoli...

Comportamento ambiguo

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Salve Tonino, sicuramente non è un caso che una persona scelga di impegnarsi con una persona a sua volta già impegnata. Non di certo in modo consapevole è calcolato, ma spesso questo comportamento può esprimere una difficoltà a viversi a pieno una relazione per motivi che possono essere svariati e che nessuno può conoscere se non la persona stessa. In altri casi ancora, una relazione "clandestina" ha un gusto particolare proprio perchè è "clandestina" e dalle una definizione e farla diventare altro, per quanto uno possa dire di desiderarlo, allo stesso tempo la "snatura" e la priva del suo fascino. Credo che a questo punto per lei possa essere utile non tanto farsi delle domande su cosa sia accaduto ai sentimenti di questa donna, quanto piuttosto cosa sia accaduto a lei. Darsi una definizione e tentare di fare pulizia nei propri rapporti può essere fatto anche a prescindere dalle scelte dell'altro. Ora è lei che deve capire cosa ha significato questa storia per lei e quali sono le motivazioni che l'hanno spinta ad ingaggiarla. Capire se è sintomo di qualcosa che non va nella sua relazione ufficiale e tentare di modificarlo o se già di per sè indica che questa è in realtà conclusa. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino...

Cosa voglio davvero?

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Cara Marta, a volte mettiamo fuori e combattiamo con le persone con cui siamo in relazione conflitti e battaglie che ci appartengono intimamente e sono dentro di noi. Non sarà di certo un caso che, come ci racconta, ha lasciato un ragazzo che era pronto ad una vita in due per una persona che non lo è. In qualche modo credo che il suo attuale ragazzo esprima una parte di lei che forse non è pronta ad impegnarsi definitivamente e che vorrebbe occuparsi maggiormente di sè, magari essere più libera e che si scontra con un'altra parte, ugualmente sua, che invece desidera condivisione e impegno. Allora, le potrà essere molto utile, piuttosto che scontrarsi con il suo ragazzo, prendere consapevolezza che lui da voce a bisogni che sono anche suoi, ad una sua parte ed occuparsi di questa piuttosto che di convincere lui. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Non trovo il senso a nulla

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Caro Matteo, da quello che scrive mi sembra di capire che il suo malessere era preesistente alla fine della sua relazione e forse questa lo stia solo facendo venire fuori con più chiarezza. Immagino che sia un momento di grande disorientamento e mi arriva una sensazione di vuoto, ma momenti come questo possono essere anche momenti di svolta decisivi e di grande creatività e crescita. Occorre, tuttavia, mettersi in cerca, ritrovare se stesso, entrare in contatto con i propri desideri e passioni più profondi e dare nuovo senso alla sua vita. Sono sicura che un collega della sua zona potrà aiutarla in questa ricerca. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Mangiare per ansia

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Cara Mariagrazia, il cibo ha un valore fondamentale nelle nostre vite, lungi dall'essere un semplice nutrimento è sin dalla nostra nascita ricco di significati, come la cura, la consolazione, la sicurezze ed è strettamente connesso alle emozioni. Accade così che quelle emozioni che non riusciamo a controllare o a comunicare attraverso le parole si trasformino in cibo, ingoiato per non sentire, per coprire, zittire, scaricare. Credo che scrivendo qui ha fatto un gesto importante in quanto ha colto questo collegamento, ha assunto la consapevolezza di un legame tra cibo e ansia e ha chiesto aiuto. Il passo successivo che le suggerisco e di rivolgersi ad un collega della sua zona proprio per avere il tempo e lo spazio per poter iniziare a sentire e ad esprimere le sue emozioni, senza doverle zittire e controllare con il cibo. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Alopecia e psicoterapia

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Salve Tony, diverse sembrano essere le cause dell'alopecia areata, tra cui una componente genetica ma anche una componente autoimmune. Sembrerebbe infatti che il nostro organismo attacchi i bulbi del capello. Niente di quello che accade al corpo è estraneo alla mente, per la semplice ragione che noi siamo un insieme di mente e corpo e questo è quanto mai vero quanto si tratta del nostro sistema immunitario. Diversi sono infatti gli studi che mostrano come il nostro sistema immunitario reagisca a situazioni di stress o a eventi vissuti in modo traumatico. E', del resto esperienza comune a tutti noi, la nostra maggiore predisposizione ai malanni (raffreddori e febbre) quando siamo sotto stress. E' allora credo che un percorso psicoterapeutico le possa essere particolarmente d'aiuto per dare parola a qualcosa (un'emozione, un dolore, un vissuto) che forse non ha avuto parola a sufficienza e che è stato invece colto e sentito dal suo corpo. Inoltre, un percorso di questo genere le potrà anche dare l'aiuto necessario a dare il giusto valore a questa situazione e a sostenerla in questo momento di cambiamento del suo aspetto. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e informazione. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta - Napoli...

Fobia di perdere i capelli

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Salve Veronica, credo che al suo amico possa essere utile rivolgersi ad uno psicologo oltre che occuparsi della questione dal punto di vista pratico consultando degli specialisti del settore. Per lui potrà essere, infatti, importante capire perchè è così importante avere dei capelli e cosa significa perderli. I capelli infatti non hanno più alcuna funzione per l'uomo ai fini della sopravvivenza, si può infatti vivere ugualmente bene senza e molti sono i personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport icone di bellezza pur non avendo capelli. E' dunque evidente che in questo caso è il significato soggettivo che il suo amico da ai capelli ad essere fondamentale. E' solo fermandosi con l'aiuto di un terapeuta che potrà capire da dove nasce e come risolvere il suo disagio. Resto a disposizione per eventuali chiarimento e informazioni, Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli...

Non amo più i miei genitori

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Cara Francesca, a volte pensiamo che basti chiudere una porta e andare via per non soffrire più di quanto accade in famiglia. Mi dispiace doverle, al contrario, dirle che non è così. La casa è qualcosa che ci portiamo dentro e vecchie ferite e rancori continuano a bruciare anche a chilometri di distanza. Nessuno, inoltre, può mai diventare "adulto" se non risolve il legame con i propri genitori, se non si sente tranquillo nei loro confronti. Si potrà "giocare a fare l'adulto" ma restando poi emotivamente piccoli. Per quanto in questo momento non le piacerà leggerlo, ma lei viene da loro e quello che rifiuta di loro è già dentro di lei, anzi probabilmente le fanno tanta rabbia proprio perchè in loro vede quegli aspetti di sè che rifiuta, quelle caratteristiche che le fanno paura e che non vorrebbe mai esprimere. Le do quindi un suggerimento, quello di cogliere l'occasione di fermarsi a guardarla meglio questa famiglia , a giudicarla di meno e ad accettarla perchè è solo in questo modo che potrà giudicare meno se stessa o chi incontrerà e accettarsi. E' un occasione da prendere per sè e non per loro o perchè "è brutto" odiare i propri genitori o non sta bene. E' per sentire di appartenere (essere parte) a qualcosa che non è così odioso. E' un lavoro molto duro e forse le potrà essere d'aiuto un percorso psicoterapeutico per farlo e che comincia con il sospendere il giudizio, attivare la comprensione e soprattutto assumersi le proprie responsabilità. Da quello che scrive infatti intuisco che non è più una bambina e può scegliere se fare o meno da genitore ai suoi genitori, prendersi o meno i carichi ecc. Le auguro davvero di cogliere questa occasione prima di andare via. Resto a disposizione per chiarimenti e informazioni. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale - Napoli...

Cosa c'è che non va?

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Cara Alice, all'inizio di una storia in quella fase che tutti definiamo di innamoramento l'altro ci appare bellissimo, ne vediamo solo i pregi e il mistero dovuto al fatto che ancora non conosciamo quella persona profondamente accende la passione fisica e sessuale. Con il tempo si diventa intimi, si conoscono i pregi e si vedono i difetti dell'altro, le "storture" ed ovviamente non solo quelle fisiche. Il sentimento evolve, diventa "amore" , un sentimento più profondo connesso all'accettare tutto dell'altro, il bello ed il brutto e sceglierlo così come è. Ovviamente si immagina che anche l'altro faccia lo stesso nei nostri confronti ed allora scopriamo la bellezza di mostrarci per quello che siamo "dentro" e "fuori". La sensazione che ne deriva in genere è di grande benessere. Quanto scrive potrebbe essere collegato a questo momento in cui dell'altro non vediamo più solo il "bello" ma anche il "brutto" , ma ho la sensazione che ci sia anche dell'altro....Ha fatto riferimento a progetti impegnativi come una convivenza e dei figli, sta immaginando quindi di poterlo "scegliere" per dei passi fondamentali della vita e qui si insinua il dubbio "e se poi non è quello giusto???". Mi chiedo quanto la sua ansia sia collegata a questi progetti, al loro essere "definitivi" e al suo bisogno di essere sicura al "100%" . Sembra star facendo un "esame completo" della sua ipotetica scelta ed una volta imbattutasi in una piccola dimensione su cui non si sente sicura, questa assume un ruolo fondamentale. Il mio invito è quindi quello di chiedersi: quanto mi spaventa crescere?quanto mi fa paura pensare a scelte impegnative e definitive? Cosa significa per me rischiare? ed ascoltare i suoi tempi.... Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e approfondimento Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Come farsi rispettare dagli altri?

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Caro Alessio, credo che stia provando a fare qualcosa di molto importante, sta cercando, infatti, di usare quello che le è capitato per migliorarsi e non sta permettendo di farsi distruggere. Questo è un modo di affrontare la vita davvero ammirevole. Le chiedo solo di soffermarsi sulla modalità....davvero in questo modo si migliora? "creando una personalità nuova" e così fortemente opposta all'altra non rischia forse ugualmente di "farsi distruggere"da quello che è successo? Anche se con atteggiamenti più attivi e aggressivi in ogni modo di Alessio rischia di non restare niente e non le sembra che stia dando troppo potere alla persona che l'ha lasciata?addirittura quello di fare piazza pulita del vecchio Alessio....In più mi arriva forte il suo tentativo di essere come "dovrebbe" essere ed in questo modo non è forse lei stesso che tradisce e non si rispetta??? La mia risposta alla sua domanda è una e molto semplice: l'unico modo per farsi rispettare dagli altri è essere il primo a rispettare se stesso. Ascoltare e rispettare i propri bisogni e desideri e tenerli sempre presenti nella relazione con l'altro ovviamente nel rispetto dello stesso. E' l'unico modo per non soccombere nelle relazioni e soprattutto per non sentirsi disperati per la loro rottura. E allora, caro Alessio, mi viene in mente l'arte cinese secondo cui i vasi preziosi che si rompevano non andavano distrutti o sostituiti ma impreziositi mettendo insieme i cocci con dell'oro. Il mio invito Alessio è di fare lo stesso, di non lasciare che questa storia abbia l'effetto di spingerla a sostituire il vecchio Alessio con un altro che magari è tanto diverso, ma di utilizzarla per rispettarsi di più e stare ancora più vicino al suo essere, ai suoi bisogni e desideri, non permettendo a nessuno di sottrarle quella bontà che le era propria. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Come superare gli attacchi di panico?

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Cara Marianna, molti conoscono la spiacevole sensazione degli attacchi di panico, sono infatti sempre più frequenti le persone, soprattutto donne, che la provano. Pochi, tuttavia, si soffermano sulla sua utilità forse proprio perchè quello che più colpisce di questo stato è l'aspetto sintomatologico tanto preponderante anche per il coinvolgimento del corpo che ne deriva. Bene, l'attacco di panico per quanto doloroso, ci serve, ci ricorda qualcosa di noi stessi che abbiamo dimenticato, trascurato. Pensi che il termine "attacco di Panico" viene dal nome del dio Pan che era la divinità che proteggeva le creature naturali. Sembra che Pan reagiva con urla terrificanti a quanti disturbavano i suoi luoghi e non lo rispettavano. Allo stesso modo l'attacco di panico ci mette in guardia, ci urla contro, quando non stiamo rispettando quella parte più istintiva, spontanea, vitale e, perchè no, anche aggressiva di noi stessi. Non ci stupisce che proprio oggi che siamo sempre di corsa, sempre presi dai "doveri", dalla sensazione di dovercela fare, di essere perfetti ecc. questa sintomatologia sia tanto frequente. Le suggerisco, pertanto, di non ricorrere ad un approccio che punti esclusivamente sulla remissione dei sintomi, ma che l'aiuti ad allargare la prospettiva e a dare loro un senso più profondo, perchè per quanto terrificanti, come detto, gli attacchi di panico non vengono per nuocerci. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e/o informazione Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli...

Disagio psicologico

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Caro Gaetano, concordo con il collega. I farmaci sono in alcuni casi molto utili per recuperare energie e per recuperare porzioni della propria vita quando questa è fortemente limitata dal sintomo, ma dovrebbero necessariamente essere accompagnati da un lavoro psicoterapeutico che consenta di dare senso al proprio disagio, di capirne le cause e di risolverlo in modo tale da non avere più bisogno dei farmaci. Il rischio altrimenti è che si sostituisca un malessere come l'ansia con un altro malessere, la dipendenza dal farmaco! Le suggerisco pertanto di rivolgersi ad un terapeuta della sua zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale- Napoli...

Non so cosa fare con la mia ragazza

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Caro Salvatore, purtroppo lei non può "risolvere la situazione" , può solo consigliare alla sua ragazza di prendersi cura di sè e di rivolgersi ad uno psicologo, eventualmente anche nel pubblico se non ha disponibilità economica. Questo è l'unica cosa sana che può fare, non può infatti prendersi il carico di "salvare" nessuno, nessuno lo può fare. E può prendersi cura di sè, chiedendosi se con questa ragazza è felice, se pensa che sia la persona che le può stare accanto e con la quale condividere la vita o meno. Ciascuno ha la responsabilità di prendersi cura e di occuparsi di sé, pensare di doversi occupare dell'altro è molto pericoloso per sé e si rivela poco utile anche per l'altro. Resto a disposizione per eventuali informazioni e/o approfondimenti Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale -Napoli tel 328 0273833...

Staccarsi definitivamente

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Salve Katia, la domanda che credo possa essere utile per lei porsi è cosa la lega a lui? da cosa non riesce a separarsi? Sembra una domanda banale, ma non lo è e soprattutto non è una domanda a cui rispondere facendo riferimento semplicemente ai sentimenti che si possono provare nei confronti di una persona. Niente è infatti casuale, neanche il fatto di voler bene proprio a quella persona, non è casuale chi decidiamo ci debba stare accanto. A volte è un bisogno rimasto a lungo insoddisfatto a guidarci, altre il desiderio di sentirci in un certo modo, altre ancora ci attraggono in quella persona delle parti che in realtà ci appartengono ma a cui abbiamo rinunciato e molto altro ancora.... Solo quando saprà cosa la unisce, potrà anche separarsi o capire perchè non riesce a farlo... Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Stress da lavoro, Ansia o sindrome da Bornout?

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Cara Alessia, ci parla di un malessere che collega strettamente alla sua situazione lavorativa, sembrerebbe pertanto si tratti effettivamente di un burnout lavorativo. Le professioni d'aiuto sono quelle in cui maggiormente si verifica questa sindrome, proprio perchè si tratta di lavori molto carichi dal punto di vista emotivo a causa del contatto con persone in difficoltà, ma allo stesso tempo sono anche quelle più tristemente sottopagati ed esposti a condizioni lavorative malsane (cattivo rapporto con colleghi, monte ore eccessivo, scarsa valorizzazione ecc.). Quando si verifica questa condizione di malessere diventa quasi automatico il disinvestimento nel lavoro, ci si difende facendolo con meno coinvolgimento, in modo per lo più automatico, a danno inevitabilmente proprio e dell'utenza. Il primo modo per potersi prendere cura di qualcuno è prendersi cura di se stessi. Proprio per questo credo che sia il caso che lei si rivolga ad uno psicologo per capire in che modo può prendersi cura di sè, può proteggersi e capire se per lei è possibile stare in questo lavoro in modo diverso o scegliere di guardare oltre. Capisco, infatti, che in questi tempi sembra assurdo abbandonare un lavoro a tempo indeterminato ma occorre allo stesso modo stare attenti a che questo non diventi un ricatto continuo, la posta in gioco è troppo alta, si tratta del nostro stesso benessere. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli...

Ossessione verso un ex che non ricambia

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Salve Diana, quanto ci scrive sembra aver a che fare prima di tutto con una difficoltà a lasciar andare le persone care, a far morire qualcosa, ad accettare un cambiamento. Questo è qualcosa che la riguarda in generale? Da dove nasce questa difficoltà? Inoltre sta consentendo ad una persona di trattarla "malissimo", come mai? Ha dei sensi di colpa per quanto è accaduto tra voi o in genere lascia che gli altri si comportino così nei suoi confronti? Se quello che sta accadendo con questo ragazzo esprime un pò ciò che le succede anche in altre circostanze, questa può essere l'occasione per guardarsi e per dire "basta", per modificare il proprio atteggiamento verso di sè e verso gli altri. In ogni caso le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona per essere aiutata in questa separazione e fare in modo che essa non sia solo collegata al dolore ma che diventi anche un'occasione di crescita e di vita nuova per lei. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli- 328 0273833...

Aiutatemi alta confusione

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Cara Rosa, come consigliarle? non ci dice nulla rispetto ai sentimenti che la legano a questi due uomini, né ai motivi dei suoi dubbi...La invito a prendere del tempo, magari un breve percorso psicologico può aiutarla a farlo e a guardarsi dentro. Il saggio dice "quando non sai cosa fare, fermati e aspetta". Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale Napoli - 3280273833...

Eterna indecisa, non so più cosa fare ed il tempo passa

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Cara Sara, quello che scrive sembra contraddittorio ma non lo è. A volte si preferisce un fallimento deciso da se stessi piuttosto che causato da se stessi....nel senso che credo che in questo modo lei può sentire di avere il controllo, di aver deciso lei di andar via, cosa diversa se invece non ci fosse riuscita. E' come se lei non volesse sentirsi impotente, fragile, sentire di non avercela fatta...lei che, sembra, debba sempre farcela e da sola per giunta! Da dove nasce questo vissuto? Da quello che racconta sembra ci sia qualcosa che nella sua storia che l'ha segnata profondamente...forse un abbandono? Le consiglio di fermarsi e di provare realmente ad avvolgere il nastro per poter andare avanti in un modo diverso, che non debba continuare più questo schema improntato sul controllo e sulla fuga. Oggi scrivendo in parte già l'ha fatto, ma la invito a farlo in modo più approfondito contattando uno psicologo della sua zona. Per il resto...vivere significa assumersi il rischio anche di impattare con la propria umanità, con i propri limiti...Se accetterà di farlo, non sarà importante quale scelta prenderà, perchè in ogni caso lo farà con amore verso di sè e sarà andata bene così... Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli tel. 328 0273833...

Trauma da bullismo forse non superato.

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Salve Alberto, credo che una delle cose che più danneggia del bullismo è il fatto che mette addosso delle etichette (lo strano, il secchione, il gay ecc.) queste chiudono la possibilità di essere anche altro, "de-finiscono" appunto. Nel fare questo, inoltre, ciò che viene proposto è anche un ruolo, quello di vittima che può tra l'altro ben agganciarsi al nostro vissuto passato e magari confermarlo ulteriormente (essere stato ad esempio vittima delle troppe attenzioni dei genitori). Nascono così delle credenze erronee su di sé"non ce la potrò mai fare", "sarò sempre vittima degli altri" , "nessuno mi accetta" che condizionano inevitabilmente il proprio atteggiamento e il proprio comportamento facendo accadere ciò che poi conferma la nostra idee originaria. La bella notizia è che questo che sembra un circolo vizioso può essere spezzato. Occorre potersi pensare in modo diverso, darsi in prima persona la possibilità di essere anche altro, a partire dal modo in cui racconta a se stesso le cose che le accadono. Guardare il mondo non da vittima ma da chi ha il potere sulla propria vita. Fare questo può essere molto difficile, perchè siamo "abituati" a pensare, sentire e a fare in un certo modo. Per questo motivo le può essere utile iniziare a non "de-finirsi" con le solite etichette (il figlio unico che ha ricevuto troppe attenzioni, la vittima di bullismo, il narcisista, l'adhd) e iniziare un percorso, eventualmente con un collega della sua zona, alla ricerca di cos'altro è, della sua complessità, delle sue risorse. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

ansia e minzione

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Cara Valentina, "il corpo parla, quando la bocca tace". Il corpo, infatti, non è qualcosa che abbiamo, ma siamo noi stessi, in un tutt'uno unico e complesso. Proprio per questo, per poter ritrovare il proprio benessere, non si può esclusivamente ricorrere a farmaci o palliativi, ma occorre "de-codificare", dare voce, significato a ciò che le accade. Sembra significativo per lei il tema del viaggio, dell'allontanarsi e quindi della separazione, il perdere di vista dei riferimenti (come accade non solo spostandosi, ma anche tra la folla). Le suggerisco di approfondire questi temi magari con l'aiuto di un collega della sua zona, per poter capire ciò che il corpo le dice e soprattutto per liberarlo dal compito di doverlo fare, in modo che possa liberarsi dai fastidi di cui ci racconta e non aver bisogno di "inventarne" di nuovi. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli, tel 3280273833...

Rifiuto della mia femminilità

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Salve Francesca, mi viene da chiederle da dove nasce il terrore di diventare una "brava donnina anni 50"? Chi è così e non le piace? forse mamma? Da quello che scrive mi arriva la paura di una relazione "seria" perchè questa implicherebbe in automatico il rischio di incarnare quel modello di donna che non vuole essere. In questo modo sembra non considerare che ci è data la possibilità di vivere in modo "creativo" , cioè di creare il nostro modo di esistere. Mi stupisce che invece lei associ strettamente la vita di coppia prima e familiare poi a quel modello, quasi come se temesse che una parte di lei potesse desideralo. Si ricordi che lei ha il potere di immaginare e scegliere che tipo di donna, moglie e madre essere, di trovare il "suo"modo e le persone che lo condivano. Se lo avrà chiaro in mente e sarà pronta a restare "sveglia" a non lasciarsi condizionare da chi la vorrebbe diversa, nessuno la potrà chiudere in un ruolo che non desidera. E allora proprio come farebbe una bravissima sarta che immagina, disegna e poi realizza l'abito su misura, la invito a fare lo stesso e a immaginare e realizzare il suo personale modo di essere donna, come darebbe soddisfazione a lei e non in base ad eventuali prescrizioni sociali. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli, 3280273833...

Non riesco a fare l'amore

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Cara S., quello che ha vissuto immagino sia stato qualcosa di molto forte ed il fatto di non averlo raccontato a nessuno credo non l'abbia di certo aiutata a "digerirlo" . La possibilità e il desiderio sessuale sperimentato per la prima volta in questa relazione le porta in primo piano l'evidenza che forse qualcosa si è bloccato a seguito di quell'evento, che dopo di esso la sessualità (e soprattutto l'idea che un uomo possa eccitarsi per lei) è diventata qualcosa di sgradevole, collegata al disgusto, allo schifo e spaventosa (tanto da evitarla). Tutto ciò le rende impossibile concedersi, al contrario, di provare piacere dal contatto intimo con un uomo. Credo che forse in questi anni abbia provato da sola a superare questa brutta esperienza e forse anche la sua bulimia (in cui si "rifiuta", gettando via qualcosa, in cui spesso si prova il disgusto ed il senso di colpa) sia stata un tentativo in questa direzione. Tuttavia, come è comprensibile, forse da sola non poteva riuscirci e se davvero vuole poter vivere liberamente tutte le sfere della sua vita, anche quella sessuale, deve poter chiedere aiuto. L'averlo fatto qui è stato sicuramente un passo importante, ma credo che la situazione necessiti di un tempo ed uno spazio maggiormente adeguato. La invito, pertanto, a contattare un terapeuta della sua zona, per essere aiutata in questo senso, Resto a sua disposizione, un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli, 3280273833...

Rapporto morboso

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Caro Josefh, spesso dietro la parola "amore" si nasconde una vera e propria dipendenza affettiva, per questo si fa fatica a lasciarsi e a vivere da soli. Questo potrebbe essere il caso del ragazzo di cui ci parla e di questo non credo che possa farsene carico lei. In questa situazione non può che definire quello che prova lei e quello che desidera mantenendo il suo comportamento coerente con quanto dice senza alimentare illusioni e confusioni. Capisco che può essere difficile quando si è voluto bene a qualcuno, ma bisogna accettare di lasciar andare l'altro al suo desino e a quello che sceglierà per sè, altrimenti si rischia di restare bloccati in una relazione non sana. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale Napoli-3280273833...

Lui scappa dall'argomento matrimonio

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Cara Anna, in una coppia ciò che esprime un partner è sempre qualcosa che non riguarda esclusivamente lui ma entrambi. Capita così a volte che i membri di una coppia assumano posizioni diametralmente opposte su un argomento e si vada allo scontro. Se, tuttavia, ci si ferma un attimo si scopre di avere dentro di sè anche una "vocina", se pur flebile, che sostiene proprio ciò che esprime l'altro, che si fa portavoce ad esempio di una paura da questi espressa a gran voce. A quel punto serve solo poter riconoscere che dentro di sè c'è anche questa parte per non sentirsi più tanto distanti e allora anche l'altro avrà meno bisogno di irrigidirsi su quella posizione. Nel suo caso è dunque probabile, che anche in lei Anna ci sia "una vocina"che ha paura, ma proprio il suo esprimere a spada tratta solo il desiderio del matrimonio porta il suo fidanzato a farsi lui carico di questa emozione e ad esprimerla allontanando l'idea . E allora forse quando anche lui entrerà in contatto un po' di più con la paura e con le preoccupazioni, il suo fidanzato avrà meno bisogno di farlo per entrambi e potrà esprimere anche lui la parte di desiderio. Significa creare uno spazio di dialogo in cui si possa dare voce al desiderio del matrimonio ed anche alle paure, per poterle guardare in faccia, piuttosto che negarle. sono sicura che anche il suo fidanzato potrà sentirsi rassicurato dal pensare che anche lei vede i rischi, che anche lei ha preso contatto con le preoccupazioni e le paure, ma che ha anche valutato la possibilità di superarle e di farvi fronte. Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli, tel 3280273833...

Ansia e paura costanti

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Caro Leo, dapprima permettimi di ricordarti che molte menti eccelse andavano male a scuola come ad esempio Newton, Albert Einstein, Bill Gates, ecc. Questo per dirti che non sarà una bocciatura a renderti un uomo fallito! La seconda cosa che mi viene da dirti è che a volte desideriamo cambiare, ma lasciando tutti com'è! E questo mi sembra proprio il caso tuo. Sento, infatti, dalle tue parole forte la disperazione e il desiderio di cambiare, ma poi non sembri disposto davvero a farlo, visto che quando i tuoi genitori di suggerisco cosa fare non li segui. I videogiochi hanno un forte impatto sul nostro sistema nervoso e rendono difficile il sonno. Un essere umano ha bisogno di almeno 8 ore si sonno per poter mantenere l'attenzione, la concentrazione ed impegnarsi in attività cognitive impegnative come lo studio. Dormire poco ha poi varie conseguenze a livello psicologico. Quindi, fai un bel respiro, scegli di eliminare le abitudini che ti fanno star male, divertiti con gli amici e fai quello che puoi nel presente senza pensare troppo al futuro e alle possibili situazioni negative, perchè questo serve solo a toglierti energie. Hai fatto molto bene a scrivere qui, a fidarti di noi esperti e ricordati che puoi fare lo stesso con i tuoi genitori, chiedi loro aiuto parlando di come ti senti e fidandoti dei suggerimenti che ti daranno. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli, 3280273833...

sos matrimonio allo sfascio

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Cara Mariagrazia, ciascuno porta in un matrimonio le proprie abitudini, la propria idea di essere coppia, una serie di significati emotivi a situazioni e abitudini e di conseguenza delle aspettative su come si "deve" essere coppia. Non c'è mai un modo giusto ed uno sbagliato, come dice anche lei, molto ha a che fare con le esperienze passate, con i modelli di coppia ricevuti. Il matrimonio consiste nel mettere insieme questi due bagagli per farne uno nuovo, il vostro in questo caso. Non è un processo semplice e non sempre immediato. Quella di suo marito le potrebbe sembrare una banalità, una cattiva abitudine che basterebbe cambiare con un pò di buona volontà, ma forse per lui dietro a quest'abitudine si nasconde molto altro. Così come per lei il dormire insieme può avere un significato tanto forte da compromettere l'intera relazione. Credo che vi potrebbe essere utile un percorso di coppia per capire effettivamente cosa c'è in ballo, perchè diventa tanto difficile per voi trovarsi in quella che sembrerebbe una semplice e normale abitudine. Un simile percorso vi potrà aiutare a conoscervi e a capirvi meglio per trovarvi su un terreno comune o anche a lasciarvi ma con più consapevolezza e capendone meglio i motivi. Vi suggerisco di contattare un terapeuta relazionale e famigliare della vostra zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli- 328 0273833...

Mi trovo in una situazione stagnante, come uscirne?

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Cara Elena, per quanto riguarda il lavoro credo che lei debba inviare dei curriculum a banche, poste, società tipo enel, telecom ecc. o comunque fare una ricerca in internet. Purtroppo il liceo scientifico non è considerato un titolo "finito" in grado di abilitarla ad una professione particolare, piuttosto è una sorta di preparazione all'università. Non per questo, tuttavia, si deve scoraggiare! La invito, però, a fermarsi e a riflettere un attimo su cosa la stia spingendo verso questa decisione. Pensa che sia una decisione in linea con i suoi desideri più profondi, le passioni, la sua indole o piuttosto una decisione presa per sbloccare questa situazione stagnante "facendo" qualcosa? In quest'ultimo caso reagirebbe semplicemente ad un'emozione del momento (la frustrazione, il senso di impotenza, la paura di non farcela), piuttosto che muoversi consapevolmente con il rischio di pentirsene successivamente. L'università fornisce tante nozioni, molte delle quali non le serviranno proprio a nulla nel suo futuro, ma prepara anche al mondo del lavoro in senso più generale. Insegna, infatti, a non scoraggiarsi quando le cose non vanno come ci si aspettava, a reggere la frustrazione, a mantenere la motivazione restando concentrati su di sé piuttosto che sugli apprezzamenti esterni, a gestire tempi e carico di lavoro, a individuare le amicizie più stimolanti, a capire che il divertimento e la vita sociale sono importanti per rendere di più e tanto altro che potrà capire se saprà fare tesoro di quanto le sta accadendo. Insomma non è possibile andare avanti solo quando le cose filano lisce...questo è il suo primo vero esame da superare!A lei la scelta! Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli - 328 02 73833...

I miei sono contro... sono lesbica

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Cara Stefania, datti tempo...per sperimentare, per capirti e per farti capire. So che alla tua età si vuole tutto e subito ma ci sono delle cose che hanno bisogno di tempo. L'identità sessuale per esempio ha bisogno di tempo per definirsi. A volte ci sono delle amicizie appassionate, ci sono sensazioni nuove e piacevolissime ma questo non basta a definirti. Continua a tentare un dialogo con la tua famiglia è comprensibile che tu voglia essere accettata per quello che sei anche per un' eventuale omosessualità perchè quando ci si vuole bene, come in famiglia, ci si accetta, ma tieni conto che questo vale anche per te, anche tu devi accettare che i tuoi possano essere spaventati e quindi dirsi contrari, possano fare fatica a capire per cultura, storia personale e carattere....Avete tutti bisogno di tempo....Ti potrebbe essere utile ad esempio rivolgerti ad uno psicologo per essere aiutata in questa tua scoperta e sostenuta nelle relazioni con i tuoi familiari,uno spazio in cui contenere tutte l tue emozioni come la rabbia, la frustrazione che sento forti nelle tue parole o magari uno spazio di terapia familiare in cui, con l'aiuto di un terapeuta, possiate imparare ad accettarvi reciprocamente. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale Napoli, 328 0273833...

Apatia

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Cara Fulvia, dare un nome al proprio vissuto è un passo importantissimo, immagino si sia sentita riconosciuta e sollevata, ma per andare poi oltre occorre prima di tutto una reale motivazione. Da quello che scrive non mi è chiaro se desidera migliorare la sua situazione o sente di doverlo fare per i suoi genitori? Io credo che come per ogni sintomo ci sia sempre "una buona ragione" alla sua apatia, ovvero un senso, che si inscrive nella sua storia, nelle relazioni del presente e del passato e nel suo rapporto con il futuro. Le suggerisco di approfondire richiedendo uno spazio di psicoterapia personale, magari ad un esperto della sua zona, dove potersi incuriosire di sé, capirsi meglio senza giudicarsi inutilmente e magari ritrovare quella spinta e quell'energia per poter realizzare se stessa. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli - 328 0273833...

Mio marito forse mi ha tradito

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Cara Lalla, capisco che la situazione in cui si trova possa essere molto dolorosa, ma è proprio in momenti come questo in cui è ancora più necessario prendersi cura della propria relazione. Il compito, sicuramente non facile, è smettere di pensare se c'è stato o non c'è stato qualcosa e cosa tra suo marito e questa persona, quanto piuttosto chiedersi come mai si è creata questa situazione di insicurezza? Si tratta di guardare al vostro rapporto prima dell'ingresso di questa persona, per capire dove INSIEME lei e suo marito avete lasciato la "porta" aperta e come fare per chiuderla, per rinforzarvi ancora di più come coppia, per rilanciarvi. Nella vita di una coppia ci sono inevitabilmente momenti di crisi, non può essere tutto facile, ma è proprio in questi momenti che bisogna usare le proprie energie per spingere la relazione un pò più in là. E chissà che forse un giorno non potrà dire "grazie" a questa donna, perchè in qualche modo ha funzionato da sveglia per occuparvi del vostro rapporto e migliorarlo. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale...

Problemi familiari con un padre

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Salve F. detta così sembrano non esserci tante risorse...cosa non sta vedendo?Le faccio questa domanda perché a volte guardiamo sempre le stesse cose, spesso negative, facendo invece difficoltà a vedere il resto...magari delle possibilità. Non ci dice nulla ad esempio sul rapporto con suo padre prima di questo periodo e su chi altro c'è in famiglia. VIve anche con sua madre? ha fratelli o sorelle? zie o parenti che possono fare da ponte con il suo papà? Da dove nasce quest'angoscia di papà che lei possa essere una poco di buono?E' come se fosse spaventato della sua sessualità e non farla uscire per lui sembra essere l'unica soluzione in grado di rassicurarlo......

Continua insoddisfazione

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Buonasera Maddalena, non posso darle una risposta, posso però invitarla ad osservare che capita proprio così...spesso cioè riviviamo con le persone con cui siamo in relazione nel presente gli stessi stati d'animo, bisogni insoddisfatti, aspettative ed emozioni che abbiamo vissuto con le figure significative del nostro passato e con le quali abbiamo qualcosa di irrisolto. Le dirò di più, inconsapevolmente, il più delle volte selezioniamo proprio quelle persone che sembrano assomigliare o comunque consentirci di rivivere queste sensazioni. Non lo facciamo perchè siamo "masochisti" ma è un tentativo inconsapevole rielaborare, rivivendolo, ciò che abbiamo lasciato in sospeso nel nostro passato. Le suggerisco di ritornare, con il cuore e la mente, sulla relazione con papà per "risolvere la questione" lì dove è nata. Un percorso di psicoterapia potrà aiutarla in questo lavoro. E poi mi verrebbe da chiederle dinanzi a tanta insoddisfazione, "pensa di poter essere felice?di credere di poterselo concedere?"o c'è qualche idea, fantasia, mito familiare che le fa credere che non si possa essere realmente felici specie in un rapporto di coppia? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale - Napoli 328 0273833...

Ansia e droga

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Cara Angela, la cosa più importante l'ha già fatta, ovvero prendere coscienza di avere un disagio e chiedere aiuto. La invito a rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona per iniziare un percorso in cui dare un senso alla sua ansia, capire a cosa è collegata ed iniziare ad ascoltare ciò che vuole dirle piuttosto che provare a zittirla, stordendosi o convivendoci. Sono sicura che in tale percorso avrà modo di approfondire la questione della dipendenza da droghe e non solo, a volte, infatti, quella dalle sostanze è solo il simbolo di qualcosa di più profondo che succede nelle relazioni...delle sue, ad esempio, non ci dice nulla. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa, Psicoterapeuta sistemico-relazionale Napoli - 328 0273833...

Mia mamma ha un tumore

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Cara Flavia, affrontare la malattia di un genitore non è mai facile e non lo è nemmeno dover prendersi la responsabilità di scelte che mai come in questi casi implicano la vita o la morte. Non è facile perchè inevitabilmente entra in gioco il nostro bisogno di loro e la paura di perderli, per questo si fanno scelte drastiche, dolorose ma ricche di speranza come quella che ha fatto lei. Ha scelto la via forse più drastica ma anche quella che forse le dava più speranze, tuttavia non può scegliere anche il modo di reagire di mamma, il suo vissuto ed immagino che questo la faccia sentire impotente. Purtroppo possiamo decidere le cure, i medici, ma non possiamo decidere le emozioni dell'altro, quelle le possiamo solo, con dolore, accettare, Nonostante ciò c'è ancora molto che lei può fare, ed è continuare a stare accanto a mamma, rispettando il suo dolore, starle vicino comprendendola piuttosto che dare priorità al bisogno che lei a di mamma e che la spingerebbe solo ad accanirsi oltremodo ed inutilmente. Colga l'occasione per starle vicino come mamma decide e per trascorrere questo tempo con lei cercando di instaurare un rapporto intimo in cui poter parlare ciascuna di sè e di ciò che prova. Sono sicura che si creerà una magia tra di voi che vi restituirà momenti preziosi e memorabili. Un abbraccio Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 3280273833...

Manipolazione e ricatto emotivo

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Salve Annina, da quello che scrive sembra che il problema riguardi tutta la famiglia arrecando disagio a tutti i suoi membri, per questo credo che la soluzione più opportuna sia intraprendere un percorso di psicoterapia familiare. Vi potete rivolgere ad un terapeuta della famiglia e tale percorso non è incompatibile con quello individuale già iniziato da mamma. Durante tali incontri ciascuno di voi avrà la possibilità di esprimere il proprio malessere, di capire la sua origine e le modalità attraverso cui si rinforza, ma soprattutto avrete la possibilità tutti insieme di individuare le risorse e le strategie per superarlo. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Possibile perversione e/o tradimento?

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Cara Giada, credo che lei debba dare valore al suo vissuto e chiedere di affrontare la situazione per capire cosa sta succedendo, non tanto o quantomeno non solo al suo fidanzato, ma anche alla vostra coppia. Tutto ciò che vive e che prova un partner, infatti, non riguarda solo lui, ma dice molto su ciò che la coppia sta affrontando , anche se poi magari a farsene carico e ad esprimerlo può essere solo uno dei due. Ad esempio è possibile che quello che sta accadendo al suo fidanzato abbia a che fare con la curiosità o il bisogno di gioco e di leggerezza che potrebbe essere venuto meno con le responsabilità di una vita insieme, bisogno che potrebbe non essere estraneo anche a lei. Poter vedere questo stato di cose, ad esempio, vi aiuterebbe a dare una nuova virata alla coppia. Ovviamente questa che le ho proposto è solo un'ipotesi per spiegarle ciò che intendevo dire. Almeno in una fase iniziale le consiglio di mettere da parte atteggiamenti accusatori e colpevolizzanti a favore della semplice volontà di comprendere cosa vi sta succedendo per poi, in seguito, fare le sue considerazioni. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Incubo ansia che non se ne va

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Cara Sara, la strada che ha intrapreso è sicuramente quella giusta. Un percorso di psicoterapia è l'unico che può aiutarla a dare un senso alla sua ansia, perchè vede, per quanto dolorosa e fonte di disagio, l'ansia non arriva per nuocere ma per aiutarla a vedere che qualcosa nella sua vita non va, magari ad esempio perchè non sta esprimendo una parte autentica di lei che preme per venire fuori. Non è l'ansia infatti il suo problema, ma essa è il segnale che ha qualche problema. E' come la febbre che spesso è sintomo di un'infiammazione o di un'infezione, ma per fortuna che arriva la febbre a segnalarcelo, altrimenti non ci prenderemmo mai cura di noi stessi e potremmo andare incontro a sofferenze ben maggiori. Allora le consiglio di non accanirsi troppo contro l'ansia, ma di considerarla un'alleata per modificare la sua vita in direzione della sua vera felicità. Detto ciò, se sente che l'ansia le sta compromettendo eccessivamente la qualità della vita emotiva e fisica, dato il dimagrimento, parli con la sua psicologa della necessità di un momentaneo aiuto farmacologico per il quale serve la collaborazione di uno psichiatra o di tipo naturale per il quale non occorre la prescrizione medica, come ad esempio passiflora, valeriana, sedatol ecc. Questo potrebbe essere un aiuto per darle un pò di tregua e per far si che possa con maggiore serenità portare avanti il suo lavoro psicoterapeutico. A mano a mano che darà senso alla sua ansia e porterà avanti un cambiamento di ciò che nella sua vita realmente le fa soffrire, non solo l'ansia sparirà ma non avrà neanche più bisogno di medicamenti. In assenza di un lavoro su sè stessa la cura farmacologica, naturale o meno, non solo si rivelerà inefficace con il tempo, ma le darà anche una sensazione di dipendenza, è per questo che il lavoro terapeutico ha sicuramente un'alta priorità. Spero di esserle stata di aiuto Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Superare un tradimento

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Cara Sara, capisco la difficoltà del momento ma da qualche parte sento che tale difficoltà è anche legata al dover prendere una decisione ora. Mi chiedo, perchè darsi fretta? La situazione in cui a malincuore si trova non è facile e credo che lei abbia bisogno di tempo per capire cosa prova, per sperimentarsi eventualmente da sola, per poter immaginare una vita in cui continuare ad essere genitori per il bene dei bambini senza essere più una coppia, o al contrario per capire se c'è ancora spazio per credere non in lui ma nella vostra relazione (che è molto diverso), per sentire se potete stare ancora bene insieme. Insomma, credo che la delicatezza della situazione meriti del tempo, tempo che deve potersi concedere per scegliere liberamente e con maggiore consapevolezza. Le consiglio, se le fa piacere, di ascoltare su youtube le conferenze di Massimo Recalcati sul tradimento e sul perdono nella coppia, potrebbero aiutarla nelle sue riflessioni. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Crisi in coppia

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Cara Tina, da quello che mi dice credo che tra di voi ci siano molte cose taciute che riguardano i vostri bisogni e come vi sentite dentro, nel profondo. Non è facile litigare, esiste il conflitto distruttivo fatto di insulti, urla, accuse ed in cui si parla tanto di ciò che è successo, di come l'altro si è comportato e di come si sarebbe dovuto comportare e c'è poi il conflitto costruttivo in cui è possibile esprimere il proprio punto di vista senza attaccare l'altro e soprattutto comunicando come ci si è sentiti in una data situazione, cosa si sta provando in quel momento e quali sono i propri bisogni. Quest'ultimo tipo di conflitto non ha lo scopo di vincere sull'altro, ma di far vincere la relazione, di cogliere in un fatto contingente la possibilità di conoscersi e farsi conoscere sempre un pò di più dall'altro per migliorare lo stare insieme. Mi domando quanto vi concedete di accedere a questo secondo tipo di conflitto e quanto invece usiate il litigio per ferire l'altro con le parole o con i fatti. Vi consiglio di aprire delle finestre di dialogo più autentiche, magari anche con un breve percorso di coppia, per poter parlare effettivamente di cosa provate e di cosa c'è dietro quest'abitudine del vedere film porno dopo un litigio, con l'unico obiettivo di migliorarvi reciprocamente e migliorare la vostra relazione. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Mi mordo le mani

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Cara Beloved, di per sè quello che racconta non indica nessuna sindrome grave, suggerisce forse l'idea di uno stato d'ansia o di nervosismo. Le consiglio di prestare attenzione a quando lo fa, cioè in che situazioni si trova, cosa sta vivendo in quei momenti, cosa prova e di trovare un comune denominatore. Se gli darà senso riuscirà anche a trovare altri canali per fronteggiare quelle stesse situazioni e non avrà bisogno di ricorrere a questa modalità dolorosa e antiestetica. Se vuole un breve percorso psicologico potrà aiutarla a capire cosa succede. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - 328 0273833...

Stranezza all'improvviso

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CARO JOE, MI RIESCE UN PO'DIFFICILE RISPONDERTI IN MODO ESAUSTIVO Perché DESCRIVI MOLTO POCO LA TUA CONDIZIONE E LE TUE SENSAZIONI, AD OGNI MODO, CREDO CHE UN PERCORSO CON UNO PSICOLOGO DELLA TUA ZONA, MAGARI BREVE, POSSA AIUTARTI A DARE UNO SPAZIO ED IL GIUSTO SENSO ALLE TUE SENSAZIONI. sONO SICURA, INOLTRE, CHE UNO SPECIALISTA TI Potrà SOSTENERE SOPRATTUTTO IN QUESTA FASE DELICATA DELLA TUA CRESCITA. i 21 ANNI, INFATTI, SONO UN'èTà INTERMEDIA, IN CUI, SE HAI SVOLTO UN PERCORSO DI STUDIO, TI TROVI A DOVER SCEGLIERE QUELLO SUCCESSIVO O A FARE I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL LAVORO. sI E' TRA IL PASSATO ED IL FUTURO ED UNA SENSAZIONI DI SMARRIMENTO CREDO SIA NORMALE MA NON PER QUESTO NON MERITA ASCOLTO. tI CONSIGLIO, INOLTRE, DI NON CERCARE UNA DIAGNOSI (DISTIMIA, DEPRESSIONE) SOPRATTUTTO NEL WEB, RISCHI SOLO DI SPAVENTARTI, MA DI CHIEDERTI PIUTTOSTO "COSA MI FAREBBE SENTIRE MEGLIO?COSA MI RENDEREBBE PIU' SODDISFATTO DI ME E DELLA MIA VITA?COSA MI AIUTEREBBE A SENTIRMI PIu' SICURO". uNO SPECIALISTA TI AIUTERA' A TROVARE RISPOSTE A QUESTE E AD ALTRE DOMANTE. uN CARO SALUTO dr.ssa lAURA dE mARTINO pSICOLOGA E psicoterapeuta - Napoli TEL 328 0273833...

Gelosie

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Salve dAVIDE, CREDO CHE GIA' L'AMMETTERE CHE SI TRATTA DI UNA SUA Difficoltà E' UN PASSO IMPORTANTE E NON DA TUTTI, IN QUANTO SPESSO SI TROVANO TANTE GIUSTIFICAZIONI ALLA GELOSIA E SI E' CONVINTI DI STARE NELLA "RAGIONE", aL CONTRARIO, LA GELOSIA, HA EFFETTIVAMENTE A CHE FARE CON UNA PERSONALE Difficoltà, AFFONDA LE SUE RADICI NELLA PAURA DI PERDERE L'ALTRO, DI RESTARE SOLO, SU SENTIMENTI DI COMPETIZIONE O ANCORA SU VISSUTI APPARTANENTI AL PASSATO, AD ESEMPIO FAMILIARE, I CUI "FANTASMI" RICOMPAIONO OGNI VOLTA CHE SI CREA UNA SITUAZIONE SIMILE. credo CHE SIA OPPORTUNO CHE LEI APPROFONDISCA MEGLIO LA QUESTIONE RICHIEDENDO PRESSO UNO SPECIALISTA DELLA SUA ZONA UNO SPAZIO PER SE', SIA PER IL BENESSERE DELLA SUA COPPIA, MA ANCHE PER IL SUO PERSONALE IN QUANTO CREDO CHE NON SIA FACILE PER LEI PROVARE UN'EMOZIONE SIMILE. uN CARO SALUTO dr.ssa lAURA dE mARTINO pSICOLOGA E psicoterapeuta sistemico-RELAZIONALE Napoli- TEL 328 0273833...

Non riesco a focalizzare il mio vero problema nell'andare avanti

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cARA cLOE, FORSE POTREBBE CHIEDERSI COSA C'è NELLA SUA VITA CHE NON LE SEMBRA ALTRETTANTO ATTRAENTE E COME PUO' FARE PER MODIFICARLA IN UNA DIREZIONE CHE SIA MAGGIORMENTE RISPONDENTE A CI0' CHE DESIDERA. sI DOMANDI, INOLTRE, COSA RAPPRESENTAVA QUESTO COLLEGA PER LEI. mI SPIEGO MEGLIO. aL DI LA' DELLA SEMPLICE DOMANDA SE SI SENTE INNAMORATA, LA INVITO PIUTTOSTO A CHIEDERSI COSA DI LUI E DELLA VITA CHE CONDIVIDEVATE LE PIACEVA. a VOLTE NOI AFFIDIAMO AGLI ALTRI ASPETTI DI NOI CHE NELLA NOSTRA QUOTIDIANITA' NON RIUSCIAMO AD ESPRIMERE E QUESTO CI PIACE A TAL PUNTO CHE DIVENTA QUASI UNA DIPENDENZA. pOTERSI SEPARARE, ALLORA, IMPLICA RICONOSCERE QUALE PARTE DI NOI QUELLA PERSONA RAPPRESENTAVA E RE-IMPOSSESSARCENE (ESEMPIO LA LEGGEREZZA, LA Possibilità DI AVERE RELAZIONI AUTENTICHE ED INTIME, LA SPENSIERATEZZA, O ALTRO). sOLO ALLORA SARA' PER NOI POSSIBILE "RINGRAZIARE" QUELLA PERSONA PER AVERCI RESTITUITO UN NOSTRO PEZZETTO E SALUTARLA E SOLO COSI' NON SENTIREMO IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE Perché INFONDO QUELLA SEPARAZIONE NON E' AVVENUTA, NON CI SENTIAMO "MANCANTI" DI QUALCOSA, MA AL CONTRARIO SENTIAMO DI AVERE QUALCOSA IN PIU'. uN CARO SALUTO dr.ssa lAURA dE mARTINO pSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SISTEMICO-RELAZIONALE Napoli - TEL 328 0273833...

Mi sento soffocare dalla mia stessa vita e ora anche il sesso non funziona

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Salve Paolo, rispetto ad un possibile effetto collaterale del farmaco che sta assumendo, la invito a rivolgersi direttamente al medico che glielo ha prescritto , in quanto spesso una cura va ricalibrata ed aggiustata. Per il resto, la percepisco in fuga da se stesso e dai suoi sintomi che invece di dover ssere eliminati a tutti i costi andrebbero ascoltati. Solo questo le consentirà di stare davvero bene. Capisco che l'ansia, certi pensieri o il non riuscire ad avare rapporti sessuali possano spaventare, ma se cerca di zittirli quelli ricompaiono o si trasformano in altri in una guerra senza mai fine. Piuttosto che chiedersi se è normale o meno, credo che possa essere più utile per lei cercare di capirne il senso, che cosa della sua vita va cambiato per poter ritrovare il suo benessere. Per quanto spaventosi, questi sintomi arrivano per informarla che c'è qualcosa nella sua vita che non le piace, che la fa soffrire e forse non ha il coraggio neanche di dirlo a se stesso. La invito, pertanto, ad accostare alla terapia farmacologica un percorso di psicoterapia proprio per restituire a ciò che sembra non averlo, un senso e per migliorare la sua vita nella direzione di un autentico benessere. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli - Tel 328 0273833...

Mancanza di fiducia verso tutti

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Salve Pie87, credo che dovrebbe approfondire da dove nasce questa sua paura di essere tradito, ingannato...Molto spesso quello che viviamo nelle relazioni attuali, sottoforma di paure o bisogni, affonda le radici nel nostro passato relazionale, quello vissuto con le figure di riferimento principali. Si è forse sentito ingannato o tradito da loro?l'inganno e il tradimento hanno forse segnato la loro relazione di coppia insegnandole in qualche modo che andrà sempre così in tutte le relazioni? La invito a porsi questo tipo di domande e a capire in che modo anche lei con il suo comportamento può mettere gli altri nella situazione di doverle mentire. Se è ad esempio molto sospettoso e sulla difensiva, mi immagino che le persone che sono al suo fianco non si sentiranno libere di dirle tutto, per paura di suscitare la sua rabbia. In questo modo si realizza un fenomeno che noi chiamiamo "profezia che si autoavvera" secondo cui, inconsapevolmente contribuiamo a far accadere proprio ciò che non volevamo per poi confermare una nostra paura con un bel "lo sapevo io!". Spero di averle offerto degli spunti di riflessione utili, prenda sempre in considerazione l idea di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona per un breve percorso. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli-Tel 328 0273833...

Mia moglie mi assilla con la mania dell'ordine

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Salve Paolo, mi chiedo perchè delle due l'una? Può prendere in considerazione che sono vere entrambe?Intendo dire che forse questi atteggiamenti di sua moglie che sono il segno di un suo malessere, possono allo stesso tempo, nella relazione con lei, farla sentire a disagio, come se sua moglie non la sopportasse più. Si tratta di una sorta di ricaduta relazionale del sintomo. La invito a parlarne con lei, in quanto molto probabilmente sua moglie non sa che i suoi comportamenti la possano far sentire in questo modo. Le suggerisco di aprirsi al dialogo e alla comprensione in quanto molto probabilmente sua moglie fa davvero difficoltà a non mettere in atto queste procedure di pulizia che rendono ad entrambi, per motivi diversi, la vita tanto insopportabile. Un breve percorso di coppia vi potrebbe aiutare a capire il significato di questi sintomi, la ricaduta relazionale, in che modo , involontariamente, lei rinforza tali comportamenti e ad individuare le risorse per un'eventuale superamento. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli - tel 3280273833...

Aiuto psicologico per superare difficoltà

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Cara Anna, le esperienze negative condizionano il nostro modo di guardare noi stessi ed il mondo, come degli occhiali da vista ci fanno vedere le cose in un certo modo, il più delle volte negativo (ad esempio: non valgo niente, non merito di ssere felice, non posso fidarmi di nessuno, la gente è cattiva ecc.) E' come se ciò che ha vissuto da piccola avesse contribuito a creare in lei una certa immagine personale di sè, degli altri e della sua vita. Il problema ora è forse che lei si è attaccata a tale immagine, ovvero ci ha creduto e ha lasciato (certo non intenzionalmente) che questa condizionasse il suo umore e le impedisse di gioire della sua vita. Un percorso psicologico la potrebbe aiutare a ritornare sulle esperienze vissute e ad elaborarne sentimenti e vissuti abbandonando ogni concezione negativa su di lei e sul mondo che da queste sono derivate per accedere ad un nuovo modo di guardarsi e guardare la vita certamente più positivo. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli - Vomero tel 3280273833...

Depressione reattiva

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Salve Valentina, la depressione reattiva è una risposta ad un evento particolarmente stressante emotivamente ed in questi casi un aiuto farmacologico può essere utile, ma non bastare in quanto occorrerebbe piuttosto seguire un percorso di psicoterapia per aiutarlo ad elaborare l'accaduto. Immagino quanto lei possa sentirsi impotente di fronte a tale situazione, ma tutto ciò che può fare è solo invogliarlo a prendersi cura di sè intraprendendo tale strada. Allo stesso tempo, Valentina, la invito a non dimenticarsi di prendersi cura di se stessa, delle emozioni e dell'impatto che la situazione di papà ha sulla sua vita. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta, Napoli, Vomero tel 3280273833...

Ho perso fiducia nelle relazioni

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Salve Roberto, dal momento che la cosa le si ripropone spesso da quanto scrive, può innanzitutto chiedersi se questa sensazione non abbia a che fare con una sua paura o con un vissuto del suo passato che le si ripropone. Ciascuno di noi proietta fuori di sé attribuendolo agli altri il proprio mondo interno così che diventa davvero difficile trovare una verità oggettiva. Ad ogni modo, è molto utile per la costruzione di relazioni gratificanti poter comunicare le proprie sensazioni, purché queste siano espresse come sensazioni appunto e non come verità o giudizi. E'una buona abitudine quindi poter parlare di sé raccontando la propria sensazione o impressione con frasi che abbiano quale soggetto "Io" e dunque: Io sento...Io ho l'impressione...ecc. Siamo, al contrario, infatti, portati ad iniziare le nostre frasi con "Tu" ad esempio "Tu non mi ascolti, Tu sei preso solo da te....ecc. Frasi di questo tipo fanno sentire solo l'altro giudicato e provocano reazioni di difesa. Quando si parla di sé nessuno può contrastare quanto si dice dal momento che esso ha a che fare con la propria realtà interiore e non con quella dell'altro, è più facile, così, aprire la strada del dialogo. Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli - tel 3280273833...

Sono in crisi

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Salve Adele, credo sia importante che vi chiediate quanto vi sentite "famiglia" perché solo se vi percepite come un insieme allora il problema non sarà solo il suo bambino o comunque solo suo, ma dell'intera famiglia e come tale dovrebbe essere risolto. Da quanto scrive infatti, percepisco che ci sono delle separazioni, lei e il suo bambino da un lato, il suo compagno ed il figlio dall'altro, due schieramenti. Credo che è difficile che questo non sia percepito anche dai bambini e non ne influenzi il comportamento. E'importante che impariate ad essere "una" famiglia per la qual cosa non basta vivere sotto lo stesso tetto. Un percorso di psicoterapia di coppia potrebbe aiutarvi in questo senso. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e famigliare Napoli - tel 328 0273833...

Ansia sociale che non mi permette di relazionarmi

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Salve Alessia, perche' cercare una persona che faccia da stampella, da sostegno emotivo?l' amore per la danza potrebbe essere un'ottima spinta per uscire dal guscio e fare qualcosa che non ha mai fatto e che le riesce tanto difficile, ovvero mostrarsi, essere sola tra la gente, avvicinarsi nonostante le difficoltà del caso. Credo che questa situazione che ora le sembra tanto spiacevole le possa essere utile per il suo percorso di crescita. E' forse arrivato il momento di uscire da un'etichetta "ansia sociale" o "sono stata sempre così"per andare oltre, per darsi la possibilità di scoprirsi diversa e di osservare in quanti altri modi può essere. Le potrebbe essere utile anche fare un breve percorso psicologico a tale riguardo per essere aiutata a capire e superare le cause della sua ansia sociale e non permettere che questa le precluda delle belle esperienze come puo' essere la danza. Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Famigliare Napoli - tel 3280273833 https://www.facebook.com/demartinopsicologa/?ref=bookmarks...

Come curare la depressione acuta?

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Cara Annat,credo sia arrivato il momento che sia proprio lei a vedere il suo dolore piuttosto che continuare a trovare delle strategie per zittirlo. Può prendersi il tempo e lo spazio per ascoltarlo? Forse il suo passato non può essere liquidato in due parole nell'ultimo rigo di una lettera inviata su internet, ma necessita del coraggio di guardarlo e di ritornarci per poi riuscire a starci in modo diverso, in un modo che le consenta di vivere il suo presente in modo più felice. Le consiglio di rivolgersi ad un collega per un percorso di psicoterapia che l aiuti a fare ciò. Un caro saluto, dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale Napoli...

Mi sto logorando e sto male

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Salve Ugo, l'episodio che ha raccontato riguarda la sua adolescenza un periodo molto particolare in cui i ragazzi si trovano a fare i conti con i cambiamenti fisici e con la spinta ormonale che confonde e crea varie difficoltà. Accade così che i ragazzi si rivolgano alle persone a loro più vicine e quindi all' interno della famiglia prima di capire di doversi rivolgere all' esterno, al mondo dei pari. Incidenti come il suo possono pertanto capitare. Detto questo credo sia opportuno relativizzare e contestualizzare quanto accaduto ma che allo stesso tempo sia giusto per lei liberarsi di questo sospeso parlando con sua zia e raccontandole il suo dispiacere ed imbarazzo. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale Napoli - tel 3280273833...

Insistere o lasciare andare?

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Salve Elisa, come risponderle?chi può dirle cosa fare? Credo che su questa storia ci siano tanti dubbi, quelli del suo compagno circa la sua possibilita di reggere ai momenti di tensione di una separazione e quelli suoi circa l'affidabilità del suo compagno e che spazio si da a questi dubbi? quanto ne avete parlato e quanto avete sperimentato per risolverli? lui sembra decidere per lei la chiusura e lei chiede qui cosa fare...ma solo se sperimentate, solo se ne discutete davvero potrete scegliere. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale Napoli...

Depressione latente

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Salve Pietro, la invito a fermarsi e ad effettuare un percorso per ritrovare se stesso. Ciascuno di noi può essere paragonato ad un blocco di marmo, uno di quelli che gli scultori usano per dare forma alle sue statue attraverso un processo di sottrazione in cui a poco a poco toglie materia inutile. E' così che può venir fuori una bella forma. Allo stesso modo ciascuno di noi può essere scultore di se stesso, abbiamo, infatti, il compito di togliere tutto ciò che ci appesantisce (ad esempio idee e preconcetti tipo "sono un fallito", "non valgo niente" ecc.) e liberare il bello di noi. La psicoterapia funziona un pò cosi'. Si conceda uno spazio in cui capire come ritrovare il suo benessere rivolgendosi ad uno specialista della sua zona o ai servizi dell'asl. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli 3280273833...

il momento giusto per amare

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Salve Paia, le scrivo una frase di un film che mi ha molto colpita "accettiamo l'amore che crediamo di meritare"...Ci pensi. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli - 3280273833...

Il dolore di un figlio

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Salve Claudia, è molto importante in una famiglia mantenere i ruoli e i confini chiari, in particolare quello di genitore e quello di figlio. Confidandosi con sua figlia l'ha trattata da amica quindi da pari, confondendo il suo ruolo di genitore ed ora sua figlia allo stesso modo vi sta trattando da pari se non addirittura da figli giudicandovi e dicendovi come avreste dovuto comportarvi. Tutto questo non va bene, genera disorientamento e confusione. Si riprenda il potere ed il suo ruolo di genitore che in quanto tale non può essere giudicato, si fermi per prendere una decisione che vada nella direzione della chiarezza magari parlandone con suo marito, perchè no, anche richiedendo uno spazio di terapia di coppia. Quest'ultimo infatti vi aiuterà a risolvere (eventualmente anche scegliendo per una separazione) i vostri problemi di coppia lasciando fuori i figli. Non è importante infatti se i genitori stiano o meno insieme, ma quello che conta è dare ai propri figli un esempio di comportamento adulto e responsabile nell'affrontare le questioni. Un caro saluto. Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli, tel 3280273833...

Sbalzi d'umore e sindrome premestruale

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Salve Anna, una donna è soggetta a tanti cambiamenti soprattutto ormonali ed è un fatto che questi influenzino l'umore ma io non patologizzerei. Credo piuttosto che sia importante imparare a conoscersi e dare per così dire delle "istruzioni" agli altri con cui siamo in relazione dicendogli chiaramente come si sente e anche il motivo per cui crede stia così, chiedendogli comprensione ed eventualmente anche di rimandare eventuali discussioni. Quello che intendo dire è che se lei sa che in quei giorni si sente un pò giù di corda e reagirebbe male ad ogni minima sciocchezza perchè non dirlo?o magari semplicemente dirlo a se stessa in modo da fermarsi prima di attaccare, rispondere ecc. Questa è infatti una regola molto importante, i nostri nonni avrebbero detto "conta fino a 10" ed è proprio così perchè noi mettiamo il pilota automatico, "scattiamo" in certe situazioni, invece occorrerebbe fermarsi (in quei famosi 10 secondi) e chiedersi "cosa sto provando?" e magari parlare all'altro di quest'emozione piuttosto che rispondere in malo modo e basta. Questa si chiama consapevolezza emotiva e può essere acquisita attraverso un percorso su se stessa e l'esercizio continuo. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli, tel 328 0273833...

Che cosa mi succede?

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Salve Matteo, sembra quasi che lei non si voglia concedere di essere felice. Forse sente di non meritarlo?o forse ancora c'è l'idea che gli uomini della sua famiglia non possano esserlo?Forse bere la fa sentire un po' come suo padre?forse lo sente vicino, simile in quei momenti?forse ancora cerca di provare quello che provava lui per poterlo capire? Ad ogni modo credo che la strada migliore da percorrere sia quella di una psicoterapia che possa aiutarla a ritornare sulla vicenda di suo padre per poterlo lasciare andare e concedersi una vita diversa, magari felice. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli...

Pensare ad un vecchio amore non corrisposto

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Salve Matteo, a cosa le serve pensare alla sua amica? Pensa possa essere in qualche modo collegato alla paura di un impegno più serio e definitivo come il matrimonio?il matrimonio infatti è una scelta definitiva (o quasi) e può essere comprensivo pensare dinnanzi ad esso a tutte le strade non intraprese...Leggendo la sua lettera ho inoltre fatto la fantasia che forse tutta questa felicità e perfezione potesse spaventarla, a volte anche la felicità può farci paura o possiamo sentire di non potercela concedere, di non meritarla, o ancora temiamo di perderla. Mettiamo allora in atto una sorta di sabotatore interno che manda all'aria i nostri progetti facendoci fallire.Solo lei però può sapere se una di queste ipotesi la può riguardare. Ci rifletta. Un saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli...

Senso di colpa

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Cara Beatrice, parli di un'educazione cattolica che immagino avrai ricevuto dai tuoi genitori o da altre figure di riferimento, per questo leggo quanto hai scritto come una difficoltà a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che si aspettavano da te e che avrebbero desiderato. Crescere significa anche "tradire" ovvero andare altre, per essere se stessi. Quindi mi chiedo a cosa serve questo senso di colpa?a restare piccoli? Raccogli i valori in cui credi ma non lasciarti bloccare e non rinunciare alla tua unicità e a vivere la tua vita ascoltando i tuoi sentimenti. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli- Tel 328 0273833...

Perché non mi apprezzo?

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Cara Beatrice, l'adolescenza è il momento in cui definiamo il nostro carattere, chi siamo, cosa ci piace fare, chi desideriamo diventare e tu lo hai vissuto in coppia, questo ora ti porta inevitabilmente un senso di disorientamento. E' come se tu ti fossi definita in un rapporto a due, pertanto senza l'altro non sai chi sei. Ricordati: solochi sa stare da solo, puo' stare in coppia". E allora non ti resta che fermarti ed iniziare la più bella storia d amore che tu possa vivere, ovvero quella con te stessa. Riappropiandoti di una dimensione " a uno" imparerai ad amarti per quello che sei con i tuoi pregi e difetti e potrai chiedere ad un ragazzo di condividere la tua vita piuttosto che di darti conferme su chi sei e quanto vali, perché all' ora lo avrai già scoperto da te. Un saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare. Napoli - 328 0273833...

Ci molliamo, subito dopo lui si sposa

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Cara Silvia, quando una storia finisce la cosa più utile da fare è chiedersi cosa di quella persona ci piaceva e provare a fare propria quella caratteristica. Ci innamoriamo infatti di chi ha una o più qualità che noi non riusciamo ad esprimere oppure le nostre paure e conflitti e attraverso quella persona li cerchiamo di gestire e risolvere. Ripercorrendo i motivi che l'avevano legata a lui, potrà fare in modo che questa storia le sia stata utile nonostante il finale. Una relazione che non ha avuto un lieto fine, può, infatti, essere un attraversamento ugualmente importante per la nostra realizzazione e crescita, mentre restare legati alla rabbia a cosa serve? Si ricordi: qualsiasi evento della nostra vita non è negativo di per sé anche se porta dolore, tutto dipende da cosa riusciamo a farcene, come riusciamo ad utilizzarlo. La vita propone degli eventi, ma il nostro potere sta in come li interpretano e li usiamo! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli- 32i 0273833...

Autostima e il non saper dimenticare

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Cara Roberta, lasciare andare non è mai facile, inevitabilmente arriva un senso di perdita, di tempo che passa, di nostalgia per le cose che cambiano...e a volte pur di non provare tutto ciò siamo disposti anche a trascinare storie che non ci soddisfano appieno. Prova a chiederti dunque qual è la tua vera difficoltà a separati. Che cosa questa persona ha rappresentato per te, cosa hai preso da questa storia e cosa chiedi ad un amore. Rispetto all' autostima, non è semplice risponderti. Le sue basi affondano nelle prime fasi della nostra vita e nel rapporto con i nostri genitori. Fondamentale è quanto ci siamo sentiti amati, desiderati e apprezzati e se così non è stato, molto importante è la possibilità di elaborare e lasciare andare questo vissuto senza farlo diventare il filo rosso di tutta la nostra vita. Può essere inoltre utile, riuscire in qualcosa, dedicarsi alle proprie passioni e ai propri talenti. Tu conosci i tuoi? Un saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale, Napoli....

Bimba chiusa nel suo mondo

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Salve Michela, dalla sua lettera mi colpisce che conta l'età della sua bimba ancora in mesi, mi chiedo se c'è qualche motivo per cui sua figlia debba rimanere piccola...Cosa succederebbe se crescesse? Se fosse pronta ad allontanarsi da lei? Come la vivrebbe? Cosa farebbe lei Michela? E suo marito? Questo per dirle che i comportamenti di un bambino a volte sono in funzione delle dinamiche dell'intera famiglia, "servono" a mantenere un certo equilibrio...ci rifletta... Un breve percorso di psicoterapia familiare potrebbe aiutare la sua famiglia a crescere e ad accompagnare la bimba nelle altre fasi della sua vita. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli...

Voglio capire cosa non va in me...

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Salve Salvateoe, ormai capita sempre più spessp di cercare su internet i nostri malori, ma a cosa le serve? a cosa serve mettere un etichetta?le consiglio di rivolersi ad un terapeuta della sua zona per andare alla ricerca della sua unicità, riappropriarsi della sua storia per capire da dove nascono le sue paure. Un caro saluto,Dott. ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare napoli...

Ansia e complessi di inferiorità

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Cara Monia, mi verrebbe da suggerirti di far correggere il cognome, cosa conSentita quando esso reca un simile pregiudizio. Ma davvero risolverebbe la cosa?quante persone esistono con cognomi bizzarri alle quali la cosa non turba affatto? come mai per te è tanto importante?forse il motivo ha a che fare con un tuo bisogno di perfezione, di essere impeccabile e con la paura del giudizio. Da dove nasce una simile paura?Il cognome, inoltre, rimanda al padre ed in generale alle proprie origini e riguarda la possibilità di accettarle o al contrario di vergognarsene. Che rapporto hai con queste?Ti invito ad approfondire la cosa con un terapeuta della tua zona. Un caro saluto, dr.ssa Laura De Martino PSICOLOGA E PSICPTERAPEUTA RELAZIONALE E FAMILIARE NAPOLI...

È iniziato il mio incubo... come posso uscirne?

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Cara Francesca, la risposta già se l ' è data "stanno esagerando,ma io non voglio rispondere alle provocazioni,sopratutto di una persona instabile come lei..".Non è facile avere a che fare con la pazzia e le sue logiche, ma non si faccia trascinare. Con il tempo si stancheranno soprattutto se lei non risponde. Se così non fosse può chiedere consiglio alle forze dell' ordine, magari con una diffida o con una misura anti Stalker potranno aiutarla. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli...

Situazione pesante

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Cara Maria, immagino quanto sia frustrante aiutare chi non vuole farsi aiutare. La cura farmacologica agisce sul sintomo, l'ansia in questo caso, ma non risolve le cause di un simile disagio quindi è probabile che questo trovi altri modi per esprimersi. Il cibo o il ritiro in casa possono essere tra queste modalità. Il suo ragazzo dovrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta per andare avanti nel suo percorso e magari iniziare a prendersi cura di se stesso. È probabile tuttavia che non percepisca il peso o il non uscire come un problema e quindi difficilmente accetterà un simile suggerimento. A questo punto mi dispiace ma non ha più possibilità di aiutarlo. Quello che può tuttavia ancora fare è prendersi cura di se stessa. Per quanto bene gli possa volere, per quanto siete cresciuti insieme e veda che infondo si tratta di un ragazzo in difficoltà, non è detto che lei debba sceglierlo come suo compagno di vita. La invito a chiedersi "ed io mi sto prendendo cura di me e di ciò che desidero per la mia vita?". Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale, Napoli, Tel 3280273833...

Trasferimenti

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Salve Mauro, le sue domande necessiterebbero di un approfondimento e di una visuale più ampia sulla sua vita, sui vissuti attuali o passati sottesi ad una simile modalità di comportamento. Credo che potrebbe farlo concedendosi un percorso psicoterapeutico. Le dico solo che esistono infiniti modi per autosabotarci, alcuni usano strani camuffamenti. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale, Napoli, Tel 328 0273833...

Problemi con Lui

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Salve Rosanna, da come racconta la cosa sembrerebbe che il suo ragazzo abbia dei tratti ossessivi ed una tentenza al controllo. Credo che più che chiedersi se lei sia sbagliata (concetto relativo e forse inutile in una coppia) può chiedersi se le piace un uomo cosi, se è quello che anche lei desidera. Come mai chiede se è sbagliata? Si sente così?Si sente in colpa?sente il bisogno di approvazione nel decidere di lasciarlo? Da qualche parte si sente egoista egocentrica come lui l ha definita? Cosa pensa lei? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Napoli, 3280273833...

Quando l'amore distrugge

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Cara Maria, mi sembra che tu già sappia molto bene cosa fare. Sicuramente non è una decisione facile, ma rimandarla non potrà che rendere le cose ancora più difficili. La paura della solitudine è umana, e sono molte le coppie che restano insieme per non affrontarla, ma non sarebbe un pò come rinunciare a monte ad essere felice? Attiva tutte le possibili risorse, eventualmente anche farti sostenere con un percorso psicologico in questo passaggio, può essere utile. Inserisciti in contesti in cui puoi incontrare persone, palestre, corsi, ricontatta vecchie amicizie. Hai l'età dalla tua ed il diritto ma anche la responsabilità di occuparti di te e della tua felicità. Un grosso in bocca al lupo, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli, tel 328 0273833...

Disturbo di mia madre

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Cara Marianna, immagino quanto sia difficile da sostenere questa situazione per lei, e credo che da sola non lo possa fare. Chi la può aiutare ad aiutare mamma? Attivi tutte le risorse possibili, suo padre, eventuali fratelli, zii, il medico di famiglia. E' molto importante che sua madre venga presa in carico da uno psichiatra ed eventualmente, una volta rientrata la situazione, da uno psicoterapeuta per elaborare il suo dolore. Eventualmente, se proprio sua madre non voglia curarsi e continua ad avere comportamenti pericolosi per sè, c'è da prendere in considerazione la possibilità di un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Al di là di tutto ciò, vorrei invitarla a non farsi carico da sola di questa situazione, ma ad attivare una rete di aiuti, che possano condividere con lei la difficoltà e la responsabilità della situazione. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli, tel 3280273833...

Come fare amicizie?

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Cara Alessandra, non è facile rispondere alla sua domanda, non c'è un modo preciso...Credo che l'unica cosa che occorre sia la curiosità verso l'altro, l'apertura e le opportunità, ma se ci sono le prime due cose queste ultime si creano. Le consiglio di valutare cosa le offre il territorio come occasioni per conoscere persone, ad esempio palestre, scuole di ballo, biblioteche ecc. ed andarci portando con sè curiosità ed apertura appunto, oltre quelle caratteristiche che in questi mesi ha scoperto di avere e che le appartengono ovunque vada. Un grande in bocca al lupo, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli, 3280273833...

Forti insicurezze

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Cara Alessandra, la sua lettera già contiene molte risposte alla sua domanda. Primo fra tutti, è proprio vero che finchè non imparerà ad avere rispetto e ad amarsi difficilmente lo faranno gli altri. Questo accade perchè se lei è profondamente convinta di non valere e di non essere meritevole di amore, inconsapevolmente trasmetterà agli altri questo messaggio. La cosa più sorprendente è che per lo stesso principio è vero anche il contrario!quando ci amiamo e siamo contenti di noi diventiamo delle calamite, attraiamo gli altri. Un'altra cosa molto importante che lei stessa scrive è che a volte ci scegliamo le persone che hanno quelle caratteristiche che ci mancano. E'pur vero però che vederle negli altri ci mette in difficoltà, così può accadere che entriamo in conflitto con loro o che proviamo a non fargli più esprimere quelle caratteristiche, ad esempio per gelosia o possessività. Anche qui però c'è una buona notizia, che una relazione può esserci utile se la sappiamo usare, se ad esempio proviamo a mettere dentro di noi un pezzettino dell'altro, provando a sviluppare ciò che dell'altro ci piace. In questo caso anche se quella relazione dovesse concludersi, ci avrà ugualmente arricchito, sarà stato un attraversamento importante per noi e non sentiremo di aver perso qualcosa o di essere stati delusi, ma fortunati di aver vissuto quel rapporto. Il consiglio è quello di intraprendere un percorso di crescita personale rivolgendosi ad un terapeuta della sua zona per capire insieme da dove nasce questo suo sentirsi sempre più piccola, inferiore e anche la sua tendenza al perfezionismo che mi sembra di intuire nelle sue parole.Quando dice che vorrebbe piacere alla gente, si chieda a chi vuole/o avrebbe voluto piacere in realtà?chi sente di non aver conquistato? Vede, spesso ci troviamo a vivere nella vita relazionale di tutti i giorni sentimenti e vissuti che in realtà appartengono al nostro passato o ad altre figure ben più importanti, a ripetere degli scenari, dei film che hanno riguardato altre persone e altri tempi. Risolvere i problemi con le persone attuali è inutile, occorre andare all'origine. Un terapeuta potrà aiutarla in questo viaggio alla ricerca di se stessa. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli, tel 3280273833...

Problemi nella relazione

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Salve Miki, a volte re-agiamo rispondendo male o trattando male chi ci è accanto e a poco a poco inevitabilmente questo logora la nostra vita relazionale. Quello che possiamo fare è ricordarci che possiamo fare molto affinché le nostre relazioni vadano meglio. Possiamo ad esempio, fermarci e piuttosto che agire rispondendo male, contattare l emozione che stiamo provando in quel momento e scegliere di parlare di quella piuttosto. Occorre imparare ad entrare in contatto con se stessi, con le proprie emozione e trovare il coraggio di parlare di quelle. Questo vale anche nella vita di coppia, sicuramente è più utile parlare di come si sente, della sua difficoltà piuttosto che dire parolacce che allontanano l altro e sporcano la relazione ( poi magari l altro davvero finisce nelle braccia di un'altra persona ma perché è stufa del nostro comportamento!). Ovviamente ci vuole il coraggio di mettersi a nudo, di condividere e anche di chiedere aiuto all' altro per superare una difficoltà che non è mai di uno solo, ma della relazione. Resto a disposizione per altri chiarimenti, saluti Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Attacchi di panico, quale rimedio?

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Cara Valentina, non credo sia il caso di ricorrere alle medicine, quelle possono essere un valido supporto in casi più pervasivi e duraturi e sempre in associazione anche ad un percorso psicoterapeutico. Quello che può fare è prima di tutto chiedere al medico generico di prescriverle delle analisi del sangue, in quanto vi sono delle situazioni ( esempio alterazioni tiroidee) che possono portare sintomi simili al panico. Una volta escluso ciò le consiglio di contattare uno Psicoterapeuta della sua zona per fermarsi e cercare di capire il senso di questo sintomo. Il panico, infatti, per quanto spiacevole è un segnale che le può essere molto utile se lo ascolta. La può aiutare infatti a capire che cosa nella sua vita non va, cosa vuole cambiare o quali emozioni non ha ascoltato. Spero di esserle stata d'aiuto, Saluti Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Problemi a socializzare e morbo di Crohn

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Caro A. credo ti possa essere utile chiedere il supporto di uno psicologo magari parlandone con i tuoi genitori per avere uno spazio in cui poter parlare delle tue emozioni e difficoltà. Da quello che scrivi mi sembra che al di là del disturbo in sé, quello che ti ha segnato sia stato l aver scoperto di avere qualcosa , dici infatti che la tua vita è rovinata da quando ti hanno diagnosticato il morbo di Crhon. Come se ciò ti avesse fatto sentire "diverso" dagli altri. Come vivevi il pubblico prima?Da dove nasce veramente (al di là del disturbo) questa paura di non piacere, di essere respinto? Forse il disturbo ha solo portato alla luce delle paure preesistenti (il morbo di crhon ha anche una natura psicosomatica) e ben venga che ora tu le stia tirando fuori! Ma credo ti serva più spazio di quello che puoi trovare qui sul web. Spero di esserti stata d'aiuto, un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Come gestire la rabbia incontrollata?

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Salve Angy, esistono due modi per non sperimentare la rabbia: il primo e reprimerla, come racconta di aver fatto lei per tanto tempo, il secondo è buttarla fuori nel modo in cui sta facendo ora. Sembra, infatti, paradossale, ma anche scaraventarsi addosso a persone o a oggetti, urlare cose spiacevoli è un modo per sbarazzarsi della rabbia. Ci pensi, quando le capita ciò dove finisce la rabbia? al termine di simili episodi si sente ancora arabbiata o piuttosto dispiaciuta per quanto ha compiuto, in colpa, o addirittura con un senso di disistima personale e vergogna? Magari le sarà capitato anche di doversi scusare proprio con chi all'origine l'aveva fatta arrabbiare. La rabbia non è un'emozione negativa di per sè, anzi se ce la concediamo ci permette di capire cosa non ci piace e ci da la direzione e l'energia del cambiamento, ma dobbiamo, appunto, darci il permesso di "tenerla"piuttosto che reprimerla o espellerla in questo modo. La questione ora è perchè lei non se la può concedere? come è stata vissuta la rabbia nella sua famiglia?cosa le hanno insegnato in merito? cosa teme? Credo le potrebbe essere utile uno spazio di psicoterapia per poter indagare questo ed altri temi e riuscire ad armonizzare le sue emozioni ed il suomodo di viverle. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli - tel 3280273833...

Soffro di depressione?

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Salve Olexandra, ha fatto un passo importantissimo a scrivere su questo portare e a chiedere aiuto ma la invito a darsi la giusta importanza ed il giusto spazio chiedendo ad uno psicoterapeuta della sua zona di iniziare un percorso insieme. Solo così potrà capire meglio i suoi vissuti e ritrovare la sia strada. Un caro saluto, Dr. Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli . tel 3280273833...

Come interagire in modo sincero con lo psicologo?

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Salve Patrizia, quello che succede (o non succede) in una stanza di terapia con uno psicologo ha molto a che fare con il modo in cui si vivono le altre relazioni. Sto dicendo che il vergognarsi di mostrare tutte le sue parti, il suo mondo interiore forse riguarda anche le altre relazioni. La invito pertanto a riflettere sui motivi che stanno dietro questo suo sentimento( paura del giudizio?di essere rifiutata? Non capita?ecc ecc.) e a chiedersi se questo non sia proprio collegato con la sua questione, ovvero il trovare uomini che non si impegnano. Ci rifletta...potrebbe essere proprio un importante primo punto da cui partire! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Consiglio per genitori

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Salve Rosi, sento una certa ansia e preoccupazione rispetto alla crescita dei vostri figli che vi spinge a cercare la modalità "giusta" anche rivolgendovi ad un terzo esperto e magari imparziale (la sorella- psicologa, il web). A questo riguardo devo purtroppo dirvi che non esiste una modalità giusta o almeno non ne esiste solo una. Quello che va bene per dei ragazzi potrebbe non andare bene per altri e quello che forse più conta è la serenità e la tranquillità che passa ai ragazzi. Mettere in atto, dunque, la strategia "pedagogicamente più corretta" o consigliata ma farlo con dissapore tra di voi o con angoscia per le possibili conseguenze non aiuta i ragazzi, che queste cose le "sentono". Vi consiglio, pertanto, di andare oltre le questioni specifiche e di capire e condividere le vostre paure e preoccupazioni più profonde che stanno dietro ai vostri interrogati. in questo certamente un terapeuta della vostra zona potrà aiutarvi a creare quello spazio di ascolto e condivisione necessario. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino, Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli, tel 3280273833...

Cosa comportarsi con mio figlio dopo la separazione?

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Salve Fabiana, l'età di suo figlio, l'adolescenza, non è un periodo semplice per diversi motivi e soprattutto è un periodo in cui il rapporto genitori-figli viene sottoposto a forti tensioni. Durante quest'epoca infatti i ragazzi sono alle prese con la strutturazione della loro identità personale, sessuale e sociale. Questo processo si accompagna a diversi vissuti e sentimenti contrapposti. Sentono il bisogno dei loro genitori dai quali richiedono accoglienza e sostegno in quanto si sentono ancora piccoli e vulnerabili, ma allo stesso tempo richiedono autonomia e libertà perchè si sentono forti ed onnipotenti e passano continuamente da un opposto all'altro. La dipendenza dai loro genitori che li ha caratterizzati durante l'infanzia è allo stesso tempo un bisogno e qualcosa di temuto da respingere poichè contrasta con l'espressione di sè. Da qui la rabbia nei loro confronti come modo per mettere distanza e per definire un sè diverso da quello dei genitori. Per i genitori, di conseguenza, il compito è davvero duro poichè ad essi è richiesto di assecondare queste spinte e questi bisogni tanto diversi da un momento all'altro e quindi esserci quando hanno bisogno di sostegno ma rispettare anche la loro autonomia emergente l'attimo dopo. A tutto ciò possono poi aggiungersi rabbie e dissapori specifici dovuti ad esempio alla separazione, ma non è detto che sia così. Quando dice, pertanto, che suo figlio è carico di rabbia sta collegando questa rabbia alla separazione?Sicura che tale collegamento non sia frutto di una sua paura in tal senso ed invece il ragazzo stia semplicemente vivendo il suo dramma adolescenziale? trovando magari nella separazione solo un motivo su cui argomentare nei confronti dei genitori quella rabbia che fa parte del processo di crescita? Aspetti i momenti propizi per favorire il dialogo e provi a chiedere a suo figlio come si sente e cosa pensa e soprattutto lavori per ottenere la collaborazione del suo ex marito nell'educazione dei figli. La separazione chiude un matrimonio, ma apre alla sfida di continuare a cooperare per essere insieme genitori. I ragazzi hanno bisogni di sapere che c'è chiarezza e cooperazione nelle decisioni che li riguardano. Quando si ottiene questo è difficile che una separazione possa recare un danno ai figli. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli, tel 3280273833...

Non so se voglio un figlio e mi sento in colpa.

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Salve Valeria, sul tema maternità credo ci siano dei grandi tabù e spesso quello che non può essere detto riguarda tutte le emozioni negative ad essa collegata. Viene descritta come qualcosa di desiderabile e quando arriva un figlio vengono espressi nei suoi confronti solo i sentimenti più belli. "Quello che le donne non dicono" riguarda tutta l ambivalenza che accompagna il prima, il dopo ed il durante questa straordinaria esperienza che è la maternità. Capisco pertanto il suo sentirsi in colpa come se fosse lei la strana, ma le assicuro che non è così. Avere un figlio comporta uno stravolgimento della vita e del proprio essere al mondo ed è normale che si accompagni a sentimenti opposti. In più la maternità sembra essere una prescrizione sociale ma ci si dimentica invece che si tratta di una decisione che ha a che fare con il progetto di vita individuale e di coppia. Un progetto creativo che non è detto sia necessariamente basato sulla genitorialità. La invito pertanto a pensare al suo progetto creativo di vita e se in esso è contemplata la maternità la invito a godersela a tutto tondo con tutti i suoi 50 e 50 e le sue ambivalenza e a non averne paura. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare, Napoli Tel 3280273833...

Problemi nelle relazioni dopo un tradimento e complesso d'inferiorità

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Salve Agostino, mi viene in mente la frase di un film "rincorriamo l'amore che crediamo di meritarci". Visto come apre e come chiude la sua lettera mi sembra che da qualche parte lei sappia che quanto le accade nella vita di coppia sia collegato alla stima di sé, la invito pertanto ad indagare questo tema magari chiedendo aiuto ad un terapeuta della sua zona. Credo, infatti, possibile che la sua vita di coppia possa migliorare se migliorerà il rapporto che lei ha con se stesso. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Difficoltà nell'intraprendere nuove relazioni

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Salve Sabrina, credo che chiedere uno spazio in cui approfondire meglio la questione sia l'ideale. A volte usciamo da delle storie con delle conclusioni e delle teorie su di noi, sugli altri o sulle relazioni che poi ci bloccano ed agiscono come sabotatori per gli incontri successivi. " Non sarò mai amata come desidero" "Non amero' mai allo stesso modo" "Tutte le storie sono destinate a fallire ecc ecc. In più spesso tali teorie affondono le loro radici, a mo di conferme, su vissuti infantili relativi alle vicende con le persone per noi significative. La invito, pertanto, ad approfondire questi temi e a scegliere in modo consapevole cosa vuole prendersi da questa storia ormai conclusa. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Amore? Infatuazione? confusione?!

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Salve Giorgio, la sua è quella che si chiama una domanda da un 1000000 di dollari! Non credo ci sia una risposta valida per tutti, fa parte di quelle domande alle quali siamo di volta in volta chiamati a rispondere e a volte tale risposta arriva dopo del tempo. Proprio per questo mi viene in mente che l'unico modo per saperlo e sapersi ascoltare, "sentire" cosa si prova, dargli un proprio personale significato e poi...essere pronti a rischiare! Si, dico rischiare, perchè a volte con il tempo capiamo che "non era amore, ma un calesse", come il celebre film di Masimo Troisi o era altro ancora, ma non amore. Lo stesso vale per il tradimento, può avere un senso molto diverso a seconda delle persone e delle situazioni. Come mai lei pone questa domanda?Sento forte il bisogno di non sbagliare, è così? Dr.ssa Laura De Martino Psicologa clinica e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli, tel 3280273833...

Come gestire la verità sul padre biologico?

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Salve Deborah, se state sereni voi su questa storia sono certa che passerete tale emozione anche alla bimba. A tal riguardo considero importante che lei si conceda di fermarsi, eventualmente anche con l aiuto di uno psicologo, per capire come sta con questa situazione, se ha delle emozioni spiacevoli da elaborare o delle paure da affrontare, proprio perché la serenità di sua figlia passa inevitabilmente dalla sua. Ì bambini sono molto bravi a cogliere gli stati d'animo e percepiscono i non detti, proprio per questo la invito a dire le cose come stanno precocemente. I bambini cercano, infatti di dare una spiegazione a ciò che non capiscono ( umori, sguardi, mezze parole, espressioni del viso involontarie ecc) ed elaborano delle fantasie che sono spesso peggiori della verità. Inoltre, un racconto tardivo porterebbe inevitabilmente con sé il messaggio " è una brutta cosa da dire " " una cosa spiacevole che ti è successa " o ancora "è difficile da raccontare" oltre a sollecitare il vissuto di essere stato tradito o imbrogliato. Quanto più lo farete presto inserendo nel vissuto quotidiano questa realtà tanto più la bimba la vivrà come normale e con serenità. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino, psicologa e psicoterapeuta relazionale e familiare...

Doc da relazione?

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Cara Gaia dice di non avere dubbi di lui, che ha occhi solo per lei ma poi dice anche di avere la sensazione che gli nasconda qualcosa. Mi sembra in generale poco sicura di questa storia e poco serena, mi chiedo e le chiedo quanto questo abbia a che fare con la sua storia passata. A volte la poca fiducia ha a che fare più con noi che con l'altro, forse ha paura e non si fida della sua possibilità di affrontare un'eventuale delusione?Come se volesse essere sicura di non soffrire più per amore...forse dubita tanto di lui e dei suoi sentimenti perchè vorrebbe la certezza che ciò non accada più? L'amore è un rischio, sempre, richiede tanta fiducia, non tanto nell'altro ma in se stessi e nella possibilità di poter reggere un (altro) dolore. Ci rifletta... Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta, relazionale e familiare Napoli, 3280273833...

Continure pensando di vivere l’attimo finché dura?

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Cara Sara, credo che le cose non capitino per caso, e se oggi si trova a vivere una storia "naif" è perché, come dice, non sente ci sia spazio per altro. Sono sicura che quando ciò accadrà, ovvero quando si sentirà pronta per altro, altro succederà. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare, Napoli, Tel 3280273833...

Credevo fosse amore, era altro

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Cara Federica, per quale motivo farsi trattare in questo modo? Forse tutto è racchiuso in quella che definisce una "dipendenza affettiva" e che avrà sicuramente messo radici su bisogni insoddisfatti del suo passato. Le consiglio di prendersi uno spazio per sé chiedendo ad uno psicoterapeuta della sua zona per trovare insieme la strada del suo benesse e della sua felicità. Un caro saluto, Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale è familiare, Napoli, Tel 3280273833...

PICA, mangiare cose non commestibili

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Salve Paola, credo che per lei scrivere sul web sia stato un passo molto importante, ma la invito ad impegnarsi in un percorso di psicoterapia per superare i vari disturbi dell'alimentazione di cui parla . Solo comprendendo il loro significato se ne potrà liberare ed evitare di mettere a rischio la sua salute. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare. Napoli. Tel 3280273833...

Problema familiare: Nipote con problemi non si fa aiutare.

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Salve Sara, la situazione da lei descritta mi sembra alquanto complessa e capisco che di fronte a chi non si vuole far aiutare ci si possa sentire "disperati", impotenti e provare un grande senso di frustrazione. In effetti senza una richiesta di aiuto esplicita può solo tentare di reggere le emozioni che ciò la sollecita ed a poco a poco imparare a lasciar andare. Detto questo sono d' accordo con la collega che si potrebbe coinvolgere S. in un percorso di psicoterapia familiare. La motivazione sarebbe quella di ricevere un aiuto a trovare un benessere familiare, a superare le difficoltà relazionali presenti e a capirla per migliorare anche la convivenza, che non credo sua facile. La sua presenza sarebbe determinante in questo senso. Si tratta di proporre un cambiamento di prospettiva che non faccia sentire S. giudicata o peggio ancora "malata". Se posta in questo modo, difficilmente i ragazzi rifiutano la terapia familiare. In caso ciò dovesse accadere, invito ugualmente chi si prende cura di lei ad effettuare un percorso psicoterapeutico per poter aprire uno spazio di riflessione e contenimento delle emozioni sollecitate dalla situazione. Spero di essere stata di aiuto. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli, Tel 3280273833...

Non mi ha detto che era già stato sposato

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Salve Valentina, nessuno puo' dirle se la sua è una reazione esagerata o meno, è il suo vissuto e non c'è una cosa giusta o sbagliata. Credo che vi potrebbe essere di aiuto darvi del tempo per capirvi, per capire le motivazioni del suo compagno ad omettere un pezzo della propria vita e come si sente lei. Mi colpisce che ad ogni modo il suo fidanzato l abbia fatta andare in casa sapendo che c'erano le fotografie ed evidentemente senza istruire i genitori nel non parlare. Questo mi fa pensare ad una volontà comunque di farglielo sapere, anche se in modo laterale. Insomma prendetevi del tempo per capirvi è per raccontarvi. La invito a sentirsi libera di fare e di chiedere, di esprimere le emozioni che sente senza il timore di essere giudicate che (forse mi sbaglierò) ma mi arriva nella sua lettera. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel. 3280273833...

Sesso per sentirmi accettata

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Salve Mara, credo che ha già capito un aspetto importante " Lo faccio per sentirmi accettata" la invito a riflettere come si esprime tale bisogno in altri ambiti della sua vita ad esempio fa fatica a dire di no?tende ad essere accondiscendente rispetto agli altri?ecc. O se si esplica solo attraverso la sfera sessuale e come mai. Tale bisogno nasce dal non essersi sentita accettata?Da chi? Per quale motivo? Insomma credo che possa continuare questa ricerca per la quale scrivendo qui ha fatto un primo è fondamentale passo, ma che necessita di andare avanti, magari altrove, affinché possa trovare il suo benessere relazionale. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Un muro da 2 anni

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Salve, per scrivere qui credo che abbia già capito che non è una questione di logistica (open space, lavoro di mamma ecc.) quanto sopeattutto emotiva, legata alla paura del giudizio, di mostrarsi o forse di "dare fastidio".Sarebbe utile sapere se una simile paura si esprime anche in altri contesti di vita, cosa la motiva a prendere lezioni di canto ed in generale com'è il rapporto con sua madre (di cui fa riferimento). La invito ad approfondire questi temi. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Mi sento continuamente triste

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Salve Alice, da quello che scrive credo che abbia imparato a non dare valore alla sua tristezza, ma a considerarla come qualcosa da giudicare, sminuire, ridicolizzare insomma tutta una serie di cose tranne che "interrogarla" o "ascoltarla". E allora Alice, si chieda, ma io questa tristezza l ho ascoltata? Cosa mi sta dicendo? Da dove nasce? Le emozioni, tutte, anche quelle negative, ci servono tantissimo e non possiamo perdere l'occasione di ascoltarle ! Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli...

Problema con i genitori

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Salve Stefania, leggendo la sua lettera percepisco tanta rabbia nei confronti dei suoi genitori, una rabbia forse precedente al loro attuale comportamento di opposizione rispetto alla sua scelta di frequentare questo ragazzo. Faccio, inoltre, una fantasia e le chiedo è davvero casuale essersi innamorata di una persona che a loro non piace? Potrebbe essere un modo per esprimere attraverso di lui la sua rabbia nei loro confronti? Immagino che ora lei si senta molto innamorata e queste mie parole le sembrano forse assurde, ma ci rifletta...In ogni caso credo che la soluzione migliore sia sempre affrontate il tutto, magari anche allargando e non chiudere tutto semplicemente a "ragazzo si o ragazzo no" , ma affrontando questioni più ampie come cosa ha significato per lei crescere con due genitori imprenditori e tanto impegnati, cosa prova nei loro confronti oggi che le si oppongono con tanta fermezza e cosa significa per lei questa persona. Se crede le possa essere utile potrebbe chiedere l aiuto di un terapeuta familiare per ritagliarvi uno spazio in cui, con l aiuto di una persona esperta, incontrarvi per davvero. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Ragazza senza desideri in ambito sessuale

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Salve Michele, da quanto scrive è evidente che la sua ragazza ha una ferita enorme e lei già ha fatto quello che una persona che ama potrebbe fare, ovvero invitarla a chiedere aiuto. Non vedo altro modo purtroppo, se non motivarla in tal senso magari ribadendo la sua volontà di sostenerla e aspettarla (se davvero se la sente di farlo). L abuso sessuale segna infatti un dolore profondissimo che necessita di tempo e pazienza per rimarginarsi ma con un adeguato sostegno ed amore sono sicura che la sua ragazza potrà ritrovare la sua serenità. Restano ora solo due questioni: la sua ragazza vive come un problema questo blocco nella vita sessuale? O è solo lei a percepirlo come tale?se così fosse infatti mancherebbe la spinta principale per intraprendere un percorso di psicoterapia che inevitabilmente è anche faticoso in quanto va a toccare emozioni e ricordi che si vorrebbero solo cancellare. Il secondo aspetto è: se la sente davvero di aspettare?Non è tenuto a farlo anche se sono sicura che le dispiace per la sua ragazza. Non si può sentire obbligato o costretto a stare con lei perché depositario di questa delicata confidenza. Non sarebbe giusto per entrambi. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Fobia sociale o disturbo evitante?

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Caro Emanuele, il bullismo segna una ferita molto forte e porta con sé la paura di non essere accettato e spesso è proprio questa che porta poi ad autoescludersi e, paradossalmente, a ripetere esperienze relazionali poco soddisfacenti. Tutto ciò rinforza l idea di non valere niente. Così facendo si continua a dare tanto potere agli altri, mentre quel potete occorre riprenderselo. Da quello che scrive credo che questo dialogo interiore in cui continua a dirsi di non valere niente (quasi come un bullo di se stesso) non l'aiuta. Le consiglio di chiedere uno spazio, magari con un terapeuta della sua zona, per capire quando ha iniziato a credere è a dirsi di non valere niente?davvero è accaduto a scuola o c è qualche altra esperienza che collega a ciò, magari familiare? A cosa le serve oggi continuare a dirsi di non valere niente? Può vivere la sua socialità mettendo in conto di non piacere a tutti o di sbagliare? L unico modo, infatti, per smettere di avere paura di sbagliare, è accettare di farlo, fare pace con la parte umana che riguarda tutti noi e mettere da parte l illusione/aspettativa/presunzione di essere perfetti in ogni situazione. Spero di averle dato quale input di riflessione. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3380273833...

Fuori luogo in ogni situazione

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Salve Andrea, non c'è niente che si "deve" fare, piuttosto si tratta di trovare la sua dimensione di benessere relazionale. Da quanto scrive sento che c'è un forte desiderio di vita sociale ma anche un grande senso di inadeguatezza che la rende pesante e ansiogena. Forse è lì che deve andare, nel senso che deve capire da dove nasce questo sentimento e a cosa le serve. Sembra strano, ma è così, anche ciò che ci fa male nasce con un motivo, spesso inconsapevole. Magari ad esempio le serve a proteggersi da delusioni?dal rischio di essere ferito? Come mai tanta paura di essere giudicato ed inadeguato?chi la vuole (o voleva) perfetto? Insomma la invito a continuare la riflessione aperta scrivendo qui, magari chiedendo uno spazio presso un terapeuta della sua zona. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli- Tel 3280273833...

Amore o dipendenza?

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Salve Morena, non è facile rispondere alla sua domanda perché a volte molti bisogni si confondono con l'amore, e stesso la parola Amore assume significati diversi per ognuno di noi. Le suggerisco di chiedersi cosa la unisce a questo ragazzo e più che se è amore o meno, se lo sceglierebbe come compagno della sua vita. E ancora, sente che questa relazione le faccia bene?le sia "utile" per crescere e per gioire insieme della vita? Una volta risposto a queste domande credo che le sarà più chiara la strada da intraprendere ed allora sia in un caso (stare insieme) sia nell'altro (lasciar andare) si tratterà di mettere in conto sempre anche delle emozioni negative. È inevitabile infatti dopo il primo anno di innamoramento in cui si vede solo il bello, che una relazione vada incontro a sentimenti di rabbia e frustrazione che però vanno affrontati per far crescere il rapporto e la conoscenza reciproca. È altrettanto inevitabile che scegliere di lasciar andare una persona alla quale ci siamo legati, implica affrontate un dolore o sentimenti di gelosia, paura, malinconie e altro. La invito quindi a lavorare sulla sua capacità di "tenere" ( nel senso di con-tenere) anche emozioni negative che sono insite in ogni scelta. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli, Tel 3280273844...

Fine relazione

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Cara Lucia, la convivenza può essere considerata tra le tappe critiche in un rapporto di coppia, in quanto segna un profondo cambiamento tra il prima e dopo, rompe degli equilibri e richiede di costruirne altri. In questa fase occorre negoziare nuove regole dello stare insieme e nuovi compiti, ad esempio, di gestione della casa, del tempo ecc. Il modo in cui si affronta e le posizioni assunte dipende molto anche dalle esperienze passate, dai modelli ricevuti e dalle aspettative su come si deve comportare l'altro. Per questo motivo, è un momento molto bello nella vita di una coppia in quanto aumenta la condivisione e l'impegno reciproco, ma è allo stesso tempo un momento impegnativo e difficile. Per questo molte coppie falliscono proprio dopo questo passo importante (o dopo altri passi come avere un figlio, ad esempio). E' molto importante potersi chiarire quindi sui propri bisogni e lavorare per trovare la propria dimensione di coppia. Sul da farsi quindi non le saprei dire...Stare insieme implica un lavoro continuo e faticoso e a volte sotto la scia della delusione cerchiamo altro, un altro che nella nostra fantasia ci corrisponda appieno. Ma esiste davvero quest'altro?La invito a vedere questa come una fase di transizione, in cui state provando a passare ad un livello successivo e solo il dialogo autentico vi potrà aiutare. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli 3280273833...

Non riesco a tornare quello di una volta

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Salve Omar, ciò che ci muove, cioè che ci fa mettere in gioco per raggiungere un obiettivo è un insieme di credenze, pensieri, idee ma anche emozioni e sentimenti. Quando il suo matrimonio era in crisi aveva molta più motivazione a dimagrire perchè lo riteneva (cognitivamente) importante ed utile per il suo matrimonio e questa idea era sorretta da un substrato emotivo molto forte ( rabbia, paura di perdere sua moglie, desiderio di conquistarla) che invece al momento è venuto a mancare. Quello che le sta accadendo quindi credo sia del tutto comprensibile. E' tornato nella sua zona di confort e questo va anche bene, ma si può prendere cura di se stesso anche da lì?Forse ora sente che lo "dovrebbe" fare perchè giusto ma questo pensiero non riceve la spinta da alcuna emozione o desiderio autentico per tale motivo perde forza velocemente. Provi a darsi degli obiettivi anche piccoli ma ancorandoli ad un emozione, ad un desiderio suo autentico e non ad un dovere. Può essere uno sport o un'attività che le dia emozioni, mantenere un certo peso per poter fare qualcosa che ama fare o altro. Si ricordi che senza emozioni, positive o negative, non andiamo da nessuna parte:o) Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e psicoterapeuta Relazionale e Familiare Napoli, tel 3280273833...

Problema di coppia, cosa fare?

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Cara Valeria, sicuramente andrebbero approfondite tante cose della sua storia ad esempio mi chiedo se l inizio di quest'altra relazione in concomitanza con la convivenza sia casuale o nasconda delle paure più profonde. Potrebbe essere ad esempio un modo per disimpegnarsi, allontanarsi emotivamente dal suo fidanzato per timore di una vera intimità e di una vita insieme ? La invito poi a soffermarsi sulle ultime due righe che ha scritto in cui mi sembra che lei già conosca le sue risposte. Sia se decida di continuare questa storia sia se la dovesse chiudere, credo che sia importante che lei arricchisca la sua vita relazionale e c'è sempre modo di farlo anche se lontani dalla propria città di origine. In questo modo forse potrebbero diminuire le richieste e le aspettative sul suo compagno, lei si potrebbe sentire più soddisfatta e la vita di coppia potrebbe beneficiarne, o altrimenti potrebbe sentirsi più pronta per chiudere una storia che non le sta dando ciò che desidera. Solo così potrà capire se a legarla è la paura di star sola, o se sta pensando di uscire da questa storia perchè a spaventarla è proprio l'idea di un "per sempre". Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli tel 3280273833...

Perchè piango sempre? Sono depressa o pazza?

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Cara Silvia, credo che lei abbia già individuato i temi su cui può lavorare. Il nostro rapporto con gli altri dipende fortemente dal rapporto che abbiamo con noi stessi e da come sentiamo di star vivendo. Da quello che scrive mi sembra che avrebbe bisogno di uno spazio in cui fermasi a riflettere ed elaborare vissuti ed esperienze passate, fermarsi sul presente e su ciò che in esso non va e sul suo futuro, per capire come indirizzarlo nella direzione che più può farla felice. Dice di non avere punti di riferimento ed immagino che questo la faccia sentire spaesata e disorientata, sono forse proprio questi vissuti a far nascere il bisogno di controllare tutto. La invito, quindi, a rivolgersi ad un terapeuta della sua zona proprio per essere aiutata a capire come trovare una maggiore soddisfazione personale sicura che questa si possa poi riflettere anche in un benessere relazionale. Un caro saluto dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli, 3280273833...

Ho paura della vita e di come sarà il futuro

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Salve Camilla, credo che il dolore abbia bisogno di tempo e anche lei per elaborare queste due perdite tanto importanti. Non si dia fretta, giudicarsi non serve, a poco a poco, passo dopo passo potrà riprendere i vari pezzi della sua vita partendo da una lezione molto importante: nessun palazzo può reggersi su un solo pilastro. Forse può partire dalle risorse intorno a lei, quali può individuare? quali può attivare? Ad esempio forse uno spazio di psicoterapia potrebbe essere d' aiuto sia per elaborare il vissuto di perdita sia per ricevere il sostegno adeguato per ripartire. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli 3280273833...

Separazione coniugale ed asilo

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Buongiorno Domenico, il suo punto di vista é assolutamente condivisibile, i bambini hanno bisogno di abitudini e costanti che li rassicurano. É anche vero, tuttavia, che se i genitori sono sereni su un cambiamento anche loro lo saranno e lo accetteranno tranquillamente. Detto questo, mi sembra che lei stia cercando un terzo che possa decidere su quella che é solo una delle tante questioni della vita di sua figlia che vi possono vedere in disaccordo e sulle quali dovete imparare a negoziare e a raggiungere un accordo,nonostante la separazione, evitando inutili bracci di ferro. Ciò che infatti é più deleterio per i bambini é proprio respirare l aria di conflitto, nervosismi e attacchi che li vedono tirati un mezzo. La invito quindi a spostare la questione, che non é tanto asilo nuovo si o asilo nuovo no, ma come riusciremo noi due (anche in assenza di un terzo, avvocato, giudice o psicologo che sia) a continuare ad prenderci cura insieme di nostra figlia, collaborando? Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli tel. 3280273833...

10 anni di attacchi di panico

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Cara Giulia, dico spesso che la morte è qualcosa con cui dobbiamo prima o poi fare i conti tutti come esseri umani. L'uomo infatti è l'unico ad averne consapevolezza e questo se ben guardiamo è ciò che ha da sempre ispirato poeti ed artisti vari, che con le loro opere cercavano l immortalità o di esprimere il loro vissuto rispetto a questa condizione di finitudine. Un mio maestro mi diceva che il guaio della nostra società è proprio che viviamo da immortali, neghiamo la morte non pensandoci e questo porta a togliere valore a tutto. La morte noi invece dovremo interrogarla ogni giorno, considerarla un'amica che ci aiuta a capire se stiamo vivendo davvero. Da quello che scrive gli attacchi di panico e la paura della morte sono sopraggiunti sempre in momenti di cambiamento e questo é molto frequente. Il cambiamento segna infatti un prima ed un dopo, marca il tempo che passa portando con sé l idea della morte. La invito a non farsi spaventare ma anzi ad usare questa idea come un'occasione per chiedersi "sto davvero vivendo? E lo sto facendo davvero come vorrei io?ovvero come vorrebbe la parte più autentica di me?" Uno spazio di terapia potrebbe aiutarla in queste riflessioni. Un caro saluto Dott.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Adolescenti nel lettone, assecondarli o no?

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Salve Erika, spesso alla conquista delle piccole autonomie corrisponde una regressione in altre sfere. È un po' come rassicurarsi di non essere abbandonato, di poter ancora godere della vicinanza di mamma e papà pur crescendo. Ha insomma a che fare con l'eterna ambivalenza tra il voler diventare grandi e il voler restare piccoli che riguarda un po' tutte le età ma che é sicuramente più marcata in adolescenza. Su un piano pratico il suggerimento è di essere voi a fargli compagnia in camera sua evitando che lui la lasci del tutto ed ovviamente di non criticare né giudicare questo suo comportamento. È piuttosto importante aiutarlo a verbalizzare i suoi vissuti ed accoglierli. In questo un aiuto di un terapeuta familiare vi potrebbe essere di aiuto, come potrebbe esservi di aiuto anche fermarvi e chiedervi "e noi come stiamo vivendo la crescita e le prime autonomie di nostro figlio?siamo pronti?" Anche noi genitori, infatti, possiamo provare ambivalenza rispetto al fatto che nostro figlio sta diventando grande e si sta così allontanando un po' da noi. I ragazzi sono molto bravi a cogliere i nostri stati d'animo anche non detti, ma comunicato inconsapevolmente in altri modi e per amore sono pronti a rassicurarci (in modo inconsapevole) come possono (ad esempio venendo nel lettone pee dirci che hanno ancora bisogno di noi). Ci rifletta Un caro saluto Dott.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Mio marito mente. Come affrontarlo?

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Salve Pamela, di cosa ha paura effettivanente? Di una sua reazione o di dover affrontare una discussione?La situazione certo non é semplice perché c'è un riferito da terzi che rende tutto più complicato...Le consiglierei di non farsi prendere dalla rabbia e di non fare un processo ed una condanna già nella sua testa senza ascoltare lui. Forse può semplicemente chiedergli una spiegazione e dirgli cosa prova lei e cosa ha significato sapere questa cosa in questo modo. Una volta ascoltato lui poi trarrà le sue conclusioni. Un saluto...

Video porno, come affronto questa situazione?

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Salve Martina, credo che il modo in cui la considerano (posto che sia così) dipenda dalla concezione che hanno della donna e della moglie e purtroppo lei non li può cambiare. Credo effettivamente che l unica strada sia quella del raccontare cosa prova con tranquillità e con lo spirito di condivisione che vi contraddistingue. Sento, però forse mi sbaglio, che rischia di mettersi in competizione con questo mondo del lavoro di suo marito, e la invito a chiarire con se stessa questa questione. Come se lo considerasse un terzo che vuole farla fuori, che vuole mettersi in competizione. Come mai? In più in una coppia in cui c è tanta libertà e condivisione è possibile riservare uno spazio segreto, solo personale senza che questo venga considerato necessariamente una minaccia? Che regole vi state dando? La condivisione sempre e comunque non rischia di schiacciare l individualità e la possibilità di uno spazio solo personale? Ci rifletta. Un caro saluto Dt.ssa Laura De martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Crisi di coppia

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Cara Giulia, capisco che la sua lettere é stata scritta sull'onda dell'emotivita' conseguente a questa discussione, così come credo che siano state dettate dalla rabbia le parole dette a lui. La invito a fermarsi e a parlare con il suo compagno con maggiore calma cercando di far capire il suo stato d'animo e di capire insieme cosa vi stia succedendo. La nascita di un figlio, il passaggio dal due a tre, é un momento meraviglioso ma anche critico nel senso che segna un cambiamento nella vita dei singoli e della coppia. È proprio per questo che ha bisogno di tempo. Credo che dobbiate trovare un vostro equilibrio soprattutto tra lo spazio da dedicare insieme alla cura del bambino, a voi come coppia e per voi stessi cioè avere e coltivare uno spazio individuale di tempo libero (nel rispetto dell'altro ovviamente). Mettere a quadro queste sfere della vita non é semplice, necessita di un lavoro paziente e non di reattività e dispetti. Mettetevi in ascolto delle vostre reciproche esigenze con amorevolezza e pazienza. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...

Come affrontare la crisi di coppia?

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Salve Federica, credo che vi potrebbe essere utile un percorso di coppia, questo infatti vi potrebbe aiutare a capire cosa vi sta succedendo ed eventualmente a superare insieme questo momento. Sarebbe, inoltre, uno spazio anche per capire che progetto di coppia vi state dando, se lo condividete oppure no, o al contrario, decidere di separarvi e di farlo "bene" senza mentire, definendo l'un l'altro cosa volete con responsabilità e onestà. Un caro saluto Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e familiare Napoli 3280273833...

Sempre brava, sempre sicura, e ora?

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Cara Lisa, é l'età più bella solo quando passa e la rivedi anni dopo, ma quando la vivi non sempre é così rosea!Da adolescenti si vive nell' onnipotenza, ci si sente grandi e si fanno sogni grandiosi. Quando poi inizia l età adulta lo sguardo su di te e sugli altri diventa più realistico. Si incontrano i propri limiti e le proprie fragilità anche perché si prendono via via responsabilita' più grandi. Io credo che la sfida ora per te è fare i conti con questi aspetti e amarti anche se non sei sempre sicura e brava. Abbracciati e vai avanti nel mondo come sei, anche con queste fragilità ti renderanno solo più umana, qualità che senz'altro ti servirà nel tuo mestiere. Dr.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833...