Psicologia: comportamento e persona ambigua
Salve. ho 34 anni e improvvisamente mi sono ritrovato in una situazione assurda. Qualche tempo fa iniziai una relazione clandestina con una donna poco più grande di me (40 anni), all’ inizio i nostri appuntamenti erano solo di natura sessuale. Poi andando avanti lei cominciò a manifestare una certa insofferenza per la mia situazione da persona impegnata e dopo poco cominciai anch’io a volere di più dal rapporto. I nostri incontri diventarono di altra natura, cominciammo a vivere la cosa sentimentalmente e senza accorgercene ci ritrovammo a esporci totalmente come persone anche nelle cose più riservate e delicate delle nostre vite, arrivando entrambi a sentire nascere sentimenti raramente provati nelle nostre vite. A questo punto la situazione era abbastanza chiara ma per non correre il rischio di prendere decisioni avventate, approfittando della partenza per motivi di lavoro della mia fidanzata comunicai la necessità di un periodo di pausa, ufficialmente per capire la lo stato della nostra relazione ma in realtà per poter far luce ed essere cosciente di quello che stava succedendo. Il giorno della partenza quando sarebbe cominciata da un lato la pausa e dall’altro l’inizio di una frequentazione per capire lo stato di quel nuovo rapporto, sono cominciati i problemi, inizialmente con uno sfogo da parte di lei terminato con la richiesta di prendere una posizione definitiva sulla mia relazione ufficiale (non capisco perché mettere la tua relazione in pausa invece di chiuderla quando a prescindere da me non stai bene) poi con un distacco, spesso rifiutando di vederci con dei modi quasi a voler provocare una mia reazione di odio nei suoi confronti, fino ad arrivare alla scomparsa con la motivazione di un suo stato di confusione in cui voleva essere sicura dei sentimenti che provava. Da quel giorno non ci siamo più visti, soltanto sentiti telefonicamente fino a quando le comunicai la mia decisione di allontanarmi per un periodo di tempo per riflettere e schiarirmi le idee (tutto questo è successo nell’arco di dieci giorni). Al mio ritorno (circa quindici giorni) non con poche difficoltà sono riuscito ad avere un confronto in cui la sua posizione e la seguente: di non riuscire ad amarmi e di non provare più le cose che sentiva prima, di non capire cosa sia successo visto l’improvvisa scomparsa dei sentimenti che provava, che comunque quello che era successo l’aveva segnata profondamente, che non si sente di vedere o stare con nessuno perché intollerante a qualsiasi persona, vuole stare sola e probabilmente lo resterà tutta la vita perché e il suo destino. La domanda che pongo e che considerato la velocità, le modalità ed il momento in cui è nato questo distacco, e non avendo motivo di dubitare sulla sincerità della persona, sia possibile che la paura di mettersi in gioco ed affrontare la situazione in un contesto normale e pulito possa aver causato inconsciamente una chiusura che le impedisce di provare qualsiasi sensazione o sentimento? E se è così come posso se possibile gestire la cosa?
Ringrazio anticipatamente per la risposta.