Chiara domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 11/10/2016

Messina

Come aiutarlo?

Salve sono una ragazza di 19 anni abito a casa con mia mamma il compagno e i miei due fratelli... uno di 8 anni e L altro di 28 ... ovviamente quello di 28 non è il figlio del compagno di mia mamma che io ormai definisco mio padre siccome mi cresce dall'età di 6 anni..
diciamo che i rapporti tra lui e mio fratello non sono mai andati bene tant'è vero che sono arrivati alle mani un sacco di volte ,carabinieri ECC.. da IO piccola a mio fratellino ...
le cose da qualche tempo vanno meglio però c'è mio fratello che è diventato una roba impossibile diciamo che non è a posto di testa ma questo da sempre ... secondo me proprio disturbi psichiatrici... sarebbe da aiutare .. io vorrei sapere se c'è un posto o comunque delle persone che possano aiutarlo anche con un lavoro.. qualcosa perché in casa non si può tenere .. a me la vita me L ha rovinata .. sono crescita nella paura nella vergogna e nel nervoso ... e sono una femmina ... benomale il piccolo è maschio .. ma è comunque piccolo e non prende bell esempio... la ringrazio ....

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 11/10/2016 - 15:15

Napoli
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Salve Chiara, sicuramente ci sono luoghi dove suo fratello possa ricevere aiuto, ma affinché questo possa succedere deve poter chiedere aiuto . In questi casi può rivolgersi a psichiatri privati o al servizio di igiene mentale dell'Asl del territorio, lì oltre a effettuare un percorso psichiatrico e psicoterapeutico viene proposto, se è il caso, l'inserimento in centri diurni semi-residenziali o spesso attività svolte da cooperative convenzionate. Si tratta di contesti in cui si possono fare attività laboratoriali e/o lavorative assistite. Ovviamente occorre prima di tutto che venga fatta una diagnosi o che comunque si capisca la natura delle difficoltà di suo fratello. La questione è dunque solo questa: suo fratello che ne penserebbe? E' consapevole di aver bisogno di auto?Ne potete parlare? Qualora non fosse d'accordo potreste almeno inizialmente rivolgervi ad uno psicoterapeuta familiare presso cui andare tutti insieme e capire cosa ciascuno può fare per stare meglio insieme. Ad ogni modo cara Chiara, credo che prima di tutto, anche lei debba poter chiedere aiuto, in particolare a sua madre e al suo compagno che lei descrive come suo padre, raccontare loro la sofferenza che ha vissuto e vive e farsi aiutare a trovare delle soluzioni. Sento, infatti, dalla sua lettera che rischia di farsi carico esclusivo di questa situazione e della preoccupazione per il piccolino. Si ricordi che in questa famiglia esistono due genitori ed è a loro che lei deve poter chiedere di intervenire.

Un caro saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli