Apatia
Salve, ho 35 anni, sono sposata; e solo poche settimane fa sono riuscita a dare un nome ad un mio comportamento costante che mi ha creato e crea tuttora problemi: apatia, intesa non come uno dei sintomi della depressione ma proprio come disturbo dell'umore fine a se stesso. Ho dei periodi attivi, ma poi,divento come quiescente, inerte... Io sono serena, ma questo comportamento preoccupa i miei genitori (ancora adesso che sono una donna adulta) fino a litigare furiosamente perchè "non mi impegno". Ovviamente le loro accuse mi fanno star male (mi sento attaccata ingiustamente, ma anche colpevole). Mi sforzo di uscire dal guscio, dò inizio a dei progetti, sento che potrebbe essere la volta buona, sono felice..ma alla fine si ripete tutto come prima. Si è pensato ad ansia (no), a depressione (nope),mi è stato detto che "lo fai apposta perchè ami manipolare le altre persone" (ma quando mai!) "Come la bisnonna Maria che è morta alcolizzata come una barbona,in strada"... Alla fine ho scoperto la definizione che mi calza: apatia,incapacità di riconoscere sia i propri bisogni che i propri sentimenti... che si traduce ad una serena, tranquilla anemia emotiva, priva di slancio vitale. Da un lato mi sento sollevata (wow, allora ho davvero un problema psicologico, non sono stupida o/e stronza come credevo), dall'altro lato mi chiedo come si può "curare" un disturbo che ti porta a dissanguarti emotivamente senza neppure accorgetene, anzi, convinta che vada tutto bene! Iternet suggerisce meditazione e "iniziare a fare qualcosa" (si,ciaone), ma ho bisogno di un parere su misura. Grazie per qualsiasi risposta (sono temporaneamente in fase "up" per via della botta di endorfina dovuta alla mia scoperta.. ma sto giá trascurando di nuovo i mestieri casalinghi e la ricerca del lavoro.. aiuto!)