Lara  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 19/05/2019

Problema familiare: Nipote con problemi non si fa aiutare.

Buonasera,
Vi scrivo perché non so più come porre rimedio ad una situazione che va degenerando sempre più, soprattutto da quando non abito più con i diretti interessati.
Mia nipote ha 20 anni e viene da un contesto familiare veramente malsano. Una madre con evidenti problemi, manipolatrice, egocentrica, priva di empatia, aggressiva ed irresponsabile. I figli sono costretti a vedere la sottomissione del padre e violenza in ogni sua forma. Non entro nel merito degli assistenti sociali perché è una battaglia che affronto da quando ho 20 anni (ora 30) ma senza successo... Mia nipote è da quando ha 16 anni che vive stabilmente con me, mia madre e mio padre. Gli altri sono ancora con la madre.
Nel tempo S. (Mia nipote) ha cominciato a manifestare gli stessi identici atteggiamenti della madre, sia con noi che con i vari partner, siamo arrivati però al punto che non ci si può parlare in nessun modo, non accetta ne consigli, ne critiche ne confronti, è sempre sulla difensiva e molto vittimista, sfocia, mettendola di fronte all'evidenza, in atti violenti. È arrivata a prendermi per i capelli. Io sono 3 anni che le tento tutte per fargli fare un percorso con un terapeuta: comprensione, impormi, gentilezza, minacce, ignorarla. Nulla ha avuto successo. Ho ottenuto solo 3 mesi di sporadica terapia.
Da quando me ne sono andata a vivere a 600km per lavoro (da circa un anno) la situazione è peggiorata. Ha problemi nelle relazioni sociali, sono sopraggiunte fobie e manie e l'aria a casa è un eterno conflitto fatto di urla e pianti. Purtroppo mio padre anche ha vari problemi, è un insensibile e un po' menefreghista e a lungo andare ha preso in odio la nipote trattandola malissimo quando "attacca" anziché cercare di comprenderla.
Io vorrei aiutarla e non so come, ha perso già 3 anni di scuola ed è diabetica e per nulla responsabile della sua vita. Ho paura resti sola, che non riesca ad inserirsi in un contesto lavorativo ne sociale. Inoltre la vita per mia madre (sua nonna di quasi 70 anni) è sempre peggio. Lei da me non vuole venire proprio perché teme il mio giudizio e la mia presenza (cerco sempre di farla ragionare, senza successo) e non so più cosa fare.
Come posso convincerla ad affrontare seriamente una terapia?
Grazie a chiunque mi risponderà
Una zia disperata

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/05/2019 - 21:47

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Sara,
La soluzione alla sua domanda è già contenuta nel titolo che ha indicato: è un "problema familiare". Quindi, come tale, è prevedibile che sua nipote sia refrattaria a qualsiasi tipo di psicoterapia individuale, proprio perché i disagi manifestati dalla ragazza sono l'espressione di un disagio più ampio e profondo che ha origine nella famiglia, stando al suo racconto.
Pertanto, la strategia più efficace in questi casi, è richiedere una terapia familiare che coinvolga tutti i componenti, compresi nonni e anche lei che è la zia in quanto riferimento affettivo.
In questo modo, sua nipote, non si sentirà "giudicata" o ritenuta l'unica con disagi psicologici, proprio perché nella terapia familiare si riconosce la responsabilità di ogni membro nella determinazione delle dinamiche patologiche che si osservano nella famiglia.
Quindi, ogni membro è chiamato ad offrire il suo contributo per fare funzionare meglio il sistema-famiglia.
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 20/05/2019 - 15:32

Napoli
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Salve Sara, la situazione da lei descritta mi sembra alquanto complessa e capisco che di fronte a chi non si vuole far aiutare ci si possa sentire "disperati", impotenti e provare un grande senso di frustrazione. In effetti senza una richiesta di aiuto esplicita può solo tentare di reggere le emozioni che ciò la sollecita ed a poco a poco imparare a lasciar andare. Detto questo sono d' accordo con la collega che si potrebbe coinvolgere S. in un percorso di psicoterapia familiare. La motivazione sarebbe quella di ricevere un aiuto a trovare un benessere familiare, a superare le difficoltà relazionali presenti e a capirla per migliorare anche la convivenza, che non credo sua facile. La sua presenza sarebbe determinante in questo senso. Si tratta di proporre un cambiamento di prospettiva che non faccia sentire S. giudicata o peggio ancora "malata". Se posta in questo modo, difficilmente i ragazzi rifiutano la terapia familiare. In caso ciò dovesse accadere, invito ugualmente chi si prende cura di lei ad effettuare un percorso psicoterapeutico per poter aprire uno spazio di riflessione e contenimento delle emozioni sollecitate dalla situazione.

Spero di essere stata di aiuto.
Un caro saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare
Napoli, Tel 3280273833