Beatrice  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 24/04/2018

Agrigento

Senso di colpa

Salve, mi chiamo Beatrice ed ho 21 anni. Sono stata fidanzata per un anno e mezzo con il mio primo ragazzo che precedentemente era anche un mio caro amico. Tra di noi c'è sempre stata una buona complicità, ma da parte mia poca attrazione (non solo fisica...non ero proprio innamorata). Non ho mai voluto dar retta a queste sensazioni perché pensavo che col tempo mi sarei innamorata, dopotutto era un bravo ragazzo, simpatico, mio amico ecc... però dopo due anni ho cominciato a non poterne più, l'ho lasciato e mi sono messa poco dopo con il mio ragazzo attuale, per cui invece provo un sentimento molto più profondo e una forte attrazione. Adesso giungo al punto: mi sono sempre immaginata con un solo ragazzo per tutta la vita (ovviamente parlo per me, e so che è un pensiero molto retrograda legato alla mia educazione cattolica in infanzia), e dunque aver lasciato quello che pensavo dovesse essere "l'unico" mi ha destabilizzato profondamente, in particolare provo un senso di colpa costante e lacerante per aver perso la verginità con lui e non con il mio ragazzo attuale, che amo davvero. I "rapporti" che ho avuto col mio ex (non so neanche se considerarli tali, eravamo entrambi alla prima esperienza) non mi hanno trasmesso niente mentre ora sono davvero felice, a parte questo senso di colpa, questa voce interiore e bigotta che mi dice in continuazione "sei una poco di buono!", so che è una completa idiozia, ma non riesco a spegnerla! Inoltre al mio ragazzo ovviamente non importa che io non sia più vergine, però temo sempre che in fondo in fondo un pochino gli dia fastidio... che devo fare?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 24/04/2018 - 11:50

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buon giorno Beatrice,
comprendo la sua difficoltà anche perchè da ciò che narra, mi sembra che lei abbia costruito un'immagine di sè conforme agli insegnamenti provenienti dai suoi genitori. Quindi, contravvenire ad essi, può rappresentare per lei, una sorta di disobbedienza a cui può seguire la disapprovazione dei suoi genitori.
Perciò, può essere importante per lei chiedersi che significato assume il rispetto delle regole genitoriali e cosa teme nel caso in cui ciò non avvenga. Rischia di essere isolata e criticata? Che rapporto ha con la critica altrui? Questo meccanismo si attiva anche in altri ambiti della sua vita?
La consapevolezza razionale di cui parla lei quando dice "completa idiozia", può essere insufficiente per superare il malessere che ha descritto, perchè è importante comprendere le motivazioni profonde sottese al suo senso di colpa, operazione essenziale nella elaborazione dello stesso e nell'acquisizione di una condizione di autonomia e libertà interiore.
Cordialmente
Dott. ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 24/04/2018 - 11:35

Napoli
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Cara Beatrice, parli di un'educazione cattolica che immagino avrai ricevuto dai tuoi genitori o da altre figure di riferimento, per questo leggo quanto hai scritto come una difficoltà a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che si aspettavano da te e che avrebbero desiderato. Crescere significa anche "tradire" ovvero andare altre, per essere se stessi. Quindi mi chiedo a cosa serve questo senso di colpa?a restare piccoli? Raccogli i valori in cui credi ma non lasciarti bloccare e non rinunciare alla tua unicità e a vivere la tua vita ascoltando i tuoi sentimenti.

Un caro saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare
Napoli- Tel 328 0273833